Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento Europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni - Orientamenti per un approccio integrato della politica marittima: verso migliori pratiche di governance marittima integrata e di consultazione delle parti interessate /* COM/2008/0395 def. */
[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE | Bruxelles, 26.6.2008 COM(2008) 395 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Orientamenti per un approccio integrato della politica marittima: verso migliori pratiche di governance marittima integrata e di consultazione delle parti interessate INDICE 1. Introduzione 3 2. Verso la formulazione di una politica marittima integrata 4 3. Necessità e forze trainanti di un approccio integrato della governance marittima 7 4. Orientamenti relativi a quadri di governance integrati applicabili ai mari ed agli oceani europei 9 4.1. Elaborare un approccio strategico della politica marittima a livello nazionale 9 4.2. Quadri di governance per il processo decisionale delle autorità pubbliche a livello nazionale 10 4.3. Il ruolo delle regioni costiere e degli altri responsabili locali del processo decisionale 11 4.4. Partecipazione delle parti interessate alla formulazione di una politica marittima integrata 11 4.5. Collegamenti più efficienti a livello dei bacini marittimi regionali 12 5. Conclusioni 13 COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Orientamenti per un approccio integrato della politica marittima:verso migliori pratiche di governance marittima integrata e di consultazione delle parti interessate 1. Introduzione Mari e oceani sono spazi estremamente complessi, su cui influiscono numerosi interessi, attività e politiche. Non sorprende dunque che le conoscenze tecniche e le competenze politiche necessarie per affrontare e risolvere le molteplici sfide legate agli affari marittimi siano ripartite fra vari operatori pubblici e privati a diversi livelli di governance, dalle Nazioni Unite alle piccole comunità costiere. Tuttavia, i mari e gli oceani del mondo sono collegati, e qualsiasi intervento condotto in un mare o in un settore di attività legato al mare può avere ripercussioni positive o negative, previste o impreviste, su altri mari e altri settori di attività. Inoltre, lo sfruttamento sempre più intensivo di mari e oceani da parte di settori come il trasporto marittimo, la produzione energetica, il turismo e la pesca, unito al cambiamento climatico, ha aumentato la pressione esercitata sull'ambiente marino. A causa di questa strettissima interdipendenza, il miglior modo per affrontare la questione degli affari marittimi consiste nell'adottare un approccio globale. Sempre più numerosi sono dunque i governi, sia in Europa che nel resto del mondo, che optano per un nuovo approccio trasversale e integrato in materia di governance degli affari marittimi. Questo approccio è alla base della politica marittima integrata per l'Unione europea (il "Libro blu") proposta dalla Commissione nell'ottobre 2007[1] e successivamente approvata dal Consiglio europeo e dal Parlamento europeo[2]. La validità di questa impostazione è inoltre confermata del fatto che in pratica tutte le principali questioni che l'Europa si trova attualmente ad affrontare (energia, cambiamento climatico, conservazione e tutela dell'ambiente, ricerca e innovazione, competitività e creazione di posti di lavoro, commercio internazionale, trasporti e logistica) comportano una dimensione marittima. Un approccio integrato a ciascun livello costituisce pertanto uno strumento fondamentale per la formulazione e l'attuazione di politiche che interessino tutti i settori e i livelli di governance e che trascendano le frontiere, in modo da permettere l'identificazione sistematica di sinergie o inefficienze. Ciò consente di disporre di mezzi più efficaci per raggiungere obiettivi politici convergenti e facilita inoltre la messa a punto di strumenti condivisi e trasversali e la costituzione di un fondo comune di conoscenze che favoriscono la definizione di soluzioni valide ed efficienti in termini di costi. Per procedere verso un approccio più integrato, nel 2005 la Commissione ha creato un gruppo direttivo di commissari per gli affari marittimi e un gruppo interservizi per gli affari marittimi che affiancano le direzioni generali della Commissione responsabili delle questioni connesse ai mari ed agli oceani. In tempi più recenti, la direzione generale competente, ribattezzata "Direzione generale Affari marittimi e pesca" (DG MARE)[3], è stata ristrutturata e dotata di un nuovo organigramma che, con un'unità di coordinamento, tre unità responsabili dei diversi bacini marittimi europei e un'unità che si occupa della dimensione esterna degli affari marittimi, è ormai pronta per garantire un coordinamento interno permanente degli affari marittimi. Tuttavia, il potenziale per una formulazione di politiche ottimizzata potrà essere sfruttato pienamente solo a condizione che l'approccio integrato riesca a diffondersi a tutti i livelli dell'amministrazione, delle parti interessate, degli organismi di consulenza scientifica e politica e delle attività dei gruppi di interesse. Ciò presuppone una collaborazione fra i responsabili delle decisioni politiche e un coordinamento delle misure adottate ai diversi livelli amministrativi. Varie misure a favore di una più stretta integrazione vengono inoltre adottate in tutta l'UE. Tali misure andrebbero incoraggiate, approfondite e generalizzate. Per questo motivo, nell'ambito dell'attuazione del piano di azione per una politica marittima integrata la Commissione favorirà l'applicazione del diritto comunitario e un approccio integrato degli affari marittimi in tutta l'Unione, nel rispetto assoluto del principio di sussidiarietà e dell'attuale ripartizione delle competenze. Conformemente alla sezione 3.1 del Libro blu, la presente comunicazione propone una serie di orientamenti volti ad incoraggiare gli Stati membri e le altre parti interessate ad adottare provvedimenti ai fini dell'adozione di un approccio integrato degli affari marittimi nel quadro dei propri ambiti di governance. 2. Verso la formulazione di una politica marittima integrata La Commissione ha deciso di includere "la particolare esigenza di una politica marittima globale" fra i propri obiettivi strategici per il periodo 2005-2009 , in linea con la tendenza internazionale alla formulazione di politiche più integrate nel settore degli affari marittimi. Il preambolo della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 afferma che "i problemi degli spazi oceanici sono strettamente collegati e devono essere considerati nel loro insieme " . Nel 2002, il piano di attuazione del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg affermava nelle proprie conclusioni che " garantire lo sviluppo sostenibile degli oceani implica un coordinamento ed una cooperazione effettivi ". L'ufficio "UN Oceans"[4] è stato istituito nel 2003 per garantire un maggiore coordinamento delle attività, organizzazioni e agenzie delle Nazioni Unite connesse agli oceani e ai litorali, definire azioni comuni e promuovere una gestione integrata. Alcuni paesi[5] hanno inoltre iniziato ad elaborare nuovi contesti politici per l'utilizzo sostenibile dei mari e degli oceani, che includono tutti gli aspetti degli affari marittimi e fissano obiettivi chiari e predeterminati, fondati su una strategia intersettoriale e trasversale . - Negli Stati Uniti d'America, nell'ambito dell'Ufficio esecutivo del Presidente è stata creata una Commissione responsabile della politica oceanica con l'incarico di realizzare un Piano di azione per gli oceani, incentrato fra l'altro su un migliore coordinamento delle politiche[6]. - In Australia, il coordinamento della politica oceanica spetta anzitutto al ministero dell'Ambiente e del Patrimonio, mentre l'Ufficio degli oceani nazionali coordina gli sforzi di elaborazione delle iniziative nel settore[7]. - In Canada, la Legge, la Strategia e il Piano di azione per gli oceani costituiscono il quadro giuridico in cui vengono elaborate le politiche e i programmi legati alle questioni oceaniche. Tali programmi e politiche sono di competenza del ministero della Pesca e degli Oceani e ad essi collaborano attivamente le istanze governative, le ONG e i cittadini[8]. - In Giappone, la Legge quadro sulla politica oceanica del 2007 crea le condizioni per un approccio integrato degli affari marittimi. Essa istituisce un Ufficio centrale della politica marittima sotto la responsabilità del primo ministro. Il segretario del capo di gabinetto e il titolare del nuovo ministero della Politica oceanica sono stati designati come direttori aggiunti di questa nuova istanza. In questo contesto è stato adottato un Piano di azione per gli oceani[9]. - La Norvegia ha presentato una strategia marittima nell'ottobre 2007. Il lavoro è coordinato da una rete di segretari di Stato sotto la direzione del segretario di Stato per i Trasporti[10]. I principi, gli obiettivi e le modalità di tutte queste politiche marittime sono in gran parte analoghi. Tutti questi paesi riconoscono l'importante contributo offerto alle loro economie dalle attività connesse al mare. Tutti sono consapevoli del fatto che l'esercizio intensivo di queste attività costituisce una minaccia per lo sviluppo sostenibile e per lo sfruttamento delle loro risorse marine. Essi hanno dunque deciso di elaborare una politica globale che renda possibile un approccio esaustivo e coordinato, garantendo lo sviluppo sostenibile delle varie risorse e attività marine. La valutazione d'impatto[11] elaborata precedentemente alla redazione del Libro blu su una politica marittima integrata per l'Unione europea ha tratto alcuni insegnamenti fondamentali da questa esperienza, come il fatto che in generale il coordinamento è preferibile alla centralizzazione. Tuttavia, per garantire che tutte le parti interessate partecipino al processo, occorre un catalizzatore attivo che garantisca un buon coordinamento e una buona concezione d'insieme. Le risorse scientifiche e i dati disponibili devono essere messi in comune per conferire alla politica una solida base che consenta di prendere decisioni strategiche innovative. A parte i vincoli finanziari, le principali difficoltà in grado di rallentare l'applicazione di un approccio integrato sono generalmente legate all'assenza di collaborazione e di strutture di coordinamento tra gli operatori coinvolti nonché alla lentezza con cui le amministrazioni e le parti interessate adottano un approccio pienamente integrato. Una comunicazione chiara sulla politica da seguire e l'instaurazione di un dialogo sono dunque indispensabili ai fini del successo di questa strategia. Molti Stati membri dell'UE applicano o prevedono di applicare un approccio integrato nel settore marittimo – in particolare la Francia, la Germania, il Portogallo, i Paesi Bassi e la Slovenia[12]. Alcuni Stati membri, come la Grecia e di recente la Spagna, hanno affidato la gestione degli affari marittimi a un ministero specifico; altri introducono progressivamente un approccio globale sotto forma di strategie tematiche, come il Regno Unito e la Svezia (sulla sostenibilità e la tutela ambientale) o l'Irlanda (strategia nel campo delle scienze marine). Malgrado l'assenza di strutture ufficiali, le istituzioni dell'UE hanno organizzato le proprie risposte alla consultazione sul Libro verde su una politica marittima per l'UE in forma globale[13]. La presidenza finlandese ha consultato varie formazioni del Consiglio nell'ambito del gruppo "Amici della Presidenza". La presidenza tedesca ha organizzato una conferenza di alto livello che ha passato in rassegna tutti gli aspetti degli affari marittimi, mentre la presidenza portoghese ha tenuto una prima riunione ministeriale informale dedicata alla politica marittima in senso lato. Nel corso della presidenza portoghese, la proposta della Commissione per una politica marittima integrata è stata a sua volta esaminata nell'ambito dei Consigli "Affari generali" e "Affari esterni", tenuto conto della sua portata orizzontale e generale. Il Parlamento europeo ha espresso il proprio parere sul Libro verde su una politica marittima integrata nel quadro di una procedura di cooperazione rafforzata che ha coinvolto cinque commissioni parlamentari. Il parere del Comitato delle regioni è stato elaborato dalla commissione sullo sviluppo sostenibile, che dispone di un mandato esteso e non settoriale. 3. Necessità e forze trainanti di un approccio integrato della governance marittima In Europa, gli affari marittimi sono stati tradizionalmente oggetto di politiche settoriali distinte. Tale compartimentazione della governance marittima resta la caratteristica predominante ai diversi livelli di potere sul piano internazionale, europeo, nazionale, regionale e locale. L'evoluzione dell'UE verso una politica degli affari marittimi più integrata non risponde unicamente al desiderio di allinearsi alle tendenze di altre regioni del mondo o a un'evoluzione naturale del quadro di governance nell'attuale contesto dello sviluppo sostenibile. Essa costituisce soprattutto una risposta chiara alla necessità di conseguire una maggiore coerenza interna tra i diversi settori e approcci politici, tenendo conto in particolare di quanto segue: - la necessità di evitare duplicazioni dei poteri normativi tra le autorità nazionali o regionali degli Stati membri e di sostituire sovrapposizioni e ridondanze nel processo decisionale con un approccio a "sportello unico" in ciascuno Stato membro; - la necessità riconosciuta di una programmazione coordinata delle attività marittime concorrenti e di una gestione strategica delle zone marittime (pianificazione dello spazio marittimo); - la necessità di un migliore coordinamento tra i diversi comitati settoriali di dialogo sociale a livello dell'UE coinvolti nelle questioni marittime; - l'adozione e l'attuazione di un approccio per ecosistemi e della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino; - la necessità di sviluppare un'interfaccia tra scienza e politica e di fare in modo che la politica marittima si fondi su basi scientifiche; - la necessità di disporre di statistiche affidabili e confrontabili su cui basare le decisioni in materia di politica marittima a tutti i livelli; - e, infine e soprattutto, la necessità di favorire un migliore coordinamento della sorveglianza marittima tra gli Stati membri e all'interno dei medesimi. - La prevedibilità del processo decisionale costituisce un elemento essenziale per tutte le parti interessate del settore marittimo. Una governance marittima puramente settoriale in cui diversi responsabili del processo decisionale possono adottare approcci divergenti nei confronti delle varie attività marittime, inclusi i porti e il trasporto marittimo, non è di natura tale da creare l'ambiente favorevole alle imprese che l'UE cerca di stimolare con la strategia di Lisbona sulla crescita e l'occupazione. In questo senso, una governance comune degli affari marittimi presuppone inoltre la messa a punto di un sistema di sportello unico per le attività marittime a livello nazionale. - Le attività connesse al mare hanno registrato un rapido sviluppo – che si tratti della pesca o del trasporto marittimo o, più recentemente, della produzione di energia offshore (incluse le energie rinnovabili), del turismo marittimo (la navigazione da diporto e le crociere) o della maricoltura. Nelle zone marittime protette, le attività possono essere regolamentate o vietate in funzione degli obiettivi di conservazione prefissati. Un simile livello di competizione per lo spazio in acque territoriali europee sempre più affollate può incontestabilmente generare conflitti di utilizzazione. La necessità di mettere a punto e di applicare strumenti di pianificazione concepiti specificamente per l'ambiente marino ai livelli di competenza adeguati al fine di armonizzare, gestire e conciliare le diverse utilizzazioni dei nostri mari e oceani e delle nostre zone costiere è dunque comunemente ammessa. Questi strumenti di pianificazione, a loro volta, possono essere elaborati solo sulla base di un approccio integrato della governance marittima. - I comitati settoriali di dialogo sociale dell'UE tendono ad affrontare le questioni relative al proprio settore in base ad un approccio settoriale limitato. Per estendere i loro orizzonti e incoraggiarli a seguire un approccio più globale, occorre creare meccanismi che promuovano il dibattito intersettoriale nell'ambito delle attività marittime, come ad esempio riunioni dedicate a questo tema nell'ambito del Forum di collegamento per il dialogo sociale. - L'approccio per ecosistemi, sancito nella recente direttiva quadro su una strategia per l'ambiente marino, comporta sfide particolari. La procedura decisionale non può più essere concepita esclusivamente secondo i criteri delle tradizionali politiche settoriali, ma deve tener conto dei grandi ecosistemi marini transfrontalieri che vanno protetti per salvaguardare il serbatoio di risorse di tutte le attività marittime. In questo contesto di protezione dell'ambiente marino occorre dunque pensare anche in termini di bacini marittimi e di regioni e sottoregioni marine, secondo quanto previsto nella direttiva sopra citata. - La visione proposta dalla Commissione per i mari e gli oceani europei si basa sull'eccellenza della ricerca scientifica, della tecnologia e dell'innovazione. Questa visione è condivisa e sostenuta da tutte le altre istituzioni dell'UE nonché dalla comunità scientifica e tecnologica del settore marino e marittimo, favorevole ad una strategia europea per la ricerca marina e marittima. Uno degli obiettivi chiave di questa nuova strategia consisterà nel sostenere la politica marittima integrata creando le condizioni per un'interfaccia più dinamica fra scienza e politica. Tale interfaccia perseguirà un duplice obiettivo: dare all'ambiente scientifico la possibilità di informare in modo più adeguato la sfera politica e alla sfera politica la possibilità di orientare strategicamente la ricerca per consentirle di rispondere alle principali sfide ed esigenze della società in Europa. Il dialogo tra la comunità scientifica e la sfera politica costituisce dunque insieme una forza trainante e una risposta ad un approccio integrato, interdisciplinare e informato della governance marittima. - Eurostat ha avviato un programma intersettoriale di raccolta di statistiche socioeconomiche che coprono tutti i settori marittimi e tutte le regioni costiere. Gli Stati membri hanno interesse a collaborare con Eurostat ai fini della raccolta di dati confrontabili e affidabili. - Un'importanza cruciale per la sicurezza dello spazio marittimo europeo è infine rivestita dalla sorveglianza marittima. Migliorare la cooperazione, il coordinamento e, talvolta, anche la coerenza degli organismi di sorveglianza marittima, nonché l'interoperabilità dei loro sistemi di sorveglianza a livello europeo esige a sua volta un approccio più integrato della governance marittima ai livelli di competenza appropriati. Senza questo approccio integrato sarà impossibile coordinare le diverse attività settoriali realizzate in mare (pesca, lotta contro le attività criminali, sicurezza portuale, inquinamento, salvataggio in mare, controlli frontalieri, ecc.) e generare sinergie tra questi diversi settori. Analogamente, a livello europeo, la rete europea di sorveglianza marittima auspicata dal Libro blu richiederà nuovi meccanismi di governance maggiormente integrati. Tutti i punti sopra indicati costituiscono prerequisiti per una gestione efficace e sostenibile delle ricchezze marittime europee e svolgono un ruolo trainante nell'elaborazione di un contesto coerente e più integrato della governance degli affari marittimi. 4. Orientamenti relativi a quadri di governance integrati applicabili ai mari ed agli oceani europei 4.1. Elaborare un approccio strategico della politica marittima a livello nazionale È opportuno che gli Stati membri sviluppino le proprie politiche marittime integrate nazionali. Come è emerso chiaramente dalla proposta della Commissione relativa a una politica marittima integrata per l'UE, in questo settore non esistono formule universali, ma soluzioni diverse, tutte altrettanto valide, per definire un approccio integrato degli affari marittimi. Alcuni Stati membri elaborano il loro nuovo approccio in funzione del proprio ordinamento giuridico e dei propri contesti economici, sociali, politici, culturali e ambientali. Questi diversi approcci sono effettivamente necessari per tener conto dei problemi specifici che caratterizzano i diversi bacini marittimi e adeguarsi armoniosamente alle strutture e tradizioni esistenti negli Stati membri. Gli orientamenti di seguito illustrati non mirano in alcun modo a indurre gli Stati membri ad adottare un sistema unico di governance marittima. Essi intendono al contrario incoraggiarli ad elaborare le loro politiche marittime integrate nazionali in stretta collaborazione con i propri operatori del settore marittimo e a migliorare e facilitare la cooperazione a tutti i livelli di governance marittima, incluso il livello europeo. Benché ciascun governo fissi le proprie priorità nazionali in materia di politica marittima, è comunque necessario che le diverse entità governative elaborino obiettivi comuni. A tal fine andrebbe stabilito un piano strategico che fissi gli orientamenti politici generali nonché gli obiettivi e le modalità di attuazione per orientare i diversi servizi pubblici interessati. Tale piano dovrebbe esporre i vantaggi e i risultati attesi da un tale approccio integrato. Queste politiche marittime integrate differiranno le une dalle altre secondo il contesto costituzionale, geofisico, economico, sociale, culturale e ambientale, senza tuttavia perdere di vista la concezione europea dei mari e degli oceani sostenuta dal Consiglio europeo del dicembre 2007. Le politiche marittime integrate nazionali dovrebbero dunque essere fondate sulla constatazione che tutte le questioni legate al mare sono interdipendenti e meritano di essere trattate come un'unica realtà. Come per la politica marittima integrata condotta a livello comunitario, le politiche marittime integrate nazionali dovrebbero essere guidate dai principi di sussidiarietà, competitività e sviluppo economico, dall'approccio per ecosistemi e dal principio della partecipazione delle parti interessate. 4.2. Quadri di governance per il processo decisionale delle autorità pubbliche a livello nazionale È opportuno che gli Stati membri prendano in considerazione la possibilità di creare strutture di coordinamento interne per gli affari marittimi nell'ambito dei rispettivi sistemi amministrativi. Queste strutture dovrebbero includere un meccanismo che fornisca orientamenti politici al più alto livello. Alcuni Stati membri hanno istituito un comitato interministeriale che funge da capofila per il coordinamento degli affari marittimi. Sarebbe opportuno designare chiaramente un'entità incaricata di assumere la funzione di capofila e catalizzatore dell'approccio integrato a livello politico. Tale funzione deve avere un peso sufficiente per essere in grado di strutturare il dialogo tra interessi settoriali divergenti. Inoltre, il ruolo centrale dei parlamenti nazionali nella definizione dell'interesse pubblico rende essenziale il loro sostegno all'approccio globale degli affari marittimi[14]. Anche la pubblica amministrazione di ciascuno Stato membro dovrebbe rispecchiare l'approccio integrato definito a livello politico in un metodo organizzativo adeguato alle proprie tradizioni amministrative. Secondo le pratiche esistenti in taluni Stati membri, i comitati interministeriali vengono di solito assistiti da un ufficio o da un'agenzia di coordinamento diretti da un alto funzionario e incaricati di vigilare sull'effettiva attuazione delle decisioni adottate dal comitato interministeriale. Ciò implica che il direttore dell'ufficio o dell'agenzia di coordinamento occupi un livello gerarchico elevato. L'approccio integrato dovrebbe inoltre migliorare il coordinamento e la diffusione dell'informazione necessaria nell'ambito dell'applicazione del diritto comunitario, negli Stati membri, in modo da ridurre il numero di procedure d'infrazione connesse agli affari marittimi. 4.3. Il ruolo delle regioni costiere e degli altri responsabili locali del processo decisionale Assegnare un ruolo ai livelli di potere regionale e locale Le regioni costiere non solo beneficiano dell'esistenza di un approccio integrato della politica marittima, ma corrono anche i rischi maggiori in assenza di politiche coerenti in materia di affari marittimi. Tenuto conto dei loro stretti rapporti con il mare, varie regioni costiere hanno messo a punto le proprie strategie integrate, adeguate alle loro esigenze specifiche. In tal modo, esse sono spesso responsabili, nell'ambito degli Stati membri, della gestione integrata delle zone costiere o della regolamentazione della distribuzione territoriale delle loro attività economiche. Poiché spesso dispongono di competenze e conoscenze insostituibili e rappresentano interessi chiave nell'ambito degli affari marittimi, è opportuno che venga loro affidato un ruolo nell'elaborazione della politica marittima integrata, nel rispetto delle loro competenze regionali in materia di affari marittimi in ciascuno Stato membro. Ove appropriato, e in funzione delle competenze costituzionali conferite ai livelli decisionali interessati, potrebbe anche risultare utile elaborare politiche marittime integrate regionali ispirate alle politiche nazionali e comunitarie pertinenti. 4.4. Partecipazione delle parti interessate alla formulazione di una politica marittima integrata La partecipazione attiva delle parti interessate del settore marittimo alle politiche integrate nazionali, regionali o locali è altamente raccomandata. La visione europea degli oceani e dei mari, definita nel Libro blu su una politica marittima integrata, non è rivolta esclusivamente ai governi nazionali ma si estende anche a tutte le parti interessate e, in particolare, a tutti coloro che possiedono interessi specifici nel settore marittimo. Le parti interessate sono state l'elemento trainante delle consultazioni condotte nel corso di vari anni dalla Commissione a seguito della pubblicazione del Libro verde "Verso la futura politica marittima dell'Unione". Esse includono fra l'altro le varie industrie e i servizi che dipendono dal mare per le loro attività economiche, le parti sociali, le ONG ambientali e di altro tipo, le università e i centri di ricerca nonché le organizzazioni di tutela del patrimonio marittimo. La Commissione ha recentemente dichiarato, nell'ambito delle celebrazioni della prima Giornata marittima europea il 20 maggio, che la partecipazione delle parti interessate all'attuazione della politica marittima integrata europea costituisce una priorità fondamentale. Gli operatori economici dovrebbero adottare un approccio integrato costituendo "poli di attività marittime" in grado a loro volta di collaborare con altri operatori del settore nell'ambito di forum di dialogo della società civile e di reti che riuniscono le parti interessate del settore marittimo. Gli Stati membri che definiscono le proprie politiche marittime integrate sono invitati ad incoraggiare e favorire la creazione di strutture adeguate di operatori del settore, autorizzando una vasta partecipazione di queste ultime alla governance degli affari marittimi e garantendo la trasparenza del processo decisionale. 4.5. Collegamenti più efficienti a livello dei bacini marittimi regionali Nel corso del periodo di consultazione, è parso evidente che molti aspetti della politica marittima integrata vanno trattati di preferenza a livello di bacino marittimo regionale. Analogamente, l'entrata in vigore della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino impone agli Stati membri e alla Commissione di cooperare maggiormente a questo livello e di fare il miglior uso possibile, ove del caso, del valore aggiunto offerto dalle convenzioni marittime regionali multilaterali come HELCOM[15] e OSPAR[16] e le convenzioni di Barcellona[17] e di Bucarest[18]. In risposta a una richiesta del Consiglio europeo del 14 dicembre 2007, la Commissione sta elaborando una strategia comunitaria per la regione del mar Baltico, che includerà misure il cui campo di applicazione andrà oltre la sola politica marittima. La Commissione ha inoltre avviato una riflessione su una strategia globale per la politica marittima nel Mediterraneo e prevede di pubblicare un documento di orientamento in proposito nell'autunno 2008. La sfida della governance è di ottimizzare l'efficacia della cooperazione nei bacini marittimi regionali e di garantire che essa apporti un valore aggiunto ai lavori in corso su scala comunitaria, negli Stati membri e nei paesi limitrofi. Perché la governance integrata degli affari marittimi funzioni pienamente, è indispensabile realizzare un certo grado di coordinamento transfrontaliero, che consenta lo scambio delle migliori pratiche e una più stretta cooperazione fra Stati membri in settori chiave come quelli connessi alla protezione dell'ambiente marino, alla sicurezza e alla sorveglianza dei vasti spazi marittimi europei nonché alla ricerca marina e marittima. 5. Conclusioni Nel quadro degli sforzi volti a promuovere una definizione della politica marittima integrata a diversi livelli di governance, la Commissione fornirà informazioni sulle azioni condotte in questo senso a livello mondiale, europeo, nazionale e regionale, in modo da facilitare questo processo e fornire orientamenti alle parti interessate che sono alla ricerca di modelli di buone pratiche. La Commissione invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a condividere le informazioni relative alle misure adottate in materia di governance marittima integrata. Come indicato nel Libro blu su una politica marittima integrata per l'Unione europea, la Commissione renderà conto dei progressi compiuti in vista della realizzazione di un approccio integrato degli affari marittimi entro la fine del 2009. Allegato – Modello di tabella per lo scambio via Internet di informazioni sugli approcci integrati Struttura | Dialogo | Strategia | Gestione e attuazione | |Direzione politica |Organizzazione amministrativa |Collegamenti fra i diversi livelli amministrativi |Dialogo trasparente ed esaustivo |Visione |Consulenza e parere scientifico |Funzioni di servizio pubblico esercitate in mare |Poli di attività marittime |Gestione dello spazio marittimo | | SM |Ministero competente |Servizio responsabile del coordinamento |Descrizione delle deroghe di competenze e del ruolo affidato alle regioni |Dialogo strutturato Strumenti di comunicazione Eventi regolari |Documento Relazioni annuali, anche in materia di bilancio |Comitati consultivi Reti scientifiche |Organizzazione dei servizi di guardia costiera/delle agenzie marittime nazionali Sistemi di sorveglianza |Organizzazione dei poli di attività |Sintesi del sistema di pianificazione Licenze | | | Membro del gruppo di contatto di alto livello | | | | | | | | |La tabella ricapitola i principali elementi relativi alla governance marittima integrata e alla consultazione delle parti interessate, con informazioni sui siti Internet e sulle persone di contatto. [1] COM(2007) 575. [2] www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/en/ec/97669.pdf; www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&reference=P6-TA-2008-0213&language=EN&ring=A6-2008-0163. [3] ec.europa.eu/dgs/fisheries/organi/oganig_en.pdf. [4] www.oceansatlas.org/www.un-oceans.org. [5] http://ioc3.unesco.org/abelos/index.php?option=com_content&task=view&id=55&Itemid=62 [6] ocean.ceq.gov/. [7] www.environment.gov.au/coasts/oceans-policy/index.html. [8] www.dfo-mpo.gc.ca/oceans-habitat/oceans/ri-rs/cos-soc/index_e.asp. [9] www.kantei.go.jp/jp/singi/kaiyou/konkyo5.pdf [10] www.regjeringen.no/en/dep/nhd/Press-Centre/Press-releases/2007/--Norwegian-maritime-industry-is-to-be-t-2.html?id=482329. [11] SEC(2007) 1280. [12] Presentato nell'ambito del Gruppo di contatto di alto livello, 22.4.2008, http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/focal-points-meeting_en.html. [13] ec.europa.eu/maritimeaffairs/post_green_en.html (parere del PE: n. 484; parere del Comitato delle regioni: n. 93; parere del Comitato economico sociale europeo: n. 147). [14] Risposte dei parlamenti nazionali al Libro verde: le due camere tedesche: n. 309 e 129; parlamento svedese: n. 254, ec.europa.eu/maritimeaffairs/post_green_en.html. [15] www.helcom.fi/. [16] www.ospar.org/. [17] www.unep.ch/regionalseas/regions/med/t_barcel.htm. [18] www.blacksea-commission.org/OfficialDocuments/Convention_iframe.htm.