15.6.2012   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 169/45


Mercoledì 15 dicembre 2010
Il futuro del partenariato strategico UE-Africa a seguito del terzo vertice UE-Africa

P7_TA(2010)0482

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 dicembre 2010 sul futuro del partenariato strategico UE-Africa a seguito del terzo vertice UE-Africa

2012/C 169 E/06

Il Parlamento europeo,

vista la dichiarazione di Tripoli, adottata dai capi di Stato e di governo il 30 novembre 2010,

vista la dichiarazione pre-vertice Parlamento panafricano/Parlamento europeo del 27 novembre 2010,

visti gli articoli 177-181 del trattato sull'Unione europea,

visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.

considerando che il partenariato tra l'Africa e l'Unione europea è basato sul reciproco interesse a valorizzare le proprie potenzialità combinate,

B.

considerando che la dichiarazione di Tripoli riflette la volontà dei vari leader di consolidare il partenariato strategico istituito tre anni orsono fra i due continenti, per far fronte insieme alle sfide comuni e promuovere la crescita economica sostenibile a beneficio di tutte le popolazioni africane,

C.

considerando che l'Unione europea fornisce oltre la metà dell'aiuto allo sviluppo e rimane il più importante partner commerciale dell'Africa,

D.

considerando che l'Africa sta diversificando i suoi partenariati, segnatamente con i grandi paesi dell'Asia e dell'America latina,

1.

si compiace dell'adozione del piano d'azione strategico 2010-2013 e dei suoi partenariati, e auspica che esso possa fornire un valore aggiunto rispetto all'Accordo di Cotonou e all'Unione per il Mediterraneo, nonché rappresentare la concretizzazione di una volontà ambiziosa in fatto di relazioni intercontinentali;

2.

sottolinea che i principi fondanti della strategia congiunta UE-Africa dovrebbero essere concepiti a favore dei fabbisogni sostenibili dei paesi in via di sviluppo al fine di combattere la povertà, garantire un reddito e un tenore di vita decenti nonché il rispetto dei diritti umani fondamentali, inclusi i diritti sociali, economici e ambientali;

3.

auspica che siano tratti insegnamenti dalle difficoltà emerse in sede di applicazione del primo «Piano d'azione» 2008-2010 e spera che le intenzioni di principio figuranti nella dichiarazione finale dei capi di Stato e di governo trovino concreto riscontro;

4.

rileva con interesse che il contributo del settore privato e della società civile alla strategia, in particolare in Africa, potrebbe essere molto maggiore di quello fornito finora;

Partenariato 1: Pace e sicurezza

5.

riconosce altresì l'importante dimensione dell'integrazione regionale per la crescita e lo sviluppo e sottolinea in particolare l'impegno della dichiarazione di Tripoli volto a rendere l'architettura di pace e sicurezza in Africa pienamente operativa in stretta collaborazione con le organizzazioni regionali;

6.

accoglie favorevolmente i progressi realizzati nell'attuazione di una architettura africana di pace e di sicurezza, intesa a raccogliere le sfide nei settori della pace e della sicurezza nel continente africano; sottolinea a tale riguardo l'importanza di finanziare in modo sostenibile e prevedibile le operazioni di sostegno alla pace in Africa, la necessità di creare capacità locali di resistenza e la volontà di proteggere i civili nei conflitti armati;

7.

ritiene che la politica per la prevenzione dei conflitti costituisca una precondizione essenziale per una pace duratura e che occorra risolvere le cause strutturali dei conflitti, attuando una politica di sviluppo sostenibile per soddisfare le esigenze di base della popolazione africana e combattere le ingiustizie a livello occupazionale, sociale ed economico;

8.

ritiene che l’adozione della nuova legge statunitense sui «Minerali di guerra» rappresenti un enorme passo in avanti per combattere lo sfruttamento illegale di minerali in Africa, che alimenta le guerre civili e i conflitti; è del parere che la Commissione e il Consiglio debbano presentare proposte analoghe per garantire la tracciabilità dei minerali importati nel mercato UE, tenendo conto ad un tempo dell'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive (EITI);

Partenariato 2: Governance democratica e diritti dell'uomo

9.

invita l'UE e l'Unione Africana (UA) ad affrontare insieme questioni chiave di interesse comune quali le reazioni alle crisi politiche e il sostegno alla governance economica, onde elaborare priorità comuni in materia di governance, attraverso la neoistituita piattaforma di dialogo sulla governance e i diritti dell'uomo;

10.

plaude all'impegno congiunto UE-Africa nei confronti dei principi fondanti che includono il rispetto dei diritti dell'uomo, dei principi democratici, dello Stato di diritto e la condanna di qualsiasi forma di terrorismo;

11.

rileva che, nella loro dichiarazione, i capi di Stato e di governo si dicono «uniti […] a favore della protezione dei diritti dell'uomo nei due continenti»; insiste sul carattere di universalità di tali diritti, cui devono corrispondere in modo particolare le azioni previste nel quadro del «Partenariato per la governance democratica e i diritti dell'uomo»;

12.

deplora profondamente che, nonostante i nostri reiterati impegni nei confronti della governance democratica e dei diritti dell'uomo, Robert Mugabe sia stato invitato e abbia partecipato attivamente al terzo Vertice Africa-UE; invita tutte le parti interessate ad assumere in futuro una posizione politica più energica al fine di inviare un messaggio chiaro in merito alla nostra solida fede nello Stato di diritto e nella democrazia;

13.

chiede con insistenza che tutte le azioni condotte nel quadro dei vari partenariati lo siano in assenza di discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali, nonché in assenza di discriminazioni nei confronti delle persone colpite dal virus HIV/AIDS;

14.

invita, analogamente al Parlamento panafricano, tutti gli Stati membri dell'Unione africana a ratificare la Carta dell'Unione africana sulla democrazia, le elezioni e la governance;

15.

ribadisce l'appello rivolto dal Presidente del Consiglio europeo Van Rompuy ai leader africani affinché sostengano la Corte penale internazionale (CPI) e sottoscrivano appieno il principio della lotta contro l'impunità;

16.

esorta l'Unione europea e l'Unione africana ad impegnarsi a cooperare onde instaurare una migliore collaborazione tra l'Africa e l'Europa nelle sedi internazionali in cui sono presenti, in particolare alle Nazioni Unite;

Partenariato 3: Commercio, integrazione regionale e infrastrutture

17.

si compiace dell'accordo tra l'Unione europea e l'Unione africana ad impegnarsi nel dialogo politico al fine di trovare soluzioni alle preoccupazioni comuni sugli accordi di partenariato economico; riconosce che l'integrazione regionale, il commercio e gli investimenti sono essenziali per la stabilità economica e la crescita sostenibile;

18.

esorta l'Unione europea e l'Unione africana a cooperare nel settore dello sfruttamento sostenibile delle materie prime, mettendo in particolare l'accento sul rafforzamento delle capacità, la governance, lo sviluppo delle infrastrutture, gli investimenti, le conoscenze e le competenze in materia geologica, nonché la trasparenza dei contratti di sfruttamento minerario; chiede al riguardo l'introduzione di politiche ecologicamente sane e socialmente sostenibili sulle materie prime che vadano anche a vantaggio della popolazione locale;

19.

esorta tutti gli stati membri dell'Unione africana ad agevolare l'istituzione di un quadro giuridico e fiscale atto, da un lato, ad incoraggiare la crescita economica e ad attirare gli investimenti esteri diretti e, dall'altro, ad eliminare la corruzione e a ridurre la burocrazia amministrativa e i casi di cattiva amministrazione;

20.

sollecita i leader africani ed europei a rispettare l'impegno di Tripoli e ad utilizzare la strategia quale strumento per promuovere il commercio all'interno del continente africano, anche mediante pacchetti di sostegno rafforzati a favore delle comunità economiche regionali e per migliorare le infrastrutture in tutto il continente africano;

Partenariato 4: Gli obiettivi del Millennio per lo sviluppo (OMS)

21.

rileva che i paesi dell'Unione europea hanno rinnovato il loro impegno a destinare lo 0,7 % del loro RNL entro il 2015, il che è indispensabile per conseguire gli OSM entro il 2015;

22.

farà in modo, in particolare, che il conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio sia al centro della messa in atto di tutti partenariati;

23.

ricorda che il conseguimento degli OMS richiede la realizzazione di attività specifiche nei settori della sanità materna, della sanità neonatale, della sanità infantile, della parità di genere, dell'istruzione, della politica fondiaria, dello sviluppo sostenibile, dell'accesso all'acqua e ai dispositivi di bonifica e dell'aiuto alle persone handicappate; incoraggia il proseguimento dei programmi nei settori dell'istruzione e della sanità;

24.

sottolinea l'importanza di garantire la sicurezza alimentare in tutta l'Africa ed evidenzia la necessità di rafforzare il settore agricolo e della pesca nel continente africano, in modo sostenibile, in particolare per quanto riguarda i piccoli agricoltori e pescatori;

25.

ricorda il ruolo predominante svolto dall'agricoltura nelle economie nazionali africane; sottolinea pertanto il ruolo centrale dell'armonizzazione delle norme sanitarie e fitosanitarie nonché del rafforzamento delle capacità per il settore agricolo africano;

26.

deplora che l'acquisizione in corso di terreni agricoli in Africa da parte di taluni investitori esteri sostenuti dai governi non sia stata esaminata nel corso del vertice visto che, se non sarà gestita adeguatamente, essa minaccia di pregiudicare la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari locali e di avere conseguenze gravi e di ampia portata;

27.

ritiene che i leader UE e africani debbano dimostrare l'effettivo impegno e creare un meccanismo che impedisca flussi illeciti di capitali a fini di evasione fiscale, promuova la trasparenza totale sulla rendicontazione paese per paese e contrasti la pressione internazionale su tutte le giurisdizioni che hanno un’influenza sull’elusione o sull’evasione fiscale in Africa;

Partenariato 5: Energia

28.

ritiene che l'energia rinnovabile sia fondamentale per lo sviluppo economico e sociale dell'Africa e sottolinea l'appello del Presidente Barroso per una rivoluzione energetica verde in Africa;

29.

accoglie favorevolmente il programma di cooperazione Africa-UE nel settore delle energie rinnovabili nonché gli obiettivi politici fissati in occasione della riunione ad alto livello sull'energia, svoltasi nel settembre 2010 a Vienna, da conseguire entro il 2020, in particolare per quanto riguarda l'accesso di altri cento milioni di cittadini africani a servizi energetici moderni e sostenibili, il raddoppio della capacità dei collegamenti elettrici transfrontalieri all'interno dell'Africa, il raddoppio dell'utilizzo del gas naturale in Africa, l'intensificazione del ricorso alle energie rinnovabili in Africa e il miglioramento dell'efficienza energetica di tutti i settori nel continente africano;

Partenariato 6: Cambiamento climatico

30.

invita l'Unione europea e l'Unione africana a unire i loro sforzi volti a ridurre le emissioni provenienti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste;

31.

ricorda l'impegno dell'Unione europea a destinare 7,2 miliardi di euro nel periodo 2010-2012 ad iniziative e a progetti urgenti nel settore del cambiamento climatico, riservando una parte cospicua di tale importo all'Africa;

32.

sottolinea che le popolazioni più povere del pianeta sono quelle colpite per prime e più duramente dal cambiamento climatico e invita tutte le parti interessate ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adattarsi all'impatto del cambiamento climatico e ad attuare una crescita basata su basse emissioni di carbonio, al fine di eradicare la povertà;

33.

osserva che è essenziale compiere progressi in direzione di un accordo globale sul clima se si vuole far fronte alla povertà e rileva in tale contesto l'immenso potenziale offerto dalle risorse naturali – sole, venti, fiumi o maree – che i paesi africani spesso posseggono in abbondanza;

Partenariato 7: Migrazione, mobilità e occupazione

34.

nota gli effetti positivi della migrazione ed insiste sulla necessità di una strategia comune accompagnata da un calendario e da progetti mirati, onde ridurre gli effetti negativi della migrazione illegale;

35.

ricorda l'impegno di tutti i partner a creare posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità mediante la promozione di una crescita sostenibile e inclusiva;

36.

si compiace del rafforzamento dei programmi attuali, a favore della mobilità degli studenti e degli universitari nonché di iniziative come l'università panafricana e quella volta ad armonizzare le strutture e i programmi di insegnamento;

37.

ritiene che la fuga dei cervelli costituisca un grave problema per l'Africa e che occorrerebbe fornire forti incentivi ai professionisti che hanno abbandonato i rispettivi paesi d'origine affinché vi ritornino apportando i benefici della formazione da loro acquisita;

Partenariato 8: Scienza, società dell'informazione e partenariato spaziale

38.

plaude all'avvio di un dialogo di alto livello (alti funzionari e ministri) nel settore della scienza e della tecnologia per rafforzare il quadro di cooperazione scientifica e tecnologica, in modo da accelerare una crescita economica e uno sviluppo sociale di carattere inclusivo in Africa;

Osservazioni generali

39.

rileva l'assenza di rappresentanza del Sudan, le cui le autorità non si considerano impegnate dalla dichiarazione di Tripoli dei capi di Stato e di governo e auspica, in linea con detta dichiarazione, l'applicazione di tutti gli elementi dell'Accordo di pace del 2005, ivi compreso quindi il referendum programmato per il gennaio 2011, che deve consentire ai sudanesi del sud di scegliere il loro destino;

40.

deplora che alcuni capi di stato o di governo non siano stati in grado di partecipare al Vertice UE-Africa;

41.

deplora che la strategia comune Africa-UE non sia accompagnata da un piano di finanziamento e chiede ancora una volta che il FES sia integrato nel bilancio, onde assicurare un controllo parlamentare sull'attuazione dei vari strumenti finanziari UE utilizzati per realizzare i vari partenariati;

42.

auspica una maggiore implicazione degli organi ministeriali nell'attuazione della strategia;

43.

chiede che il Parlamento panafricano e il Parlamento europeo siano in grado di esercitare il loro ruolo di supervisione sull'applicazione del piano d'azione strategico;

44.

chiede che i parlamenti nazionali di tutti i paesi dell'Africa e dell'Unione europea esaminino e discutano il piano strategico;

*

* *

45.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione rispettivamente dell'Unione europea e dell'Unione africana, all'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE nonché al Parlamento panafricano.