52008DC0629

Relazione della Commissione al Parlamento Europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006 (sintesi) - Risoluzioni del Parlamento Europeo redatte ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario, dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES e delle disposizioni analoghe nel precedente regolamento finanziario ad hoc del FES {SEC(2008)2579} /* COM/2008/0629 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 15.10.2008

COM(2008) 629 definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006 (sintesi) - Risoluzioni del Parlamento europeo redatte ai sensi dell'articolo 276, paragrafo 3, del trattato CE, dell'articolo 180 ter del trattato Euratom, dell’articolo 147 del regolamento finanziario, dell'articolo 119, paragrafo 5, del regolamento finanziario applicabile al FES e delle disposizioni analoghe nel precedente regolamento finanziario ad hoc del FES{SEC(2008)2579}

INDICE

PREMESSA 3

I – RISPOSTE DELLA COMMISSIONE ALLE RACCOMANDAZIONI FORMULATE DAL PARLAMENTO EUROPEO NELLA RISOLUZIONE DI DISCARICO DEL BILANCIO GENERALE 4

a) Questioni orizzontali 4

b) Questioni settoriali 7

c) Relazioni speciali della Corte dei conti 11

II – DISCARICO DEL PARLAMENTO EUROPEO SUL FES 11

III – Raccomandazioni nelle risoluzioni sulle singole agenzie e la Corte di giustizia europea 11

PREMESSA

A causa dei vincoli in materia di traduzione e di scadenze, la relazione della Commissione sul seguito dato al discarico concesso dal Parlamento europeo per l'esercizio finanziario 2006[1] è pubblicata in tutte le lingue ufficiali dell'UE in forma di sintesi. Le risposte integrali della Commissione a ciascuna raccomandazione specifica del Parlamento sono disponibili nel documento di lavoro della Commissione[2] pubblicato in inglese, francese e tedesco. Entrambe queste relazioni si riferiscono alle risoluzioni adottate dal Parlamento europeo il 22 aprile 2008.

Ciascun capitolo[3] della presente relazione di sintesi contiene i riferimenti ai numeri di raccomandazione pertinenti riportati nel documento di lavoro della Commissione integrale già menzionato. Tali riferimenti aiuteranno i lettori a ritrovare nel documento di lavoro tutte le raccomandazioni (e le azioni previste o già adottate dalla Commissione) che si riferiscono ad un determinato capitolo o che li interessano particolarmente.

Nelle decisioni di discarico per il bilancio generale, il FES e le agenzie, la Commissione ha individuato un totale di 208 raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo alla Commissione. La Commissione ritiene che per 100 raccomandazioni l’azione necessaria sia già stata adottata, anche se in alcuni casi occorrerà esaminarne i risultati. Per altre 99 raccomandazioni la Commissione accetta di adottare l’azione raccomandata dal Parlamento. Infine, la Commissione non può accettare 9 raccomandazioni e non adotterà quindi l’azione richiesta[4].

I – RISPOSTE DELLA COMMISSIONE ALLE RACCOMANDAZIONI FORMULATE DAL PARLAMENTO EUROPEO NELLA RISOLUZIONE DI DISCARICO DEL BILANCIO GENERALE

È presentata di seguito una sintesi delle risposte della Commissione alle richieste specifiche presentate dal Parlamento nelle sue risoluzioni sul discarico 2006. Le questioni inerenti alle dichiarazioni di gestione a livello nazionale, ai Fondi strutturali e alle azioni esterne sollevate dal Parlamento europeo nelle sue conclusioni principali sono trattate di seguito ai punti rispettivi.

a) Questioni orizzontali

Dichiarazione di affidabilità (documento di lavoro della Commissione, punti 14-17)

La Commissione prosegue il miglioramento delle sue prassi contabili con iniziative quali il progetto "qualità contabile", in particolare per quanto riguarda la separazione degli esercizi. Il 30 aprile 2008 la Commissione ha trasmesso alla commissione controllo dei bilanci la richiesta relazione sul prefinanziamento aggiornata al 31 dicembre 2007.

È necessario un impegno futuro inteso a colmare una serie di lacune dei sistemi di sorveglianza e controllo, in particolare quelle sottolineate dagli ordinatori delegati con le loro riserve e quelle riguardanti settori del bilancio non ritenuti soddisfacenti dalla Corte dei Conti. La Commissione interverrà in modo incisivo sulle cause delle riserve espresse nelle relazioni annuali di attività 2007 e sorveglierà attentamente i progressi.

Gestione finanziaria (documento di lavoro della Commissione, punti 18-19)

La Commissione sta provvedendo a garantire un'efficace procedura di liquidazione del periodo di programmazione 2000-2006 dei Fondi strutturali, tramite audit degli organismi preposti, informazione sugli orientamenti relativi alla chiusura dei programmi emanati nel 2006, e perfezionamento delle procedure interne. Dopo la chiusura dei programmi, la Commissione svolgerà audit per verificare il livello di errore residuo, ed applicherà eventualmente ulteriori rettifiche finanziarie.

I pagamenti a titolo dei Fondi strutturali a favore degli Stati membri UE-10 nel 2007 hanno raggiunto quelli nei paesi UE-15 al corrispondente punto del ciclo di programmazione. I pagamenti a titolo del Fondo di coesione nel 2007 sono rimasti un po’ al di sotto dei livelli previsti in taluni Stati membri, e a fine 2007 gli impegni ancora da liquidare corrispondevano globalmente a tre anni di pagamenti. Tuttavia, la maggior parte dei progetti del Fondo di coesione permette spese fino alla fine del 2010.

Dichiarazioni di gestione a livello nazionale e punto 44 dell'AII (documento di lavoro della Commissione, punti 1-3 e 20-22)

Conformemente all'azione 8 del piano d’azione verso un quadro di controllo integrato, la Commissione fornisce supporto agli Stati membri che su base volontaria decidono di rilasciare una dichiarazione nazionale fornendo loro relazioni finanziarie estratte dal proprio sistema contabile e rispondendo a richieste di informazioni delle autorità nazionali, benché non esista obbligo giuridico in tal senso.

Nell'accordo interistituzionale (paragrafo 44) le tre istituzioni hanno convenuto che gli Stati membri dovessero presentare sintesi annuali delle revisioni contabili e delle dichiarazioni disponibili. Tale disposizione è stata inserita nel regolamento finanziario riveduto; la prima scadenza di presentazione delle sintesi era febbraio 2008. La Commissione si sta concentrando sulla rigorosa attuazione delle disposizioni relative alle "sintesi annuali". Complessivamente la prima tornata di sintesi annuali ha avuto esito positivo e la Commissione la considera una buona base di partenza. La presentazione formale delle sintesi da parte di un organismo centrale rafforza la responsabilità degli Stati membri nell'utilizzo dei fondi. I competenti servizi della Commissione forniranno agli Stati membri risposte e orientamenti per migliorare la prossima tornata di sintesi e potenziare il loro contributo al quadro di controllo interno dei programmi comunitari.

Governance (documento di lavoro della Commissione, punti 23-29)

Il modello di governance della Commissione[5] rispetta le disposizioni degli articoli da 211 a 219 e dell'articolo 274 del trattato nonché quelle del regolamento finanziario adottato all'unanimità dagli Stati membri in sede di Consiglio previa consultazione del Parlamento europeo (articolo 279 del trattato CE) e concertazione a titolo della dichiarazione comune del 1975 sugli atti aventi importanti implicazioni finanziarie. Ai direttori generali e ai capi servizio sono attribuite responsabilità in materia di gestione delle risorse loro singolarmente assegnate dall'autorità di bilancio. Ciascuno di essi elabora una relazione di fine esercizio e una dichiarazione che dia garanzie sull'utilizzo delle risorse, eventualmente con riserve (relazione annuale di attività e dichiarazione).

La Commissione assume collegialmente la responsabilità dell'esecuzione del bilancio conformemente alle disposizioni del trattato (articolo 274) con l'adozione della relazione di sintesi sulle realizzazioni in materia di gestione, che tiene conto anche della relazione annuale sulle realizzazioni politiche (articolo 212). Essa esercita la propria responsabilità politica analizzando le relazioni annuali d'attività e le relative dichiarazioni e pronunciandosi sulle grandi questioni orizzontali, fra cui le azioni adeguate riguardanti questioni che richiedono l'intervento della Commissione.

La Commissione ritiene che l'aggiunta di ulteriori dichiarazioni formali del Segretario generale o del direttore generale per il bilancio renderebbe meno chiare le responsabilità poiché offuscherebbe le responsabilità dei direttori generali e determinerebbe potenziali interferenze tra i servizi centrali e i servizi operativi.

La Carta IAS adottata dalla Commissione il 24 gennaio 2008 specifica che a decorrere dall'esercizio 2009 al più tardi, il servizio di audit interno debba esprimere un parere complessivo sullo stato delle attività di controllo all'interno della Commissione.

La Commissione dispone di conoscenza sui fondi oggetto della gestione concorrente con gli Stati membri. La struttura di governance è chiara in merito alla ripartizione delle responsabilità: gli Stati membri hanno la responsabilità primaria di adottare tutte le misure necessarie per garantire che i fondi siano utilizzati conformemente alle disposizioni applicabili, compresa l'organizzazione di meccanismi di controllo efficienti; la Commissione deve provvedere alla supervisione globale e verificare che gli Stati membri stiano svolgendo correttamente i compiti loro affidati. Ove essa concluda che ciò non avviene, ha l'obbligo di avvalersi dei meccanismi disponibili per sospendere i pagamenti e applicare rettifiche finanziarie. La Commissione sta svolgendo le necessarie verifiche e adottando gli idonei provvedimenti per assolvere pienamente le proprie responsabilità in materia di gestione dei fondi UE. Esistono comunque margini di miglioramento, tanto per la Commissione quanto per gli Stati membri. Nel febbraio 2008 la Commissione ha adottato un piano d'azione per rafforzare ulteriormente la sua funzione di supervisione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali (COM(2008) 97, vedi infra parte Misure strutturali).

Il sistema di controllo interno della Commissione (documento di lavoro della Commissione, punti 30-33)

Nel febbraio 2008 la Commissione ha presentato una relazione sullo stato di avanzamento del piano d'azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato (COM(2008) 110) e ha concluso che la maggior parte delle lacune era stata colmata. L'opera verrà conclusa nel 2008 e all'inizio del 2009 verrà elaborata la prima relazione di incidenza.

La Commissione sta completando la sua valutazione dei costi del controllo nel settore dell’agricoltura, del FESR e della gestione centralizzata diretta. I risultati formeranno la base di una comunicazione della Commissione nell'autunno 2008 volta a rilanciare il dibattito interistituzionale sul rischio tollerabile.

Relazione di sintesi (documento di lavoro della Commissione, punti 34-36)

La relazione di sintesi riprende tutti i punti che trattano delle garanzie circa la legittimità e la regolarità delle spese della Commissione; quest'ultima ha dato istruzione ai suoi servizi di intervenire in modo incisivo sulle cause delle riserve espresse nelle relazioni annuali di attività 2007 e le direzioni generali interessate si stanno impegnando per affrontare le carenze in questione mediante precisi piani d'azione. Ogniqualvolta si riscontrino divergenze tra il parere della Corte dei conti europea e quello del direttore generale responsabile, quest'ultimo dovrà fornire spiegazioni nella relazione annuale d'attività dell'anno successivo.

In esito dell'audit IAS sulle relazioni annuali di attività, le istruzioni permanenti in materia di preparazione delle relazioni 2007 impongono la comunicazione dei ritardi nell'attuazione dei piani d'azione e stabiliscono che le questioni principali sollevate dal servizio di audit interno sono da considerare come un criterio qualitativo per la valutazione delle riserve.

Responsabilità politica e responsabilità amministrativa della Commissione (documento di lavoro della Commissione, punti 37-42)

La Commissione rileva che sono stati compiuti progressi generali per quanto riguarda la presentazione delle relazioni annuali di attività. Nel 2007 sono stati introdotti modelli di controllo interno, che consentono una migliore comparabilità tra le relazioni annuali di attività dei diversi servizi. Inoltre, le istruzioni permanenti relative alle relazioni annuali di attività definiscono le norme e i criteri per la formulazione di riserve e impongono ai servizi della Commissione di riferire in merito alle principali raccomandazioni espresse dalla Corte dei conti europea.

Per le relazioni annuali di attività dell'esercizio 2008 la Commissione fornirà ulteriori orientamenti circa i rischi connessi alla reputazione e il nesso tra tasso d'errore, rilevanza e riserve.

La Commissione apprezza la reazione positiva del Parlamento europeo alla proposta di impostazione comune della questione relativa alla registrazione dei lobbisti. Sono state inoltre prese iniziative per migliorare l'informazione sui beneficiari dei finanziamenti UE e i membri dei gruppi di esperti.

La Commissione ritiene che l'attuale codice di condotta dei membri della Commissione contenga già norme esaustive e adeguate in materia di responsabilità ed etica. Il personale dei membri della Commissione è assunto conformemente allo statuto.

Per quanto riguarda le norme di etica, secondo le conclusioni di uno studio indipendente[6] la Commissione europea ha istituito un sistema valido, corredato delle necessarie norme e procedure.

b) Questioni settoriali

Entrate (documento di lavoro della Commissione, punto 43)

La Commissione formula le riserve relative a determinati punti degli estratti annuali dell'IVA degli Stati membri nelle sue relazioni di controllo. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, continuerà ad impegnarsi per garantire che le riserve vengano sciolte entro tempi ragionevoli. Ove necessario, la Commissione svolgerà visite a carattere gestionale per definire – insieme allo Stato membro interessato – strategie idonee per risolvere le riserve pendenti da molto tempo. Ove non si possano evidenziare progressi verso lo scioglimento delle riserve, la Commissione esaminerà l'eventuale beneficio arrecato dall'avvio di una procedura di infrazione.

Politica agricola comune (documento di lavoro della Commissione, punti 44-54)

Come il Parlamento europeo, la Commissione accoglie con favore il fatto che la Corte abbia riscontrato miglioramenti generali nella gestione della spesa relativa alla PAC nel 2006. La Commissione continua tramite i suoi audit a controllare l'applicazione integrale e corretta dello strumento SIGC. In caso di carenze, essa impone rettifiche finanziarie. Nel 2008 sono previste sei missioni di audit relative al SIGC nei nuovi Stati membri. La situazione del SIGC in Grecia è oggetto di una riserva nella relazione annuale di attività della DG AGRI e viene affrontata dalle autorità elleniche tramite un piano d'azione. La Commissione segue attentamente gli sviluppi.

Per quanto riguarda le condizioni di ammissibilità per le misure agro-ambientali nell'ambito dello sviluppo rurale, gli Stati membri hanno ora l'obbligo di garantire che tutte le misure di sviluppo rurale, comprese quelle agro-ambientali, siano verificabili e controllabili e che il regime di controllo a livello degli Stati membri dia garanzie ragionevoli quanto al rispetto dei criteri di ammissibilità e degli altri impegni. La questione è stata trattata anche nell'ambito della programmazione dello sviluppo rurale per il periodo 2007-2013.

Nell'ambito della valutazione dello stato di salute della PAC, la Commissione ha presentato proposte legislative finalizzate a evitare che il sostegno al reddito agricolo venga destinato ad aziende e imprese la cui attività economica non è finalizzata all'attività agricola, o lo è solo in parte. Il regolamento in questione, se adottato, prevede che gli Stati membri possano decidere di non concedere pagamenti diretti a tali categorie.

Misure strutturali, occupazione e affari sociali (documento di lavoro della Commissione, punti 4-11 e 55-79)

Nel febbraio 2008 la Commissione ha adottato un piano d'azione per rafforzare ulteriormente la sua funzione di supervisione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali (COM(2008) 97). La Commissione presenta al Parlamento europeo relazioni trimestrali sull'attuazione del piano d'azione, con dati sulle rettifiche e sui recuperi imposti. Le prime due relazione trimestrali sono state presentate alla commissione per il controllo dei bilanci dagli onn. Špidla e Hübner il 2 giugno 2008 e il 15 luglio 2008. Ad ottobre 2008 la Commissione presenterà una relazione intermedia sullo stato di attuazione del piano d'azione, e a gennaio 2009 una relazione finale.

Nel piano d'azione è stato integrato il seguito alle rilevazioni della Corte circa gli errori. Conformemente alle proprie linee guida sulle rettifiche finanziarie in caso di irregolarità relative agli appalti pubblici, la Commissione opererà rettifiche del 100% per gravi violazioni delle pertinenti norme, quali l'inadempienza all'obbligo di pubblicità a livello europeo, e applicherà rettifiche forfettarie o calcolate per estrapolazione ove giustificato. La Commissione ha preso provvedimenti volti ad accelerare l'iter decisionale di sospensione dei pagamenti ed applicazione delle rettifiche. Ha inoltre chiarito la terminologia utilizzata nell'ambito delle rettifiche finanziarie e uniformato di conseguenza la resocontazione.

Tanto la normativa per il periodo di programmazione 2000-2006 quanto quella per il 2007-2013 consentono agli Stati membri, a determinate condizioni, di riutilizzare per altre spese ammissibili i fondi UE resisi disponibili a seguito della revoca dei finanziamenti a determinati progetti. Diminuzioni nette dei fondi UE a disposizione di un programma o di un progetto del fondo di coesione avvengono esclusivamente quando la rettifica è imposta da una decisione della Commissione o qualora non vi sia alcuna spesa disponibile in sostituzione, ad esempio alla chiusura o dopo la chiusura parziale dei programmi 2007-2013. La Commissione ritiene che anche le rettifiche finanziarie che non comportano una riduzione netta dei finanziamenti comunitari possono costituire un incentivo per migliorare i controlli, data l’incidenza sul bilancio nazionale.

Il 22 febbraio 2008 la Commissione ha riferito al Parlamento sui risultati preliminari della presentazione delle sintesi annuali e ha fornito un’analisi dettagliata il 25 marzo e nelle relazioni annuali di attività delle direzioni generali Politica regionale e Occupazione. Il 21 aprile la Commissione ha provveduto ad aggiornare il Parlamento e il 15 luglio, nella riunione della commissione per il controllo dei bilanci, lo ha informato in merito alle procedure di infrazione nei confronti della Germania.

La Commissione ritiene che la presentazione formale delle sintesi annuali da parte di un organismo centrale, che rafforza la responsabilità degli Stati membri nell'utilizzo dei fondi comunitari, sia di fondamentale importanza. La Commissione presenterà agli Stati membri delle linee guida rivedute contenenti le raccomandazioni per migliorare la qualità delle loro sintesi annuali per il 2008.

Politiche interne, compresa la ricerca (documento di lavoro della Commissione, punti 80-100)

Il principale rischio per la legittimità e la regolarità della spesa per la ricerca è che i beneficiari presentino dichiarazioni eccessive di spesa e che, in seguito, ciò non venga individuato e corretto dalla Commissione. Molti errori riguardanti la legittimità e la regolarità possono essere individuati (e quindi corretti) solo attraverso controlli in loco. Per ovviare a questo problema, la Commissione ha orientato la sua strategia di controllo verso l’individuazione e la correzione di errori a posteriori, dopo il versamento dei pagamenti. Le DG Ricerca hanno messo in atto la strategia di controllo del sesto programma quadro che prevede un aumento del numero di audit, un nuovo metodo di campionamento e la correzione degli errori sistematici se sono stati commessi ripetutamente dallo stesso beneficiario in altri contratti non sottoposti ad audit. La strategia di controllo sarà attuata su un periodo di quattro anni: pertanto, a causa del suo carattere pluriennale, l'efficacia della strategia di controllo delle DG ricerca può essere misurata e valutata pienamente solo nelle ultime fasi del periodo di durata del programma quadro.

Nel settore dell’istruzione e della cultura, la Commissione attua una strategia di supervisione riveduta che si basa sull’approccio del “quadro di controllo integrato”. Questa prevede dichiarazioni di affidabilità ex ante per il periodo 2007-2013 emesse dalle autorità nazionali e dichiarazioni di affidabilità annuali ex post sull’uso dei fondi nell’esercizio precedente. Nel processo di valutazione delle dichiarazioni di affidabilità ex ante per il periodo 2007-2013 emesse dalla autorità nazionali è stato integrato il seguito alle raccomandazioni sui sistemi di controllo, che è oggetto di monitoraggio costante. Inoltre, le norme che disciplinano i nuovi programmi 2007-2013 nel campo dell’istruzione e della cultura sono state semplificate e viene fatto un maggiore ricorso a importi forfettari e finanziamenti a tasso forfettario.

La Commissione continua ad adottare misure adeguate volte ad accogliere la raccomandazione del Parlamento europeo e la richiesta connessa ai pagamenti tardivi a favore dei beneficiari in modo da rispettare le scadenze delle operazioni di spesa stabilite nel regolamento finanziario. Grazie a tale impegno, la percentuale dei pagamenti effettuati in tempo è aumentata. Questo aspetto è oggetto di un attento controllo e riceve la massima attenzione per garantire un ulteriore miglioramento.

Le risposte circostanziate della Commissione alle raccomandazioni del Parlamento europeo nei settori che fanno capo alle politiche interne figurano nel documento di lavoro allegato.

Azioni esterne (documento di lavoro della Commissione, punti 12-13 e 101-118)

Nel rispetto degli impegni assunti nel corso della procedura di discarico 2006, la Commissione riferirà in merito ai fondi fiduciari multilaterali annualmente e su richiesta del Parlamento. Per l’Iraq e l’Afghanistan, la Commissione illustra periodicamente lo stato di avanzamento e mette a disposizione dei siti web che verranno aggiornati regolarmente. Gli orientamenti comuni per la visibilità, “Joint Visibility Guidelines”, sono stati approvati e adottati durante la quinta riunione del gruppo di lavoro FAFA (10-11 aprile 2008). È stato confermato un migliore accesso ai rappresentati dell’UE per svolgere missioni di verifica sui progetti in gestione condivisa. La Commissione e le Nazioni Unite stanno elaborando un capitolato d’oneri comune per le verifiche al fine di agevolare l’esecuzione di tali missioni di verifica.

La Commissione ha intrapreso una serie di azioni volte a migliorare i sistemi destinati a garantire la legittimità e la regolarità della spesa per le azioni esterne a livello delle organizzazioni incaricate dell’attuazione dei progetti, quali: capitolati d'oneri standard per la verifica delle spese dei contratti di sovvenzione e dei contratti di servizio a prezzo unitario (obbligatoria dal febbraio 2006), nuovi capitolati d’oneri standard per i controlli finanziari e dei sistemi (obbligatori dall’ottobre 2007), consolidamento su base annua dei risultati degli audit esterni in una relazione di sintesi volta a individuare una tipologia di conclusioni e le azioni correttive, sviluppo di audit con sistema CRIS che migliorerebbe la presentazione dei risultati dell'audit.

La risoluzione del Parlamento europeo sul discarico 2006 contiene anche raccomandazioni in settori quali la preadesione, gli aiuti umanitari, la politica di sviluppo e le relazioni esterne. Le risposte della Commissione a tali raccomandazioni sono riportate nel documento di lavoro allegato ai punti relativi alle azioni esterne e ai fondi europei di sviluppo.

Spese amministrative e questioni relative alle agenzie (documento di lavoro della Commissione, punti 119-125 e 191-208)

Il Parlamento europeo ha indirizzato alla Commissione varie raccomandazioni relative alle agenzie di regolazione, sia nella risoluzione di discarico del bilancio generale, sia nelle risoluzioni di discarico per le singole agenzie[7].

Il 9 luglio 2008 la Commissione ha adottato la revisione del regolamento finanziario[8] le cui disposizioni rafforzano l’obbligo delle agenzie di presentare, nelle loro richieste di pagamento, previsioni rigorose dei loro fabbisogni reali di liquidità per tutto l’anno, onde evitare inutili movimenti di cassa. Questo dovrebbe consentire alla Commissione di seguire più da vicino i saldi di cassa delle agenzie e portare quindi a una programmazione più rigorosa e a maggiore trasparenza.

Inoltre, sta per essere lanciata una valutazione orizzontale nell’ambito della comunicazione della Commissione “Il futuro delle agenzie europee” del marzo 2008. La valutazione esaminerà anche l’impatto delle agenzie sull’organizzazione interna e sulle attività della Commissione. Il gruppo di lavoro interistituzionale che la Commissione propone di costituire con il Parlamento europeo e il Consiglio contribuirà, fra l’altro, alla definizione degli obiettivi e della portata di questa valutazione orizzontale di cui la Commissione intende riferire i risultati entro il 2009-2010.

Per quanto riguarda la politica immobiliare comunitaria, nel 2007 è stato commissionato uno studio a una società specializzata. Questo studio fornisce un approccio strutturato per i lavori necessari da effettuare nel tempo per assicurare la gestione corretta ed efficace degli investimenti immobiliari della Commissione. Un secondo studio, sugli edifici in usufrutto, sarà lanciato verso la fine del 2008 o l’inizio del 2009. I risultati dei due studi saranno utilizzati a sostegno delle richieste finanziarie per questo settore e saranno trasmessi alle commissioni competenti.

c) Relazioni speciali della Corte dei conti

La risoluzione di discarico del Parlamento europeo contiene raccomandazioni alla Commissione riguardanti sette relazioni speciali pubblicate dalla Corte dei conti nel 2007. Le risposte della Commissione a tali raccomandazioni sono riportate nel documento di lavoro della Commissione (punti 126-175).

II – DISCARICO DEL PARLAMENTO EUROPEO SUL FES

La Commissione ha già avviato o intende avviare azioni sulla maggior parte delle questioni sollevate dal Parlamento per quanto riguarda il Fondo europeo di sviluppo (FES). Il regolamento finanziario applicabile al 10° FES è stato adottato il 18 febbraio 2008 (GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1). L’articolo 156 prevede che la maggior parte delle disposizioni del 10° FES si applicano anche a FES precedenti. Sebbene, tecnicamente, il regolamento finanziario per il 10° FES non abroga né sostituisce i precedenti regolamenti finanziari del FES, in pratica il risultato sarà questo. Il regolamento finanziario applicabile al 10° FES semplificherà perciò in maniera considerevole la gestione dei vari FES, tanto più che le sue disposizioni sono state allineate il più possibile sul regolamento finanziario applicabile al bilancio generale, fatte salve le questioni che presentano delle particolarità in conformità con l’accordo di Cotonou o con l’accordo interno del Consiglio. Il documento di lavoro della Commissione (punti 176-190) contiene informazioni più dettagliate in merito a tutte le raccomandazioni.

III – RACCOMANDAZIONI NELLE RISOLUZIONI SULLE SINGOLE AGENZIE E LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA

Il Parlamento europeo ha indirizzato alla Commissione varie raccomandazioni relative alle agenzie di regolazione, sia nella risoluzione di discarico del bilancio generale, sia nelle risoluzioni di discarico per le singole agenzie. Una sintesi delle risposte della Commissione ad alcune delle questioni orizzontali relative alle agenzie figura sopra, nella parte relativa al bilancio generale. La Commissione risponde alle raccomandazioni su altre questioni orizzontali e a raccomandazioni, ad essa rivolte, concernenti singole agenzie ai punti 119-125 e 191-208 del documento di lavoro. La sezione contiene inoltre la risposta alla raccomandazione relativa alla Corte di giustizia europea formulata nella risoluzione di discarico.

* * *

[1] Discarico del bilancio generale 2006, discarico FES 2006, discarico Agenzie 2006.

[2] Documento di lavoro dei servizi della Commissione allegato alla relazione della Commissione al Parlamento europeo sul seguito dato alle decisioni di discarico per il 2006.

[3] Sia la presente relazione sintetica che il documento di lavoro integrale seguono, il più precisamente possibile, la struttura delle risoluzioni contenenti le raccomandazioni del Parlamento europeo.

[4] Raccomandazioni 2, 25, 29, 39, 58, 63, 133, 151 e 202.

[5] La dichiarazione della Commissione sulla governance illustra le modalità operative della Commissione e dei suoi servizi, in particolare i meccanismi di responsabilità e rendicontazione.

È consultabile all’indirizzo: http://ec.europa.eu/atwork/synthesis/doc/governance_statement_it.pdf

[6] Studio condotto dall’Istituto Europeo di Pubblica Amministrazione in cooperazione con la Scuola di governance di Utrecht, l’Università di Helsinki e l’Università di Vaasa e pubblicato dalla Commissione l’11 dicembre 2007.

[7] La risoluzione di discarico del bilancio generale e le risoluzioni di discarico per le singole agenzie contengono raccomandazioni alla Commissione sia su questioni orizzontali relative a tutte le agenzie, sia su questioni specifiche relative ad ogni singola agenzia. Le risposte della Commissione a tali raccomandazioni sono riportate ai punti 119-125 e 191-208 del documento di lavoro allegato.

[8] Regolamento (CE, Euratom) n. 652/2008 della Commissione recante modifica del regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.