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[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 27.4.2009

COM(2009) 200 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù {SEC(2009) 545}{SEC(2009) 546}{SEC(2009) 548}{SEC(2009) 549}

1. INTRODUZIONE

"Il futuro dell'Europa dipende dai suoi giovani[1]. Ma per molti giovani le possibilità di farsi strada nella vita sono scarse". È questa la conclusione della comunicazione della Commissione sull'Agenda sociale rinnovata[2], che si propone di ampliare le possibilità offerte ai cittadini europei, migliorare le possibilità di ciascuno e sviluppare la solidarietà in Europa.

I giovani occupano un posto preponderante nella visione sociale dell'Unione europea e la crisi attuale rende più urgente che mai la necessità di favorire lo sviluppo del capitale umano del futuro. La presente comunicazione reca un elemento di risposta definendo una strategia per il futuro delle politiche della gioventù in Europa. Propone un nuovo Metodo aperto di coordinamento (metodo aperto di coordinamento rinnovato) rafforzato, più flessibile e semplice nella redazione delle relazioni e in grado di rafforzare i legami con i settori strategici coperti dal Patto europeo per la gioventù, integrato nella Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione attraverso un approccio trasversale. Tale metodo comprende risposte a breve termine in un processo di mobilitazione dei giovani a lunga scadenza. Questa strategia creerebbe condizioni favorevoli per i giovani che intendono sviluppare le loro competenze, sfruttare pienamente le loro capacità, svolgere un ruolo attivo nella società e impegnarsi ulteriormente nella costruzione del progetto europeo. La gioventù non rappresenta una responsabilità pesante ma una preziosa risorsa per la società, che può essere mobilitata per raggiungere obiettivi sociali più elevati.

2. Le sfide e le occasioni della gioventù di oggi

La popolazione europea vive oggi più a lungo, genera figli in età più avanzata e comprende un numero minore di giovani. Secondo le proiezioni, la fascia di età tra i 15 e i 29 anni rappresenterà nel 2050 il 15,3% della popolazione europea, contro l'attuale 19,3%[3]. Questa evoluzione demografica si ripercuote sulle famiglie, sulla solidarietà intergenerazionale e sulla crescita economica. La globalizzazione può generare crescita e occupazione, ma può anche creare difficoltà particolari per i lavoratori vulnerabili, come ad esempio i giovani, come la crisi ha dimostrato[4]. Il cambio climatico e la sicurezza energetica richiedono alcuni adeguamenti nei comportamenti e nei modi di vita delle generazioni future. È indispensabile per gli individui acquisire competenze fondamentali sufficientemente flessibili per consentire loro di svilupparne altre lungo tutto l'arco della vita, e a questo proposito l'abbandono scolastico rimane un problema particolarmente grave.

I giovani attribuiscono molta importanza all'amicizia, al rispetto, alla tolleranza e alla solidarietà e questa generazione è forse quella che possiede il livello di istruzione più elevato, la più avanzata a livello delle tecnologie e la più mobile di tutti i tempi. Tuttavia, come tutto il resto della società, i giovani devono affrontare un individualismo e una pressione concorrenziale crescenti e non godono necessariamente delle stesse opportunità.

Un vasto processo di consultazione in tutta Europa[5], ha consentito di individuare l'istruzione, l'occupazione, l'integrazione sociale e la salute come le questioni che più preoccupano i giovani. I giovani europei devono essere attrezzati per cogliere le occasioni di partecipazione civica e politica, di volontariato, di creatività, di imprenditorialità, di sport e di impegno a favore delle cause internazionali.

Le difficoltà che si incontrano in materia di istruzione, di occupazione, di integrazione e di salute, unite ai problemi finanziari, di alloggio e di trasporto, impediscono ai giovani di divenire autonomi, di disporre delle risorse e delle aperture necessarie per gestire la propria vita, partecipare pienamente alla vita sociale e adottare decisioni indipendenti.

3. La necessità di un nuovo contesto

3.1. La cooperazione europea

La cooperazione nel settore della gioventù è un settore d'intervento dell'UE ben organizzato e ben sviluppato. L'UE attua programmi per la gioventù a partire dal 1988. Il processo strategico si è sviluppato sotto l'impulso del Libro bianco 2001[6] e si basa attualmente su tre pilastri:

- la cittadinanza attiva dei giovani attraverso il metodo aperto di coordinamento rinnovato, che definisce quattro assi prioritari (partecipazione, informazione, volontariato, migliore conoscenza dei giovani), e obiettivi comuni e prevede l'elaborazione di relazioni da parte degli Stati membri, nonché un dialogo strutturato con i giovani;

- l'integrazione socio-professionale dei giovani mediante l'applicazione del Patto europeo per la gioventù[7] integrato nella strategia di Lisbona, secondo tre assi prioritari (occupazione/ integrazione sociale, istruzione/formazione, conciliazione tra la vita professionale e la vita familiare). La comunicazione della Commissione dal titolo "Favorire il pieno coinvolgimento dei giovani nell'istruzione, nell'occupazione e nella società"[8] è andata oltre e ha proposto azioni supplementari;

- la presa in considerazione dei giovani nelle altre politiche (come la salute o la lotta contro la discriminazione).

3.2. Valutare le politiche a favore della gioventù

Gli Stati membri sono stati consultati a proposito del quadro strategico attuale e delle possibilità di azioni future. Nel febbraio 2009 il Parlamento europeo ha organizzato un'audizione sulla gioventù. Nel quadro del dialogo strutturato, sono stati organizzati dibattiti con migliaia di giovani in tutta Europa. Sono state inoltre organizzate riunioni con il Forum europeo della gioventù e con i Consigli nazionali della gioventù. Una consultazione on-line ha raccolto più di 5000 risposte. Anche i ricercatori e gestori del programma Gioventù in azione hanno espresso il loro parere.

Nell'insieme, il metodo aperto di coordinamento rinnovato è percepito come uno strumento di cooperazione adeguato e le sue priorità sono sempre attuali. Il quadro offerto dal metodo aperto di coordinamento rinnovato ha ispirato, a livello nazionale, varie legislazioni o strategie nel settore della gioventù. Un numero sempre maggiore di paesi coinvolge le organizzazioni della gioventù nell'elaborazione delle politiche. Il Patto europeo per la gioventù ha messo in luce i giovani nel quadro della strategia di Lisbona, in particolare per quanto riguarda l'istruzione e l'occupazione, e sono stati compiuti progressi nei settori della lotta contro le discriminazioni e della salute.

Tuttavia, il quadro di riferimento – che scade nel 2009 – non ha sempre dimostrato la sua efficacia e la sua capacità di generare risultati tangibili. Non è sufficientemente coordinato in modo tale da poter affrontare tutti i problemi. Ne è derivato un consenso sulla necessità di rafforzare l'approccio trasversale, come richiedeva il Parlamento europeo in una dichiarazione del 2008 sul potenziamento del ruolo dei giovani nelle politiche europee. Il dialogo strutturato dovrebbe essere meglio organizzato e consentire maggiori contatti con i giovani che non appartengono a nessuna organizzazione, in particolare quelli meno favoriti.

4. GIOVENTÙ – INVESTIRE NEI GIOVANI E CONFERIRE LORO MAGGIORI RESPONSABILITÀ

4.1. La visione strategica dell'UE per i giovani

I giovani dovrebbero poter esprimere al meglio il loro potenziale. Questa visione si applica a tutti i giovani, ma le azioni dovrebbero concentrarsi su quelli che hanno minori possibilità. Questa visione strategica si basa su un doppio approccio:

- investire nella gioventù : prevedere maggiori risorse per sviluppare i settori strategici che influiscono sulla vita quotidiana dei giovani e aumentano il loro benessere;

- conferire maggiori responsabilità ai giovani : valorizzare il loro potenziale per rinnovare la società e sostenere i valori e gli obiettivi dell'UE.

Grazie al sostegno delle attività dei giovani e delle strutture di aiuto ai giovani, si instaurerà una collaborazione più stretta tra le politiche relative ai giovani e altri settori strategici, come l'istruzione, l'occupazione, l'integrazione e la salute. Il metodo aperto di coordinamento rinnovato nel settore della gioventù incoraggerà l'elaborazione concertata delle politiche concentrando l'attenzione specificamente su altri processi di coordinamento strategico e dando ai giovani l'occasione di far sentire la loro voce. Il contributo dell'UE consisterà nell'aiutare gli Stati membri, che sono responsabili delle politiche della gioventù, a cooperare in modo più efficace.

4.2. Una strategia di lungo periodo per la gioventù in grado di definire priorità a breve termine

Per quanto riguarda i dati attuali sulla situazione dei giovani[9], la Commissione propone una nuova strategia che si articola attorno a tre obiettivi generali e interconnessi collegati a quelli dell'Agenda sociale rinnovata:

- creare più opportunità per i giovani nei settori dell'istruzione e dell'occupazione

- migliorare il loro inserimento sociale e la loro piena partecipazione alla vita della società

- sviluppare la solidarietà tra la società e i giovani.

Per ciascun obiettivo, sono proposti due o tre "campi di azione" e sono fissate priorità per i primi tre anni (2010-2012). Per ciascun campo d'azione, viene proposto un elenco di azioni specifiche che possono essere intraprese dagli Stati membri e/o dalla Commissione. Le sfide e le opportunità che possono essere colte dai giovani saranno regolarmente valutate e classificate per ordine di priorità ogni tre anni per garantire un approccio flessibile e fare in modo che i campi d'intervento riflettano sempre le mutevoli esigenze delle nuove generazioni. Potranno essere anche realizzati adeguamenti quando sia stato deciso il seguito da dare alla strategia europea per la crescita e l'occupazione dopo il 2010.

4.2.1. Creare più opportunità per i giovani

Campo d'azione 1 – Istruzione

Quasi l'80 % dei giovani dai 20 ai 24 anni in Europa hanno terminato il secondo ciclo dell'istruzione secondaria. Tuttavia, un quarto dei giovani di 15 anni ha scarse capacità di lettura[10] e 6 milioni di giovani abbandonano la scuola senza alcun certificato. L'aumento della mobilità fa dell'UE uno spazio aperto nel quale i giovani possono sviluppare i loro talenti e le loro capacità[11], ma questa mobilità rimane limitata.

La Commissione europea ha proposto un nuovo metodo aperto di coordinamento rinnovato (MAC) nel settore dell'istruzione[12] al fine di raccogliere le seguenti sfide strategiche di lungo periodo: Istruzione e formazione permanenti e mobilità, Qualità ed efficacia della formazione, Equità della cittadinanza, Innovazione e creatività, e infine un nuovo approccio volto ad allineare le competenze per il 21° secolo sui bisogni del mercato del lavoro[13]. Se il rafforzamento dell'istruzione formale è una priorità, le competenze possono essere acquisite anche al di fuori delle classi grazie a strutture di assistenza alla gioventù e all'utilizzazione delle nuove tecnologie.

Obiettivo

Ad integrazione dell'istruzione formale, incoraggiare l'istruzione non formale per i giovani, in modo che essa contribuisca all'istruzione e alla formazione permanenti in Europa, integrandola sempre più nell'istruzione formale.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- sviluppare le possibilità di apprendimento non formale come uno strumento tra gli altri per lottare contro l'abbandono scolastico precoce

- sfruttare pienamente l'insieme di strumenti disponibili a livello dell'UE per la validazione delle competenze e il riconoscimento delle qualifiche[14]

- promuovere la mobilità di tutti i giovani nel quadro delle loro attività di apprendimento

- incoraggiare la cooperazione tra i responsabili dell'elaborazione delle politiche dell'istruzione e della gioventù

- lottare contro gli stereotipi collegati al sesso mediante sistemi di istruzione formale e non formale

- mettere a disposizione dei giovani servizi di orientamento e di consulenza di qualità

- sviluppare le strutture partecipative nell'ambito del sistema educativo e la cooperazione tra le scuole, le famiglie e le comunità locali

La Commissione svilupperà ulteriormente la funzione di autovalutazione dell'Europass, in particolare per le competenze acquisite in un contesto non formale, e fornirà certificati come lo Youthpass ("passaporto gioventù")

Campo d'azione 2 – Occupazione

I periodi di transizione dei giovani tra la fine della loro formazione e l'inizio della vita attiva sono diventati molto più lunghi e complessi di un tempo. La disoccupazione dei giovani è in media almeno doppia rispetto all'insieme della manodopera. L'attuale crisi economica riduce ulteriormente le possibilità dei giovani sul mercato del lavoro. Essi occupano spesso posti di lavoro temporanei, di bassa qualità e mal retribuiti. Orbene, la disoccupazione dei giovani risulta spesso da una mancanza di competenze o dall'inadeguatezza di tali competenze. È pertanto necessario creare sistemi di orientamento di e consulenza sui percorsi di qualificazione e sugli sbocchi professionali futuri.

L'accesso al mercato del lavoro e la qualità dell'occupazione costituiscono priorità fondamentali della Strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione e del patto europeo per la gioventù. Questa tendenza deve essere mantenuta. Considerando le ripercussioni della crisi finanziaria ed economica sui mercati del lavoro è ancora più urgente un'azione a favore dell'occupazione dei giovani, sia a breve che a lungo termine. La libera circolazione dei lavoratori, che riveste particolare importanza per i giovani all'inizio della carriera, è uno dei pilastri del mercato unico.

Obiettivi

Coordinare l'azione strategica per l'occupazione realizzata negli Stati membri e a livello dell'UE per quanto riguarda le quattro componenti della flessicurezza, al fine di agevolare la transizione tra la scuola, l'inattività o la disoccupazione, da una parte, e l'occupazione, dall'altro; dare la possibilità ai giovani che hanno trovato un lavoro di effettuare transizioni verso livelli superiori.

Investire maggiormente e meglio nella formazione dei giovani al fine di dotarli delle competenze richieste sul mercato del lavoro; a breve termine, garantire un migliore equilibrio tra le competenze offerte e le esigenze del mercato del lavoro e, a lungo termine, prevedere meglio le competenze necessarie.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- vigilare affinché l'occupazione dei giovani rimanga una priorità

- incoraggiare per i giovani le aperture professionali e di formazione professionale al di là delle frontiere nazionali, compresa la precoce familiarizzazione dei giovani con il mondo del lavoro

- sviluppare strutture di assistenza alla gioventù come uno strumento per sostenere l'impiegabilità dei giovani

- incoraggiare la cooperazione tra i responsabili dell'elaborazione delle politiche dell'occupazione e della gioventù, oltre al coinvolgimento dei giovani nella politica dell'occupazione

- vigilare affinché i fondi comunitari messi a disposizione per sostenere l'occupazione dei giovani, in particolare i fondi che provengono dal Fondo sociale europeo, siano utilizzati in modo efficace

- definire misure immediate nei piani di rilancio per sostenere l'occupazione dei giovani, oltre alle misure strutturali a favore della gioventù

- sviluppare i servizi d'orientamento di carriera e di consulenza

- eliminare gli ostacoli alla libera circolazione dei lavoratori in tutta l'UE

- promuovere i tirocini di qualità nei programmi di istruzione e di formazione e/o i programmi per l'occupazione

- migliorare le strutture di custodia dei bambini al fine di aiutare a conciliare la vita professionale e la vita privata dei giovani adulti

Campo d'azione 3 – Creatività e imprenditorialità

La tecnologia offre alla "generazione Internet" nuove possibilità di apprendimento, di creazione e di partecipazione, ma lancia anche alcune sfide dal punto di vista della protezione della vita privata, della sicurezza di Internet e dell'educazione ai mezzi di comunicazione.

L'incoraggiamento dei giovani all'imprenditorialità e all'innovazione fa parte del programma quadro per l'Innovazione e la competitività 2007-2013 nonché del quadro di riferimento europeo per le competenze fondamentali – che comprende la cultura. La creatività e l'innovazione sono anche i temi dell'Anno europeo 2009 e una delle sfide strategiche identificate nel nuovo metodo aperto di coordinamento del settore dell'istruzione e della formazione.

Occorre incoraggiare i giovani a pensare e agire in modo innovativo e riconoscere i giovani talenti. La cultura stimola la creatività e la formazione all'imprenditorialità dovrebbe essere percepita come un mezzo per sostenere la crescita economica e la creazione di nuovi posti di lavoro e come una fonte di competenze, di partecipazione civica, di autonomia e di fiducia in sé stessi.

Obiettivo

Lo sviluppo dei talenti, la creatività, lo spirito imprenditoriale e le varie espressioni culturali dei giovani dovrebbero essere incoraggiati in tutti i giovani

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- sviluppare i fondi di assistenza all'avvio di imprese e incoraggiare il riconoscimento delle imprese create dagli studenti

- facilitare l'accesso alle nuove tecnologie in modo da dare ai giovani talenti la possibilità di esprimersi e di risvegliare l'interesse per le arti e le scienze

- incoraggiare le strutture di assistenza alla gioventù a svolgere un ruolo nello sviluppo della creatività e dello spirito di iniziativa dei giovani

- ampliare l'accesso agli strumenti creativi, in particolare quelli che implicano l'utilizzazione di nuove tecnologie

4.2.2. Migliorare l'accesso e la piena partecipazione dei giovani alla vita della società

Campo d'azione 4 – Salute e sport

La strategia europea in materia di salute (2008-2013) fa della salute dei bambini e dei giovani una priorità, come ha confermato una risoluzione del Consiglio[15]. La salute di molti giovani è minacciata dallo stress, dai regimi alimentari poco equilibrati, dalla mancanza di esercizio fisico, dai rapporti sessuali non protetti, dal tabacco, dall'alcol e dalla droga. Anche fattori ambientali e socioeconomici più generali possono comportare problemi di salute, che possono a loro volta impedire ai giovani di svolgere un ruolo attivo nella società. La specificità dei giovani deve quindi essere presa in considerazione in modo trasversale nelle questioni relative alla salute. Oltre a migliorare la condizione fisica e psichica dei giovani, lo sport possiede una dimensione educativa e svolge un ruolo sociale importante[16].

Obiettivo

Incoraggiare un modo di vita sano nei giovani, promuovere l'educazione fisica, le attività sportive e la collaborazione tra il personale di inquadramento dei giovani/animatori socioeducativi, i professionisti della salute e le organizzazioni sportive, in particolare al fine di prevenire e di trattare l'obesità, le lesioni, le dipendenze, il consumo abusivo di sostanze nocive, preservando la salute mentale e sessuale dei giovani.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- attuare la risoluzione del Consiglio relativa alla salute e al benessere dei giovani e incoraggiare la buona condizione fisica e lo sport, seguendo le linee d'azione raccomandate dall'UE in materia di attività fisica[17]

- promuovere le opportunità di formazione sulle questioni di salute per il personale di inquadramento dei giovani e gli animatori di gruppi di giovani

- incoraggiare la cooperazione tra responsabili dell'elaborazione delle politiche in materia di salute e della gioventù nonché coinvolgimento dei giovani nella politica della salute

- mobilitare tutte le parti interessate a livello locale per individuare e aiutare i giovani a rischio

- sviluppare informazioni sulla salute che rispondano alle esigenze particolari dei giovani, in particolare quelli esposti al rischio di esclusione sociale, e mobilitare le reti di informazione dei giovani

- incoraggiare l'educazione alla salute tra pari nella scuola e nelle organizzazioni giovanili

Campo d'azione 5 – Partecipazione

La piena partecipazione dei giovani alla vita civile e politica è un tema sempre più importante tenuto conto della distanza esistente tra i giovani e le istituzioni. L'attuazione degli obiettivi comuni di partecipazione e di informazione attualmente definiti mostra che possono essere ancora compiuti progressi, soprattutto per quanto riguarda il sostegno alle organizzazioni giovanili, la partecipazione alla democrazia rappresentativa o l'apprendimento della partecipazione. Coloro che elaborano le politiche devono sforzarsi di comunicare in modo tale da coinvolgere i giovani – anche sulle questioni civiche e europee – in particolare al fine di richiamare l'attenzione dei giovani che non appartengono ad alcuna organizzazione e quelli degli ambienti meno favoriti.

Obiettivo

Garantire la piena partecipazione dei giovani alla società rafforzando la loro partecipazione alla vita civica delle comunità locali e alla democrazia rappresentativa, sostenendo le organizzazioni della gioventù oltre alle varie forme di apprendimento della partecipazione, incoraggiando la partecipazione dei giovani che non appartengono ad alcuna organizzazione e garantendo servizi di informazione di qualità.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- stabilire criteri di qualità in materia di partecipazione, di informazione e di consultazione dei giovani

- sostenere ulteriormente le organizzazioni della gioventù sul piano politico e finanziario, oltre ai consigli nazionali e locali della gioventù

- promuovere la democrazia on-line al fine di raggiungere un numero sempre maggiore di giovani che non appartengono ad alcuna organizzazione

- moltiplicare le organizzazioni di discussione tra le istituzioni europee o nazionali e i giovani

La Commissione ristrutturerà il Portale europeo della gioventù e incoraggerà le attività dirette ai giovani

4.2.3. Sviluppare la solidarietà tra Società e giovani

Campo d'azione 6 – Integrazione sociale

La società deve essere solidale con i giovani, in particolare i giovani meno favoriti. Un quinto dei giovani tra i 16 e i 24 anni erano minacciati dalla povertà nel 2006. L'esclusione può derivare dalla disoccupazione, da una disabilità, da alcuni atteggiamenti comunitari o individuali nei confronti delle migrazioni, dalla discriminazione, da un problema di salute fisica e/o mentale, dalla tossicodipendenza, da pratiche di abuso, di violenza familiare o da precedenti criminali. Può inoltre comportare una radicalizzazione e condurre alla violenza.

Interrompere la trasmissione intergenerazionale della povertà e dell'esclusione fa parte delle priorità dell'agenda politica del metodo aperto di coordinamento in materia sociale[18]. Il problema della povertà e dell'esclusione sociale nei giovani è affrontato da molte politiche e richiede un'azione integrata. In questo contesto, le politiche dell'infanzia, della famiglia e della gioventù sono strettamente collegate e la presente comunicazione è del resto complementare alla comunicazione della Commissione intitolata "Verso una strategia dell'UE sui diritti dei minori"[19].

Obiettivo

Prevenire la povertà e l'esclusione sociale tra i gruppi di giovani meno favoriti e interrompere la trasmissione intergenerazionale grazie alla mobilitazione di tutti coloro che intervengono nella vita dei giovani (genitori, insegnanti, lavoratori sociali, professionisti della sanità, responsabili dell'inquadramento dei giovani, i giovani stessi, la polizia, la giustizia, gli imprenditori, ecc.)

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- affrontare i problemi degli adolescenti e dei giovani adulti, in particolare quelli che hanno minori possibilità, nel contesto delle politiche di protezione e di integrazione sociale

- ottimizzare l'utilizzazione dei fondi europei e dei programmi sperimentali destinati a sostenere l'integrazione sociale dei giovani

- sfruttare pienamente le possibilità offerte dalle strutture di assistenza ai giovani e dalle comunità di giovani per agevolare l'integrazione

- sensibilizzare tutti i giovani alla dimensione interculturale e rafforzare le competenze interculturali nei giovani

- incoraggiare il coinvolgimento dei giovani nella politica d'integrazione sociale e nella cooperazione tra decisori politici

- riconoscere gli ostacoli superati dai giovani meno favoriti attribuendo ad esempio premi specifici

- affrontare il problema dei senzatetto, degli alloggi in generale e dell'esclusione finanziaria

- agevolare l'accesso a servizi di qualità – ad es. i trasporti, l'integrazione digitale, la salute e i servizi sociali

- promuovere strutture d'assistenza specifiche per le giovani famiglie

Campo d'azione 7 – Volontariato

È importante che i giovani diano prova di solidarietà verso la società attraverso il volontariato questo approccio contribuisce anche al loro sviluppo personale, alla mobilità nel settore dell'istruzione e della formazione, alla competitività, alla coesione sociale e alla cittadinanza. Inoltre, il volontariato dei giovani contribuisce in modo significativo alla solidarietà intergenerazionale. Nella sua recente raccomandazione, il Consiglio ha invitato ad eliminare gli ostacoli alla mobilità transnazionale dei giovani volontari[20].

Obiettivo

Incoraggiare il volontariato dei giovani sviluppando le possibilità di volontariato, agevolando le attività di volontariato, eliminando gli ostacoli che esse incontrano, sensibilizzando i giovani al valore di tali attività, riconoscendo il volontariato come una forma importante di educazione non formale e rafforzando la mobilità transnazionale dei giovani volontari

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- migliorare il riconoscimento delle competenze attraverso l'utilizzazione dell'Europass e dello Youthpass ("passaporto gioventù")

- riconoscere il contributo delle organizzazioni dei giovani e delle forme non strutturate di volontariato

- riflettere al modo migliore per proteggere i diritti dei volontari e garantire la qualità del volontariato; associare i giovani e le loro organizzazioni a queste riflessioni in occasione di un Anno europeo del volontariato (2011)

- elaborare strategie nazionali in materia di mobilità transnazionale dei giovani volontari

- elaborare strategie nazionali per promuovere la solidarietà intergenerazionale attraverso il volontariato

Campo d'azione 8 – I giovani e il mondo

I giovani europei sono molto sensibili alle sfide planetarie, come la violazione dei diritti fondamentali, le disparità economiche e il degrado dell'ambiente. Essi vogliono dimostrare la loro solidarietà con il resto del mondo lottando contro le discriminazioni, aiutando gli altri e preservando il loro ambiente.

Obiettivo

Far partecipare i giovani all'elaborazione delle politiche mondiali a tutti i livelli (locale, nazionale e internazionale) basandosi sulle reti di giovani e sugli strumenti esistenti (ad es., il dialogo strutturato) e affrontando il tema del cambiamento climatico e gli obiettivi del Millennio per lo sviluppo definiti dalle Nazioni Unite.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- incoraggiare i giovani a modi di consumo e di produzione più ecologici (riciclaggio, economia energetica, veicoli ibridi, ecc.)

- promuovere l'imprenditorialità e il volontariato in un contesto extra europeo

- sostenere lo sviluppo di strutture di animazione socioeducativa in altri continenti

- sensibilizzare i giovani ai diritti fondamentali e alle questioni dello sviluppo su scala mondiale

4.3. Un nuovo ruolo per l'animazione socioeducativa

L'animazione socioeducativa[21] è una forma di educazione extrascolastica organizzata da professionisti o da "animatori socioeducativi" volontari nell'ambito di organizzazioni della gioventù, di municipi, di centri della gioventù, di chiese, ecc. e che contribuisce allo sviluppo dei giovani. Col sostegno delle famiglie e di altri professionisti, può aiutare a lottare contro la disoccupazione, l'insuccesso scolastico, l'esclusione sociale e servire al tempo stesso come attività per il tempo libero. Può inoltre sviluppare le competenze dei giovani e agevolare la transizione tra l'adolescenza e l'età adulta. L'animazione socioeducativa si organizza secondo modalità "non formali", ma deve tuttavia professionalizzarsi ulteriormente. Questo tipo di attività contribuisce a tutti i campi d'intervento e agli obiettivi che sono stati definiti in questo contesto.

Obiettivo

Sostenere, riconoscere l'apporto economico e sociale e professionalizzare l'animazione socioeducativa.

Azioni che devono essere realizzate dagli Stati membri e dalla Commissione, nei rispettivi ambiti di competenza

- dotare gli animatori socioeducativi di competenze professionali e promuovere la loro validazione mediante strumenti europei adeguati (Europass, EQF, ECVET)

- sostenere l'animazione socioeducativa, tra l'altro attraverso i Fondi strutturali

- favorire la mobilità degli animatori socioeducativi, conformemente al trattato CE

- sviluppare servizi, pedagogie e prassi innovative in materia di animazione socioeducativa.

La Commissione approfondirà la sua analisi sugli effetti economici e sociali dell'animazione socioeducativa.

5. UN NUOVO QUADRO DI COOPERAZIONE INTEGRATO PER LA VISIONE STRATEGICA DELLA COMMISSIONE

5.1. Un approccio trasversale

Le molteplici questioni che riguardano i giovani esigono strategie trasversali ai livelli europeo e nazionale. La politica della gioventù non può progredire senza un efficace coordinamento con altri settori. Dal canto loro, le politiche a favore della gioventù possono avere un impatto positivo in altri settori strategici, come l'infanzia e la famiglia, l'istruzione, l'uguaglianza tra i sessi, l'occupazione, l'alloggio e le cure sanitarie.

Gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione un'elaborazione trasversale delle politiche a livello nazionale. Sarebbe inoltre opportuno rafforzare la cooperazione trasversale con le parti interessate locali e regionali, che svolgono un ruolo decisivo per l'applicazione della strategia a favore della gioventù. Il Consiglio potrebbe prevedere di instaurare una cooperazione tra varie formazioni del Consiglio, mentre la Commissione rafforzerà il suo coordinamento interno grazie ai gruppi interservizi. Si farà in modo tuttavia di evitare la ripetizione inutile dei meccanismi esistenti. Occorrerebbe infine disporre di una migliore base di conoscenze e diffondere efficacemente le buone prassi.

5.2. Il dialogo con i giovani

Il dialogo strutturato accompagna l'attuazione della strategia e costituisce uno spazio comune di riflessione sulle sue priorità. Nel quadro delle loro politiche a favore della gioventù, gli Stati membri sono invitati a mantenere un dialogo permanente con i giovani. Con la cooperazione delle rappresentanze della Commissione, questo dialogo potrebbe vertere anche su temi comunitari.

Nel 2010, un gruppo di lavoro che riunisce gli Stati membri e il Forum europeo della gioventù sarà creato per fare il punto sul dialogo strutturato (mobilitazione dei consigli locali, regionali e nazionali della gioventù, partecipazione dei giovani che non appartengono ad alcuna organizzazione, ruolo degli eventi organizzati dall'UE, misure di controllo, ecc.). Le parti sociali e i nuovi protagonisti della politica della gioventù (come l'industria, le fondazioni, le associazioni di volontariato e i mezzi di comunicazione per la gioventù) saranno coinvolti per quanto necessario.

È previsto di organizzare ogni anno un ciclo di dialogo strutturato con la gioventù. I temi del prossimo periodo saranno decisi in collaborazione con i partecipanti al dialogo. Potrebbe trattarsi:

- dell'occupazione dei giovani (2010)

- dei giovani nel mondo (2011)

5.3. L'apprendimento tra pari per una migliore elaborazione della politiche

Vengono proposte due forme di apprendimento tra pari tra i vari Stati membri: seminari di alto livello, quando la cooperazione politica è essenziale, i gruppi specializzati, quando risulta necessaria una competenza tecnica. Le parti interessate dovrebbero essere associate a queste strategie di apprendimento tra pari.

Proposte per il prossimo periodo:

- seminario di alto livello sulla cooperazione intersettoriale (2010)

- gruppo specializzato sull'animazione socioeducativa (2011)

- seminario di alto livello sul volontariato dei giovani (2011)

- gruppo specializzato sulla salute dei giovani (2012)

- seminario di alto livello sulla creatività (2012)

5.4. Attuazione

Gli Stati membri rappresentano il motore dell'attuazione di questa nuova strategia. L'approccio trasversale e il rafforzamento degli strumenti del metodo aperto di coordinamento dovrebbero essere di grande utilità. Dovrebbero essere organizzate riunioni preliminari a livello nazionale con le parti interessate e gli altri ministeri per determinare le priorità. Anche le autorità regionali e locali dovrebbero essere mobilitate. Il coordinamento e la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo politico riveste un'importanza capitale.

Le riunioni dei direttori responsabili per la gioventù dovrebbero svolgere un ruolo essenziale nell'applicazione del nuovo quadro di cooperazione.

5.5. Elaborazione delle politiche sulla base di fatti concreti

Una politica efficace deve basarsi su una corretta conoscenza della situazione. Gli attuali strumenti (come ad esempio i dati Eurostat, le relazioni nazionali, il Centro europeo di conoscenze sulle politiche della gioventù (EKCYP), o il programma quadro di ricerca dell'UE) costituiscono una prima fonte di informazioni, così come la relazione triennale sulla gioventù in Europa. Esiste d'altro canto un bisogno comune di condividere i risultati della ricerca e di collegare in rete i ricercatori europei. La Commissione propone:

- di consolidare l'EKCYP completando i profili nazionali;

- di rivedere le tendenze attuali in materia di priorità attraverso la rete Eurydice;

- di elaborare un quadro operativo degli indicatori e dei criteri di riferimento esistenti riguardanti i giovani e l'istruzione, l'occupazione, l'integrazione e la salute;

- di creare un gruppo di lavoro al fine di discutere "descrittori" (indicatori di tipo semplice) per le priorità relative alla partecipazione, al volontariato, alla creatività e alla gioventù nel mondo, nonché per i giovani che hanno abbandonato la scuola, che sono senza lavoro o che non seguono una formazione;

- avviare studi su:

- i "Baby Bonds" – l'utilizzazione dei fondi detenuti in forma fiduciaria al fine di sostenere più tardi l'autonomia dei giovani beneficiari (2010)

- gli effetti sociali ed economici dell'animazione socioeducativa (2011)

- la partecipazione on-line dei giovani e la società dell'informazione (2012)

- organizzare regolarmente Eurobarometri concernenti i giovani;

- incoraggiare l'utilizzazione del programma quadro di ricerca dell'UE per la ricerca concernente i giovani e le misure di controllo.

5.6. Procedura semplificata di elaborazione delle relazioni

Ogni tre anni, sarà presentata una relazione congiunta del Consiglio e della Commissione sull'attuazione delle priorità sopraindicate. Tale relazione si baserà sulle analoghe relazioni elaborate dagli Stati membri e sarà accompagnata da "La gioventù in cifre", un panorama generale della situazione dei giovani nell'UE proposto dagli Stati membri e dalle organizzazioni della gioventù. La Commissione raccomanda che le relazioni nazionali siano pubblicate.

5.7. Mobilitazione dei programmi e Fondo dell'UE

Il programma Gioventù in azione sostiene la politica della gioventù e le sue priorità, in particolare la mobilità transnazionale, il volontariato, la partecipazione, l'animazione socioeducativa e la cooperazione politica (attraverso l'apprendimento tra pari, il dialogo strutturato, gli studi, le inchieste Eurobarometro e gli strumenti per il miglioramento delle conoscenze). Altri programmi e fondi come Cultura, il programma per l'istruzione e la formazione permanenti, PROGRESS, MEDIA, Erasmus giovani imprenditori, il programma quadro per la Competitività e l'innovazione offrono anche molte possibilità a tutti i giovani e sarebbe opportuno farli conoscere meglio.

5.8. Cooperazione con le altre Istituzioni comunitarie e le organizzazioni internazionali

Il Parlamento europeo contribuisce regolarmente alla politica della gioventù. La Commissione invita il Parlamento a reagire alla presente comunicazione e intende mantenerlo informato sulla sua attuazione. La Commissione ha inoltre l'intenzione di collaborare con il Comitato economico e sociale e il Comitato delle Regioni nei rispettivi settori d'intervento.

Proseguirà la sua cooperazione con il Consiglio d'Europa su temi d'interesse comune, come la partecipazione dei giovani, l'animazione socioeducativa e una migliore conoscenza dei giovani.

[1] Vale a dire, in linea generale, gli adolescenti e i giovani adulti dai 13 ai 30 anni. Per ragioni statistiche, il testo non si riferisce sempre alla stessa fascia di età.

[2] COM (2008) 412

[3] Fonte: Eurostat

[4] COM (2009) 34

[5] Si veda l'analisi d'impatto che accompagna il presente documento, nonché le relazioni relative alla consultazione.

[6] COM (2001) 681

[7] Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo del marzo 2005 (7619/05)

[8] COM (2007) 498

[9] Relazione europea sulla Gioventù 2009

[10] COM (2008) 425

[11] Ad esempio grazie ai programmi Erasmus e Gioventù in azione

[12] COM (2008) 865

[13] COM (2008) 868

[14] La prima è garantita da strumenti come l'Europass, il CEC o l'ECVET e la seconda dalla direttiva 2005/36/CE.

[15] 2008/C 319

[16] COM (2007) 391

[17] Azioni politiche raccomandate nel quadro del sostegno di un'attività fisica favorevole alla salute, 2008

[18] COM (2008) 418 - COM (2005) 706

[19] COM (2006) 367

[20] 2008/C 319

[21] Il termine comunemente utilizzato per le attività di inquadramento dei giovani – "istruttori socioeducativi" - è il termine legale per "animatori di attività socioeducative" utilizzato nell'articolo 149, paragrafo 2, del trattato.