5.7.2008   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 172/7


Parere del Comitato delle regioni «Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive»

(2008/C 172/02)

IL COMITATO DELLE REGIONI

ritiene che la strategia per le RUP rimanga della massima attualità e che, lungi dall'aver esaurito la sua funzione, debba essere portata avanti, approfondita e aggiornata,

osserva che i temi (cambiamenti climatici, evoluzione demografica e gestione dei flussi migratori, politica marittima e agricoltura) che la Commissione ha definito come sfide per il futuro sia dell'UE che delle RUP costituiscono questioni di grande importanza, prioritarie per l'agenda europea e mondiale e con impatto significativo sui vari territori dell'UE,

ricorda tuttavia che la strategia comunitaria per le RUP definita dalla Commissione nella sua comunicazione del maggio 2004 si basava su un approccio globale e coerente, destinato a integrare in tutte le politiche comunitarie i tre obiettivi di detta strategia: il miglioramento dell'accessibilità interna ed esterna, il rafforzamento della competitività del tessuto economico locale e l'inserimento delle regioni nel loro spazio geografico prossimo,

chiede alla Commissione di tenere conto delle specificità delle RUP nell'ambito dell'imminente verifica dello stato di salute della PAC, nonché nel quadro delle future riforme della stessa, mantenendo sia le eccezioni esistenti nell'applicazione del disaccoppiamento e della modulazione, sia il livello adeguato di dotazione di bilancio per l'appoggio al settore agricolo di queste regioni,

invita la Commissione ad adottare con urgenza misure destinate a compensare gli effetti negativi dell'inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni, al fine di tenere conto della specifica situazione delle RUP.

Relatore

:

Paulino RIVERO BAUTE, presidente del governo della Comunità autonoma delle Canarie (ES/ALDE)

Testo di riferimento

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni — Strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive

COM(2007) 507 def.

Raccomandazioni politiche

IL COMITATO DELLE REGIONI

1.

Le sette regioni ultraperiferiche (Azzorre, Canarie, Guadalupa, Guyana, Madera, Martinica, Riunione), pur formando parte a tutti gli effetti dell'Unione europea, sono caratterizzate da una realtà unica e originale diversa da quella degli altri territori comunitari;

2.

detta realtà è contraddistinta dall'accumularsi di una serie di fattori permanenti, in particolare la lontananza, la superficie ridotta e una scarsa differenziazione del tessuto produttivo, che causano l'isolamento e la vulnerabilità di cui soffrono queste regioni. È quanto riconosce l'articolo 299, paragrafo 2, del Trattato CE;

3.

questo comporta costi supplementari e crea particolari difficoltà al processo di crescita, convergenza e sostenibilità economica di tali regioni, impedendo loro di partecipare pienamente alla dinamica del mercato interno, limitando le opportunità dei cittadini che vi risiedono e diminuendo la competitività delle imprese;

4.

le regioni ultraperiferiche costituiscono altresì un vantaggio per l'Unione europea. Data la loro posizione geografica, possono diventare piattaforme strategiche per lo sviluppo del ruolo che essa ambisce a recitare sulla scena mondiale;

5.

tali caratteristiche giustificano pienamente la concessione di un trattamento speciale in sede di applicazione delle politiche comunitarie, al fine di rispondere alle esigenze specifiche di queste regioni e di potenziarne le capacità di sviluppo endogeno;

6.

è dunque opportuno sostenere la causa delle regioni ultraperiferiche e delle autorità nazionali interessate, ai fini del consolidamento, dell'arricchimento, dell'approfondimento e dell'aggiornamento della strategia globale e coerente per le RUP, affinché essa si traduca in una reale politica comunitaria a favore delle regioni ultraperiferiche.

Osservazioni del Comitato delle regioni

Il trattamento specifico delle regioni ultraperiferiche — una strategia di sviluppo globale e coerente — un bilancio sostanzialmente positivo, ma molto resta ancora da fare

7.

È lieto che dal 1986 la Commissione europea abbia preso l'iniziativa di stabilire un quadro appropriato per l'applicazione a queste regioni del diritto comunitario e delle politiche comuni, sulla base dei programmi di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI);

8.

ricorda che l'inserimento di un articolo specifico del Trattato (l'articolo 299, paragrafo 2), adeguato alle realtà regionali più isolate dell'Unione, ha risposto a una serie di obiettivi concreti, in particolare:

definire il carattere specifico delle RUP e la necessità di integrare questo concetto in tutte le politiche dell'Unione, in particolare mantenendo il sostegno prioritario concesso nel quadro della politica strutturale di coesione economica e sociale,

adeguare le politiche comunitarie alla realtà di queste regioni, applicando misure specifiche e formulando condizioni particolari per l'applicazione del Trattato qualora risultino necessarie per il loro lo sviluppo,

tener conto dell'ambiente geografico specifico delle RUP nel quadro delle relazioni dell'Unione europea con i paesi terzi ad esse limitrofi;

9.

ricorda a tale proposito la soddisfazione espressa dal Comitato per l'approvazione della relazione della Commissione europea del 14 marzo 2000 sulle misure destinate ad applicare l'articolo 299, paragrafo 2, del Trattato. Tale relazione voleva rappresentare «un salto di qualità» nell'approccio comunitario per le RUP e costituire il principio di una nuova fase decisiva per la definizione di una strategia globale e coerente volta allo sviluppo sostenibile delle RUP;

10.

rammenta che nelle conclusioni del Consiglio europeo di Siviglia del giugno 2002 si è stabilita la necessità di approfondire l'attuazione dell'articolo 299, paragrafo 2, del Trattato e di presentare proposte adeguate per tener conto delle esigenze specifiche delle RUP attraverso le varie politiche comuni, in particolare quella dei trasporti, e in sede di riforma di talune politiche, in special modo la politica regionale; mette altresì in rilievo, in tale contesto, l'impegno assunto dalla Commissione di presentare una nuova relazione su queste regioni, basata su un approccio globale e coerente alla loro situazione particolare e ai mezzi per farvi fronte;

11.

ricorda dunque la sua soddisfazione per l'approvazione della comunicazione della Commissione Un partenariato più forte per le regioni ultraperiferiche del 26 maggio 2004 e della relazione della Commissione Un partenariato più forte per le regioni ultraperiferichebilancio e prospettive del 6 agosto 2004. Constata il riconoscimento della situazione unica delle RUP, che giustifica pienamente un trattamento particolare nell'ambito delle varie politiche comunitarie, ma offre una risposta solo parziale e, di conseguenza, insufficiente al mandato del Consiglio europeo di Siviglia e alle esigenze espresse dalle regioni e dai loro Stati;

12.

esprime quindi apprezzamento per la disponibilità della Commissione a presentare il bilancio della sua strategia a favore delle regioni ultraperiferiche, e le sue prospettive per l'avvenire della stessa, nella comunicazione Strategia per le regioni ultraperifericherealizzazioni e prospettive (COM(2007) 507 def.) e nel documento di lavoro allegato Evoluzione e bilancio della strategia per le regioni ultraperiferiche (SEC(2007) 1112);

13.

ritiene che detta strategia continui a mantenere tutta la sua attualità e che, lungi dall'aver esaurito la sua funzione, debba essere portata avanti, approfondita e aggiornata, come dimostra il consolidamento dell'articolo 299 nel Trattato di Lisbona recentemente adottato.

Per un consolidamento sul lungo periodo della strategia globale e coerente di sviluppo per le regioni ultraperiferiche: approfondimento e aggiornamento

14.

Si congratula con la Commissione in primo luogo perché la sua nuova comunicazione conferma la sensibilità nei confronti delle RUP, sottolinea la necessità di riconoscere la specificità delle stesse e punta sulla continuità di un'attenzione specifica per il futuro;

15.

esprime apprezzamento per la Commissione, la quale ammette la necessità che le varie politiche comunitarie tengano conto delle specificità delle RUP, ma riconosce al tempo stesso il valore aggiunto e le opportunità che queste regioni offrono all'UE nel contesto mondiale;

16.

constata che il bilancio delle misure volte all'attuazione della strategia del 2004 è positivo e che le politiche chiave per lo sviluppo delle RUP sono state rivedute e ridefinite in modo complessivamente soddisfacente;

17.

insiste sul fatto che gli svantaggi di cui soffrono le RUP sono permanenti e comuni a tutte loro, indipendentemente dal livello di reddito, e ricorda che la problematica delle regioni ultraperiferiche non si riduce esclusivamente a una questione di reddito, ma costituisce una situazione strutturale complessa che tocca profondamente i cittadini e la competitività delle imprese;

18.

si congratula con la Commissione per il suo auspicio di approfondire ciascuno degli assi della strategia comunitaria a favore di queste regioni, realizzando azioni complementari, e di aggiornare e arricchire detta strategia, adeguandola alle future sfide globali. Invita fin d'ora la Commissione a garantire la necessaria coerenza nello sviluppo delle sue proposte in questi ambiti;

19.

ritiene che le misure che la Commissione propone di mettere a punto nel breve periodo, finalizzate alla riduzione del deficit di accessibilità e al miglioramento della competitività delle RUP, siano, in generale, piuttosto vaghe, o si limitino a dare orientamenti per un utilizzo più efficace delle risorse attribuite alle RUP;

20.

constata che dette misure sono più concrete e interessanti per quanto riguarda l'inserimento regionale, pur risultando insufficienti. Esse dovrebbero poter essere integrate da altre che contribuiscano al conseguimento effettivo dell'obiettivo di inserimento regionale delle RUP nel loro contesto geografico;

21.

ricorda che le RUP devono far fronte alla duplice sfida dell'integrazione nel mercato interno da un lato e nell'ambiente geografico circostante dall'altro. La loro posizione geostrategica costituisce inoltre un potenziale enorme per l'UE e ne fa piattaforme privilegiate per la proiezione dell'azione esterna dell'Unione in queste zone;

22.

si congratula con la Commissione per aver avviato i lavori volti a dare un contenuto al piano di azione Grande vicinato, lanciato nella sua comunicazione del 2004. Constata tuttavia l'opportunità di continuare gli sforzi, in special modo per quanto riguarda il miglior coordinamento del FESR con il FSE, per consentire di realizzare effettivamente l'obiettivo dell'inserimento regionale delle RUP nel loro contesto geografico;

23.

si congratula con la Commissione per le informazioni fornite alle RUP nel quadro della preparazione degli accordi di associazione economica dell'UE con i paesi ACP. Constata tuttavia che i detti accordi, allo stato attuale dei negoziati, comportano minacce immediate per le RUP, mentre le opportunità che offrono si manifesteranno a lungo termine e sono, per di più, incerte;

24.

si rammarica che la Commissione non abbia presentato, come essa stessa aveva annunciato, proposte concrete di azioni volte a favorire gli investimenti all'estero delle PMI delle RUP, iniziativa che contribuirebbe a un miglior inserimento di queste regioni nel loro contesto geografico;

25.

osserva che i temi (cambiamenti climatici, evoluzione demografica e gestione dei flussi migratori, politica marittima e agricoltura) che la Commissione ha definito come sfide per il futuro sia dell'UE che delle RUP, e sui quali ha aperto un dibattito con la sua comunicazione, costituiscono questioni di grande importanza, prioritarie per l'agenda europea e mondiale e con impatto significativo sui vari territori dell'UE;

26.

sottolinea che tale impatto può diventare ancora più importante nelle RUP che, per le loro caratteristiche, presentano una particolare fragilità e vulnerabilità;

27.

ricorda tuttavia che la strategia comunitaria per le RUP definita dalla Commissione nella sua comunicazione del maggio 2004 si basava su un approccio globale e coerente, destinato a integrare in tutte le politiche comunitarie i tre obiettivi di detta strategia: il miglioramento dell'accessibilità interna ed esterna, il rafforzamento della competitività del tessuto economico locale e l'inserimento delle regioni nel loro spazio geografico prossimo;

28.

accoglie molto favorevolmente e sottoscrive la constatazione della Commissione secondo cui l'intervento comunitario riguardante le RUP tende verso un'impostazione sempre più orizzontale della strategia, e che il contributo di tutte le politiche comunitarie è necessario allo sviluppo di dette regioni e al loro inserimento nel mercato interno;

29.

insiste sulla rilevanza e l'attualità dei tre suddetti obiettivi strategici, che continuano a essere gli assi principali della strategia comunitaria a favore delle RUP, e sul fatto che l'evoluzione delle varie politiche comunitarie deve integrare la presente congiuntura e adattarvisi;

30.

ritiene che la comparsa di queste nuove sfide e priorità nell'agenda europea e la revisione di politiche chiave, come la politica agricola comune, obblighino a una valutazione dell'impatto che esse potranno avere sui tre assi della strategia comunitaria a favore delle RUP, al fine di disporre di un'analisi mirata che consenta di integrare la specificità delle RUP nella riflessione globale sulla risposta che l'UE dovrà dare a queste sfide;

31.

sottolinea la necessità che la Commissione utilizzi detto metodo di valutazione dell'impatto sui tre assi della strategia in relazione alle quattro tematiche. Si rammarica, per esempio, che la Commissione non abbia tenuto sufficientemente in considerazione questo impatto in un ambito essenziale e indispensabile per le RUP com'è il trasporto aereo e che non abbia previsto un trattamento più specifico per queste regioni nel quadro della sua proposta di direttiva sull'inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni;

32.

ritiene che le RUP abbiano un grande contributo da offrire in questi quattro ambiti, che data la loro realtà specifica le riguardano in modo particolare;

33.

ricorda che le RUP hanno una dimensione marittima eccezionale, che offre all'UE opportunità ineguagliabili nell'ambito dell'innovazione, della ricerca, dell'ambiente e della biodiversità;

34.

sottolinea ancora una volta la necessità di affrontare in modo globale l'incremento del fenomeno migratorio, che interessa particolarmente le RUP in quanto frontiere attive dell'Unione europea. Ricorda a questo proposito le conclusioni della conferenza Il ruolo delle regioni e delle città nella gestione dei flussi migratori, tenutasi il 30 ottobre 2007 ad Adeje (Tenerife, Spagna), e in special modo la necessità di un maggior coinvolgimento delle autorità nazionali ed europee nella gestione del fenomeno, nella ripartizione degli oneri finanziari e nella valutazione del suo impatto sulla coesione economica e sociale delle RUP;

35.

per quanto riguarda la gestione dei flussi migratori, è convinto che consolidare il dialogo e la cooperazione con i paesi di origine e di transito sia di primaria importanza. Ricorda al tempo stesso che gli enti regionali e locali delle RUP hanno un ruolo fondamentale da svolgere nella promozione di tale cooperazione, per la loro capacità di agire da piattaforme di cooperazione nei confronti dei paesi terzi vicini utilizzando i programmi della Commissione europea. A tale proposito, si rallegra dell'iniziativa pilota di programmazione concertata per la cooperazione territoriale tra le regioni ultraperiferiche e i paesi terzi vicini;

36.

ritiene che sia necessario intervenire sulle cause dell'immigrazione illegale attraverso la messa a punto di una politica efficace di immigrazione legale, la lotta all'economia irregolare e la gestione all'origine del flusso di migranti minori non accompagnati mediante la promozione dell'istruzione e dell'inserimento professionale;

37.

concorda con la Commissione sulla necessità di affrontare le enormi sfide poste dalla pressione demografica su territori esigui e frammentati, e sottolinea la necessità di promuovere quanto prima studi che ne analizzino le conseguenze per l'assetto del territorio, il mercato del lavoro, le esigenze di istruzione e formazione e i servizi pubblici di queste regioni, proponendo, se del caso, misure opportune;

38.

condivide il punto di vista della Commissione secondo cui la lotta contro i cambiamenti climatici e l'adeguamento ai loro effetti rappresentano una sfida importante per le RUP, data la loro situazione geografica e la loro fragilità, e la invita a far sì che le misure specifiche che si deciderà di adottare in quest'ambito per evitare un impatto negativo sull'accessibilità, l'economia e i cittadini delle RUP siano reali ed efficaci;

39.

concorda con la Commissione sul fatto che l'agricoltura è un fattore essenziale dell'economia delle RUP, frenate da svantaggi geografici e climatici. Ritiene pertanto che sia essenziale mettere a punto una strategia futura per lo sviluppo del settore agricolo in queste regioni, che in questo modo potranno affrontare le sfide di una più grande concorrenza a livello mondiale;

40.

ritiene che, tenuto conto che la politica di coesione economica e sociale è lo strumento principale su cui si basa la strategia comunitaria a favore delle RUP, sia particolarmente importante valutare se i temi aperti al dibattito possano avere un impatto sulla coesione economica e sociale di queste regioni;

41.

vede nei risultati di detta valutazione un possibile contributo al processo di revisione della politica comunitaria di coesione dopo il 2013. Allo stesso modo, tali risultati potranno contribuire all'elaborazione del Libro verde sulla coesione territoriale che la Commissione intende pubblicare nel 2008;

42.

ritiene pertanto che la nuova fase nello sviluppo della strategia comunitaria a favore delle RUP, che la Commissione avvierà una volta concluse le consultazioni, non dovrebbe limitarsi ai temi oggetto di dibattito, ma fare in modo che essi siano integrati nella strategia stessa per darle continuità, arricchirla e aggiornarla;

43.

ritiene che il partenariato tra le RUP, i rispettivi Stati e la Commissione debba continuare a recitare un ruolo essenziale nello sviluppo della strategia comunitaria di lungo periodo a favore di queste regioni;

44.

si dichiara fermamente convinto del fatto che le RUP necessitino tuttora dell'appoggio di tutte le politiche comunitarie per migliorare la loro competitività e proseguire il loro processo di convergenza in termini di sviluppo economico e di pari opportunità tra i loro cittadini e quelli delle altre regioni europee;

45.

esprime infine il proprio sostegno al Consiglio europeo, quando esso rinnova l'impegno politico al più alto livello a favore delle RUP e riafferma la necessità di avanzare rapidamente nell'elaborazione della strategia comunitaria a favore di queste regioni.

Conclusioni e raccomandazioni

46.

Invita la Commissione a continuare ad approfondire la strategia del 2004 a favore delle RUP, mettendo in pratica le misura annunciate nella sua comunicazione e favorendo una maggior coerenza e un miglior coordinamento tra le diverse politiche comunitarie, affinché nella nuova fase detta strategia sia effettivamente globale e coerente;

47.

sollecita la Commissione a realizzare una revisione intermedia che consenta di misurare, da un lato, l'impatto sullo sviluppo economico delle RUP che hanno abbandonato l'obiettivo di «convergenza» e, dall'altro, l'impatto dell'applicazione dei fondi europei sul processo di convergenza reale delle altre RUP;

48.

invita la Commissione, dopo la valutazione d'impatto sulle riforme del POSEI prevista per il 2009, a proporre le misure opportune per garantire un appoggio adeguato ai settori tradizionali delle RUP, essenziali per l'economia di queste regioni;

49.

chiede alla Commissione di tenere conto delle specificità delle RUP nell'ambito dell'imminente verifica dello stato di salute della PAC, nonché nel quadro delle future riforme della stessa, mantenendo sia le eccezioni esistenti nell'applicazione del disaccoppiamento e della modulazione, sia il livello adeguato di dotazione di bilancio per l'appoggio al settore agricolo di queste regioni;

50.

esorta la Commissione a garantire una maggiore protezione ai prodotti agricoli delle regioni ultraperiferiche contro le gravi minacce dovute alla progressiva liberalizzazione delle importazioni nell'Unione europea, mediante l'adozione di misure adeguate che prevengano la destabilizzazione dell'agricoltura di queste regioni provocata dalla maggiore apertura del mercato comunitario;

51.

invita la Commissione a definire, nei prossimi periodi di programmazione, politiche di sviluppo rurale specifiche per le RUP e dotate di risorse di bilancio adeguate;

52.

chiede alla Commissione di tenere conto fin d'ora delle specificità delle RUP nelle iniziative in corso relativamente ai quattro temi che essa ha sottoposto al dibattito;

53.

ricorda che le regioni ultraperiferiche conferiscono all'Unione europea una chiara dimensione marittima mondiale e costituiscono al tempo stesso autentici laboratori naturali per lo studio delle scienze marine. Per questi motivi, ritiene che in queste regioni debbano essere attuate quanto prima azioni prioritarie destinate a proteggere e a valorizzare questo potenziale;

54.

invita la Commissione ad adottare con urgenza misure destinate a compensare gli effetti negativi dell'inclusione del trasporto aereo nel sistema di scambio di emissioni, al fine di tenere conto della specifica situazione delle RUP;

55.

insiste sul fatto che le RUP, data la mancanza di alternative, dipendono completamente dal trasporto aereo, sia per i collegamenti con l'esterno sia per quelli tra le varie isole, e che il valore totale delle emissioni di CO2 sulle rotte che le interessano rappresenta una frazione marginale del totale delle emissioni dell'Unione;

56.

chiede alla Commissione di trattare separatamente la problematica dell'evoluzione demografica e quella della gestione dei flussi migratori. Sottolinea che si tratta di due problematiche diverse e complesse che interessano le RUP in modo particolarmente intenso e che pertanto necessitano entrambe della massima attenzione;

57.

sollecita a intervenire con urgenza e in modo mirato per porre rimedio alla tragica situazione che si sta verificando con l'arrivo di migranti minori non accompagnati. Chiede quindi alle autorità nazionali ed europee di assumersi le loro responsabilità per la gestione di questo fenomeno e per la condivisione degli oneri finanziari che ne conseguono;

58.

richiede alla Commissione una valutazione d'impatto relativa ai citati quattro temi oggetto di dibattito nell'ambito dei tre assi della strategia comunitaria a favore delle RUP;

59.

invita la Commissione a valutare se i suddetti quattro temi possano avere un impatto sulla coesione economica e sociale delle RUP, tenendo presente che la politica di coesione economica e sociale è lo strumento principale su cui si basa la strategia comunitaria a favore delle RUP.

Bruxelles, 9 aprile 2008.

Il Presidente

del Comitato delle regioni

Luc VAN DEN BRANDE