52009DC0586

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Trasformare il dividendo digitale in benefici per la società e in crescita economica {SEC(2009) 1436} {SEC(2009) 1437} /* COM/2009/0586 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 28.10.2009

COM(2009) 586 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Trasformare il dividendo digitale in benefici per la società e in crescita economica

{SEC(2009) 1436}{SEC(2009) 1437}

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO,AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEOE AL COMITATO DELLE REGIONI

Trasformare il dividendo digitale in benefici per la società e in crescita economica(Testo rilevante ai fini del SEE)

INDICE

1. È giunto il momento per un’azione dell’UE sul dividendo digitale 3

2. Passi avanti verso un obiettivo comune 5

3. Provvedimenti urgenti per sfruttare i vantaggi iniziali 6

4. Misure che richiedono una decisione strategica 8

5. Miglioramenti futuri nell’uso del dividendo digitale 10

6. Conclusioni 11

1. È giunto il momento per un ’AZIONE DELL’UE SUL DIVIDENDO DIGITALE

Il passaggio dalla televisione analogica terrestre alla televisione digitale terrestre in Europa permetterà di liberare frequenze radio di alto valore, grazie alla maggiore efficienza della radiodiffusione secondo la tecnologia digitale. Il “dividendo digitale” offre un grande potenziale di utilizzo da parte di un’ampia gamma di servizi, perché i segnali radio di questa fascia viaggiano su lunghi percorsi e le apparecchiature possono essere facilmente utilizzate all’interno degli edifici. Rappresenta un’opportunità unica che permette all’Europa di far fronte alla crescente domanda di frequenze dello spettro radio, in particolare di portare la banda larga senza fili nelle zone rurali colmando così il divario digitale; permette inoltre di incentivare l’adozione di nuovi servizi senza fili in banda larga da parte di apparecchi mobili di ultima generazione e di sostenere lo sviluppo della radiodiffusione terrestre. Può dare così un contributo significativo agli obiettivi di competitività e di crescita economica della strategia di Lisbona e rispondere ad alcune importanti esigenze sociali, culturali ed economiche dei cittadini europei.

Lo spettro corrispondente al dividendo digitale[1] si renderà disponibile in tutta Europa in tempi relativamente brevi perché tutti gli Stati membri dovrebbero abbandonare completamente la trasmissione analogica al più tardi entro il 2012[2]. È fondamentale sfruttare quest’opportunità per garantire un idoneo livello di coordinamento nell’Unione europea in modo da trarre i massimi benefici economici possibili dall’accesso a questa porzione dello spettro e per definire una precisa tabella di marcia europea, in considerazione del fatto che gli Stati membri procedono a velocità diverse in funzione delle diverse situazioni nazionali.

Nella presente comunicazione la Commissione illustra una serie di proposte miranti a raggiungere un approccio comune al dividendo digitale in Europa, in modo che si possano compiere progressi immediati sugli aspetti più urgenti e sia possibile, nel contempo, preparare adeguatamente gli aspetti chiave strategici e di lungo periodo per i quali è necessaria una decisione collettiva. La presente comunicazione si basa sulla precedente comunicazione della Commissione del 2007 sul dividendo digitale[3], che aveva evidenziato la necessità di un simile approccio comune, nonché sulle conclusioni del Consiglio[4] e sulla risoluzione del Parlamento europeo[5] adottate in risposta a tale iniziativa politica.

La crisi economica ha chiaramente messo in luce l’urgenza di dare un riscontro concreto a queste proposte, in particolare di rendere una porzione sufficiente dello spettro radio disponibile per le comunicazioni senza fili. Si tratta di tecnologie e servizi che costituiscono attualmente l’anello più importante della catena dell’innovazione tecnologica e che sono indispensabili per conseguire ulteriori incrementi di efficienza e ulteriori risparmi nell’economia in generale. Per questo rappresentano un motore essenziale della ripresa economica.

La Commissione ha riconosciuto l’importanza dell’infrastruttura in banda larga ad alta velocità per molti degli sviluppi cruciali per il passaggio ad un’economia digitale della conoscenza e a basse emissioni di carbonio[6]. Il Piano di ripresa economica,[7] approvato dal Consiglio, si è già prefisso l’obiettivo di raggiungere la copertura in banda larga al 100% tra il 2010 il 2013[8]. In questo processo le applicazioni senza fili sono essenziali, in particolare nel fornire servizi senza fili in banda larga alle zone rurali dove l’infrastruttura cablata pone problemi pratici non indifferenti, come pure nell’agevolare la diffusione della banda larga mobile tra tutte le categorie di cittadini. In pratica le frequenze necessarie si possono rendere disponibili solo attraverso un accesso precoce al dividendo digitale, che rappresenta la porzione migliore e la più ampia dello spettro che si libererà effettivamente in Europa in un futuro prevedibile.

La disponibilità dello spettro del dividendo digitale per vari servizi offre l’opportunità, in particolare agli operatori di reti senza fili in banda larga, di acquisire frequenze radio di alto valore, il che permetterebbe di rafforzare la competitività nella fornitura di servizi in banda larga[9].

Con l’aumento di risorse di spettro si creeranno anche nuove opportunità di innovazione. Le opportunità più ovvie di innovazione si concentrano nel settore della radiodiffusione, visto che il dividendo digitale offre ampie porzioni di spettro perché le emittenti possano sviluppare i loro servizi. Le opportunità saranno numerose anche nei settori orientati ai servizi, con importanti vantaggi sociali come nei settori sanitario, dell’e-learning, dell’amministrazione in linea, dell’e-accessibilità e nei campi in cui le piccole e medie imprese possono beneficiare di un accesso più agevole all’economia.

Secondo un recente studio della Commissione[10] se si perviene entro il 2015 ad un adeguato coordinamento europeo dell’intero spettro corrispondente al dividendo digitale, il suo potenziale impatto economico potrebbe aumentare di ulteriori 20-50 miliardi di euro in 15 anni, in funzione del livello effettivo della domanda futura di servizi come la radiodiffusione terrestre avanzata e la banda larga senza fili.

I responsabili politici sono ormai pienamente consapevoli dell’utilità di cogliere quest’opportunità in tempi di ripresa economica. Negli ultimi mesi si è intensificato il dibattito in Europa su come sia possibile creare sinergie tra gli Stati membri e pervenire a un coordinamento efficiente dello spettro: è ora il momento di agire insieme.

2. Passi avanti verso un obiettivo comune

2.1. Misure preparatorie a livello UE

Prime tappe

Nel 2005, nella comunicazione per la Conferenza regionale delle radiocomunicazioni dell’UIT (RRC-06)[11], la Commissione ha indicato, tra le priorità in materia di spettro radio, la messa a disposizione del dividendo digitale in Europa. Successivamente, la Commissione ha invitato ad adoperarsi, nell’ambito della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni dell’UIT (WRC-07)[12], perché ai servizi mobili sia attribuito lo stesso status dei servizi di radiodiffusione, obiettivo che è già stato parzialmente raggiunto[13]. Nel novembre 2007, la Commissione ha quindi presentato un’importante comunicazione in cui ha evidenziato la necessità di un coordinamento comunitario appropriato in materia di spettro[14] e i possibili approcci per realizzarlo.

Preparazione tecnica sotto la guida della CEPT

In linea con il quadro strategico dell’UE la Commissione ha chiesto, con un mandato formale, la consulenza tecnica di esperti degli Stati membri nell’ambito della CEPT[15]. Nella sua risposta alla Commissione, la CEPT ha fornito gli elementi tecnici essenziali necessari per la coesistenza, nello spettro corrispondente al dividendo digitale, di reti bidirezionali di potenza medio-bassa (ad es. per la banda larga senza fili) con reti di radiodiffusione tradizionali ad alta potenza. In base a tali risultati sono proseguiti i lavori preparatori sull’armonizzazione tecnica della sottobanda 790-862 MHz.

Studio della Commissione sugli aspetti socioeconomici

Per comprendere l’impatto sociale ed economico degli usi potenziali del dividendo digitale nell’ambito di diversi scenari, la Commissione ha condotto uno studio su ampia scala per analizzare e valutare i vari aspetti sociali ed economici applicando modelli economici appropriati[16]. I risultati dello studio hanno fornito un contributo importante per l’elaborazione delle proposte illustrate nella presente comunicazione.

Ampie consultazioni

La Commissione ha consultato un’ampia gamma di parti interessate in vari modi, ad esempio attraverso interviste di soggetti interessati da parte di consulenti, un’audizione formale, due laboratori ad hoc negli Stati membri, la consultazione del gruppo per la politica dello spettro radio e infine una consultazione pubblica sulle proposte attuali[17].

2.2. Una tabella di marcia europea per compiere progressi pratici

In termini pratici si propone di realizzare il necessario coordinamento attraverso la fissazione di una tabella di marcia europea comune, che prevede l’attuazione di una serie di azioni prestabilite. Una parte consistente di queste azioni dovrebbe concentrarsi sull’aumento della qualità e della quantità del dividendo digitale in misura superiore a quanto possano realizzare individualmente i singoli Stati membri. Inoltre i piani dovranno essere sufficientemente flessibili da rispondere alle peculiarità nazionali, considerando in particolare le diverse situazioni preesistenti in materia di radiodiffusione terrestre. Nello stesso tempo, la tabella di marcia dovrebbe rafforzare la convergenza a lungo termine tra i vari approcci nazionali, allo scopo di sostenere l’innovazione, sortire vantaggi per i consumatori, rafforzare il mercato unico e aumentare la competitività dell’UE.

2.3. Approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio

Alcune delle scelte importanti da fare per stabilire le priorità dell’UE sul dividendo digitale sono di natura prettamente politica. È perciò importante che il Parlamento europeo e il Consiglio siano pienamente coinvolti nell’attività di preparazione e nell’adozione delle decisioni principali sugli aspetti strategici della tabella di marcia. Lo spettro del dividendo digitale costituisce un’opportunità unica per introdurre maggiore flessibilità nella gestione dello spettro, per cui le proposte contenute nella presente comunicazione costituiranno un contributo importante per lo sviluppo di un approccio strategico alla politica dello spettro.

La Commissione conta sul futuro programma della politica dello spettro radio, annunciato nel progetto di riforma del quadro normativo per le comunicazioni elettroniche[18], di cui si prevede l’adozione nei prossimi mesi, per ottenere l’approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio sui principali elementi strategici della futura tabella di marcia europea sul dividendo digitale.

2.4. Passi futuri: le proposte di azione della Commissione

Le proposte della Commissione sotto illustrate fanno una chiara distinzione tra le azioni che già riscuotono un considerevole consenso e che devono essere adottate fin d’ora per conseguire gli obiettivi politici immediati della crescita economica e del superamento del divario digitale e per offrire chiarezza agli Stati membri che sono in una fase avanzata del passaggio al digitale, e le azioni che devono essere discusse con il Parlamento europeo e il Consiglio e approvate da queste due istituzioni.

3. Provvedimenti urgenti per sfruttare i vantaggi INIZIALI

Per garantire che il dividendo digitale possa contribuire efficacemente e tempestivamente agli sforzi di ripresa economica in atto nell’UE e per massimizzare i benefici per i consumatori sarebbe opportuno realizzare con urgenza due azioni chiave. Lo scopo è impedire che si venga a creare una situazione frammentata tra gli Stati membri che intralcerebbe l’avvento di un mercato unico dei servizi e delle apparecchiature e la realizzazione delle significative economie di scala che tale mercato rappresenta, lasciando impregiudicate le decisioni strategiche che dovranno essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Queste azioni urgenti formano oggetto della raccomandazione della Commissione “Agevolare l’utilizzo del dividendo digitale nell’Unione europea”[19].

3.1. Realizzare il completo spegnimento della tv analogica entro il 2012

La decisione strategica di abbandonare la radiodiffusione analogica è già stata presa ma, nonostante i precedenti impegni politici assunti per rispettare la data limite del 2012 nell’UE, la data effettiva del completo spegnimento in Europa rimane incerta. Siccome il dividendo digitale sarà pienamente disponibile solo dopo l’abbandono della radiodiffusione analogica, è essenziale garantire che questo processo sia portato a buon fine entro i termini in tutti gli Stati membri.

Gli Stati membri che non sono ancora passati al digitale sono invitati a riaffermare il proprio impegno per l’effettivo spegnimento della radiodiffusione televisiva analogica accettando il termine europeo del 1° gennaio 2012 e a completare tutte le necessarie misure preparatorie.

3.2. Predisporre un quadro che garantisca, attraverso l ’adozione di condizioni tecniche armonizzate, la coerenza nell’apertura della sottobanda 790-862 MHz ai servizi di comunicazioni elettroniche

Un certo numero di Stati membri[20] sono già, o saranno tra breve, in grado di decidere l’apertura della sottobanda 790-862 MHz ai servizi di comunicazioni elettroniche. Dato che gli Stati membri sono sempre più fortemente sollecitati a intervenire, se non si decide urgentemente un quadro comunitario per affrontare la questione in maniera coordinata c’è il rischio che si creino frammentazioni nel mercato unico e che vadano perse le economie di scala che si potrebbero altrimenti realizzare.

La Commissione intende presentare al comitato per lo spettro radio, ai sensi della decisione spettro radio[21], un progetto di decisione CE relativa all’armonizzazione tecnica della sottobanda 790-862 MHz, per ottenere un parere regolamentare entro la fine del 2009. La decisione non farebbe obbligo a uno Stato membro di destinare la sottobanda a nuovi usi diversi dalla radiodiffusione, ma se e in quanto decida di farlo, lo Stato membro sarà tenuto a rispettare i parametri tecnici comuni.

Questa posizione è conforme a quella espressa dal gruppo per la politica dello spettro radio, illustrata dettagliatamente nel suo parere sul dividendo digitale[22], che raccomanda alla Commissione di intervenire rapidamente per sostenere la disponibilità della porzione superiore del dividendo digitale (cioè della sottobanda 790-862 MHz) per i servizi di comunicazioni elettroniche in base al principio della neutralità. Il gruppo per la politica dello spettro radio raccomanda inoltre alla Commissione di presentare una proposta definitiva in merito a questa sottobanda entro il 31 ottobre 2009, in modo da permettere alle parti interessate di pianificare gli investimenti e portare a termine la necessaria preparazione tecnica prima dell’effettivo spegnimento dell’analogico nel 2012[23].

È essenziale che gli Stati membri sostengano l’attività regolamentare mirante a definire condizioni armonizzate d’uso della sottobanda 790-862 MHz e si astengano dall’adozione di qualsiasi provvedimento che possa ostacolare l’applicazione di misure tecniche di armonizzazione programmate attualmente a livello UE.

La preparazione tecnica necessaria per rendere disponibile la sottobanda dovrà comprendere dispositivi appropriati per evitare perturbazioni nei servizi esistenti e nel funzionamento delle apparecchiature.

4. Misure che richiedono una decisione strategica

Alcune delle misure necessarie per trarre i massimi benefici dal dividendo digitale poggiano su scelte importanti, più politiche che tecniche, e richiedono perciò il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo e del Consiglio nella definizione degli orientamenti strategici necessari. Quest’obiettivo può essere raggiunto grazie al quadro fornito nell’ambito del futuro programma della politica dello spettro radio che dovrebbe far parte integrante della futura Agenda europea del digitale[24].

4.1. Adozione di una posizione comune dell ’UE per un più efficace coordinamento transfrontaliero con i paesi terzi

L’uso futuro della banda UHF nei paesi terzi che confinano con l’Unione europea è di fondamentale importanza perché influenzerà il modo in cui il dividendo digitale potrà essere usato negli Stati membri soggetti a interferenze transfrontaliere e influenzerà di rimbalzo anche gli altri Stati membri. I provvedimenti adottati nei paesi terzi confinanti avranno ripercussioni anche in termini di economie di scala e sul piano della portata che può essere raggiunta dai futuri servizi innovativi sviluppati su una scala regionale più vasta.

In questo contesto la prossima Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni che si terrà all’inizio del 2012 avrà un’importanza decisiva per l’influenza che potrà avere sui futuri orientamenti strategici che saranno adottati dai paesi terzi. È quindi essenziale che gli Stati membri dimostrino il proprio impegno a favore del dividendo digitale a livello internazionale, difendendo una posizione europea comune su obiettivi chiave.

L’adozione di una posizione europea comune su aspetti chiave del dividendo digitale, da difendere nel corso delle trattative della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni, sostenuta dal Parlamento europeo e del Consiglio, rafforzerebbe notevolmente l’efficacia dell’azione dell’UE conferendole una base solida.

Inoltre la Commissione potrebbe assistere gli Stati membri nelle trattative con i paesi terzi, su base bilaterale o multilaterale[25].

4.2. Apertura in tutta l ’Unione europea della sottobanda 790-862 MHz ai servizi di comunicazioni elettroniche

Lo studio della Commissione ha analizzato le variazioni dei risultati economici e del rapporto costi/benefici con riferimento a una serie di scenari di offerta e domanda[26] di frequenze dello spettro radio per un periodo di 15 anni a partire dal 2012. Ne è risultato che l’apertura di una porzione del dividendo digitale, ossia della sottobanda 790-862 MHz, ai servizi senza fili in banda larga entro il 2015, in tutti gli Stati membri e in condizioni d’uso comuni, permetterebbe di creare un valore aggiunto pari almeno a 17 miliardi di euro[27], rispetto a quello che si otterrebbe con iniziative nazionali individuali, valore che potrebbe raggiungere i 44 miliardi di euro in funzione del ritmo di sviluppo dei servizi senza fili in banda larga in questa sottobanda[28].

Per questo motivo lo studio ha indicato che l’apertura della sottobanda 790-862 MHz, a cui già stanno riflettendo numerosi Stati membri, costituisce la via più pragmatica per ottenere benefici immediati dal dividendo digitale. Anche per questo la Commissione intende proporre l’adozione di misure tecniche urgenti per questa sottobanda specifica. Tuttavia, la decisione sull’armonizzazione tecnica non obbligherà gli Stati membri a ritirare le emittenti ad alta potenza o ad aprire questa sottobanda ai servizi di comunicazioni elettroniche, vista la necessità di tener conto delle diverse situazioni della radiodiffusione terrestre esistenti negli Stati membri.

Per trarre i massimi benefici da un’armonizzazione europea la Commissione potrebbe proporre al Parlamento europeo e al Consiglio che gli Stati membri cessino di usare la sottobanda 790-862 MHz per i servizi di radiodiffusione ad alta potenza e che procedano alla piena attuazione della decisione europea sull’armonizzazione tecnica entro un certo termine, che sarà stabilito a livello UE.

La fissazione di un termine per rendere disponibile questa sottobanda per nuovi servizi presenterebbe anche il vantaggio di evitare che gli Stati membri che non hanno liberato la sottobanda dalla radiodiffusione televisiva ostacolino l’efficace diffusione di nuovi servizi in altri Stati membri a causa di interferenze transfrontaliere, impedendo la realizzazione della piena copertura delle applicazioni senza fili in banda larga.

4.3. Applicazione di un livello minimo di efficienza dello spettro per gli usi futuri del dividendo digitale

Lo spettro del dividendo digitale costituisce una risorsa pubblica limitata e preziosa, che può essere utilizzata per soddisfare esigenze di tipo culturale, economico e sociale. È quindi importante che tutti gli utenti potenziali siano incoraggiati a garantirne l’uso efficiente, anche se non va dimenticato che questo può comportare costi aggiuntivi per investimenti in tecnologie efficienti. Questo processo potrebbe essere grandemente facilitato fissando un livello minimo di efficacia d’uso dello spettro che dovrebbe essere rispettato da ogni utente del dividendo digitale.

Per garantire l’uso ottimale del dividendo digitale e creare un quadro coerente di misure tecniche specifiche per l’efficienza dello spettro, si potrebbero adottare a livello UE requisiti comuni minimi per l’uso efficiente del dividendo digitale in tutte le applicazioni.

In questi tempi di ristrettezze finanziarie il raggiungimento di quest’obiettivo richiede, oltre a un chiaro programma di attuazione, un preciso impegno politico per convincere tutte le parti interessate dei vantaggi collettivi di quest’iniziativa.

5. Miglioramenti futuri nell ’USO DEL DIVIDENDO DIGITALE

Per tener conto della natura evolutiva del dividendo digitale occorre un approccio “dinamico”: gli sviluppi a livello di tecnologia, servizi, domanda del mercato ed esigenze della società devono essere accompagnati da un’evoluzione parallela degli interventi previsti nella tabella di marcia. Oltre agli interventi strategici e urgenti illustrati in precedenza esistono anche iniziative più lungimiranti che potrebbero aumentare ulteriormente la potenziale portata e fruibilità del dividendo digitale a lungo termine. La capacità supplementare che si potrebbe ottenere permetterebbe all’UE di affrontare sfide future, come improvvise impennate nella domanda di spettro per applicazioni nuove e, per definizione, imprevedibili. Data la lunghezza dei cicli di pianificazione dello spettro è necessario che queste iniziative siano definite con largo anticipo rispetto al momento in cui produrranno effetti (da 5 a 10 anni di anticipo) e che siano precedute da un’adeguata valutazione dell’impatto e da un’analisi delle potenziali ripercussioni a livello di competitività.

Tra le iniziative più promettenti indicate nello studio della Commissione citiamo le seguenti:

1. promuovere la collaborazione tra gli Stati membri per la condivisione dei futuri piani di sviluppo delle reti di radiodiffusione (come la migrazione alle norme MPEG-4 o DVB-T2). La collaborazione a livello UE potrebbe consistere nel fissare dei termini per la migrazione delle reti a norme di uso più efficiente dello spettro e per la definizione di linee guida comuni di attuazione;

2. imporre l’obbligo che tutti i ricevitori tv digitali venduti nell’UE dopo una certa data (da stabilirsi) siano pronti per funzionare in base a norme di compressione della trasmissione digitale di nuova generazione come la norma H264/MPEG-4 AVC. Questi apparecchi dovrebbero inoltre essere compatibili con norme più vecchie per poter continuare a ricevere le trasmissioni basate su norme precedentemente in vigore. Si tratta di una misura ambiziosa, già attuata in Francia e programmata in Spagna, in grado di creare una massa critica di apparecchi televisivi ad alto rendimento in Europa e di accelerare lo sviluppo delle connesse infrastrutture di rete;

3. fissare una norma minima sulla capacità di resistenza alle interferenze da parte dei ricevitori della tv digitale (immunità alle interferenze). Già da qualche tempo i fabbricanti di apparecchi e gli operatori stanno adoperandosi per evitare che i terminali di comunicazione elettroniche e i ricevitori televisivi non interferiscano tra loro. Se da un lato i parametri tecnici di uso della porzione della banda UHF per le comunicazioni senza fili permetteranno di evitare interferenze dannose con i segnali tv, dall’altra la fissazione di una norma minima per la capacità di resistenza dei ricevitori alle possibili interferenze garantirà una ricezione di migliore qualità per i consumatori e permetterà di ridurre il costo di misure di protezione dalle interferenze che potrebbero risultare necessarie per apparecchi che operano in bande di frequenza adiacenti;

4. prevedere un uso più ampio delle reti a frequenza singola (SFN). Queste reti usano lo spettro con un’efficienza molto maggiore in quanto sono in grado di coprire zone geografiche più vaste senza dover cambiare frequenze portanti, ma deve ancora essere valutata nella pratica la loro vera efficacia. Si potrebbero invitare gli Stati membri a condividere le esperienze acquisite nell’uso della monofrequenza, ricorrendo all’aiuto del comitato per lo spettro radio che potrebbe raccogliere e valutare queste informazioni;

5. sostenere la ricerca sui sistemi di comunicazione funzionanti con “agilità di frequenza”. Lo sviluppo di simili sistemi richiederebbe notevoli investimenti che, se sono onerosi a livello di singoli produttori, si potrebbero però sostenere nell’ambito di progetti di cooperazione, eventualmente facendo ricorso a finanziamenti comunitari;

6. garantire la continuità d’uso dei microfoni senza fili e di applicazioni simili definendo le future frequenze armonizzate. L’obiettivo sarebbe di stabilire la strategia migliore per offrire un percorso di migrazione efficace agli attuali utenti e produttori di apparecchi che usano queste bande di frequenza e potrebbe richiedere ulteriori approfondimenti tecnici da parte della CEPT[29], in base a un mandato della Commissione europea;

7. adottare una posizione comune sulla possibilità di usare i cd. “spazi bianchi” come dividendo digitale. Gli Stati membri sarebbero invitati a collaborare con la Commissione per valutare la possibilità di rendere disponibili gli “spazi bianchi”, ossia lo spettro inoccupato tra le zone coperte dalla radiodiffusione, per l’uso da parte delle radiotecnologie cognitive[30] in base ad una serie di requisiti tecnici comuni in Europa.

6. Conclusioni

La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio a esprimersi sulle proposte contenute nella presente comunicazione in merito ad un approccio coordinato al dividendo digitale. Dopo aver tenuto conto dei contributi di queste due istituzioni la Commissione intende inserire alcuni elementi della proposte nel più ampio programma di azione in materia di spettro radio che sarà presentato nel 2010 al Parlamento europeo e al Consiglio per approvazione.

La Commissione presenterà inoltre quanto prima una proposta di armonizzazione tecnica della sottobanda 790-862 MHz per i servizi di comunicazioni elettroniche al comitato per lo spettro radio perché formuli un parere regolamentare.

Infine, gli Stati membri saranno invitati anche a riferire alla Commissione, entro la metà del 2010, sui progressi compiuti nel processo di spegnimento della radiodiffusione analogica entro i termini previsti.

[1] Che si libera nella porzione della banda UHF (470-862 MHz) usata per la trasmissione della maggior parte della radiodiffusione terrestre.

[2] Cinque Stati membri, Germania, Finlandia, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi, sono già passati al digitale e altri due Stati membri, il Belgio e l’Austria, l’hanno già fatto per una parte consistente del loro territorio.

[3] COM(2007) 700 Trarre il massimo beneficio dal dividendo digitale in Europa: un approccio comune all’uso dello spettro liberato dal passaggio al digitale.

[4] Conclusioni del Consiglio del 12 giugno 2008.

[5] Risoluzione del Parlamento europeo del 24 settembre 2008 [2008/2099(INI)].

[6] Vedi ad esempio COM (2006) 129, Comunicazione della Commissione “Colmare il divario nella banda larga”.

[7] COM(2008) 800; v. anche le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 12 dicembre 2008.

[8] Documento sui punti chiave del Consiglio “Competitività”, marzo 2009.

[9] Le procedure di assegnazione delle frequenze radio dovrebbero essere obiettive, trasparenti, non discriminatorie e proporzionate per evitare distorsioni concorrenza risultanti in particolare da una allocazione diseguale dello spettro.

[10] Studio della Commissione ‘A European approach to the digital dividend’ del settembre 2009, condotto da Analysys Mason, DotEcon and Hogan&Hartson. http://ec.europa.eu/information_society/policy/‌ecomm/radio_spectrum/documents/studies/index_en.htm#digitaldividend2009.

[11] COM(2005) 461 – Comunicazione dal titolo “Priorità della politica dell’UE in materia di spettro radio per il passaggio al digitale nel contesto della prossima Conferenza regionale delle radiocomunicazioni dell’UIT del 2006 (RRC-06)”.

[12] COM(2007) 371 sulla preparazione della Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni 2007.

[13] Molti Stati membri hanno applicato un meccanismo che permette loro di usare la banda di frequenze 790-862 MHz per i servizi di comunicazioni mobili, anticipando l’allocazione condivisa con i servizi di radiodiffusione la cui entrata in vigore generalizzata è prevista nel 2015.

[14] COM(2007) 700.

[15] Mandato della Commissione alla CEPT sugli aspetti tecnici relativi alle opzioni di armonizzazione per il dividendo digitale nell’Unione europea.

[16] Per ulteriori informazioni: http://www.analysysmason.com/EC_digital_dividend_study.

[17] Sintesi consultabile sul sito: http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/radiospectrum/topics/reorg/‌pubcons_digdiv_200907/index_en.htm.

[18] Articolo 8 bis , paragrafo 3 (numerazione provvisoria) del progetto di direttiva quadro rivenduta.

[19] Raccomandazione della Commissione adottata insieme alla presente comunicazione.

[20] Come minimo Austria, Repubblica ceca, Finlandia, Francia, Germania, Spagna, Svezia, Paesi Bassi e Regno Unito.

[21] Decisione n. 676/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa ad un quadro normativo per la politica in materia di spettro radio nella Comunità europea.

[22] Parere del gruppo per la politica dello spettro radio sul dividendo digitale del 18 settembre 2009. http://rspg.groups.eu.int/rspg_opinions/index_en.htm.

[23] Questo implica anche un coordinamento per liberare la sottobanda attualmente utilizzata per la radiodiffusione ad alta potenza e per gestirne l’attribuzione in modo da garantire condizioni idonee a favorire usi innovativi, come la banda larga senza fili.

[24] V. Presidente J..M. Barroso (2009) “ Orientamenti politici per la prossima Commissione ”http://ec.europa.eu/commission_barroso/president/pdf/press_20090903_IT.pdf.

[25] V. anche il parere del gruppo per la politica dello spettro radio sulle questioni relative allo spettro ai confini esterni delle UE, RSPG08-232 del 19 giugno 2008. http://rspg.ec.europa.eu/_documents/documents/meeting/rspg16/rspg08232_finalopinion_outereuborders.pdf

[26] Tre scenari di offerta di spettro e sei scenari di domanda di spettro (con diverse previsioni di fabbisogno di radiodiffusione e di servizi senza fili in banda larga nel corso del tempo) sono stati confrontati con uno scenario di riferimento che corrisponde al risultato dell’assenza di coordinamento a livello europeo.

[27] Valore privato netto incrementale (valore netto attuale cumulato in 15 anni).

[28] Queste cifre rappresentano una parte del valore incrementale stimato di un intervento europeo coordinato per l’intero spettro del dividendo digitale, destinato alla radiodiffusione e alla banda larga senza figli, di cui al capitolo 1. Per maggiori dettagli si rinvia al documento recante la valutazione dell’impatto, sezione 5.4.

[29] Conferenza europea delle amministrazioni postali e delle telecomunicazioni.

[30] Le radiotecnologie cognitive permettono alle apparecchiature radio di identificare le frequenze non occupate da un utente primario in un dato momento e di sfruttarle temporaneamente.