52009DC0526

Relazione della Commissione al Parlamento Europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 (sintesi) - Risoluzioni del Parlamento Europeo redatte ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario e dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES {SEC(2009)1427} /* COM/2009/0526 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 16.10.2009

COM(2009)526 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 (sintesi) - Risoluzioni del Parlamento europeo redatte ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario e dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES{SEC(2009)1427}

INDICE

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 (sintesi) - Risoluzioni del Parlamento europeo redatte ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario e dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES {SEC(2009)xxx} 1

PREAMBOLO 3

I – RISPOSTE DELLA COMMISSIONE ALLE RICHIESTE FORMULATE DAL PARLAMENTO EUROPEO NELLA RISOLUZIONE DI DISCARICO DEL BILANCIO GENERALE 4

a) Aspetti orizzontali 4

b) Questioni settoriali 7

c) Relazioni speciali della Corte dei conti 10

II - Fondo europeo di sviluppo 10

III – Richieste nel quadro delle risoluzioni relative alle agenzie 11

PREAMBOLO

Il presente documento è la relazione della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007[1], redatta ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario e dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES. A causa dei vincoli in materia di traduzione e di scadenze, il documento viene pubblicato in tutte le lingue ufficiali dell'UE in forma di sintesi. Le risposte integrali della Commissione a ciascuna richiesta specifica del Parlamento sono disponibili nel documento di lavoro dei servizi della Commissione[2] pubblicato in inglese, francese e tedesco. Entrambe queste relazioni si riferiscono alle risoluzioni adottate dal Parlamento europeo il 23 aprile 2009.

Ciascun capitolo[3] della presente relazione di sintesi contiene i riferimenti ai pertinenti punti del citato documento di lavoro dei servizi della Commissione. Tali riferimenti aiuteranno i lettori a ritrovare nel documento di lavoro tutte le richieste (e le azioni previste o già adottate dalla Commissione) che si riferiscono ad un determinato capitolo o che li interessano particolarmente.

Nelle decisioni di discarico per il bilancio generale, il FES e le agenzie, la Commissione ha individuato un totale di 203 richieste formulate dal Parlamento europeo alla Commissione. Per 99 di queste, la Commissione accetta di adottare l’azione richiesta dal Parlamento. La Commissione ritiene che per 96 richieste l’azione necessaria sia già stata adottata o sia in fase di attuazione, anche se in alcuni casi occorrerà esaminarne i risultati. Infine, per motivi che dipendono dal quadro legislativo in vigore o alle sue prerogative istituzionali, la Commissione non può accettare 8 richieste[4].

I – RISPOSTE DELLA COMMISSIONE ALLE RICHIESTE FORMULATE DAL PARLAMENTO EUROPEO NELLA RISOLUZIONE DI DISCARICO DEL BILANCIO GENERALE

Il presente documento è una sintesi delle risposte della Commissione alle richieste specifiche formulate dal Parlamento nelle sue risoluzioni sul discarico 2007. Il 15 maggio 2009, il vicepresidente Kallas ha trasmesso al relatore e presidente della commissione per il controllo dei bilanci una prima risposta a ciascun punto.

A) ASPETTI ORIZZONTALI[5]

Dichiarazione di affidabilità (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 3-11)

Come il Parlamento europeo, anche la Commissione accoglie positivamente il parere senza riserve della Corte dei conti sui conti del 2007. Come raccomanda la Corte, essa continuerà a migliorare la qualità dei suoi dati contabili e dei suoi conti.

La Commissione concorda sul fatto che l’elevato tasso di errore che caratterizza le transazioni dipende in parte dalla complessità delle regole. Essa riconosce che la semplificazione può contribuire a migliorare l'attuazione delle politiche UE e a ridurre il tasso di errore, ma aggiunge che è inevitabile che rimanga un certo grado di complessità delle regole e dei criteri di ammissibilità, in quanto questi sono spesso stabiliti al fine di ottenere gli obiettivi politici auspicati e sono il risultato di una procedura legislativa complessa. Nelle basi giuridiche relative al periodo 2007-2013 sono stati introdotti miglioramenti. In seguito alla crisi finanziaria, nel maggio 2009 sono state adottate ulteriori misure di semplificazione per quanto riguarda i fondi strutturali, per esempio la possibilità di dichiarare i costi in base a tassi fissi, costi unitari e somme forfettarie. Gli effetti della semplificazione dovrebbero diventare evidenti nel medio o lungo termine. Inoltre, la Commissione è attualmente alla ricerca di settori in cui procedere ad un’ulteriore semplificazione, in particolare nel contesto dei lavori preparatori per la revisione triennale del regolamento finanziario. Essa potrebbe concentrarsi in modo particolare sulle sovvenzioni - soprattutto sulle regole di ammissibilità; sui metodi di gestione - le cui disposizioni sono diventate sempre più complesse - e che rivestono un’importanza cruciale in un’ottica di miglioramento dell’efficacia e dell’erogazione degli aiuti esterni e sulle misure di controllo. Il grado di complessità delle regole di ammissibilità è strettamente collegato all’intensità e ai costi dei controlli necessari per poter contare su una ragionevole affidabilità della legittimità e della regolarità delle transazioni. Se verranno concordate ed effettivamente applicate regole semplificate di ammissibilità (per esempio, un maggiore utilizzo di somme forfettarie e di tassi fisi o l’accettazione delle regole di ammissibilità nazionali in caso di finanziamento da parte di Stati membri), le transazioni soggiacenti risulteranno meno passibili di errori, e ciò permetterà di realizzare controlli su scala più ridotta (tali controlli potrebbero concentrarsi sui risultati, piuttosto che sull’input) e, in ultima analisi, ridurre il costo dei controlli. La Commissione si sta anche occupando del concetto di rischio di errore tollerabile, cercando di individuare l’intensità dei controlli che possa risultare la migliore dal punto di vista dei costi e dei benefici, in grado cioè di garantire l'opportuno equilibrio tra costi e benefici (la riduzione del tasso di errore). Essa elaborerà anche i principi in base a cui semplificare le normative settoriali per il nuovo ciclo di atti di base, quelli cioè che entreranno in vigore a partire dal 2014.

Gestione del bilancio – rettifiche finanziarie, recuperi e sospensione dei pagamenti (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 12-13)

Nel 2008 il sistema ABAC è stato modificato in modo che a partire dai recuperi fosse possibile risalire agli errori o alle irregolarità. Grazie a questa modifica, nella contabilità 2008 la Commissione è riuscita a presentare, in materia di recuperi, dati più completi e affidabili. La Commissione è inoltre impegnata a migliorare ulteriormente l’affidabilità e l’esaustività dei dati che figurano nelle rettifiche finanziarie degli Stati membri.

Essa procede inoltre, ove necessario, alle rettifiche finanziarie. Nel quadro del piano d'azione del 19 febbraio 2008 volto a potenziare il ruolo di supervisione della Commissione relativo alla gestione condivisa delle azioni strutturali, la Commissione ha adottato alcune misure per garantire che alle irregolarità riscontrate nell'attuazione dei fondi strutturali si ponga rimedio immediatamente e che le rettifiche finanziarie vengano applicate tempestivamente.

Le sintesi annuali delle revisioni contabili disponibili nell'ambito della gestione condivisa e le dichiarazioni di gestione nazionali (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 14-18)

La valutazione delle sintesi annuali e del loro contributo all'affidabilità del funzionamento dei sistemi di controllo degli Stati membri è contenuta nelle relazioni annuali di attività delle diverse direzioni generali. Le sintesi annuali possono essere preziose, soprattutto se contengono un’analisi dei problemi o una dichiarazione di affidabilità, se descrivono le buone pratiche e se propongono soluzioni. La Commissione non smette di collaborare con gli Stati membri per migliorare le proprie analisi annuali. Rispetto al 2007, nel 2008 tutti gli Stati membri hanno rispettato l’obbligo - di cui all’articolo 53ter, paragrafo 3, del regolamento finanziario - di fornire una sintesi annuale, rispettando integralmente o quasi integralmente, i requisiti minimi. Per il 2008, la Commissione ha pubblicato orientamenti nuovi e migliori relativi alle sintesi annuali nel quadro dei fondi strutturali. Essa accoglie inoltre con favore l’iniziativa di sette Stati membri che hanno allegato una dichiarazione di affidabilità alle rispettive sintesi annuali del 2008, come suggeriscono gli orientamenti riveduti.

Con le quattro dichiarazioni di gestione nazionali ricevute nel 2008, il numero di Stati membri che fornisce una forma di dichiarazione nazionale di affidabilità è salito a 11. La Commissione continuerà inoltre a sostenere gli Stati membri che forniscono dichiarazioni nazionali volontarie sui fondi EU. A tal fine, essa sta esaminando le dichiarazioni che sono state presentate, per definire gli aspetti fondamentali a livello di formato e portata, che possono rappresentare un valore aggiunto.

Sistemi di controllo (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 19-33)

Negli ultimi anni, la Commissione si è considerevolmente impegnata per migliorare i propri sistemi di controllo, sulla scorta delle raccomandazioni della Corte dei Conti e delle richieste dell'autorità competente per il discarico. Per risolvere le carenze evidenziate dagli audit interni ed esterni, la Commissione ha varato nel 2006 il piano d’azione verso un quadro di controllo interno integrato e nel 2008 il piano d’azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali. Nei primi mesi del 2009, la Commissione ha adottato la valutazione d’impatto del piano d’azione verso un quadro di controllo interno integrato (COM(2009)43), dalla quale emerge che le azioni previste sono state completate. Nello stesso periodo, è stata adottata una relazione sul piano d’azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali (COM(209)42). La Commissione procede sistematicamente al miglioramento ulteriore dei sistemi di controllo propri e di quelli dei propri partner, ogniqualvolta individua debolezze.

La relazione di sintesi, redatta sulla base delle garanzie date e delle riserve avanzate nelle relazioni annuali di attività, valuta i risultati ottenuti dalla Commissione a livello di gestione nel corso di un anno. Essa contiene inoltre istruzioni destinate ai servizi della Commissione per adottare le misure necessarie a risolvere le cause di tali riserve e per controllare periodicamente i progressi registrati.

Secondo la Commissione, un approccio basato sui rischi tollerabili può rappresentare un equilibrio adeguato tra tassi d’errore e costi dei controlli e promuovere quindi la gestione sana ed efficace dei fondi UE. Nel dicembre 2008, essa ha pubblicato una comunicazione in materia (COM(2008)866), in cui, a titolo di esempio, sono stati utilizzati i fondi strutturali e lo sviluppo rurale. La Commissione presenterà proposte concrete per quanto riguarda i rischi tollerabili nei settori della ricerca, dell’energia, dei trasporti e dello sviluppo rurale, nel primo semestre 2010 e, per quanto riguarda gli aiuti esterni, lo sviluppo, l’allargamento e le spese amministrative, nel secondo semestre.

Trasparenza (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 34-40)

La Commissione ha creato il sistema di trasparenza finanziaria che contiene dati completi, confrontabili e che consentono la ricerca, relativi ai beneficiari dei fondi gestiti a livello centrale. Per quanto riguarda la gestione condivisa, un portale presente nel sito Europa contiene i link verso i siti nazionali aperti dagli Stati membri in cui sono riportate le informazioni previste dalle norme di attuazione e dagli orientamenti.

Inoltre, il 22 aprile un gruppo ad alto livello Commissione-Parlamento europeo ha deciso, in data , di istituire un registro comune dei rappresentanti di interessi.

La Commissione ritiene che l'attuale codice di condotta dei membri della Commissione contenga già norme esaustive e adeguate in materia di responsabilità ed etica. Tuttavia, essa sta valutando l’opportunità di eventuali miglioramenti della normativa esistente.

Regolamento finanziario (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punto 41)

Conformemente alle disposizioni vigenti, entro maggio 2010, la Commissione presenterà una proposta relativa al futuro regolamento finanziario. Come è successo in passato, il futuro regolamento finanziario sarà discusso e negoziato in stretta collaborazione con il Parlamento europeo e il Consiglio. In particolare, se il trattato di Lisbona sarà entrato in vigore, il futuro regolamento finanziario dovrà essere adottato in codecisione dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Ufficio antifrode (OLAF) (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 42-46)

Conformemente ai regolamenti in vigore, l’OLAF può accedere immediatamente a qualsiasi informazione detenuta dalla Commissione che sia necessaria allo svolgimento di un'inchiesta, comprese le informazioni contenute nelle basi dati.

Il 19 maggio 2009 è entrato in vigore il secondo protocollo della convenzione sulla tutela degli interessi finanziari, ratificato dalla maggior parte degli Stati membri, che riguarda in particolare la cooperazione diretta tra la Commissione europea e le autorità giudiziarie degli Stati membri in materia di protezione della tutela degli interessi finanziari della Comunità.

Per quanto riguarda i beneficiari dei paesi terzi, tutti i contratti futuri continueranno a prevedere che le rispettive autorità nazionali debbano collaborare con l’OLAF.

La Commissione sta riesaminando le proprie procedure disciplinari al fine di renderle più rapide, per esempio, rafforzando la collaborazione tra l’OLAF e l’Ufficio di indagine e di disciplina della Commissione (IDOC).

B) QUESTIONI SETTORIALI

Risorse proprie (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punto 47)

La Commissione ha adottato la misura richiesta sull’utilizzo di dati relativi al reddito nazionale lordo (RNL), servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) inclusi, per calcolare le risorse proprie della Comunità. La proposta della Commissione di decisione del Consiglio relativa alla ripartizione dei SIFIM per la determinazione del RNL utilizzato ai fini del bilancio delle Comunità europee e delle sue risorse proprie (COM(2009) 238 def. adottato il 26 maggio 2009) prevede la ripartizione retroattiva dei SIFIM all’RNL ai fini delle risorse proprie a partire dal 1° gennaio 2005.

Agricoltura e risorse naturali (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 48-53)

L’accordo sulla verifica dello "stato di salute" della PAC semplifica ulteriormente il regime di pagamento unico (per esempio, riducendo i tipi di diritti e introducendo la possibilità di fondere questi ultimi) e permette di procedere ad un ulteriore disaccoppiamento dei pagamenti (per esempio, seminativi, sementi, luppolo e premi per animali). Da un punto di vista amministrativo, l’ulteriore disaccoppiamento facilita i controlli ed elimina la necessità di verificare il rispetto di criteri settoriali specifici, limitando il controllo alle norme del regime di pagamento unico (per esempio, non è più necessario verificare che la coltura sia stata effettivamente prodotta).

La Commissione continuerà a controllare con attenzione la procedura SIGC in Grecia. Quest’ultima si è conformata al piano d’azione ed ha creato un nuovo LPIS operativo. Il nuovo sistema sarà utilizzato dalle autorità greche per la prima volta nell’ambito della procedura delle domande 2009.

Per quanto riguarda le spese relative allo sviluppo rurale, che è il settore in cui si registra la maggior parte degli errori, il sistema di gestione e di controllo della spesa previsto dal recente Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) dal 2007 è stato allineato al sistema FEAGA Garanzia, conformemente al regolamento n. 1290/2005 del Consiglio. In questo modo, in futuro i vantaggi, ampiamente riconosciuti, del sistema FEAGA si applicheranno anche alle spese per lo sviluppo rurale. Inoltre, gli Stati membri sono tenuti a garantire che tutte le misure di sviluppo rurale siano verificabili e controllabili, oltre ad assicurare il rispetto delle regole di ammissibilità. La Commissione ha inviato agli Stati membri ulteriori orientamenti sulle modalità di applicazione delle misure agroambientali.

Sovvenzioni alla pesca (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 54-57)

La riforma del 2002 della politica comune della pesca (PCP) ha registrato notevoli progressi in termini di sostenibilità, integrando maggiormente le tematiche ambientali nella gestione della pesca e eliminando una porzione del sostegno finanziario che contribuiva direttamente alla sovraccapacità. Il libro verde sulla riforma della PCP dell’aprile 2009 prevede una consultazione pubblica, tuttora in corso, relativa in particolare alla questione del finanziamento pubblico della pesca, che contraddice gli obiettivi della PCP.

Coesione (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 58-70)

La Commissione ha incorporato nella strategia di audit per il 2009-2010 tutte le azioni in corso previste dal suo piano d’azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali (quali il completamento dei piani d’azione nazionali e le procedure di sospensione e di rettifica). Nella relazione sull’attuazione (COM(2009)42), la Commissione ha dimostrato che il piano d’azione ha prodotto risultati concreti e si è impegnata a rendere conto entro i primi mesi del 2010 dei primi effetti di tale piano.

L’attività di audit della Commissione si basa su un’analisi completa dei rischi, regolarmente aggiornata. Tale analisi tiene conto di numerosi fattori - tra cui i risultati di audit precedenti e il livello delle rettifiche finanziarie - e permette di ottenere audit più rigorosi in settori e programmi maggiormente a rischio. Tuttavia, le informazioni che se ne ricavano dovrebbero essere interpretate attentamente; in particolare, il livello delle rettifiche finanziarie relative ad uno Stato membro non è di per sé indicativo del livello di rischio.

La Commissione ha continuato a lavorare alla semplificazione delle norme relative al periodo 2007-2013, in particolare per quanto riguarda il sistema di segnalazione delle irregolarità e la possibilità di dichiarare i costi sulla base di tassi fissi, costi unitari e somme forfettarie.

Politiche interne, ricerca inclusa (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punto 1 e punti 71-91)

Nel settore della ricerca, la Commissione ha messo a punto una strategia pluriennale di controllo relativa al 6° programma quadro (6°PQ) basata sull’individuazione e la correzione di tutti gli errori che non avevano potuto essere notati nel corso delle verifiche documentali precedenti al pagamento. Tale strategia implica l’aumento significativo del numero di audit ex-post e del recupero degli importi versati in eccesso. Negli ultimi anni, essa ha già contribuito alla riduzione dei tassi di errore.

Il 7° programma quadro (7°PQ) ha introdotto ulteriori miglioramenti ed una serie di importanti semplificazioni. L’introduzione del fondo di garanzia ha permesso di ridurre in misura considerevole il numero di controlli finanziari ex-ante e il ricorso a misure protettive. Tale fondo sostituisce la responsabilità finanziaria collettiva dei contraenti, prevista dal 6°PQ. Le regole per la partecipazione al 7°PQ (art. 31) prevedono che possano essere utilizzati i costi medi, nella misura in cui questi registrano uno scarto significativo rispetto ai costi effettivi.

Inoltre, il sistema di registrazione unica dei partecipanti evita la ripetizione delle richieste ai beneficiari e migliora la qualità e la coerenza dei dati in tutti i sistemi di gestione delle sovvenzioni. L’introduzione graduale di sistemi di scambio interamente elettronici per l’intero ciclo della gestione delle proposte e delle sovvenzioni nel quadro dell’iniziativa e-7°PQ (e-FP7) permetterà di registrare ulteriori miglioramenti.

Le risposte dettagliate della Commissione alle richieste del Parlamento europeo relative a settori specifici delle politiche interne figurano nell’allegato documento di lavoro dei servizi della Commissione.

Azioni esterne, ONG e sviluppo (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punto 2 e punti 92-111)

La Commissione ha introdotto misure di rinforzo dei controlli sulle organizzazioni responsabili dell’attuazione dei programmi, in particolare i nuovi mandati ( terms of reference ) standard per gli audit e audit con sistema CRIS per il follow-up. Essendo state introdotte da poco, la Commissione ritiene che i benefici di tali misure potranno essere valutati meglio in futuro. Nel frattempo, la Commissione mantiene il proprio impegno a favore dell’ulteriore miglioramento dei sistemi che utilizza, conformemente alle raccomandazioni della Corte. Essa prevede di adottare orientamenti specifici che possano aiutare le organizzazioni responsabili dell’attuazione dei progetti a gestire meglio i fondi e a ottemperare meglio alle norme comunitarie, rafforzando in questo modo le misure preventive.

Le recenti valutazioni della cooperazione della Commissione con i paesi partner tramite le Nazioni Unite e dell’erogazione di aiuti tramite la BEI e le banche di sviluppo concludono che queste rappresentano un valore aggiunto e producono risultati concreti, in particolare per quanto riguarda i fondi fiduciari maggiori. Inoltre, la partecipazione a tali iniziative ha permesso alla Commissione di intervenire in regioni politicamente sensibili, in cui sarebbe stato impossibile erogare aiuti altrimenti. La Commissione ha potuto beneficiare della presenza sul campo e dell’esperienza dei suoi partner multilaterali a livello di attuazione. La Commissione continuerà a collaborare strettamente con le Nazioni Unite per migliorare la qualità dei risultati delle missioni di verifica e la trasparenza e la visibilità dei suoi contributi alle iniziative dell’organizzazione. A questo proposito, nel quadro del 6° incontro annuale del gruppo di lavoro FAFA, che si è svolto nell’aprile 2009, sono stati approvati e adottati i mandati delle missioni di verifica, che sono già state utilizzati con buoni risultati negli ultimi tre anni, considerati periodo di prova.

A partire dal 2008, la Commissione ha pubblicato i nomi di tutti i beneficiari del finanziamento delle azioni esterne, conformemente all’articolo 30, paragrafo 3, del regolamento finanziario. L’elenco è esaustivo e non si limita quindi alle ONG, termine peraltro generico per il quale non esiste una definizione giuridica consolidata. Per quanto riguarda gli aspetti contrattuali dei finanziamenti, la Commissione valuta l’ammissibilità ai finanziamenti CE degli operatori non statali ( Non-State Actors , NSA) in base al quadro giuridico del paese di origine.

Le risposte della Commissione ad altre domande relative alle relazioni esterne, agli aiuti umanitari, alle politiche di sviluppo e alle relazioni esterne figurano nell’allegato documento di lavoro dei servizi della Commissione, ai punti relativi alle azioni esterne e ai fondi europei di sviluppo.

Strategia di preadesione (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 112-120)

Contestualmente all'adesione della Bulgaria e della Romania all'UE, avvenuta il 1° gennaio 2007, è stato istituito un meccanismo di cooperazione e verifica per aiutare i paesi a ovviare a determinate carenze a livello di riforma giudiziaria e di lotta contro la corruzione e, per quanto riguarda la Bulgaria, la criminalità organizzata e monitorare, mediante relazioni periodiche, i progressi in questi settori. Le relazioni più recenti sono state adottate il 22 luglio 2009 e trasmesse al Parlamento europeo (COM(2009) 401 def. e COM(2009) 402 def.).

Per quanto concerne i paesi candidati o potenziali candidati, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata rappresenta una priorità fondamentale di tutti i partenariati di adesione e/o europei. La Commissione l’ha inoltre inserita a pieno titolo nella sua strategia di attuazione dello strumento di assistenza preadesione ( instrument for pre-accession assistance , IPA). Ormai, tutti i documenti di programmazione indicativa pluriennale relativi all’IPA comprendono tra le priorità la lotta contro la corruzione. Iniziative più concrete saranno proposte e elaborate in collaborazione con l’OLAF.

Spese amministrative (documento di lavoro dei servizi della Commissione, punti 121-126)

Le risposte puntuali della Commissione alle domande del Parlamento europeo relative alle scuole europee, a questioni riguardanti il personale e agli edifici comunitari figurano nell’allegato documento di lavoro dei servizi della Commissione. Le informazioni relative alla programmazione delle attività di costruzione, compresi i dati sul fabbisogno di superfici per uffici per i prossimi anni, sono state fornite nei progetti preliminari di bilancio 2008, 2009 e 2010 e in sede di discussione degli storni per il 2009[6].

Seguito dato al discarico(documento di lavoro dei servizi della Commissione, punto 127)

La Commissione dà seguito a tutte le richieste relative al discarico, eccezion fatta per quelle non conformi al quadro giuridico in vigore o alle sue prerogative istituzionali. Conformemente all’articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE e all’articolo 147 del regolamento finanziario, essa riferisce annualmente al Parlamento europeo sulle misure adottate alla luce delle osservazioni e dei commenti del Parlamento e integrate nelle sue decisioni di discarico.

C) RELAZIONI SPECIALI DELLA CORTE DEI CONTI

La risoluzione di discarico del Parlamento europeo contiene richieste alla Commissione riguardanti una serie di relazioni speciali pubblicate dalla Corte dei conti nel 2007 e nel 2008. Le risposte della Commissione a tali richieste figurano nel documento di lavoro dei servizi della Commissione (punti 128-169).

II - Fondo europeo di sviluppo

Per quanto riguarda i programmi di sostegno al bilancio, è forte l’impegno volto a migliorare l’analisi dell’ammissibilità e a rafforzare la chiarezza degli accordi di finanziamento e delle decisioni di pagamento. Le informazioni relative a tutti i programmi di sostegno al bilancio approvati nel 2008 sono presentate in forma sintetica nei Programmi d’azione annuali 2008[7].

Per soddisfare la richiesta di maggiore trasparenza nel trattamento degli interventi di sostegno al bilancio, la Commissione si occuperà in modo più approfondito di tali questioni nel quadro delle future relazioni annuali sulle politiche comunitarie in materia di sviluppo e assistenza esterna e sulla loro attuazione.

Una parte cospicua dell'attuale strategia di controllo di EuropeAid è rappresentata dai controlli ex-ante, che permettono di correggere gli errori individuati prima dell’approvazione dei pagamenti finali. Tali controlli comprendono, se necessario e indicato, audit o specifiche certificazioni tecniche da parte di esperti indipendenti, in funzione del tipo contratto o di operatore. I controlli delle organizzazioni responsabili dell’attuazione dei progetti sono quindi numerosi, in particolare quelli precedenti al pagamento.

Informazioni più dettagliate su tutte le richieste relative al FES figurano nel documento di lavoro dei servizi della Commissione (punti 170-183).

III – Richieste nel quadro delle risoluzioni relative alle agenzie

Come risulta dalla dichiarazione comune del 10 marzo 2009, il gruppo di lavoro interistituzionale sulle agenzie di regolamentazione affronterà una serie di questioni presentate dalle istituzioni partecipanti, tra cui il ruolo e la posizione delle agenzie nel panorama delle istituzioni UE, la creazione, la struttura e il funzionamento di tali agenzie e questioni di finanziamento, bilancio, controllo e gestione. A livello tecnico, è stato individuato e concordato un elenco di questioni specifiche. Il gruppo è attualmente al lavoro e la Commissione adotterà le azioni necessarie sulla base dell’esito di tali discussioni.

Le risposte della Commissione alle richieste del Parlamento europeo relative a varie questioni di natura generale riguardanti le agenzie di regolamentazione e alle richieste ad essa indirizzate a proposito di singole agenzie si trovano nel documento di lavoro dei servizi della Commissione (punti 184-203).

* * *

[1] Discarico del bilancio generale 2007, Discarico FES 2007, Discarico Agenzie 2007.

[2] Documento di lavoro dei servizi della Commissione, allegato alla relazione della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2007 ( Commission Staff Working Document, accompanying the Report from the Commission to the European Parliament on the follow-up to the 2007 Discharge Decisions ).

[3] Sia la presente relazione di sintesi che il documento di lavoro dei servizi della Commissione seguono il più precisamente possibile la struttura delle risoluzioni contenenti le richieste del Parlamento europeo.

[4] Le richieste 7, 73, 93, 126, 134, 135, 167 e 182.

[5] Le questioni sollevate dal Parlamento europeo nel quadro delle sue principali conclusioni sono affrontate di seguito, ai punti corrispondenti.

[6] Storni DEC5 e DEC24.

[7] Consultare il sito http://ec.europa.eu/europeaid/work/ap/aap/2008_en.htm