[pic] | COMMISSIONE EUROPEA | Bruxelles, 10.11.2010 COM(2010) 634 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO sul consolidamento delle relazioni UE-Africa1,5 miliardi di persone, 80 paesi, due continenti, un futuro 1. Europa-Africa: adeguare il partenariato alle nuove realtà 1. A fine novembre 2010 avrà luogo il terzo vertice UE-Africa, che vedrà riuniti 80 capi di Stato e di governo. Il vertice costituirà un'occasione per consolidare le relazioni UE-Africa offrendo la prospettiva di un futuro migliore e più prospero per 1,5 miliardi di persone in 80 paesi. Sarà anche l'occasione di adattare il partenariato UE-Africa agli importanti sviluppi verificatisi in Europa, in Africa e nel resto del pianeta dall'ultimo vertice UE-Africa e dall'adozione della strategia comune Africa-UE nel 2007[1]. 2. In Europa, il trattato di Lisbona e la creazione del Servizio europeo per l'azione esterna, che opera a stretto contatto con i servizi della Commissione europea, permetteranno all'UE di stabilire un maggior nesso tra l'aspetto politico e l'aspetto economico del proprio programma di azione esterna. Questo garantirà una maggiore coerenza tra la politica dell'UE per l'Africa e le sue politiche globali oltre a permettere a entrambi i partner di coordinare più efficacemente le proprie posizioni e di trasmettere messaggi comuni a livello internazionale. 3. In Africa, sono tanti gli esempi positivi che testimoniano di un progresso costante verso la pace, la stabilità e la democrazia. Tuttavia, la povertà, le carenze nella governance, i conflitti e le violazioni dei diritti umani che ancora sussistono in molte zone rendono i progressi lenti e diseguali. L'Africa ha però affermato la sua intenzione di prendere in mano il proprio destino, di fare meno affidamento sugli aiuti esterni e di affrontare le sfide mondiali. L'integrazione politica ed economica ha compiuto passi avanti tanto a livello regionale quanto a livello continentale, con l'Africa che si esprime sempre più spesso all'unisono a livello internazionale e con l'Unione africana che sta assumendo il ruolo di attore principale. 4. La crescita economica dell'Africa è stata davvero notevole, con una crescita media annua del 6% tra il 2006 e il 2008. Questo andamento è stato più che dimezzato nel 2009, tra l'altro a causa della crisi economica e finanziaria mondiale, della fluttuazione dei prezzi e delle esportazioni dei prodotti di base, del calo delle rimesse nonché di un sostanziale rallentamento degli investimenti esteri diretti. Tuttavia, secondo le previsioni, è probabile che il continente africano registri presto una ripresa economica e torni a livelli di crescita elevati. 5. Insieme, l'UE e l'Africa rappresentano un quarto della popolazione mondiale e più di un terzo dei membri delle Nazioni Unite (ONU). L'Europa e l'Africa sono state entrambe in prima linea nella promozione di un quadro normativo e di istituzioni internazionali più inclusive. L'Europa ha spinto affinché il G-8 e il G-20 si rivolgessero all'Africa per dare al continente l'opportunità di far sentire la propria voce. L'UE ha anche sostenuto la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali e ha contribuito a garantire all'Africa un ulteriore seggio nel Consiglio della Banca Mondiale. 6. L'UE resta per l'Africa il principale alleato politico e un partner affidabile nelle aree del commercio e dello sviluppo. In occasione dell'ultimo vertice UE-Africa che si è tenuto a Lisbona nel 2007, entrambe le parti hanno deciso di fondare le loro relazioni su una base nuova, paritetica e strategica ed entrambe devono adesso impegnarsi maggiormente affinché tale ambizione si concretizzi, anche attraverso l'effettiva attuazione della strategia comune Africa-UE. Allo stesso tempo, si osserva un rafforzamento della presenza in Africa di protagonisti emergenti della scena mondiale nonché un incremento della cooperazione Sud-Sud. Tali nuove tendenze rappresentano una sana sfida per le relazioni Africa-UE che adesso devono rinnovare la propria attenzione per quegli elementi che rappresentano sicuramente valore aggiunto e punti di forza e devono mirare a un migliore coordinamento e all'individuazione di situazioni reciprocamente vantaggiose. 7. Il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM) resterà al centro della strategia comune Africa-UE, ma è anche necessario sostenere l'Africa nel rafforzamento della sua governance politica ed economica e nel consolidamento del contesto normativo, di bilancio e imprenditoriale per consentire una mobilizzazione delle risorse del continente migliore e sostenibile. A tal fine sarà di importanza fondamentale aprire un dialogo con il settore privato e garantire all'assistenza allo sviluppo un effetto leva finanziario. La strategia 2020 dell'UE è fonte di ispirazione per le nostre relazioni con l'Africa poiché definisce un quadro che consente di tradurre i nostri obiettivi politici in azioni concrete che guideranno le relazioni Africa-UE nel prossimo decennio. 8. L'Europa e l'Africa devono partire dai risultati conseguiti[2] mediante la strategia comune e incrementarne l'impatto a livello mondiale, continentale e regionale. L'esperienza maturata negli ultimi tre anni insegna che la strategia comune deve esprimere meglio il suo potenziale e rispondere con maggiore efficacia alle sfide presenti e future. La relazione deve andare oltre le istituzioni e lasciarsi alle spalle l'approccio frammentario e incentrato sullo sviluppo tipico del passato e deve portare a un'analisi comune delle questioni globali. Entrambe le parti devono superare le proprie incoerenze e sviluppare canali propizi a un'effettiva interazione. In Africa uno dei problemi è ancora quello di rafforzare la sussidiarietà razionalizzando i mandati che si sovrappongono e le programmazioni potenzialmente antagoniste. In Europa, gli interessi nazionali in concorrenza tra loro, le iniziative bilaterali non coordinate e la mancanza di coordinamento tra i vari strumenti minano la visibilità e il potere trainante della politica. 2. UE-Africa: occuparsi insieme delle sfide comuni (9) Il partenariato UE-Africa è il solo partenariato strategico "da continente a continente" di cui l'UE faccia parte. Non si tratta di un partenariato "da donatore a beneficiario", ma di un effettivo partenariato globale basato su interessi comuni e sul raggiungimento di situazioni reciprocamente vantaggiose. (10) Lo specifico valore aggiunto del partenariato Africa-UE risiede nel suo carattere politico, nell'ampiezza della sua portata e nella possibilità che offre di occuparsi insieme delle questioni globali e dei beni pubblici comuni, in un'epoca in cui la rapidità della globalizzazione impone risposte politiche coordinate nel quadro della diplomazia multilaterale. L'Europa e l'Africa condividono valori e interessi in settori fondamentali e devono far sì che questo loro punto di vista si traduca in risultati concreti. (11) Realizzare gli obiettivi di sviluppo del millennio (OSM): la riunione plenaria di alto livello delle Nazioni Unite, che si è tenuta a New York lo scorso settembre, ha ribadito che gli OSM restano raggiungibili purché concorrano un'adeguata volontà politica, cambiamenti di strategia e un apporto di risorse da parte di tutti i partner. Un'attenzione particolare sarà rivolta ai destinatari e ai paesi più lontani dal raggiungimento degli OSM (di cui la maggior parte è in Africa) e alle persone più vulnerabili ed emarginate. Il partenariato in materia di OSM, rafforzato dalla recente iniziativa OSM del valore di 1 miliardo di euro volta a consolidare i progressi nei paesi che hanno ottenuto i migliori risultati e ad aiutare i paesi più bisognosi, continuerà a fungere da elemento catalizzatore per stimolare le riforme politiche e mobilitare le risorse necessarie per i settori individuati di comune accordo come prioritari, sulla base di iniziative provenienti dalla stessa Africa. (12) Far fronte alle minacce per la pace e la sicurezza . Finora, tra i partenariati della strategia comune Africa-UE, questo è quello che ha riportato i maggiori successi, tanto in materia di cooperazione e coordinamento su questioni geografiche quanto in materia di democrazia e di cambiamenti di governo anticostituzionali in Africa e in materia di sviluppo di un'architettura africana di pace e di sicurezza. L'Africa e l'UE continueranno a lavorare sulle loro attuali priorità, ma avranno anche bisogno di andare oltre, formulando ad esempio posizioni comuni in seno al sistema delle Nazioni Unite. Sarà importante continuare a operare insieme nei confronti di minacce globali alla sicurezza quali il terrorismo e la criminalità organizzata internazionale, tra cui figurano tra l'altro varie forme di traffico (in particolare di esseri umani e di droga) e la pirateria. Nei settori specifici della gestione e della prevenzione delle crisi, i due continenti dovrebbero porre in essere congiuntamente un sistema che permetta costanti consultazioni nell'arco dell'intero ciclo delle crisi, dall'allarme rapido all'azione di ripresa. In cooperazione con le Nazioni Unite, L'UE e l'Africa dovrebbero agire insieme per migliorare la capacità finanziaria e operativa dell'Unione africana, delle Comunità economiche regionali e dei meccanismi regionali di prevenzione dei conflitti e dovrebbero programmare, porre in atto e gestire operazioni a sostegno della pace. (13) Promuovere la governance, la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani nelle loro dimensioni politiche ed economiche a tutti i livelli. L'impegno dell'UE al rispetto e alla promozione dei diritti umani resterà un principio fondamentale alla base delle relazioni UE-Africa e continuerà a riflettersi nei nostri accordi. La società civile e il settore privato dovrebbero essere maggiormente coinvolti nel rafforzamento dei programmi di governance in tutti i settori, il che a sua volta contribuirà a creare condizioni più favorevoli a una crescita inclusiva e sostenibile. A tal fine, la nuova piattaforma UE-Africa per il dialogo sulla governance si rivela uno strumento particolarmente utile. Occorre approfondire la cooperazione in materia di governance economica e globale affrontando ad esempio la questione della gestione trasparente e sostenibile delle entrate e delle risorse naturali o occupandosi della lotta alla corruzione e alle frodi e della fuga illegale di capitali. È necessario inoltre che le parti affrontino la questione della riforma del sistema di governance democratica multilaterale e dei diritti umani e delle organizzazioni internazionali. (14) Rafforzare la legittimità e l'efficienza delle istituzioni multilaterali. Occorre che i due continenti sviluppino una visione coerente del modo in cui potrebbero sostenersi vicendevolmente promuovendo gli interessi condivisi, collocarsi in una posizione più incisiva nell'arena globale e cooperare nei negoziati internazionali attualmente in corso e in quelli futuri in modo che i risultati riflettano le rispettive priorità politiche e strategiche. L'UE continuerà a sostenere le iniziative politiche a favore di un adeguato ruolo dell'Africa nelle principali organizzazioni, istituzioni e consessi internazionali in vista delle imminenti riforme (Nazioni Unite, istituzioni finanziarie internazionali, G-8 / G-20, Organizzazione mondiale del commercio, Organizzazione mondiale della sanità). Allo stesso tempo, l'UE continuerà ad adoperarsi insieme ai suoi partner africani per garantire l'adozione della risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite che consentirebbe ai rappresentanti dell'UE, conformemente al trattato di Lisbona, di avere una partecipazione effettiva nei lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. (15) Combattere il cambiamento climatico e il degrado ambientale , riconoscendo l'importante ruolo della biodiversità e dei servizi ecosistemici in tale ambito. Nel contesto del dopo Copenaghen, il dialogo UE-Africa, che avvicinerà le posizioni dei due continenti in occasione del vertice di Cancun e di quelli successivi, sarà determinante per costruire una visione comune per i negoziati dell'UNFCCC con la prospettiva di giungere a un accordo giuridicamente vincolante. A tal fine sarà fondamentale un maggiore coordinamento degli sforzi dell'Unione africana, dei suoi Stati membri, delle Comunità economiche regionali e del NEPAD (Nuovo partenariato per lo sviluppo dell'Africa). Il partenariato sul cambiamento climatico resterà la piattaforma per proseguire l'attuazione delle principali iniziative comuni, quali l'Alleanza mondiale contro il cambiamento climatico, il CLIMDEV Africa, l'iniziativa della grande muraglia verde per il Sahara e il Sahel in sinergia con altri partenariati. Verranno altresì portati avanti il dialogo sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, gli accordi sulla legislazione e sui progetti forestali e la politica comune sulla riduzione dei rischi di calamità. 3. UE-AFRICA: UNA VISIONE PROIETTATA VERSO IL FUTURO (16) La strategia comune Africa-UE ha dunque portato a risultati positivi che occorre preservare. Tuttavia, considerando la dimensione delle sfide cui i due continenti si trovano confrontati, è necessario che il nostro partenariato si evolva ulteriormente. (17) Per garantire uno sviluppo a lungo termine, verrà rivolta una maggiore attenzione al modo in cui la cooperazione allo sviluppo dovrebbe contribuire a creare condizioni favorevoli a una crescita inclusiva e sostenibile. Il vasto tema del terzo vertice UE-Africa su "Crescita, investimenti e creazione di occupazione" definirà l'impostazione della cooperazione tra i due continenti e fornirà gli orientamenti a lungo termine per questi settori. Un tale tematica è in linea con le priorità identificate nella strategia 2020 dell'UE e con il libro verde, presentato parallelamente alla presente comunicazione, relativo al potenziamento dell'impatto della politica dell'UE in materia di sviluppo. (18) Avendo come obiettivo il raggiungimento di una crescita inclusiva e sostenibile , nel prossimo decennio la cooperazione dovrebbe concentrarsi, tra l'altro, su attività a elevato impatto che possano stimolare gli investimenti e così sfruttare l'immenso potenziale complessivo insito nel nostro partenariato. Nel libro verde, la Commissione dichiara che l'UE dovrebbe considerare nuove strategie comuni per una crescita inclusiva e sostenibile in partenariato con raggruppamenti di paesi singoli o regionali, prevedendo anche la partecipazione delle parti interessate del settore privato e delle organizzazioni della società civile. La questione è particolarmente rilevante se riferita al partenariato UE-Africa. (19) L'obiettivo della crescita inclusiva dovrebbe essere alla base di iniziative UE-Africa finalizzate a una crescita equilibrata e di ampio raggio e a maggiori investimenti che potrebbero contribuire a ridurre la povertà e le diseguaglianze. - Nell'intento di realizzare economie ad alto tenore occupazionale, favorevoli alla coesione sociale , in Africa saranno promosse iniziative volte a estendere la copertura della protezione sociale alle fasce più vulnerabili, a creare un dialogo su più livelli, in particolare su questioni relative all'economia informale, a potenziare la governance del mercato del lavoro e a sostenere il processo di armonizzazione dei quadri dell'occupazione e della sicurezza sociale a livello regionale. - Una maggiore disponibilità di servizi e infrastrutture costituisce un altro aspetto importante per rafforzare l'attività del settore privato e rappresenta anche una fonte di crescita e occupazione. L'accessibilità, i costi contenuti e l'affidabilità dei servizi di base in particolare nei settori dei trasporti, della salute, delle comunicazioni e della finanza sono premesse di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di tutti gli altri settori dell'economia. Il partenariato Africa-UE sull'infrastruttura fornisce un quadro strategico per affrontare il problema delle lacune di cui l'Africa soffre ancora e può giovarsi del sostegno del fondo fiduciario per le infrastrutture quale strumento innovativo per combinare sovvenzioni e prestiti. L'UE continuerà a occuparsi delle carenze dell'infrastruttura, concentrandosi maggiormente su energia, TIC, risorse idriche e trasporti e promuovendo al tempo stesso il ruolo del settore privato quale motore principale del finanziamento della crescita e dell'infrastruttura. Contestualmente, a livello nazionale e regionale continueranno a essere sostenute iniziative a favore del miglioramento del quadro normativo e del quadro giuridico in modo da creare condizioni favorevoli agli investimenti e a un corretto funzionamento del mercato. - La cooperazione in materia di competenze, innovazione e imprenditorialità deve essere rafforzata in considerazione del suo prezioso potenziale di accelerazione dello sviluppo dell'Africa e di incidenza tangibile in tutti i settori socio-economici. Nel campo della scienza e della tecnologia, un obiettivo fondamentale sarà rappresentato dallo sviluppo in Africa delle TIC e di servizi elettronici a prezzi ragionevoli. Nel settore spaziale, saranno ulteriormente promosse iniziative quali GMES-Africa o la navigazione satellitare (EGNOS e Galileo). Nel settore dell'istruzione superiore e della formazione, si ritiene che programmi come Erasmus Mundus, Media Mundus, Edulink Nyerere, Gioventù in azione, Marie Curie o iniziative quali "Tuning Educational Structures" per l'armonizzazione delle strutture educative contribuiranno a programmare una crescita intelligente e inclusiva. Un ulteriore contributo in questo senso verrà anche dalla cooperazione tra professionisti del settore della cultura. In fase di istituzione dell'Università panafricana, l'UE incentiverà la condivisione delle migliori pratiche con lo IET e il ricorso a sistemi volti a integrare pienamente il triangolo della conoscenza (istruzione, attività produttive e ricerca). - La cooperazione in materia di migrazione e mobilità sarà incentrata sulle possibilità di garantire la migrazione legale, compresa la migrazione circolare, in collegamento diretto con le esigenze del mercato del lavoro e con le opportunità di occupazione in entrambi i continenti. Questa cooperazione mirerà anche a ridurre i flussi migratori irregolari e ad affrontare la questione dei gruppi particolarmente vulnerabili quali i rifugiati, i richiedenti asilo e i minori non accompagnati. Essa cercherà di trovare il modo per coinvolgere più efficacemente le diaspore africane nel processo di sviluppo. A tal fine saranno promosse iniziative quali l'istituto africano per le rimesse, l'osservatorio delle migrazioni, l'iniziativa per l'informazione delle diaspore (Diaspora Outreach Initiative) e l'iniziativa sulla tratta di esseri umani (Human Trafficking Initiative). (20) L'obiettivo di una crescita sostenibile dovrà essere anche alla base di iniziative UE-Africa per lo sviluppo di economie efficienti, verdi e competitive. - L'integrazione regionale in tutti i suoi aspetti rappresenta un potente impulso alla stabilità, alla crescita e allo sviluppo. Molti paesi africani condividono risorse comuni, come le risorse naturali, e si trovano confrontati a sfide comuni, quali la mancanza di infrastrutture o la scarsa produttività agricola. L'integrazione può essere reciprocamente vantaggiosa e portare a un valido programma di riforme, a una cooperazione potenziata e a una maggiore sicurezza. L'integrazione regionale può aiutare i paesi africani a cogliere i benefici delle economie di scala, di una maggiore concorrenza e di investimenti nazionali ed esteri più consistenti. Il commercio ha anch'esso un ruolo di catalizzatore per le attività e gli investimenti del settore privato contribuendo a creare un clima favorevole agli investimenti e fornendo accesso ai mercati e ai fattori di produzione essenziali. Nell'insieme, sono stati ottenuti risultati tangibili da un'apertura dei mercati ben gestita, che tiene conto delle esigenze e delle capacità delle economie in via di sviluppo, accompagnata da opportune politiche nazionali e da un opportuno sostegno. In tal senso, gli accordi commerciali possono aiutare a migliorare la governance economica contribuendo alla definizione di un quadro normativo stabile per l'economia. L'UE conserva quindi il suo impegno ad approfondire ulteriormente le relazioni commerciali che da tempo intrattiene con l'Africa con l'intento di contribuire alla prosperità e al benessere a lungo termine di quest'ultima, in particolare mediante la conclusione di accordi di partenariato economico. - Il settore delle materie prime potrebbe costituire un terreno d'elezione per una cooperazione reciprocamente vantaggiosa che mira allo sviluppo e alla fornitura sostenibile di materie prime . La cooperazione congiunta potrebbe essere favorita ed estesa al settore privato in modo da creare vantaggiose opportunità per entrambi i continenti, partendo ad esempio dalla comunicazione della Commissione sulle materie prime oppure dalla Visione per l'attività mineraria 2050 (mining vision 2050) della Commissione dell'UA. Azioni specifiche si concentreranno sulla governance (compresa l'EITI), sull'infrastruttura e gli investimenti nonché sulle conoscenze e competenze in campo geologico. Il consumo e la produzione sostenibili si avvalgono anche delle piccole e medie imprese per incrementare l'efficienza delle risorse ai fini di una produzione più rispettosa dell'ambiente e per sviluppare imprese più competitive. Prendendo come base iniziative africane come il programma quadro decennale dell'Unione africana sul consumo e sulla produzione sostenibili, potrebbe essere presa in considerazione l'istituzione di un programma SWITCH Africa per sostenere la crescita e la competitività economiche sostenibili a lungo termine. - Riguardo all' agricoltura , la cooperazione UE-Africa proseguirà nel quadro del programma globale di sviluppo agricolo dell'Africa (CAADP). La priorità sarà attribuita agli approcci di intensificazione per piccoli agricoltori che siano sostenibili, efficienti dal punto di vista ambientale e che rispettino le diverse funzioni dell'agricoltura. Le indicazioni geografiche e l'agricoltura biologica sono settori su cui approfondire il dibattito con la Commissione dell'Unione africana. Potrebbero essere prodotte colture di elevato valore che potenzierebbero la produzione sostenibile dei piccoli proprietari terrieri con la prospettiva di creare occupazione e reddito per le popolazioni rurali fornendo al tempo stesso servizi ambientali e contribuendo all'adattamento al cambiamento climatico e alla sua mitigazione. Il medesimo approccio sarà adottato nel settore della pesca. Inoltre, l'UE dovrebbe sostenere lo sviluppo di principi concordati a livello internazionale per gli investimenti responsabili in terreni agricoli. L'UE dovrebbe inoltre incoraggiare i governi dei paesi partner, le organizzazioni di agricoltori e le altre parti interessate a operare scelte informate che garantiscano la sostenibilità degli investimenti stranieri, così da massimizzare i benefici sociali, economici e ambientali per il paese. La cooperazione UE-Africa verrà mantenuta anche per quanto riguarda l'armonizzazione dei frammentati quadri sanitario e fitosanitario. Analogamente, è necessario prendere in debita considerazione la promozione di pratiche di pesca responsabili e della gestione responsabile delle risorse alieutiche e l'introduzione di misure volte a combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, come occorre anche garantire la tracciabilità dei prodotti della pesca. - Relativamente all' energia sostenibile e al suo uso efficiente , il libro verde che viene presentato parallelamente alla presente comunicazione indica che l'UE e i paesi e/o i raggruppamenti regionali in via di sviluppo dovrebbero agire insieme, nel contesto dei partenariati esistenti, per porre in essere concreti programmi comuni destinati a fornire progressivamente energia sostenibile a tutti i cittadini. Tali programmi, che vedono coinvolti finanziamenti UE per lo sviluppo e il cambiamento climatico con elevato leverage , l'UE e i paesi in via di sviluppo, l'industria energetica e le istituzioni finanziarie dell'UE, potrebbero cercare di stabilire un calendario di operazioni comuni, e includere riforme, in termini di tutela degli investimenti, di fiscalità e di collaborazione regionale in materia di energia. Si tratterebbe di partire da iniziative esistenti, quali il partenariato UE-Africa per l'energia o il programma di cooperazione Africa-UE per le energie rinnovabili. 4. Conclusione: consolidare il partenariato UE-Africa (21) L'Africa non si è mai trasformata a un ritmo tanto veloce. Per il prossimo decennio, la nostra sfida comune sarà quella di mirare a un autentico partenariato UE-Africa, basato non solo sulla cooperazione allo sviluppo, ma anche su aiuti che assumano il ruolo di catalizzatori per una crescita inclusiva e sostenibile. (22) A Lisbona, l'UE e l'Africa hanno concordato di agire insieme sulla base di valori condivisi, di programmi condivisi e di obiettivi condivisi. Entrambe hanno adesso bisogno di fare di più per tradurre tale ambizione in approcci coordinati, in una cooperazione concreta e, ove possibile, in posizioni allineate in seno agli organismi dell'ONU e alle IFI e nel corso dei principali negoziati internazionali. Al riguardo, l'UE si rivolgerà all'Africa in modo più proattivo e auspica che l'Africa accetti l'offerta in uno spirito costruttivo e di reciprocità. (23) A tal fine, UE e Africa devono entrambe impegnarsi di più per superare l'attuale frammentazione dei quadri politici e degli strumenti finanziari onde promuovere una maggiore efficacia e visibilità della loro cooperazione. Occorre trovare maggiori sinergie tra le politiche dell'UE per garantire una "reale coerenza politica per lo sviluppo". È necessario che siano garantite più forti complementarità tra le politiche dell'UE rivolte all'Africa subsahariana e alla regione mediterranea. Bisogna cercare una collaborazione rafforzata tra gli strumenti dell'UE e gli strumenti nazionali esistenti, attraverso l'adattamento delle pertinenti politiche, e tra i quadri giuridico e finanziario (attualmente il Fondo europeo di sviluppo, lo Strumento europeo di vicinato e partenariato e lo Strumento di cooperazione allo sviluppo). La governance e l'efficacia del nostro partenariato devono essere rafforzate tra l'altro mediante un dialogo politico e strategico potenziato, un'efficiente struttura di attuazione, l'attivo coinvolgimento delle principali parti interessate e la disponibilità di adeguate risorse, anche mediante la graduale istituzione di un programma di sostegno finanziario panafricano. Un migliore coordinamento interno con gli Stati membri e una più efficace cooperazione con i partner africani e con i donatori emergenti sono essenziali. È necessaria anche una migliore comunicazione che permetta di informare i cittadini e di far crescere la titolarità del partenariato nelle parti interessate, aumentando così la conoscenza e la percezione degli sforzi collettivi di entrambi i continenti. (24) Per produrre migliori risultati, il prossimo piano d'azione attribuirà la priorità alle attività che: - hanno una chiara dimensione regionale, continentale o mondiale, valore aggiunto della strategia comune; - hanno un chiaro valore aggiunto, sono mirate ed efficaci, rinforzano la complementarità e la coerenza con le iniziative e le sedi di dibattito esistenti e sono in linea con le priorità strategiche dell'Africa, con le sue organizzazioni e strutture nonché con i suoi meccanismi a livello continentale e regionale; - hanno un chiaro consenso di una massa critica di attori competenti da entrambe le parti, comprese le necessarie risorse politiche, umane e finanziarie. (25) Nel corso del prossimo vertice, tanto l'Europa quanto l'Africa devono sviluppare una visione realistica per la loro cooperazione negli anni futuri, traducendo il paradigma "da donazione a partenariato" nel prossimo piano di azione. Insieme alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca africana di sviluppo, Europa e Africa devono identificare i settori che si prestano a progetti a elevato impatto. Devono sfruttare le situazioni reciprocamente vantaggiose che riconciliano gli interessi politici e le priorità economiche dell'Africa e dell'Europa. Devono offrire enormi opportunità per il nostro miliardo e mezzo di cittadini. [1] La strategia comune Africa-UE è incentrata su otto partenariati tematici: pace e sicurezza; governance democratica e diritti umani; commercio, integrazione regionale e infrastrutture; obiettivi di sviluppo del millennio; energia; cambiamento climatico; migrazioni, mobilità e occupazione; scienza, società dell’informazione e spazio. [2] http://www.africa-eu-partnership.org/