3.5.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 132/63


Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio»

COM(2010) 672 definitivo

2011/C 132/11

Relatore: CHIRIACO

La Commissione, in data 18 novembre 2010, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — La PAC verso il 2020: rispondere alle future sfide dell'alimentazione, delle risorse naturali e del territorio

COM(2010) 672 definitivo.

La sezione specializzata Agricoltura, sviluppo rurale, ambiente, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 28 febbraio 2011.

Alla sua 470a sessione plenaria, dei giorni 15 e 16 marzo 2011 (seduta del 16 marzo), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 197 voti favorevoli, 26 voti contrari e 17 astensioni.

1.   Conclusioni e raccomandazioni

1.1   Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) valuta positivamente i contenuti e le proposte formulate dalla Commissione ed evidenzia che molte delle osservazioni formulate dal Comitato in precedenti pareri sono state accolte nella comunicazione. Il CESE richiede che la Commissione provveda a chiarire meglio le relazioni esistenti tra obiettivi, strumenti e risorse finanziarie della PAC post 2013. La riforma della PAC dev'essere attuata in modo da garantire la redditività dell'agricoltura e un reddito adeguato agli agricoltori in tutta l'UE.

1.2   Il compito prioritario della PAC è valorizzare il ruolo degli agricoltori come produttori di beni alimentari di uso quotidiano e anche, in misura crescente, di energia verde e sostenibile. L'agricoltura e la silvicoltura, d'altronde, devono rafforzare l'importante contributo alla gestione sostenibile delle risorse naturali permettendo di rispondere in maniera concreta alle grandi questioni della lotta al cambiamento climatico, dell'emergenza idrica, della protezione dell'ambiente e della biodiversità (1) e dello sviluppo territoriale.

1.3   Il CESE concorda con la proposta di superare il riferimento storico per la determinazione dell'entità dell'aiuto e sottolinea l'importanza dei pagamenti diretti nel quadro della PAC ai fini della salvaguardia del modello agricolo europeo. Tali pagamenti hanno un'importanza fondamentale in quanto compensazione per gli standard elevati che la società si attende nell'UE e in quanto remunerazione dei servizi resi dall'agricoltura e che il mercato non ricompensa. Inoltre, in un contesto di mercati sempre più volatili, essi svolgono per gli agricoltori una funzione di tutela contro i rischi e di garanzia del reddito. I beni e servizi pubblici forniti alla collettività riguardano, a giudizio del CESE, lo sviluppo sostenibile, la protezione dell'ambiente, la vitalità delle aree rurali, la riduzione della povertà, la sicurezza alimentare, la tutela del lavoro e dei consumatori.

1.4   Il CESE ritiene inoltre indispensabile che questo processo di revisione non sconvolga gli obiettivi e i meccanismi di funzionamento della PAC intesi a supportare gli operatori della filiera agricola, alimentare e ambientale nella programmazione di lungo e medio periodo. Al riguardo, il CESE, tenendo conto che il periodo per l’uscita dal regime semplificato (RPUS) per i nuovi Stati membri terminerà il 2013, ritiene opportuno prevedere un periodo transitorio sufficiente, e in coerenza con la durata del nuovo periodo di programmazione che terminerà nel 2020, per consentire agli agricoltori, in particolare a quelli che hanno investito in determinate condizioni, di adattarsi all'uscita dall'applicazione del riferimento storico nella quantificazione del valore del pagamento unico. Il CESE chiede, infine, di confermare uno strumento di flessibilità nazionale e regionale tipo articolo 68 (2) per l'erogazione di forme di sostegno specifico e per garantire un coordinamento integrale con le misure del secondo pilastro, l'organizzazione dei mercati nel settore ortofrutticolo e le misure di promozione.

1.5   Il CESE concorda con l'obiettivo di limitare l'erogazione del sostegno PAC a favore dei soli agricoltori attivi promuovendo il modello agricolo europeo mediante il ricorso ad interventi sia del primo che del secondo pilastro. Tutti i pagamenti del primo e del secondo pilastro devono essere finalizzati alla risoluzione delle problematiche sociali, ambientali ed economiche. Al riguardo il CESE invita la Commissione a fornire una definizione di agricoltore attivo applicabile su tutto il territorio comunitario. Il CESE propone che la definizione di agricoltore attivo contempli il requisito della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, anche attraverso la vendita diretta nei mercati locali, e della creazione di beni e servizi pubblici di utilità sociale.

1.6   Il CESE ritiene che la decisione politica del Consiglio europeo, di salvaguardare le condizioni dell'attività agricola in tutto il territorio dell'UE, debba rimanere un chiaro obiettivo della revisione della PAC. Il CESE ritiene opportuno che non sia abolito il sostegno agli agricoltori attivi in zone svantaggiate da un punto di vista naturale e climatico erogato nell'ambito del secondo pilastro. Il sostegno aggiuntivo riferito alla superficie per gli agricoltori nelle zone svantaggiate può evitare l'abbandono della produzione agricola sul territorio UE, contribuendo all'obiettivo della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare. Il CESE chiede alla Commissione di pubblicare al più presto la sua proposta di revisione dei criteri per l'identificazione delle altre zone svantaggiate (zone intermedie) per consentire un'adeguata consultazione di tutti gli stakeholders.

1.7   Il CESE concorda con l'adozione del capping dei pagamenti che dovrà essere applicato tenendo conto della struttura agricola del paese o della regione specifica. Il CESE propone di applicare il capping facendo riferimento ai livelli di intensità del lavoro salariato e non salariato impegnato in azienda tenendo anche conto del lavoro dell'agricoltore, garantendo così una giustificazione anche sociale all'utilizzo delle risorse economiche spese per il funzionamento della PAC. Il CESE ritiene, inoltre, necessario tenere in considerazione la specificità delle aziende formate da cooperative e forme associate di produttori agricoli, rapportando il pagamento alla pluralità dei soci.

1.8   La nuova PAC dovrà perseguire la priorità di garantire che l'UE abbia un settore agroalimentare competitivo e innovativo, in grado di contribuire al miglioramento delle condizioni socioeconomiche, dell'occupazione e della sicurezza dei lavoratori nel settore agricolo assumendo come riferimento nell'attribuzione degli aiuti la piena conformità alle clausole sociali con particolare riguardo al rispetto delle leggi e dei contratti di lavoro.

1.9   La Commissione deve fare chiarezza in merito all'applicazione del greening del pagamento diretto presentando una valutazione definitiva delle ripercussioni di tale proposta sugli attuali programmi ambientali del secondo pilastro. Il CESE invita la Commissione a prendere in considerazione eventuali impostazioni alternative. Una proposta potrebbe essere quella di subordinare il versamento della componente greening del pagamento diretto alla partecipazione obbligatoria a determinate misure agroambientali in grado di influire effettivamente sulla superficie, a condizione che gli incentivi finanziari coprano interamente i maggiori costi e che le procedure burocratiche siano ridotte al minimo. A tal fine la Commissione dovrebbe definire un elenco delle corrispondenti misure, da cui gli agricoltori potrebbero scegliere quelle più confacenti alla loro specifica situazione. L'esecuzione di dette prestazioni dovrebbe essere strutturata, a livello regionale, in modo tale da riflettersi positivamente sul reddito.

1.10   Il CESE ritiene che sia impossibile realizzare una efficace riforma della PAC post 2013 senza avere indicazioni chiare sulle decisioni assunte in merito alla dimensione e alla composizione del budget UE. Il CESE crede comunque che sia necessario garantire almeno la conferma della quota di bilancio riservata finora dall'UE alla PAC.

1.11   Il CESE fa osservare che un'ulteriore apertura dei mercati agricoli dell'UE condurrà a un inasprimento della concorrenza e che i prezzi alla produzione risentiranno sempre più della volatilità dei mercati internazionali. Il CESE esprime la preoccupazione che gli strumenti attuali non consentano di garantire un'adeguata stabilizzazione dei mercati. Nel quadro della riforma occorrerà tenere conto di ciò, non solo ai fini del riorientamento dei pagamenti diretti, ma anche ai fini della modifica degli strumenti di stabilizzazione dei mercati.

2.   Sintesi della comunicazione

2.1   Obiettivi della politica agricola comune (PAC)

2.1.1   Secondo la Commissione europea la PAC post 2013 dovrà contribuire ai seguenti obiettivi (3):

produzione alimentare economicamente redditizia,

gestione sostenibile delle risorse naturali e azione a favore del clima,

mantenimento dell'equilibrio territoriale e della diversità delle zone rurali.

2.2   Gli strumenti della futura PAC

2.2.1   Secondo la Commissione i pagamenti diretti disaccoppiati rimangono il principale strumento di sostegno all'agricoltura europea (pagamento diretto di base disaccoppiato di entità uguale per tutti i produttori di una determinata regione o Stato membro). Nell'ottica di migliorarne l'efficacia e l'equità è previsto il passaggio dai pagamenti storici a un pagamento fisso e uniforme per superficie (pagamento di base). Tuttavia, le condizioni economiche e naturali diverse da una regione all'altra dell'UE alle quali sono sottoposti gli agricoltori, richiedono una ripartizione equa dei pagamenti diretti. Tale pagamento sarà basato su titoli trasferibili, da attivare sui terreni agricoli, subordinati al rispetto di requisiti di condizionalità, che dovranno essere semplificati e integrati dagli obiettivi della direttiva quadro delle acque. Si propone di considerare l'introduzione di un massimale di aiuti per azienda (capping) i cui effetti potrebbero essere attenuati in funzione dei livelli di occupazione.

2.2.2   Secondo la Commissione la PAC post 2013 dovrà prevedere altre due tipologie di pagamenti diretti erogati per incentivare un'agricoltura più verde (greening degli aiuti diretti): 1) un pagamento per ettaro, applicabile in tutta l'UE, fornito in cambio dell'adozione da parte degli agricoltori di impegni agroambientali, che vanno oltre quelli della condizionalità di base (pascoli permanenti, rotazioni, set aside ambientale, ecc.); 2) un ulteriore pagamento per superficie, erogato agli agricoltori operanti in zone svantaggiate e/o con specifici vincoli naturali come integrazione al supporto fornito dal secondo pilastro della PAC.

2.2.3   Sono previste alcune eccezioni al disaccoppiamento. Per alcune regioni e per produzioni specifiche è prevista la possibilità di erogare aiuti accoppiati, all'interno di specifici limiti finanziari. Per i piccoli agricoltori è previsto uno specifico e semplificato sistema di aiuto per evitare la perdita di occupazione nelle aree rurali. Per rispondere alle critiche formulate dalla Corte dei conti europea in merito ai meccanismi di funzionamento dei pagamenti diretti si propone di focalizzare l'erogazione del sostegno a favore dei soli agricoltori attivi.

2.2.4   Secondo la Commissione è necessario prevedere il mantenimento di alcune misure di mercato. Questi strumenti devono poter essere attivati nelle situazioni di crisi come elementi di contrasto alle situazioni di emergenza. In particolare si propone il prolungamento del periodo di intervento, l'applicazione della clausola di salvaguardia e dello stoccaggio privato ad altri prodotti e, infine, il miglioramento dei controlli. In tale contesto la Commissione annuncia la presentazione di proposte per la stabilizzazione del mercato del latte e sottolinea l'esigenza di una riflessione sul futuro del settore dello zucchero. La PAC post 2013 prevedrà, inoltre, l'adozione di specifici interventi riguardanti il funzionamento della filiera alimentare e il miglioramento del potere contrattuale degli agricoltori.

2.2.5   L'architettura globale della PAC, secondo la Commissione, continuerà ad essere imperniata su due pilastri. Il sostegno fornito attraverso lo sviluppo rurale dovrà essere maggiormente finalizzato alla competitività, all'innovazione, al contrasto ai cambiamenti climatici e all'ambiente, coerentemente con la strategia Europa 2020. In quest'ottica è prevista l'introduzione nell'ambito del secondo pilastro di strumenti finalizzati alla gestione dei rischi che gli Stati membri potranno utilizzare per garantire la stabilizzazione della produzione e dei redditi agricoli.

3.   Osservazioni generali

3.1   Il CESE evidenzia che la Commissione recepisce nella comunicazione le seguenti osservazioni formulate in suoi precedenti pareri (4):

la necessità di una ripartizione equa delle risorse tra gli Stati membri,

l'esigenza di superare il riferimento storico per la quantificazione del valore dei titoli del pagamento unico,

l'introduzione del greening del pagamento unico per far fronte alle nuove sfide, in particolare cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche e biodiversità (5), per legare maggiormente l'entità dell'aiuto erogato ai beni e ai servizi forniti dall'agricoltore alla collettività e non remunerati normalmente dal mercato e per compensare gli agricoltori che operano in zone caratterizzate da condizioni climatiche e naturali svantaggiose per i maggiori costi,

la necessità di riservare i pagamenti diretti esclusivamente agli agricoltori in attività con modalità che tengano conto dell'occupazione esistente e generata in ciascuna azienda e considerando, in particolare, l'intensità del lavoro salariato e non salariato, compresi i lavori agricoli e silvicoli effettuati su contratto.

3.2   Nel parere NAT/449 - Riforma della PAC nel 2013 il CESE invitava «la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo innanzitutto a descrivere in modo inequivocabile l'obiettivo della PAC, quindi a presentare tutti gli strumenti richiesti e a rendere nota la dotazione finanziaria necessaria». Il CESE rileva che la Commissione non segue la stessa sequenza logica nel testo della comunicazione. Il CESE richiede, pertanto, che la Commissione provveda a chiarire meglio le relazioni esistenti tra obiettivi, strumenti e risorse finanziarie della PAC post 2013.

3.3   Obiettivi

3.3.1   Nel parere NAT/449 il CESE ricordava che «la PAC dopo il 2013 dovrà invece orientarsi al modello agricolo europeo, che deve essere basato sui principi della sovranità alimentare, sulla sostenibilità e sulle reali necessità degli agricoltori e dei consumatori». Il CESE intende evidenziare i principali obiettivi a cui dovrà essere ispirata la PAC:

contribuire alla sicurezza quantitativa e qualitativa degli approvvigionamenti alimentari a livello europeo e mondiale (6),

concorrere alla stabilizzazione dei mercati (7) limitando, in particolare, le fluttuazioni dei prezzi dei prodotti agricoli,

sostenere i redditi degli agricoltori europei che sono inferiori a quelli percepiti dagli operatori attivi negli altri settori dell'economia europea (8),

concorrere alla creazione di un sistema di regole commerciali che permettano di preservare il modello agroalimentare europeo e di evitare distorsioni della concorrenza,

consentire agli agricoltori di recuperare potere di mercato verso gli operatori commerciali in particolare nei riguardi della grande distribuzione organizzata (9),

promuovere l'uso sostenibile delle risorse, la conservazione degli habitat naturali e della biodiversità, facendo sì che l'agricoltura e la silvicoltura assumano un ruolo crescente nella lotta ai cambiamenti climatici (10),

sostenere la produzione e la commercializzazione di prodotti locali di qualità nelle aree rurali attraverso la promozione di modalità alternative di distribuzione (11),

creare le condizioni giuridiche per la gestione da parte degli agricoltori di filiere corte e trasparenti,

promuovere, con riferimento alla strategia Europa 2020, la formazione e l'innovazione (crescita intelligente), lo sviluppo delle energie rinnovabili (crescita sostenibile) e il rafforzamento delle potenzialità occupazionali delle zone rurali (crescita inclusiva) nel rispetto delle buone pratiche in materia di occupazione, dei contratti e del lavoro agricolo stagionale europeo ed extracomunitario.

3.3.2   Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti alimentari a prezzi ragionevoli resta un obiettivo prioritario per l'agricoltura dell'UE, nel contesto di uno scenario mondiale caratterizzato da una pressione demografica e dalla crescita dei consumi ai quali occorrerà dare una risposta politica e strategica di sviluppo e di sicurezza alimentare globale.

3.3.3   Il CESE ritiene che gli agricoltori europei siano interessati ad «ottenere un reddito adeguato dalla vendita dei loro prodotti sul mercato e dalla remunerazione dei servizi di utilità sociale che svolgono nel quadro del modello agricolo europeo (12)». La PAC non può, quindi, limitarsi alla ripartizione dei finanziamenti. Al riguardo il CESE chiede alla Commissione di chiarire come la nuova PAC intende affrontare il problema della stabilizzazione dei mercati proponendo in particolare soluzioni al problema dei prezzi e dei redditi agricoli.

3.3.4   La politica agricola europea e le politiche di sviluppo rurale devono essere finalizzate all'innovazione e alla competitività. Il CESE ritiene che debba essere rafforzato il contributo dello sviluppo rurale e delle politiche forestali dell'UE alla conservazione della biodiversità, al sequestro del carbonio, alla produzione e al risparmio energetico, alla formazione e alla promozione dei prodotti alimentari ed allo sviluppo territoriale equilibrato. Lo sviluppo rurale può creare occasioni di nuova impresa e maggiore occupazione nelle aree rurali promuovendo la diversificazione delle opportunità di reddito in agricoltura. È necessario, infine, ricordare che le attività di trasformazione dei prodotti alimentari sono una delle principali attività economiche svolte nelle zone rurali. Al riguardo, lo sviluppo rurale non dovrebbe trascurare di sostenere le imprese agroalimentari delle zone rurali che, insieme agli agricoltori, realizzano azioni di ricerca e sviluppo, formazione, innovazione, promozione delle esportazioni e quelle impegnate in iniziative di cooperazione tra aziende (ad esempio joint venture) al fine di rafforzare la loro dimensione competitiva di mercato.

3.3.5   Il CESE ricorda che la volatilità dei prezzi sui mercati agricoli, benché rappresenti un problema endemico per il settore, si è particolarmente acuita negli ultimi anni a causa di vari fattori tra cui le condizioni meteorologiche estreme, i prezzi energetici, i fenomeni speculativi e l'incremento della domanda mondiale per i fenomeni di crescita demografica. Al riguardo il CESE ricorda che i prezzi dei prodotti agricoli dopo essere notevolmente cresciuti nel periodo 2006-2008 ed aver subito una consistente flessione, hanno ripreso a crescere negli ultimi mesi. Il CESE ritiene che queste oscillazioni estreme nei prezzi dei prodotti agricoli determinino conseguenze negative sia per i produttori che per i consumatori. Esso teme inoltre che anche nell'UE investitori non appartenenti al settore agricolo tentino di intensificare gli acquisti di terreni a scopo di investimento e di speculazione, cosa che di sicuro non sarebbe nello spirito del modello agricolo europeo.

3.3.6   La nuova PAC dovrà promuovere e sostenere i nuovi insediamenti attraendo, in particolare, i giovani verso il settore, anche per garantire un futuro all'agricoltura europea. Il ricambio generazionale in agricoltura è necessario considerando che solo il 7 % degli agricoltori europei ha meno di 35 anni e che in alcuni Stati membri la situazione è anche più critica. Allo stato attuale, un titolare su tre ha più di 65 anni nell'UE-27 e molti andranno in pensione nei prossimi anni. Al riguardo è necessario che la PAC contribuisca alla realizzazione di una politica di dimensione europea per l'insediamento in agricoltura parallelamente ad una ambiziosa e sinergica politica occupazionale nel settore agricolo.

3.4   Strumenti

3.4.1   Il CESE sottolinea l'importanza dei pagamenti diretti della PAC per la conservazione del modello agricolo europeo. L'erogazione dei pagamenti diretti sostiene infatti gli agricoltori europei che offrono beni e servizi pubblici che hanno un elevato valore per la collettività e che non vengono però adeguatamente remunerati dai prezzi che si formano sui mercati agroalimentari.

3.4.2   È necessario prevedere una semplificazione nelle modalità di funzionamento degli strumenti della nuova PAC e, in particolare, del pagamento unico. Il CESE concorda con la necessità di semplificare gli obblighi della condizionalità ambientale richiedendo una razionalizzazione del sistema dei controlli e delle relative procedure di riduzione dei pagamenti. Il CESE evidenzia che le modalità di accesso al greening dei pagamenti diretti dovrebbero facilitare e promuovere l'accesso delle aziende al sostegno PAC. A tale proposito, come pure nell'ottica di un possibile ampliamento della condizionalità (ad esempio la direttiva acque), il CESE chiede che la Commissione valuti attentamente l'impatto di tale provvedimento identificando procedure applicative che non comportino ulteriori complicazioni per gli agricoltori.

3.4.3   Il CESE condivide il principio per cui i pagamenti di base da differenziare a livello regionale vanno obbligatoriamente associati a determinate prestazioni ambientali. Le discussioni già in corso indicano che può eventualmente risultare difficile distinguere la componente ambientale del primo pilastro (greening del pagamento diretto) dalle misure agroambientali del secondo.

3.4.4   Il CESE concorda con l'introduzione di un nuovo criterio di definizione dell'entità del pagamento diretto. Al riguardo il CESE propone una riflessione per l'identificazione del territorio di riferimento per la determinazione della componente di base del pagamento diretto (europeo o nazionale o regionale). Il CESE propone, inoltre, di verificare la possibilità di subordinare una componente del pagamento diretto ai livelli di utilizzazione della manodopera e all'adozione di altre buone pratiche per la competitività, il lavoro e l'innovazione.

3.4.5   Il CESE approva la scelta di introdurre un regime di sostegno semplice e specifico per i piccoli agricoltori. Al riguardo il CESE chiede alla Commissione di chiarire i requisiti che verranno adottati per l'identificazione dei piccoli agricoltori. Il CESE, in particolare, invita a tenere conto delle peculiari differenze strutturali che caratterizzano le agricolture dei diversi Stati membri.

3.4.6   Il CESE si interroga sulle ripercussioni del processo di adeguamento degli attuali strumenti di mercato (prezzi garantiti, dazi, sussidi all'esportazione, ammasso pubblico, quote, set aside, ecc.). Al riguardo il CESE sottolinea che le reti di sicurezza non sono da sole in grado di assicurare la stabilizzazione dei mercati dei prodotti agricoli e di risolvere, in particolare, i problemi nel settore lattiero-caseario (13). Il CESE, nell'ottica di rafforzare la posizione dei produttori agricoli nella catena di creazione del valore e di contrastare l'instabilità dei prezzi e l'eccessivo potere di mercato della grande distribuzione organizzata, ritiene opportuna l'adozione nella PAC post 2013 di specifici strumenti gestiti direttamente dai produttori agricoli o da loro rappresentanti per la concentrazione dell'offerta e per il miglioramento delle relazioni commerciali, utilizzando misure e strumenti già sperimentati in alcune organizzazioni comuni di mercato.

3.4.7   Il CESE invita a potenziare le azioni previste dalla PAC rivolte alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti agroalimentari locali e di qualità a livello del mercato europeo e dei paesi terzi anche nell'ottica di un migliore funzionamento delle filiere agroalimentari, di una maggiore conoscenza della varietà dei prodotti alimentari realizzati sul territorio UE e per andare incontro alle esigenze dei consumatori ed aprire nuovi mercati all'estero. In questo senso il CESE è interessato all'introduzione di pratiche virtuose di etichettatura dei prodotti agricoli anche per rispondere alla crescente domanda di informazione e di trasparenza proveniente dalla collettività.

3.4.8   Il CESE ricorda che nell'UE sono oltre 40 milioni le persone indigenti che non hanno abbastanza de mangiare. Al riguardo il CESE invita la Commissione a potenziare le azioni di distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nella Comunità promosse nell'ambito della PAC.

3.4.9   Lo sviluppo rurale può fornire un contributo alle esigenze delle filiere e dei territori rurali. Il CESE ritiene opportuno conservare l'attuale assetto della PAC che prevede la distinzione in due pilastri promuovendo il riordino delle misure di competenza di ciascuno dei due pilastri e un maggiore grado di complementarità degli interventi promossi (14).

3.4.10   In linea con il «modello agricolo europeo», una funzione sostanziale della PAC è il mantenimento della produzione agricola in tutte le regioni dell'UE. A questo proposito il CESE sottolinea la particolare importanza delle misure destinate alle zone svantaggiate nel quadro dello sviluppo rurale. Andrebbero in ogni caso portate avanti, in un'ottica di massima continuità, le misure già collaudate come, in particolare, la compensazione degli svantaggi naturali e climatici.

3.5   Budget UE e risorse finanziarie per la PAC

3.5.1   Il CESE ritiene che gli obiettivi che la società moderna assegna all'agricoltura europea siano molto ambiziosi e difficili. Questi richiedono la permanenza nel futuro di una PAC efficace nella strumentazione per raggiungere gli obiettivi fissati, efficiente nei sistemi applicativi e adeguata nei mezzi finanziari (15). È assolutamente necessario, inoltre, integrare la PAC in tutte le altre politiche comunitarie (Imprese, Azioni per il clima, Politiche intersettoriali, Economia, finanze e fiscalità, Occupazione e diritti sociali, Energia e risorse naturali, Ambiente, consumatori e salute, Relazioni esterne e affari esteri, Regioni e sviluppo locale, Scienza e tecnologia).

3.5.2   A giudizio del CESE nella discussione sulla PAC verso il 2020 occorre tenere conto del fatto che, con riferimento alle prospettive finanziarie e in assenza di adeguamenti del bilancio, difficilmente sarà possibile realizzare gli obiettivi che la comunicazione assegna alla futura PAC e difendere il modello agricolo europeo.

3.5.3   Il CESE ritiene che la riforma della PAC post 2013 sia l'occasione per affrontare la discussione sulla ridistribuzione delle risorse finanziarie, sia del primo che del secondo pilastro. In particolare è necessario risolvere il problema degli squilibri nella ripartizione delle risorse PAC a livello nazionale che, in particolare, penalizzano i nuovi Stati membri. Al riguardo il superamento del riferimento storico rende necessaria l'identificazione di un nuovo criterio per la definizione del massimale nazionale per i pagamenti diretti assegnato ad ogni Stato membro. In questo senso il CESE invita, con pragmatismo e tenendo conto della situazione diversa presente nei diversi Stati membri, a prendere in considerazione altri criteri oltre quello della superficie agricola nazionale. In particolare l'adozione dei criteri del costo della vita, dell'occupazione, del valore aggiunto, e delle differenze nelle condizioni agroclimatiche e nei costi di produzione potrebbero valorizzare il contributo dell'agricoltura allo sviluppo territoriale (16).

3.5.4   Il CESE concorda con la scelta della Commissione di non introdurre forme di cofinanziamento nazionale degli interventi del primo pilastro. In merito al secondo pilastro, il CESE ritiene opportuno confermare il cofinanziamento nazionale per l'attuazione degli interventi dello sviluppo rurale. Il CESE ritiene altresì necessario promuovere una riflessione sulle decisioni finora assunte in merito all'entità del cofinanziamento nazionale dello sviluppo rurale per tenere conto delle difficoltà di bilancio di molti Stati membri e per promuovere migliori performance di spesa per investimento a livello nazionale (17).

4.   Osservazioni specifiche

4.1   Il CESE invita a svolgere una riflessione in merito ad una ipotesi di revisione della normativa comunitaria in materia di concorrenza applicata al settore agroalimentare nell'ottica di un miglioramento dei meccanismi di funzionamento delle filiere agroalimentari e di un riequilibrio del potere di mercato tra i soggetti della catena alimentare, in particolare nei confronti della distribuzione.

4.2   Il CESE concorda con il potenziamento degli strumenti per la gestione dei rischi attuati nell'ambito della PAC. Il CESE ritiene che questi strumenti debbano contribuire a ridurre le fluttuazione del reddito e l'instabilità dei mercati. Il potenziamento degli strumenti assicurativi e la creazione di fondi mutualistici deve aiutare gli agricoltori a fronteggiate i rischi sanitari e climatici che sono destinanti a crescere nel prossimo futuro. Il CESE, ricordando la grave crisi che ha colpito le istituzioni finanziarie mondiali, chiede alla Commissione di chiarire al più presto le modalità operative che saranno adottate per l'attuazione di questi strumenti. Il CESE esprime dubbi in merito all'opportunità di inserire le azioni di gestione del rischio nel secondo pilastro, evidenziando che l'obbligo di cofinanziamento nazionale può disincentivare gli Stati membri ad attuare questi nuovi strumenti.

4.3   Il CESE guarda con attenzione alla proposta formulata dalla Commissione di promuovere i canali di distribuzione alternativi per la valorizzazione delle risorse locali attraverso azioni nel secondo pilastro di diffusione e consolidamento delle prassi di vendite diretta e dei mercati locali. Il CESE ritiene che queste pratiche commerciali alternative debbano essere sostenute anche definendo un quadro normativo comunitario ad hoc.

4.4   Il CESE auspica un riavvio e un positivo esito per i negoziati dell'OMC ricordando gli effetti in termini di ulteriore apertura dei mercati agricoli che gli accordi commerciali, in particolare con il Mercosur, potranno avere sull'efficace funzionamento della PAC (18). Al riguardo il CESE intende evidenziare come ciò comporterà un'intensificazione della concorrenza e della volatilità dei prezzi agricoli sui mercati internazionali di cui è necessario tenere conto nel processo di riforma della PAC sia nella modifica degli strumenti di stabilizzazione dei mercati che nel riorientamento dello strumento dei pagamenti diretti. D'altronde il commercio internazionale può contribuire in modo sostanziale alla disponibilità di cibo aumentando la quantità e ampliando la varietà dei prodotti alimentari sul mercato (19). Il CESE ricorda la situazione di svantaggio in cui si trovano gli agricoltori europei rispetto a quelli extraeuropei per gli standard produttivi comunitari obbligatori. Il CESE richiede il rafforzamento dei sistemi di controllo delle importazioni di materie prime, che devono rispettare i requisiti applicati ai prodotti europei, altrimenti si avranno non solo forme di concorrenza sleale e dumping sociale, ma anche gravi ricadute sulla qualità delle produzione agricole e delle trasformazioni alimentari.

4.5   Il CESE invita la Commissione all'adozione di provvedimenti utili a risolvere il problema del deficit di produzione di piante proteaginose foraggere che caratterizza l'agricoltura europea e che limita lo sviluppo di alcuni comparti produttivi comunitari. Al riguardo il CESE guarda con attenzione alla realizzazione di azioni sinergiche tra programmi agroenergetici e azioni per la promozione della produzione di proteine vegetali in Europa.

Bruxelles, 16 marzo 2011

Il presidente del Comitato economico e sociale europeo

Staffan NILSSON


(1)  COM(2010) 548 definitivo - Valutazione 2010 dell'attuazione del piano d'azione UE sulla biodiversità.

(2)  Regolamento (CE) n. 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto agli agricoltori nell'ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori, e che modifica i regolamenti (CE) n. 1290/2005, (CE) n. 247/2006, (CE) n. 378/2007 e abroga il regolamento (CE) n. 1782/2003 (GU L 30 del 31.1.2009, pag. 16).

(3)  Commissione europea, comunicato stampa IP/10/1527 del 18 novembre 2010.

(4)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 5.6.11).

(5)  Decisione del Consiglio del 19 gennaio 2009 recante modifica della decisione 2006/144/CE relativa agli orientamenti strategici comunitari per lo sviluppo rurale, periodo di programmazione 2007-2013 (GU L 30 del 31.1.2009, pag. 112).

(6)  Parere CESE sul tema Il futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 318 del 23.12.2009, pag. 66, punto 2.3).

(7)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 5.2) e parere CESE sul tema Verifica dello stato di salute e futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 44 del 16.2.2008, pag. 60, punto 7.4.2).

(8)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 3.7).

(9)  Parere CESE sul tema Migliore funzionamento della filiera alimentare in Europa (GU C 48 del 15.2.2011, pag. 145, punto 3.6).

(10)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 4.7).

(11)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 5.5).

(12)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 5.3).

(13)  Parere CESE sul tema Verifica dello stato di salute e futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 44 del 16.2.2008, pag. 60, punti da 7.4.13 a 7.4.15) e parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punto 5.5.9).

(14)  Parere CESE sul tema Il futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 318 del 23.12.2009, pag. 66, punto 4.3).

(15)  Parere CESE sul tema Il futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 318 del 23.12.2009, pag. 66, punto 2.5).

(16)  Parere CESE sul tema Riforma della PAC nel 2013 (GU C 354 del 28.12.2010, pag. 35, punti 5.7.4, 5.8.4 e 5.8.5).

(17)  Parere CESE sul tema Verifica dello stato di salute e futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 44 del 16.2.2008, pag. 60, punto 7.6.11).

(18)  Parere CESE sul tema Verifica dello stato di salute e futuro della PAC dopo il 2013 (GU C 44 del 16.2.2008, pag. 60, punto 7.4.9).

(19)  COM(2010) 127 definitivo - Un quadro strategico dell'UE per aiutare i paesi in via di sviluppo ad affrontare i problemi della sicurezza alimentare.


ALLEGATO

al Parere del Comitato economico e sociale europeo

I seguenti emendamenti, che hanno ottenuto almeno un quarto dei voti espressi, sono stati respinti nel corso delle deliberazioni:

Punto 1.5   Sopprimere l'ultima frase:

Il CESE concorda con l'obiettivo di limitare l'erogazione del sostegno PAC a favore dei soli agricoltori attivi promuovendo il modello agricolo europeo mediante il ricorso ad interventi sia del primo che del secondo pilastro. Tutti i pagamenti del primo e del secondo pilastro devono essere finalizzati alla risoluzione delle problematiche sociali, ambientali ed economiche. Al riguardo il CESE invita la Commissione a fornire una definizione di agricoltore attivo applicabile su tutto il territorio comunitario.

Esito della votazione

Voti favorevoli

:

74

Voti contrari

:

125

Astensioni

:

29

Punto 1.7   Modificare come segue:

Esito della votazione

Voti favorevoli

:

62

Voti contrari

:

155

Astensioni

:

20