52007DC0555

Relazione della Commissione - Direzione generale per gli aiuti umanitari (ECHO) - Relazione annuale 2006 [SEC(2007) 1227] /* COM/2007/0555 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, xxx

COM(2007) yyy definitivo

RELAZIONE DELLA COMMISSIONE

Direzione generale per gli aiuti umanitari - (ECHO) Relazione annuale 2006 [SEC(2007) 1227]

INDICE

1. I NTRODUZIONE 3

2. ASPETTI DI POLITICA GENERALE 4

3. PANORAMICA GLOBALE DELLE OPERAZIONI UMANITARIE DELLA DG ECHO NEL 2006 5

3.1. Eventi principali e assegnazione dei finanziamenti 5

3.2. Principali interventi nel corso del 2006, suddivisi per regione 8

3.3. Analisi comparativa 9

3.4 Finanziamento tematico 10

3.5. Attività di prevenzione delle calamità (compreso DIPECHO) 10

3.6. Collegamento fra aiuto, risanamento e sviluppo (CARS) 11

3.7. Principali partner delle operazioni umanitarie 11

4. RAPPORTI CON LE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE, CON GLI STATI MEMBRI, CON I PRINCIPALI PARTNER UMANITARI E CON I DONATORI NON COMUNITARI 12

5. ALTRE ATTIVITÀ 12

6. CONCLUSIONE 13

Allegato:

Rassegna dettagliata per paese delle operazioni umanitarie, relazioni con i partner, risultati delle valutazioni, tabelle finanziarie e statistiche [SEC(2007) 1227].

INTRODUZIONE

La DG ECHO è il servizio della Commissione europea responsabile dell'assistenza umanitaria alle vittime di conflitti o calamità, sia naturali che provocate dall'uomo, nei paesi terzi. Il suo mandato è quello di salvare e preservare le vite umane, ridurre o prevenire le sofferenze e salvaguardare l'integrità e la dignità delle popolazioni colpite da crisi umanitarie secondo quanto descritto nel regolamento n. 1257/96 del Consiglio. La DG ECHO sostiene le operazioni di aiuto umanitario in linea con i principi umanitari concordati a livello internazionale, in modo neutrale , imparziale e non discriminatorio , nel rispetto del diritto internazionale umanitario ("DIU"), e difende lo spazio e i principi umanitari che sono sempre più minacciati. Per la DG ECHO, il modo migliore per preservare questo "spazio umanitario" consiste nel mantenere un elevato livello di impegni nei confronti dei principi del "buon donatore umanitario" ( Good Humanitarian Donorship - GHD), nel mantenere l'impegno per un'assistenza di elevata qualità e un dialogo trasparente con tutti gli altri protagonisti chiave .

Le decisioni e gli interventi del servizio si basano esclusivamente sulla valutazione delle necessità umanitarie e non sono guidati da considerazioni politiche di sorta, se non dal principio di affermazione della solidarietà dell'Unione europea nei confronti delle persone bisognose. L'aiuto viene portato direttamente alle popolazioni in situazione di difficoltà, senza distinzione di razza, religione o appartenenza politica.

La DG ECHO non attua da sola i programmi di assistenza. Essa è un donatore e realizza la propria missione finanziando le azioni umanitarie comunitarie attraverso partner che hanno firmato l'accordo quadro di partenariato, quali le ONG e le organizzazioni internazionali (famiglia della Croce Rossa) oppure l'accordo quadro finanziario e amministrativo (FAFA) per le agenzie delle Nazioni Unite (principalmente UNICEF, UNHCR e PAM[1]).

Il compito della DG ECHO è garantire che i prodotti e i servizi raggiungano velocemente le zone di crisi attraverso questi partner. La rapidità degli interventi è agevolata dalle disposizioni speciali del regolamento finanziario, e dalle relative misure esecutive, il quale attinge largamente al concetto di partenariato sul quale si fondano le relazioni di lungo termine. Queste disposizioni strutturali consentono inoltre alla DG ECHO di fare intervenire assistenti tecnici (esperti ECHO) nel campo per garantire l'identificazione delle sezioni vulnerabili della società, una valutazione accurata delle necessità, una rapida identificazione dei partner e dei progetti più adeguati per soddisfare tali necessità, seguite da un monitoraggio in loco dei partner e dell'avanzamento dei progetti al fine di ottenere ragionevoli garanzie di una sana gestione finanziaria.

La sua assistenza, insieme ad altri strumenti di aiuto, mira inoltre ad aiutare le popolazioni a riacquistare la propria autosufficienza ogniqualvolta possibile, e a consentire il ritiro graduale dei finanziamenti della DG ECHO in presenza di condizioni migliori. In tale prospettiva, la DG ECHO è attivamente impegnata ad attuare una strategia di collegamento fra aiuto, risanamento e sviluppo “CARS”, e a rafforzare la cooperazione con altri servizi della Commissione e altri donatori. Basandosi sull'esperienza acquisita nella gestione delle calamità, la DG ECHO si adopera inoltre per promuovere la prevenzione delle calamità al fine di ridurre la vulnerabilità delle popolazioni e la loro esposizione ai rischi e ai disastri, nonché i costi di tali disastri. Infine, per adempiere in modo efficace al proprio mandato, la DG ECHO può sostenere – ove risulti opportuno e necessario – le misure di sviluppo delle capacità dei suoi partner incaricati dell'attuazione.

La relazione presenta una sintesi delle principali attività della DG ECHO nel 2006. Ulteriori informazioni più dettagliate sulle attività della DG ECHO nel 2006 sono contenute nell'allegato, ivi compresa una rassegna per paese delle operazioni umanitarie e delle statistiche.

ASPETTI DI POLITICA GENERALE

In generale, negli ultimi decenni si è assistito a un aumento dell'intensità e del numero delle catastrofi naturali , nonché del numero delle persone colpite, fra le quali quelle più povere risultano colpite in modo sproporzionato. Le previsioni indicano che tale tendenza è destinata ad aumentare.

Al tempo stesso, il numero di conflitti non ha subito cambiamenti significativi; tuttavia, i conflitti attuali tendono a durare di più e sono sempre più distruttivi, anche se il numero di rifugiati è andato diminuendo negli ultimi anni. Il numero di sfollati all'interno del proprio paese è stabile, ma supera tuttora i 25 milioni[2].

A livello politico, la DG ECHO ha avviato numerose iniziative intese a far fronte al profondo mutamento del contesto internazionale in cui vengono forniti gli aiuti umanitari, non solo in termini di natura, frequenza e intensità delle catastrofi, ma anche in termini di contesto geopolitico nel quale essa opera. Sono apparsi sulla scena nuovi soggetti, quali donatori non tradizionali, ivi inclusi nuovi soggetti provenienti dal settore delle imprese o da Stati che non hanno mai operato prima nel campo degli aiuti umanitari. In modo analogo, le squadre della protezione civile e gli eserciti degli Stati membri hanno iniziato a rivestire un ruolo importante in alcune circostanze e devono essere presi in considerazione in numerose operazioni umanitarie. Benché tali politiche siano in gran parte trattate dall'iniziativa “ Good Humanitarian Donorship ”, tale iniziativa non è mai stata approvata a livello di UE. Per poter reagire in anticipo e adattarsi a questo nuovo contesto, la DG ECHO sta esaminando la possibilità di migliorare ulteriormente la cooperazione attraverso meccanismi di protezione civile e una cooperazione civile-militare. Il commissario responsabile degli aiuti umanitari ha incaricato la DG ECHO di avviare un'importante iniziativa politica attraverso una comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo a favore di un consenso dell'UE sui principi e le migliori prassi degli interventi umanitari, al fine di rafforzare l'efficacia, l'efficienza e il coordinamento delle politiche europee in questo settore.

Per migliorare la capacità della Commissione di reagire alle calamità e nel quadro della strategia dell'UE volta a rafforzare la risposta dell'Unione europea a calamità e crisi nei paesi terzi (COM (2005) 153), la DG ECHO ha proposto di aumentare il numero dei suoi esperti sul campo nonché degli esperti che vantano una formazione ed esperienza nella valutazione rapida dei bisogni, capaci di intervenire rapidamente in caso di catastrofi. Tale misura, insieme all'ulteriore rafforzamento delle procedure operative e contrattuali della DG ECHO, ha migliorato la capacità della DG di fornire – con maggiore rapidità – aiuti umanitari attraverso i suoi partner attuatori, che comprendono le ONG, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni delle Nazioni Unite. Questo consente al servizio di contribuire in modo significativo all'ulteriore sviluppo della capacità dell'UE di gestire le crisi e le catastrofi, un aspetto che in seguito alle comunicazioni post-Tsunami, alla relazione Barnier e ai documenti correlati, sta diventando una priorità politica sempre più importante.

Il 2006 rappresenta l'anno conclusivo delle ultime Prospettive finanziarie per il periodo 2000-2006. Nel quadro di queste prospettive, il bilancio per gli aiuti umanitari è stato mantenuto su un livello alquanto stabile e minimo, con un importo iniziale di 471 milioni di euro nel 2000 e un importo finale di 496 milioni di euro nel 2006. Questo importo minimo ha obbligato la DG ECHO a cercare rinforzi ogni anno, ricorrendo principalmente alla riserva per gli aiuti d'urgenza, la quale è destinata prima di tutto agli aiuti umanitari.

Nell'ambito delle nuove prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013, tutte le attività di natura umanitaria saranno integrate in un unico strumento. Per via dell'integrazione degli aiuti alimentari e degli aiuti alle popolazioni sradicate, il bilancio per gli aiuti umanitari del 2007 sarà pari a 732 milioni di euro (paragonabile alla cifra del 2006 di 710 milioni di euro), registrando un aumento indicativo annuo del 3%.

PANORAMICA GLOBALE DELLE OPERAZIONI UMANITARIE DELLA DG ECHO NEL 2006

Eventi principali e assegnazione dei finanziamenti

Nell'ambito degli aiuti umanitari il 2006 è stato particolarmente impegnativo a causa della crisi in Libano e per via di una serie di gravi catastrofi naturali, oltre che delle crisi umanitarie già in atto.

L'anno si è aperto con problemi di siccità in Corno d'Africa, Africa meridionale e Afghanistan, con le ripercussioni della crisi alimentare in Niger iniziata nel 2005 e con il terremoto a Java (Indonesia), il 27 maggio, che ha lasciato oltre un milione di persone senza tetto. La Commissione ha dovuto ugualmente far fronte alla sempre più grave situazione umanitaria in Sudan, all'aggravarsi della crisi in Cisgiordania e a Gaza, nonché ai continui bisogni umanitari della Repubblica democratica del Congo, della Cecenia e della Colombia, per citare solo alcune delle situazioni umanitarie più tragiche. La crisi di breve durata, ma altamente complessa, del Libano nel luglio/agosto 2006 ha richiesto da parte della Commissione europea una risposta articolata, caratterizzata da interventi umanitari rapidi.

L'aggravarsi della situazione umanitaria ha costretto la DG ECHO a ricorrere tre volte nel 2006 alla riserva per gli aiuti d'urgenza della Commissione, a favore del Sudan (Darfur), del Libano e della Cisgiordania e Gaza, per un totale di 140 milioni di euro[3]. Questi eventi hanno avuto un impatto significativo sulla DG ECHO, la quale ha dovuto gestire un bilancio complessivo di 671 milioni di euro a fronte del bilancio fissato inizialmente di 496 milioni di euro (cifre arrotondate).

Gli aiuti forniti dalla DG ECHO per far fronte alle crisi umanitarie nel 2006 sono stati inoltrati grazie a 90 decisioni di finanziamento. Il tasso di attuazione degli stanziamenti d'impegno è stato del 100%. I paesi ACP sono stati i principali beneficiari degli aiuti (322 milioni di euro – 48%), seguiti da Europa orientale, Nuovi Stati Indipendenti, Medio Oriente e paesi Mediterranei (177,9 milioni di euro – 27%), e Asia e America latina (105,5 milioni di euro – 16%).

La tabella seguente sintetizza la distribuzione geografica delle decisioni relative agli aiuti umanitari adottate nel 2006 (importi in milioni di euro):

Unità/Regione | Importi | % |

A/1: Africa, Caraibi, Pacifico | 322 060 000 | 48% |

Corno d'Africa | 161 050 000 |

Grandi laghi | 84 050 000 |

Africa occidentale | 56 150 000 |

Caraibi e Pacifico | 1 610 000 |

Africa meridionale | 19 200 000 |

A/2: Europa orientale, Nuovi Stati Indipendenti, Medio Oriente, Mediterraneo | 177 900 000 | 27% |

NSI (Cecenia, Caucaso, Tagikistan, …) | 33 000 000 |

Medio Oriente | 134 000 000 |

Paesi mediterranei | 10 900 000 |

A/3: Asia, America latina | 105 491 305 | 16% |

Asia | 86 891 305 |

America latina | 18 600 000 |

0/1: Finanziamenti tematici + sovvenzioni | 20 500 000 | 3% |

Assistenza tecnica (esperti e fondi di anticipazioni) | 19 000 000 | 3% |

Dipecho – Preparazione alle catastrofi | 19 050 000 | 3% |

Spese di supporto e utilizzo di entrate ridistribuite | 7 005 627 | 1% |

TOTALE 2006 | 671 006 932 | 100% |

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Come emerge dalla distribuzione regionale dei finanziamenti della DG ECHO, la risposta della DG alle crisi umanitarie si è evoluta in funzione dei mutamenti delle esigenze nel 2006, con particolare attenzione per le “crisi dimenticate”. Per garantire che gli interventi della DG siano dettati dalle necessità, il programma di lavoro della DG ECHO si basa su una metodologia di valutazione globale delle esigenze (Global Needs Assessment - GNA). Nella valutazione si effettua un confronto fra paesi, paragonando la situazione in oltre 140 paesi in via di sviluppo, sulla base di indicatori (sviluppo umano, povertà, rischio di catastrofi naturali, conflitti, rifugiati, sfollati all'interno del paese (IDP), malnutrizione e mortalità al di sotto dei cinque anni e contributi di altri donatori). Questa metodologia è stata perfezionata nel 2006 suddividendo la valutazione in due indici: un indice di vulnerabilità e un indice di crisi.

La strategia di aiuti della DG ECHO ha continuato a concentrarsi sulle crisi dimenticate . Si tratta di situazioni in cui gravi crisi umanitarie sono prese in scarsa considerazione dai donatori – con conseguente basso livello di aiuti ricevuti – e dai mezzi di comunicazione. L'analisi e la metodologia della DG ECHO per identificare le crisi dimenticate si basa sia su dati quantitativi (mancanza di copertura mediatica o esiguo sostegno da parte di donatori in rapporto a necessità elevate) che su fattori qualitativi (valutazione in loco da parte di esperti e responsabili geografici della DG ECHO). Nel 2006 sono state individuate crisi dimenticate nei seguenti paesi: Cecenia, Myanmar, Algeria (rifugiati Sahrawi), Nepal e, in misura minore, India per la crisi nel Kashmir. Nel corso dell'anno sono stati assegnati complessivamente 65,7 milioni di euro alle crisi in questi paesi, il che rappresenta il 14% dello stanziamento totale di 489,5 milioni di euro impegnato dal capitolo 23 02 del bilancio e dal FES.

I risultati della valutazione globale delle esigenze (GNA) e della valutazione delle crisi dimenticate (FCA) sono disponibili sul sito web Europa, all'indirizzo http://ec.europa.eu/comm/echo/information/strategy/index_en.htm.

Principali interventi nel corso del 2006, suddivisi per regione[4]

I particolari relativi agli interventi figurano nell'allegato – parte I.

Africa, Caraibi e Pacifico (paesi ACP)

Nel 2006 la DG ECHO ha stanziato 322 milioni di euro per i paesi ACP. Gli interventi principali sono stati effettuati nei seguenti paesi:

- Sudan : a causa del peggioramento della situazione in Darfur, gli stanziamenti sono saliti da 40 a 97 milioni di euro e altri 17 milioni di euro sono stati stanziati a favore del Chad per far fronte alle conseguenze della migrazione dei sudanesi;

- Uganda del Nord: il paese è interessato ormai da vent'anni da un conflitto armato. Il governo sta lottando contro il Lord's Resistance Army (LRA) nei quartieri settentrionali. Il bilancio di 19 milioni di euro stanziato nel 2006 è stato destinato alla fornitura di acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, alle cure sanitarie e all'alimentazione, ai mezzi di sussistenza e alla sicurezza alimentare, alla protezione e agli aiuti non alimentari;

- Burundi : 17 milioni di euro sono stati utilizzati a favore delle persone vulnerabili, fornendo farmaci di prima necessità ai centri sanitari e agli ospedali pubblici. Nell'ambito della lotta al colera sono stati garantiti alla popolazione acqua potabile e centri di cura specializzati, nonché educazione in materia di igiene. La popolazione ha inoltre beneficiato di attività di protezione;

- Repubblica democratica del Congo (RDC) : il finanziamento totale di 50 milioni di euro è stato utilizzato per soddisfare le necessità primarie quali sanità, vitto e alloggio delle popolazioni più vulnerabili nella zona più povera (regioni orientali), nonché per fornire una capacità di trasporto aereo umanitario;

- Liberia : una dotazione di 19,8 milioni di euro è stata utilizzata per continuare ad assistere il rimpatrio e il reinsediamento nel loro luogo di origine dei rifugiati e degli sfollati all'interno del paese, attraverso il finanziamento di pacchetti di soccorso, dei trasporti e dell'assistenza generale, ivi compresa la protezione.

Mediterraneo e Medio Oriente

L'escalation di tensione nei territori palestinesi occupati, nonché le necessità umanitarie delle loro popolazioni più vulnerabili e dei rifugiati palestinesi in Giordania, Libano e Siria, hanno richiesto un aumento dello stanziamento di bilancio iniziale, da 34 a 84 milioni di euro, al fine di rispondere ai crescenti bisogni nei settori seguenti: cibo, sanità, acqua e servizi igienico-sanitari, occupazione e protezione.

Inoltre, il conflitto tra Israele e Hezbollah, durato un mese, ha provocato morti e feriti, nonché lo sfollamento di persone in Libano ; la DG ECHO ha risposto mobilitando 50 milioni di euro per cure mediche d'urgenza, aiuti di emergenza alimentari e non, fornitura di acqua potabile, di servizi igienico-sanitari e di abitazioni temporanee. Una volta cessate le ostilità, la DG ECHO si è concentrata su altri bisogni critici e sul risanamento su piccola scala.

Asia

Nel 2006 la DG ECHO ha mobilitato 15,7 milioni di euro per continuare ad assistere i rifugiati birmani lungo il confine tra Thailandia e Myanmar nonché i gruppi più vulnerabili colpiti dalla lunga crisi a Myanmar; sono stati stanziati fondi per migliorare la protezione degli apolidi musulmani nel nord di Myanmar.

Un bilancio pari a 22,5 milioni di euro è stato stanziato per sostenere il processo di reintegrazione dei rimpatriati, degli sfollati all'interno del paese e dei gruppi vulnerabili colpiti dal conflitto e dalla siccità in Afghanistan, nonché per proteggere e aiutare i rifugiati afgani in Pakistan e Iran .

America latina

L'intervento principale ha interessato la Colombia con 12 milioni di euro stanziati a favore delle persone colpite dal conflitto che imperversa da lunga data. Il primo obiettivo dell'intervento della DG ECHO è stato quello di prestare assistenza attraverso la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari, alloggi, cibo, istruzione, ecc. e, in particolare, protezione, al fine di rafforzare la debole situazione della Colombia in materia di protezione.

Analisi comparativa

L' analisi comparativa riportata nel grafico seguente, riguardante la distribuzione geografica delle decisioni di finanziamento per gli anni 2001-2006, mostra che se negli anni precedenti la quota relativa dei finanziamenti ai paesi ACP era in costante crescita, questa tendenza si è invertita nel 2005, anno in cui la parte più cospicua dei finanziamenti è stata destinata all'Asia per le due catastrofi verificatesi in quella zona: lo Tsunami e il terremoto in Kashmir. Nel 2006 la quota di finanziamenti destinata ai paesi ACP ha riconquistato il primo posto assorbendo circa metà del bilancio. Su un periodo di cinque anni, occorre notare che i finanziamenti destinati alle varie regioni e parti del mondo sono molto variabili, aspetto che conferma l'orientamento a breve termine degli interventi della DG ECHO. Si noti altresì che oltre il 96% del bilancio per gli aiuti umanitari è impiegato per finanziare operazioni umanitarie, mentre meno del 4% riguarda le spese di supporto (informazione, revisioni contabili, valutazione, ecc.).

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Finanziamento tematico

Dato il ruolo centrale svolto dalle principali agenzie umanitarie internazionali (agenzie ONU, CICR, IFRC, …) nell'erogazione efficace di aiuti umanitari, la DG ECHO ha continuato a sostenere nel 2006 il rafforzamento delle loro capacità istituzionali attraverso programmi di finanziamento tematico.

Nel 2006 la DG ECHO ha sostenuto programmi dell'UNOCHA (gestione di informazioni), dell'UNHCR (registrazione dei rifugiati), dell'UNICEF (tutela dell'infanzia e interventi d'emergenza) e del PAM per la valutazione delle necessità. Sono proseguiti programmi con l'OMS ( Health Action in Crisis ) e la IFRC (gestione delle calamità e risposta d'emergenza). Infine, il CICR ha ricevuto finanziamenti per attività di protezione programmatiche.

Attività di prevenzione delle calamità (compreso DIPECHO)

Come previsto dal regolamento n. 1257/96 del Consiglio, la DG ECHO, oltre ad offrire aiuto umanitario, promuove la prevenzione delle calamità attraverso il patrocinio, il coordinamento e il programma specifico DIPECHO. Le conseguenze delle calamità, nonché il più netto riconoscimento del cambiamento climatico globale e del suo impatto, dimostrano che il suo impegno è di particolare rilievo ed estremamente necessario.

A livello strategico, la DG ECHO ha rafforzato nel 2006 le sue risorse istituzionali in materia di prevenzione delle calamità, le quali consentiranno di adottare un approccio più lineare e completo per l'integrazione della prevenzione delle calamità nei programmi di aiuto umanitario e di risanamento. Ciò è pienamente conforme non solo all'attenzione rivolta dai donatori umanitari e di aiuto allo sviluppo a livello globale, alle attività di riduzione dei rischi di disastri, ma anche alle fasi successive previste dal quadro d'azione 2005-2015 di Hyogo.

Nel 2006 la DG ECHO ha proseguito le sue attività di promozione volte ad assicurare che i donatori di aiuto allo sviluppo integrino nel loro lavoro componenti di riduzione dei rischi di disastri nelle regioni a rischio di catastrofi naturali quali terremoti, inondazioni, cicloni, ecc. e a sostenere misure pratiche per ridurre tali rischi. La DG ECHO, inoltre, promuove attivamente le strategie comunitarie volte a ridurre i rischi di catastrofi per migliorare le capacità delle comunità vulnerabili di fronteggiare le difficoltà.

I paesi in via di sviluppo sono particolarmente esposti alle calamità a causa della loro debole capacità di risposta nazionale e della limitata capacità delle comunità locali di far fronte alle conseguenze disastrose di una catastrofe. I progetti DIPECHO sono progetti locali di prevenzione delle catastrofi rivolti in modo particolare alle comunità più esposte ai disastri naturali e meno capaci di affrontare le difficoltà. Tali progetti rispondono a criteri quali il carattere dimostrativo e la riproducibilità e sono intesi ad essere integrati nelle strategie nazionali e di sviluppo a lungo termine. Oltre alle operazioni a livello nazionale, i piani d'azione DIPECHO contengono progetti regionali, dato che i disastri naturali non si arrestano ai confini nazionali. Nel 2006 la DG ECHO ha stanziato un importo totale di 19,05 milioni di euro per i piani d'azione DIPECHO in America centrale, Asia centrale e Asia sudorientale.

Quale novità del 2006, la DG ECHO ha adottato una decisione regionale significativa (10 milioni di euro) sulla prevenzione dei disastri a favore delle popolazioni dedite alla pastorizia, onde aiutarle ad affrontare meglio la siccità, un disastro a lenta insorgenza nel Grande Corno d'Africa (Sudan, Gibuti, Somalia, Etiopia, Kenya, Uganda ed Eritrea). Questo programma è stato sviluppato in stretta collaborazione con la DG Sviluppo e l'ufficio di cooperazione EuropeAid.

Collegamento fra aiuto, risanamento e sviluppo (CARS)

La DG ECHO è impegnata a sviluppare un processo di transizione e strategie di disimpegno adeguati per l'assistenza umanitaria (il collegamento fra aiuto, risanamento e sviluppo “CARS”). Essa partecipa attivamente al gruppo interservizi sul CARS rilanciato di recente, al quale prendono parte anche la DG Relazioni esterne, la DG Sviluppo e l'ufficio di cooperazione EuropeAid. L'entrata in vigore nel 2007 dei nuovi strumenti di assistenza esterna (lo strumento di cooperazione allo sviluppo e in particolare gli strumenti per la stabilità) presenterà un nuovo contesto per l'attuazione del CARS, che la DG ECHO ha iniziato a preparare nel 2006 in collaborazione con altri servizi interessati. Particolare attenzione è stata rivolta alla transizione fra gli aiuti alimentari e la sicurezza alimentare, con il trasferimento alla DG ECHO dell'intero bilancio per l'aiuto alimentare d'urgenza. La DG ECHO ha deciso di nominare cinque paesi pilota per rafforzare le politiche CARS già in corso o impegnative: il Kenya, la Liberia, la Mauritania, il Sudan e l'Uganda. Nella maggior parte, ma non in tutti i paesi in questione, sono stati raggiunti entro la fine dell'anno risultati significativi, grazie anche al contributo del processo di programmazione per il 10° FES. Proseguono le attività volte a rafforzare tali risultati.

Principali partner delle operazioni umanitarie

Gli aiuti umanitari forniti dalla DG ECHO vengono erogati e realizzati attraverso organizzazioni partner. La DG ECHO lavora con circa 200 organizzazioni non governative, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali quali il Comitato internazionale della Croce Rossa e la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa.

Per la DG ECHO è importante disporre di un'ampia gamma di partner per poter soddisfare efficacemente un numero sempre crescente di necessità che si presentano in tutto il mondo. Negli anni la DG ECHO ha sviluppato stretti rapporti di lavoro con i propri partner, sia a livello strategico che a livello di gestione delle operazioni umanitarie.

Nel 2006 la DG ECHO ha realizzato le sue operazioni per lo più attraverso ONG (52%), agenzie delle Nazioni Unite (37%) e organizzazioni internazionali (11%). Per ulteriori particolari circa la suddivisione annuale fra i vari partner, si rimanda alle sezioni V.6 e V.7 dell'allegato.

RAPPORTI CON LE ALTRE ISTITUZIONI DELL'UE, CON GLI STATI MEMBRI, CON I PRINCIPALI PARTNER UMANITARI E CON I DONATORI NON COMUNITARI

Come negli anni precedenti, la DG ECHO ha mantenuto stretti rapporti con altre istituzioni, con gli Stati membri, le organizzazioni internazionali e altri soggetti pertinenti quali importanti donatori non comunitari, al fine di promuovere i principi e i valori umanitari.

Alla fine del 2006 la DG ECHO ha avviato un ampio processo di consultazione degli Stati membri e dei partner umanitari della CE su questioni umanitarie fondamentali quali gli obiettivi, i principi e i valori su cui si fonda l'aiuto umanitario, le sfide cui devono far fronte gli operatori nel settore e la realizzazione degli aiuti umanitari.

I risultati di questa consultazione serviranno come base per l'elaborazione di una comunicazione della Commissione intesa a raggiungere un consenso dell'UE sui principi e sulle migliori prassi dell'intervento umanitario e a fissare un programma per l'adozione di un approccio più strettamente coordinato, affinché l'Unione europea possa ottimizzare il suo contributo all'azione umanitaria collettiva internazionale. Il consenso europeo dovrebbe cercare di perseguire un approccio più coerente, lineare e completo agli aiuti umanitari.

Per ulteriori dettagli sui partner, si rimanda alla sezione II dell'allegato.

ALTRE ATTIVITÀ

Nell'ambito delle proprie attività la DG ECHO deve anche svolgere altre mansioni intese a garantire l'erogazione e la qualità degli aiuti umanitari:

1. sviluppo della politica della DG ECHO in materia di sicurezza del personale incaricato dell'erogazione degli aiuti umanitari;

2. rafforzamento della sua capacità di reazione rapida sul campo, mediante la costituzione di squadre multisettoriali;

3. strategia di comunicazione e informazione;

4. iniziative di formazione: la DG ECHO sostiene la Rete di assistenza umanitaria (NOHA) che propone un diploma post-laurea pluridisciplinare.

Per ulteriori dettagli su queste attività, si rimanda alla sezione III dell'allegato.

La corretta esecuzione delle operazioni umanitarie finanziate dalla DG ECHO è garantita attraverso diversi livelli di verifica e controllo nelle varie fasi del ciclo del progetto. Tali aspetti della strategia di controllo elaborata dalla DG ECHO, nonché le sue procedure di supervisione e controllo sono descritti nella sezione IV dell'allegato.

CONCLUSIONE

Il 2006 è stato un anno particolarmente impegnativo per la DG ECHO a causa della crisi in Libano e per via di una serie di gravi catastrofi naturali, oltre che delle crisi umanitarie già in atto. La DG ECHO è stata tuttavia in grado di svolgere il proprio ruolo conformemente al suo mandato. Per quanto riguarda il suo principale obiettivo strategico, quello di assicurare un'erogazione efficiente degli aiuti umanitari, gli obiettivi sono stati raggiunti e ampiamente superati.

[1] Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite.

[2] www.reliefweb.int

[3] Oltre al trasferimento proveniente dalla riserva per gli aiuti d'urgenza (140 milioni di euro), ulteriori sostegni al bilancio sono giunti dall'utilizzo delle risorse del FES (28 milioni di euro) e delle entrate ridistribuite (7 milioni di euro).

[4] Gli interventi principali si basano sugli importi più elevati stanziati per ogni regione.