52009DC0248




[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 10.6.2009

COM(2009) 248 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

relativa allaStrategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico

{SEC(2009) 702}{SEC(2009) 703}{SEC(2009) 712}

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONEAL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

relativa allaStrategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico

1. Introduzione

All'Unione europea appartengono otto dei nove Stati che si affacciano sul Mar Baltico[1]. L'introduzione delle normative comunitarie e il potenziale creato dagli strumenti e dalle politiche della Comunità (ad esempio, politica di coesione, strategia per lo sviluppo sostenibile, politica ambientale, politica marittima integrata, mercato interno e agenda di Lisbona) hanno aperto nuove importanti possibilità a favore di un coordinamento maggiormente efficace delle attività, permettendo un tenore di vita più elevato ai cittadini di questi Stati membri. Tuttavia, malgrado le comunicazioni e la cooperazione internazionali e interregionali siano di buon livello, le nuove opportunità offerte dall'adesione all'UE non sono ancora state sfruttate appieno e i problemi della regione non sono ancora stati affrontati efficacemente.

Benché la regione del Mar Baltico sia un'area assai eterogenea dal punto di vista economico, ambientale e culturale, i paesi che ne fanno parte condividono molte risorse comuni e mostrano una notevole interdipendenza. Questo significa che le azioni condotte in una zona specifica possono ripercuotersi assai rapidamente su altre parti della regione, se non addirittura sull'intera regione. In tale contesto la regione potrebbe diventare un modello di cooperazione regionale in cui sperimentare e sviluppare nel tempo nuove idee e impostazioni da utilizzare come esempi di buone pratiche.

Alla fine del 2006, avendo constatato tale situazione, il Parlamento europeo ha pubblicato una relazione in cui auspicava una strategia per la regione del Mar Baltico. Il 14 dicembre 2007 il Consiglio europeo, nelle conclusioni della presidenza, ha invitato la Commissione a presentare una strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico entro giugno 2009. Ciò faceva seguito al degrado sempre più evidente del Mar Baltico stesso, ma rispondeva anche alla necessità di incanalare i percorsi di sviluppo assai disparati seguiti dai vari paesi della regione e di sfruttare i potenziali vantaggi di un maggiore e migliore coordinamento.

Il Consiglio europeo fissava tre parametri che la Commissione doveva rispettare nell'elaborazione della strategia. La strategia doveva lasciare impregiudicata la politica marittima integrata approvata nelle medesime conclusioni e aiutare, fra l'altro, ad affrontare le sfide ambientali urgenti connesse con il Mar Baltico, mentre il quadro della dimensione settentrionale[2] doveva fornire la base per gli aspetti esterni della cooperazione nella regione. Nelle stesse conclusioni il Consiglio europeo accoglieva positivamente la politica marittima integrata e chiedeva alla Commissione di garantire che le diverse peculiarità regionali venissero prese in considerazione. La strategia rappresenta pertanto anche un primo passo importante verso l'attuazione della politica marittima integrata nella regione del Baltico.

La presente comunicazione definisce la strategia invocata dal Consiglio europeo. La strategia mira ad offrire un quadro coordinato e inclusivo, che risponda alle principali sfide della regione del Mar Baltico e ad apportare, nel contempo, soluzioni concrete a tali problematiche. Essa va valutata insieme al piano d'azione indicativo. La strategia, le azioni proposte e i progetti faro sono stati elaborati in seguito a consultazioni approfondite con gli Stati membri e le parti interessate. La Commissione si è inoltre adoperata per tenere i paesi della regione che non appartengono all'Unione europea pienamente al corrente dei lavori preparatori della strategia.

2. Sfide e opportunità

2.1. Sfide

Molte sfide, per le quali una risposta sul piano nazionale o locale potrebbe rivelarsi inadeguata, richiedono un intervento a livello della regione del Mar Baltico. Sono state identificate quattro sfide chiave per le quali occorre agire con urgenza:

- la creazione di un ambiente sostenibile;

- il miglioramento della prosperità della regione;

- il miglioramento dell'accessibilità e dell'attrattiva;

- la garanzia della sicurezza nella regione.

Come sottolineato dal Consiglio europeo, l'ambiente costituisce la sfida prioritaria. Viene quindi prestata particolare attenzione agli effetti dell'eccesso di nutrienti nelle acque del Mar Baltico e al conseguente rischio di eutrofizzazione e di proliferazione delle alghe. Vanno inoltre considerati i danni che la pesca eccessiva, l'inquinamento di origine terrestre, l'incremento della temperatura dei mari, la presenza di sostanze pericolose ed altri fattori di pressione causano all'equilibrio ecologico. Anche l'adattamento ai cambiamenti climatici rappresenta una sfida sempre più rilevante. Tali effetti sono attualmente così diffusi da pregiudicare in varie zone le attività ricreative e le piccole attività commerciali.

Sul piano economico, la principale sfida è quella di superare le profonde disparità in materia di ricerca e innovazione produttiva, realizzandone così appieno l'elevato potenziale, e di eliminare gli ostacoli al mercato unico. Per quanto riguarda l'accessibilità, si tratta prioritariamente di migliorare le reti, ossia di porre fine all'isolamento energetico di alcune parti della regione e garantire la sostenibilità dei trasporti. Infine, nel campo della sicurezza, la priorità va alla riduzione dei pericoli provenienti da varie fonti, come l'inquinamento marino dovuto a cause accidentali o la criminalità organizzata, e che costituiscono un rischio per i cittadini, le infrastrutture e l'ambiente della regione.

2.2. Opportunità

È evidente che la regione presenta notevoli potenzialità che andrebbero sfruttate maggiormente. Dispone di una forza lavoro con un livello di istruzione assai elevato, di competenze nel campo dell'innovazione, soprattutto in quello delle industrie basate sulla conoscenza, di un territorio vasto e relativamente incontaminato, ricco di risorse naturali e di una tradizione consolidata di cooperazione interregionale. Le reti che uniscono le agenzie di finanziamento della ricerca in tutti gli Stati baltici appartenenti all'UE forniscono, con il sostegno del programma quadro di ricerca, una base solida per una collaborazione in materia di ricerca e trasferimento delle conoscenze all'interno della regione. Le politiche e la legislazione dell'Unione europea offrono un quadro importante su cui costruire una cooperazione maggiormente efficace. L'attribuzione al Mar Baltico dello status di area marittima particolarmente sensibile contribuirà, ad esempio, a garantire che l'aumento della navigazione e delle altre attività marittime sia sostenibile.

3. La strategia: un quadro integrato per affrontare le sfide e sfruttare le opportunità della regione del mar baltico

Dall'analisi realizzata dalla Commissione[3] sono emersi i seguenti elementi:

- occorre un approccio integrato allo sviluppo sostenibile della regione del Mar Baltico, le cui problematiche sono interconnesse: ad esempio, il miglioramento della qualità delle acque del mare genera un aumento dell'occupazione grazie a un incremento del potenziale delle attività marine, per le quali saranno necessarie migliori reti di trasporto. Una strategia integrata permetterà a tutte le parti interessate di trarre vantaggi da un approccio comune;

- un migliore coordinamento e un utilizzo più strategico dei programmi comunitari sono strumenti fondamentali, soprattutto in un'epoca di crisi, per garantire un contributo ottimale dei fondi e delle politiche della regione alla strategia. I risultati dei programmi di ricerca in tale ambito devono inoltre essere pienamente integrati negli altri programmi e settori di intervento;

- l'attuale quadro finanziario e giuridico offre enormi possibilità di agire efficacemente grazie a una cooperazione e a un coordinamento più stretti;

- per rispondere alle sfide rilevate sono necessari interventi specifici, che verranno realizzati dalle parti interessate della regione, fra cui governi e agenzie, comuni, organizzazioni internazionali e non governative;

- la strategia è uno strumento interno destinato all'Unione europea e ai suoi Stati membri. L'efficacia di alcuni degli interventi proposti sarà rafforzata da una cooperazione costruttiva e permanente con i paesi terzi interessati della regione. Un approfondimento della cooperazione fra l'UE e tali paesi potrà avvenire nel quadro delle strutture esistenti più efficaci, in particolare, anche se non esclusivamente, nel quadro della dimensione settentrionale.

La strategia dovrebbe pertanto fornire un quadro integrato che consenta all'Unione europea e agli Stati membri, grazie al coordinamento delle politiche pertinenti, di identificare i bisogni e di rispondervi utilizzando le risorse disponibili. In questo modo la regione del Mar Baltico potrà usufruire di un ambiente sostenibile e di uno sviluppo socioeconomico ottimale.

La Commissione propone pertanto un piano d'azione indicativo, frutto di una discussione approfondita con gli Stati membri e le parti interessate della regione, inteso a promuovere l'attuazione di progetti visibili. Il piano d'azione si articola attorno a quattro pilastri. Si tratta tuttavia di una strategia integrata, in cui le azioni proposte spesso contribuiscono a più obiettivi. Le singole azioni e i progetti faro sono stati selezionati in funzione della rapidità di attuazione e degli effetti previsti.

4. Antefatti e contesto

4.1. Ambito geografico

La strategia copre la macroregione che si affaccia sul Mar Baltico. Il campo di applicazione dipende dalla tematica: ad esempio, per le questioni economiche è destinata a tutti i paesi della regione, per le questioni relative alla qualità delle acque riguarda l'intero bacino idrografico, ecc. Nel complesso, la strategia coinvolge gli otto Stati membri che si affacciano sul Mar Baltico. È necessaria anche una stretta collaborazione tra l'UE e la Russia al fine di affrontare in maniera congiunta molte delle sfide della regione. La stessa cooperazione costruttiva è necessaria con la Norvegia e la Bielorussia.

4.2. Politiche pertinenti

Sono molti i programmi e le politiche dell'Unione europea importanti per la regione ed essi dovranno essere gli elementi chiave della strategia. Fra questi, la politica di coesione il cui contributo alla regione, nel periodo 2007-2013, supera 50 miliardi di EUR. Alla politica comune della pesca (PCP) si deve un contributo diretto di 1,25 miliardi di EUR. La Commissione intende collaborare con le autorità di gestione per contribuire a garantire che l'assegnazioni dei fondi sia in linea con la strategia.

La regione artica, che l'anno scorso è stata oggetto di una comunicazione specifica della Commissione[4], presenta forti legami con la regione del Mar Baltico grazie all'interazione con la regione euroartica del Mare di Barents. Le iniziative in materia di ambiente si ispirano alla direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino e al piano d'azione della Commissione di Helsinki (HELCOM) per il Mar Baltico, tenendo conto delle politiche comuni dell'UE che si ripercuotono sull'ambiente marino, come quelle in materia di agricoltura, pesca e trasporti. La politica agricola comune contribuisce, soprattutto mediante lo sviluppo rurale, all'obiettivo di rendere la regione del Mar Baltico uno spazio prospero e sostenibile dal punto di vista ambientale. Le politiche sul mercato unico, l'agenda di Lisbona e lo "Small Business Act" forniranno spunti per le sezioni pertinenti della strategia, in particolare per la parte relativa alla prosperità, mentre lo Spazio europeo della ricerca e il suo strumento di finanziamento, il settimo programma quadro (7PQ), offriranno una solida base scientifica per una gestione sostenibile del bacino del Mar Baltico. Le reti transeuropee per i trasporti e l'energia costituiscono l'asse portante del pilastro "accessibilità e attrattiva". Il piano europeo di ripresa economica prevede inoltre per la regione consistenti finanziamenti aggiuntivi a favore di numerosi progetti connessi alle infrastrutture energetiche. La cooperazione con la Russia nel campo della pesca verrà infine promossa, ove possibile, nel quadro dello specifico accordo UE-Russia in materia.

5. Risposta

Sulla base della posizione quasi unanime espressa dai partecipanti alle consultazioni, a tutti i livelli e da tutti i tipi di partner, la Commissione ritiene che il modo migliore per rispondere a tali sfide e per cogliere le opportunità offerte consista nel ricorso a una strategia regionale multisettoriale integrata. La varietà delle problematiche in gioco spinge fortemente a favore dell'adozione di un approccio fondato sulla coesione territoriale, come richiesto nella riunione informale dei ministri a Lipsia nel 2007.

La regione del Mar Baltico è un ottimo esempio di macroregione, uno spazio costituito da una serie di regioni amministrative, le quali presentano tuttavia sufficienti problematiche comuni da giustificare l'adozione di un approccio strategico unico. Altre zone dell'Unione europea stanno cominciando ad identificarsi come macroregioni e l'approccio adottato in questa strategia offrirà importanti lezioni sulle potenzialità di un'impostazione di tipo macroregionale.

Il metodo adottato fa seguito alle proposte in materia di coesione territoriale formulate dalla Commissione nel Libro verde dell'ottobre 2008, secondo le quali gli interventi devono rispondere alle esigenze di regioni funzionali più che fondarsi su criteri amministrativi e finanziari predeterminati. Questo tipo di approccio macroregionale rappresenta inoltre per l'Unione europea uno strumento politico innovativo, che potrebbe servire da buon esempio di come conseguire gli obiettivi comuni dell'UE e realizzare un coordinamento maggiormente efficace delle politiche territoriali e settoriali sulla base di sfide territoriali condivise.

Analogamente, l'attuazione coerente e proattiva delle azioni previste dalla strategia in campo marittimo costituirà un importante banco di prova per l'attuazione delle iniziative della politica marittima integrata a livello regionale, ovvero di bacino marino.

Le azioni necessarie possono essere raggruppate secondo i quattro pilastri illustrati nel seguito, cui si aggiunge una sezione riguardante le questioni orizzontali. Tale suddivisione ha unicamente lo scopo di facilitare l'analisi: ogni pilastro fa riferimento a un'ampia gamma di politiche e avrà ripercussioni sugli altri pilastri.

5.1. Una regione con un ambiente sostenibile

Il Mar Baltico è uno dei più grandi bacini di acqua salmastra (debolmente salata) al mondo, i cui sottobacini presentano marcate differenze di salinità. È relativamente poco profondo (la profondità media è di 50 metri rispetto ai 1 500 metri del Mediterraneo) ed è quasi completamente chiuso. Ogni anno solo il 3% delle sue acque (in volume) si rinnova, il che significa che occorrono più di 30 anni per il ricambio del suo volume totale. I fiumi che vi sfociano attraversano un territorio quattro volte più grande del mare stesso, con una popolazione di quasi 90 milioni di abitanti.

Le particolari caratteristiche del Mar Baltico e le pressioni cui è sottoposto il suo ambiente rendono necessario un approccio macroregionale per lottare contro il suo deterioramento a lungo termine. Tale esigenza, riconosciuta da tempo, ha comportato un'azione congiunta nel quadro della HELCOM, ma occorre un maggiore coordinamento tra le politiche settoriali.

Principali problematiche relative all'ambiente marino

I dati disponibili indicano che le pressioni esercitate da fattori quali l'inquinamento dovuto ai nutrienti, segnatamente nitrati e fosfati, non possono essere assorbite con facilità, ma producono impatti rapidi e visibili. La sempre maggiore proliferazione di alghe, che ogni estate coprono una porzione sempre più grande del mare, ne è la conseguenza. Le alghe consumano l'ossigeno ai danni dei pesci e di altre forme di vita. Questo problema è noto da anni, ma le iniziative adottate finora non sono state sufficientemente efficaci per varie ragioni: la pressione esercitata dall'aumento della popolazione, il fatto che le misure in campo agricolo non fossero mirate in modo specifico alle zone ad agricoltura intensiva e il tempo necessario perché le misure producano risultati significativi.

Anche la pesca produce un impatto di rilievo sull'ecosistema. Gli stock di alcune specie si sono notevolmente ridotti e alcune pratiche di pesca provocano la cattura accidentale di specie non bersaglio o la distruzione degli habitat. L'adozione di un approccio fondato su una gestione ecosistemica, secondo quanto proposto nel quadro della riforma della PCP, che utilizzi le disposizioni di quest'ultima per minimizzare gli effetti della pesca sull'ambiente marino, contribuirà alla conservazione dell'ecosistema del Mar Baltico, in linea con il piano d'azione della HELCOM per il Mar Baltico. La flotta peschereccia dovrà essere adeguata alle risorse disponibili.

Il piano d'azione prevede i seguenti settori prioritari di intervento: 1) ridurre l'immissione di nutrienti nel mare a livelli accettabili; 2) preservare le aree naturali e la biodiversità, comprese le zone di pesca; 3) ridurre l'impiego e l'impatto delle sostanze pericolose; 4) fare della regione un modello di navigazione pulita; 5) mitigare i cambiamenti climatici e garantire l'adattamento ad essi.

5.2. Una regione prospera

Se la regione è accomunata dal mare, presenta però anche una chiara suddivisione fra il nord e l'ovest, prosperi e con un livello elevato di innovazione, e l'est e il sud, in via di sviluppo. Le differenze tra le regioni maggiormente innovative dell'UE (paesi nordici e Germania) e le regioni ricche di giovani altamente qualificati, ma carenti a livello di infrastrutture (Polonia e tre Stati baltici) offrono tuttavia la possibilità di una cooperazione basata sulla complementarità e dello sviluppo di opportunità vantaggiose per entrambe le parti. Tale cooperazione dovrebbe in particolare garantire effettive opportunità commerciali alle PMI, soprattutto a quelle attive nel campo dell'innovazione.

L'Unione europea è attraversata da una grave crisi economica. Essa deve adoperarsi per sfruttare i vantaggi del mercato interno, da un lato, e per massimizzare le possibilità offerte dall'innovazione, dall'altro. La strategia consente di ridurre ulteriormente gli ostacoli agli scambi, di ottimizzare i vantaggi del mercato unico e di sfruttare le potenzialità che derivano dagli ampi divari in materia di innovazione. È inoltre essenziale che settori chiave come l'agricoltura, la silvicoltura e la pesca si mantengano redditizi e competitivi per poter meglio contribuire all'economia e allo sviluppo sostenibile.

Per accrescere la propria produttività e raggiungere livelli elevati di innovazione e di crescita economica sostenibile, la regione del Mar Baltico deve inoltre migliorare l'inserimento e l'integrazione nel mercato del lavoro. Un alto tasso di occupazione, posti di lavoro di qualità, la disponibilità permanente di una forza lavoro flessibile e ben qualificata e livelli ridotti di esclusione sociale sono fattori essenziali al fine di garantire la competitività e l'attrattiva della regione.

Principali problematiche relative alla prosperità

Eliminare gli ostacoli agli scambi: date le dimensioni limitate dei mercati nazionali del Baltico, è fondamentale potenziare il contesto imprenditoriale al fine di promuovere lo sviluppo di imprese locali e attrarre investimenti stranieri. Anche con il mercato interno permangono ostacoli pratici agli scambi di beni e servizi. Dalle consultazioni e dalle analisi condotte nel quadro dell'elaborazione del riesame del mercato unico del 2007 si evince che in alcuni ambiti e settori il quadro giuridico del mercato unico non funziona ancora come dovrebbe. Come già sottolineato dallo "Small Business Act", i miglioramenti in questo campo saranno particolarmente importanti per le PMI. Sono inoltre necessari sforzi per semplificare la circolazione transfrontaliera delle merci e per agevolare le comunicazioni fra amministrazioni.

Promuovere l'innovazione: la disparità in materia di innovazione fra la parte orientale e quella occidentale della regione del Mar Baltico è ben illustrata dall'ultimo quadro europeo di valutazione dell'innovazione (EIS 2007). Il trasferimento delle conoscenze e delle competenze e una maggiore cooperazione da parte dei paesi nordici e della Germania, che registrano i migliori risultati in materia di innovazione, possono aiutare notevolmente la Polonia e gli Stati baltici a recuperare il ritardo. La collaborazione può permettere di creare un ambiente dinamico favorevole a un rafforzamento dell'innovazione grazie ad una maggiore cooperazione transnazionale in campi quali la ricerca, i cluster e l'innovazione nei servizi.

Il piano d'azione prevede i seguenti settori prioritari di intervento: 1) rimuovere gli ostacoli al mercato interno nella regione del Mar Baltico; 2) sfruttare appieno le potenzialità della regione nel campo della ricerca e dell'innovazione; 3) applicare lo "Small Business Act", ovvero promuovere lo spirito imprenditoriale, rafforzare le PMI e incoraggiare un uso più efficiente delle risorse umane; 4) rafforzare la sostenibilità di agricoltura, silvicoltura e pesca.

5.3. Una regione accessibile e ricca di attrattiva

Il Mar Baltico e le terre a bassa altitudine che lo circondano sono state, nella storia, importanti vie commerciali e di comunicazione. La divisione successiva al 1945 ha interrotto un modello di relazioni aperte che è ripreso negli anni Novanta. Gli ultimi venti anni hanno visto massicci investimenti nella regione, ma resta ancora molto da fare prima che le infrastrutture raggiungano un livello pari a quello del resto dell'Unione. I collegamenti marittimi e stradali devono diventare più diretti e tenere maggiormente conto dell'ambiente. L'est e il nord restano troppo isolati dal resto dell'Unione. La regione funge inoltre sempre di più da porta di ingresso verso l'Asia, soprattutto grazie ai collegamenti ferroviari.

L'approvvigionamento e la sicurezza energetici sono motivo di particolare preoccupazione. Benché alcuni paesi della regione dispongano di importanti fonti energetiche interne, la maggior parte deve fare ricorso alle importazioni. È necessario pertanto sviluppare ulteriormente e diversificare i collegamenti onde compensare le possibili interruzioni negli approvvigionamenti o altre perturbazioni. Anche le relazioni umane sono importanti e possono essere rafforzate grazie ad iniziative nel campo dell'istruzione, del turismo e della salute.

Principali problematiche relative ai trasporti e all'energia

Trasporti: molte parti della regione godono di un'accessibilità ridotta: la Finlandia settentrionale, la Svezia e gli Stati baltici presentano i livelli più bassi di accessibilità di tutta l'Europa, tanto nelle relazioni interne quanto in quelle esterne. Ciò è dovuto all'ampiezza delle dimensioni della regione, che comporta lunghe distanze e tempi considerevoli per gli spostamenti, e alle difficili condizioni geografiche e climatiche. La scarsità delle infrastrutture e la modesta densità dei servizi provocano prezzi elevati. È necessario migliorare tale situazione grazie a modalità di trasporto sostenibili.

Energia: i mercati energetici non dispongono di infrastrutture adeguate e sono troppo orientati a livello nazionale invece di favorire le connessioni attraverso la regione, il che comporta maggiori rischi a livello di approvvigionamento energetico e prezzi più elevati. Affinché il mercato interno dell'energia possa funzionare correttamente devono inoltre esistere interconnessioni fra i vari paesi. Se si eccettua il cavo Estlink che collega Estonia e Finlandia, l'Estonia, la Lettonia e la Lituania restano invece sostanzialmente isolate dalle più ampie reti energetiche dell'Unione europea.

Il piano d'azione prevede i seguenti settori prioritari di intervento: 1) migliorare l'accesso ai mercati energetici, come pure la loro efficienza e sicurezza; 2) sviluppare i collegamenti di trasporto interni ed esterni; 3) preservare e rafforzare l'attrattiva della regione del Mar Baltico, in particolare grazie all'istruzione, al turismo e alla salute.

5.4. Una regione sicura e senza rischi

Nei prossimi anni la sicurezza della regione e del suo ambiente continuerà a fare i conti con importanti cambiamenti: il traffico marittimo dovrebbe aumentare, il che comporterà un rischio accresciuto di incidenti e una maggiore vulnerabilità all'inquinamento. Occorre rafforzare la cooperazione già esistente al fine di fare della regione un esempio di protezione e sicurezza marittime a livello mondiale. Una catastrofe marittima come quella causata dal naufragio della petroliera Erika produrrebbe conseguenze disastrose. Con l'ampliamento e l'approfondimento della cooperazione in materia penale all'interno dell'UE, l'attività regionale di lotta alla criminalità dovrà mirare a intensificare la cooperazione pratica transfrontaliera. La regione deve infine prepararsi al previsto aumento di fenomeni meteorologici estremi dovuti ai cambiamenti climatici.

Principali problematiche relative alla sicurezza

Inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali: la sua posizione strategica fa della regione del Mar Baltico una zona di passaggio naturale per il trasporto del petrolio, soprattutto in provenienza dalla Russia. Nel periodo 1995-2005 il trasporto di petrolio nel Golfo di Finlandia è quadruplicato e tale importante crescita è destinata a continuare. Si è registrato inoltre un incremento dei trasporti di gas naturale liquefatto. Tutte queste attività presentano rischi per l'ambiente, soprattutto nelle condizioni invernali più difficili. Nel 2007 sono stati 120 gli incidenti navali nel Mar Baltico. Occorrono ulteriori misure per migliorare la cooperazione, il coordinamento e la coerenza degli organismi di sorveglianza e sicurezza marittime e per ottimizzare la capacità di risposta alle catastrofi.

Criminalità transfrontaliera: i modelli di criminalità della regione sono influenzati dalla posizione geografica, dalle diverse condizioni socioeconomiche, dalle differenze nei prezzi dei prodotti soggetti ad accisa, dall'apertura e dalla facilità di accesso della regione del Mar Baltico, tipiche delle relazioni intracomunitarie. Tutti questi fattori conferiscono particolari responsabilità agli Stati membri con frontiere esterne, soprattutto in seguito all'abolizione dei controlli alle frontiere interne. Tutti gli Stati membri devono adottare misure di cooperazione al fine di salvaguardare la sicurezza interna.

Il piano d'azione prevede i seguenti settori prioritari di intervento: 1) fare della regione un modello di sicurezza e protezione marittime; 2) rafforzare la protezione nei confronti delle emergenze gravi in mare e a terra; 3) ridurre la criminalità transfrontaliera e le sue conseguenze.

5.5. Attività orizzontali

Varie misure trasversali svolgeranno un ruolo fondamentale per l'intera strategia: fra queste, lo sviluppo di strutture integrate di governance marittima e la pianificazione dello spazio marittimo e del territorio. Il progetto BONUS-169, che associa un approccio ecosistemico e un'efficace interfaccia scienza/politica grazie al finanziamento del 7PQ, è fondamentale per garantire il successo della strategia.

6. Attuazione e governance – dalle parole ai fatti

6.1. Processo di consultazione

La Commissione ha realizzato un'ampia consultazione basata principalmente su tre elementi: documenti informali elaborati dai governi e da altri organismi ufficiali della regione, manifestazioni che hanno riunito le parti interessate e che hanno permesso alle autorità, alle ONG e al settore privato di apportare le proprie competenze, consultazione pubblica sul sito web Europa, che ha registrato una forte partecipazione.

Le conclusioni sono chiare:

- nessuna nuova istituzione. La regione del Mar Baltico dispone già di numerose strutture di cooperazione; non è pertanto opportuno creare nuove strutture che rischierebbero di imporre ulteriori spese amministrative generali senza per questo contribuire ad una maggiore efficacia dell'azione;

- una strategia da sola non è sufficiente. Per rispondere alle sfide cui deve far fronte la regione occorrono azioni concrete e visibili. Nel suo piano d'azione la Commissione sottolinea pertanto come gli Stati membri e le altre parti interessate debbano fungere da capofila negli interventi condotti in settori prioritari specifici e nei progetti faro, ad esempio sviluppando strutture integrate di governance marittima conformemente all'approccio integrato alla politica marittima;

- partecipazione della Commissione europea. Tale partecipazione dovrebbe andare al di là del controllo dell'esecuzione dei programmi di finanziamento e del recepimento delle direttive. La Commissione potrebbe svolgere il ruolo di organismo indipendente e multisettoriale incaricato del coordinamento, del monitoraggio e del follow-up del piano d'azione, come pure, se del caso, del periodico aggiornamento del piano e della strategia.

6.2. Proposte in materia di governance e di attuazione

Sulla scorta delle conclusioni formulate sopra e tenuto conto della flessibilità resa necessaria dall'ampia varietà delle azioni, la Commissione presenta le seguenti proposte in materia di governance e di attuazione:

- elaborazione di politiche: la cooperazione degli Stati membri nell'attuazione di misure concrete sarà oggetto di una supervisione generale nel quadro delle strutture comunitarie, come pure di relazioni periodiche e di proposte di raccomandazioni da parte della Commissione al Consiglio. Quest'ultimo verrà tenuto regolarmente al corrente dell'avanzamento della strategia;

- la Commissione sarà responsabile del coordinamento, del monitoraggio, delle relazioni, del supporto all'attuazione e del follow-up . Di concerto con le parti interessate della regione, essa elaborerà periodiche relazioni di avanzamento e, se del caso, utilizzerà il proprio potere di iniziativa per formulare proposte di adattamento della strategia e del piano d'azione. Nell'ambito del coordinamento si dovrà esaminare se l'impiego dei finanziamenti rispetta le priorità della strategia. Nel 2011 è previsto un riesame del valore aggiunto offerto dalla strategia a livello europeo e dell'attuazione del piano d'azione;

- applicazione sul campo: la responsabilità dei partner che già operano nella regione verrà adattata agli obiettivi della strategia. La Commissione collaborerà con le altre istituzioni, con gli Stati membri e le regioni, con le istituzioni finanziarie internazionali, con gli organi transnazionali di programmazione e con le organizzazioni intergovernative come la HELCOM per selezionare gli organismi di coordinamento a livello dei settori prioritari di intervento e i capofila dei progetti faro;

- per mantenere il forte coinvolgimento di tutti i soggetti interessati della regione, apparso chiaramente nel corso del processo di consultazione, verrà organizzato un forum annuale che riunirà i partner interessati ai diversi aspetti della strategia, anche di paesi terzi, per analizzare e discutere i progressi della strategia e formulare raccomandazioni in merito alla sua attuazione;

- le relazioni con i paesi terzi dovranno infine svolgersi principalmente nel quadro della dimensione settentrionale, ma potranno anche avvenire mediante canali alternativi, qualora ciò sia utile.

6.3. Attuazione pratica

Tali disposizioni favoriranno un buon coordinamento politico, un'applicazione più efficace della legislazione comunitaria e un migliore coordinamento degli strumenti di finanziamento. Per il momento la Commissione non propone finanziamenti aggiuntivi o risorse supplementari, ma alcuni progetti e interventi specifici richiederanno un sostegno finanziario. A tale proposito, i Fondi strutturali[5] disponibili nella regione costituiscono una fonte di primo piano: la maggior parte dei programmi prevede già misure proposte dalla strategia. Le autorità di programmazione potranno riesaminare i criteri di assegnazione e facilitare la selezione di progetti in linea con la strategia. La Commissione accoglierà inoltre con favore le modifiche apportate, se del caso, a tal fine ai programmi.

Gli Stati membri hanno convenuto di esaminare i progetti e le misure di finanziamento in linea con le priorità della strategia e oggetto di finanziamenti nazionali. Anche la Banca europea per gli investimenti e altre istituzioni finanziarie internazionali e regionali, come la Nordic Investment Bank e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, potranno offrire un contributo.

7. Conclusione

La regione del Mar Baltico presenta una lunga tradizione di reti e di cooperazione in numerosi settori di intervento. Questa strategia offre la possibilità di passare dalle parole ai fatti e di conseguire effettivi vantaggi per l'intera regione.

L'analisi presentata sopra dimostra la necessità di una visione strategica comune che orienti il futuro sviluppo territoriale della regione del Mar Baltico. È evidente che le misure necessarie per far fronte alle sfide delle regione e sfruttare le sue potenzialità non possono essere applicate da un singolo soggetto. La Commissione ritiene che per tutelare il Mar Baltico e sfruttare appieno le possibilità che si aprono alla regione sia fondamentale una strategia per la regione del Mar Baltico fondata sull'approccio e sugli interventi descritti sopra.

La Commissione invita pertanto il Consiglio ad esaminare e approvare la presente comunicazione e il relativo piano d'azione.

[1] Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania, Polonia e Svezia.

[2] La dimensione settentrionale fornisce un quadro comune per la promozione del dialogo e una cooperazione concreta nell'Europa settentrionale tra Unione europea, Islanda, Norvegia e Russia.

[3] Documento di lavoro dei servizi della Commissione sulla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico: di prossima pubblicazione.

[4] "L'Unione europea e la regione artica", COM(2008) 763 del 20.11.2008.

[5] Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo di coesione, Fondo sociale europeo, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, Fondo europeo per la pesca.