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25.8.2009 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea |
C 200/31 |
Parere del Comitato delle regioni il ruolo degli enti regionali e locali nell'ambito del partenariato orientale
(2009/C 200/07)
IL COMITATO DELLE REGIONI
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mette in risalto il ruolo degli enti locali e regionali nel PO nel più ampio quadro della PEV. Tale ruolo si concentrerà in particolare sul loro contributo allo sviluppo territoriale, al miglioramento delle relazioni economiche, all'estensione del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, a facilitare la mobilità e a sostenere l'istituzione di relazioni reciproche, |
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intende sviluppare forme di cooperazione più stretta con i paesi che partecipano al Partenariato orientale. La creazione di un'Assemblea locale e regionale dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale (ALR PO) che funga da piattaforma istituzionale per un dialogo regolare e per la cooperazione potrebbe rappresentare un obiettivo di breve termine per istituire una cooperazione formale, sulla base delle forme concrete e tangibili di cooperazione che si sia riusciti a sviluppare, |
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chiede che gli enti locali e regionali partecipino se possibile sin dalle prime fasi, a fianco dei governi centrali, all'elaborazione degli accordi di associazione, dei documenti di strategia e dei piani d'azione adottati su base bilaterale fra l'Unione europea e i paesi partner del PO, in particolare, nel quadro della politica europea di vicinato, in materia di preparazione, attuazione e valutazione dei programmi indicativi nazionali, |
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incoraggia la promozione di relazioni più strette tra gli enti regionali e locali dell'UE e le loro controparti nei paesi del PO attraverso le piattaforme istituzionali europee esistenti per il dialogo politico regolare e per mezzo di progetti condivisi con l'obiettivo di avviare un percorso comune per la possibile futura istituzione di un'Assemblea locale e regionale dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale (ALR PO). |
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Relatore generale |
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István SERTÖ-RADICS (HU/ALDE) sindaco di Uszka |
Testi di riferimento
Consultazione da parte della presidenza ceca del Consiglio dell'Unione europea sul tema Il ruolo degli enti regionali e locali nell'ambito del partenariato orientale e in merito alla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio — Partenariato orientale
(COM(2008) 823 def.)
I. OSSERVAZIONI GENERALI
IL COMITATO DELLE REGIONI
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1. |
sottolinea l'importanza dello sviluppo del Partenariato orientale (PO) nel quadro della Politica europea di vicinato (PEV). Le differenze tra i paesi interessati dalla PEV e i loro recenti sviluppi politici, il divario nelle aspettative e il dibattito sul processo di allargamento, il rapporto strategico dell'UE con la Russia e la richiesta di creare una dimensione orientale parallelamente al Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, sono sfociate nell'istituzione del PO sulla base di una proposta svedese-polacca. I paesi interessati dalla PEV da prendere in considerazione nello sviluppo del Partenariato orientale sono Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldova e Ucraina. Ad eccezione della Bielorussia, questi Stati sono membri del Consiglio d'Europa. La Commissione europea (CE) ha elaborato la sua proposta sulla quale sarà presa una decisione al vertice del partenariato orientale nella primavera 2009. Sarà essenziale, per rimediare alle carenze della PEV attuale, che il PO potenzi la cooperazione transfrontaliera o interregionale e la creazione di istituzioni, vale a dire ambiti nei quali gli enti locali e regionali possono fare la loro parte nel creare relazioni e promuovere l'integrazione europea; |
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2. |
mette in risalto il ruolo degli enti locali e regionali nel PO nel più ampio quadro della PEV. Tale ruolo si concentrerà in particolare sul loro contributo allo sviluppo territoriale, al miglioramento delle relazioni economiche, all'estensione del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, a facilitare la mobilità e a sostenere l'istituzione di relazioni reciproche; |
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3. |
apprezza il successo di certe misure e iniziative e il fatto che la PEV si basi sugli accordi di partenariato e cooperazione (APC) esistenti, i quali continuano a rappresentare la base giuridica delle relazioni. Su questa base, vengono approvati i piani d'azione bilaterali della PEV tra l'UE e il singolo paese partner i quali stabiliscono il programma delle riforme politiche ed economiche. Gli incentivi offerti per avanzare nelle riforme sono i seguenti: maggiore integrazione nei programmi e nelle reti europei, sostegno ulteriore e un più ampio accesso al mercato. Se da un lato la differenziazione, l'appropriazione e l'integrazione regionale sono principi chiave della PEV, dall'altro essa copre un ampio spettro di paesi con problemi diversi e si rende necessario un approccio più mirato; |
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4. |
concorda con l'invito contenuto nella proposta ad approfondire la cooperazione bilaterale esistente attraverso la liberalizzazione di visti, una zona di libero scambio, un sostegno maggiore per le riforme settoriali, contatti più intensi tra i popoli, nuovi piani d'azione, che prevedano parametri di riferimento chiari e stabiliscano un collegamento con il ravvicinamento agli standard europei, e accordi potenziati per sostituire gli APC. La proposta della Commissione europea chiede inoltre un rafforzamento della cooperazione multilaterale, complementare alla dimensione nordica e alla sinergia del Mar Nero e chiede che tale cooperazione sia orientata ai progetti. La proposta individua come aree prioritarie per la cooperazione i settori della politica e della sicurezza, della gestione delle frontiere e dei movimenti transfrontalieri, i settori economico e finanziario, ambientale e sociale; |
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5. |
approva anche la proposta della Commissione europea che prevede un approfondimento dell'integrazione economica grazie a zone di libero scambio globali ed approfondite, subordinate all'appartenenza del paese partner in questione all'OMC, un'accresciuta mobilità attraverso una facilitazione dei visti e la gestione delle frontiere; la sicurezza energetica attraverso il riconoscimento dell'interdipendenza energetica; il sostegno allo sviluppo economico e sociale per mezzo di programmi regionali e transnazionali. Ai fini della promozione della cooperazione multilaterale il Partenariato orientale offrirà un forum per lo scambio di informazioni, per la creazione di attività comuni e per l'accompagnamento del processo di modernizzazione. La cooperazione multilaterale è pianificata a livello di capi di governo e a livello ministeriale, oltre che mediante piattaforme tematiche per fissare gli obiettivi e verificare i progressi. Sono previste piattaforme per la democrazia, il buon governo e la stabilità; l'integrazione economica; la sicurezza energetica; i contatti tra i popoli; |
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6. |
fatta salva la regola stabilita al momento di adottare le prospettive finanziarie, che prevede di destinare 2/3 del bilancio della PEV al Sud e 1/3 all'Est, appoggia la proposta della Commissione europea di aumentare gli stanziamenti da 450 milioni di euro nel 2008 a 785 milioni di euro nel 2013. Ciò comporta un pacchetto supplementare di €350 milioni e una riprogrammazione degli stanziamenti per i programmi regionali 2007-2013 della PEV. Il lancio dell'iniziativa del partenariato orientale è previsto nella primavera 2009, in occasione del vertice speciale per il partenariato orientale. Fino a quel momento rimangono in vigore la vecchia PEV e il suo strumento; |
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7. |
osserva che lo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) che copre anche la Russia, è impostato per essere più flessibile e caratterizzato da un approccio politico e a perseguire l'obiettivo dello sviluppo sostenibile e dell'avvicinamento alle politiche e agli standard UE. Per il periodo di bilancio 2007-2013 sono stati stanziati circa 12 miliardi di euro. Ciò rappresenta un aumento dei fondi del 32 %; tuttavia, il 62 % di tali fondi è destinato specificamente ai vicini del Sud e solo il 38 % ai vicini dell'Est. La differenza è meno pronunciata in termini pro capite, ma ciò non corrisponde agli sforzi per il rafforzamento della dimensione orientale; |
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8. |
rileva anche che i programmi nazionali nel quadro dell'ENPI vengono sviluppati nei documenti di strategia per paese e i fondi sono assegnati in base ai programmi indicativi nazionali. I documenti di strategia per paese elencano da tre a quattro priorità per ogni paese partner; tutti includono, tuttavia, un riferimento al potenziamento delle capacità amministrative e ad un buon sistema di governo. Per tutti i paesi partner il governo locale e regionale dovrebbe essere elencato come una sottocategoria della priorità relativa allo sviluppo dello stato di diritto nei programmi nazionali indicativi. Un altro aspetto che riduce fortemente gli effetti della PEV sugli enti locali e regionali è il fatto che i documenti di strategia per paese e i programmi nazionali indicativi menzionano i contatti tra i popoli, ma si tratta quasi esclusivamente di contatti a livello educativo e di ricerca. Il governo locale e regionale può svolgere un ruolo in questo campo come dimostrano i programmi di cooperazione transfrontaliera e tale ruolo andrebbe riconosciuto; |
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9. |
osserva, analogamente, che nel documento di strategia per la cooperazione transfrontaliera 2007-2013 dell'ENPI, la Commissione europea individua quattro campi di cooperazione: sviluppo economico e sociale, sfide comuni nei settori dell'ambiente, dalla sanità pubblica e lotta contro la criminalità organizzata; gestione delle frontiere e contatti tra i popoli. Dovrebbe essere richiesto un forte coinvolgimento egli enti locali e regionali, che a sua volta esige una cooperazione su più piccola scala, un miglior sostegno per le misure di potenziamento delle capacità per gli enti locali e regionali e un impulso prioritario alle azioni volte a migliorare gli standard di vita nelle aree di confine; |
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10. |
fa rilevare che diverse sfide cui devono far fronte i paesi della regione, come lo sviluppo dei corridoi transnazionali, la gestione dei problemi ambientali transfrontalieri, la gestione dei confini e dei flussi migratori, la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata transfrontaliera e le attività che comportano contatti diretti tra le persone hanno un carattere transfrontaliero intrinseco e a volte possono essere affrontate efficacemente solo mediante uno sforzo di cooperazione a livello subnazionale. Pertanto, in riferimento al documento di strategia regionale orientale dello strumento europeo di vicinato e partenariato 2007-2013, la cooperazione tra i paesi partner e tra l'UE e i paesi partner dovrebbe fornire assistenza in vista degli obiettivi comuni della PEV per cui risulta chiaramente vantaggiosa l'assistenza a livello subnazionale; |
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11. |
è convinto che le iniziative di entrambe le parti, ue e partner del PO, imperniate unicamente sull'approccio diplomatico non condurranno a soluzioni durature fintantoché la democrazia locale non verrà collocata al centro del dibattito, sotto il profilo sia del suo rafforzamento sia della collaborazione diretta fra regioni e città di entrambe le parti, Ue e partner del PO; |
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12. |
in questo spirito accoglie con favore il fatto che il programma interregionale avrà il compito di sostenere l'effettiva attuazione della PEV e punterà a rafforzare gradualmente il dialogo e la cooperazione tra l'UE e i suoi vicini nonché tra i paesi vicini tra loro in conformità del documento di strategia del programma regionale dell'ENPI 2007-2013. La promozione della cooperazione tra gli attori locali includerà uno scambio di esperienze sui programmi PEV e avrà l'obiettivo di potenziare la governance democratica e lo sviluppo regionale e locale sostenibile. Si pone l'accento su un approccio dal basso per l'individuazione e lo sviluppo dei partenariati, su progetti con una pluralità di partecipanti e sulla diffusione dei risultati ad altri enti locali nei paesi partner; |
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13. |
sottolinea che il PO dovrebbe consentire di passare da un sistema di cooperazione puramente intergovernativa a un progetto di dialogo fra i cittadini e più specificamente di collaborazione fra l'Ue e i paesi del PO, unendo i loro enti regionali e locali in una cornice di progetti concreti e concordati quali elementi di una strategia globale basata sulle esigenze dei cittadini e sulla solidarietà; |
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14. |
ritiene che una delle condizioni per una cooperazione riuscita tra l'Ue e i paesi PO e per un partenariato rafforzato attraverso la PEV consista nell'enucleare nuovi temi catalizzatori in modo che i vantaggi pratici siano evidenti per i cittadini, trasformando le dichiarazioni di principio in misure concrete, e che ciò comporti il forte coinvolgimento dei leader eletti a livello locale e regionale ed un'attività di comunicazione chiara e vivace; |
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15. |
osserva che un intervento più deciso da parte degli enti regionali e locali e della società civile nelle politiche pubbliche è spesso limitato dalla debolezza della democrazia locale e dall'assenza di un autentico processo di decentramento nei paesi del PO; |
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16. |
analogamente, constata che decentramento e governo locale partecipativo non sempre procedono di pari passo. In alcuni paesi, sia dell'UE che al di là dei suoi confini, gli enti locali e regionali condividono il problema di far aumentare l'affluenza dei votanti alle elezioni e di promuovere la partecipazione dei cittadini, di coinvolgere il settore associativo nella definizione delle strategie e nello sviluppo di grandi progetti urbani o regionali; |
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17. |
esprime la disponibilità e l'impegno degli enti regionali e locali ad arricchire il PO. I governi nazionali e la Commissione europea non dovrebbero gestire da soli il PO, in cui dovrebbero essere coinvolte come parti interessate la società civile in senso ampio e altri attori. Gli enti locali e regionali, le imprese e le ONG (sia dell'UE che dei paesi partner) devono diventare parte integrante dell'intero processo del PO; |
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18. |
in linea con i precedenti pareri in materia, insiste sull'importanza di coinvolgere gli enti locali e regionali affinché essi siano parte integrante del processo programmazione, attuazione e monitoraggio/valutazione del partenariato orientale e della PEV. Ciò vale in particolare per i settori in cui gli enti locali e regionali hanno competenze ampie e dirette; |
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19. |
ribadisce pertanto il suo invito a riconoscere gli enti locali e regionali come partner indispensabili nella PEV ai fini del PO; |
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20. |
riconosce il ruolo e l'esperienza delle diverse reti e associazioni degli enti locali e regionali, delle autorità nazionali europee ed internazionali, impegnate nella cooperazione decentrata nel PO, e le loro competenze specifiche e la loro conoscenza delle singole realtà locali. Per tale ragione gli sforzi devono essere maggiormente condivisi e gli obiettivi dei progetti di cooperazione decentrata devono essere meglio sintonizzati su quelli del PO allo scopo di massimizzare i risultati; |
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21. |
ritiene che l'obiettivo della PEV consistente nel sostenere il processo di trasformazione nei paesi vicini sia in linea con i criteri europei. L'aspirazione principale della PEV è stata quella di oltrepassare l'orizzonte della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e le semplici relazioni esterne dell'UE con i paesi terzi. Ai paesi partner della PEV è stata prospettata la partecipazione allo spazio integrato delle quattro libertà dell'UE se essi attuano l'acquis comunitario corrispondente, sebbene senza una prospettiva di adesione all'UE; |
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22. |
sostiene la modernizzazione politica, economica e settoriale dei paesi PO grazie a nuove strutture come il Nuovo strumento di partenariato e gli Strumenti settoriali; |
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23. |
accoglie con compiacimento l'invito rivoltogli dalla Commissione europea a partecipare al partenariato orientale, in particolare al lavoro che sarà condotto nell'ambito delle piattaforme tematiche democrazia, buon governo e stabilità e contatti tra i popoli; |
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24. |
intende sviluppare forme di cooperazione più stretta con i paesi interessati dal Partenariato orientale. L'istituzione di un'Assemblea locale e regionale dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale (ALR PO) che funga da piattaforma istituzionale per un dialogo regolare e per la cooperazione potrebbe rappresentare un obiettivo di breve termine per una cooperazione formale, sulla base delle forme di cooperazione concrete e tangibili che si sia riusciti a sviluppare. |
II. RACCOMANDAZIONI POLITICHE
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25. |
chiede alla Commissione europea di riesaminare il processo di preparazione dei programmi indicativi nazionali che dovrebbero essere negoziati tra l'Ue e ciascun paese PO sulla base dei bisogni e della capacità del paese stesso oltre che dei suoi interessi e di quelli dell'UE. La programmazione a livello nazionale deve essere effettuata congiuntamente dal governo di ciascun paese partner e dalla Commissione europea e quest'ultima dovrebbe lavorare con i paesi partner per la preparazione dei loro programmi di attuazione dei programmi indicativi nazionali; |
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26. |
invita pertanto i paesi partner a operare per la progressiva attuazione delle priorità e degli obiettivi dei programmi indicativi nazionali; il meccanismo di comunicazione tra l'Ue e i singoli paese partner deve essere rivisto. Così, se il PO vuole essere uno strumento politico più efficiente, dovrebbero essere obbligatorie la presentazione di relazioni a scadenze regolari e riunioni di verifica; inoltre un organo di controllo dovrebbe essere incaricato di sorvegliare questo processo; |
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27. |
accoglie con favore il rilievo dato nel PO al tema della mobilità, ma ritiene che la proposta della Commissione europea non sia sufficientemente esplicita sul contenuto dei patti «mobilità e sicurezza» che si prevede di proporre (cfr. il punto 3.3 della comunicazione della Commissione). Il Comitato incoraggia pertanto la Commissione a spiegare meglio la sua proposta, in modo che i paesi partner del PO conoscano e comprendano chiaramente che cosa devono fare e ciò che possono attendersi in contropartita dall'UE; |
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28. |
apprezza l'intenzione del Parlamento europeo di accettare l'invito da parte della Commissione europea di far diventare l'Assemblea EuroNest parte integrante del PO; |
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29. |
è a favore di un ruolo di supervisione per sé stesso e per l'Assemblea locale e regionale del PO, specie in materia di monitoraggio del lavoro dei sottocomitati tematici bilaterali UE — paese PO che trattano questioni collegate alle piattaforme tematiche democrazia, buon governo e stabilità e contatti tra i popoli, ivi comprese le questioni dello sviluppo economico e sociale, dello sviluppo regionale, della cooperazione transfrontaliera, delle riforme amministrative e del decentramento nei paesi PO; |
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30. |
esorta caldamente gli organi di governo dei paesi Po non solo a dare riconoscimento politico agli enti locali e regionali, ma anche a coinvolgerli in modo formale e effettivo nel processo di cooperazione e nel PO; |
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31. |
insiste affinché gli enti locali e regionali partecipino sin dalle prime fasi, a fianco dei governi centrali, all'elaborazione degli accordi di associazione, dei documenti di strategia e dei piani d'azione adottati su base bilaterale fra l'Unione europea e i paesi partner del PO, in particolare, nel quadro della politica europea di vicinato, in materia di preparazione, attuazione e valutazione dei programmi indicativi nazionali; |
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32. |
perciò invita i governi dei paesi PO a istituire meccanismi per il dialogo nazionale strutturato e la consultazione degli attori substatali (regionali e locali), delle parti sociali e della società civile coinvolgendo le reti e le associazioni degli enti locali e regionali; |
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33. |
ritiene che gli strumenti settoriali esistenti della PEV (dialogo tematico, partecipazione ai programmi ed alle agenzie della Comunità e accordi settoriali) dovrebbero essere armonizzati con quelli offerti dal PO, che potrebbero essere sintetizzati come segue: relazione contrattuale settoriale basata su due principi fondamentali — ravvicinamento obbligatorio al corrispondente acquis settoriale dell'UE e accesso ai programmi ed alle strutture settoriali dell«UE».; Lo status di osservatore per l'accordo settoriale dovrebbe essere un'idea fondamentale del partenariato orientale, corrispondente pienamente all'esigenza dichiarata di rafforzare l'impegno dell'UE nei confronti dei suoi vicini orientali e viceversa; |
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34. |
propone in particolare che sia il nuovo strumento di partenariato che gli strumenti settoriali siano parte integrante del pacchetto PO che l'Ue negozia singolarmente con ciascun paese partner. Questo pacchetto di strumenti del PO dovrebbe fornire le basi per l'armonizzazione e per la valutazione trasparente dei vari strumenti del PO. Ai paesi PO dovrebbero essere forniti parametri di riferimento trasparenti e chiari in modo che essi sappiano dove si collocano in relazione all'UE nell'ambito del PO; |
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35. |
punta a espandere e migliorare la cooperazione tra gli enti locali e regionali dell'UE e dei paesi PO e farne un elemento integrante delle relazioni dell'Ue con i partner dell'Europa orientale. Gli enti locali e regionali sono insostituibili in considerazione del loro ruolo in diversi settori interessati dal PO quali il buon governo, la riforma amministrativa e il decentramento, lo sviluppo economico e sociale, lo sviluppo regionale e la politica di coesione, la cooperazione transfrontaliera, la protezione dell'ambiente, le questioni di ordine pubblico, la prevenzione e la risposta alle calamità naturali e alle catastrofi causate dall'azione dell'uomo, la cooperazione culturale, l'istruzione, il turismo, gli scambi di studenti delle scuole e delle università; |
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36. |
intende avviare un dialogo con la Commissione europea allo scopo di trovare modalità per la partecipazione degli enti locali e regionali dei paesi PO al programma globale di potenziamento istituzionale, il quale mira a migliorare la capacità amministrativa dei partner orientali e dovrebbe coprire tutti i pertinenti settori di cooperazione, compresi quelli in cui gli enti locali e regionali hanno un ruolo insostituibile. Inoltre, il CdR dovrebbe preparare un proprio programma per definire le modalità del suo contributo all'applicazione del programma di potenziamento istituzionale in cooperazione con i suoi partner dei paesi PO; |
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37. |
è deciso a contribuire in misura significativa all'attuazione del PO nel settore dello sviluppo economico e sociale dei paesi PO. Il CdR dovrebbe sostenere la proposta della Commissione di firmare Memorandum d'intesa sulla politica regionale con i partner orientali destinati a rafforzare la loro capacità amministrativa a livello nazionale e locale. Ciò potrebbe essere combinato con lo strumento per il potenziamento istituzionale e il programma di azioni e/o cooperazione del CdR con i partner degli enti locali e regionali nei paesi PO. La cooperazione dovrebbe avere come obiettivo lo scambio delle buone pratiche e delle esperienze derivanti dalla politica di sviluppo regionale e dalla politica di coesione dell'UE; |
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38. |
è inoltre determinato a assistere/o consultare — in collaborazione con gli enti locali e regionali dei paesi PO — la Commissione europea e i governi nazionali nell'ambito del processo di individuazione di programmi pilota di sviluppo regionale, concepiti sul modello della politica di coesione dell'UE, volti a rispondere ai bisogni di sviluppo regionale e locale nei paesi PO. Inoltre, il CdR dovrebbe avviare discussioni con i suoi partner dei paesi PO per sostenere la loro diretta cooperazione con le regioni dell'UE e incoraggiare la loro partecipazione ai programmi transnazionali esistenti nell'Europa, sudorientale, centrale e settentrionale. Il CdR dovrebbe altresì incoraggiare gli enti locali e regionali nei paesi PO a fare uso della nuova opportunità offerta dal PO in relazione ai progetti finanziati dall'ENPI per la cooperazione transfrontaliera nelle zone di confine dei paesi PO (alle frontiere esterne dell'UE); |
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39. |
intende avviare un dialogo con la Commissione europea per precisare la propria partecipazione alle piattaforme tematiche democrazia, buon governo e stabilità e contatti tra i popoli. Il CdR dovrebbe lanciare la creazione di alcuni panel ad hoc (quarto livello operativo del PO) incaricati di trattare questioni strettamente legate agli elementi essenziali del programma di lavoro degli enti locali e regionali, nell'ottica di sostenere il lavoro delle piattaforme tematiche (terzo livello operativo). La Commissione europea potrebbe, dal canto suo, invitare rappresentanti degli enti locali e regionali a partecipare al lavoro delle piattaforme tematiche e/o dei panel ad hoc quando ciò sia opportuno e/o necessario. È necessaria una discussione più ampia allo scopo di precisare il ruolo del CdR nelle due piattaforme tematiche summenzionate e anche ai fini di un miglior coordinamento con la Commissione; |
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40. |
è determinato ad assistere la Commissione europea nell'elaborazione del programma per la formazione e il collegamento in rete degli enti locali avendo come obiettivo il rafforzamento delle capacità amministrative e la promozione della riforma del governo locale nell'ambito della piattaforma tematica democrazia, buon governo e stabilità. Il CdR elaborerà e presenterà proprie proposte per uno specifico programma culturale PO che sarà lanciato nel quadro della piattaforma tematica contatti tra i popoli. Il CdR avvierà una discussione con la Commissione sulla sua possibile partecipazione al lavoro condotto nel quadro delle piattaforme tematiche cooperazione economica e convergenza con le politiche UE e sicurezza energetica, dal momento che vi sono parti del programma di queste politiche a cui gli enti locali e regionali potrebbero dare un contributo rilevante; |
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41. |
sta in particolare considerando di contribuire all'iniziativa faro sulla prevenzione, preparazione e risposta alle calamità naturali e alle catastrofi causate dall'azione dell'uomo, per rafforzare le capacità di gestione dei disastri a livello locale, regionale e nazionale. Il CdR avvierà un confronto con i partner dei paesi PO su un eventuale contributo degli enti locali e regionali all'attuazione di questa iniziativa faro; |
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42. |
incoraggia la promozione di relazioni più strette tra gli enti regionali e locali dell'UE e le loro controparti nei paesi del PO attraverso le piattaforme istituzionali europee esistenti per il dialogo politico regolare e per mezzo di progetti condivisi con l'obiettivo di avviare un percorso comune per la possibile futura istituzione di un'Assemblea locale e regionale dell'Europa orientale e del Caucaso meridionale (ALR PO); |
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43. |
invita la Commissione europea ad armonizzare, coordinare e collegare strettamente il nuovo approccio con i vari programmi, progetti e strumenti comunitari esistenti in modo da mettere a frutto le esperienze pertinenti, evitare le duplicazioni delle attività e compiere progressi; |
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44. |
ritiene che una maggiore responsabilizzazione dei rappresentanti eletti locali e regionali contribuirà all'emergere di una governance multilivello, che riunisca livelli istituzionali diversi nel processo di decisione, preparazione, attuazione e valutazione delle politiche pubbliche e delle politiche di sviluppo; |
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45. |
propone di mobilitare le risorse umane locali, tecniche ed accademiche, per la realizzazione dei progetti, e di promuovere la massima partecipazione dei cittadini, in modo che essi si approprino del processo di cooperazione e dei progetti che ne derivano; |
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46. |
riconosce l'opportunità di un'iniziativa aperta per la partecipazione di paesi terzi — in particolare la Federazione russa e la Turchia, — che potrebbero essere coinvolti nel lavoro di una piattaforma tematica, di un panel o di un'iniziativa, in modo puntuale e sempre che vi sia accordo sul fatto che l'interesse comune per un tema, la vicinanza geografica o i legami economici esistenti rendono tale partecipazione utile; |
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47. |
invita il proprio Presidente a trasmettere il presente parere alla presidenza dell'Ue, alla Commissione europea, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo, ai capi di Stato dei paesi del partenariato PO. |
Bruxelles, 22 aprile 2009
Il Presidente del Comitato delle regioni
Luc VAN DEN BRANDE