52009DC0314

Relazione della Commissione al Consiglio sul funzionamento degli accordi conclusi nell’ambito della procedura di cui all’articolo XXVIII del GATT nel settore del riso /* COM/2009/0314 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 30.6.2009

COM(2009) 314 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO

sul funzionamento degli accordi conclusi nell’ambito della procedura di cui all’articolo XXVIII del GATT nel settore del riso

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO

sul funzionamento degli accordi conclusi nell’ambito della procedura di cui all’articolo XXVIII del GATT nel settore del riso

GLOSSARIO

Basmati | Riso indica di qualità elevata coltivato solo in India e in Pakistan |

Rotture di riso | Riso bianco danneggiato nel processo di lavorazione |

Riso semigreggio | Riso dal quale è stata asportata soltanto la lolla; riso bruno |

Indica | Sottospecie di riso a grani lunghi |

Japonica | Sottospecie di riso solitamente a grani tondi o medi |

Risone | Riso ancora rivestito della lolla |

Riso semilavorato o lavorato | Riso dal quale sono stati asportati, in tutto o in parte, la lolla, gli strati interni ed esterni del pericarpo e il germe; riso bianco |

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO

sul funzionamento degli accordi conclusi nell’ambito della procedura di cui all’articolo XXVIII del GATT nel settore del riso

INTRODUZIONE

In seguito alla riforma dell’organizzazione comune del mercato del riso del 2003, la Commissione aveva notificato all’OMC l’intenzione della Comunità europea di modificare le concessioni per le importazioni di riso semigreggio (codice SA 1006 20) e di riso semilavorato e lavorato (codice SA 1006 30) previste nell’elenco CXL della Comunità europea allegato al GATT 1994.

Con la riduzione del 50% del prezzo di intervento stabilita dalla riforma, la prosecuzione del regime di importazione allora in vigore[1] avrebbe determinato una protezione alle frontiere di entità molto varia, con la possibilità di arrivare anche al dazio zero. Poiché ne sarebbe risultata una situazione di eccessiva incertezza per il settore del riso, la Comunità decise di rivedere il regime e di negoziarne la sostituzione con un regime più adeguato da applicare a tutti i partner commerciali dell’UE[2].

A questo scopo si svolsero negoziati nell’ambito dell’articolo XXVIII del GATT con i quattro paesi da cui proveniva la maggior parte delle importazioni di riso dell’UE:

- l’India e il Pakistan, che avevano entrambi interessi sostanziali in quanto fornitori di riso basmati semigreggio,

- gli Stati Uniti d’America, paese che aveva un interesse in quanto fornitore principale di riso semigreggio e un interesse sostanziale in quanto fornitore di riso lavorato e

- la Thailandia, che aveva un interesse in quanto fornitore principale di riso lavorato e un interesse sostanziale in quanto fornitore di riso semigreggio.

Quando fu firmato l’accordo con la Thailandia, la Commissione si impegnò a trasmettere al Consiglio, non appena fossero stati disponibili i dati relativi alle prime campagne di commercializzazione, una relazione sul funzionamento degli accordi conclusi volta a permettere di valutare l’impatto dei flussi di importazione nel mercato comunitario dei diversi tipi di riso, sia sotto il profilo della produzione comunitaria che dei quantitativi trasformati[3].

La presente relazione esamina inoltre le importazioni di riso lavorato in piccoli imballaggi. Alcuni Stati membri hanno espresso preoccupazione per le conseguenze, sul settore comunitario del riso, di un eventuale aumento massiccio di questo tipo di importazioni dopo l’entrata in vigore degli accordi. La Commissione si è impegnata ad avviare consultazioni con ogni paese esportatore le cui importazioni nell’UE aumentino di oltre il 25% in una data campagna di commercializzazione.

GLI ACCORDI

Quadro generale

Gli accordi con l’India e il Pakistan, approvati dal Consiglio l’11 agosto 2004[4], stabiliscono che dal 1º settembre 2004 il riso basmati semigreggio può essere importato nell’UE a dazio zero.

L’accordo con gli USA è stato approvato dal Consiglio il 21 giugno 2005[5] con efficacia retroattiva a decorrere dal 1º marzo 2005, cioè circa dalla metà della campagna di commercializzazione allora in corso. Esso stabilisce un metodo di calcolo dei dazi di importazione della nazione più favorita (NPF) applicabili al riso semigreggio .

Infine, l’accordo con la Thailandia, approvato dal Consiglio il 20 dicembre 2005[6], riguarda soprattutto il meccanismo di calcolo dei dazi di importazione NPF relativi al riso lavorato e semilavorato . Anch’esso si applica retroattivamente a decorrere dal 1º settembre 2005.

Sebbene i negoziati sull’articolo XXVIII non siano stati finalizzati nell’accordo con gli USA, quest’ultimo sarà esaminato nella presente relazione in quanto è stato concluso nello stesso contesto degli altri accordi.

La tabella che segue riporta i dazi attualmente applicati alle importazioni di riso dopo l’entrata in vigore dei rispettivi accordi.

Tabella 1: dazio consolidato e dazio applicato per il riso

Tipo di riso | Dazio consolidato (EUR/t) | Dazio applicato (EUR/t) |

Risone (non disciplinato dagli accordi) | 211 | 211 |

Riso semigreggio di cui basmati | 65 –– | 30 – 42.5 – 65 0 |

Riso lavorato e semilavorato | 175 | 145 – 175 |

Rotture di riso | 128 | 65 |

Riso basmati semigreggio: accordi con l’India e il Pakistan

Gli accordi con l’India il Pakistan hanno stabilito le seguenti condizioni per l’importazione di riso basmati semigreggio in esenzione da dazi e fuori contingente:

- sono ammissibili 9 varietà specifiche (4 pakistane e 8 indiane, di cui 3 comuni a entrambi i paesi),

- il riso basmati importato deve essere accompagnato da un certificato di autenticità rilasciato dalle autorità competenti dell’India o del Pakistan.

Riso semigreggio: accordo con gli Stati Uniti d’America

Per le importazioni di riso semigreggio non basmati, l’accordo con gli USA ha fissato un livello annuale di riferimento di 431 678 t, che corrisponde al risultato del seguente calcolo basato sui dati medi relativi al periodo 1999-2002:

- importazioni di riso semigreggio di qualsiasi origine nell’UE-25,

- meno importazioni di riso basmati semigreggio nell’UE 25,

- più 10%,

- più esportazioni di riso lavorato nell’ambito del regime di perfezionamento attivo dai paesi UE-15 nei 10 Stati membri che hanno aderito all’Unione europea nel 2004.

Per ognuna delle campagne di commercializzazione 2005/06, 2006/07 e 2007/08 sono stati fissati aumenti annui del suddetto livello di riferimento per un importo di 6 000 t. Per le campagne successive, nell’ambito dell’accordo le parti si erano impegnate a trovare un’intesa entro il 31 agosto 2008. Tra la Comunità e gli USA, tuttavia, le consultazioni sono tuttora in corso.

In base all’accordo, se in una determinata campagna di commercializzazione le importazioni di riso semigreggio scendono di oltre il 15% al di sotto del livello di riferimento, la CE applicherà un dazio tariffario di 30 EUR/t per il semestre successivo; se le importazioni superano di oltre il 15% il livello di riferimento, il dazio per il semestre successivo è fissato a 65 EUR/t; se infine le importazioni sono comprese nella fascia da -15% a +15%, il dazio per il semestre successivo è fissato a 42,5 EUR/t.

Due volte l’anno la Commissione esamina la necessità di modificare il dazio all’importazione per il riso semigreggio e, se opportuno, stabilisce un nuovo dazio a decorrere dal mese di settembre o di marzo. Il calcolo effettuato a metà della campagna di commercializzazione si basa sui quantitativi importati nel primo semestre della campagna, che vengono raffrontati al livello di riferimento annuale diviso per due.

Il principio ispiratore dell’accordo è stato la ricerca di un meccanismo che consenta di aumentare il dazio all’importazione quando aumentano le importazioni e viceversa, in modo da garantire una protezione adeguata del settore risicolo europeo aprendo al tempo stesso il mercato ai paesi terzi.

Per il calcolo dei quantitativi importati si tiene conto delle importazioni nell’Unione europea di tutto il riso semigreggio non basmati di qualsiasi origine, in regime preferenziale o meno. I dati si basano sui titoli di importazione rilasciati nel periodo considerato.

Riso lavorato e semilavorato: accordo con la Thailandia

L’accordo sul riso lavorato e semilavorato concluso con la Thailandia contiene un meccanismo analogo a quello per il riso semigreggio, ma più semplice. Il livello annuale di riferimento delle importazioni è fissato a 337 168 t, che rappresentano la media delle importazioni di riso lavorato e semilavorato di qualsiasi origine nell’UE-25 nelle campagne da 2001/02 a 2003/04, maggiorata del 10%. Non sono stati stabiliti aumenti annui di questo livello di riferimento.

In base all’accordo si applica di norma un dazio di 145 EUR/t; tuttavia, se in una determinata campagna di commercializzazione le importazioni di riso lavorato e semilavorato superano di oltre il 15% il livello annuale di riferimento, la CE applica un dazio tariffario di 175 EUR/t nel semestre successivo; in caso contrario viene mantenuto il dazio di 145 EUR/t.

Come per il riso semigreggio, il calcolo è ripetuto a metà della campagna di commercializzazione sulla base dei quantitativi importati nel primo semestre della campagna, che vengono raffrontati al 47% del livello di riferimento annuale (158 469 t). Per il calcolo dei quantitativi importati si tiene conto delle importazioni nell’Unione europea di qualsiasi origine, in regime preferenziale o meno. Se ne ricava un dazio NPF da applicare a tutte le importazioni di riso lavorato e semilavorato di qualsiasi origine, tranne quelle effettuate nell’ambito di contingenti o che beneficiano di regimi preferenziali.

L’accordo con la Thailandia ha inoltre istituito un contingente tariffario di 13 500 t di riso lavorato e semilavorato a dazio zero.

Rotture di riso: accordo con la Thailandia

L’accordo con la Thailandia ha anche definito la questione del dazio da applicare alle importazioni di rotture di riso, che è stato abbassato a 65 EUR/t dal settembre 2005 (dai 128 EUR/t della campagna precedente). Il contingente tariffario preesistente è stato inoltre portato da 80 000 a 100 000 t.

IMPATTO SUL MERCATO COMUNITARIO

I dati

Per valutare l’impatto degli accordi, la presente relazione ne esamina l’applicazione dal 2004/05 al 2007/08, ultima campagna di commercializzazione per la quale sono disponibili dati completi.

Per quanto riguarda i volumi delle importazioni, la relazione attinge a due fonti complementari:

- la banca dati sui titoli di importazione, che permette di distinguere tra importazioni preferenziali e non preferenziali;

- la banca dati Comext, che contiene i quantitativi effettivamente importati quali notificati dagli Stati membri a Eurostat. Pur differenziando le importazioni in base all’origine, Comext non distingue tra importazioni preferenziali e non preferenziali.

Per quanto riguarda i dati di bilancio e le analisi dell’andamento del mercato, sono stati utilizzati i dati Eurostat e altre notifiche degli Stati membri.

I dati relativi alle importazioni di riso lavorato in piccoli imballaggi sono ricavati dal sistema di sorveglianza TAXUD della Commissione istituito nel febbraio 2006: tali dati, quindi, sono disponibili solo per due campagne di commercializzazione complete (2006/07 e 2007/08) e si riferiscono ai quantitativi effettivamente importati.

Flussi di importazione in base ai titoli rilasciati

Riso basmati semigreggio

Tra il 2004/05 e il 2005/06, le importazioni di riso basmati sono rimaste stabili a 270 000 t, per poi aumentare a 324 000 t nel 2006/07 e a 368 000 t nella campagna successiva.

Già nella quarta campagna di applicazione dell’accordo sul riso basmati, quindi, le importazioni erano aumentate di circa 100 000 t (+36%).

Tabella 2: importazioni di riso basmati semigreggio – titoli rilasciati (in tonnellate)

Campagna di commercializzazione | India | Pakistan | Totale |

2004/05 | 203 896 | 66 933 | 270 829 |

2005/06 | 217 630 | 53 196 | 270 826 |

2006/07 | 285 037 | 38 567 | 323 604 |

2007/08 | 269 087 | 99 073 | 368 160 |

Riso semigreggio

Da quando è in vigore l’accordo, il quantitativo di riso semigreggio diverso dal basmati per il quale sono stati rilasciati titoli di importazione è passato da 398 121 t nel 2004/05 a 550 741 t nel 2007/08. Una parte consistente di questo aumento del 37% (148 778 t) è dovuta all’adesione all’Unione europea della Bulgaria e della Romania, che complessivamente importavano 78 985 t di riso semigreggio nel 2004/05, prima di entrare nell’UE.

L’aumento netto delle importazioni comunitarie tra il 2004/05 e il 2007/08, quindi, non supera le 70 000 t.

L’adeguamento semestrale del dazio all’importazione (nei mesi di settembre e di marzo) ha comportato fluttuazioni delle domande di titoli di importazione presentate nei diversi periodi dell’anno: ad esempio, se per il mese di marzo era previsto un aumento del dazio, aumentavano le domande presentate in febbraio per approfittare del dazio più basso e viceversa.

Di conseguenza, nella prima metà delle campagne 2005/06 e 2006/07, quando il dazio era basso, sono stati rilasciati in media titoli per il 67% dei quantitativi annui. Pur essendo prossime o al di sopra del livello semestrale di riferimento nella prima metà di ciascuna campagna di commercializzazione, nel 2004/05 e nel 2005/06 le importazioni dell’intera campagna sono risultate in definitiva inferiori al livello di riferimento[7].

Dalla fine del 2007 anche l’imposizione di restrizioni all’esportazione da parte di alcuni dei principali esportatori mondiali di riso ha inciso sulla tempistica delle importazioni, perché i commercianti europei hanno cercare di evitare situazioni di perturbazione degli approvvigionamenti.

Nelle campagne 2004/05 e 2005/06 circa un quarto delle importazioni comunitarie di riso semigreggio provenivano dagli USA. Queste importazioni sono bruscamente calate dopo la scoperta, nell’agosto del 2006, di LL Rice 601, una varietà geneticamente modificata non approvata nell’UE[8], in alcune partite di riso originario degli Stati Uniti.

Gli importatori comunitari sono passati da allora ad altre fonti di approvvigionamento, quali la Thailandia e l’Uruguay (rispettivamente 22 e 13% del totale nel 2007/08).

Tabella 3: importazioni di riso semigreggio – titoli rilasciati (in tonnellate)

Campagna di commercializzazione | 1º semestre | 2º semestre | Totale |

2004/05 | 212 335 | 185 787 | 398 121 |

2005/06 | 288 203 | 128 679 | 416 882 |

2006/07 | 352 615 | 171 533 | 524 149 |

2007/08 | 307 448 | 243 293 | 550 741 |

Riso semilavorato e lavorato

Le importazioni di riso lavorato e semilavorato sono aumentate gradualmente fino al 2007/08, quando hanno subito un aumento improvviso del 50% (+150 000 t) rispetto all’anno precedente. Di conseguenza, nel marzo 2008 il dazio è passato a 175 EUR/t, dopo essersi mantenuto sui 145 EUR/t dall’entrata in vigore dell’accordo nel settembre 2005[9].

Tabella 4: importazioni di riso lavorato e semilavorato – titoli rilasciati (in tonnellate)

Campagna di commercializzazione | 1º semestre | 2º semestre | Totale |

2004/05 | 94 228 | 99 909 | 194 137 |

2005/06 | 123 923 | 122 081 | 246 005 |

2006/07 | 140 766 | 142 891 | 283 657 |

2007/08 | 203 597 | 227 842 | 431 438 |

Rotture di riso

Le importazioni di rotture di riso sono passate dalle 185 000 t della campagna 2005/06 a 240 000 t, livello mantenutosi stabile nelle campagne 2006/07 e 2007/08[10]. La qualità elevata del riso prodotto nell’Unione europea determina l’esigenza di massicci approvvigionamenti esterni per le rotture di riso. Va aggiunto che una percentuale consistente di rotture di riso (in media oltre il 55%) è importata a dazio zero o a dazio ridotto nell’ambito di accordi preferenziali e contingenti tariffari.

Tabella 5: importazioni di rotture di riso – titoli rilasciati (in tonnellate)

Campagna di commercializzazione | Totale |

2004/05 | 123 191 |

2005/06 | 185 701 |

2006/07 | 240 365 |

2007/08 | 236 320 |

Importazioni in piccoli imballaggi

Dal 2006/07 al 2007/08 le importazioni di riso lavorato e semilavorato in piccoli imballaggi sono scese del 7%, da 35 812 t a 33 275 t.

Trascurando i quantitativi inferiori alle 500 t l’anno, solo le importazioni in piccoli imballaggi del Pakistan hanno subito un aumento di oltre il 25%: dal 2006/07 al 2007/08 tali importazioni sono aumentate del 62%, da 3 915 t a 6 326 t. Questo dato è coerente con l’aumento del 58% delle importazioni complessive di riso lavorato e semilavorato dal Pakistan registrato nello stesso periodo: da 26 235 t nel 2006/07 a 41 378 t nel 2007/08.

Il mercato comunitario del riso

Produzione

Dal 2004/05 al 2007/08 le superfici coltivate a riso nell’Unione europea sono rimaste relativamente stabili (tra 413 000 ha e 428 000 ha). In alcuni casi c’è stato un passaggio dal riso indica al riso japonica per un insieme di motivi strutturali e congiunturali; si è avuta una riduzione temporanea delle superfici coltivate a indica, alcune delle quali sono state gravemente colpite da cattive condizioni meteorologiche[11].

Nel 2004/05 la produzione dell’UE-25 in equivalente riso lavorato ha raggiunto il livello record di 1,68 Mio t, per poi scendere di nuovo a 1,54 Mio t nel 2005/06 e passare a 1,59 Mio t nel 2006/07. A livello di UE-27, la produzione ha già raggiunto 1,68 Mio t nel 2007/08.

Nel periodo dal 2004/05 al 2007/08, la produzione comunitaria di riso indica è scesa di 178 000 t in equivalente lavorato; questa diminuzione dell’offerta comunitaria è stata compensata da importazioni di riso indica. Nello stesso periodo, la produzione di riso japonica è aumentata di un quantitativo analogo, in parte per il contributo dei due nuovi Stati membri.

Le scorte di intervento di risone, che ammontavano a 600 000 t all’inizio del 2004/05, erano state completamente smaltite entro la fine della campagna 2007/08.

Consumo

Prima dell’ultimo allargamento il consumo annuo dell’UE-25 (in equivalente lavorato) era dell’ordine di 2,3-2,4 Mio t di riso. L’adesione della Bulgaria e della Romania ha determinato un aumento di 100-120 000 t: l’attuale consumo medio annuo dell’UE-27 ammonta a circa 2,5 Mio t.

Quantitativi trasformati

I quantitativi trasformati dall’industria europea possono essere calcolati sommando la produzione comunitaria di risone agli scambi netti di risone e di riso semigreggio, correggendo in funzione dell’evoluzione delle scorte la cifra ottenuta (il tutto espresso in equivalente lavorato).

I quantitativi trasformati si sono mantenuti in una fascia compresa tra 2,22 e 2,34 Mio t e la loro entità dipende per lo più dal riso prodotto nell’Unione europea.

Ciò fa ritenere che il settore abbia mantenuto il proprio livello di attività senza subire ripercussioni negative in seguito all’applicazione della clausola NPF e ai vari accordi commerciali preferenziali. In particolare, l’aumento consistente delle importazioni di riso lavorato e semilavorato nel 2007/08 non sembra avere avuto un impatto negativo sul settore.

Prezzi del mercato

Prezzi mondiali

Dopo essersi mantenuto entro una fascia di variazione di 250-350 $/t dal 2004, il prezzo del Thai 100% B, considerato il parametro di riferimento mondiale per il prezzo del riso indica, è iniziato ad aumentare nel novembre 2007 fino a raggiungere la cifra record di 1 050 $/t nel maggio 2008.

Va rilevato che solo il 6-8% circa della produzione mondiale di riso è oggetto di scambi internazionali: per questo motivo i prezzi mondiali reagiscono in modo eccessivo anche a piccole modifiche dell’equilibrio dei mercati e delle politiche. Oltre all’influenza dell’impennata dei prezzi di altre merci, l’aumento della domanda dovuto alla decisione di alcuni paesi asiatici di accrescere le proprie scorte di riso, insieme alle misure di restrizione delle esportazioni adottate da alcuni dei maggiori paesi esportatori (Vietnam, India, ecc.) per evitare l’inflazione dei prezzi delle derrate, sono bastati a provocare una corsa al rialzo dei prezzi. Dopo il livello record raggiunto nel maggio 2008, il prezzo del Thai 100% B è diminuito gradualmente, ma non è ancora sceso nettamente al di sotto dei 500 $/t. Il prezzo del riso proveniente da altri paesi, ad esempio il Vietnam, è tornato ai livelli precedenti l’aumento.

Il prezzo del riso japonica ha subito un aumento analogo nello stesso periodo. Tuttavia, a motivo della recente assenza dal mercato di alcuni protagonisti importanti (divieto di esportazione in Egitto, siccità in Australia), le quotazioni del riso japonica californiano sono rimaste su livelli molto elevati, all’incirca 1 150 $/t.

Prezzi comunitari

Dopo la riforma del 2003, il prezzo del risone comunitario si è mantenuto nettamente al di sopra del prezzo di intervento (fissato a 150 EUR/t) e, in linea generale, ha evidenziato una tendenza al rialzo. Nel corso della campagna 2004/05 i prezzi si sono mantenuti relativamente stabili entro una fascia di 160-240 EUR/t, a seconda dell’origine e del tipo di riso; nelle campagne successive si sono osservati invece aumenti clamorosi.

Nel 2006 il prezzo medio del riso japonica italiano è balzato a 293 EUR/t, soprattutto a causa della diminuzione della produzione di japonica combinata all’aumento della domanda comunitaria in seguito all’allargamento del 2004. Anche il prezzo del riso indica italiano è salito fino a 235 EUR/t, mentre i prezzi spagnoli sono rimasti pressoché invariati rispetto alla campagna precedente.

Nel 2007, a differenza dei prezzi italiani che hanno registrato forti variazioni, quelli spagnoli sono aumentati nel corso dell’intera campagna, in particolare quello del riso indica che ha toccato i 240 EUR/t soprattutto per le cattive condizioni meteorologiche in Andalusia, importante regione produttrice di riso indica.

Il maggiore balzo dei prezzi del risone comunitario, tuttavia, è stato registrato nel 2008, in un contesto di prezzi mondiali del riso che avevano raggiunto livelli astronomici. Nel maggio 2008 il prezzo del riso indica e japonica italiani ha raggiunto 480 EUR/t, vale a dire oltre il triplo del prezzo di intervento[12].

In altri Stati membri produttori (Grecia, Francia e Portogallo), pur non raggiungendo gli stessi livelli vertiginosi, dal 2004/05 il prezzo del risone si è costantemente mantenuto nettamente al di sopra del prezzo di intervento. Dal 2004 gli organismi di intervento non hanno acquistato alcun quantitativo di riso.

L’offerta comunitaria di riso

Sebbene nell’insieme la produzione comunitaria di riso si sia mantenuta stabile dalla campagna 2004/05, in termini relativi le importazioni sono cresciute. L’aumento delle importazioni di riso lavorato e semilavorato è maggiore (da 177 000 t nel 2004/05 a 394 000 t nel 2007/08) di quello del riso non trasformato (da 537 000 t a 683 000 t nello stesso periodo).

Le importazioni complessive di riso, in equivalente lavorato, sono passate da 715 000 t nel 2004/05 a 1 077 000 t nel 2007/08, in parte a causa dell’allargamento dell’Unione europea alla Bulgaria e alla Romania.

Tabella 6: ripartizione dell’offerta di riso dell’UE-27 (in 000 t di equivalente lavorato)

[pic]

(1) Importazioni di riso lavorato e semilavorato(2) Importazioni di risone e di riso semigreggio(3) Produzione UE

OSSERVAZIONI CONCLUSIVE

In linea generale, gli accordi conclusi hanno raggiunto il loro scopo, ossia un aumento della protezione del mercato comunitario direttamente proporzionale all’entità delle importazioni.

Dal 2004 le variazioni della produzione comunitaria di riso sono dovute al variare delle condizioni climatiche e alle scelte dei produttori più che ai flussi di importazione. Le importazioni sono aumentate in seguito all’aumento del consumo comunitario.

I quantitativi trasformati dall’industria risicola comunitaria si sono mantenuti stabili. Durante il periodo esaminato gli accordi non hanno avuto ripercussioni negative sull’industria comunitaria della lavorazione.

Tuttavia, nel 2008 i prezzi mondiali del riso (così come i prezzi di altri cereali) hanno raggiunto livelli record, che non hanno mancato di ripercuotersi sui prezzi del mercato comunitario.

[1] Nota 7 dell’elenco CE.

[2] Eccezion fatta per le importazioni disciplinate da accordi preferenziali, ad esempio l’EBA ( Everything but Arms – Tutto tranne le armi) o i contingenti di importazione, ad esempio dall’Egitto.

[3] Per informazioni più approfondite sul settore del riso nell’UE:http://ec.europa.eu/agriculture/markets/rice/index_en.htm

[4] Decisioni 2004/617/CE e 2004/618/CE del Consiglio (GU L 279 del 28.8.2004, pagg. 17 e 23).

[5] Decisione 2005/476/CE del Consiglio (GU L 170 dell’1.7.2005, pag. 67).

[6] Decisione 2005/953/CE del Consiglio (GU L 346 del 29.12.2005, pag. 24).

[7] Nella campagna 2008/09 la situazione è cambiata: le importazioni del primo semestre della campagna (settembre 2008 - febbraio 2009) sono state talmente più basse rispetto al periodo precedente che dal mese di marzo del 2009 il dazio è stato abbassato a 42,5 EUR/t. La maggiore entità delle scorte comunitarie finali nella campagna 2007/08 ha rallentato i flussi di importazione, che possono essere stati influenzati anche dalla crisi finanziaria.

[8] Le decisioni 2006/578/CE e 2006/601/CE della Commissione indicavano agli Stati membri i provvedimenti necessari da adottare per evitare l’immissione sul mercato comunitario di prodotti in cui fosse stata rilevata la presenza del riso geneticamente modificato LL RICE 601.

[9] Nel 2008/09 le importazioni di riso hanno subito un rallentamento generale, in conseguenza del quale il dazio per il riso lavorato è stato riportato a 145 EUR/t dal marzo 2009.

[10] Il livello delle importazioni finora registrato nella campagna 2008/09 ha superato del 33% quello delle campagne precedenti.

[11] Nel 2008/09 le superfici coltivate a indica sono aumentate del 20%.

[12] Dall’inizio della campagna 2008/09, tutti i prezzi del risone in Italia e in Spagna si sono mantenuti costantemente al di sopra dei 300 EUR/t, e in alcuni casi hanno superato i 500 EUR/t.