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15.2.2011 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 48/165 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 663/2009 che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia»
COM(2010) 283 definitivo — 2010/0150 (COD)
2011/C 48/30
Relatore: BUFFETAUT
Il 15 giugno 2010 il Parlamento europeo e il 23 giugno 2010 il Consiglio dell'Unione europea hanno deciso, conformemente agli articoli 194, paragrafo 1, lettera c) e 304 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di consultare il Comitato economico e sociale europeo in merito alla:
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 663/2009 che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia
COM(2010) 283 definitivo - 2010/0150 (COD).
La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 6 settembre 2010.
Alla sua 465a sessione plenaria, dei giorni 15 e 16 settembre 2010 (seduta del 15 settembre), il Comitato economico e sociale europeo ha adottato il seguente parere con 133 voti favorevoli, 2 voti contrari e un'astensione.
1. Conclusioni e raccomandazioni
1.1 Il Comitato economico e sociale europeo (CESE) condivide l'impostazione generale della proposta della Commissione e gli obiettivi che essa si prefigge. Esso approva in modo particolare l'idea di utilizzare i fondi europei per produrre un effetto leva in grado di accelerare l'attuazione degli investimenti nel campo dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili. Il CESE auspica che la ripartizione del sostegno finanziario tra l'assistenza tecnica e prestiti a tasso agevolato e garanzie bancarie venga motivata meglio. Inoltre, esso auspica che venga definito con maggior precisione l'ambito coperto dall'assistenza tecnica.
1.2 Il CESE si augura che ciò si realizzi effettivamente con le modalità espressamente indicate dalla Commissione: tutti gli intermediari finanziari interessati dovrebbero così essere abilitati a gestire lo strumento finanziario, e la selezione dei progetti dovrebbe essere effettuata dai gestori dei fondi sotto il controllo della Commissione. Il CESE auspica che le modalità di gestione e di accesso ai fondi vengano rese più perspicue e si traducano in istruzioni pratiche chiare per gli intermediari finanziari e i gestori dei progetti.
1.3 Il CESE reputa tuttavia necessario od utile che la Commissione fornisca alcuni chiarimenti riguardo a una serie di punti in appresso indicati.
1.3.1 In primo luogo è necessario conoscere quanto prima l'importo totale (effettivo o almeno stimato) della dotazione finanziaria disponibile da oggi alla fine del 2010, al di là dei 114 milioni di euro già annunciati: divisa tra 27 Stati membri, quest'ultima somma rappresenta infatti solo un contributo relativamente limitato. Si dovrà in ogni caso tener conto dell'effetto leva che sarà generato dall'apporto complementare degli investitori privati e dall'impulso dato ai progetti e agli investimenti veri e propri, se e non appena la fase di assistenza tecnica avrà ricevuto un sostegno significativo.
1.3.2 È inoltre opportuno definire chiaramente il concetto di «progetti redditizi»: per esempio, l'isolamento degli edifici, molto utile ai fini dell'efficienza energetica, ai fini del risparmio energetico è redditizio a lungo termine, specialmente negli edifici di maggiore vetustà. Il concetto di «progetto redditizio» va inteso nel senso di progetto finanziabile che non potrebbe essere realizzato senza il sostegno dell'UE. Tale concetto potrebbe essere definito espressamente nel regolamento come un «progetto che trova il suo equilibrio finanziario grazie all'aiuto fornito dagli strumenti europei».
1.3.3 Quanto ai criteri di ammissibilità:
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il CESE comprende e condivide la scelta della Commissione di considerare tutti di pari importanza i diversi settori interessati e di applicare i criteri di investimento e di rispetto degli obiettivi europei in materia di efficienza energetica e di energie rinnovabili. In particolare, saranno ammissibili i progetti rientranti nel quadro di contratti di prestazione energetica, così come i progetti già sovvenzionati con fondi europei. Il CESE sottolinea che questo strumento mira a favorire le sinergie con i fondi strutturali e il Fondo di coesione, |
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non essendo stato ancora stabilito un elenco di progetti preselezionati (come nel quadro del regolamento (CE) n. 663/2009), il CESE presterà una particolare attenzione alla ripartizione dei fondi allocati tra il finanziamento dei progetti e l'assistenza tecnica; al riguardo esso reputa che la gran maggioranza dei finanziamenti dovrebbe essere riservata a investimenti o progetti concreti, |
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occorre chiedersi se la Commissione stabilirà un elenco di progetti preselezionati, come nel quadro del regolamento (CE) n. 663/2009, il Comitato fa notare che il regolamento non conterrà esso stesso un elenco di progetti preselezionati, ma detterà i criteri in base ai quali i progetti saranno selezionati ad opera del fondo. I progetti finanziati formeranno oggetto di una relazione, |
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il CESE precisa che questo sostegno finanziario a progetti di investimento deve rispettare il principio di neutralità di trattamento nei confronti dell'operatore, pubblico o privato. Tali progetti dovranno quindi poter essere realizzati nel quadro di partenariati pubblico-privato, |
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più in generale, il Comitato insiste sul fatto che i criteri di attribuzione dovrebbero riguardare principalmente l'affidabilità tecnica, la sicurezza finanziaria dei progetti e i risultati concreti previsti in termini di efficienza energetica e di uso di energie rinnovabili, |
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il CESE auspica che il criterio di ammissibilità relativo alle «misure che hanno un impatto rapido, quantificabile e sostanziale» venga precisato meglio. |
1.4 Il Comitato, pur comprendendo l'auspicio della Commissione che le autorità locali interessate siano «politicamente impegnate nella lotta contro i cambiamenti climatici» e si siano inoltre «fissate obiettivi precisi», mette in guardia contro un'eccessiva fiducia in atteggiamenti che si riducono spesso a mere dichiarazioni d'intenti e a campagne di comunicazione politicamente corrette piuttosto che risolversi in azioni concrete basate su tecnologie solide e innovative o su sistemi di gestione efficaci e generalmente accettati nel campo dell'efficienza energetica, delle reti di calore o delle energie rinnovabili.
2. Origine e principi del regolamento che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia
2.1 Il programma energetico europeo per la ripresa (PEER) era provvisto di una dotazione finanziaria di 3,98 miliardi di euro, e la quasi totalità di tale dotazione doveva tradursi in impegno finanziario già a partire dal 2010. Tuttavia, 114 milioni di euro non verranno impegnati a titolo del PEER, e tale importo potrebbe finire per essere più elevato nel caso in cui alcuni progetti risultassero non conformi alle condizioni giuridiche, finanziarie o tecniche prescritte.
2.2 I fondi non impegnati a titolo del capo II del regolamento PEER saranno utilizzati per creare uno strumento finanziario specificamente destinato a promuovere iniziative in materia di energie rinnovabili e di efficienza energetica nell'ambito dell'iniziativa per il finanziamento delle energie sostenibili.
3. Principi generali
3.1 Questo strumento finanziario dovrà consentire di sostenere lo sviluppo di progetti redditizi nel settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili e di facilitare il finanziamento degli investimenti in tale settore, soprattutto in ambiente urbano.
3.2 Al fine di promuovere un gran numero di investimenti decentrati, a beneficiare del programma saranno gli enti pubblici di livello comunale, locale e regionale, anche nel quadro di PPP.
3.3 I progetti da finanziare nel campo dell'energia sostenibile riguardano, tra l'altro, gli edifici pubblici e privati, la produzione combinata di calore e di elettricità (cogenerazione) e le reti di teleriscaldamento e/o di teleraffreddamento ad alto rendimento energetico, le fonti energetiche rinnovabili decentralizzate e integrate nel contesto locale, i trasporti urbani puliti e le infrastrutture locali, quali reti elettriche e contatori intelligenti e un'illuminazione stradale efficiente.
4. Criteri di selezione e di ammissibilità
4.1 Per poter essere finanziate, le misure devono avere un impatto rapido, quantificabile e sostanziale sulla ripresa economica nell'UE, sul miglioramento della sicurezza energetica e sulla riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra.
4.2 L'obiettivo è di far sì che il finanziamento europeo produca un effetto leva nei confronti degli altri contributi recati dagli enti territoriali o dalle imprese interessati, in funzione di precisi criteri attinenti, da un lato, alle politiche condotte da tali enti territoriali e, dall'altro, alle caratteristiche tecniche e finanziarie dei progetti.
4.3 Le disposizioni relative agli enti territoriali riguardano il loro impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici, gli obiettivi precisi che essi si sono prefissi, la natura delle strategie da loro elaborate, il monitoraggio e la pubblicità dell'attuazione di tali strategie e dei risultati così ottenuti.
4.4 Le disposizioni tecniche e finanziarie mirano invece ad assicurarsi della fondatezza e dell'adeguatezza tecnica dell'approccio adottato, della solidità del pacchetto finanziario, della misura in cui il sostegno PEER stimolerà i finanziamenti pubblici e/o privati, delle ricadute socioeconomiche ed ambientali, dell'equilibrio geografico tra i progetti e della maturità di questi ultimi al fine di pervenire in tempi rapidi alla fase attuativa dell'investimento.
Bruxelles, 15 settembre 2010
Il presidente del Comitato economico e sociale europeo
Mario SEPI