52009DC0178

Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea - L'introduzione dell'euro in Slovacchia /* COM/2009/0178 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 20.4.2009

COM(2009) 178 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO, AL COMITATO DELLE REGIONI E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA

L'introduzione dell'euro in Slovacchia

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO, AL COMITATO DELLE REGIONI E ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA

L'introduzione dell'euro in Slovacchia

INTRODUZIONE

Sulla base della decisione del Consiglio dell'8 luglio 2008, che ha sancito che la Slovacchia soddisfaceva le condizioni necessarie per l'adozione dell'euro, dal 1° gennaio 2009, data del decimo anniversario dell'euro, l'area dell'euro conta ormai 16 membri.

La Slovacchia ha scelto il cosiddetto scenario "big bang", ossia senza periodo transitorio. Come in Slovenia, il periodo di doppia circolazione, durante il quale i pagamenti sono stati accettati sia euro che in corone slovacche, è durato due settimane. Il successo del passaggio all'euro ha confermato che se meticolosamente preparato, un breve periodo di doppia circolazione può essere sufficiente, anche per un paese con un ingente volume di contante in circolazione. La stragrande maggioranza dei cittadini slovacchi (91%) ritiene che l'introduzione dell'euro si sia svolta senza problemi e in maniera efficiente.

La presente comunicazione tratta i principali aspetti del passaggio all'euro, in particolare l'introduzione del contante in euro (sezione 2), le misure adottate per fugare i timori dei cittadini su eventuali aumenti di prezzo (sezione 3), l'evoluzione dei prezzi nel periodo del passaggio all'euro (sezione 4), la campagna di informazione e il parere dei cittadini sulla gestione del passaggio all'euro (sezione 5). Se pertinenti, vengono formulate conclusioni che potranno essere utili per i futuri passaggi all'euro.

L'INTRODUZIONE DEL CONTANTE

L'introduzione del contante in euro costituisce probabilmente l'aspetto più visibile del passaggio alla moneta unica, poiché riguarda praticamente tutti gli istituti finanziari, le imprese e i cittadini. L'efficiente gestione dell'operazione dipende da un approvvigionamento adeguato di contante in euro a tutte le parti interessate e dalla preparazione delle banche e delle imprese ad un notevole carico di lavoro supplementare.

Preparativi per l'introduzione del contante

Per sostituire le corone slovacche in circolazione e gli stock di contante della Banca nazionale slovacca, sono state prese in prestito circa 188 milioni di banconote in euro dalla Banca nazionale austriaca, e la zecca slovacca di Kremnica ha coniato 500 milioni di monete in euro . La Slovacchia è stato il primo dei nuovi Stati membri aderenti all'euro a coniare le monete in euro nei suoi impianti di produzione.

La Banca nazionale slovacca ha cominciato la prealimentazione in monete in euro delle 16 banche commerciali che lavorano con il contante il 6 settembre 2008 ed un mese più tardi in banconote. Scorte della polizia nazionale hanno sistematicamente garantito la sicurezza di tutti i trasporti di contante in euro.

La subprealimentazione di contante in euro alle imprese è cominciata alla fine del mese di ottobre 2008. Circa 14 000 imprese hanno firmato un contratto di subprealimentazione con una banca e hanno ricevuto quasi il 24% del valore delle banconote prealimentate e il 68% del valore delle monete prealimentate. In totale, prima del giorno dell'introduzione dell'euro è stato distribuito alle imprese il 27,8% del valore del contante prealimentato. In Slovenia la subprealimentazione aveva riguardato soltanto il 2,4% del valore del contate prealimentato, mentre sia a Cipro che a Malta aveva riguardato unicamente l'1% circa.

Le banche slovacche non hanno utilizzato le nuove norme semplificate della BCE per la subprealimentazione, adottate nel giugno 2008[1]. Secondo la Banca nazionale slovacca e le banche commerciali, il nuovo indirizzo è arrivato troppo tardi per essere utilizzato in Slovacchia, dato che un gran numero di contratti di superalimentazione erano già stati conclusi nel maggio 2008. Se si fossero modificate le norme in corso d'opera, le imprese si sarebbero venute a trovare in condizioni di non parità e ciò avrebbe richiesto modifiche sostanziali dei piani di distribuzione del contante.

Tutto lo stock di 1 320 000 kit di monete ( minikits ), di un valore unitario di 500 corone slovacche (circa 16,60 euro), ordinato dalla Banca nazionale slovacca, è stato venduto alle imprese e al grande pubblico tra il 1° e il 31 dicembre 2008. Sulla base dell'esperienza precedente, la Commissione aveva raccomandato di prevedere circa un minikit per nucleo familiare. Poiché la Slovacchia conta circa 2 milioni di famiglie e visto che non era stato previsto un kit speciale di monete in euro per i dettaglianti, nella settima e nell'ottava relazione sui preparativi pratici per il futuro allargamento dell'area dell'euro la Commissione aveva segnalato che il numero di minikits ordinati dalla Banca nazionale slovacca avrebbe potuto non essere sufficiente. Poiché molte succursali delle banche commerciali e gli uffici postali hanno esaurito i loro stock di minikits fin dai primi giorni (l'81% dei minikits è stato venduto già entro il 5 dicembre), la Banca nazionale slovacca ha raccomandato di limitare le vendite ad un massimo di 10 minikits per persona. Un certo numero di imprese hanno acquistato kit di monete per procurarsi contanti in euro per rendere il resto, mentre alcune imprese e alcuni organismi amministrativi li hanno utilizzati come regali di Natale o come premi di fine anno. Poiché questi ultimi non avevano preventivamente comunicato le loro intenzioni alla Banca nazionale slovacca, molti distributori hanno rapidamente esaurito i loro stock di minikits. Secondo un'indagine della Commissione, il 25% dei cittadini dichiara di non aver acquistato il minikit perché non più disponibili[2].

Per consentire il cambio del contante tesaurizzato per un periodo più lungo, alcune banche commerciali hanno offerto la possibilità di cambiare gratuitamente in euro il contante in corone slovacche al tasso di conversione ufficiale durante le ultime settimane del 2008. Molte banche hanno anche proposto prodotti specifici per attirare nuovi clienti o indurre la clientela a depositare il contante custodito in casa su un conto bancario.

Secondo un sondaggio effettuato dalla Commissione tre giorni prima dell'introduzione dell'euro[3], una percentuale elevata di cittadini slovacchi era già in possesso di contante in euro: il 60% possedeva monete in euro – principalmente grazie ai minikits (53%) e a viaggi all'estero (42%) – e il 49% possedeva banconote – soprattutto a seguito di un viaggio all'estero (56%) o del cambio presso una banca slovacca (39%).

Le operazioni di prealimentazione e di subprealimentazione sono state bene organizzate. Il valore del contante fornito alle imprese prima del passaggio è risultato nettamente superiore che nei precedenti ultimi tre passaggi all'euro. L'elevata domanda di minikits di monete in euro in Slovacchia ha confermato che i cittadini sono attratti dalle prime monete in euro con la faccia nazionale del loro paese, anche quando possiedono già monete in euro coniate da altri paesi. È importante preparare un numero sufficiente di minikits per tutti i cittadini, affinché possano familiarizzarsi con la nuova moneta prima della sua introduzione. Poiché le imprese hanno bisogno di monete in euro per restituire il resto fin dal primo giorno, i minikits destinati specificamente ai dettaglianti dovrebbero sistematicamente essere previsti per rispondere alle loro necessità. In fase di pianificazione dei volumi di produzione occorrerebbe altresì tener conto della richiesta delle imprese e di altri soggetti che utilizzano i kit di monete come regali. Per agevolare l'accesso delle piccole imprese al contante in euro, da oggi in poi dovrebbe essere applicato il nuovo indirizzo semplificato della BCE per la subprealimentazione. |

Il periodo di doppia circolazione

Durante i 16 giorni del periodo di doppia circolazione (1-16 gennaio) la Banca nazionale slovacca e le banche commerciali sono rimaste aperte praticamente tutti i giorni per il cambio del contante (eccetto domenica 11 gennaio). Il numero di clienti recatisi presso le banche è rimasto relativamente basso fino a domenica 4 gennaio, ma la situazione è cambiata nettamente il 5 gennaio, dopo il rientro dalle vacanze: i cittadini hanno effettuato quasi 198 000 cambi o ritiri di contante agli sportelli bancari e hanno cambiato quasi 325 milioni di euro, ossia cento volte di più che il 5 gennaio 2008. Il 7 gennaio è stato il secondo giorno del periodo di doppia circolazione con il maggior numero di cambi (168 000) e il maggiore valore (261 milioni di euro).

Secondo le informazioni disponibili, le banche non hanno segnalato gravi problemi. I sistemi TIC di tutte le banche sono stati convertiti con successo fin dal 3 gennaio, ed una gamma completa di servizi bancari è stata messa a disposizione sin dal 5 gennaio. Grazie ai meticolosi preparativi, le banche hanno potuto gestire il maggior carico di lavoro, e nel complesso i tempi di attesa sono rimasti ragionevoli. Secondo un sondaggio della Commissione, solo una ridotta percentuale di persone recatesi presso le banche si è lamentata dei maggiori tempi di attesa. Il problema è stato più frequentemente menzionato dagli intervistati per il 5 gennaio, il che è normale trattandosi del giorno lavorativo di maggiore afflusso di tutto il periodo di doppia circolazione. Tra il 1° e il 16 gennaio i cittadini hanno effettuato 1 418 000 cambi e ritiri agli sportelli delle banche, ossia quattro volte di più che durante i primi 16 giorni dell'anno precedente, e hanno cambiato/ritirato circa 2 207 miliardi di euro, ossia 2,4 volte di più che durante il periodo compreso tra il 1° e il 16 gennaio 2008.

Rispetto agli altri paesi che hanno introdotto l'euro recentemente, la Slovacchia ha vissuto una situazione analoga a quella di Cipro: in entrambi i paesi l'8% dei cittadini ha avuto difficoltà al momento del cambio o del ritiro del contante agli sportelli delle banche. I maltesi hanno avuto ancora più difficoltà (13%, soprattutto lunghe file di attesa) mentre gli sloveni sono stati tra quelli che hanno avuto meno difficoltà (3%). I lavoratori autonomi hanno avuto più problemi nelle banche rispetto agli intervistati appartenenti ad altre categorie professionali[4].

Il 1° gennaio, appena dopo mezzanotte, la totalità dei circa 2200 distributori automatici di banconote ( ATM ) installati in Slovacchia ha distribuito unicamente banconote in euro (principalmente da 10 e 20 euro) e i 32 000 terminali POS hanno cominciato a funzionare in euro. Gli ATM sono stati messi a dura prova il 5 gennaio, quando i cittadini hanno effettuato 2,5 volte più ritiri in termine di valore (41 milioni di euro) che il 5 gennaio 2008.

L'utilizzo dell'euro per i pagamenti nei primi giorni ha progredito più lentamente che in occasione di precedenti passaggi all'euro. In Slovacchia il 45% degli acquirenti ha pagato in euro il 5 gennaio mentre lo stesso giorno in Slovenia si era avuta una percentuale del 78% (cfr. grafico 1). A Cipro e a Malta, dove i cittadini hanno potuto pagare con la vecchia moneta nazionale fino alla fine di gennaio, la quota dei pagamenti in euro ha superato il 70% il 4 gennaio. Il 7 gennaio, quando la maggior parte degli slovacchi è rientrata dalle vacanze, il passaggio all'euro si è accelerato, recuperando rispetto agli altri nuovi Stati membri che hanno adottato l'euro.

Grafico 1

Quota dell'euro nei pagamenti in contanti nei negozi

(% degli acquirenti)

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L'inizio più lento dell'utilizzo dell'euro in Slovacchia è dovuto probabilmente alla combinazione delle lunghe vacanze invernali (il 1° e il 6 gennaio erano giorni festivi) e del numero anormalmente elevato di dettaglianti che hanno restituito il resto in corone slovacche il 1° e il 2 gennaio (rispettivamente il 62% e 16%). A partire dal 3 gennaio il settore del commercio al dettaglio ha risposto agli appelli delle autorità slovacche e della Commissione di restituire il resto unicamente in euro: la percentuale delle operazioni in contanti per le quali il resto è stato restituito in corone slovacche è scesa al 3% il 5 gennaio, per avvicinarsi allo zero il 7 gennaio.

Il settore del commercio al dettaglio ha gestito bene il maggior carico di lavoro. Le banche e le autorità hanno incoraggiato i cittadini a utilizzare i 5,2 milioni di carte in loro possesso per i loro pagamenti in modo da ridurre il carico di lavoro del settore del commercio al dettaglio. Questi appelli non sono stati realmente ascoltati, e in media meno del 2,5% degli slovacchi ha dichiarato di avere effettuato i pagamenti con carta durante il periodo di doppia circolazione[5].

Nei negozi si sono constate poche file di attesa nei primi giorni di gennaio. La maggior parte dei dettaglianti non ha segnalato problemi collegati con l'approvvigionamento di contante e lo stoccaggio del contante in corone ritirato dalla circolazione. Alcuni negozi situati in zone rurali hanno avuto problemi con i pensionati che volevano spendere le banconote in euro di grosso taglio ricevute dall'ufficio postale per il pagamento della pensione. Dopo questi incidenti, le autorità slovacche e la Commissione hanno ricordato l'importanza di pagare le pensioni e gli stipendi con banconote in euro di piccolo taglio[6].

In occasione dei sondaggi effettuati dalla Commissione, le persone intervistate sul contenuto del loro portafoglio e del loro portamonete hanno confermato un passaggio all'euro più lento rispetto ai precedenti. I risultati illustrati al grafico 2 dimostrano che a 5 giorni di distanza dall'introduzione dell'euro circa il 56% degli slovacchi possedeva unicamente o principalmente banconote in euro, mentre circa il 63% possedeva unicamente o principalmente monete in euro. In Slovenia l'81% dei cittadini possedeva unicamente o principalmente banconote in euro, e l'88% possedeva unicamente o principalmente monete in euro il 5 gennaio. In Slovacchia, il passaggio ha registrato un'accelerazione a partire dal 7 gennaio. Un giorno prima della fine del periodo di doppia circolazione, il 97% degli slovacchi possedeva unicamente o principalmente banconote in euro, mentre il 98% possedeva unicamente o principalmente monete in euro.

Grafico 2

Cittadini che hanno unicamente o principalmente banconote in euro nel portafoglio

(% della popolazione di età superiore ai 15 anni)

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La maggioranza degli slovacchi (64%) intervistati nella seconda metà del mese di gennaio ha dichiarato che è stato molto facile o abbastanza facile riconoscere e manipolare le monete in euro. Una percentuale leggermente superiore di sloveni (69%) e di maltesi (75%) e una percentuale nettamente più elevata di ciprioti (81%) aveva espresso lo stesso parere alla fine del periodo di doppia circolazione. Come negli altri paesi, gli slovacchi si sono familiarizzati rapidamente con le banconote in euro: l'81% degli slovacchi ha affermato che era facile o molto facile utilizzarle, contro l'88% dei maltesi, il 91% degli sloveni e il 95% dei ciprioti[7]. Difficoltà nel manipolare la nuova moneta sono state più frequentemente avvertite dalle persone anziane.

Ritiro della vecchia moneta

Una notevole percentuale di contante in corone slovacche in circolazione è stata ritirata dalla circolazione prima del passaggio all'euro. Circa la metà del valore del contante in corone slovacche in circolazione a metà settembre 2008 (140 miliardi di corone) è stato ritirato prima del 31 dicembre 2008, mentre 77 miliardi di corone sono rimaste in circolazione. 30 miliardi di corone sono state ritirate dalla circolazione nei primi nove giorni del gennaio 2009, mentre altri 16 miliardi sono stati ritirati prima della fine del periodo di doppia circolazione. Alla fine del mese di gennaio 2009, circolavano ancora circa 16 miliardi di corone slovacche (il 20% del valore del contante in circolazione alla fine del 2008). Quasi il 94% del valore del contante in corone slovacche ancora in circolazione era costituito da banconote e il 6% soltanto da monete metalliche.

Durante i primi mesi del 2009 sono tornate alle banche ingenti quantitativi di monete in euro distribuite nel quadro della subprealimentazione: alcuni dettaglianti slovacchi avevano mal stimato le loro necessità e avevano ricevuto un quantitativo eccessivo in occasione della subprealimentazione. A seguito delle denunce di alcuni dettaglianti in merito a spese bancarie eccessive per la gestione del contante, il Parlamento slovacco ha deciso che le banche commerciali avrebbero dovuto accettare gratuitamente il contante in euro depositato su un conto bancario tra il 1° marzo e il 31 agosto 2009 (termine stimato necessario per il ritiro dalla circolazione dell'eccedenza di contante in euro).

Le banconote in corone slovacche possono essere cambiate gratuitamente in tutte le banche commerciali fino alla fine del 2009, mentre la Banca nazionale slovacca continuerà a cambiarle gratuitamente indefinitamente. Le monete in corone slovacche possono essere cambiate presso le banche commerciali fino al 30 giugno 2009 e presso la Banca nazionale slovacca fino alla fine del 2013.

L'introduzione dell'euro in Slovacchia è stata ben preparata e si è svolta senza problemi. Gli slovacchi sono riusciti a evitare molti dei problemi sorti in altri paesi in occasione dell'introduzione dell'euro (ad esempio le lunghe file di attesa nelle banche) traendo profitto dall'esperienza degli altri. Benché l'introduzione dell'euro in contante abbia avuto un inizio più lento che negli altri paesi che hanno scelto lo scenario del big bang, i risultati ottenuti sono nel complesso molto positivi. Per accelerare il passaggio all'euro e ridurre il carico di lavoro per i dettaglianti che si ritrovano a dover gestire le due valute in parallelo, il resto dovrebbe essere reso esclusivamente in euro fin dal 1° gennaio. Per i futuri passaggi all'euro, si potrebbe prevedere la possibilità di proibire l'utilizzo della vecchia moneta per restituire il resto (eccetto nei casi in cui sia materialmente impossibile utilizzare l'euro). Per evitare la mancanza di contante nei negozi, gli stipendi e le pensioni pagati in contante dovrebbero essere pagati principalmente con banconote di piccolo taglio. I dettaglianti dovrebbero prevedere accuratamente le loro necessità di contante in euro per il periodo del passaggio all'euro, e le banche dovrebbero adeguare la loro politica tariffaria in funzione delle circostanze eccezionali dovute al passaggio all'euro. |

IMPEDIRE LE PRATICHE ABUSIVE ED EVITARE UNA PERCEZIONE ERRONEA DELL'EVOLUZIONE DEI PREZZI DA PARTE DEI CITTADINI

Le autorità slovacche hanno adottato una serie di misure, che vanno dai sistemi volontari ad un controllo rigoroso dei prezzi, al fine di promuovere la stabilità dei prezzi e accrescere la fiducia dei consumatori nel periodo del passaggio all'euro.

Il logo del progetto di " codice etico ", che obbliga gli aderenti a rispettare le norme di conversione e a non abusarne a proprio profitto era affisso in circa 20 000 luoghi (negozi, punti vendita di fornitori di servizi, organismi amministrativi locali e regionali). I cittadini possono denunciare i comportamenti scorretti dei firmatari del codice presso l'ufficio del plenipotenziario del governo per l'euro, che avvia un'indagine. A metà febbraio, il plenipotenziario aveva ricevuto soltanto quattro denunce: tutte risultate ingiustificate. I firmatari che violano il codice possono perdere il diritto di utilizzare l'autoadesivo e rischiano di figurare sulla "lista nera" dell'associazione slovacca dei consumatori.

La doppia indicazione obbligatoria dei prezzi in corone slovacche e in euro è cominciata il 24 agosto 2008 e durerà fino al 1° gennaio 2010. L' ispettorato del commercio slovacco vigila attentamente sulla sua applicazione. Secondo un sondaggio della Commissione, nove slovacchi su dieci ritengono che la doppia indicazione dei prezzi sia utile. La maggioranza degli intervistati ha dichiarato che i due prezzi sono stati sempre correttamente indicati (53%), e il 31% ha ritenuto che i due prezzi sono stati correttamente indicati il più delle volte. Rispetto agli altri paesi che hanno adottato l'euro recentemente, gli slovacchi intervistati sono risultati tra i più soddisfatti della doppia indicazione[8].

L'ispettorato del commercio ha effettuato più di 25 000 controlli fino alla fine del mese di gennaio 2009. I risultati dei controlli sono andati chiaramente migliorando nel tempo. I problemi (omessa doppia indicazione o calcolo/arrotondamento errato di un prezzo in euro, resto reso in corone slovacche senza l'accordo esplicito del cliente durante il periodo di doppia circolazione) sono stati identificati più spesso nei negozi o nei punti vendita di fornitori di servizi con 5 lavoratori o meno. In occasione del secondo controllo, se constata che il problema non è stato corretto, l'ispettorato del commercio slovacco formula un avvertimento prima di avviare un procedimento di infrazione. In gennaio e febbraio 2009 ha avviato 14 procedimenti di infrazione e ha inflitto ammende in 3 casi. Le violazioni gravi alle regole sul passaggio all'euro possono in teoria essere sanzionate con ammende che vanno fino a 60 000 euro.

Oltre ai controlli effettuati d'ufficio, l'ispettorato del commercio ha anche effettuato controlli mirati sulla base di denunce dei cittadini che riguardano l'applicazione non corretta delle norme di doppia indicazione o insoliti aumenti dei prezzi. Tutte le denunce sono state attentamente esaminate: le variazioni di presso sono state confrontate con le tendenze a lungo termine e con i prezzi dello stesso prodotto in altri negozi e analizzate in un contesto più ampio (in particolare i prezzi dei fattori di produzione e l'evoluzione sui mercati mondiali). In gennaio e febbraio 2009, l'ispettorato del commercio ha ricevuto 607 denunce. Su 420 denunce riguardanti gli aumenti di prezzo, una sola è risultata giustificata.

Conformemente alle proposte della Commissione, l'ispettorato del commercio ha controllato regolarmente i prezzi nei settori in cui erano stati riscontrati problemi in occasione dei precedenti passaggi all'euro (ristoranti, parrucchieri, bar e parcheggi, ad esempio). Esso ha esaminato in dettaglio i prezzi di alcuni parcheggi, scuole guida e parrucchieri, dato che dall'inizio del periodo di doppia indicazione obbligatoria dei prezzi in questi settori sono stati osservati notevoli aumenti di prezzo.

I controlli dell'ispettorato del commercio sono completati da un sistema di vigilanza dei prezzi dell'associazione slovacca dei consumatori . L'associazione ha pubblicato una "lista nera" dei dettaglianti che hanno aumentato i prezzi durante il periodo di passaggio all'euro e che non sono stati in grado di fornire una giustificazione valida della variazione di prezzo. A metà febbraio nella lista sono stati inseriti 12 esercizi, tutti oggetto di un'indagine da parte dell'ispettorato del commercio.

L'evoluzione dei prezzi in tutti i settori dell'economia viene regolarmente esaminata da un organismo speciale creato dal governo, il consiglio dei prezzi . Dopo un esame approfondito, se ritiene che ci sia stato un aumento di prezzo "speculativo" nell'uno o nell'altro settore, il consiglio può proporre al governo di regolamentare il prezzo di un dato prodotto o servizio.

I cittadini sono regolarmente informati dei risultati dei controlli dai mezzi di informazione e incoraggiati a contattare l'ispettorato del commercio o altri organismi di tutela dei consumatori se constatano irregolarità.

Secondo i risultati del sondaggio della Commissione, circa il 56% degli slovacchi (contro il 76% dei ciprioti e degli sloveni e il 47% dei maltesi) ha avuto l'impressione che la conversione dei prezzi sia stata molto spesso, spesso o almeno a volte non corretta.

La Slovacchia ha attuato un vasto pacchetto di misure miranti a evitare impressioni erronee sull'evoluzione dei prezzi e abusi in materia tariffaria in linea con le raccomandazioni della Commissione[9]. Le autorità dovrebbero fare in modo che tutte le denunce dei cittadini siano debitamente esaminate e dovrebbe prestare un'attenzione particolare all'evoluzione dei prezzi alla fine del periodo di doppia indicazione dei prezzi. |

TENDENZE DEI PREZZI E PERCEZIONE SUI PREZZI NEL PERIODO DEL PASSAGGIO ALL'EURO

Tendenze dei prezzi

L'evoluzione dei prezzi nel 2008 in Slovacchia è stata fortemente influenzata da fattori sia interni che esterni. L'inflazione IPCA annua è stata in media del 3,9% nel 2008, rispetto all'1,9% in 2007. Continuando la tendenza al rialzo iniziata a metà del 2007, l'inflazione IPCA annua è aumentata gradualmente nel primo semestre del 2008 a causa dell'aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e dell'energia. Dopo avere raggiunto il livello record di 4,5% su base annua nel settembre 2008, l'inflazione IPCA è diminuita negli ultimi mesi del 2008.

Il processo di deflazione osservato dal settembre 2008 è stato ampiamente trainato dalla diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari e dei carburanti dovuti a effetti base favorevoli combinati al calo dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari sui mercati internazionali. Tuttavia, queste tendenze deflazionistiche sono state parzialmente riassorbite dall'aumento del contributo all'inflazione inflazionistico dei prezzi dei prodotti del tabacco e dei combustibili. I prezzi dei prodotti del tabacco hanno iniziato a crescere in ottobre, a seguito dell'impatto differito dell'aumento delle accise sulle sigarette a partire dall'inizio del 2008. Gli aumenti dei prezzi del combustibile per riscaldamento sono stati indotti da aumenti dei prezzi amministrati nel terzo trimestre del 2008, dovuti all'aumento del prezzo del gas nel primo semestre del 2008. Nonostante un forte apprezzamento del tasso di cambio nel primo semestre del 2008, il contributo all'inflazione dei prezzi dei prodotti industriali non energetici ha registrato un leggero aumento nel secondo semestre del 2008.

L'inflazione IPCA è scesa al 2,7% su base annua nel gennaio 2009 e si è ulteriormente ridotta al 2,4% su base annua nel febbraio 2009, il che riflette la diminuzione attesa dei prezzi dell'energia e dei prodotti alimentari. Secondo le previsioni della Commissione del gennaio 2009, la diminuzione dei prezzi dei prodotti alimentari e dei carburanti potrebbe riportare l'inflazione media appena sotto il 3% nel 2009, mentre nel 2010 l'aumento dei prezzi dell'energia e dei servizi potrebbe causare un rimbalzo dell'inflazione IPCA al 3,5%.

Secondo calcoli provvisori, l'incidenza totale (una tantum) dell'introduzione dell'euro sull'inflazione nominale durante e immediatamente dopo il passaggio all'euro viene stimata ad un massimo di circa 0,3 punti percentuali[10].

Percezioni dei prezzi

Secondo il sondaggio della Commissione, una maggioranza relativa di slovacchi si è espressa positivamente sull'impatto dell'introduzione dell'euro sui prezzi: il 42% ritiene che abbia contribuito a mantenere la stabilità dei prezzi, mentre soltanto il 19% (contro il 66% di ciprioti, il 52% di sloveni e il 37% di maltesi) ha temuto che l'euro potesse comportare un aumento dell'inflazione[11]. Le impressioni positive degli slovacchi sull'incidenza dell'introduzione dell'euro sui prezzi sono riflesse anche nei risultati delle misurazioni dell'inflazione percepita.

Le percezioni dell'inflazione hanno generalmente seguito la stessa tendenza dell'inflazione IPCA in Slovacchia negli ultimi anni. Ma la precedente forte correlazione tra le due serie (0,9 nel periodo 2004-2007) si è un po' indebolita nel 2008 (a 0,67), quando l'accelerazione dell'inflazione reale nel 2008 è stata accompagnata da un salto più importante nella percezione dell'inflazione. Successivamente la percezione dell'inflazione ha subito un brusco calo mentre l'inflazione reale si è attenuata. Tuttavia, la reazione più pronunciata dell'inflazione percepita rispetto all'inflazione reale è osservata nella maggior parte degli Stati membri dell'UE, e potrebbe essere almeno parzialmente legata al fatto che il precedente periodo di prezzi elevati delle materie prime ha avuto un'incidenza considerevole sulla percezione.

I dati del sondaggio effettuato in gennaio dalla Commissione presso i consumatori dimostrano che le percezioni dell'inflazione non sono state influenzate dall'introduzione dell'euro. L'inflazione percepita ha continuato la sua tendenza al ribasso per raggiungere i 21,7 punti percentuali in gennaio, in calo rispetto ai 25,6 punti percentuali in dicembre. In febbraio l'inflazione percepita è diminuita ulteriormente, passando a 18,7 punti percentuali. In un contesto di diminuzione dell'inflazione IPCA è in effetti più difficile distinguere l'incidenza del passaggio all'euro sulle percezioni dell'inflazione.

Grafico 3

Inflazione percepita e inflazione reale

( in % )

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CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE SUL PASSAGGIO ALL'EURO E PERCEZIONE DEL PUBBLICO

La campagna di comunicazione sull'introduzione dell'euro è stata avviata nel 2007 con la creazione del sito web nazionale sull'euro, l'attivazione di una linea telefonica gratuita e l'organizzazione di seminari e di conferenze. La vera e propria campagna di comunicazione è cominciata nella primavera del 2008.

Gli obiettivi della campagna era fornire in tempo utile ai cittadini slovacchi un'informazione completa sui principali aspetti del passaggio all'euro. La campagna organizzata a livello centrale sui mezzi di informazione tramite televisione, radio e stampa si è svolta dal marzo 2008 al febbraio 2009. È stata completata dalla distribuzione massiccia a tutte le famiglie di materiale informativo e di una calcolatrice per la conversione in euro, da un sito web costantemente aggiornato (e massicciamente visitato), da progetti specifici per le scuole e i giornalisti, da un programma di formazione per i formatori, e da un "Euromobile" che ha portato informazioni aggiornate nelle zone più lontane. Nel settembre 2008 una conferenza sull'euro organizzata congiuntamente dalle autorità nazionali, la BCE e la Commissione, ha segnato l'inizio dell'ultima, più intensa, fase della campagna sull'euro. Questa campagna è culminata con i festeggiamenti del 1° gennaio 2009. Nel corso di tutta la campagna le autorità slovacche hanno prestato un'attenzione particolare a gruppi sociali specifici (bambini, adolescenti, anziani, disabili, minoranze etniche e altri) fornendo loro strumenti appositi per spiegare le principali tappe e i principali elementi del passaggio all'euro.

La Commissione ha fornito un aiuto tecnico e finanziario alla campagna. In particolare essa ha fornito pubblicazioni e materiale promozionale, ha organizzato mostre e seminari per giornalisti, ha effettuato sondaggi di opinione. Tramite diverse sovvenzioni, la Commissione ha finanziato in parte le retribuzioni del personale incaricato della comunicazione, la campagna sui mezzi di informazione, la linea telefonica e il sito web nazionali, il progetto per le scuole, i programmi per i formatori, le calcolatrici per l'euro e l'"Euromobile".

Esperti slovacchi hanno partecipato ad azioni di informazione e di formazione organizzate dalla Commissione/OLAF, dalla BCE e da Europol per familiarizzarsi con le procedure e i metodi miranti a proteggere l'euro contro la falsificazione.

La Banca centrale europea ha anche sviluppato in collaborazione con la Banca nazionale slovacca attività congiunte miranti a familiarizzare il pubblico e i professionisti che manipolano il contante con le modalità di conversione del contante in euro e con le caratteristiche di sicurezza delle banconote e delle monete in euro.

La campagna nazionale sull'euro può essere ritenuta un successo: secondo l'Eurobarometro del gennaio 2009, il 90% degli slovacchi si riteneva molto bene o relativamente bene informato, e quasi l'84% era piuttosto soddisfatto o molto soddisfatto delle informazioni fornite dalle autorità nazionali. Questo ha certamente contribuito all'impressione generale sul passaggio all'euro: nove slovacchi su dieci ritengono che il passaggio all'euro si sia svolto in maniera efficiente e senza problemi. I mezzi di informazione sono stati di gran lunga la principale fonte di informazione per la maggior parte dei cittadini (93%), seguiti dalla Banca centrale nazionale (20%). Circa il 90% degli intervistati ha dichiarato di avere visto gli spot televisivi sull'euro: la maggior parte li ha giudicati molto utili o abbastanza utili. Quasi tutti gli slovacchi hanno dichiarato di avere ricevuto la calcolatrice per la conversione in euro (95%), e circa due terzi di loro l'hanno trovata utile. Interrogati su eventuali restanti esigenze di informazione, circa il 31% degli slovacchi ha chiesto di conoscere meglio le caratteristiche di sicurezza delle banconote e delle monete in euro (al momento del sondaggio 4 persone su 10 non sono state in grado di indicare alcuna caratteristica di sicurezza), il 22% desidera saperne di più in merito al corretto arrotondamento dei prezzi e il 19% ha chiesto ulteriori informazioni su come evitare di essere raggirato nella conversione.

La buona gestione della campagna di informazione in Slovacchia ha contribuito a garantire un passaggio all'euro senza problemi. La campagna è stata ampia: si è rivolta a tutti i gruppi sociali, comprese le minoranze e le persone che presentano specifiche necessità di informazione. Le autorità dovrebbero soddisfare le restanti esigenze di informazione della popolazione: fornire informazioni aggiuntive sulle caratteristiche di sicurezza del contante in euro e continuare a trattare le questioni legate alla correttezza dei prezzi e ai relativi timori.

[1] Indirizzo (BCE/2008/4) della Banca centrale europea, del 19 giugno 2008, che modifica l’indirizzo BCE/2006/9 in merito a taluni preparativi per la sostituzione del contante in euro ed in merito alla consegna anticipata e alla consegna anticipata di seconda istanza di banconote e monete in euro al di fuori dell’area dell’euro.

[2] Flash Eurobarometro 259, gennaio 2009.

[3] Flash Eurobarometro 255, gennaio 2009.

[4] Flash Eurobarometro 259, gennaio 2009.

[5] Flash Eurobarometro 255, gennaio 2009.

[6] I negozi situati nelle zone rurali hanno più difficilmente accesso alle banche, e possono pertanto ritrovarsi rapidamente senza contante per restituire il resto.

[7] Flash Eurobarometro 259, gennaio 2009.

[8] Flash Eurobarometro 259, gennaio 2009.

[9] Raccomandazione della Commissione, del 10 gennaio 2008, concernente misure volte a facilitare i futuri passaggi all’euro, GU L 23 del 26 gennaio 2008, pag. 30.

[10] Eurostat: Euro changeover and inflation in Slovakia , 23 marzo 2009.

[11] Flash Eurobarometro 259, gennaio 2009.