15.6.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 169/140


Martedì 14 dicembre 2010
Istituzione di una capacità di risposta rapida dell'UE

P7_TA(2010)0465

Raccomandazione del Parlamento europeo destinata al Consiglio del 14 dicembre 2010 sull'istituzione di una capacità di risposta rapida dell'Unione europea (2010/2096(INI))

2012/C 169 E/21

Il Parlamento europeo,

visto l'articolo 196 del trattato di Lisbona, secondo cui l'Unione «incoraggia la cooperazione tra gli Stati membri al fine di rafforzare l'efficacia dei sistemi di prevenzione e di protezione dalle calamità naturali o provocate dall'uomo» e l'azione dell'Unione è intesa a favorire la coerenza delle azioni intraprese a livello internazionale in materia di protezione civile,

visto l'articolo 214 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabilisce che le azioni dell'Unione nel settore dell'aiuto umanitario mirano a fornire «assistenza, soccorso e protezione alle popolazioni dei paesi terzi vittime di calamità naturali o provocate dall'uomo» e che le sue azioni sono «condotte conformemente ai principi del diritto internazionale e ai principi di imparzialità, neutralità e non discriminazione»,

visti il Consenso europeo sull’aiuto umanitario, firmato congiuntamente nel dicembre 2007 dai Presidenti del Consiglio dell'Unione europea, del Parlamento europeo e della Commissione europea, e il piano d'azione presentato dalla Commissione nel maggio 2008 per l'attuazione del consenso,

viste le conclusioni del Consiglio del dicembre 2007, in cui la Commissione è invitata a utilizzare al meglio il meccanismo comunitario di protezione civile e a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra Stati membri,

visti gli orientamenti sull'uso dei mezzi di difesa civile e militare in caso di catastrofi (Orientamenti di Oslo), rivisti il 27 novembre 2006,

vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 23 febbraio 2009, intitolata «Strategia dell’UE a sostegno della riduzione del rischio di catastrofi nei paesi in via di sviluppo»,

viste la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del marzo 2008 relativa al potenziamento delle capacità di reazione dell'Unione europea alle catastrofi (COM(2008)0130) e la risoluzione del Parlamento europeo del 19 giugno 2008 sul potenziamento delle capacità di reazione dell'Unione europea alle catastrofi (1),

vista la relazione di Michel Barnier, del 9 maggio 2006, dal titolo «Per una Forza di protezione civile europea: aiuto europeo»,

vista la risoluzione del Parlamento europeo del 10 febbraio 2010 sul recente terremoto a Haiti (2),

vista la sua risoluzione del 21 settembre 2010 sulla prevenzione delle catastrofi naturali o provocate dall'uomo,

vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio del 23 marzo 2010 sull’istituzione di una capacità di risposta rapida dell’UE, presentata da Anneli Jäätteenmäki, Charles Goerens, Louis Michel, Marielle De Sarnez e Frédérique Ries a nome del gruppo ALDE a norma dell'articolo 121, paragrafo 1, del regolamento (B7-0228/2010),

visto l'articolo 121, paragrafo 3, del suo regolamento,

visti la relazione della commissione per lo sviluppo e il parere della commissione per gli affari esteri (A7-0332/2010),

A.

considerando che in tutto il mondo sono sempre più frequenti catastrofi che provocano danni considerevoli alle persone, all'economia e all'ambiente; che queste crisi si verificheranno con maggiore intensità, frequenza e ampiezza in parti del mondo sempre più numerose, soprattutto a causa dell'impatto del cambiamento climatico, e che l'Unione europea sta compiendo notevoli sforzi per rispondere a tali crisi,

B.

considerando che il moltiplicarsi degli interventi sia all’interno che all’esterno dell'Unione europea con sempre maggiore frequenza è complicato dalla situazione finanziaria mondiale e dai vincoli di bilancio che mettono in evidenza l'esigenza di operazioni più efficaci dal punto di vista dei costi,

C.

considerando che la condivisione delle risorse tra i 31 Stati membri che partecipano al meccanismo comunitario di protezione civile (UE-27, Norvegia, Liechtenstein, Croazia, Islanda) o attraverso una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri può essere una risorsa operativa e finanziaria al contempo,

D.

considerando che il bilancio della Commissione per le catastrofi umanitarie e, in concreto, quello della DG ECHO, è stato non solo congelato, ma leggermente diminuito in termini reali nel corso degli ultimi 5 anni,

E.

considerando che negli ultimi anni si sono compiuti progressi verso una risposta più coerente dell'Unione europea alle catastrofi, segnatamente attraverso il progressivo potenziamento del meccanismo di protezione civile, una migliore interazione e un miglior coordinamento tra la protezione civile e l'aiuto umanitario, e il riconoscimento che un approccio integrato alla gestione delle catastrofi comporta non soltanto una risposta ma anche misure di prevenzione e di preparazione,

F.

considerando che la risposta dell'Unione europea al terremoto a Haiti ha dato il via non soltanto ad un rapido e significativo intervento di aiuto umanitario su vasta scala, ma anche all'attivazione del meccanismo di protezione civile, che è stato in grado di utilizzare immediatamente e per la prima volta due moduli (un impianto di purificazione idrica e una postazione medica avanzata) finanziati attraverso un'azione preparatoria del 2008 relativa a una capacità di risposta rapida dell'UE,

G.

considerando che le lezioni apprese dalle recenti crisi continuano a dimostrare la necessità di migliorare la risposta dell'UE alle catastrofi sul piano dell'efficienza, del coordinamento e della visibilità, e che questi disastri hanno messo in luce ancora una volta l'imperativo di creare una capacità europea di reazione rapida (Forza europea di protezione civile),

H.

considerando che la capacità dell'UE di tutelare la vita e i beni dei cittadini è fondamentale per la sua credibilità,

1.

rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

a)

riconosce che l'inclusione della protezione civile e dell'aiuto umanitario nel portafoglio di un unico Commissario competente per gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi crea sinergie migliori in seno alla Commissione nonché contribuisce a migliorare la coerenza della risposta globale dell'UE alle catastrofi;

b)

chiede una maggiore integrazione tra le metodologie di lavoro della protezione civile e del settore umanitario all'interno della DG ECHO, conservando al contempo le loro caratteristiche specifiche tramite una chiara distinzione e demarcazione dei rispettivi ruoli, al fine di massimizzare le sinergie e le complementarietà e migliorare l'efficienza; chiede, inoltre, che il personale militare e civile e gli agenti umanitari che intervengono in caso di catastrofi o di operazioni umanitarie operino secondo i principi di neutralità, indipendenza e imparzialità;

c)

ribadisce che l'utilizzo delle risorse della protezione civile, qualora vi si ricorra in caso di crisi umanitaria, dovrebbe essere commisurato ai bisogni e complementare e coerente rispetto all'aiuto umanitario secondo il Consenso europeo sull'aiuto umanitario e conforme alle linee guida delle Nazioni Unite (Orientamenti di Oslo), soprattutto per garantire il rispetto dei principi umanitari di neutralità, umanità, imparzialità e indipendenza;

d)

ribadisce che l'assistenza dell'UE in caso di calamità naturali o provocate dall'uomo dovrebbe, qualora possibile, mirare ad aiutare l'economia locale, ad esempio acquistando alimenti prodotti a livello locale o regionale e fornendo agli agricoltori i materiali necessari per rilanciare l'economia rurale;

e)

chiede al Consiglio e alla Commissione di precisare le modalità di cooperazione e di coordinamento tra il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e la Commissione per la gestione di una risposta su vasta scala alle catastrofi al di fuori del territorio dell'UE;

f)

suggerisce che si realizzino sforzi di coordinamento localizzati, in cooperazione con i governi nazionali degli Stati coinvolti, ricorrendo ai rappresentanti dell'UE e degli Stati membri sul terreno per garantire una risposta mirata e competente ai luoghi colpiti;

g)

esorta il Consiglio a rafforzare in via assolutamente prioritaria la capacità di risposta dell'UE alle catastrofi, particolarmente in considerazione delle discussioni sull'istituzione di una Forza di protezione civile dell'UE, e a dar seguito alle ripetute richieste del Parlamento europeo di attuare le proposte contenute nella relazione Barnier nel 2006;

h)

chiede l'immediata istituzione di una Forza di protezione civile dell'UE che deve essere opportunamente dotata delle risorse tecnologiche e tecniche necessarie;

i)

chiede altresì, nel contesto delle operazioni successive ai disastri o alle calamità naturali, un migliore coordinamento tra le agenzie umanitarie e i meccanismi di protezione civile degli Stati membri e la DG ECHO, e l'eventuale Forza di protezione civile europea;

j)

esorta la Commissione ad elaborare programmi con i governi nazionali, le autorità locali e le organizzazioni della società civile nei paesi beneficiari per quanto riguarda la prevenzione delle calamità su base locale e la capacità di gestione della risposta;

k)

incoraggia il Consiglio ad adottare, secondo la procedura legislativa ordinaria, misure (che devono essere proposte dalla Commissione) intese a migliorare la prevedibilità e la capacità di pianificazione anticipata del vigente meccanismo di protezione civile dell'UE, attualmente basato su contributi ad hoc e volontari degli Stati membri; suggerisce che tali misure potrebbero comprendere modalità già testate nel quadro dell'azione preparatoria dell'UE, tra cui una dotazione di mezzi a livello dell'UE, una messa in comune volontaria di risorse, l'inventario delle capacità esistenti, l'individuazione di scenari e lo sviluppo di ulteriori attività di formazione;

l)

sollecita, inoltre, la realizzazione di bilanci realistici, assegnando alle catastrofi naturali o all'azione umanitaria stanziamenti adeguati sulla base delle spese degli anni precedenti;

m)

ritiene che la Forza di protezione civile dell'UE debba svilupparsi sulla base del meccanismo di protezione civile dell'UE, costituire un’ottimizzazione degli strumenti disponibili, che guadagnerebbero in efficacia e visibilità, e una mutualizzazione volontaria dei mezzi logistici e umani esistenti, sia in termini di formazione alla reazione in caso di catastrofe sia in termini di gestione di catastrofi, sviluppando iniziative adottate nel quadro delle azioni preparatorie e che sia in grado di assicurare i primi soccorsi entro le 24 ore successive alla catastrofe;

n)

raccomanda che la Forza di protezione civile dell'UE si fondi sui principi che le impongono di:

basarsi su una valutazione dei bisogni con la partecipazione di tutti gli attori umanitari,

rivestire carattere civile,

operare sotto la bandiera dell'UE,

rispettare il diritto umanitario internazionale,

rispettare il carattere volontario della partecipazione degli Stati membri alle soluzioni previste,

basarsi sul principio della condivisione degli oneri;

essere aperta ai contributi di paesi non membri dell'UE,

riconoscere il ruolo generale delle Nazioni Unite nel coordinare le operazioni internazionali di soccorso al di fuori del territorio dell'Unione europea;

essere organizzata in modo preventivo a seconda degli scenari;

o)

ritiene che, soprattutto per quanto riguarda le operazioni di aiuto umanitario, e sulla base degli insegnamenti tratti dagli interventi ad Haiti e in Pakistan, l'UE debba agire, per quanto possibile, sotto il coordinamento dell'ONU, concentrandosi su quelle aree di intervento in cui può portare maggior valore aggiunto;

p)

ritiene che la Forza europea di protezione civile potrebbe consistere in un impegno di taluni Stati membri a mettere a disposizione volontariamente moduli di protezione civile predeterminati e pronti a intervenire immediatamente per operazioni dell'UE coordinate dal MIC; osserva che la maggior parte di tali moduli, che sono già disponibili a livello nazionale e che non determinerebbero dunque ingenti costi supplementari, resterebbero sotto il loro controllo, e che il dispiegamento di tali moduli in stato d'allerta formerebbe il nocciolo del sistema di protezione civile dell’UE inteso a rispondere ai disastri all’interno e all’esterno dell’UE;

q)

ritiene che moduli complementari di protezione civile potrebbero essere finanziati dall’UE per talune esigenze specifiche per le quali sono state individuate carenze e in cui il livello europeo fornirebbe un valore aggiunto e sottolinea l’importanza di rafforzare il finanziamento per i trasporti e sviluppare moduli di trasporto di pronto intervento;

r)

sottolinea l'esigenza di sviluppare un approccio globale e proattivo in risposta alle catastrofi, coordinando i diversi strumenti di azione disponibili per l'Unione e i suoi Stati membri, quali la gestione delle crisi (civile e militare), l'assistenza finanziaria e lo sviluppo di politiche sociali e ambientali; ritiene, in tale contesto, che vada gestita con maggiore efficienza la transizione tra la risposta alle catastrofi e la ricostruzione successiva; ricorda la proposta di istituire un Corpo volontario europeo di aiuto umanitario in conformità delle disposizioni del trattato di Lisbona (articolo 214, paragrafo 5), e nell'imminenza dell'Anno europeo del volontariato 2011 sollecita la Commissione e il Consiglio a lavorare, assieme al Parlamento europeo, sulle regole e le procedure affinché detto Corpo sia operativo quanto prima possibile, specialmente alla luce di analoghe iniziative adottate da taluni Stati membri;

s)

rammenta al Consiglio che il ricorso a risorse e capacità militari nel quadro della risposta alle catastrofi, in particolare per quanto riguarda il supporto nei settori della logistica, dei trasporti e delle infrastrutture a sostegno delle operazioni umanitarie, dovrebbe costituire un'eccezione, essere utilizzato come «ultima risorsa», ed essere sempre conforme agli accordi esistenti come il Consenso europeo sull'aiuto umanitario e gli orientamenti di Oslo per l'utilizzo dei mezzi di difesa militari e civili nelle operazioni internazionali di soccorso;

t)

riconosce che i dispositivi di difesa militari e civili per i soccorsi in caso di catastrofe vanno utilizzati come ultima risorsa, in ottemperanza del Consenso europeo sull'aiuto umanitario e degli orientamenti di Oslo; ricorda che spesso i mezzi militari rappresentano un importante contributo alla risposta alle catastrofi, accanto alla protezione civile e all'aiuto umanitario e osserva che i dispositivi militari possono risultare necessari per colmare carenze critiche di capacità (in particolare infrastrutture strategiche, apparecchiature speciali, attrezzature e trasporti pesanti); sottolinea, pertanto, la necessità di migliorare le sinergie tra le capacità civili e quelle militari e di individuare le aree in cui gli Stati membri possono mettere in comune gli sforzi e le capacità a livello di Unione per contribuire alla risposta dell'UE alle catastrofi, il che è particolarmente importante in un clima economico difficile;

u)

evidenzia la necessità di creare capacità civili dell'UE a disponibilità permanente che operino con indipendenza dalle strutture militari e di individuare aree in cui gli Stati membri possano mettere in comune gli sforzi e le capacità a livello di Unione in tale ambito;

v)

esorta il Consiglio e la Commissione a cooperare ai fini dell'attuazione di un piano d'azione per la visibilità, che dovrebbe comprendere misure concrete volte a migliorare la visibilità della risposta dell'UE alle catastrofi;

w)

incoraggia l'uso del sistema di monitoraggio globale per l'ambiente e la sicurezza (GMES) per mantenere sotto sorveglianza le aree potenzialmente a rischio di crisi, consentendo una migliore preparazione per l'invio di assistenza umanitaria, e sottolinea l'importanza fondamentale di creare un meccanismo che dia seguito agli sforzi dell'UE e valuti l'assistenza fornita;

x)

incoraggia lo sviluppo di bilanci per la ricerca e capacità industriali (ad esempio, immagini satellitari, nell'ambito del GMES) per migliorare le fasi di gestione delle catastrofi;

y)

invita il Consiglio a tenere conto delle suddette raccomandazioni al momento di esaminare e raggiungere le sue conclusioni in merito alla prossima comunicazione della Commissione sul potenziamento della capacità di risposta dell'Unione europea alle catastrofi, annunciata dalla Commissione europea;

2.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio e, per conoscenza, alla Commissione.


(1)  GU C 286 E del 27.11.2009, pag. 15.

(2)  Testi approvati, P7_TA(2010)0015.