52006DC0385




[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |

Bruxelles, 13.7.2006

COM(2006) 385 definitivo

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

La politica di coesione e le città: il contributo delle città e degli agglomerati urbani alla crescita e all’occupazione all’interno delle regioni {SEC(2006) 928}

INDICE

1. Lo sviluppo urbano sostenibile nella politica regionale europea dal 2007 al 2013 3

2. Le realtà urbane: l’importanza delle città 4

3. L’attrattiva delle città 5

3.1. L’accessibilità e la mobilità 5

3.2. L’accesso alle infrastrutture dei servizi 6

3.3. L’ambiente naturale e fisico 6

3.4. La cultura 7

4. Il sostegno all’innovazione, allo spirito imprenditoriale e all’economia della conoscenza 7

4.1. Le azioni a favore delle PMI e delle microimprese 8

4.2. L’innovazione e l’economia della conoscenza al servizio della crescita 8

5. Posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità 9

5.1. Il paradosso delle città: molti posti di lavoro ma disoccupazione elevata 9

5.2. Il miglioramento dell’occupabilità attraverso l’aumento del livello d’istruzione e di formazione 10

6. Le disparità intraurbane 10

6.1. La promozione dell’integrazione sociale e delle pari opportunità 11

6.2. Il rafforzamento della sicurezza dei cittadini 12

7. Governance 12

7.1. Le città e le regioni 12

7.2. L’approccio integrato dello sviluppo urbano sostenibile 13

7.3. La partecipazione dei cittadini 14

7.4. Le reti e lo scambio di esperienze 14

8. Il finanziamento del rinnovamento urbano 15

COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

La politica di coesione e le città: il contributo delle città e degli agglomerati urbani alla crescita e all’occupazione all’interno delle regioni

1. LO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE NELLA POLITICA REGIONALE EUROPEA DAL 2007 AL 2013

Conformemente all’obiettivo fissato dal Consiglio europeo del marzo 2005, la Commissione europea ha proposto di rafforzare il contributo della politica di coesione alla crescita e all’occupazione nel corso del periodo 2007-2013.

Gli orientamenti strategici comunitari 2007-2013 dedicano particolare attenzione alle esigenze specifiche di alcuni territori, come le zone urbane e rurali. Essi incoraggiano un “approccio integrato” della politica di coesione che non deve soltanto favorire la crescita e l’occupazione, ma anche perseguire obiettivi sociali e ambientali.

L'importanza delle questioni urbane è stata riconosciuta sotto le successive presidenze dell’Unione, in particolare in occasione dei Consigli informali di Rotterdam del novembre 2004 e di Bristol del dicembre 2005, in cui tale comunicazione è stata presentata come documento di lavoro.

D’altro canto, nella sua relazione sulla dimensione urbana nel contesto dell’allargamento[1], il Parlamento europeo ha espresso la propria soddisfazione per l’integrazione dello sviluppo urbano sostenibile nell’ambito della politica di coesione. Ha inoltre chiesto al Consiglio di seguire l’attuazione di questa misura nel quadro delle relazioni annuali sull'attuazione della strategia, conformemente agli articoli 29 e 30 della proposta di regolamento del Consiglio recanti disposizioni generali sui fondi strutturali.

Con la presente comunicazione, la Commissione risponde a tali richieste.

Gli orientamenti strategici comunitari definiscono i settori d’intervento che è opportuno privilegiare al momento della preparazione dei programmi operativi 2007-2013 della politica di coesione. Questa comunicazione pone l’accento su taluni aspetti specifici della dimensione urbana che possono essere pertinenti in questo contesto. È completata da un documento di lavoro dei servizi della Commissione che sviluppa le analisi e giustifica le linee d’azione proposte nella comunicazione stessa.

Le proposte di azione presentate sono basate su dati statistici (derivanti in particolare dall’Audit urbano[2]), nonché sui risultati osservati in occasione dell'attuazione di azioni urbane nel quadro dei Fondi strutturali e di altre azioni finanziate dall’Unione europea.

Le politiche e le azioni proposte in questa comunicazione devono sempre essere esaminate tenendo presente l’organizzazione istituzionale propria di ciascuno Stato membro e conformemente alle regole comunitarie in materia di aiuti di Stato[3].

Le autorità nazionali interessate sono invitate ad utilizzare la presente comunicazione con tutti i partner coinvolti, in particolare con le autorità locali e regionali. Le proposte di azioni indicate comprendono un gran numero di settori e riflettono le possibilità d’intervento dei fondi strutturali, molto diverse a seconda che le città appartengano a regioni che beneficiano dell’obiettivo Convergenza o dell’obiettivo Competitività regionale e dell’occupazione.

È opportuno precisare che i concetti di “città” e di “aree urbane” sono utilizzati in senso generico.

2. LE REALTÀ URBANE: L’IMPORTANZA DELLE CITTÀ

L'UNION e perseguirà i suoi obiettivi di crescita e di occupazione con maggiori risultati se tutte le regioni saranno in grado di svolgere il loro ruolo. Le città rivestono un’importanza capitale a tale fine, poiché in esse si trovano la maggior parte dei posti di lavoro, delle imprese e degli istituti di insegnamento superiore; la loro azione è inoltre determinante nella realizzazione della coesione sociale. Le città sono i centri della trasformazione basata sull’innovazione, sullo spirito imprenditoriale e sulla crescita economica.

La crescita economica è sostenibile quando si accompagna a misure destinate a ridurre la povertà, l’esclusione sociale e i problemi ambientali. La questione del carattere sostenibile della crescita riveste particolare importanza nelle città più esposte all’esclusione sociale, al degrado dell’ambiente, all’esistenza di aree abbandonate e alla proliferazione urbana. Le città presentano disparità significative sul piano delle prospettive eonomiche e sociali. Può trattarsi di ineguaglianze spaziali (tra i quartieri) o sociali (tra vari gruppi) e, spesso, di disparità che associano entrambe le dimensioni. La qualità dell’ambiente urbano costituisce un fattore chiave di attrattiva.

L’Europa è caratterizzata da una struttura policentrica di piccole, medie e grandi città. Molte di esse si raggruppano in aree metropolitane, mentre altre costituiscono l'unico centro urbano di una regione.

3. L’ATTRATTIVA DELLE CITTÀ

LE città europee attraggono investimenti e occupazione e dispongono di numerosi mezzi di azione per rafforzare la loro attrattiva. Le proposte della Commissione per la politica di coesione contengono numerosi elementi in grado di sostenere tali iniziative.

Le sfide da raccogliere variano da una città all’altra. Alcune città devono risolvere problemi generati dall’aumento demografico, dalla crescita dei prezzi immobiliari, dalla mancanza di terreni disponibili, dalle difficoltà della circolazione e da servizi pubblici insufficienti rispetto alla domanda. Altre città subiscono invece lo spopolamento, l'abbandono, l'insufficienza dei posti di lavoro e la cattiva qualità di vita.

Almeno quattro punti fondamentali debbono essere presi in considerazione per rafforzare l’attrattiva delle città: i trasporti, l’accessibilità e la mobilità; l’accesso ai servizi e alle attrezzature, l’ambiente naturale e fisico; il settore culturale.

3.1. L’accessibilità e la mobilità

Alcuni orientamenti proposti

- Una mobilità urbana sostenibile richiede un’utilizzazione ottimale dell’insieme delle infrastrutture di trasporto, il coordinamento tra le varie modalità di trasporto e la promozione dell’utilizzazione di modalità meno inquinanti.

- Le città delle regioni periferiche hanno bisogno di essere correttamente collegate ai principali aeroporti e ai grandi assi delle reti transeuropee di trasporto (RTE). L’accessibilità aerea è del resto un elemento nevralgico nelle capitali di un gran numero di nuovi Stati membri.

- Al fine di gestire in modo efficace i trasporti urbani, la città e la regione circostante dovrebbero in generale coordinare la pianificazione dei trasporti, la loro costruzione e la sistemazione del territorio. I nuovi progetti devono inserirsi in una strategia integrata dei trasporti per la zona urbana. Tra le questioni da prendere in considerazione devono figurare la sicurezza stradale e le esigenze in materia di sanità pubblica, in particolare la riduzione del rumore e la qualità dell’aria.

- È importante rendere i trasporti pubblici più abbordabili, migliorando la loro efficacia e il loro funzionamento e collegando le varie modalità di trasporto. È opportuno inoltre ridurre i comportamenti delinquenziali constatati nei trasporti pubblici e rafforzare la sicurezza del personale e degli utenti.

- Nella misura del possibile, le città dovrebbero, nel quadro di un approccio integrato, incoraggiare l’utilizzazione della bicicletta, dello spostamento a piedi e delle forme alternative “dolci” di trasporto. Questa iniziativa richiede in particolare il controllo della domanda, la regolamentazione dell’accesso alle zone sensibili della città – ovvero la trasformazione di queste zone in zone pedonali -, la costruzione di piste ciclabili e marciapiedi, nonché la promozione dei veicoli a basso consumo energetico e di carburanti alternativi, come i biocombustibili.

- La pianificazione dei trasporti deve prendere in considerazione le persone che non possiedono autovetture o che non sanno guidare (in particolare gli anziani, i giovani e le persone a mobilità ridotta). Questa misura è volta a garantire l’accesso all’occupazione e ai servizi (cure sanitarie, commerci) e ad agevolare l’autonomia delle persone.

3.2. L’accesso alle infrastrutture dei servizi

Alcuni orientamenti proposti

- Une città competitiva deve investire in servizi moderni, efficaci e abbordabili, facilmente accessibili on-line. I principali servizi sono le cure sanitarie, i servizi sociali, la formazione e l’amministrazione pubblica. Questi servizi devono svilupparsi adeguandosi alle trasformazioni demografiche attuali e future, in particolare all'invecchiamento della popolazione.

- La custodia dei figli, che permette agli adulti di lavorare o di seguire una formazione, è un tema specifico particolarmente importante per la promozione dell’uguaglianza tra uomini e donne.

- È importante garantire ai cittadini dei quartieri meno favoriti l’accesso ai servizi. Una delle soluzioni innovative a questo problema consiste nel creare una struttura destinata all’insieme della popolazione urbana in un quartiere sfavorito.

- D’altro canto taluni gruppi, come le popolazioni immigrate e svantaggiate, devono essere aiutati per accedere alle cure sanitarie e ai servizi sociali. La maggiore partecipazione di persone di età e ambienti diversi alla pianificazione e all’attuazione di questi servizi dovrebbe contribuire a prevenire la discriminazione e a garantire la presa in considerazione delle barriere culturali.

- Grazie alle nuove tecnologie, le città possono apportare soluzioni efficaci e innovative in materia di servizi pubblici, nel settore della sanità, dell’amministrazione e della formazione.

3.3. L’ambiente naturale e fisico

Alcuni orientamenti proposti

- La riqualificazione delle aree industriali abbandonate e il rinnovo degli spazi pubblici che migliorano la qualità dei servizi e della zona interessata e che consentono al tempo stesso di evitare l’utilizzazione di terreni vergini.

- Il coordinamento delle politiche di sistemazione del territorio e degli investimenti del Fondo di coesione e dei Fondi strutturali tra le zone urbane, le zone rurali, la regione e il paese, al fine di gestire i problemi causati dall’ampliamento delle zone urbane. Iniziative volte a trasformare le zone urbane e i centri città in luoghi di vita attraenti.

- Investimenti volti a raggiungere la conformità con le normative comunitarie in materia di qualità dell’aria, di trattamento delle acque di scarico, di gestione dei rifiuti, di approvvigionamento d’acqua e di rumore.

- Una gestione attiva delle zone con difficoltà di circolazione, della domanda in materia di trasporti e delle reti di trasporti pubblici al fine di migliorare la qualità dell’aria, di ridurre le emissioni sonore e di stimolare l’attività fisica, conformemente alla strategia tematica per l’ambiente urbano prevista dal sesto programma quadro per l’ambiente[4].

- Un’utilizzazione efficace dell’energia nelle zone urbane. Sono necessari investimenti coerenti e una gestione economica delle risorse energetiche. Le autorità municipali hanno un'importante ruolo da svolgere nella promozione dell'efficacia energetica e delle energie rinnovabili: nella pianificazione urbana, nei regolamenti municipali e negli appalti pubblici; mediante realizzazioni esemplari di costruzioni sostenibili e la promozione di tali pratiche; mediante una collaborazione con i cittadini.

3.4. La cultura

Alcuni orientamenti proposti

- Le città, attraverso una politica culturale perenne, devono promuovere una cultura viva che si basi su un’offerta di attrezzature, come i centri culturali e scientifici, i musei, le biblioteche, e sulla preservazione del patrimonio culturale storico architettonico. Tali attrezzature, associate a un programma di attività culturali - comprese quelle destinate ai giovani – rendono le città più attraenti nei confronti dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori – in particolare i lavoratori mobili e altamente qualificati – e dei visitatori. Ciò conforta inoltre l’immagine della città, la fierezza e il sentimento d’identità della popolazione locale. Inoltre la cultura e il turismo culturale costituiscono essi stessi settori in rapida crescita.

- Una politica culturale attiva costituisce un prezioso strumento per la costruzione di ponti tra le popolazioni di origini diverse e per il rafforzamento dell’integrazione degli immigrati e dei nuovi arrivati nella città.

4. IL SOSTEGNO ALL’INNOVAZIONE, ALLO SPIRITO IMPRENDITORIALE E ALL’ECONOMIA DELLA CONOSCENZA

LE città costituiscono spesso un ambiente propizio all’innovazione e alle imprese; possono essere varate iniziative per rendere questo ambiente ancora più favorevole. Il valore aggiunto delle azioni realizzate a livello delle città risiede nella loro capacità di disporre di informazioni sulle caratteristiche specifiche dell’ambiente locale delle imprese e nell’attuare azioni spesso complesse che riflettono la presa in considerazione di numerosi problemi su scala adeguata.

4.1. Le azioni a favore delle PMI e delle microimprese

Alcuni orientamenti proposti

- La promozione delle imprese che richiede il miglioramento delle infrastrutture economiche, tra l’altro i trasporti, l’accessibilità, il rinnovo degli edifici, dei parchi industriali, degli incubatori d’imprese e dei centri commerciali.

- La fornitura di consulenze e di servizi di sostegno alle imprese, comprese quelle che operano nel settore dell’economia sociale. Tale misura comprende un’assistenza all’adozione e allo sfruttamento efficace delle nuove tecnologie, dei parchi scientifici, dei centri di comunicazione relativi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e degli incubatori d'imprese. Prevede inoltre un sostegno e un accompagnamento nei settori della gestione, del marketing, del sostegno tecnico, del reclutamento e di altri servizi professionali e commerciali.

- La promozione di cooperazioni tra partner locali – comprendente le imprese, i sindacati, le università, le ONG, gli istituti di formazione e la comunità locale. Dispositivi di condivisione delle conoscenze e delle esperienze, come l’organizzazione di gruppi di lavoro, di fori, di reti e di esposizioni, contribuendo a mettere in contatto efficacemente i potenziali partner.

- Il miglioramento dell’accesso alle fonti di finanziamento. Ad esempio, partnership tra le autorità locali, gli investitori, i fornitori di servizi e le PMI facilitano la messa in comune di strumenti finanziari e non finanziari destinati a soddisfare le esigenze locali. Tra questi strumenti possono figurare sovvenzioni, sistemi di microcredito, fondi di garanzia per la condivisione dei rischi, dei prestiti, dei “finanziamenti mezzanini”, delle consulenze e delle formazioni. Le città possono svolgere un ruolo di stimolo essenziale in questo settore, in coordinamento con le iniziative finanziarie regionali e nazionali.

- La collaborazione con gruppi specifici, quali i giovani imprenditori o le donne imprenditrici, o ancora gli imprenditori provenienti da gruppi svantaggiati, in particolare dalle minoranze etniche. La questione dell’accesso al finanziamento può essere problematica nelle zone svantaggiate – i poteri pubblici e le ONG possono svolgere un ruolo di mediazione, ad esempio garantendo la qualità dei progetti.

4.2. L’innovazione e l’economia della conoscenza al servizio della crescita

Alcuni orientamenti proposti

- Le città dovrebbero attrarre e conservare i “lavoratori del sapere” e, in modo più generale, una parte importante dei residenti diplomati dell'insegnamento superiore. L'attrattiva della città in termini di trasporti, di servizi, di ambiente e di cultura costituisce uno dei fattori fondamentali che guidano la scelta di questi lavoratori.

- Le città devono svolgere un ruolo di primo piano nella preparazione di una strategia d’innovazione per l’intera regione. Quando ciò è opportuno, esse possono inoltre prendere l’iniziativa di sostenere o di intraprendere proprie azioni di ricerca.

- Le città sono incoraggiate ad impegnarsi in progetti di ricerca e sviluppo (settimo programma quadro di ricerca e sviluppo) e a sostenere l’introduzione di innovazioni tecnologiche.

- Le città dovrebbero fare in modo di rendere l’offerta regionale in materia d’istruzione, di innovazione e di ricerca e sviluppo più efficace e più accessibile per le imprese locali, in particolare per le PMI e le imprese dell’economia sociale.

- Le città possono stimolare e coordinare le partnership e i poli di eccellenza con le università e gli istituti d’insegnamento superiore, attraverso la creazione di incubatori d’imprese, imprese comuni e parchi scientifici.

- Le città sono incoraggiate a sviluppare una strategia integrata ed equilibrata nel settore della società dell’informazione al fine di lottare contro il divario digitale consentendo l’accesso alle nuove tecnologie conformemente agli obiettivi dell’iniziativa i2010[5] (nei settori dell’amministrazione e del commercio elettronici, dell’apprendimento a distanza, della cultura digitale, dell’integrazione e dell’accessibilità virtuali). Questa strategia dev’essere compatibile con le strategie regionali e nazionali in materia.

- Le città dovrebbero sostenere l’adozione rapida di eco-innovazioni e di sistemi di gestione ambientale[6]. La realizzazione immediata d’investimenti in questo settore consentirà alle imprese europee di conquistare una posizione leader in un settore in crescita.

5. POSTI DI LAVORO PIÙ NUMEROSI E DI MIGLIORE QUALITÀ

5.1. Il paradosso delle città: molti posti di lavoro ma disoccupazione elevata

Il paradosso risiede nel fatto che le città concentrano al tempo stesso bisogni e possibilità di sviluppo. Le persone altamente qualificate vi sono sovrarappresentate, ma lo stesso vale per le persone che possiedono un livello di qualificazione e d’istruzione molto basso.

Alcuni orientamenti proposti

- I Fondi strutturali possono, nel quadro dell’obiettivo Convergenza, sostenere le azioni avviate per rafforzare, ai livelli locale e regionale, la capacità istituzionale e l’efficacia soprattutto dell’amministrazione e dei servizi pubblici, in particolare incoraggiando il miglioramento delle loro capacità di analisi e di azione. Ad esempio, le città dovrebbero essere in grado di utilizzare i sistemi e gli strumenti di analisi necessari per anticipare le trasformazioni economiche e sociali che si verificheranno a livello locale e regionale. Dovrebbero inoltre adottare misure al fine di migliorare l’efficacia dell’amministrazione, attraverso sportelli unici e azioni di raggruppamento di più servizi.

- Le città possono adottare iniziative per la creazione di posti di lavoro e per la lotta contro la disoccupazione a livello locale, con il sostegno delle regioni e degli Stati membri.

- Le città dovrebbero basarsi sulle proprie forze. Esse possono in particolare creare partnership e patti per l’occupazione e l'innovazione in grado di unire i principali protagonisti attivi in una zona determinata - rappresentanti degli eletti, capi d'imprese, ONG, gruppi d'interesse e università - al fine di varare azioni di sviluppo economico e sociale positive e dinamiche.

- Le città dovrebbero combattere le loro debolezze favorendo l’occupabilità tra i gruppi di popolazione che hanno maggiori difficoltà ad accedere all'occupazione, ad esempio le donne, i giovani, i lavoratori anziani, le minoranze etniche, i disoccupati di lunga durata, i senzatetto e i disabili.

5.2. Il miglioramento dell’occupabilità attraverso l’aumento del livello d’istruzione e di formazione

Alcuni orientamenti proposti

- Le città possono favorire l’insegnamento e la formazione in molti modi: sostenendo lo sviluppo di strategie globali e coerenti nel settore dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, un migliore riconoscimento e una migliore valorizzazione dell'istruzione non formale e informale, investendo nell’offerta di formazioni attraenti, accessibili e di alta qualità a vari livelli, incoraggiando la modernizzazione dei sistemi esistenti (in particolare sistemi adattabili e modulari di apprendimento a distanza e formazioni nel settore delle TIC), rafforzando la qualità e l’attrattiva della formazione professionale e migliorando gli investimenti nelle infrastrutture destinate all’insegnamento.

- Le città possono concentrare il loro sostegno sui gruppi meno favoriti sul mercato del lavoro (ad esempio, le persone che hanno abbandonato prematuramente la scuola, i giovani poco qualificati, i lavoratori anziani e alcune popolazioni di origine immigrata o provenienti da minoranze etniche).

- Per essere competitive, le città dovrebbero attrarre e accompagnare persone con qualifiche molto diverse. I lavoratori che operano nei servizi - in particolare nei settori della vendita al dettaglio, degli alberghi e della ristorazione, delle pulizie e delle costruzioni – hanno un ruolo importante da svolgere.

- Le autorità locali dovrebbero proporre programmi di integrazione e di formazione su misura in grado di offrire possibilità di reinserimento nel mondo del lavoro e di stimolare lo spirito imprenditoriale. I disoccupati di lunga durata hanno bisogno di un'assistenza specifica. È opportuno attuare programmi di reinserimento nel mercato del lavoro in grado di integrare l'esperienza professionale, la formazione e il rafforzamento della fiducia in sé e che possano sfociare su accordi flessibili di formazione all’interno dell’impresa con la collaborazione di datori di lavoro locali.

6. LE DISPARITÀ INTRAURBANE

Il paradosso urbano è visibile anche nelle disparità tra quartieri. L’Audit urbano evidenza che la quasi totalità delle città che registrano un tasso di disoccupazione uguale o superiore al 10% comprendono alcune zone nelle quali tale percentuale è almeno due volte maggiore rispetto alla media della città. In alcuni casi, il tasso di disoccupazione raggiunge il 60%.

Nei quartieri meno favoriti, la disoccupazione elevata si accompagna a molteplici condizioni di svantaggio in termini di alloggi, di ambiente, di salute, d’istruzione, di possibilità di occupazione e di tasso di delinquenza.

6.1. La promozione dell’integrazione sociale e delle pari opportunità[7]

Alcuni orientamenti proposti

- La realizzazione di azioni volte ad integrare gli immigrati e a infrangere i meccanismi di segregazione, in particolare le formazioni linguistiche e quelle più generali. È essenziale coinvolgere la comunità interessata nella pianificazione e nell’organizzazione di tali formazioni. L’integrazione delle donne immigrate in queste azioni costituisce uno degli elementi fondamentali per un’integrazione riuscita.

- La cooperazione tra le autorità urbane, le scuole e la comunità locale, al fine di offrire formazioni ai giovani. Alcune città hanno ottenuto risultati molto positivi coinvolgendo i giovani nella progettazione e nella realizzazione di questi programmi[8].

- Il miglioramento dei servizi sociali volti a raccogliere la sfida della povertà dei bambini e del fenomeno dei bambini di strada nelle città europee.

- L’adozione di misure destinate a rafforzare le competenze e le qualifiche delle donne, a facilitare il loro reinserimento sul mercato del lavoro dopo un periodo di assenza, ad offrire loro la possibilità di ottenere le conoscenze e le qualifiche necessarie per la creazione di un’impresa o per l’esercizio di un’attività indipendente, nonché ad assistere le madri nubili e altre donne (in particolare quelle provenienti da minoranze etniche) nel superare gli ostacoli incontrati nel mercato del lavoro. Le donne approfitteranno in particolare di formazioni e di incoraggiamenti specifici.

- La creazione di infrastrutture di accoglienza dei figli, in favore delle donne che si reinseriscono nel mercato del lavoro.

6.2. Il rafforzamento della sicurezza dei cittadini

Alcuni orientamenti proposti

- Le città dovrebbero adottare un approccio combinato e proattivo per l’elaborazione delle politiche di lotta contro la delinquenza locale. Ad esempio, il miglioramento della pianificazione, della progettazione e della conservazione degli spazi pubblici permette alle città di prevenire la delinquenza e, in tal modo, di contribuire alla creazione di città, di parchi e di spazi aperti attraenti che siano sicuri e percepiti come tali. Tale pianificazione richiede informazioni e statistiche di qualità (in particolare studi di vittimizzazione) al fine di orientare ulteriormente le politiche da realizzare.

- Particolare attenzione dev’essere dedicata ai “giovani a rischio”. È importante bloccare quanto prima la deriva delinquenziale di alcuni giovani. A tal fine, è opportuno realizzare strategie volte in particolare a lottare contro l’assenteismo scolastico e ad offrire prospettive alternative, tra l’altro possibilità di formazione professionale.

- La creazione e la professionalizzazione dei posti di lavoro collegati alla sicurezza, la cooperazione tra i servizi incaricati della sicurezza e il coinvolgimento degli abitanti nel tempo. Ciò comprende la designazione di mediatori locali, di agenti di quartiere responsabili della sicurezza e di preposti alla sicurezza nelle città. In numerose città, tali persone si sono rivelate come protagoniste preziose della lotta contro la delinquenza locale. È opportuno migliorare e riconoscere le formazioni offerte. Sono a volte realizzati sistemi di sorveglianza dei quartieri. Altri progetti intendono ravvicinare la polizia alla popolazione locale.

7. GOVERNANCE

7.1. Le città e le regioni

È importante stabilire una cooperazione flessibile tra i vari livelli di collettività pubbliche. Le città devono trovare, nel rispetto dell’organizzazione istituzionale propria a ciascuno Stato membro, le forme di governance efficaci che consentano loro di gestire tutti gli aspetti dello sviluppo urbano.

Alcuni orientamenti proposti

- Sviluppare partnership tra città, regioni e Stato, nel quadro di un approccio integrato coerente dello sviluppo urbano.

- Per raccogliere la sfida della concorrenza mondiale, sarà spesso necessario che le città europee elaborino strategie coordinate a livello dell’agglomerato o in rete al fine di raggiungere una massa critica.

- La gestione dell’interfaccia tra zona urbana e zona rurale implica il coordinamento tra le autorità urbane (centro e periferia della città), da un lato, e le autorità rurali e regionali, dall’altro. Le zone urbane forniscono un servizio all’insieme della regione in termini di posti di lavoro, di servizi pubblici, di spazi pubblici, di centri sociali, nonché di infrastrutture sportive e culturali. Quanto alle zone rurali, esse hanno contatti con un pubblico più vasto offrendo luoghi ameni per le attività del tempo libero e riserve naturali e ambientali. Il coordinamento è particolarmente importante nelle zone periurbane.

- Le città possono ricorrere all’assistenza tecnica dei fondi strutturali per creare e sviluppare le competenze necessarie a gestire tutti gli aspetti dello sviluppo urbano. Sempre più spesso, gli Stati membri dell’Unione offrono competenze e centri di risorse, nonché possibilità di creare reti per lo scambio di esperienze. Le competenze nei nuovi settori[9] – al di là delle frontiere professionali tradizionali – sono particolarmente importanti.

- Conformemente al regolamento generale relativo ai Fondi strutturali[10], gli Stati membri hanno la possibilità di delegare alle città la gestione di risorse destinate ad alcune azioni urbane inserite nel quadro dei programmi operativi. Per trarre pienamente vantaggio dalla partnership, le città dovrebbero essere responsabili per tutta la durata del processo, e ciò comporta in particolare la loro responsabilità in merito alla progettazione e all'attuazione della parte delegata del programma.

7.2. L’approccio integrato dello sviluppo urbano sostenibile

Lo sviluppo urbano è un processo lungo e complesso. Le città devono integrare questo sviluppo in una prospettiva a lungo termine al fine di massimizzare i numerosi fattori di riuscita.

Il successo dell’iniziativa comunitaria URBAN[11] è dovuto, in larga misura, al suo approccio integrato. URBAN si poneva come obiettivi al tempo stesso la coesione sociale ed economica, la soppressione degli ostacoli all’occupabilità e all’investimento e il rafforzamento degli obiettivi ambientali. La mobilitazione di numerosi partner con varie competenze ha costituito la base di questo approccio.

Alcuni orientamenti proposti

- Le città dovrebbero disporre di un piano coerente e di lungo periodo per ciascuno dei vari fattori di crescita sostenibile e di occupazione. Le azioni realizzate in un settore devono essere compatibili con quelle realizzate in un altro settore. Ad esempio, è importante che le misure economiche siano sostenibili in termini sociali e ambientali. È opportuno creare sistemi di controllo e di valutazione per verificare i risultati sul terreno.

- È importante mobilitare i partner principali – il settore privato, la popolazione locale e le ONG, nonché i governi locali, regionali e nazionali – per farli partecipare alla pianificazione, all’attuazione e alla valutazione dello sviluppo urbano.

7.3. La partecipazione dei cittadini

La partecipazione dei cittadini costituisce un imperativo democratico – l’impegno dei residenti locali e della società civile nella politica urbana è suscettibile di conferire legittimità ed efficacia alle azioni dei poteri pubblici.

Considerando che i contesti storici, giuridici, politici e sociali sono diversi a seconda delle città, le buone prassi non possono sempre applicarsi direttamente da una città all’altra. Ciò non ci impedisce di proporre alcuni orientamenti.

- È importante coinvolgere i cittadini locali, tra cui i giovani, i gruppi informali e le associazioni nella promozione della crescita e dell’occupazione urbane sostenibili, da un punto di vista ambientale e sociale. Tali soggetti apportano nuove competenze e danno al progetto una particolare legittimità agli occhi della popolazione.

- La messa a disposizione di formazioni e di altre forme di miglioramento delle capacità e delle competenze dei gruppi locali costituisce una caratteristica comune e fondamentale di un coinnvolgimento riuscito dei cittadini.

- È opportuno ridurre il fossato esistente tra il tempo dei cittadini e il calendario politico – sempre più spesso, i protagonisti locali non comprendono i termini resi necessari dall’agenda politica e dalle procedure amministrative o burocratiche.

7.4. Le reti e lo scambio di esperienze

Alcuni orientamenti proposti

- Le competenze e le conoscenze costituiscono un elemento essenziale della rivitalizzazione urbana. Le soluzioni efficaci richiedono in generale competenze specifiche, ad esempio la capacità di organizzare una cooperazione che si estenda al di là delle frontiere amministrative e professionali. Le città devono di conseguenza utilizzare le conoscenze acquisite e riunite nel quadro del programma URBACT[12], nonché attraverso le altre reti europee e nazionali.

- Per il periodo 2007-2013, la Commissione propone la creazione di un programma quadro europeo per lo scambio di esperienze e di buone prassi. Questo programma si baserà sui lavori realizzati da URBACT e li estenderà – sino ad oggi URBACT si è concentrato sull’esperienza delle città coinvolte nell’iniziativa comunitaria URBAN. Il nuovo programma quadro comprenderà città di tutti gli Stati membri, nonché le esperienze acquisite attraverso le reti nazionali e i centri di risorse delle politiche urbane.

8. IL FINANZIAMENTO DEL RINNOVAMENTO URBANO

I Fondi strutturali dell’Unione hanno ampiamente sostenuto il rinnovo urbano.

Nel quadro dei nuovi regolamenti riguardanti il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo (FSE), le autorità di gestione dei programmi operativi potranno finanziare un’ampia gamma di progetti di sviluppo urbano. Lo sviluppo urbano può inoltre beneficiare del sostegno delle iniziative JASPERS[13], JEREMIE[14] e JESSICA[15]. Ciò consentirà di aumentare l’effetto leva delle risorse pubbliche, attraendo il contributo del settore privato.

Alcuni orientamenti proposti

- I finanziamenti privati sono utili e spesso necessari per completare i fondi pubblici. Un quadro giuridico chiaro deve rendere sicuri i progetti di partnership pubblico-privato (PPP).

- Il settore privato apporta non solo strumenti finanziari, ma anche competenze e attitudini complementari.

- Un’efficace partnership pubblico-privato richiede da parte delle autorità locali al tempo stesso una visione strategica di lungo periodo e competenze tecniche e di gestione.

[1] Relazione del Parlamento europeo sulla dimensione urbana nel contesto dell'allargamento, relatore: Jean Marie Beaupuy, A6(2005) 0272 del 21.09.2005.

[2] Si tratta della raccolta periodica, da parte della Commissione europea, di informazioni sulla qualità di vita nelle città europee di medie e grandi dimensioni. Questo Audit comprende attualmente 258 città dell'Europa dei 27 e sarà realizzato in circa 300 città nel 2006.

[3] Vedi in particolare il documento della Commissione, « State aid control and regeneration of deprived areas », 1.03.2006 : http://europa.eu.int/comm/competition/state_aid/others/vademecum.pdf .

[4] COM(2005) 718 del 11.01.2006.

[5] « i2010 : Una società dell’informazione per la crescita e l’occupazione», COM(2005) 229 def. dell’1.6.2005.

[6] Si tratta di un settore strettamente collegato al Programma quadro per la competitività e l’innovazione.

[7] « 2007 : Anno europeo delle pari opportunità per tutti. Verso una società giusta », COM(2005) 225 def. dell’1.06.2005.

[8] Queste esperienze sono state condivise utilizzando i fori della gioventù della rete Urbact: http://urbact.eu

[9] L’“Accordo di Bristol” (incontro ministeriale informale sulle “comunità sostenibili”) dei giorni 6 e 7 dicembre 2005 ha approvato l’iniziativa della presidenza britannica dell’Unione europea di sviluppare una riflessione e un simposio sulla questione delle qualifiche necessarie per realizzare progetti di quartiere e comunità di vita di qualità (“sustainable communities”).

[10] Regolamento recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), sul Fondo sociale europeo (FSE) e sul Fondo di coesione, articolo 37, paragrafo 6, lettera a.

[11] L’iniziativa comunitaria URBAN II (2000-2006) : Comunicazione della Commissione agli Stati membri recante gli orientamenti relativi all’iniziativa comunitaria concernente la rivitalizzazione economica e sociale delle città e delle zone adiacenti in crisi, per promuovere uno sviluppo urbano sostenibile, C(2000) 1100 del 28.04.2000.

[12] Creato all’inizio del 2003 per organizzare gli scambi tra le città destinatarie del programma URBAN, trarre insegnamenti dalle esperienze realizzate e diffondere quanto più possibile tale know-how, il programma URBACT ha integrato a partire dal 1° maggio 2004 anche le città dei 10 nuovi Stati membri. Sito internet: http://urbact.eu

[13] Regolamento generale, articoli 36 e 45, paragrafo 1, lettera a.

[14] Regolamento generale, articoli 44 e 45, paragrafo 1, lettera c.

[15] Regolamento generale, articoli 44 e 78, paragrafo 6, lettera a.