10.2.2011   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 42/32


Parere del Comitato delle regioni sul tema «La cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale a sostegno della strategia Europa 2020»

2011/C 42/07

IL COMITATO DELLE REGIONI

accoglie con soddisfazione i risultati finora conseguiti nel settore dell'IFP col sostegno del processo di Copenaghen e desidera sottolineare che il punto principale su cui insistere nel prossimo periodo dovrebbe essere dato dalla rapida attuazione, dalla semplificazione e dal consolidamento degli strumenti, delle iniziative e dei programmi più efficaci,

è d'accordo con la Commissione nel ritenere che, di fronte ai mutamenti che ci attendono per quanto riguarda il mondo del lavoro e le strutture sociali, come il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e l'invecchiamento della popolazione, occorre adattare di conseguenza l'istruzione e la formazione, compresa l'IFP. Inoltre, l'IFP deve svolgere un duplice ruolo: da un lato rappresentare uno strumento che contribuisca a soddisfare le necessità immediate e future dell'Europa in termini di competenze, dall'altro ridurre l'impatto sociale della crisi e agevolare la ripresa. Questi due ruoli impongono urgenti riforme per garantire eccellenza ed equità,

sottolinea che un'efficace cooperazione per quanto riguarda l'IFP e la relativa attuazione richiede una continua interazione politica e amministrativa e l'impegno di tutti i livelli di governo. La Commissione dovrebbe pertanto garantire un significativo coinvolgimento degli enti regionali e locali, così da rifletterne correttamente il ruolo essenziale in quanto protagonisti dell'istruzione e della formazione in Europa,

approva gli obiettivi della comunicazione come aumentare l'importanza dell'IFP per promuovere un incremento delle qualifiche sul mercato del lavoro europeo, e riconosce anche che l'istruzione e la formazione sono mezzi per promuovere e sviluppare la partecipazione sociale. Non da ultimo nel contesto dell'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale 2010, l'IFP è un elemento importante di qualunque strategia volta a ridurre il disagio sociale ed economico, dal momento che le persone meno qualificate rischiano di essere sempre più emarginate. Si è osservato che miglioramenti relativamente piccoli della qualificazione dei lavoratori possono avere un effetto sostanziale sul futuro benessere di una nazione.

Relatore

:

Robert Bright (UK/PSE), membro del Consiglio comunale di Newport

Testo di riferimento

:

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Un nuovo slancio per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale a sostegno della strategia Europa 2020

COM(2010) 296 definitivo

I.   RACCOMANDAZIONI POLITICHE

IL COMITATO DELLE REGIONI

1.

si dichiara d'accordo con la Commissione nel porre l'accento su un nuovo slancio per l'ulteriore cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione professionale europea (IFP) a sostegno della strategia Europa 2020;

2.

accoglie con soddisfazione i risultati finora conseguiti nel settore dell'IFP col sostegno del processo di Copenaghen e desidera sottolineare che il punto principale su cui insistere nel prossimo periodo dovrebbe essere dato dalla rapida attuazione, dalla semplificazione e dal consolidamento degli strumenti, delle iniziative e dei programmi più efficaci;

3.

crede che ci sia tutto da guadagnare sviluppando lo scambio di informazioni ed esperienze fra i governi europei a tutti i livelli, riconosce un'importanza prioritaria alla diffusione delle buone pratiche da parte della Commissione e s'impegna a sostenerla in questo sforzo mettendo in campo, ove opportuno, i propri membri e le proprie reti;

4.

ribadisce il proprio sostegno volto a raggiungere gli obiettivi in materia di competitività e innovazione entro il 2020 e riconosce che, per riuscirci, occorre continuare a investire in istruzione e formazione, in particolare in questi tempi d'incertezza economica;

5.

è d'accordo con la Commissione nel ritenere che, di fronte ai mutamenti che ci attendono per quanto riguarda il mondo del lavoro e le strutture sociali, come il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio e l'invecchiamento della popolazione, occorre adattare di conseguenza l'istruzione e la formazione, compresa l'IFP. Inoltre, l'IFP deve svolgere un duplice ruolo: da un lato rappresentare uno strumento che contribuisca a soddisfare le necessità immediate e future dell'Europa in termini di competenze, dall'altro ridurre l'impatto sociale della crisi e agevolare la ripresa. Questi due ruoli impongono urgenti riforme per garantire eccellenza ed equità;

6.

sostiene le azioni volte ad avvicinare fra loro i mondi dell'istruzione, della formazione e del lavoro, come l'iniziativa «Nuove competenze per nuovi lavori». La distinzione fra istruzione e formazione e la sua collocazione sul posto di lavoro diventerà sempre più incerta nel futuro, e per ottenere una maggiore integrazione occorrerà un cambiamento radicale nel modo in cui si considerano l'istruzione e la formazione, non soltanto da una prospettiva individuale, ma anche a livello istituzionale e a tutti i livelli di governo. Gli ostacoli sistemici e attitudinali all'integrazione devono essere rimossi se vogliamo che chi studia in Europa possa risalire la catena delle qualifiche e del valore e contribuire efficacemente agli obiettivi della strategia Europa 2020;

7.

sottolinea che un'efficace cooperazione per quanto riguarda l'IFP e la relativa attuazione richiede una continua interazione politica e amministrativa e l'impegno di tutti i livelli di governo. La Commissione dovrebbe pertanto garantire un significativo coinvolgimento degli enti regionali e locali, così da rifletterne correttamente il ruolo essenziale in quanto protagonisti dell'istruzione e della formazione in Europa;

8.

sottolinea che l'IFP dovrebbe essere realizzata in un contesto integrato, dove partenariati, dialogo e programmi di studio siano sviluppati in stretta cooperazione tra gli istituti d'istruzione e formazione, i diversi livelli di governo e le aziende. I partenariati tra fornitori, datori di lavoro e servizi di orientamento e collocamento, per funzionare bene, dovrebbero essere sostenuti da priorità giustificate e mirate e da un uso efficace di dati aggiornati, affidabili e condivisi;

9.

ritiene indispensabile che dei problemi affrontati nella comunicazione si interessino tutti gli strati della società. È in questo campo che gli enti regionali e locali hanno un ruolo fondamentale da svolgere, in termini di comunicazione e divulgazione delle informazioni tramite le loro reti e anche promuovendo la parità di diritti ed opportunità, realizzando una garanzia di qualità all'avanguardia mondiale e migliorando i contesti formali e non formali, nonché mediante l'attuazione dei programmi;

10.

approva gli obiettivi della comunicazione come aumentare l'importanza dell'IFP per promuovere un incremento delle qualifiche sul mercato del lavoro europeo, e riconosce anche che l'istruzione e la formazione sono mezzi per promuovere e sviluppare la partecipazione sociale. Non da ultimo nel contesto dell'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale 2010, l'IFP è un elemento importante di qualunque strategia volta a ridurre il disagio sociale ed economico. Si è osservato che miglioramenti relativamente piccoli della qualificazione dei lavoratori possono avere un effetto sostanziale sul futuro benessere di una nazione (1);

11.

sottolinea che, date le funzioni economiche e sociali dell'IFP, è essenziale che ne faccia parte integrante la giusta miscela di competenze e di mobilità transnazionale e interprofessionale, compreso lo sviluppo della conoscenza delle lingue. La mobilità può aiutare a superare gli ostacoli linguistici e a migliorare la fiducia in se stessi, la capacità di adattamento, il senso di responsabilità, l'occupabilità e le competenze interculturali;

12.

chiede alla Commissione di considerare che accrescere la partecipazione degli adulti alla formazione permanente è un compito di primaria importanza per molti livelli di governo (regionale, locale e nazionale) dotati di competenze nel settore educativo, e che le lacune attuali e future in termini di qualifiche devono e dovranno essere colmate ricercando, caso per caso, un equilibrio tra le misure formative mirate all'apprendimento delle competenze chiave e le conoscenze e le qualifiche professionali più specifiche, sia per la forza lavoro giovanile che per quella adulta;

13.

è del parere che la situazione economica attuale potrebbe impedire ai governi locali, regionali e nazionali di mantenere i livelli esistenti di investimenti nell'istruzione e nella formazione. Se però l'Europa vorrà competere sulla scena economica mondiale, dovrà sforzarsi in modo continuativo di dotare la forza lavoro attuale e quella futura delle qualifiche di cui le aziende hanno bisogno per crescere. Tutti i livelli di governo dovrebbero collaborare per far corrispondere gli investimenti alle esigenze in termini di qualifiche, così da garantire all'Europa la disponibilità di una manodopera altamente qualificata che porti avanti la ripresa economica.

Un ruolo chiave per l'IFP nell'istruzione permanente e nella mobilità

14.

sostiene l'azione chiave volta a creare approcci flessibili e à la carte in materia di IFP, per incrementare al massimo l'accesso all'istruzione e alla formazione permanente, e a creare sistemi flessibili basati sul riconoscimento dei risultati educativi. Offrire ai discenti una reale scelta di corsi e fornitori di servizi educativi consentirà loro di accedere all'istruzione e alla formazione indipendentemente dalla loro situazione personale;

15.

sottolinea che un simile approccio avrà inevitabilmente un effetto sull'amministrazione e sul finanziamento per gli enti regionali e locali; tuttavia, per assicurare la qualità del servizio, l'ottimizzazione delle risorse e la sostenibilità delle finanze pubbliche, si deve garantire che i fornitori di servizi educativi lavorino insieme per mettere a disposizione corsi accessibili in una serie di contesti che si integrino l'un l'altro evitando i doppioni nella stessa zona;

16.

sostiene l'appello a sviluppare programmi di IFP per creare percorsi davvero aperti dall'IFP all'istruzione universitaria. Per realizzare quest'obiettivo, le istituzioni di insegnamento superiore dovrebbero essere incoraggiate a lavorare con tutti i livelli di governo, e fra loro, in tutta l'UE, nonché con le imprese per garantire lo sviluppo di corsi professionali di qualità che forniscano qualifiche utili e di qualità elevata. Occorre incoraggiare la condivisione delle buone pratiche per quanto riguarda lo sviluppo di corsi professionali di livello superiore e perseguire il coordinamento elaborando dei programmi comuni a lungo termine;

17.

raccomanda che, per accelerare la ripresa economica dell'Europa, promuovere le qualifiche, aumentare l'occupazione e andare in direzione dell'obiettivo principale di Europa 2020 consistente nell'investire il 3 % del PIL dell'UE in ricerca e sviluppo (2), gli istituti d'istruzione che offrono IFP dovrebbero poter introdurre più e migliori corsi di IFP. Occorre incoraggiare il ricorso a una formazione anche di tipo non scolastico, orientata sul mondo del lavoro, e fare in modo che persino i discenti con meno interessi accademici possano ottenere una qualifica che consenta loro di entrare a far parte con successo del mercato del lavoro, oltre a garantire la parità tra qualifiche professionali e universitarie. Anche il lavoro svolto in classe deve essere saldamente fondato sulle esigenze e sui metodi di apprendimento degli studenti, allo scopo di sviluppare anche la creatività, l'innovazione e l'imprenditorialità. Un'IFP efficace e interessante può dare un contributo fondamentale per fornire a chi è uscito da scuola prima del tempo l'opportunità di tornare a studiare, e può anche aiutare a ridurre il tasso, troppo elevato, di disoccupazione giovanile in Europa (3);

18.

è d'accordo sul fatto che, per garantire un passaggio positivo tra i vari gradi d'istruzione e il mondo del lavoro, occorre fornire servizi di orientamento e consulenza che forniscano ai discenti informazioni utili e tempestive affinché possano scegliere la carriera da seguire. Bisognerebbe far sì che questi servizi di orientamento professionale fossero disponibili in tutte le fasi del percorso formativo, sia per i giovani che per gli adulti, i quali potranno così compiere scelte adeguate alla situazione corrente del mercato del lavoro, e occorrerebbero apposite consulenze per la fase successiva al completamento degli studi. Gli enti regionali e locali sono in una posizione ottimale per poter fornire un sostegno ai discenti di tutti i livelli, ed è necessario considerare questo possibile contributo al momento di elaborare i programmi di sostegno. Per poter realizzare correttamente la loro funzione, i servizi di orientamento devono avere a loro disposizione un'informazione snella, affidabile e coordinata sulla situazione del mercato del lavoro e sulle sue necessità future più immediate;

19.

ricorda che è fondamentale che l'IFP di elevata qualità fornita in un settore sia riconosciuta in tutta l'UE, così da incoraggiare la mobilità e lo scambio. Quest'impostazione dovrà essere sostenuta da meccanismi di garanzia della qualità efficaci e coerenti col sostegno degli enti regionali e locali e riconosciuti dalle parti in causa (governi competenti, parti sociali, fornitori di IFP e discenti);

20.

sottolinea che, data la responsabilità delle autorità competenti degli Stati membri nei settori trattati dalla comunicazione, il metodo aperto di coordinamento (MAC) è lo strumento di lavoro appropriato per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione. Inoltre, occorre tener conto delle conseguenze amministrative e finanziarie per gli enti regionali e locali al momento di applicare il MAC al settore dell'istruzione e della formazione;

21.

raccomanda di soffermarsi anche sull'utilizzo di progetti come la versione blanda del metodo aperto di coordinamento (Soft Open Method of Coordination, SMOC), che sostiene la diffusione delle pratiche riguardanti l'IFP tra le regioni mediante la sistematizzazione scientifica di apprendimento e trasferimento (4);

22.

ricorda alla Commissione che gli enti regionali e locali sono alla testa dello sviluppo di azioni di mobilità nel quadro dell'IFP in Europa. Essi possono contribuire in modo significativo a promuovere la mobilità a fini di studio, in particolare per quanto riguarda informazione, consulenza e sensibilizzazione, e a sostenere le misure di garanzia della qualità e a promuovere la disponibilità dei finanziamenti, nello spirito della «dichiarazione di Barcellona» (5). Il gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) offre un nuovo quadro normativo per la cooperazione transfrontaliera e interregionale e può quindi costituire un utile strumento di promozione di azioni di mobilità nel quadro dell'IFP;

23.

invita la Commissione a ricercare attivamente il coinvolgimento degli enti regionali e locali e a tenere nel debito conto i punti di vista da questi espressi (collettivamente mediante il CdR e le proprie reti oppure individualmente) nello sviluppo delle iniziative europee di sostegno alla realizzazione dell'IFP, come «Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro», e Youth on the Move;

24.

invita la Commissione a considerare il ruolo degli enti regionali e locali come possibili strutture di sostegno alla mobilità nello sviluppo dei suoi programmi nel settore dell'IFP;

25.

ricorda che l'UE deve garantire che questi programmi di mobilità formativa siano accessibili a parità di condizioni a tutti gli studenti, indipendentemente dalla situazione geografica della loro regione di appartenenza. Pertanto raccomanda di sostenere le regioni con lineamenti geografici specifici, come le regioni ultraperiferiche, in cui lo sviluppo di queste politiche di mobilità è seriamente ostacolato dalla situazione geografica decentrata e dal loro isolamento geografico rispetto al continente.

Aumentare l'attrattiva e l'eccellenza dell'IFP tramite qualità ed efficienza

26.

invita la Commissione a continuare a sostenere i sistemi di garanzia della qualità, come quelli raccomandati dal quadro Eqavet (European Quality Assurance in VET, ossia «Garanzia europea della qualità nell'IFP»);

27.

sottolinea che la garanzia della qualità è la chiave per fornire un'IFP flessibile e trasferibile. Tuttavia, questi quadri hanno conseguenze finanziarie a livello regionale e locale, cioè al livello in cui si trovano molti fornitori di IFP. Per questo, è essenziale che i suddetti quadri facciano attenzione ai sistemi locali di garanzia della qualità e facciano tesoro delle buone pratiche esistenti;

28.

sostiene la proposta di aumentare l'utilizzo di diverse forme di apprendimento basato sul lavoro. Se si vogliono colmare i principali deficit di competenze della forza lavoro, è essenziale che quella attuale partecipi all'IFP, dal momento che quella futura, da cui dipende la ripresa economica, è già attiva sul mercato del lavoro;

29.

sottolinea che, per aumentare il ricorso all'apprendimento basato sul lavoro, le imprese dovranno impegnarsi e dare il proprio sostegno. Mettere a disposizione i giusti incentivi per intensificare la cooperazione tra i fornitori di istruzione e formazione e le aziende sarà essenziale. Con un approccio basato sulla governance multilivello, gli enti regionali e locali sono in una posizione ottimale per sviluppare e mantenere i contatti con le imprese, in particolare quelle piccole e medie (PMI), che danno impiego a una percentuale significativa di lavoratori europei. Incoraggiare lo sviluppo delle qualifiche all'interno di tali imprese sarà di supporto alla crescita economica in questo importante settore;

30.

è convinto che l'importanza dell'IFP sul mercato del lavoro possa essere rafforzata sviluppando strumenti di pianificazione per far corrispondere le qualifiche e le mansioni, e sottolinea che i fornitori di IFP, in cooperazione con gli enti regionali e locali e i rappresentanti dei mercati del lavoro locali, si trovano in una posizione privilegiata per individuare le esigenze di adeguamento dei programmi di studio in modo da rispondere alle carenze di qualifiche, all'eccesso di profili qualificati in un determinato settore, alle carenze di competenze o ancora all'obsolescenza delle nozioni;

31.

ritiene essenziale l'adattabilità e la flessibilità di discenti e lavoratori. Per raggiungere questi due obiettivi, l'IFP deve dotare discenti e lavoratori di qualifiche adattabili, flessibili e basate sulle competenze, e rispondere alle esigenze attuali e future delle imprese;

32.

sostiene la Commissione nella sua richiesta di un'IFP più rispondente alle necessità del mercato, per realizzare la prospettiva di una forza lavoro adattabile e flessibile. Va però osservato che le esigenze delle imprese non sempre sono in linea con quelle dei governi, che devono promuovere la partecipazione sociale e le politiche di coesione, e che la richiesta di flessibilità della forza lavoro dev'essere controbilanciata da livelli adeguati di sicurezza per gli individui («flessicurezza»);

33.

osserva che per un gran numero di settori e imprese è spesso difficile avere una visione chiara delle loro necessità nel lungo periodo o una visione globale delle esigenze delle diverse professioni all'interno di un dato settore. Per questo motivo occorre anche realizzare un rapporto equilibrato tra corsi di formazione specializzati e a carattere generale, da un lato, e corsi di formazione professionale che offrano una prospettiva più duratura e a lungo termine e corsi più a breve termine e con effetti immediati, dall'altro. In questo contesto vanno evidenziate le possibilità e le esigenze di cooperazione tra settori pubblico e privato. Lo sviluppo delle competenze chiave permette alle persone di meglio far fronte ai cambiamenti repentini e imprevedibili della vita professionale;

34.

rileva che mappare le esigenze delle imprese in termini di qualifiche può comportare un onere amministrativo per gli enti regionali e locali, soprattutto se si tratta per loro di un compito nuovo. Affinché un'analisi di questo tipo sia pertinente occorre che venga aggiornata regolarmente, dal momento che le esigenze delle imprese possono cambiare rapidamente. In questo settore occorre incoraggiare la condivisione delle conoscenze, anche per quanto riguarda i sistemi di analisi, coi governi che al momento non usano questo tipo di tecniche.

Equità e cittadinanza attiva

35.

approva l'approccio inclusivo adottato dalla Commissione e concorda sull'importanza di promuovere pari diritti e opportunità riconoscendo le competenze e le qualifiche fondamentali delle categorie svantaggiate. All'IFP spetta un ruolo essenziale di promozione dell'equità, dell'inclusione sociale e della cittadinanza attiva, soprattutto dei meno qualificati, degli immigrati, dei disoccupati e delle persone con esigenze educative speciali;

36.

invita la Commissione a tenere pienamente conto delle esigenze delle categorie a rischio al momento di pensare al passaggio tra una fase e l'altra dell'apprendimento e ai percorsi tra IFP e gli altri tipi di istruzione. Gli adulti e i giovani appartenenti alle categorie vulnerabili o a rischio possono trarre notevole beneficio da un'IFP accessibile e pertinente, che consenta loro di partecipare positivamente alla cittadinanza attiva e di apportare un contributo significativo all'economia. I programmi dovrebbero essere concepiti in modo da soddisfare le esigenze dei singoli ed essere inseriti nel contesto di servizi forniti localmente per queste categorie vulnerabili. È essenziale che gli enti regionali e locali s'investano in prima persona per promuovere lo sviluppo dell'offerta locale di corsi e per garantire che specialmente le persone vulnerabili possano facilmente ottenere informazioni in proposito;

37.

sottolinea che, anche se è importante garantire l'esistenza di sistemi per monitorare i tassi d'occupazione dei partecipanti all'IFP, in particolare di quelli delle categorie a rischio, questi sistemi dovrebbero anche cercare di guardare alla qualità degli impieghi ottenuti dalle persone appartenenti a tali categorie. In questo modo, le informazioni raccolte possono essere utilizzate per orientare i futuri sviluppi di un'IFP mirante a fornire qualifiche ai discenti affinché questi possano accedere a un lavoro dignitoso;

38.

concorda con l'enfasi sullo sviluppo delle competenze fondamentali per la cittadinanza attiva in collaborazione coi fornitori di IFP, le comunità locali, le organizzazioni della società civile, i genitori e i discenti. Questo approccio dovrebbe anche cercare di includere gli enti regionali e locali, che svolgono un ruolo fondamentale per il sostegno alle comunità locali e per lo sviluppo della cittadinanza;

39.

condivide l'enfasi posta dalla Commissione sullo sviluppo delle competenze fondamentali, e ritiene che lo sviluppo delle capacità di leggere, scrivere e far di conto, nonché di altre competenze fondamentali e di quelle informatiche e linguistiche, siano essenziali per far partecipare le categorie vulnerabili e a rischio, compresi i lavoratori immigrati, soprattutto perché circa il 20 % della popolazione dell'UE non è sufficientemente alfabetizzata (6).

Innovazione, creatività e imprenditorialità

40.

si congratula con la Commissione per quanto riguarda la messa a disposizione di una formazione attiva e basata sull'esperienza, intesa a sviluppare conoscenze informatiche di alto livello, la capacità di assumersi dei rischi e di pensare in modo critico. Se vogliamo che l'economia europea progredisca, occorre promuovere questo tipo di competenze oltre a quelle professionali, in modo da offrire delle opportunità ai discenti e da aumentare il patrimonio di conoscenze a disposizione delle imprese.

Una nuova agenda per la cooperazione europea in materia di IFP

41.

approva l'invito rivolto dalla Commissione ai ministri europei incaricati dell'IFP affinché approvino un'agenda ambiziosa di modernizzazione del settore, per definire risultati concreti da raggiungere nei prossimi dieci anni, e perché si assumano un forte impegno nei confronti della sua attuazione nel quadro dei programmi nazionali di riforma all'insegna della strategia Europa 2020. Aumentare il livello di qualifiche grazie a migliori sistemi d'istruzione e formazione è parte essenziale della strategia europea per risolvere i problemi attuali e futuri, che devono essere affrontati nel quadro di una politica integrata che incorpori tutti i livelli dei sistemi educativi;

42.

accoglie con favore il riferimento alla necessità di una stretta collaborazione tra Stati membri, Commissione e parti sociali al momento di rivedere le priorità dell'IFP nel dicembre 2010, col coinvolgimento nell'attuazione degli enti regionali e locali, dei centri di formazione, degli insegnanti e dei formatori, nonché dei discenti, a tutti i livelli. Per integrare istruzione, formazione e lavoro occorre maggiore coerenza a livello locale, nazionale ed europeo. Inoltre, le strategie in materia di IFP devono essere connesse alle strategie per lo sviluppo economico, anche in questo caso a livello locale, nazionale ed europeo;

43.

ribadisce che gli enti regionali e locali dovrebbero essere pienamente coinvolti dai singoli Stati membri in tutte le fasi di attuazione degli obiettivi fissati. I metodi di lavoro scelti per la cooperazione europea di lungo periodo nel settore dell'istruzione e della formazione devono tener conto delle responsabilità degli enti regionali e locali e coinvolgerli ai fini del loro miglioramento;

44.

sottolinea che la concezione e la realizzazione delle azioni previste richiedono l'appoggio non soltanto delle piattaforme esistenti a livello europeo, come il gruppo dei Direttori generali responsabili della formazione professionale (DGFP) o il Comitato consultivo per la formazione professionale (CCFP), ma anche quello dei programmi e degli strumenti UE pertinenti, come Leonardo da Vinci, che dovrebbero continuare a sostenere l'accessibilità, la mobilità e l'innovazione nell'IFP, nel quadro del programma di formazione permanente;

45.

ritiene essenziale fare l'uso migliore dei fondi strutturali per sostenere l'IFP. Riorientando il Fondo sociale europeo si potrebbero realizzare soluzioni su misura dei discenti che necessitano di una maggiore qualificazione per cogliere le nuove opportunità di lavoro o mantenere quelle esistenti. Al riguardo, si potrebbe ricorrere anche al Fondo europeo di sviluppo regionale e al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.

Bruxelles, 1o dicembre 2010

La presidente del Comitato delle regioni

Mercedes BRESSO


(1)  OCSE 2010, The High Cost of Low Educational Performance («Gli elevati costi di uno scarso rendimento educativo»).

(2)  http://ec.europa.eu/eu2020/pdf/115346.pdf.

(3)  http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=113&newsId=831&furtherNews=yes.

(4)  http://www.earlall.eu/page.asp?n=newsdetails&i=13340.

(5)  http://www.earlall.eu/filebank/G%C3%B6teborg_BarcelonaDeclaration_English.pdf.

(6)  http://ec.europa.eu/education/lifelong-learning-policy/doc/report09/report_en.pdf.