52006SC0929

Documento di lavoro dei servizi della Commissione - Relazione sulla valutazione d’impatto - Allegato al progetto di proposta di una decisione del Consiglio sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione {COM(2006) 386 final} /* SEC/2006/0929 def. */


[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 13.7.2006

SEC(2006) 929

DOCUMENTO DI LAVORO DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE

Relazione sulla valutazione d’impatto

Allegato al progetto di proposta di una

DECISIONE DEL CONSIGLIO

sugli [orientamenti strategici comunitari in materia di coesione] {COM(2006) 386 final}

VALUTAZIONE D’IMPATTO: ORIENTAMENTI STRATEGICI COMUNITARI IN MATERIA DI COESIONE 2007-2013

DG capofila: DG REGIO

Altri servizi partecipanti : DG EMPL

Iscrizione in agenda o riferimento WP : 2005/REGIO+/013

QUESTIONI PROCEDURALI E CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE

Organizzazione e tempistica

Il 14 luglio 2004 la Commissione ha presentato una proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione [COM(2004)492 def.].

In conformità dell’articolo 23 del progetto di regolamento (CE) del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE) e sul Fondo di coesione, il Consiglio stabilisce, previa adozione dei regolamenti e sulla base di una proposta della Commissione, nonché tenendo conto del parere del Parlamento europeo, gli orientamenti strategici comunitari per la politica di coesione che “applicano le priorità comunitarie al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile”[1].

Tali orientamenti sono già stati adottati sotto forma di progetto (COM (2005) 299 def., 5 luglio 2005). Il progetto di proposta tiene conto delle osservazioni presentate dagli Stati membri, dei risultati della consultazione pubblica e del parere adottato dal Parlamento europeo riunito in seduta plenaria il 18 maggio 2006. È previsto che la Commissione adotti gli orientamenti il 12 luglio 2006.

Consultazione delle parti interessate

Nel corso della preparazione degli orientamenti strategici comunitari si sono svolti diversi eventi con la partecipazione degli Stati membri, delle autorità regionali e locali e delle altre parti:

- una conferenza dal titolo “Coesione e agenda di Lisbona: il ruolo delle regioni” tenutasi il 3 marzo 2005;

- consultazioni con gli Stati membri tra gennaio e aprile 2005 in seno al gruppo di lavoro sulle misure strutturali;

- presentazione, il 17 maggio 2005, di un documento informale sulle priorità future, utile come base di discussione per il Consiglio informale;

- discussioni sul suddetto documento durante la riunione informale dei ministri tenutasi a Lussemburgo il 20 maggio 2005.

Il testo completo degli orientamenti strategici tiene conto sia del documento informale sia del risultato delle relative discussioni.

Consultazione pubblica

Si tenuta una consultazione pubblica sul progetto di orientamenti strategici comunitari in materia di coesione 2007-2013. La consultazione si aperta il 7 luglio 2005 ed terminata il 30 settembre 2005, nel quadro di un processo più ampio iniziatosi con le proposte legislative della Commissione per la politica di coesione 2007-2013. Nel corso del 2003 e del 2004, la Commissione ha avviato un’ampia consultazione con le autorità regionali e locali d’Europa e le loro associazioni, nonché con le altre parti interessate al dibattito sulla politica di coesione per il periodo 2007-2013. Questi primi passi sono ricapitolati nella valutazione d’impatto che accompagnava le proposte legislative della Commissione nel luglio 2004[2].

I risultati della consultazione pubblica, che mirava a coinvolgere il grande pubblico e a facilitare lo scambio di pareri sulla dimensione strategica della politica di coesione 2007-2013, sono i seguenti:

1. la politica di coesione intimamente legata alla competitività generale dell’Unione europea e dovrebbe sostenere l’agenda per la crescita e l’occupazione;

2. sviluppando sinergie e complementarità con le altre politiche comunitarie, la politica di coesione può contribuire all’agenda di Lisbona;

3. l’accento posto sull’innovazione e l’economia della conoscenza largamente condiviso, e risulta confermata la necessità di rafforzare l’azione a sostegno di ricerca, istruzione e formazione;

4. la concentrazione su un numero limitato di priorità dovrebbe aiutare a massimizzare l’impatto e il valore aggiunto dei programmi della politica di coesione;

5. sono ampiamente condivisi e incoraggiati anche l’inserimento di elementi più innovativi, come l’attenzione per l’accesso ai finanziamenti e l’ingegneria finanziaria, i partenariati pubblico-privato, gli investimenti nella salute per promuovere la competitività e la produttività e il rafforzamento delle capacità amministrative;

6. gli orientamenti dovrebbero conferire agli Stati membri e alle regioni la flessibilità necessaria per scegliere la combinazione appropriata di priorità e azioni al fine di rispondere alle rispettive esigenze di sviluppo;

7. la dimensione territoriale della politica di coesione dovrebbe essere messa in luce dagli orientamenti, non come compensazione tra la coesione territoriale da una parte e la competitività dall’altra, ma come una coppia di nozioni complementari. Il ruolo delle città in quanto protagoniste dell’agenda per la crescita e l’occupazione e la necessità di diversificare l’economia delle aree rurali sono stati più volte indicati come settori importanti di cui occorre rafforzare il rilievo negli orientamenti;

8. l’attenzione per competitività e innovazione dovrebbe tener conto dell’agenda sociale, e la futura politica di coesione dovrebbe proseguire l’approccio equilibrato al fine di raggiungere gli obiettivi di una crescita economica più rapida e di posti di lavoro migliori e più numerosi;

9. gli orientamenti dovrebbero riconoscere formalmente il ruolo cruciale delle regioni e delle città e quello del settore non governativo per quanto riguarda la formulazione, concezione, realizzazione, attuazione e valutazione dei programmi della politica di coesione.

In risposta alla consultazione pubblica sono pervenuti 197 contributi validi; in merito stata pubblicata una relazione sul sito Europa. La consultazione si svolta parallelamente al procedimento istituzionale che prevede la partecipazione del Parlamento europeo e del Consiglio. All’occorrenza, le osservazioni ricevute nel quadro della consultazione sono state inserite nel testo.

Parere del Parlamento europeo

Il 18 maggio 2006 il Parlamento europeo ha adottato una relazione sul progetto di orientamenti[3], traendo le seguenti conclusioni principali:

10. il Parlamento europeo accoglie con favore il fatto che gli orientamenti strategici abbiano fissato le priorità comunitarie a favore di uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile;

11. esso sottolinea che la politica di coesione non può sostituire gli sforzi degli Stati membri necessari in molti settori d’intervento per raggiungere gli ambiziosi obiettivi della strategia di Lisbona;

12. questi ultimi non dovrebbero essere perseguiti a discapito di una maggiore coesione sociale ed economica, e dovrebbero invece contribuire a rafforzare tale coesione, nel quadro degli orientamenti strategici;

13. la strategia di Lisbona deve andare di pari passo con la strategia di Göteborg relativa allo sviluppo economico sostenibile;

14. il Parlamento europeo guarda con occhio critico alla destinazione degli stanziamenti per la politica di coesione a favore delle priorità della strategia di Lisbona;

15. esso sottolinea l’importanza di tener conto della dimensione urbana;

16. sottolinea inoltre l’importanza del principio di collaborazione e partenariato in quanto fattore determinante per il successo dell’attuazione dei programmi;

17. sottolinea poi l’importanza di ricorrere a partenariati pubblico-privato;

18. lo scambio delle buone prassi e la positiva esperienza fatta con l’iniziativa comunitaria EQUAL dovrebbero continuare nel periodo di programmazione 2007-2013;

19. la coesione territoriale dev’essere trattata in modo adeguato dagli orientamenti strategici comunitari.

Pareri del Comitato delle regioni e del Comitato economico e sociale europeo

Il Comitato delle regioni ha adottato un parere (n. 140/2005) sul progetto di orientamenti strategici comunitari nel novembre 2005, e altrettanto ha fatto il Comitato economico e sociale europeo (CESE 592/2006) nell’aprile 2006.

Defini ZIONE DEL PROBLEMA

In conformità dell’articolo 23 del progetto di regolamento (CE) del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE) e sul Fondo di coesione, il Consiglio stabilisce, previa adozione dei regolamenti e sulla base di una proposta della Commissione, nonché tenendo conto del parere del Parlamento europeo, gli orientamenti strategici comunitari per la politica di coesione che “applicano le priorità comunitarie al fine di promuovere uno sviluppo equilibrato, armonioso e sostenibile”[4].

OBIETTIVI PRINCIPALI

L’obiettivo fondamentale degli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione quello di fornire agli Stati membri una guida per la preparazione dei quadri strategici di riferimento nazionali, al fine di garantire che i programmi cofinanziati dai Fondi siano conformi alle priorità definite a livello comunitario, e in particolare per contribuire alla realizzazione dell’agenda di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Pertanto, e alla luce della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l’occupazione, i programmi cofinanziati dalla politica di coesione dovrebbero cercare di indirizzare le risorse verso le tre priorità seguenti:

- migliorare la capacità di attrazione degli Stati membri, delle regioni e delle città migliorando l’accessibilità, garantendo una qualità e un livello di servizi adeguati, nonché tutelando l’ambiente;

- incoraggiare l’innovazione, l’imprenditorialità e la crescita dell’economia della conoscenza grazie alle capacità di ricerca e innovazione, comprese le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

- creare posti di lavoro migliori e più numerosi attraendo un numero maggiore di persone sul mercato di lavoro o incoraggiandole ad avviare un’attività imprenditoriale, migliorando l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese e aumentando gli investimenti nel capitale umano.

Queste priorità corrispondono a quelle fissate dal documento della Commissione “Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione” pubblicato nel febbraio 2005[5] e approvato dal Consiglio europeo di primavera dello stesso anno.

Gli orientamenti strategici comunitari rappresentano un quadro unico di cui gli Stati membri e le regioni dovrebbero fare uso al momento di elaborare i rispettivi programmi nazionali, regionali e locali, in particolare al fine di valutare il proprio contributo agli obiettivi dell’Unione per quanto riguarda coesione, crescita e occupazione. Gli orientamenti sono una condizione necessaria ma non sufficiente per arrivare al livello appropriato di concentrazione sulle priorità fondamentali per ciascuno Stato membro e ciascuna regione in conformità dell’agenda di Lisbona rinnovata.

POSSIBILITÀ D’INTERVENTO

Gli orientamenti sono vincolanti ai sensi dell’articolo 23 del progetto di regolamento generale. Per quanto riguarda il contenuto, il regolamento conferma che gli orientamenti dovrebbero individuare le priorità comunitarie per il sostegno della politica di coesione e, in particolare, rafforzare le sinergie con la strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, contribuendo così alla sua realizzazione. Per questo motivo, gli orientamenti fanno proprie le tre priorità individuate nella comunicazione della Commissione “Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione” e approvate dal Consiglio europeo di primavera del 2005.

Quest’approccio sostenuto dai risultati della consultazione pubblica, la quale ha confermato la diffusa opinione per cui la politica di coesione intimamente legata alla competitività generale dell’Unione europea e dovrebbe contribuire direttamente all’agenda per la crescita e l’occupazione. I risultati della consultazione pubblica e il parere del Parlamento europeo confermano anche che, sviluppando sinergie e complementarità con le altre politiche comunitarie, la politica di coesione può contribuire all’agenda di Lisbona. La versione finale degli orientamenti strategici comunitari, che rientra in questa procedura di decisione, mantiene la stessa graduatoria di priorità essenziali per garantire che la concentrazione delle risorse finanziarie su un numero limitato di azioni abbia un maggiore impatto politico, economico e sociale. Inoltre, la versione finale degli orientamenti chiarisce meglio le azioni prioritarie esistenti, in risposta ai risultati della consultazione pubblica, alle osservazioni degli Stati membri e al parere del Parlamento europeo.

VALUTAZIONE D’IMPATTO

L’analisi presentata in questa sezione non rappresenta una valutazione quantitativa completa degli effetti sull’economia, l’ambiente e la società. Un’analisi di questo genere per quanto riguarda i nuovi finanziamenti per la coesione si trova nelle valutazioni d’impatto che accompagnano la proposta della Commissione di nuovi regolamenti[6]. Per loro natura, gli orientamenti non posso avere effetti diretti, misurabili e quantificabili sul funzionamento del mercato interno, la competitività delle imprese o la creazione di nuovi posti di lavoro, ma possono garantire che le risorse finanziare della Comunità previste per la politica di coesione siano indirizzate verso le priorità comunitarie, in particolare verso la realizzazione dell’agenda per la crescita e l’occupazione, agendo nel contempo da potente volano per l’attuazione di altre politiche comunitarie. In tal modo gli orientamenti attirano anche l’attenzione sulla necessità di massimizzare, ove possibile, le sinergie e le complementarità con altre politiche comunitarie.

Per quanto riguarda la crescita e l’occupazione, il sostegno della politica di coesione alla strategia di Lisbona va realizzato garantendo uno stretto coordinamento coi programmi nazionali di riforma. La maggior parte di tali programmi si concentra sull’importanza delle moderne infrastrutture di trasporto e sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ad es. la disponibilità di collegamenti a banda larga). Sono questi altrettanti esempi del tipo di investimenti che possono essere sostenuti dalla politica di coesione. Infine, come stabilito dalla relazione annuale della Commissione sullo stato d’avanzamento dei lavori, “Un gran numero di Stati membri deve inoltre garantire che la spesa comunitaria destinata alla coesione e allo sviluppo rurale contribuisca al sostegno della strategia di Lisbona in generale. Di fatto, tale spesa andrebbe programmata per fornire un appoggio diretto ai programmi nazionali di riforma”[7].

MONITORAGGIO E VALUTAZIONE

Le procedure parallele per il processo di Lisbona e la preparazione e attuazione dei programmi della politica di coesione prevedono che in entrambi i casi siano presentate con regolarità delle relazioni, con la possibilità di un controllo incrociato per garantirne la coerenza; il fondamento giuridico di tale controllo incrociato costituito dai regolamenti in materia di politica di coesione.

Al riguardo, i regolamenti dispongono 1) la preparazione di relazioni annuali d’attuazione da parte degli Stati membri a partire dal 2008 e 2) la presentazione di relazioni da parte degli Stati membri circa i risultati strategici dei programmi in due occasioni, nel 2009 e nel 2012. Le relazioni strategiche devono contenere fra l’altro informazioni su come i programmi hanno contribuito al raggiungimento degli obiettivi della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Nel 2010 e nel 2013, la Commissione pubblicherà una sintesi delle relazioni nazionali e la sottoporrà al Consiglio e al Parlamento europeo. Un’importante fonte d’informazioni quantitative per le relazioni strategiche sarà costituita dalle informazioni sulle risorse impegnate per ciascuna delle categorie considerate connesse con Lisbona.

Il punto principale per quanto attiene al processo di Lisbona sta nel fatto che i regolamenti della politica di coesione dispongono espressamente che si provveda a un controllo incrociato. Nel 2007 gli Stati membri dovranno per la prima volta fornire informazioni sul contributo della politica di coesione nelle rispettive relazioni annuali di attuazione del programma nazionale di riforma. La Commissione tenuta per regolamento, nella sua reazione a queste relazioni annuali presentata sotto forma di relazione annuale sullo stato d’avanzamento dei lavori, a sintetizzare le informazioni fornite dagli Stati membri.

In breve, i nuovi regolamenti cercheranno di garantire che la politica di coesione svolga un ruolo effettivo nella realizzazione dell’agenda di Lisbona, con l’aiuto di questa fitta trama di relazioni e controlli incrociati.

[1] COM (2004) 492 def., articolo 23.

[2] SEC(2004) 924, 14.7.2004.

[3] Parere del PE, A6-0175/2006, 10 maggio 2006.

[4] COM (2004) 492 def., articolo 23.

[5] Comunicazione al Consiglio europeo di primavera “Lavorare insieme per la crescita e l’occupazione - Il rilancio della strategia di Lisbona”, COM (2005) 24, 2 febbraio 2005.

[6] SEC(2004) 924

[7] COM (2006) 30 def., 25.1.2006, pag. 14.