52011DC0140

/* COM/2011/0140 def. */ COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI L'introduzione dell'euro in Estonia


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Bruxelles, 22.3.2011

COM(2011) 140 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

L'introduzione dell'euro in Estonia

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

L'introduzione dell'euro in Estonia

1. Introduzione

Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha deciso che l'Estonia soddisfaceva le condizioni necessarie per l'adozione dell'euro [1] e che la deroga relativa alla partecipazione alla moneta unica dovesse essere abrogata a partire dal 1o gennaio 2011.

Analogamente a tutti gli Stati membri che hanno adottato l'euro dopo la prima tornata di introduzione nel periodo 1999-2002, l'Estonia ha optato per un cosiddetto approccio "big-bang", in cui il passaggio alla moneta unica avviene contemporaneamente al processo di sostituzione del contante. Un periodo di doppia circolazione di due settimane, in cui il denaro contante aveva corso legale sia in euro, sia in corone, ha consentito un abbandono graduale di banconote e monete della valuta nazionale precedente. Il successo del passaggio all'euro ha confermato ancora una volta che un breve periodo di doppia circolazione è sufficiente se la transizione è ben pianificata [2]. La maggioranza assoluta dei cittadini estoni (87%) ritiene che l'introduzione dell'euro si sia svolta senza problemi e in maniera efficiente [3].

La presente comunicazione tratta i principali aspetti del passaggio all'euro, in particolare la fase preparatoria all'introduzione del contante, il periodo di doppia circolazione, le misure adottate per prevenire pratiche abusive nella conversione dei prezzi e un'errata percezione dell'evoluzione degli stessi, le tendenze e le percezioni dei prezzi, oltre alla comunicazione sull'euro. Se pertinenti, vengono formulate conclusioni che potranno essere utili per i futuri passaggi all'euro.

2. La transizione

2.1. Preparativi per l'introduzione del contante in euro

L'introduzione del contante in euro costituisce probabilmente l'aspetto più visibile del passaggio alla moneta unica, poiché riguarda praticamente tutti gli istituti finanziari, le imprese e i cittadini. L'efficienza nella gestione dell'operazione dipende da un approvvigionamento adeguato di contante in euro a tutte le parti interessate e dalla preparazione delle banche e delle imprese ad affrontare un notevole carico di lavoro supplementare.

Al fine di sostituire il contante in corone estoni in circolazione e costituire le riserve logistiche necessarie, la Banca centrale estone (Eesti Pank) ha richiesto un prestito di circa 45 milioni di banconote in euro dall'Eurosistema e ha ordinato 194 milioni di monete in euro (che recano la faccia nazionale estone) dalla Zecca finlandese, selezionata a seguito di un bando di gara pubblico.

La Banca centrale estone ha avviato la fase di prealimentazione (ovvero la fornitura di contanti in euro agli istituti di credito prima del passaggio), distribuendo le monete in euro a metà settembre e le banconote in euro a metà novembre. Al fine di garantire un elevato grado di sicurezza, tutti i trasporti di contanti in euro in fase di prealimentazione, compresi quelli di monete e quelli di banconote destinate ai distributori automatici, sono stati scortati dalla polizia. Contanti per un valore complessivo di 187 milioni di euro in banconote (10,5 milioni di unità) e di 28 milioni di euro in monete (85 milioni di unità) sono stati trasferiti alle 10 banche commerciali che avevano sottoscritto dei contratti di prealimentazione con la Banca centrale estone, il che corrisponde all'incirca al 23% del volume di banconote prese in prestito dall'Eurosistema e al 44% delle monete ordinate. Il valore totale delle banconote prealimentate fino alla fine dell'anno corrispondeva al 34% del valore totale delle banconote in corone estoni in circolazione a fine ottobre 2010, mentre il valore totale delle monete prealimentate ammontava a quasi il triplo del valore delle monete in corona estone in circolazione. La quantità elevata di monete prealimentate riflette il cambiamento nella proporzione tra banconote e monete in seguito all'introduzione dell'euro (le monete in corone estoni non erano molto diffuse rispetto alle monete in euro).

La sub-prealimentazione (ovvero la fornitura di contanti in euro da parte degli istituti di credito a imprese e cittadini prima del passaggio) di monete in euro è stata avviata il 15 settembre, mentre le banconote in euro sono state fornite dal 1° dicembre. Circa 5 300 imprese hanno firmato un contratto di sub-prealimentazione con una banca ed è stato fornito loro quasi il 9% del valore (18% del volume) delle banconote prealimentate e il 52% del valore (51% del volume) delle monete prealimentate. In totale, prima dell'€-day è stato distribuito alle imprese il 14,4% del valore del contante prealimentato, un dato elevato rispetto alla maggior parte dei passaggi avvenuti dopo la tornata del 2002. In Slovenia la sub-prealimentazione aveva riguardato soltanto il 2,4% del valore del contate prealimentato, mentre sia a Cipro, sia a Malta la percentuale era limitata a circa l'1%. In Slovacchia invece è stato sub-prealimentato il 27,8% del valore contante prealimentato.

Nel quadro della sub-prealimentazione sono stati forniti anche 86 000 kit di monete in euro per i dettaglianti [4], prodotti dalla principale società specializzata nel trasporto di contante e distribuiti alla clientela professionale direttamente o tramite le banche. Tra i passaggi avvenuti dopo il 2002, si tratta del numero più elevato di vendite registrato in termini assoluti e del secondo numero più elevato in proporzione alle popolazione. È importante che sia distribuita una quantità sufficiente di kit di monete per consentire ai dettaglianti di dare il resto esclusivamente in euro durante la fase di transizione.

Il livello relativamente elevato di sub-prealimentazione è stato raggiunto nonostante il fatto che le banche estoni non abbiano osservato i nuovi orientamenti semplificati sulla sub-prealimentazione formulati dalla BCE e adottati nel giugno 2008 [5]. La Banca centrale estone e le banche commerciali hanno ricondotto la propria scelta ai seguenti fattori: a) per questioni inerenti al diritto estone, le banche non hanno ritenuto che il denaro bloccato nei conti dei clienti costituisse una garanzia sufficientemente sicura (in caso di insolvenza); b) le banche hanno reputato più semplice l'applicazione di regole comuni per tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione delle stesse, visto che la procedura standard consentiva di sub-prealimentare anche piccole società. La procedura standard è stata inoltre considerata più flessibile, visto che si può ricorrere alla procedura semplificata solamente nei 5 giorni di calendario che precedono il passaggio; c) infine si è ritenuto che a livello di informazione e comunicazione fosse più semplice attenersi a un solo tipo di accordo.

Dal 1° dicembre 2010 le banche commerciali hanno inoltre iniziato a cambiare corone in euro alla clientela privata al tasso di conversione e senza imporre commissioni, né limiti di cambio [6] in tutte le agenzie che offrivano servizi di contante. Tale servizio continuerà ad essere offerto fino a fine giugno 2011 e in seguito sarà garantito in un numero più limitato di agenzie fino a fine dicembre 2011.

Le autorità estoni hanno ordinato 600 000 mini-kit di monete in euro (42 monete con un valore nominale di 12,79 EUR) [7], ovvero più o meno uno per famiglia, in vendita presso banche e uffici postali a partire dal 1° dicembre. I mini-kit svolgono un ruolo importante per diverse ragioni: a) aiutano i cittadini ad acquisire dimestichezza con la nuova valuta; b) rappresentano un importante strumento di comunicazione e c) facilitano il compito dei dettaglianti di erogare il resto in euro nei primi giorni del passaggio. I mini-kit hanno riscontrato un grande successo, con 247 000 esemplari venduti già solo nei primi tre giorni. Successivamente sono stati ordinati altri 100 000 kit, ma alla luce attuale dei fatti non sarebbe stato necessario, visto che entro il 31 dicembre erano stati venduti 510 000 kit, dunque una quantità inferiore rispetto all'ordine iniziale. Ciò conferma gli orientamenti standard secondo cui di norma per soddisfare la domanda dovrebbe essere ordinato un quantitativo di all'incirca un kit per famiglia.

Secondo un sondaggio della Commissione svolto due giorni prima dell'€-day [8], una percentuale elevata di cittadini estoni era già in possesso di contante in euro ancor prima del passaggio: infatti il 50% degli intervistati era in possesso di banconote in euro (62% provenienti da un viaggio all'estero, 35% da un cambio di valuta in una banca estone), mentre il 62% disponeva di monete in euro (63% da un viaggio all'estero, 38% di un mini-kit).

La prealimentazione di banche e la sub-prealimentazione di imprese e cittadini estoni è stata ben pianificata e organizzata.I dettaglianti estoni disponevano di una quantità adeguata di contante in euro prima del giorno di introduzione. A tale proposito è stato anche distribuito un numero cospicuo di kit di monete in euro alla clientela professionale, una buona prassi per facilitare il compito dei dettaglianti nell'erogazione del resto esclusivamente in euro nella fase di introduzione del contante.Anche i cittadini erano in possesso di una quantità appropriata di contante in euro prima dell'introduzione. Il cambio senza commissioni garantito dalle banche commerciali prima del passaggio alla moneta unica ha svolto un ruolo importante in tal senso e costituisce anch'esso una buona prassi. Un numero sufficiente di mini-kit di monete in euro è stato inoltre prodotto e distribuito in banche e uffici postali. Questa iniziativa ha fornito un contributo importante, consentendo ai cittadini di acquisire dimestichezza con la nuova valuta prima della sua introduzione, oltre a rappresentare uno strumento di comunicazione nel passaggio all'euro e a facilitare l'operato dei dettaglianti che dovevano dare il resto in euro fin dai primi giorni dopo il passaggio alla moneta unica. |

2.2. Il periodo di doppia circolazione

L'Estonia ha optato per un periodo di doppia circolazione di due settimane (1-14 gennaio).

La conversione degli 867 distributori automatici di denaro contante nel paese si è svolta in maniera corretta e praticamente tutti gli apparecchi hanno distribuito banconote in euro dal 1o gennaio. Le banconote più richieste erano quelle di piccolo taglio (da 5 EUR, 10 EUR e 20 EUR), ad eccezione dei distributori con un grosso volume di operazioni, dove sono state distribuite anche banconote da 50 EUR. La scelta di rifornire i distributori di banconote di piccolo taglio era importante per evitare che i dettaglianti rimanessero a corto di resto. I terminali nei punti di vendita (POS) per i pagamenti con carte bancarie sono stati convertiti in euro con successo e in tempi utili per l'apertura dei negozi il 1° gennaio, così come tutti i sistemi informatici in generale. I pagamenti interbancari in euro hanno funzionato regolarmente fin dal primo giorno lavorativo bancario dell'anno.

La maggior parte della banche è rimasta aperta al pubblico per le operazioni in contante sabato 1o gennaio e domenica 2 gennaio, mentre gli uffici postali sono rimasti aperti sette giorni su sette durante il periodo di doppia circolazione. La possibilità di cambiare gratuitamente corone in euro in oltre 180 uffici postali in tutto il paese tra il 1° e il 15 gennaio è stata un'iniziativa importante che ha facilitato l'accesso al cambio di denaro contante da parte della popolazione, in particolare in zone isolate e rurali.

I trasporti di contanti sono avvenuti secondo i piani in stretta collaborazione con le forze di polizia, che hanno garantito un elevato livello di sicurezza.

L'affluenza della clientela in banca è stata moderata nel weekend del 1o e 2 gennaio, ma a partire da lunedì 3 gennaio e in tutto il periodo di doppia circolazione il numero di transazioni allo sportello si sono attestate a livelli da 3 a 5 volte più elevati della media, con picchi registrati nei primi due giorni del nuovo anno. Analogamente, anche la quantità di operazioni allo sportello negli uffici postali ha raggiunto i livelli massimi il 3 e il 4 gennaio.

Grazie alla buona organizzazione dei preparativi, le banche e gli uffici postali hanno affrontato al meglio la mole aggiuntiva di lavoro durante il periodo di doppia circolazione, sebbene nei primi giorni lavorativi dell'anno si siano inevitabilmente formate alcune code. Secondo un sondaggio della Commissione svolto tra il 16 e il 20 gennaio [9], il 95% degli intervistati non ha riscontrato nessun problema nel cambiare corone o ritirare euro nelle banche nella prima settimana di gennaio. Si tratta di un ottimo risultato, anche rispetto alla maggior parte dei recenti passaggi all'euro [10].

Il seguente grafico 1 evidenzia l'evoluzione dei pagamenti in contanti realizzati esclusivamente in euro nel periodo di doppia circolazione in Estonia, raffrontando i dati anche con la Slovacchia e la Slovenia.

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Una quota relativamente grande di clienti (20%) che ha pagato in contanti [11], lo ha fatto esclusivamente in euro già il 1o gennaio (le grandi catene di supermercati erano aperte). Il 5 gennaio la maggior parte (54%) dei clienti ha pagato solo in euro e in seguito la percentuale dei pagamenti effettuati esclusivamente in euro è cresciuta gradualmente fino alla fine del periodo di doppia circolazione. A prescindere da un avvio più forte, l'evoluzione dei pagamenti effettuati solamente in euro ha seguito in sostanza il precedente passaggio all'euro in Slovacchia, ma si è rivelata più lenta rispetto alla Slovenia (analogamente a Malta e Cipro, nonostante il periodo di doppia circolazione di un mese).

Il settore del commercio al dettaglio ha saputo affrontare al meglio le sfide del processo di transizione e la gestione parallela di due valute. I dettaglianti erano ben riforniti di contante in euro e non hanno segnalato particolari tempi di attesa dei loro clienti. Come si evince dal sottostante grafico 2, già al 1o gennaio nel 75% delle operazioni in contanti il dettagliante ha dato il resto solo in euro. Il dato è rapidamente cresciuto, raggiungendo il 92% domenica 2 gennaio (quando molti dei grandi esercizi commerciali sono rimasti aperti). Lunedì 3 gennaio la percentuale è lievemente diminuita all'88%, ma è risalita rapidamente il giorno successivo. La ragione per questo calo temporaneo non è nota, ma potrebbe essere ricondotta a dettaglianti piccoli e/o in località isolate che hanno aperto il proprio esercizio commerciale dopo il weekend e che disponevano di una quantità minore di contante in euro.

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Il sondaggio della Commissione che si è svolto a ridosso del periodo di doppia circolazione dimostra che la maggior parte degli estoni (87%) ha percepito il passaggio come regolare ed efficiente.

2.3. Ritiro della vecchia moneta

Una notevole percentuale di contante in corone estoni in circolazione è stata ritirata dalla circolazione prima del passaggio all'euro. Alla fine di dicembre 2010, il valore delle corone in circolazione era diminuito del 40% rispetto allo stesso periodo del 2009 (da 9,7 miliardi di corone a 5,8 miliardi di corone). Altri 4,1 miliardi di corone sono stati ritirati nel gennaio 2011, portando il valore residuo della valuta nazionale a 1,7 miliardi di corone (composto da circa 340 milioni di monete e 35 milioni di banconote) ovvero il 18% del valore in circolazione nel dicembre 2009. Le banconote nazionali sono state eliminate (distrutte), mentre le monete sono state demonetizzate e vendute sul mercato del ferro usato.

L'introduzione dell'euro in Estonia è stata ben preparata e si è svolta senza intoppi.Tutti i distributori e terminali POS sono stati convertiti in tempo, mentre banche e uffici postali hanno saputo gestire la mole supplementare di lavoro nel periodo di doppia circolazione. Il settore del commercio al dettaglio ha saputo affrontare al meglio le sfide del processo di transizione e la gestione parallela di due valute. I commercianti disponevano di una quantità adeguata di contanti in euro e una grande maggioranza ha dato il resto esclusivamente in euro fin dal primo giorno del passaggio.L'importanza dei dettaglianti nel dare il resto solamente in euro al fine di ritirare dalla circolazione la valuta nazionale nel minor tempo possibile dovrebbe essere tenuta in considerazione per futuri passaggi all'euro.L'introduzione della moneta unica in Estonia conferma l'esperienza dei precedenti passaggi all'euro dopo il 2002: un periodo di doppia circolazione di due settimane è sufficiente, purché sia ben preparato. |

3. Impedire le pratiche abusive ed evitare un'errata percezione dell'evoluzione dei prezzi

L'associazione estone per la tutela dei consumatori ha monitorato la corretta applicazione della doppia indicazione dei prezzi, delle norme sugli arrotondamenti e delle disposizioni dell'Accordo per la fissazione equa dei prezzi.

La doppia indicazione obbligatoria dei prezzi in corone estoni e in euro è stata avviata il 1° luglio 2010 e continuerà fino al 30 giugno 2011. Nei sei mesi del 2010 i 25 ispettori dell'associazione estone per la tutela dei consumatori hanno controllato circa 4 250 esercizi commerciali e comminato ammende in 288 casi (per un controvalore di quasi 12 000 EUR). L'irregolarità riscontrata con maggiore frequenza era l'arrotondamento matematicamente non corretto, anche se spesso la deviazione era soltanto di un centesimo di euro. La seconda irregolarità più frequente era data dalla parziale assenza di indicazioni del prezzo in euro, seguita dall'applicazione di un tasso di cambio scorretto e dall'assenza completa di indicazioni sul prezzo in euro. Gli esiti dei controlli hanno portato a un miglioramento graduale della situazione: in luglio il 47% degli esercizi commerciali controllati presentava delle irregolarità, mentre il dato è sceso all'11% in dicembre.

L'associazione sta inoltre stipulando degli accordi con delle ONG (in particolare organizzazioni di pensionati) e con le amministrazioni locali di Tallinn al fine di monitorare l'attuazione della doppia indicazione. Le ONG hanno controllato complessivamente 980 esercizi commerciali, notificando irregolarità in 283 casi in settembre e dicembre 2010.

I nomi delle aziende che non applicano correttamente l'obbligo della doppia esposizione dei prezzi vengono pubblicati ogni settimana sul sito web dell'associazione.

In linea generale gli estoni hanno ritenuto che la doppia esposizione dei prezzi fosse un aiuto utile per agevolare il confronto dei prezzi e imparare a prendere dimestichezza con la loro nuova valuta. Secondo un sondaggio della Commissione svolto in gennaio [12], quasi 9 cittadini su 10 (88%) consideravano la doppia esposizione molto o piuttosto utile. Oltre l'80% degli intervistati riteneva inoltre che la doppia esposizione fosse sempre (34%) o in prevalenza (49%) applicata correttamente, dunque il risultato è in linea con l'esito degli altri recenti passaggi all'euro.

Per quanto riguarda la conversione dei prezzi, il 59% degli estoni che hanno partecipato al sondaggio aveva l'impressione che non fosse corretta ogni tanto (38%), spesso (13%) oppure molto spesso (8%). Questo risultato si attesta circa a metà strada tra gli esiti dei precedenti passaggi all'euro, che evidenziano una posizione più critica da parte di sloveni e ciprioti e più positiva da parte dei maltesi (mentre gli slovacchi tendevano a dare risposte più contrastanti rispetto agli estoni, ovvero più critiche o più positive).

L'associazione segue anche l'applicazione dell'Accordo per un'equa fissazione dei prezzi, sottoscritto il 28 agosto sotto l'egida della Camera di commercio e dell'industria estone. L'accordo si ispira alle iniziative su base volontaria adottate con successo durante precedenti passaggi all'euro. I firmatari dell'accordo (commercianti al dettaglio, istituti finanziari, amministrazioni locali, punti vendita su internet, ecc.) si impegnano a non aumentare ingiustificatamente i prezzi durante il periodo di transizione e a rispettarne le regole. Quanti hanno aderito all'Accordo hanno il diritto di utilizzare un adesivo con il logo dell'iniziativa.

A fine dicembre erano circa in 526 ad aver firmato l'Accordo, tra cui 16 amministrazioni locali, mentre il logo era utilizzato in oltre 2 800 punti vendita o di attività, così come nelle pubblicità dei firmatari. La Camera di commercio estone l'ha indicato come il più grande accordo su base volontaria in Estonia mai realizzato in termini di numero di adesioni. L'Accordo rappresenta un'iniziativa di grande rilievo nella prevenzione di pratiche abusive e di percezioni sbagliate dell'evoluzione dei prezzi. Rispetto al numero di punti vendita registrati in Estonia (circa 28 000) e sulla base dell'esperienza dei recenti passaggi all'euro sembra tuttavia esserci un determinato margine di azione per espandere il campo di copertura dell'iniziativa [13].

A fine gennaio l'associazione aveva registrato 10 denunce di possibili violazioni da parte di società che avevano sottoscritto l'Accordo. In 4 casi non sono state rilevate irregolarità, mentre 6 casi sono tuttora in esame.

L'Estonia ha introdotto la doppia indicazione e un Accordo per la fissazione equa dei prezzi, allineandosi alle raccomandazioni della Commissione [14]. Le autorità dovrebbero fare in modo che tutte le denunce dei cittadini siano debitamente esaminate e dovrebbero continuare a monitorare la corretta applicazione dell'Accordo per la fissazione equa dei prezzi finché resterà in vigore.

4. Tendenze e percezioni dei prezzi

4.1. Tendenze dei prezzi

Il passaggio all'euro è stato preceduto da un periodo di aumento dell'inflazione in Estonia. Nel 2010 sono aumentati in maniera massiccia soprattutto i prezzi del comparto energetico e alimentare e quest'evoluzione che si discosta dai paesi limitrofi o dai valori aggregati all'interno dell'area dell'euro può essere ricondotta solo in parte a misure fiscali e alla forte ripresa economica.

Per quanto concerne l'evoluzione dei prezzi dopo l'introduzione dell'euro, i primi rilevamenti indicano che il passaggio ha esercitato un impatto piuttosto moderato sui prezzi al consumo in gennaio. Secondo i dati di Statistics Estonia, l'indice dei prezzi al consumo nazionale del mese di gennaio è rimasto invariato rispetto al mese precedente. I prezzi di elettricità, combustibile per il riscaldamento, benzina, abbigliamento e calzature hanno esercitato il maggiore effetto mitigante, dovuto in parte a fattori stagionali. Tuttavia la Banca centrale estone indica che il costo delle attività ricreative e sportive, della ristorazione e dei servizi alle famiglie è cresciuto in maniera decisamente più incalzante rispetto al mese di gennaio di anni passati. Sarà possibile effettuare ulteriori analisi dell'impatto del passaggio all'euro sull'evoluzione dei prezzi non appena saranno disponibili i nuovi dati IPCA per i primi mesi del 2011.

4.2. Percezioni dei prezzi

Un recente sondaggio della Commissione (gennaio 2011) [15] rivela che la maggioranza degli estoni (55%) era convinta che l'euro avrebbe fatto aumentare l'inflazione nel loro paese (rispetto al 66% dei ciprioti, al 52% degli sloveni, al 37% dei maltesi e al 19% degli slovacchi subito dopo il rispettivo passaggio all'euro), mentre solo il 21% degli intervistati era convinto che entrare nell'area dell'euro avrebbe aiutato l'Estonia a mantenere la stabilità dei prezzi.

L'introduzione dell'euro è avvenuta in un momento in cui l'inflazione percepita stava crescendo rapidamente dopo il minimo storico del 2009. L'inflazione percepita spesso si evolve di pari passo con l'inflazione IPCA in Estonia, ma sembra essere cresciuta in maniera più rapida rispetto all'inflazione reale nella seconda parte del 2010 (vedasi il grafico sottostante). I dati del sondaggio effettuato in gennaio dalla Commissione presso i consumatori dimostrano che l'inflazione percepita ha confermato il trend di crescita e in base a dati destagionalizzati ha raggiunto i 63,6 punti percentuali in gennaio, crescendo rispetto ai 59,6 punti percentuali di dicembre (il dato non destagionalizzato è diminuito da 61,1 a 59,6). In un contesto che vede un aumento dell'inflazione IPCA è difficile individuare l'impatto specifico dell'introduzione dell'euro sulla percezione dell'inflazione.

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5. Comunicazione sull'euro

La versione finale della "Strategia di comunicazione per l'adozione dell'euro in Estonia" approvata dal Comitato nazionale per il passaggio all'euro il 15 marzo 2010 ha sancito le linee guida per la campagna informativa sull'introduzione dell'euro. In termini quantitativi mirava a garantire che il 90% della popolazione estone fosse ben informata sugli aspetti pratici del passaggio all'euro e che, al momento della transizione, il 65% fosse favorevole alla moneta unica.

Le autorità estoni hanno avviato quasi la totalità dei piani di comunicazione su ampia scala in seguito alla decisione dell'ECOFIN del 13 luglio 2010. In casi sporadici la comunicazione è stata affidata alla webpage sull'euro e ad alcune presentazioni e a contatti con la stampa. Queste attività sono state intensificate a fine estate, quando le autorità estoni hanno rapidamente dato il via all'attuazione dei piani di comunicazione, i quali prevedono una serie di diversi mezzi di contatto diretto con il pubblico (ad es. direct mailing, organizzazione di seminari, mostre, ecc.) e di mezzi di comunicazione di massa (spot su carta stampata, TV e radio), sottolineando così gli aspetti pratici dell'introduzione della moneta unica. Le autorità estoni hanno seguito il suggerimento della Commissione di prestare particolare attenzione a gruppi vulnerabili, minorità e imprese. L'obiettivo quantitativo sulle informazioni relative al passaggio è stato raggiunto con ampio anticipo rispetto all'introduzione effettiva dell'euro. Il target numerico relativo al sostegno dell'introduzione dell'euro in Estonia è stato raggiunto nel gennaio 2011. Le autorità estoni hanno operato in stretta collaborazione con le istituzioni europee. Nel 2005 le autorità estoni avevano sottoscritto un accordo di partenariato con la Commissione europea volto a rafforzare e coordinare la cooperazione. L'accordo dopo essere stato prorogato diverse volte scadrà alla fine del 2011.

La Commissione con il suo know-how ha fornito un contributo concreto fin dalle prime intenzioni di introdurre l'euro in Estonia. In base a un accordo di sovvenzione siglato tra la Commissione e il Ministero delle finanze estone il 13 luglio 2010, la Commissione ha coperto fino al 50% dei costi ammissibili dei compensi degli esperti in comunicazione, delle campagne sui media, dei sondaggi pubblici, dei seminari e delle informazioni, nonché del materiale informativo per tutte le famiglie. La Commissione ha inoltre finanziato una mostra itinerante sull'euro in quattro grandi città estoni (Tallinn, Narva, Tartu e Rakvere), che ha attirato complessivamente oltre 65 000 visitatori. La Commissione ha altresì organizzato dei seminari per giornalisti e ha stampato diverse pubblicazioni.

La Banca centrale europea ha sostenuto la campagna informativa nazionale fornendo pubblicazioni, organizzando mostre ed altri eventi di pubbliche relazioni e apportando un aiuto significativo alla campagna sui mass media.

La buona gestione della campagna di informazione in Estonia ha contribuito a garantire un passaggio all'euro avvenuto senza problemi. Nonostante un avvio leggermente posticipato, la campagna ha coperto nel momento giusto tutti i principali aspetti pratici dell'introduzione dell'euro. È stata data particolare attenzione alle imprese, alle minoranze e ai gruppi vulnerabili. Le autorità estoni dovrebbero considerare l'eventualità di continuare a monitorare le percezioni sugli aspetti legato all'euro e intervenire, se del caso, con attività informative.

[1] Decisione 2010/416/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, in conformità con l'articolo 140, paragrafo 2, del trattato, relativa all'adozione dell'euro da parte dell'Estonia il 1° gennaio 2011, GU L 196 del 28.7.2010, pag. 24.

[2] Anche per la Slovacchia e la Slovenia si è osservato un periodo di doppia circolazione di due settimane, mentre per Malta e Cipro lo stesso periodo si è esteso a un mese. I paesi della prima ondata hanno introdotto l'euro sulla base dello “scenario di Madrid”, che prevedeva un periodo di transizione di tre anni (un anno per la Grecia).

[3] Flash Eurobarometro 309, rilevamento dei dati nel gennaio 2011, consultabile sul sito: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/flash_arch_en.htm (disponibile in inglese e francese)

[4] Sono stati distribuiti due tipi di kit: uno del valore di 111 EUR (8 rotoli di monete) e l'altro del valore di 198 EUR (15 rotoli di monete).

[5] Indirizzo della Banca centrale europea (BCE/2008/4), del 19 giugno 2008, che modifica l'indirizzo BCE/2006/9 in merito a taluni preparativi per la sostituzione del contante in euro ed in merito alla consegna anticipata e alla consegna anticipata di seconda istanza di banconote e monete in euro al di fuori dell'area dell'euro.

[6] Per motivi pratici, per cambiare grandi quantità di contante poteva essere necessario avvertire la banca in anticipo.

[7] I mini-kit sono stati venduti a un prezzo lievemente inferiore al valore effettivo: 200 corone invece di 200,12 corone.

[8] Flash Eurobarometro 308, del 30 dicembre 2010, consultabile sul sito: http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/flash_arch_en.htm (disponibile in inglese e francese)

[9] Flash Eurobarometro 309, consultabile sul sito:

- http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/flash_arch_en.htm (disponibile in inglese e francese)

[10] La percentuale corrispondente era del 90% in Slovacchia, dell'88% a Cipro, dell'85% a Malta e del 96% in Slovenia.

[11] Secondo il sondaggio di cui sopra, circa ¾ dei clienti ha pagato in contanti e ¼ ha utilizzato delle carte bancarie.

[12] Flash Eurobarometro n. 309.

[13] A Cipro l'iniziativa analoga ha coinvolto circa 7 600 esercizi, a Malta circa 7 900, mentre in Slovacchia i punti vendita che hanno aderito erano circa 20 000.

[14] Raccomandazione della Commissione concernente misure volte a facilitare i futuri passaggi all'euro, GU L 23 del 26 gennaio 2008, pag. 30. L'obbligo di doppia esposizione dovrebbe tuttavia essere introdotto non prima del momento in cui il Consiglio stabilità il tasso di conversione definitivo.

[15] Flash Eurobarometro n. 309.

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