20.3.2009   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

CE 66/75


Ruolo dell'Unione europea in Iraq

P6_TA(2008)0100

Raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio, del 13 marzo 2008, sul ruolo dell'Unione europea in Iraq (2007/2181(INI))

(2009/C 66 E/15)

Il Parlamento europeo,

vista la proposta di raccomandazione destinata al Consiglio presentata da Ana Maria Gomes a nome del gruppo PSE sul ruolo dell'Unione europea in Iraq (B6-0328/2007),

viste le sue precedenti risoluzioni sull'Iraq, in particolare quella più recente del 25 ottobre 2007 (1),

vista la sua risoluzione del 12 luglio 2007 sulla situazione umanitaria dei rifugiati iracheni (2),

viste le decisioni della Conferenza dei presidenti del 15 novembre e del 6 dicembre 2007 sulla composizione e il mandato di una «delegazione ad hoc per le relazioni con l'Iraq»,

viste le conclusioni del Consiglio «Affari generali e relazioni esterne» sul ruolo dell'Unione europea in Iraq del 23 e 24 aprile, 15 e 16 ottobre e 19 e 20 novembre 2007,

vista la comunicazione della Commissione del 7 giugno 2006 dal titolo «Raccomandazioni per un impegno rinnovato dell'Unione europea a favore dell'Iraq» (COM(2006)0283),

visto il piano «International Compact with Iraq», approvato a Sharm el Sheikh (Egitto) il 3 maggio 2007,

viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nn. 1546 (2004) dell'8 giugno 2004, 1770 (2007) del 10 agosto 2007 e 1790 (2007) del 18 dicembre 2007 e in particolare gli allegati I e II,

viste l'azione comune 2005/190/PESC del Consiglio, del 7 marzo 2005, relativa alla missione integrata dell'Unione europea sullo stato di diritto per l'Iraq, EUJUST LEX (3), definita nel quadro della Politica europea di sicurezza e difesa (PESD), e le azioni comuni successive che la modificano ed estendono il mandato della missione,

vista la strategia europea in materia di sicurezza «Un'Europa sicura in un mondo migliore», del 12 dicembre 2003,

visto il consenso europeo in materia di sviluppo del 22 novembre 2005,

vista la sua risoluzione del 1o giugno 2006 sulla situazione delle donne nei conflitti armati e il loro ruolo quanto alla ricostruzione e al processo democratico nei paesi in situazione di post-conflitto (4),

vista la quarta convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 relativa alla protezione delle persone civili in tempo di guerra, e i protocolli ad essa allegati I e II e particolarmente preoccupato per le violenze di cui è vittima il personale umanitario, sanitario e religioso nell'esercizio delle proprie funzioni,

vista la sua risoluzione del 1o giugno 2006 sulle piccole e medie imprese nei paesi in via di sviluppo (5),

visto l'articolo 114, paragrafo 3, del suo regolamento,

vista la relazione della commissione per gli affari esteri sul ruolo dell'Unione europea in Iraq (A6-0052/2008),

A.

considerando che dal 2005 la Repubblica dell'Iraq ha organizzato due elezioni pluraliste, ha adottato una costituzione mediante referendum, ha creato la base per uno Stato federale e ha avviato un difficile processo di costruzione delle istituzioni democratiche,

B.

considerando che la società e la leadership politica irachene sono profondamente divise e che la situazione della sicurezza in alcune parti del paese continua ad essere estremamente pericolosa,

C.

considerando che l'Iraq risente di un conflitto settario e di un'insurrezione, ma che il paese subisce anche l'assenza generalizzata dello Stato di diritto,

D.

considerando che si è verificato un miglioramento della situazione della sicurezza nella Repubblica dell'Iraq ma che le forze irachene continuano a trovarsi di fronte alla sfida di dover sostenere e consolidare tale miglioramento, con l'assistenza internazionale, e considerando che consistenti sforzi per assicurare la ricostruzione e lo sviluppo sostenibile e la capacità dell'UE di aiutare il popolo dell'Iraq dipendono dal continuo miglioramento della situazione politica e di sicurezza,

E.

considerando che per decenni il dominio dittatoriale dell'amministrazione pubblica irachena aveva quale scopo il controllo della popolazione e non il servizio pubblico mentre gli anni dell'amministrazione rigorosamente centralizzata del partito Ba'ath hanno portato a gravi carenze nella capacità degli iracheni di gestire il bilancio e le risorse finanziarie in modo appropriato, con la conseguenza che il settore pubblico oggi è fragile, debole e carente di una cultura pienamente sviluppata di dare la priorità ai servizi pubblici a favore del popolo dell'Iraq,

F.

considerando che i paesi vicini debbono astenersi dall'interferire negli affari interni dell'Iraq e rispettare la sua indipendenza, sovranità e integrità territoriale e il desiderio del popolo iracheno di costruire il sistema costituzionale e politico del paese con i propri mezzi,

G.

considerando che a causa di questo conflitto vi sono 2,4 milioni di sfollati all'interno dell'Iraq e 2,28 milioni di rifugiati nei paesi vicini, principalmente in Siria e in Giordania,

H.

considerando che la regione curda è una parte dell'Iraq in cui è garantito un grado di pace e stabilità e la cooperazione internazionale allo sviluppo e gli investimenti privati stanno crescendo,

I.

considerando che l'UE, in quanto protagonista a livello globale, dovrebbe assumersi le proprie responsabilità nella costruzione di un nuovo Iraq democratico e considerando che la politica dell'UE nei confronti dell'Iraq dovrebbe essere vista nel contesto più ampio della partnership strategica dell'UE per il Mediterraneo e il Medio Oriente,

J.

considerando che l'UE deve essere più strategica nel sostenere l'Iraq nei progressi compiuti verso la creazione di uno Stato democratico federale; considerando che l'UE riconosce che, allo scopo di poter fornire effettiva assistenza, devono sussistere un partenariato solido con il popolo iracheno, un continuo impegno da parte del governo iracheno ad assicurare la sicurezza, la riconciliazione e la disponibilità a cooperare, sforzi in materia di costruzione delle capacità e della democrazia e un impegno volto a lottare contro la corruzione e a garantire la trasparenza e l'efficacia, come requisiti fondamentali per un ruolo accresciuto dell'Unione europea in Iraq; considerando che le sfide fondamentali della ricostruzione vanno affrontate sul piano istituzionale e sociale, in particolare la costruzione di istituzioni e organi amministrativi funzionanti, il consolidamento dello Stato di diritto, l'applicazione delle leggi e il rispetto dei diritti dell'uomo,

K.

considerando che l'UE ha individuato la necessità di attuare una pianificazione pluriennale delle operazioni che vada oltre l'attuale programmazione annuale basata su misure speciali, al fine di migliorare l'efficacia dell'assistenza,

L.

considerando che l'UE deve adattare l'uso delle sue risorse agli specifici problemi interni, regionali e umanitari che l'Iraq si trova ad affrontare; considerando che l'efficacia, la trasparenza e la visibilità sono requisiti essenziali per un ruolo rafforzato dell'Unione europea in Iraq,

M.

considerando che l'Iraq è regredito dalla condizione di paese a medio reddito negli anni '70 e che l'Unione europea deve adeguare di conseguenza l'utilizzo delle sue risorse,

N.

considerando che dal dicembre 2005 la Commissione ha una piccola delegazione a Baghdad, la cui sezione operativa ha sede ad Amman, e trova molto difficile operare in certe zone, specialmente a Baghdad, in conseguenza di accordi militari e della situazione della sicurezza,

O.

considerando che dal 2003 la Commissione ha messo a disposizione oltre 800 milioni di euro per l'assistenza all'Iraq (per la maggior parte attraverso il Fondo internazionale per la ricostruzione dell'Iraq (IRFFI)) e che l'UE è direttamente impegnata fin dal 2005 per migliorare lo Stato di diritto nel paese attraverso la sua missione EUJUST LEX nel quadro della PESD; considerando che il mandato di EUJUST LEX è stato prorogato per un'ultima volta,

P.

considerando che il 3 maggio 2007 il governo dell'Iraq, insieme alla Banca mondiale e alle Nazioni Unite, ha approvato il summenzionato piano «International Compact with Iraq» quale visione del governo iracheno per i cinque anni successivi e quale principale riferimento per il ruolo della comunità internazionale nel paese, con il pieno sostegno dell'Unione europea in qualità di uno dei principali donatori,

Q.

considerando che la summenzionata risoluzione 1770 (2007) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha recentemente esteso in misura significativa il mandato della missione delle Nazioni Unite in Iraq,

R.

considerando che gli anni di regime del partito Ba'ath e i decenni di conflitti hanno lasciato una società traumatizzata dalla guerra, dalle repressioni, dalla pulizia etnica (anche attraverso attacchi chimici, come nel caso di Halabja) e dalla indifferenza a livello internazionale verso tali crimini; considerando che la comunità internazionale e in particolare gli Stati che hanno appoggiato l'invasione hanno il dovere giuridico e morale, oltre a un interesse relativo alla sicurezza, di sostenere il popolo iracheno e che l'Unione europea, coordinandosi con altri donatori internazionali, deve mobilitare in modo rapido e creativo tutti gli strumenti pertinenti a sua disposizione per svolgere il proprio ruolo,

S.

considerando che il Parlamento europeo è determinato a sviluppare ulteriormente le sue relazioni con il Consiglio dei rappresentanti iracheno, anche attraverso legami ufficiali,

1.

rivolge al Consiglio le seguenti raccomandazioni:

a)

adottare, insieme alla Commissione una nuova strategia che accresca quantitativamente, ma soprattutto qualitativamente, il sostegno dell'Unione europea agli sforzi delle Nazioni Unite volti a creare un Iraq sicuro, stabile, unificato, prospero, federale e democratico che sostenga i diritti umani, protegga le sue minoranze e promuova la tolleranza interetnica, così da preparare la strada verso la stabilità e la sicurezza regionale; reagire alla risoluzione 1770 (2007) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che rafforza in misura significativa il ruolo delle Nazioni Unite in Iraq;

b)

convogliare il sostegno dell'UE per un sistema democratico di governo verso tre obiettivi, in particolare: rafforzare il coordinamento fra il governo e il Consiglio dei rappresentanti dell'Iraq per fare in modo che il processo legislativo si blocchi il meno possibile; rafforzare le procedure elettorali a livello locale per garantire che i consigli provinciali siano pienamente rappresentativi di tutte le popolazioni locali; rafforzare la democrazia locale con meccanismi di consultazione per coinvolgere con regolarità e frequenza la popolazione locale nel processo decisionale;

c)

concentrare l'aiuto dell'UE in Iraq, in generale, sull'opportuna assistenza tecnica e la costruzione di capacità nei campi dello Stato di diritto e della giustizia, dei diritti umani, del buon governo, della gestione finanziaria e di bilancio, dell'uguaglianza di genere, della sanità e dell'istruzione e sul rafforzamento delle istituzioni governative federali, regionali e locali;

d)

esortare la Commissione a garantire la trasparenza e l'efficienza dell'aiuto dell'Unione europea a favore dell'Iraq, in particolare:

rispondendo alle preoccupazioni già espresse nel 2005 nel parere sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2006 presentato dalla commissione parlamentare per gli affari esteri, fornendo informazioni complete, periodiche e trasparenti sull'effettiva erogazione ed esecuzione dell'assistenza dell'UE, in particolare i finanziamenti concessi attraverso l'IRFFI;

operando direttamente sul campo se e laddove la situazione della sicurezza lo consenta, ossia nelle paludi a sud del paese, dove la popolazione è stata particolarmente trascurata, e nella regione curda;

incoraggiando le agenzie delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a fare altrettanto;

garantendo il pieno appoggio ai soggetti locali interessati, comprese la società civile e le autorità governative, nell'ideazione, esecuzione e sostenibilità dei progetti e programmi;

assicurando che i progetti finanziati dall'UE non si sovrappongano al lavoro svolto da altri donatori internazionali, ma lo integrino;

aumentando la quota dei finanziamenti dell'Unione europea destinati all'assistenza tecnica bilaterale e allo sviluppo di capacità e migliorando il controllo diretto della CE sui finanziamenti;

orientando essenzialmente il sostegno dell'UE verso i progetti bilaterali incentrati sull'assistenza tecnica e sullo sviluppo di capacità nei settori dello Stato di diritto, della gestione finanziaria, della governance democratica e dei diritti umani;

garantendo che una sostanziale assistenza dell'UE sia destinata al miglioramento della gestione delle finanze pubbliche e del controllo di bilancio onde far sì che il governo iracheno possa spendere meglio i cospicui e crescenti finanziamenti pubblici attualmente a sua disposizione;

utilizzando la sua esperienza nei programmi di assistenza ai partner ENP per trovare modalità di una più efficace partecipazione in Iraq;

e)

esaminare la possibilità dell'adozione da parte della Commissione del documento strategico pluriennale per l'Iraq;

f)

promuovere la ripresa di relazioni e scambi bilaterali politici, diplomatici, culturali ed economici tra gli Stati membri e l'Iraq;

g)

includere i seguenti elementi in una nuova strategia per un ruolo proattivo dell'Unione europea e dei suoi Stati membri in Iraq, da attuare non appena le circostanze — vale a dire la situazione della sicurezza — lo permetteranno e in stretta concertazione con le autorità irachene e con altri partner, quali le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni non governativa (ONG):

aumentare le dimensioni, le responsabilità e le risorse della delegazione della Commissione a Baghdad, acquistare nuovi locali per la sua sede e assicurare che i dipendenti siano in grado di vivere e lavorare in condizioni di sicurezza; e incoraggiare gli Stati membri dell'UE non rappresentati a Baghdad a farvi ritorno e a condividere l'utilizzo di tali locali e i relativi costi connessi alla sicurezza;

assicurare la visibilità dell'UE/CE a Erbil, Nassirya, Bassora e altre zone dell'Iraq ove la situazione della sicurezza lo permetta;

rafforzare il sostegno allo Stato di diritto e alla giustizia continuando a concentrarsi in particolare sulle istituzioni giurisdizionali e sugli organismi non governativi negli ambiti seguenti: rafforzamento dell'Istituto di formazione giudiziaria, sostegno alla creazione di uffici preposti all'indagine di reati gravi, rafforzamento dell'Alto Consiglio giudiziario, sostegno all'instaurazione di una corte pilota a Bassora, rafforzamento del Collegio iracheno degli avvocati e sostegno alla creazione di centri di assistenza legale;

trarre profitto dall'esperienza positiva di EUJUST LEX e prepararne il seguito, sulla base delle esperienze acquisite e di una valutazione esterna esaustiva dell'impatto della missione, anche all'interno all'Iraq, ai fini di un ulteriore rafforzamento del sistema giudiziario e di polizia iracheno, facendo ricorso sia agli strumenti della PESD che a quelli comunitari;

fornire sostegno alla riforma della gestione delle finanze pubbliche e contribuire alla sua responsabilizzazione;

seguitare a fornire assistenza tecnica per l'organizzazione di elezioni libere ed eque;

sostenere il processo di riconciliazione, segnatamente su Kirkuk e altri territori oggetto di contestazione interna, ivi comprese le regioni assire note come pianure di Ninive con le loro minoranze cristiane; sostenere le iniziative delle Nazioni Unite volte a facilitare il dialogo regionale, in particolare trovando i modi e i mezzi per migliorare la capacità operativa, incluso il trasporto aereo;

sfruttare la natura specifica dello strumento di stabilità (6) per fornire un'assistenza sostanziale, cruciale per lo sviluppo in una situazione di crisi o di crisi emergente come quella presente in Iraq: sostenere lo sviluppo di istituzioni statali democratiche, non settarie, pluralistiche, federali, regionali e locali, mettendo in rilievo la funzione del Consiglio dei rappresentanti e la sua capacità di gestire il processo legislativo, di controllare il ramo esecutivo e di assicurare alle donne un ruolo più importante nella società irachena; promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto, prestando particolare attenzione ai diritti delle donne, delle minoranze e dei bambini; sostenere misure atte a rafforzare lo sviluppo e l'organizzazione della società civile e la sua partecipazione al processo politico e a promuovere mezzi di comunicazione indipendenti, pluralisti e professionali; sostenere le attività di sminamento; fornire consulenza e sostegno alla regione curda e al suo governo negli sforzi volti a contrastare il traffico di stupefacenti;

seguitare a concentrare le risorse dello strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (DCI) (7) destinate all'Iraq sugli obiettivi di sviluppo del Millennio, in modo tale da garantire quale massima priorità l'accesso universale all'assistenza sanitaria pubblica vitale, settore in cui vi è l'urgente necessità di sviluppare le istituzioni e le capacità per correggere l'acuto deficit strutturale; adottare azioni prioritarie per evitare un ulteriore deterioramento del sistema educativo, inclusa l'attuazione di misure pratiche per assicurare che le ragazze siano pienamente in grado di prendere parte all'istruzione a tutti i livelli; fornire un nuovo impulso al sistema ecologico e sociale delle zone paludose e sostenere la tutela del patrimonio unico degli arabi delle paludi; ricorrere al DCI per fornire competenze tecniche e sviluppo delle capacità a sostegno delle iniziative irachene volte ad identificare e ribaltare i danni ambientali e gli effetti del cambiamento climatico;

incoraggiare le ONG europee a cooperare con le proprie controparti irachene, già particolarmente attive nella regione curda, e a utilizzare pienamente lo strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (EIDHR) (8) per fornire assistenza tecnica e finanziaria alle organizzazioni della società civile, al fine di affrontare le seguenti questioni: la parità di partecipazione delle donne e degli uomini alla vita politica, economica e sociale; la violenza nei confronti delle donne, segnatamente i matrimoni forzati, i crimini d'«onore», la tratta di esseri umani e le mutilazioni genitali; i diritti delle popolazioni indigene e delle persone appartenenti a minoranze e gruppi etnici, inclusi gli assiri (caldei, siriaci e altre comunità cristiane), gli yazidi e i turcomanni; i diritti dei bambini, specialmente la lotta contro il lavoro minorile, la prostituzione minorile e la tratta di bambini; la lotta contro la detenzione arbitraria e la tortura; e l'abolizione della pena di morte;

incoraggiare e aiutare il governo dell'Iraq, in quanto questione di eccezionale urgenza, a introdurre una legislazione d'emergenza volta a fornire assistenza finanziaria a oltre un milione di donne capofamiglia in condizioni di estrema indigenza e alle persone a loro carico;

aumentare la dotazione finanziaria del programma Erasmus Mundus per l'Iraq; sostenere le attività, in corso e future, finalizzate alla creazione di reti fra istituzioni accademiche irachene e straniere, fra il personale accademico e gli intellettuali a titolo individuale e fra le organizzazioni studentesche, così da rilanciare l'ambiente accademico;

rafforzare la capacità delle autorità irachene di effettuare controlli efficaci alle frontiere, che dovrebbero tra l'altro ridurre l'afflusso di armi e armamenti nel paese; contribuire a mettere fine al flusso di armi leggere e di piccolo calibro verso l'Iraq, anche rendendo giuridicamente vincolante il codice di condotta dell'UE sulle esportazioni di armi, migliorando la sorveglianza dei depositi in Bosnia e Erzegovina affidata all'operazione Althea-Forze dell'Unione europea (EUFOR), accelerando la distruzione dei depositi nei Balcani e aiutando le autorità irachene a «rastrellare» le eccedenze di armi leggere e di piccolo calibro mediante un programma su larga scala di disarmo, smobilitazione e reinserimento, ricorrendo sia agli strumenti della PESD che a quelli comunitari;

continuare gli opportuni e produttivi negoziati relativi al nuovo accordo sugli scambi e la cooperazione tra UE e Iraq, sottolineando al contempo l'importanza del rispetto dei diritti umani quale elemento rilevante per le relazioni contrattuali dell'Unione europea con qualsiasi paese terzo, inclusa la lotta contro il terrorismo;

fornire assistenza amministrativa e tecnica e incoraggiare lo sviluppo di capacità in loco così da aiutare il governo iracheno ad applicare il suo recente programma sul microcredito e a condividere le pratiche migliori sul ruolo positivo che il microcredito può avere per l'emancipazione delle donne in seno alle loro comunità, con particolare riferimento all'oltre un milione di vedove indigenti;

esortare vivamente la Commissione ad alleviare la terribile situazione dei profughi in Giordania e Siria e in altri paesi della regione colpiti dalla crisi dei profughi iracheni e accrescere significativamente la trasparenza e l'efficienza dell'assistenza dell'UE a favore dei profughi iracheni in tali paesi;

aumentare il sostegno dell'Unione europea, tramite la direzione generale per l'aiuto umanitario (DG ECHO) della Commissione europea, alle ONG e alle organizzazioni internazionali nei loro sforzi volti ad alleviare la drammatica situazione dei profughi iracheni nei paesi vicini, nonché degli sfollati all'interno dell'Iraq, comprese le 4 000 famiglie assire che hanno cercato rifugio nelle pianure di Ninive; sollecitare le autorità irachene ad assumersi le proprie responsabilità nel fornire aiuto finanziario e d'altro tipo per la reintegrazione dei rifugiati e degli sfollati interni;

offrire ai profughi iracheni maggiori possibilità di trovare rifugio negli Stati membri dell'Unione europea attraverso i programmi di reinsediamento concordati con l'UNHCR (25 000 casi) o tramite domande di asilo individuali, porre fine agli attuali criteri arbitrari di concessione della protezione e prevenire ogni rimpatrio forzato in qualsiasi parte dell'Iraq; affrontare senza indugio la drammatica situazione dei profughi palestinesi approdati nella regione di confine fra Iraq e Siria;

chiedere al governo iracheno e alle autorità internazionali di recuperare gli oggetti antichi trafugati dal Museo nazionale iracheno di Baghdad e da altre zone dell'Iraq in seguito all'intervento del 2003, così da preservare il retaggio storico e culturale iracheno per le generazioni future;

h)

fare tesoro delle preziose esperienze che l'UE e i suoi Stati membri hanno maturato nelle riuscite operazioni della squadra di ricostruzione provinciale (PRT) in Afghanistan e prendere in considerazione la partecipazione agli sforzi della PRT in Iraq, principalmente nella fornitura di servizi e infrastrutture essenziali;

i)

incoraggiare le imprese europee a investire nella ricostruzione dell'Iraq nel contesto delle gare d'appalto finanziate sia dai governi degli Stati membri che dal governo iracheno e/o sulla base di una stretta cooperazione tra di essi;

j)

incoraggiare e aiutare le imprese europee a presentare offerte per gli appalti relativi alla ricostruzione in Iraq, a essere presenti sul territorio e a fare tesoro delle precedenti esperienze maturate in Iraq sia durante il periodo precedente al conflitto che nel periodo della ricostruzione;

k)

accogliere con favore lo status di osservatore dell'Iraq nell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) essendo un passo decisivo verso la reintegrazione dell'Iraq nell'economia internazionale che contribuisce a un andamento positivo dei negoziati tra l'Unione europea e l'Iraq su un accordo di commercio e cooperazione; caldeggiare una piena adesione dell'Iraq all'OMC al momento opportuno in futuro;

l)

condurre i negoziati sull'accordo di commercio e cooperazione fra l'UE e l'Iraq in maniera da agevolare ed incoraggiare le riforme interne in Iraq e da avvicinare il sistema commerciale iracheno alle norme e regolamentazioni dei sistemi multilaterali; informare regolarmente il Parlamento della fase raggiunta nei negoziati fra l'Unione europea e l'Iraq in merito all'accordo di commercio e cooperazione;

m)

incoraggiare il governo iracheno ad utilizzare gli introiti della vendita del petrolio in maniera da garantire che siano reinvestiti in Iraq e siano gestiti da enti per gli appalti pubblici posti sotto l'autorità suprema del governo iracheno; raccomandare che tale approccio sia un requisito essenziale per il sostegno dell'UE alla ricostruzione e lo sviluppo dell'economia irachena;

n)

chiedere alla forza multinazionale Iraq MNF-I di impegnarsi con il governo dell'Iraq e di rendere conto della situazione degli oltre 24 000 detenuti in custodia presso la MNF-I in modo da garantire il rispetto del giusto processo e dei loro diritti umani fondamentali;

o)

impegnarsi in un dialogo con gli Stati Uniti e adoperarsi per rendere più multilaterale il ruolo svolto dalla comunità internazionale nel paese, sotto l'egida delle Nazioni Unite; sostenere gli sforzi dell'Iraq volti ad aumentare la frequenza e la portata dei colloqui con i paesi vicini, specialmente l'Iran, la Siria, l'Arabia Saudita e la Turchia, sul futuro del paese, senza che ciò pregiudichi altre questioni importanti; sollecitare la Turchia a rispettare l'integrità territoriale dell'Iraq e a non reagire alle azioni terroristiche con azioni militari sul territorio iracheno; sollecita le autorità irachene a non consentire che il territorio iracheno sia utilizzato come base per azioni terroristiche contro la Turchia;

p)

rivelare informazioni sull'identità delle società militari private e sulle società di sicurezza private che provvedono alla sicurezza del personale dell'UE in Iraq; dotarsi di un concetto relativo all'impiego delle imprese militari e di sicurezza private durante le operazioni della PESD, e stabilire orientamenti chiari per il ricorso a tali imprese da parte delle istituzioni dell'UE;

2.

sottolinea l'impegno del Parlamento a favore dei principi e della pratica della democrazia parlamentare; ribadisce, pertanto, la sua iniziativa di sostenere nel bilancio 2008 il processo democratico nei parlamenti di paesi terzi, il suo impegno a sostenere attivamente il Consiglio dei rappresentanti iracheno offrendogli assistenza per lo sviluppo di capacità, e il suo lavoro tramite la delegazione ad hoc per le relazioni con l'Iraq per incoraggiare le relazioni bilaterali; decide quindi di sostenere un ulteriore sviluppo del Consiglio dei rappresentanti iracheno:

a)

sviluppando le iniziative che rafforzano la capacità dei rappresentanti iracheni eletti di assolvere il loro ruolo costituzionale nella società tramite una buona prassi parlamentare e relazioni efficaci con l'esecutivo e le circoscrizioni elettorali;

b)

aumentando il trasferimento di esperienze per un'amministrazione efficace, la formazione di personale qualificato, lo sviluppo di una struttura di commissioni pienamente funzionante, regolamenti esaustivi e la trasparenza e la responsabilità istituzionali;

c)

fornendo l'esperienza necessaria in materia di redazione legislativa, che è essenziale per un'efficace applicazione della struttura statale federale;

3.

incarica il suo Presidente di trasmettere la presente raccomandazione al Consiglio e, per conoscenza, alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti dagli Stati membri e al governo e al Consiglio dei rappresentanti della Repubblica dell'Iraq.


(1)  Testi approvati, P6_TA(2007)0481.

(2)  Testi approvati, P6_TA(2007)0357.

(3)  GU L 62 del 9.3.2005, pag. 37.

(4)  GU C 298 E dell'8.12.2006, pag. 287.

(5)  GU C 298 E dell'8.12.2006, pag. 171.

(6)  Cfr. regolamento (CE) n. 1717/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce uno strumento per la stabilità (GU L 327 del 24.11.2006, pag. 1).

(7)  Cfr. regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41).

(8)  Cfr. regolamento (CE) n. 1889/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce uno strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (GU L 386 del 29.12.2006, pag. 1).