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28.5.2009 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 120/1 |
Parere del Comitato delle regioni diplomazia delle città
2009/C 120/01
IL COMITATO DELLE REGIONI:
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riconosce il ruolo fondamentale e sempre crescente della diplomazia delle città, che si definisce in generale come lo strumento di cui dispongono gli enti locali e le loro associazioni per favorire la coesione sociale a livello mondiale, promuovere un ambiente sostenibile, prevenire e risolvere i conflitti nonché ricostruire e ripristinare la normalità all'indomani di tali conflitti, a livello globale, con l'obiettivo di creare un ambiente stabile nel quale i cittadini possano coesistere pacificamente in un clima di democrazia, progresso e prosperità, |
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riconosce che attualmente la diplomazia non si esprime e non si esercita più soltanto tra i governi nazionali, ma che, data la necessità di dialogo, cooperazione e coordinamento per conseguire gli obiettivi della pace, della democrazia e del rispetto dei diritti umani a tutti i livelli, una collaborazione più stretta tra governi nazionali ed enti locali e regionali è condizione naturale e indispensabile per un approccio e una strategia più efficaci e a più livelli. Le città, grandi e piccole, svolgono un ruolo significativo nella cooperazione internazionale, in quanto interagiscono con altri comuni nell'ambito di reti internazionali, |
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ritiene che, nel quadro della cooperazione transfrontaliera in generale, ma anche della politica europea di vicinato e dello strumento europeo di vicinato e partenariato in particolare, sia possibile promuovere una collaborazione con la Commissione europea affinché questa prenda in considerazione temi, politiche, ma soprattutto azioni che rientrano nella sfera della diplomazia delle città, |
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accoglie con favore la ripresa del partenariato euromediterraneo e sottolinea l'importanza di creare una dimensione di dialogo tra gli enti locali degli Stati membri dell'UE e gli attori della politica europea di vicinato nel Mediterraneo, ma anche nell'Europa orientale, |
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sottolinea che l'esperienza maturata dall'UE in materia di trasferimento di know-how può essere determinante in tutti i possibili settori di intervento della diplomazia delle città, che spaziano dalla buona governance, dalla promozione della trasparenza e dalla lotta contro la corruzione allo sviluppo locale, alle infrastrutture, alla sanità, all'istruzione e alla formazione, alla lotta contro il traffico di esseri umani, ai giovani, alla parità dei sessi e al dialogo interculturale. |
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Relatrice |
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Eleni LOUCAIDES (CY/PPE), consigliere comunale di Nicosia |
RACCOMANDAZIONI POLITICHE
IL COMITATO DELLE REGIONI,
in quanto organo istituzionale europeo che rappresenta gli enti locali e regionali degli Stati membri ai sensi del Trattato sull'Unione europea,
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1. |
riconoscendo il ruolo fondamentale e sempre crescente della diplomazia delle città, che si definisce — in generale — come lo strumento di cui dispongono gli enti locali e le loro associazioni per favorire la coesione sociale a livello mondiale, promuovere un ambiente sostenibile, prevenire e risolvere i conflitti nonché ricostruire e ripristinare la normalità all'indomani di tali conflitti, a livello globale, con l'obiettivo di creare un ambiente stabile nel quale i cittadini possano coesistere pacificamente in un clima di democrazia, progresso e prosperità; |
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2. |
considerando che questo ruolo è internazionalmente riconosciuto e che un gran numero di città, enti locali e, in particolare, enti comunali degli Stati membri dell'UE da molti anni attua la diplomazia delle città e, grazie ad una profonda conoscenza della materia, svolge un ruolo centrale e contribuisce in modo efficace alla creazione di alleanze per agevolare il dialogo e promuovere la risoluzione dei conflitti, alla ricostruzione e alla ripresa dopo i conflitti, nonché allo sviluppo dei paesi terzi sia sul continente europeo, in particolare nei Balcani, sia in Medio Oriente, in America Latina, in Africa e nel resto del mondo; |
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3. |
riconoscendo che il mondo è sempre più urbanizzato e complesso, che le città e gli enti locali sono quotidianamente in prima linea nella gestione di un ambiente multiculturale e si impegnano per promuovere i diritti dei cittadini, la riduzione delle tensioni, la risoluzione dei conflitti, l'integrazione sociale ed economica, la coesione territoriale, il dialogo tra le culture, le religioni, gli Stati e i popoli, nonché la pace e la stabilità; |
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4. |
riconoscendo che la diplomazia attualmente non si esprime e non si esercita più soltanto tra i governi nazionali, ma che, data la necessità di dialogo, cooperazione e coordinamento per conseguire gli obiettivi della pace, della democrazia e del rispetto dei diritti umani a tutti i livelli, una collaborazione più stretta tra governi nazionali ed enti locali e regionali è una condizione naturale e indispensabile per un approccio e una strategia più efficaci e a più livelli; |
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5. |
riconoscendo che le città, grandi e piccole, svolgono un ruolo significativo nella cooperazione internazionale, in quanto interagiscono con altri comuni nell'ambito di reti internazionali, e segnalando al contempo che le città svolgono tali compiti di propria iniziativa; |
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6. |
riconoscendo, al tempo stesso, che la diplomazia delle città e la collaborazione decentrata in senso lato sono strumenti complementari per la pace e la comprensione fra i popoli e che gli enti locali e regionali sostengono iniziative per la coesistenza e il ravvicinamento tra i governi e i popoli, agendo sempre nel quadro del diritto internazionale in materia di diritti umani e dei principi e valori dell'Unione europea; |
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7. |
preoccupato per le nuove sfide che si presentano all'umanità, tra cui i cambiamenti climatici, le catastrofi naturali, le difficoltà di accesso all'acqua potabile e ad altre risorse naturali, il rischio di epidemie, di carestie, di povertà, l'incremento costante delle migrazioni, che stanno portando all'aumento dell'estremismo nelle nostre società, dell'intolleranza e delle tensioni tra le comunità di culture, etnie, religioni e tradizioni differenti, spesso all'origine di conflitti sia all'interno degli Stati sia tra Stati, e ritenendo che occorra adottare un approccio e delle azioni comuni; |
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8. |
impegnato nella promozione di uno sviluppo sostenibile nelle nostre città e territori che sia più giusto, coerente e rispettoso dei diritti umani fondamentali e della parità tra gli uomini e le donne — a prescindere dalla razza, dalla cultura e dalla religione-, e che rispetti altresì la necessità di accedere all'istruzione e al mercato del lavoro, al fine di rafforzare le procedure democratiche e l'autonomia locale, fattori essenziali per la costruzione di un mondo più unito e pacifico; |
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9. |
consapevole del fatto che la natura mutata dei conflitti impone costantemente agli enti locali l'obbligo di garantire la prosperità dei loro cittadini e che il dialogo e una più stretta cooperazione tra gli enti locali e regionali a livello internazionale potrebbero contribuire alla comprensione reciproca, alla promozione di obiettivi comuni e alla risoluzione dei conflitti, qualunque sia la loro origine; |
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10. |
riconoscendo che sono le persone e le comunità locali a soffrire in primo luogo a causa dell'incapacità dei governi centrali di avviare un dialogo per una soluzione costruttiva dei problemi tale da garantire il ritorno alla normalità e alla stabilità; |
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11. |
riconoscendo inoltre che gli enti locali, in quanto livello di governo più vicino ai cittadini, conoscono le esigenze di questi ultimi e sono nella posizione migliore per definirle e rispondere ad esse in un periodo di crisi o di conflitto, ma anche in via preventiva; |
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12. |
ritenendo che sia compito degli enti locali lavorare per la libertà, la democrazia e il progresso, contribuendo così allo sviluppo internazionale e alla realizzazione della pace; |
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13. |
riconoscendo che l'UE — e le sue politiche, come la politica europea di vicinato — rischia di incontrare enormi difficoltà per sviluppare pienamente le proprie potenzialità se non si risolvono i conflitti che rendono la cooperazione regionale particolarmente difficile, se non impossibile; |
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14. |
considerando che la crescente importanza e influenza della diplomazia delle città sono state riconosciute recentemente nel quadro della prima conferenza mondiale sulla diplomazia delle città e sul ruolo delle autonomie locali nella prevenzione dei conflitti, nel processo di pace, nella ricostruzione e nella ripresa dopo i conflitti, organizzata all'Aia dall'11 al 13 giugno 2008, alla quale era rappresentato anche il CdR; |
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15. |
riconoscendo il lavoro pionieristico e responsabile che, come già in passato, continuano a svolgere nel settore della diplomazia delle città il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa (CPLRE), il Consiglio dei comuni e delle regioni d'Europa, la Commissione sulla diplomazia delle città, il Comitato sulla diplomazia delle città, la costruzione della pace e i diritti umani dell'Associazione mondiale delle città e dei governi locali, l'Unione degli enti locali per la democrazia, il movimento mondiale Sindaci per la pace, le agenzie competenti delle Nazioni Unite, il Glocal Forum e altri organismi e ONG internazionali; |
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16. |
invita tutti i governi locali a considerare attentamente le loro responsabilità nel mantenimento della pace e della giustizia nonché a promuovere i diritti umani per tutti, costruendo città «coesive» per un mondo all'insegna della coesione; |
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17. |
ribadisce la necessità di disporre di strumenti di aiuto più efficaci e trasparenti a livello internazionale, nonché di procedure semplificate, e soprattutto di garantire la partecipazione degli enti locali non soltanto all'elaborazione, ma anche alla messa in atto dei necessari strumenti; |
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18. |
accoglie con favore la comunicazione dell'8 ottobre 2008 in cui la Commissione sostiene la necessità di attribuire agli enti locali un ruolo più importante nella definizione e nell'attuazione delle attività dell'UE per lo sviluppo, come pure di istituire un dialogo strutturato tra la stessa Commissione e le autorità locali, sotto l'egida del Comitato delle regioni; |
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19. |
si rallegra anche del riferimento, contenuto nella comunicazione di cui sopra, alla creazione di una piattaforma di scambio di informazioni tra gli enti locali dell'UE, così come era stato proposto dal Comitato delle regioni; |
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20. |
sottolinea che l'UE è direttamente interessata a cercare la risoluzione dei conflitti e problemi regionali che minano la sicurezza stessa dell'Europa, a impedire flussi migratori incontrollati e perturbazioni nelle forniture energetiche, come pure a promuovere la pace mondiale; |
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21. |
ribadisce la propria convinzione che i rapporti di vicinato possono essere caratterizzati dalla prosperità e dalla sicurezza solo se esiste una cooperazione efficace a livello locale e regionale; |
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22. |
ritiene che gli enti locali e regionali si trovino nella posizione migliore per individuare e far fronte alle esigenze dei cittadini sia in via preventiva che nelle circostanze che si vengono a creare dopo un conflitto; |
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23. |
ritiene che, nel quadro della cooperazione transfrontaliera in generale, ma anche della politica europea di vicinato e dello strumento europeo di vicinato e partenariato in particolare, sia possibile promuovere una collaborazione con la Commissione europea per fare sì che quest'ultima prenda in considerazione temi, politiche, ma soprattutto azioni che rientrano nella sfera della diplomazia delle città; |
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24. |
accoglie con favore la ripresa del partenariato euromediterraneo e sottolinea l'importanza di creare una dimensione di dialogo tra gli enti locali degli Stati membri dell'UE e gli attori della politica europea di vicinato nel Mediterraneo; questo vale anche per l'Europa orientale e il Caucaso dove, va sottolineato, l'UE svolge un ruolo importante nel promuovere il processo di pace e la fornitura di aiuti umanitari sin dallo scoppio delle ostilità nell'agosto 2008; |
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25. |
ribadisce la propria intenzione di promuovere la creazione di un'assemblea locale e regionale euromediterranea per dare consistenza al processo di Barcellona e all'Unione per il Mediterraneo, istituita — quest'ultima — in occasione del Consiglio europeo del 13 luglio 2008 a Parigi, con l'obiettivo di promuovere, tra l'altro, anche gli obiettivi della diplomazia delle città; |
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26. |
si rallegra della dichiarazione finale della Conferenza ministeriale sul Processo di Barcellona, riunitasi a Marsiglia il 3-4 novembre 2008 che sostanzialmente accoglieva la proposta avanzata dal Forum delle autorità locali e regionali del 22-23 giugno e ribadita nel parere CdR dell’8 ottobre; si impegna ad associare l’Assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM) all’Unione per il Mediterraneo una volta che questa si sarà costituita; |
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27. |
riconosce che, nonostante l'esperienza pregressa di tutte le parti interessate e il loro ruolo costruttivo e concreto, non esiste un modello specifico di esercizio ed attuazione della diplomazia delle città; |
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28. |
rileva che resta difficile definire con esattezza i principali fattori di successo o di insuccesso delle azioni della diplomazia delle città: per tale ragione gli approcci adottati devono essere tagliati su misura e sufficientemente flessibili per potersi adattare a un contesto in rapida evoluzione; |
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29. |
è convinto che gli attori partecipanti alla diplomazia delle città debbano capire che si tratta di una procedura complessa, la quale integra comunque altre iniziative, e che occorre una conoscenza approfondita della situazione specifica di una regione in conflitto e del quadro storico di tale conflitto. Ritiene altresì che prima di intraprendere qualunque iniziativa tali attori dovranno prima ottenere il consenso degli enti locali competenti; |
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30. |
ritiene determinanti l'esperienza e la cooperazione degli organi istituzionali dell'UE in questo campo, ribadisce che occorre un maggiore sostegno politico e tecnico per garantire una cooperazione transfrontaliera permanente dei paesi confinanti con l'UE a livello di autonomie locali e invita gli Stati membri e i paesi partecipanti ad avvalersi il più possibile del programma di assistenza tecnica e di scambio di informazioni (Technical assistance information exchange office — TAIEX) e di altre iniziative di gemellaggio preesistenti, nonché di programmi come L'Europa per i cittadini (2007-2013), per porre le basi di un approccio fondato sulla diplomazia delle città; |
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31. |
richiama l'attenzione sulla possibilità di organizzare tra Stati membri dell'UE degli scambi di dipendenti pubblici di enti locali per promuovere la dimensione della diplomazia delle città ma anche per promuovere, tramite una collaborazione e un coordinamento più stretti, lo scambio di esperienze e la messa in rete di azioni; |
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32. |
sottolinea che l'esperienza maturata dall'UE in materia di trasferimento di know-how può essere determinante in tutti i possibili settori di intervento della diplomazia delle città, che spaziano dalla buona governance, dalla promozione della trasparenza e dalla lotta contro la corruzione allo sviluppo locale, alle infrastrutture, alla sanità, all'istruzione e alla formazione, alla lotta contro il traffico di esseri umani, ai giovani, alla parità dei sessi e al dialogo interculturale; |
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33. |
richiama l'attenzione sulla necessità da parte della Commissione europea e degli Stati membri di continuare a collaborare con gli enti locali e la società civile per promuovere nei comuni i diritti umani e i diritti di tutti i gruppi svantaggiati, ed invita soprattutto i paesi coinvolti nel partenariato euromediterraneo ad aprirsi maggiormente al contributo della società civile, delle autonomie locali e, per estensione, della diplomazia delle città; |
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34. |
fermo restando che gli attori internazionali devono rafforzare e agevolare l'azione della diplomazia delle città, va riconosciuto che eventuali nuove strutture andranno create solo nei casi strettamente necessari e al servizio di esigenze specifiche; |
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35. |
propone che la commissione Relazioni esterne e cooperazione decentrata segua da vicino gli sviluppi in questo campo, promuova la comunicazione tra gli attori coinvolti, le reti europee e internazionali e le ONG, nonché individui — se opportuno — le regioni in cui è possibile esercitare la diplomazia delle città e in cui il CdR può fungere da catalizzatore; |
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36. |
propone di tenere l'UE regolarmente informata in merito alle esigenze degli enti locali e regionali nelle regioni coinvolte in conflitti e la invita a partecipare più attivamente alla risoluzione di questi ultimi promuovendo la diplomazia delle città e le iniziative correlate; |
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37. |
invita inoltre l'UE a mettere la diplomazia delle città all'ordine del giorno degli incontri con gli organismi internazionali competenti; |
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38. |
incoraggia la Commissione europea a promuovere programmi regionali volti a coinvolgere gli enti locali e regionali e le loro associazioni nella diplomazia delle città, allo scopo di perseguire obiettivi e principi comuni; |
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39. |
accoglie con favore l'iniziativa del CPLRE di mettere a punto una Carta europea della diplomazia delle città e il progetto di istituire un fondo apposito; invita inoltre l'UE ad esaminare la possibilità di creare uno strumento finanziario che sostenga l'azione della diplomazia delle città e la promuova in generale; |
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40. |
dato il grande successo riscosso finora dalla manifestazione annuale Open Days — Settimana europea delle regioni e delle città, propone di inserire nel programma dell'edizione 2009 un seminario di informazione sulla diplomazia delle città; |
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41. |
si impegna a richiamare l'attenzione degli Stati membri sulla diplomazia delle città, sottolineando l'attaccamento ai valori della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti umani, a invitare gli Stati membri a sostenere le iniziative della diplomazia delle città, a livello bilaterale e multilaterale, quale strumento per la promozione del dialogo tra gli enti locali e regionali a livello internazionale e nel quadro della politica estera degli Stati membri, e infine ad appoggiare le iniziative della società civile a favore di una pace duratura; |
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42. |
procederà ad informare il Presidente della Commissione europea, l'Alto rappresentante dell'UE per la politica estera e la sicurezza comune, la commissaria responsabile delle Relazioni esterne, il commissario responsabile dello Sviluppo e degli aiuti umanitari nonché il Presidente del Parlamento europeo in merito al contenuto del presente parere, ponendo in rilievo il ruolo che lo stesso CdR intende svolgere nell'ambito della diplomazia delle città, nonché il vantaggio che l'UE può trarne in termini di rafforzamento della sua politica estera e di conseguimento degli obiettivi di pace, sicurezza e stabilità. |
Bruxelles, 12 febbraio 2009.
Il Presidente
del Comitato delle regioni
Luc VAN DEN BRANDE