7.10.2010   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 271/2


Giovedì 12 novembre 2009
Vertice UE-Russia del 18 novembre 2009 a Stoccolma

P7_TA(2009)0064

Risoluzione del Parlamento europeo del 12 novembre 2009 sulla preparazione del vertice UE-Russia in programma il 18 novembre 2009 a Stoccolma

2010/C 271 E/02

Il Parlamento europeo,

visti l’attuale accordo di partenariato e di cooperazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Federazione russa, dall’altra (1) e i negoziati avviati nel 2008 in vista di un nuovo trattato UE-Russia,

visto l’obiettivo dell’Unione europea e della Russia, enunciato nella dichiarazione comune diramata al termine dell’undicesimo vertice UE-Russia, svoltosi a San Pietroburgo il 31 maggio 2003, di istituire uno spazio economico comune, uno spazio comune di libertà, sicurezza e giustizia, uno spazio comune di cooperazione nel settore della sicurezza esterna e uno spazio comune di ricerca e istruzione, che comprenda gli aspetti culturali (quattro spazi comuni),

viste le sue precedenti relazioni e risoluzioni sulla Russia e sulle relazioni UE-Russia, in particolare la risoluzione del 17 settembre 2009 sull’uccisione di attivisti per i diritti umani in Russia (2), la risoluzione del 17 settembre 2009 sugli aspetti esterni della sicurezza energetica (3) e la risoluzione del 19 giugno 2008 sul Vertice UE/Russia del 26 e 27 giugno 2008 a Khanty-Mansiisk (4),

viste la dichiarazione finale e le raccomandazioni del comitato di cooperazione parlamentare UE-Russia a seguito della sua undicesima riunione del 16 e 17 febbraio 2009 a Bruxelles,

visto l’esito della riunione del consiglio di partenariato permanente UE-Russia del 19 ottobre 2009 a Bruxelles,

viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti dell’uomo,

visto il progetto di ordine del giorno dell’imminente Vertice UE-Russia in programma il 18 novembre 2009 a Stoccolma,

visto l’articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.

considerando che le relazioni tra l’Unione europea e la Russia si sono sviluppate con continuità nel corso dell’ultimo decennio, il che ha determinato un’ampia e profonda integrazione e interdipendenza economiche, destinate a intensificarsi ulteriormente nel prossimo futuro,

B.

considerando che la conclusione di un nuovo accordo globale di cooperazione tra l’Unione europea e la Russia, per il quale si è svolto il sesto ciclo negoziale all’inizio di ottobre 2009 e il prossimo ciclo è previsto a metà dicembre 2009, continua a rivestire la massima importanza per l’ulteriore sviluppo e intensificazione della cooperazione tra i due partner,

C.

considerando che l’Unione europea e la Russia, che è membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, condividono una responsabilità per il mantenimento della stabilità mondiale e che la cooperazione rafforzata e le relazioni di buon vicinato tra l’Unione europea e la Russia sono di particolare importanza per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell’Europa,

D.

considerando che l’adesione della Russia all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) contribuirebbe concretamente a migliorare ulteriormente le relazioni economiche tra la Russia e l’Unione europea, purché subordinata a un impegno vincolante, da parte della Russia, al pieno rispetto e all’attuazione degli impegni e degli obblighi dell’OMC, e spianerebbe la strada a un accordo di integrazione economica profonda e ampia tra le due parti, sulla base di un’autentica reciprocità,

E.

considerando che la sicurezza dell’approvvigionamento energetico è una delle maggiori sfide per l’Europa e uno dei principali settori di cooperazione con la Russia e che occorre attivarsi congiuntamente per utilizzare appieno e in modo efficiente i sistemi di trasporto dell’energia, sia quelli già esistenti che quelli da sviluppare ulteriormente; considerando che la recente decisione della Russia di ritirare la sua firma dal trattato sulla Carta dell’energia (TCE) complica ulteriormente le relazioni in questo ambito, destando preoccupazione circa l’attuale dialogo sull’energia e i suoi futuri sviluppi; considerando altresì che la forte dipendenza dell’Unione europea dai combustibili fossili importati dalla Russia rischia di compromettere lo sviluppo di un approccio verso la Russia che sia equilibrato, coerente e fondato sui valori,

F.

considerando che è fondamentale che l’Unione europea si esprima con una sola voce, mostri una forte solidarietà interna, adotti una posizione comune, declini le offerte russe di promuovere relazioni bilaterali con gli Stati membri disponibili e fondi le sue relazioni con la Russia su interessi reciproci e valori comuni,

G.

considerando che permangono gravi apprensioni in merito agli sviluppi in Russia per quanto concerne la democrazia, i diritti dell’uomo, l’indipendenza della magistratura, l’accresciuto controllo dello Stato sui mezzi d’informazione, l’incapacità della polizia e delle autorità giudiziarie di individuare i responsabili dell’uccisione di giornalisti e di attivisti per i diritti dell’uomo, le misure repressive adottate nei confronti dell’opposizione, l’applicazione arbitraria della legge da parte delle autorità e la correttezza delle consultazioni elettorali, comprese le recenti elezioni regionali e locali dell’11 ottobre 2009; considerando anche che la Federazione russa è membro a pieno titolo del Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e si è pertanto impegnata ad aderire ai principi della democrazia e del rispetto dei diritti dell’uomo; considerando inoltre che nel 2009 il Premio Sacharov per la libertà di pensiero del Parlamento europeo è stato conferito all’organizzazione russa «Memorial», che si adopera per la difesa dei diritti civili, e ai suoi rappresentanti,

H.

considerando che l’Unione europea e la Russia potrebbero e dovrebbero svolgere insieme un ruolo attivo nel consolidamento della pace e della stabilità nel continente europeo, segnatamente nella zona di «vicinato comune», e operare congiuntamente per conseguire una soluzione pacifica, nell’ambito del diritto internazionale, dei conflitti tra la Russia e la Georgia e le sue regioni secessioniste dell’Ossezia meridionale e dell’Abcasia, nonché nel Nagorno-Karabah e in Transnistria; considerando inoltre che la Russia dovrebbe rispettare totalmente il diritto all’autodeterminazione politica ed economica dei paesi vicini,

I.

considerando che il 19 ottobre 2009, a Ginevra, la Russia e gli Stati Uniti hanno ripreso i colloqui sul progetto di un nuovo accordo che subentri al trattato di riduzione delle armi strategiche (START), compiendo il primo passo concreto per il disgelo nelle relazioni Stati Uniti-Russia, annunciato dall’amministrazione Obama; considerando che, il 23 ottobre 2009, il segretario di Stato alla Difesa statunitense Robert Gates ha dichiarato in una conferenza stampa, in seguito alla riunione ministeriale della NATO a Bratislava, che le stazioni radar russe di Gabala e Armavir, per le quali la Russia proponeva un utilizzo congiunto, potrebbero rivelarsi un autentico vantaggio per il sistema di difesa missilistica globale in Europa che gli Stati Uniti stanno attualmente predisponendo, aprendo così la prospettiva di un partenariato tra Stati Uniti, NATO e Russia nella costruzione di un sistema comune di difesa missilistica; considerando altresì che tra il 18 settembre e il 5 ottobre 2009 la Russia e la Bielorussia hanno effettuato manovre strategiche che, pur essendo conformi alle procedure stabilite nel documento di Vienna dell’OSCE del 1999, hanno destato profonde preoccupazioni circa la loro conformità con lo spirito di buona cooperazione e di rispetto reciproco tra la Russia e l’Unione europea,

1.

riafferma il proprio convincimento che la Russia resta uno dei partner più importanti dell’Unione europea per lo sviluppo di una cooperazione sostenibile, con il quale l’Unione europea condivide non soltanto interessi economici e commerciali, ma anche l’obiettivo di agire in stretta concertazione, sia sulla scena mondiale che nella zona di «vicinato comune», nell’ambito del diritto internazionale;

2.

rileva che il vertice di Stoccolma si concentrerà sulla cooperazione economica in senso lato, soffermandosi in particolare sugli effetti della crisi economica e finanziaria e sulle misure per controllarli, nonché sui preparativi in vista della conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico in programma in dicembre 2009, sul tema dell’energia e della sicurezza energetica, sui colloqui in corso in merito a un’ulteriore liberalizzazione dei visti e sui progressi dei negoziati per la conclusione del nuovo accordo bilaterale di cooperazione rafforzata, e che verrà affrontata anche una serie di questioni internazionali quali il programma nucleare iraniano e il processo di pace in Medio Oriente;

3.

è favorevole a sviluppare con pragmatismo le future relazioni con la Russia, ponendo l’accento sulla cooperazione in corso sulla base dei quattro spazi comuni, sui negoziati per un nuovo accordo globale di cooperazione e sull’attuazione degli impegni e degli accordi sinora conclusi, ma rinnova con vigore il proprio sostegno a un nuovo accordo che vada oltre la mera cooperazione economica per abbracciare anche gli ambiti della democrazia, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti dell’uomo e dei diritti fondamentali;

4.

rinnova il proprio sostegno all’obiettivo dell’adesione della Russia all’OMC, che determinerà condizioni di concorrenza eque per gli operatori economici di entrambe le parti e contribuirà notevolmente a sostenere gli sforzi della Russia per costruire un’economia moderna, diversificata e altamente tecnologica; invita la Russia a compiere i passi necessari per eliminare gli ostacoli che ancora si frappongono al processo di adesione, segnatamente i dazi russi all’esportazione, il livello delle tariffe ferroviarie applicate alle merci in transito attraverso la Russia, i pedaggi stradali per i mezzi destinati all’autotrasporto e le restrizioni sulle importazioni di carne, di prodotti lattiero-caseari e di prodotti vegetali, eliminati i quali l’Unione europea avvierebbe le discussioni sulla conclusione di un accordo di libero scambio con la Federazione russa; guarda con interesse all’attuazione di politiche più efficaci su diverse questioni aperte, tra le quali figurano i diritti di proprietà intellettuale, i rifiuti radioattivi, la sicurezza nucleare, i permessi di lavoro per i cittadini dell’Unione europea; sottolinea la necessità, che le autorità russe, assicurino che non applicheranno alcuna pratica discriminatoria nei confronti dei partner commerciali e degli investitori dell’Unione europea e che inoltre riesamineranno le misure volte ad affrontare la crisi economica alla luce dell’impegno assunto in occasione del recente vertice G20; deplora il fatto che la Russia non stia tuttora onorando il suo impegno di eliminare gradualmente il pagamento di diritti per il sorvolo della Siberia e la invita a firmare l’accordo raggiunto su questo tema in occasione del vertice di Samara nel 2007; apprezza, in questo contesto, la recente decisione della Russia, della Bielorussia e del Kazakhstan di accantonare il progetto di aderire all’OMC come unione doganale, il che avrebbe potuto comportare anni di rallentamento dei negoziati;

5.

osserva con interesse il dialogo in corso tra l’Unione europea e la Russia sull’ulteriore liberalizzazione dei visti; sollecita maggior cooperazione sull’immigrazione illegale, migliori controlli ai punti di frontiera e lo scambio di informazioni in materia di terrorismo e criminalità organizzata; sottolinea che Consiglio e Commissione devono garantire che la Russia si attenga a tutte le condizioni fissate in un eventuale accordo negoziato sulla soppressione dell’obbligo di visto tra le due parti, in modo da prevenire qualsiasi pregiudizio per la sicurezza in Europa; sottolinea, in tale contesto, l’importanza dei contatti interpersonali e i loro benefici effetti sullo sviluppo delle relazioni UE-Russia;

6.

invita il Consiglio e la Commissione a raddoppiare i loro sforzi per risolvere i problemi legati all’attraversamento delle frontiere tra l’Unione europea e la Russia, a impegnarsi in progetti concreti, ad avvalersi pienamente del nuovo strumento di vicinato e partenariato e dei fondi dell’iniziativa comunitaria Interreg per la cooperazione transfrontaliera;

7.

guarda con interesse alla firma di un accordo sull’istituzione di un meccanismo di allarme rapido tra l’Unione europea e la Russia in materia di sicurezza energetica che comprenda la notifica, la consultazione e l’applicazione e invita la Presidenza svedese e la Commissione a lavorare con le autorità russe e la Gazprom, come pure con le autorità ucraine e la Naftogaz Ukrainy, per evitare che si ripetano i tagli agli approvvigionamenti verificatisi negli ultimi anni;

8.

sottolinea l’importanza che la cooperazione in campo energetico riveste sia per la Russia che per l’Unione europea, in quanto rappresenta una potenziale opportunità per sviluppare ulteriormente la cooperazione economica e commerciale tra le due parti; sottolinea che tale cooperazione dovrebbe basarsi sui principi dell’interdipendenza e della trasparenza, nonché sulla parità di accesso ai mercati, alle infrastrutture e agli investimenti; chiede alla Presidenza svedese, al Consiglio e alla Commissione di cogliere l’occasione del vertice per richiamare chiaramente l’attenzione degli interlocutori russi sulle misure rafforzate di solidarietà interna in campo energetico che l’Unione europea sta adottando, nonché sulle conseguenze negative a lungo termine che i problemi di fornitura energetica potrebbero causare a entrambe le parti; invita la Russia a integrare rapidamente nella legislazione nazionale le migliori prassi a livello internazionale in materia di trasparenza e responsabilità pubblica e a ratificare la Convenzione di Espoo del 1991 relativa alla valutazione dell’impatto ambientale in un contesto transfrontaliero;

9.

invita il Consiglio e la Commissione a garantire che i principi enunciati nel TCE e nel Protocollo sul transito ad esso allegato siano inseriti nel nuovo accordo di partenariato e di cooperazione tra l’Unione europea e la Russia;

10.

sottolinea che lo sviluppo di rapporti in materia di infrastrutture fra l’Unione europea e la Federazione russa va a vantaggio di entrambe, donde l’opportunità di incoraggiare tale processo avendo quale obiettivo la riduzione al minimo dei costi economici e ambientali; esorta caldamente la Russia ad aderire, nei progetti di cooperazione energetica con l’Unione europea, ai principi fondamentali stabiliti nel TCE;

11.

riconosce che, onde garantirsi il 50 % di possibilità di mantenere il cambiamento climatico a +2 °C, i paesi industrializzati dovranno ridurre le loro emissioni entro il 2050 almeno dell’80-95 % rispetto ai livelli del 1990; ribadisce che i paesi sviluppati hanno la precisa responsabilità di guidare il processo di riduzione delle emissioni e ritiene che entro il 2020 i paesi industrializzati debbano raggiungere, nel complesso, i valori più alti della scala compresa tra il 25 e il 40 % raccomandati dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici; ritiene, in tale contesto, che tutti i paesi industrializzati debbano fissare obiettivi ambiziosi che prevedano una cospicua riduzione degli attuali livelli delle emissioni e chiede alla Russia di riesaminare la propria richiesta concernente un livello più elevato di emissioni, riformulandola in modo consono al proprio alto potenziale di attenuazione del cambiamento climatico e alle raccomandazioni del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici, onde poter agevolare un rapido accordo a Copenaghen;

12.

sottolinea la necessità di un pieno sostegno da parte della Russia agli obiettivi vincolanti post-Kyoto in materia di cambiamento climatico; invita la Presidenza, il Consiglio e la Commissione a lavorare intensamente con la controparte russa per assicurare che, in occasione della Conferenza di Copenaghen sul cambiamento climatico del prossimo dicembre 2009, si pervenga a un accordo globale, ambizioso ed esaustivo, che impedisca che il riscaldamento del pianeta raggiunga livelli pericolosi;

13.

sottolinea l’importanza del costante scambio di opinioni con la Russia in materia di diritti dell’uomo, nel quadro delle consultazioni UE-Russia sui diritti dell’uomo, mantenendo vigile l’attenzione sulle iniziative adottate dalle autorità russe per garantire la sicurezza degli attivisti per i diritti dell’uomo, e la libertà dei mezzi di comunicazione, e chiede che si migliori la forma delle riunioni in questione al fine di aumentarne l’efficacia, con un’attenzione particolare per le azioni comuni contro il razzismo e la xenofobia, e che si apra tale processo all’effettivo contributo del Parlamento europeo, della Duma di Stato e delle ONG impegnate a favore dei diritti dell’uomo, sia che tale dialogo si svolga in Russia che in uno degli Stati membri dell’Unione europea; ribadisce che la tutela dei diritti dell’uomo dovrebbe costituire un punto fondamentale all’ordine del giorno del vertice UE-Russia, nonché parte integrante del nuovo accordo di cooperazione UE-Russia; invita le autorità russe a garantire che gli assassini di Natalia Estemirova, Andrei Kulagin, Zarema Sadulayeva, Alik Dzhabrailov, Maksharip Aushev, Stanislav Markelov, Anastasiya Baburova e Anna Politkovskaya siano rintracciati e consegnati alla giustizia;

14.

esorta il Consiglio e la Commissione a seguire con la massima attenzione il secondo processo in corso contro l’ex capo della Yukos Oil, Michail Chodorkovskij, che già presenta numerose gravi violazioni del principio del due process; esorta le autorità russe a contrastare l’arbitrarietà, a rispettare la legalità e a non utilizzare il sistema giudiziario come strumento politico;

15.

condanna il brutale assassinio di Maksharip Aushev, noto attivista impegnato a favore dei diritti umani ed esponente dell’opposizione ucciso a colpi di arma da fuoco in Inguscezia; in particolare, invita le autorità russe ad adottare misure preventive per la tutela dei difensori dei diritti umani, ad esempio l’apertura di un’inchiesta non appena una procura o un tribunale vengono a conoscenza di una minaccia nei loro confronti;

16.

invita le autorità russe a conformarsi a tutte le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e a ratificare senza indugio il protocollo sulla riforma di detta corte; attende con interesse che la Duma ratifichi anche il protocollo aggiuntivo n. 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo;

17.

invita la Presidenza svedese, il Consiglio e la Commissione a cogliere l’occasione del vertice per esprimere chiaramente le preoccupazioni dell’Unione europea in merito a una serie di questioni internazionali per le quali risulta fondamentale la cooperazione costruttiva della Russia, data la sua posizione nella politica internazionale, e a sottolineare la necessità di una maggior cooperazione per quanto concerne l’Iran, l’Afghanistan, il Medio Oriente e altre questioni cruciali dell’agenda internazionale;

18.

invita il Consiglio e la Commissione a promuovere iniziative congiunte con il governo russo volte a rafforzare la sicurezza e la stabilità nel mondo e in particolare nella zona di «vicinato comune» nonché a conseguire una soluzione pacifica, nell’ambito del diritto internazionale, dei conflitti nel Nagorno-Karabah e in Transnistria e, soprattutto, tra la Russia e la Georgia e le sue regioni secessioniste dell’Ossezia meridionale e dell’Abcasia;

19.

plaude, in questo contesto, ai risultati della missione di vigilanza dell’Unione europea (EUMM), che ha dimostrato la volontà e la capacità dell’Unione europea di agire con determinazione per promuovere la pace e la stabilità e ha concorso a creare le premesse necessarie per l’attuazione degli accordi di cessate il fuoco del 12 agosto e dell’8 settembre 2008; ribadisce il suo impegno a favore dell’integrità territoriale della Georgia e invita tutte le parti a rispettare in toto gli impegni assunti; sottolinea che il mandato dell’EUMM si estende all’intero paese e chiede che in Abcasia e in Ossezia meridionale le sia concesso l’accesso senza restrizioni finora negato; ribadisce la sua piena adesione ai colloqui di Ginevra e al proseguimento della copresidenza di questo forum da parte dell’Unione europea, delle Nazioni Unite e dell’OSCE;

20.

invita l’Unione europea e la Russia a continuare a impegnarsi per far avanzare il processo di pace in Medio Oriente e trovare una soluzione alla questione nucleare iraniana, in particolare alla luce dell’accordo, raggiunto a Ginevra il 1o ottobre 2009, tra Iran, Stati Uniti, Russia, Cina, Germania, Francia e Regno Unito, sul programma relativo al combustibile e le ispezioni da parte delle Nazioni Unite nel sito in costruzione per l’arricchimento dell’uranio del quale è stata da poco rivelata l’esistenza;

21.

è decisamente preoccupato delle implicazioni per la sicurezza internazionale dell’adozione, da parte della Duma, di modifiche alla legge «sulla difesa» presentate dal presidente russo, in cui si dichiara che la Russia può ricorrere alla forza militare in operazioni al di fuori dei suoi confini per contrastare un attacco contro forze russe o altre truppe dispiegate oltre i confini della Russia, per contrastare o impedire l’aggressione contro un altro paese o per proteggere i cittadini russi all’estero, laddove quest’ultima dichiarazione è particolarmente controversa dal momento che la Russia sta perseguendo una politica di rilascio illegale di passaporti nei territori scenari di «conflitti congelati» e nella Crimea ucraina;

22.

chiede alla Presidenza di esprimere il sostegno dell’Unione europea ai colloqui tra la Russia e gli Stati Uniti su un nuovo accordo che subentri allo START, nonché a iniziative volte a costruire un sistema comune di difesa missilistica tra Stati Uniti, Russia e NATO; esprime ottimismo circa la possibilità di giungere a un accordo START entro la fine del 2009;

23.

sollecita i governi di Stati Uniti e Russia a coinvolgere pienamente l’Unione europea e i suoi Stati membri nelle discussioni sul futuro dello scudo missilistico di difesa, compresa la valutazione del rischio missilistico, contribuendo in questo modo alla pace alla stabilità nel mondo e particolarmente in Europa;

24.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al Parlamento della Federazione Russa, al Consiglio d’Europa e all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.


(1)  GU L 327 del 28.11.1997, pag. 1.

(2)  Testi approvati, P7_TA(2009)0022.

(3)  Testi approvati, P7_TA(2009)0021.

(4)  Testi approvati, P6_TA(2008)0309.