Proposta di decisione del Consiglio relativa allo svincolo e all’uso della rimanenza di 482 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° Fondo europeo di sviluppo per la cooperazione con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico {SEC(2005) 242} /* COM/2005/0051 def. */
Bruxelles, 17.2.2005 COM(2005) 51 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO Analisi dei risultati del FES e proposta per lo svincolo delle rimanenze condizionali del 9° Fondo europeo di sviluppo Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla mobilizzazione di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES per coprire la seconda quota del Fondo per l’acqua ACP-UE Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa allo svincolo e all’uso di 18 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES per finanziare il programma indicativo nazionale di Timor Leste nel periodo 2006-2007 Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa allo svincolo e all’uso della rimanenza di 482 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° Fondo europeo di sviluppo per la cooperazione con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per finanziare l’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti" Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per la seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE (presentate dalla Commissione){SEC(2005) 242} COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO Analisi dei risultati del FES e proposta per lo svincolo delle rimanenze condizionali del 9° Fondo europeo di sviluppo Introduzione Per il quinquennio iniziale dell'accordo di partenariato ACP-CE, che inizia il 1° marzo 2000 e copre il periodo dalla ratifica fino alla fine del 2007, l'assistenza finanziaria della Comunità a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) comprende un importo iniziale di 13,5 miliardi di euro a valere sul 9° Fondo europeo di sviluppo (FES). Di questo importo, un miliardo di euro viene svincolato sulla base dell'analisi dei risultati che valuta il livello di realizzazione degli impegni e degli esborsi[1]. La presente comunicazione conferma che le riforme avviate dalla Commissione nel 2000 hanno contribuito a migliorare i risultati nel corso degli ultimi anni in termini di realizzazione degli impegni e di esborsi[2] e che questa tendenza positiva è stata ulteriormente rafforzata dal processo di revisione intermedia condotto nel 2004. Essa conclude che il 9° FES, comprese le rimanenze trasferite dai precedenti FES, sarà interamente impegnato entro la fine del 2007 senza neanche consentire alla Comunità di adempiere appieno i propri obblighi internazionali e rispondere alle nuove iniziative internazionali. La comunicazione raccomanderà pertanto l'adozione dei tre progetti di decisione allegati riguardanti (i) lo svincolo della seconda quota dei 250 milioni di euro del fondo per l'acqua, (ii) lo svincolo di altri 18 milioni di euro per il finanziamento del programma nazionale indicativo per Timor Leste, non appena diventerà membro a pieno titolo del gruppo ACP nel 2005, e (iii) lo svincolo delle rimanenze condizionali, pari a 482 milioni di euro, e dei due progetti di decisione complementari riguardanti il trasferimento dei fondi svincolati sullo strumento per la cooperazione e l'integrazione regionale per consentire il finanziamento della seconda quota del fondo per l'acqua all'interno del gruppo ACP e l'utilizzo, all'interno dello stesso gruppo, di una parte dei 482 milioni di euro delle rimanenze condizionali. Risultati finanziari del FES Nel 2003 i risultati del FES sono stati i migliori in assoluto. L’elevato livello degli impegni è in parte dovuto al fatto che il 2003 è stato il primo anno di attuazione del 9° FES. Tuttavia, anche il livello degli esborsi è stato di gran lunga superiore rispetto al passato. Questo andamento positivo degli esborsi è dovuto non soltanto alle operazioni “specifiche” non ricorrenti, bensì è stato osservato anche negli anni precedenti e trova conferma nelle cifre relative al 2004 (vedi allegato 1 per ulteriori dettagli). Questi risultati incoraggianti vengono realizzati nonostante il fatto che, in diversi paesi ACP, la cooperazione sia ostacolata dall’incertezza della situazione politica o dalle crisi e/o dalle conseguenze delle calamità naturali. [pic] Tenendo conto degli impegni aggiuntivi previsti con molta probabilità prima della fine del 2004 e dei disimpegni relativi ai programmi in corso, che ammontavano in media a +/- 330 milioni di euro nel corso degli ultimi cinque anni, il volume lordo degli impegni annuali richiesti per assorbire le rimanenze non assegnate del 9° FES consolidato equivale a circa 3 445 milioni di euro per il periodo 2005-2007. A titolo comparativo, negli ultimi due anni (2003-04) il volume lordo degli impegni ammontava in media a 3 656 milioni di euro. La revisione intermedia del 2004 Nel corso del 2004 sono state condotte delle revisioni intermedie in tutti i paesi ACP per i quali era stato firmato un documento di strategia nazionale (DSN), che costituisce la base dell'esercizio di programmazione del FES[3]. L’accordo di Cotonou prevede esplicitamente che tali revisioni intermedie possano determinare una modifica della strategia (cambiamento dei settori specifici del DSN) e/o una revisione dello stanziamento nazionale (al rialzo o al ribasso o tra le risorse programmabili e le risorse indicative per esigenze impreviste). Per decidere in merito all'eventuale adeguamento degli stanziamenti nazionali sono stati utilizzati due criteri principali, integrati da alcune ‘considerazioni specifiche’: - Valutazione dei risultati finanziari conseguiti dal paese in termini di attuazione degli aiuti comunitari; gli indicatori utilizzati sono i seguenti: tasso medio di impegno, di assegnazione dei contratti e di esborso nel corso degli anni precedenti e numero degli anni teoricamente richiesti per assorbire le rimanenze. - Valutazione dei risultati conseguiti dal paese nei settori specifici (e, ove opportuno, del sostegno macroeconomico). - Considerazioni specifiche: valutazione dei progressi compiuti dal paese sul fronte delle riforme istituzionali e della riduzione della povertà e circostanze specifiche che influiscono sulle esigenze, la vulnerabilità e i risultati del paese dall'inizio del processo di programmazione DSN, come ad esempio le situazioni postbelliche, i fattori riguardanti la capacità di attuazione a livello nazionale (ad es. stato del processo di decentramento, problemi temporanei di organico nella delegazione e/o presso l'ufficio dell’ordinatore nazionale), ecc. L'esercizio di revisione intermedia è stato condotto al fine di raggiungere l’equilibrio finanziario globale[4]. Le proposte finanziarie presentate al comitato FES nell'autunno 2004 e per le quali la Commissione formulerà le proprie decisioni definitive a dicembre possono essere riassunte a titolo indicativo come segue: - Per 17 paesi non viene proposto alcun cambiamento nelle dotazioni. - Per 13 paesi viene proposto un trasferimento tra la dotazione dei fondi programmabili e la dotazione per le esigenze impreviste , lasciando invariato l'importo delle risorse complessive; nella maggior parte dei casi si è trattato di un trasferimento dalla dotazione sottoutilizzata per le esigenze impreviste alla dotazione per i fondi programmabili che, globalmente, aumenta di 226 milioni di euro (di cui il 62% a favore dei paesi meno avanzati). - Per 17 paesi viene proposto un aumento netto degli stanziamenti (in molti casi ciò comprende un trasferimento tra le dotazioni); l'aumento netto ammonta a 766 milioni di euro (un aumento di 989 milioni di euro nelle dotazioni per i fondi programmabili, in parte controbilanciato da una riduzione pari a 223 milioni di euro nelle dotazioni per le esigenze impreviste), di cui il 97% a favore dei paesi meno avanzati. - Per 15 paesi viene proposta una riduzione netta dello stanziamento complessivo (in due casi è previsto un taglio alla dotazione A); la riduzione netta ammonta a 432 milioni di euro (con un aumento netto dei fondi programmabili pari a soli 33 milioni di euro), l’84% dei quali riguarda i paesi meno avanzati. Complessivamente, ciò corrisponde a un aumento netto del 17,6% nei fondi programmabili (o 1 248 milioni di euro), destinati in gran parte (91%) ai paesi meno avanzati caratterizzati da un'alta capacità di assorbimento e da risultati economici e politici soddisfacenti. Questi trasferimenti dagli stanziamenti per le esigenze impreviste che risultano sopravvalutati e inutilizzati e dai paesi poco efficienti rafforzeranno ulteriormente l'accento sulla povertà e aumenteranno la capacità globale di assorbimento del 9° FES, consolidando la tendenza positiva sul fronte degli impegni e degli esborsi. Previsioni 2004-2007 Le previsioni più recenti riguardanti gli impegni e i pagamenti nell'ambito del FES sono state preparate parallelamente all'analisi dei risultati e comunicate al Consiglio nell'ottobre 2004[5]. Esse si basano sul consolidamento dell’iter di attuazione dei singoli programmi indicativi nazionali e regionali e degli interventi intra-ACP, esaminato in maniera approfondita a settembre e ottobre sulla base dei dati forniti dai servizi delle delegazioni e delle sedi centrali. In linea con le previsioni adottate dal Consiglio nel novembre 2003, esse confermano che il 9° FES, comprese le rimanenze di tutti i FES precedenti e la prima quota di 250 milioni di euro del fondo per l'acqua, finanziato con il miliardo di euro condizionale, sarà interamente impegnato entro la fine del 2007, ossia il periodo coperto dal 9° FES (per ulteriori dettagli vedi l'allegato 2). La revisione finale del 2006 consentirà di correggere le attuali previsioni e operare la riassegnazione definitiva dei fondi, rafforzando ulteriormente la prospettiva che, entro la fine del 2007, tutte le rimanenze siano impegnate. L’unica possibilità per la Comunità di adempiere i propri obblighi internazionali nei confronti dei paesi ACP ed alcuni obblighi pendenti risultati direttamente dall'accordo di Cotonou consiste pertanto nello svincolare le rimanenze del miliardo condizionale di euro. Proposte per l'utilizzo delle rimanenze condizionali Sulla base delle conclusioni della comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo riguardante i futuri sviluppi del fondo UE per l'acqua e di un'analisi preliminare dei risultati del FES, il Consiglio ha concordato il 22 marzo 2004 di prendere in considerazione lo stanziamento di un importo di 500 milioni di euro, a valere sul miliardo condizionale di euro, a sostegno di un'iniziativa europea per l'acqua destinata ai paesi ACP[6]. Il Consiglio ha inoltre concordato che metà di tale importo avrebbe potuto essere svincolato immediatamente e che entro marzo 2005 sarebbe stata presa una decisione riguardo alla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro e all’utilizzo dei rimanenti 500 milioni di euro alla luce dei risultati della revisione intermedia dei documenti di strategia nazionale condotta nel 2004 e di un'analisi più dettagliata dei risultati del FES. Il Consiglio misto dei ministri ACP-CE, riunitosi a Gaborone il 6 maggio 2004, ha approvato questa strategia[7]. Le revisioni intermedie del 2004 hanno portato a una riassegnazione delle risorse tra i paesi ACP basata sui risultati. Non sono stati necessari finanziamenti aggiuntivi. La revisione finale si concentrerà ancora di più sulla capacità di assorbimento dei paesi beneficiari e non dovrebbe essere necessario un finanziamento supplementare dei programmi indicativi nazionali in aggiunta alle risorse svincolate dalle dotazioni per le esigenze impreviste o dalle dotazioni programmabili dei paesi poco efficienti. Analogamente, il fondo investimenti risulta leggermente in ritardo e non richiederà finanziamenti supplementari. Si propone pertanto di utilizzare una quota leggermente maggiore della quota proporzionale delle rimanenze condizionali per adempiere alcuni degli impegni internazionali ACP-CE pendenti. Fondo per l’acqua Le modalità di attuazione del fondo per l'acqua sono state preparate con cura in stretta consultazione con gli Stati membri. È stata quindi presentata al comitato FES una proposta di finanziamento di 247 milioni di euro, approvata dallo stesso comitato nella riunione del novembre 2004. Dopo un dibattito particolarmente costruttivo in occasione della riunione di ottobre del comitato FES, è stato formulato un invito a presentare proposte con clausola sospensiva[8]. L’interesse mostrato da tutte le parti interessate nelle diverse sedi internazionali aumenta la probabilità che tale invito riceva una risposta preliminare molto positiva, il che troverà conferma all’inizio del 2005, quando perverranno le proposte preliminari. Si prevede che verranno presentate proposte di progetto finanziabili per un importo di gran lunga superiore all'importo citato nell'invito, il che giustifica pienamente l'immediato svincolo della seconda quota del fondo per l'acqua. Tale svincolo precoce consentirebbe di formulare presto (ancora nel 2005) il secondo invito a presentare proposte, basandosi sulle esperienze e le lezioni tratte dal primo invito. Si allegano pertanto due progetti di decisione da sottoporre all’approvazione del Consiglio: la prima riguarda lo svincolo di altri 250 milioni di euro a valere sulle risorse condizionali del 9° FES, la seconda riguarda il trasferimento dei fondi svincolati sullo strumento per la cooperazione e l’integrazione regionale per permettere il finanziamento della seconda quota del fondo per l’acqua mediante la dotazione intra-ACP. Rimanenze condizionali Per quanto riguarda i rimanenti 500 milioni di euro del miliardo condizionale, la Commissione ha effettuato una selezione delle proposte estremamente rigorosa e basata su criteri di priorità, tenendo conto degli obblighi risultanti dall’accordo di Cotonou e degli obblighi ACP-CE che non sono ancora stati rispettati a livello internazionale nonché dei principi di urgenza e priorità alla povertà, concentrazione degli aiuti e capacità di assorbimento. La proposta del gruppo ACP di creare un fondo ACP-CE per le calamità per aiutare i paesi ACP sul fronte della preparazione alle calamità, della prevenzione delle stesse e della gestione post-crisi non è stato incluso, poiché gli strumenti esistenti già permettono alla Commissione di affrontare questo genere di problemi. Tuttavia, il segretariato ACP e la Commissione hanno iniziato a esaminare come migliorare ulteriormente gli attuali meccanismi di intervento e individuare le eventuali azioni complementari per rafforzare la cooperazione ACP-CE e la solidarietà all’interno del gruppo ACP in caso di calamità naturali. Obblighi risultanti dall'accordo di Cotonou 1. CDE-CTA Nell’ambito del 9° FES, 90 e 70 milioni di euro sono stati stanziati a valere sulla dotazione a sostegno dello sviluppo a lungo termine per finanziare, rispettivamente, il bilancio del centro per lo sviluppo delle imprese (CDE) e del centro per lo sviluppo dell'agricoltura (CTA). Si è ritenuto che tali importi coprissero il fabbisogno di bilancio di queste due istituzioni miste ACP-CE per il quinquennio del primo protocollo finanziario (2000-2005). Poiché la capacità di assorbimento di entrambe le istituzioni è soddisfacente e non si registrano rimanenze dai precedenti FES, entrambe le istituzioni esauriranno i propri finanziamenti entro la fine del 2005. In base alle attuali modalità di attuazione del CDE e del CTA il fabbisogno annuale di bilancio è stimato rispettivamente a 18 e 14 milioni di euro. Si propone pertanto di stanziare 64 milioni di euro a valere sulla dotazione per lo sviluppo a lungo termine attingendo alle rimanenti risorse condizionali per finanziare le attività dei centri nel periodo 2006-2007, in conformità con gli allegati I e III dell’accordo di Cotonou. 2. Timor Leste Nel 2003 il Consiglio misto ACP-UE ha approvato l'adesione di Timor Leste all’accordo di Cotonou[9]. Per far fronte alle esigenze iniziali di Timor Leste si è fatto ricorso al bilancio CE. Tuttavia, non sono previsti ulteriori finanziamenti dopo il 2005, quando Timor Leste dovrebbe ratificare l'accordo di Cotonou, poiché ciò sarebbe incompatibile con l'attuale regolamento ALA, che non consente i finanziamenti ALA a favore dei paesi membri del gruppo ACP. In virtù dell'articolo 62, paragrafo 2, e dell'articolo 94, paragrafo 1, dell'accordo di Cotonou, la Commissione ha pertanto proposto di integrare il 9° FES con 18 milioni di euro, che corrisponde all'importo pro rata che sarebbe stato stanziato per Timor Leste se fossero stati applicati i normali criteri di assegnazione degli aiuti per il 9° FES. La proposta non è stata accolta all’unanimità dagli Stati membri e il Consiglio ha espresso la propria disponibilità a valutare in maniera positiva l'utilizzo del ‘miliardo condizionale di euro’ per far fronte alle esigenze di Timor Leste, considerando, sulla base degli elementi sopraccitati, che attualmente non sono disponibili fondi non stanziati nell'ambito del 9° FES[10]. Si propone pertanto di stanziare 18 milioni di euro a valere sulla dotazione per lo sviluppo a lungo termine svincolati dalle rimanenze condizionali per finanziare il programma indicativo nazionale di Timor Leste nel periodo 2006-07. Impegni internazionali 1. Fondo per l'energia Attualmente, oltre l’80% della popolazione dell'Africa subsahariana dispone di un accesso limitato alle moderne forme di energia. Lo sviluppo socioeconomico delle comunità povere è limitato o addirittura paralizzato dall'attuale uso insostenibile della legna e di altri tipi di biomassa per fini energetici. Riconoscendo l'importanza che il miglioramento dell'accesso all'energia riveste per le popolazioni povere, l’UE ha varato l’iniziativa comunitaria “Energia per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile” (EUEI) in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile, tenutosi a Johannesburg nel 2002. Obiettivo di tale iniziativa è contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio mediante la fornitura alle popolazioni povere di servizi energetici adeguati, sostenibili ed ecocompatibili. In tale contesto, la Commissione ha adottato recentemente una proposta riguardante l'istituzione di uno strumento per l'energia da 250 milioni di dollari nella regione dei paesi ACP[11]. Le modalità per l'istituzione di tale fondo si ispireranno a quelle del fondo per l'acqua e saranno elaborate con la partecipazione attiva degli Stati membri delle altre parti interessate. Nelle sue conclusioni, la comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo propone che tale nuova iniziativa sia finanziata mediante le rimanenze del miliardo condizionale di euro. Considerando le forti aspettative generate dal varo dell'iniziativa UE per l’energia, il contributo essenziale dato dall'energia alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio e l’importanza fondamentale di garantire alle popolazioni povere l'accesso a servizi energetici ecocompatibili e a costi contenuti, si propone pertanto di finanziare il fondo ACP/UE per l'energia con un importo indicativo di 250 milioni di euro a valere sulle rimanenze condizionali e di trasferire a tal fine la totalità di questo importo sulla dotazione intra-ACP. 2. Gestione dei rischi legati alle materie prime In seguito ai recenti forti cali del prezzo dei prodotti agricoli commercializzati a livello internazionale e considerando che il reddito e l'occupazione di un gran numero di persone povere dipende dalla produzione competitiva di tali prodotti, la comunità internazionale ha chiesto che venga riservata una particolare attenzione a questo problema, anche in sede di negoziati multilaterali sugli scambi e di negoziazione di accordi economici di partenariato tra l’UE e le regioni ACP. Per rispondere a questo problema, il Consiglio ha adottato nell'aprile 2004 un piano di azione UE preparato dalla Commissione, che comprende una proposta per facilitare l'accesso dei produttori all’assicurazione sui rischi legati alle materie prime e ai finanziamenti all'esportazione[12]. Obiettivo della presente iniziativa è integrare l'assistenza tecnica della Banca mondiale e il programma della Commissione per il potenziamento delle capacità previsto in questo settore[13] con un dispositivo internazionale di finanziamento per aiutare i paesi ACP ad accedere agli strumenti basati sul mercato per la gestione dei rischi legati alle materie prime attraverso il cofinanziamento temporaneo dei loro premi. Ciò contribuirà a ridurre la vulnerabilità dei paesi beneficiari ACP di fronte alle crisi riguardanti le materie prime (fluttuazioni dei prezzi e calamità naturali) e a sviluppare gli strumenti di gestione dei rischi legati alle materie prime ai fini di una maggiore diffusione degli stessi. Un comitato misto UE-ACP sui prodotti di base agricoli vigilerà sull'elaborazione e le modalità di attuazione del programma. Si propone di stanziare un importo indicativo fino a 25 milioni di euro a valere sulle rimanenze del miliardo condizionale di euro per contribuire al dispositivo internazionale di finanziamento per la gestione dei rischi legati alle materie prime, come esplicitamente previsto dall'articolo 68, paragrafo 5, dell'accordo di Cotonou, e di trasferire a tal fine l'importo della dotazione intra-ACP. 3. Misure sanitarie e fitosanitarie A livello UE nel gennaio 2006 entrerà in vigore un nuovo regolamento sui “controlli ufficiali in materia di mangimi e di alimenti”[14]. Questo regolamento imporrà ai paesi terzi di fornire informazioni dettagliate sulla struttura generale e la gestione dei rispettivi sistemi di controllo sanitario e fitosanitario dei mangimi e degli alimenti e di garantire in maniera sufficiente che i prodotti destinati al mercato UE soddisfino le norme di sicurezza dell’UE. Per mantenere l’accesso ai mercati dell’UE e conformarsi a questi nuovi regolamenti, i paesi ACP dovranno operare notevoli investimenti. L’articolo 12 dell'accordo di Cotonou sulla coerenza delle politiche comunitarie prevede che, in questi casi e su richiesta dei paesi ACP, si dovrebbero organizzare delle consultazioni per poter tener conto delle loro preoccupazioni riguardo all'impatto di tali misure. Uno studio preliminare sull'impatto del nuovo regolamento, condotto sotto la guida di un gruppo interservizi sui problemi dei paesi in via di sviluppo in campo sanitario e fitosanitario, ha concluso che i paesi ACP potrebbero aver bisogno di 300 milioni di euro per rafforzare la propria capacità di base e conformarsi ai nuovi requisiti UE. Con il sostegno del segretario generale dei paesi ACP è stato avviato uno studio sull'impatto più dettagliato. Una dotazione iniziale di 30-40 milioni di euro consentirebbe tuttavia di affrontare i problemi più urgenti in attesa del prossimo esercizio di programmazione. Si propone pertanto di stanziare 30 milioni di euro a valere sulla rimanenza del miliardo condizionale di euro, per contribuire alla fase iniziale di un programma di potenziamento delle capacità al fine di aiutare i paesi ad adeguarsi alle nuove norme in campo sanitario e fitosanitario, e di trasferire a tal fine l'intero importo sulla dotazione intra-ACP. 4. Unione africana Considerando la crescente importanza dell'Unione africana (AU) in termini di mantenimento della pace, prevenzione dei conflitti e promozione dell'integrazione regionale e del buon governo e vista la reazione positiva del Consiglio alla comunicazione sul rafforzamento del dialogo UE-Africa[15], appare opportuno fornire un sostegno più strategico alle istituzioni dell’AU e stanziare un importo aggiuntivo per un programma di sostegno panafricano nel quadro della “visione e missione dell'Unione africana” e del “piano strategico per il 2004-2007”, adottato in occasione del vertice dei capi di Stato e di governo, tenutosi ad Addis Abeba nel luglio 2004. Questo programma punterà, tra l'altro, a migliorare l'efficienza e la capacità operativa delle istituzioni AU, a promuovere la partecipazione della società civile a tali istituzioni e a rafforzare il loro coinvolgimento nella risoluzione dei problemi panafricani. Per contribuire al programma di sostegno panafricano, si propone di stanziare un importo indicativo fino a 50 milioni di euro a valere sulla rimanenza del miliardo condizionale di euro e di trasferire a tal fine l'importo sulla dotazione intra-ACP. 5. L’iniziativa rapida ‘Istruzione per tutti’ (FTI) L’iniziativa rapida ‘Istruzione per tutti’ consiste in un partenariato globale creato a metà del 2002 per aiutare i paesi a basso reddito a realizzare l'obiettivo di sviluppo del millennio di garantire che tutti i bambini abbiano completato, entro il 2015, il ciclo di istruzione primaria. Si tratta di uno dei primi strumenti che attua l'accordo di Monterrey per un efficace partenariato tra i donatori e i paesi in via di sviluppo teso a migliorare l'efficienza degli aiuti pubblici allo sviluppo. L’iniziativa FTI si basa principalmente sugli attuali meccanismi di finanziamento nei paesi partner. Tuttavia, il partenariato FTI ha anche creato due nuovi strumenti: un fondo catalizzatore FTI, che assiste temporaneamente i paesi che non riescono a mobilizzare un volume sufficiente di risorse a livello nazionale per conseguire dei risultati, in maniera tale da aiutarli a ottenere ulteriori mezzi di sostegno nel lungo termine, e uno strumento per la preparazione del programma FTI per aiutare i paesi con una capacità interna insufficiente a preparare un piano settoriale per l'istruzione. Poiché si è rivelato impossibile fornire sostegno al FTI in maniera sistematica attraverso l'esercizio nazionale di revisione intermedia del 2004, si propone di fornire un contributo indicativo di 63 milioni di euro all’iniziativa rapida a valere sulle rimanenze del miliardo condizionale di euro e di trasferire a tal fine l’importo sulla dotazione intra-ACP. Conclusione In allegato figurano altri tre progetti di decisione, da sottoporre all'approvazione del Consiglio, che propongono lo svincolo delle rimanenze condizionali del 9° FES per un importo complessivo di 500 milioni di euro. Una decisione propone lo svincolo di 18 milioni di euro da destinare alla dotazione finanziaria per lo sviluppo a lungo termine al fine di adempiere gli obblighi per Timor Leste derivanti dall'accordo di Cotonou. Le altre due decisioni propongono, da una parte, di svincolare la rimanenza dei 482 milioni di euro per un sostegno supplementare al CDE e al CTA fino alla fine del 2007, per avviare il nuovo fondo UE per l'energia, per contribuire al fondo per la gestione dei rischi legati alle materie prime, per avviare la prima fase di un programma globale di sostegno al potenziamento delle capacità in campo sanitario e fitosanitario nei paesi ACP al fine di conformarsi alle nuove norme UE in materia di mangimi e alimenti e per assistere l'Unione africana nella creazione di un programma di sostegno panafricano a favore dell’Unione africana e dell’iniziativa rapida per l'istruzione e, dall'altra, di trasferire i fondi svincolati fino ad un importo massimo di 416 milioni di euro sullo strumento per la cooperazione e l'integrazione regionale in maniera tale da permettere il finanziamento di tali attività mediante la dotazione intra-ACP, ad eccezione del sostegno al CDE e al CTA, che viene finanziato attraverso la dotazione per lo sviluppo a lungo termine. ALLEGATO 1 EDF financial performance The performance of the EDF in 2003 has been the best ever. The high level of the commitments (€4 127 million) can be partially explained by the fact that 2003 was the first year of the implementation of the 9th EDF. However, it is important to note that the level of disbursements was also much higher than ever before. This positive evolution was not only due to non-recurrent, one-shot operations, but was already noticed in previous years and is being confirmed by the provisional figures for 2004. These encouraging results have been achieved despite the fact that, in a number of ACP countries, cooperation was hampered by political uncertainty or crises and/or the after-effects of natural disasters. [pic] 1.1 Commitments In 2003, the Commission committed an amount of €3 761 million. In addition, the EIB, which manages in an entirely autonomous way the funds of the 9th EDF for the new Investment Facility, committed €366 million. This brings total commitments in 2003 to €4 127 million. In the past, only one year recorded a figure of the same order of magnitude, namely 2000 with total commitments of €4 007 million (of which roughly € 1 000 million for debt reduction). The level of the EDF commitments has traditionally shown a cyclical pattern, with high levels of commitments in the first years, followed by a levelling off. The historic level of commitments in 2003, even after deduction of the special contributions to the HIPC debt reduction initiative and the Global Health Fund for the fight against AIDS, Tuberculosis and Malaria, could therefore partially be explained by the fact that it was the beginning of a new commitment cycle, following the entry into force of the Cotonou agreement. Based on the figures available at mid-October 2004 and the pipeline of projects and programmes subject to appraisal, the level of regular commitments will initially fall back in 2004, only to pick up again in 2005 and then decrease gradually from 2006[16] onwards. This dip in the 2004 figure may be explained to a certain extent as a repercussion of the huge effort made in 2003, shifting attention from programming to implementation issues, but it may also be a reflection of the major staff redeployment resulting from the final stage of the devolution exercise[17]. The programming pipeline, assessed in a series of regional seminars in early 2004, re-examined during the mid-term review process and permanently updated until the end of October 2004 by EuropeAid, in consultation with the Delegations, confirms that the level of commitments will pick up again sharply in 2005. Based on the most recent figures, the EIB had also to review downwards its 2004 forecasts for the implementation of the Investment Facility (down to €335million from an initial estimate of €500million), but maintains its initial forecasts for 2005, based on the existing portfolio of contacts. EDF Commitments in million € | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | TOTAL managed by COM | 4 007 | 1 921 | 2 115 | 3 761 | 2 850 | 3 500 | of which | A. Special operations | - STABEX | 373 | - HIPC | 1 029 | 60 | 460 | - Global Health Fund GFATM | 170 | - Peace Facility | 250 | - Water facility | 3 | 247 | Subtotal | 1 402 | 60 | 630 | 253 | 247 | GRAND TOTAL COM + EIB | 4 007 | 1 921 | 2 115 | 4 127 | 3 185 | 4 055 | (1) 9th EDF instruments managed by the EIB (Investment facility and interest subsidies). As can be seen from the table on the financial situation under point 1.4, the Intra-ACP reserves have seen the highest increase relative to the initial allocation, due to pressing international commitments and the rapid disbursement mechanisms often attached to these initiatives. The table below shows that the high commitment level of intra-ACP funds can be partially explained by their use for the funding of special initiatives in 2003 and 2004 (HIPC debt reduction, Peace Facility, Global Health Fund), but the present pipeline of programmes under instruction confirms that most of the balances will be committed by the end of 2005. By the end of 2005, the first instalment of the Water initiative, decided by the Council in April 2004, is also expected to be fully committed. Opting for extensive consultation with the member states and interested non-State actors, the commitments were slightly delayed, but an international call for proposals has now been launched. This will allow solid information on the amounts and location of eligible projects to be obtained by February 2005[18]. Intra-ACP allocations and commitments in million € Allocation (*) | Committed 2004 (**) | Share | Forecasts 2005 | Cumul. share | 1. | Social sectors | 342,333 | 230,000 | 67,19% | 105,000 | 97,86% | - health sector | 229,000 | 50,000 | - education sector | 1,000 | 55,000 | - primary education | 20,000 | - higher education and research | 1,000 | 35,000 | 2. | Methodological support and capacity building | 163,900 | 50,000 | 30,51% | 95,150 | 88,56% | - trade and regional integration | 50,000 | 12,350 | - research capacity - sustainable development | 0,000 | 50,700 | - renewable energy | 0,000 | 7,100 | - migration | 0,000 | 25,000 | 3. | Natural resources | 366,840 | 12,340 | 3,36% | 327,835 | 92,73% | - pesticides, epizooties, SPS | 5,000 | 7,500 | - water facility | 3,000 | 247,000 | - multilateral environmental agreements | 3,000 | 30,000 | - fisheries | 0,000 | 31,500 | - feasibility studies and research | 1,340 | 11,835 | 4. | Private sector support + ICT | 138,050 | 61,095 | 44,26% | 76,955 | 100,00% | - private sector support - competitiveness | 60,650 | 3,955 | - agricultural commodities - cotton | 0,000 | 45,000 | - ICT | 0,445 | 28,000 | 5. | Peace building | 285,000 | 275,000 | 96,49% | 10,000 | 100,00% | 6. | Miscellaneous | 100,413 | 48,084 | 47,89% | 47,329 | 95,02% | - ACP secretariat | 21,800 | 9,000 | - technical cooperation facility | 19,000 | 10,000 | - strategic partnership UN | 0,000 | 10,000 | - culture | 0,000 | 7,000 | - other ACP support, training, information activities | 7,284 | 11,329 | 7. | Debt reduction (HIPC) | 460,000 | 460,000 | 100,00% | 0,000 | 100,00% | TOTAL | 1 856,536 | 1 136,519 | 61,22% | 662,269 | 96,89% | (*) Includes €170million approved by the Council and to be endorsed by the ACP before the end of 2004 - COM(2004)208. | (**) Of which €759,2 million was committed in 2003 | 1.2 Disbursements The Commission disbursed €2 427 million in 2003. This amount includes some special operations such as the transfer of €191 million to a special account for Sudan under the Stabex instrument, a further contribution to HIPC of €209 million and the contribution of €170 million to the Global Fund against Aids, Tuberculosis and Malaria, the latter two being funded from the intra-ACP reserves[19]. The EIB disbursed €4 million under the Investment Facility, which brought total disbursements for both institutions to €2 431 million. While the level of disbursements in 2003 is a record for the EDF (14 % higher than the level of expenditure reached in 2001, which had been the highest in the history of the EDF), the forecasts for 2004 and 2005 are even higher, again based on a prudent assessment of the ongoing projects and programmes and new projects in the pipeline[20]. Even when factoring in the impact of some €270 million of payments carried over from 2003 due to treasury constraints, the underlying regular payments are on the increase. By mid-October, payments by the Commission reached €1 812 million (including €117 million paid but not yet validated in the accounting system), 73% of the annual objective and significantly higher than at the same period in 2003 and 2002. In combination with improved contracting, this confirms the structural nature of the improved disbursement performance. As result of the lower-than-expected commitments under the Investment Facility, the payment forecasts for EIB-managed funds also had to be revised downwards, from €168 million in the May 2004 forecasts to €90million. EDF Payments in million € | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | TOTAL managed by COM | 1 640 | 2 124 | 1 902 | 2 427 | 2 475 | 2 760 | of which | A. Special operations | - STABEX | 82 | 353 | 2 | 191 | - HIPC | 356 | 350 | 180 | 209 | 100 | 200 | - Global Health Fund GFATM | 170 | - Peace Facility | 22 | 61 | - Water Facility | 57 | Subtotal | 439 | 703 | 182 | 570 | 122 | 318 | GRAND TOTAL COM + EIB | 1 640 | 2 124 | 1 902 | 2 431 | 2 565 | 2 995 | (1) 9th EDF instruments managed by the EIB (Investment facility and interest subsidies). 1.3 The RAL (“Reste à Liquider”) The global stock of outstanding (unpaid) commitments has grown considerably from €8 385 million at the start of 2003 to €9 410 million (+12%) at the end of that year. This is due to the very high level of commitments in 2003 following the entry into force of the Cotonou Agreement and the beginning of the new commitment cycle (9th EDF). However, thanks to the high level of disbursements, the coefficient that expresses the number of years necessary to absorb the RAL was reduced from 4.41 (end 2002) to 3.88 (end 2003). This positive trend started in 2000 when, at its worst, the period needed to absorb the RAL was over five years. The lower gross commitment rate in 2004, combined with a normal level of decommitments on older programmes and a further increase in disbursements, will lead to a stabilization or even a slight decrease of the RAL in absolute terms by the end of 2004, and a further decrease in the number of years required to absorb it. Although the higher commitment rate in 2005 may lead to a slight absolute increase of the RAL in 2005, the RAL will be stabilizing at the 2004 level by the end of 2007, with a significant decrease in 2007, compensating for the temporary increase in 2005. Considering the increased disbursement rate, the RAL absorption rate will fall below 3.5 years. 1.4 Financial situation at the end of 2004 The state of implementation of EDF-resources for ACP countries is shown in the table below. Since the entry into force of the Cotonou Agreement, a total amount of €2 607million was transferred from the old EDFs to the 9th EDF[21]. Most of these resources were transferred to national indicative programmes, but in relative terms the intra-ACP co-operation registered the highest increase. With the partial release of some of the conditional billion for the launch of the EU Water Facility, the total amount of funding available under the consolidated 9th EDF to date is €15 367 million[22]. Available EDF resources for the ACP (**) This figure anticipates the reallocation proposal COM(2004)208 approved by Council, for which ACP endorsement is expected in December. | (***) The difference between the transfer from the previous EDFs and the changes to the 9th EDF is interest on non-transferred STABEX funds. | The total amount available for commitments for the last quarter of 2004 and the three following years is, excluding the balances of the conditional billion, €10 512 million net, of which €8 773 million is for grants managed by the Commission, with the balance being managed by the EIB. Taking into consideration the commitments pending and the additional commitments expected with a high probability in the last quarter of 2004, by the end of the year only €9 345 million or, on average, €3 115 million per year will remain uncommitted over the remaining period for committing the 9th EDF. Considering the decommitments on ongoing programmes, which averaged +/- €320-340 million over the last five years[23], the gross level of yearly commitments required to absorb the unallocated balances of the consolidated 9th EDF is approximately €3 445 million, of which indicatively €2 945 million concerning Commission-managed funds and €550 million for EIB-managed funds. In relative terms, most commitments have been made so far in the intra-ACP reserves, reflecting the flexibility of the EDF to respond to new international initiatives. In 2005, the biggest effort is expected for the national indicative programmes as a result of the mid-term-reviews of country strategy papers and from the regional indicative programmes, where 2004 was primarily used in various regions to prepare detailed feasibility studies. The long-term development reserves are primarily earmarked to cover the financial gap in implementation costs in 2006-2007 resulting from devolution[24]; as the prime objective of devolution has been to improve performance in the delivery of Community assistance, the Commission received a mandate from the Council to negotiate a revision of the Cotonou Agreement in order to allow the funding of these additional devolution expenses out of the EDF[25]. ALLEGATO 2 Forecast of commitments and payments under the 9th EDF Years 2006-2009 Million € |2003* |2004e |2005e |2006f |2007f |2008f |2009f |2003-‘07 | |Commitments on available funds of which - on previous EDFs - decommitments - 9th EDF, net** | 4.127 574 365 3.188 | 3.185 340 2.865 | 4.055 340 3.735 | 3 500 320 3.180 | 2 750 320 2.430 | - | - | 17.617 574 1.685 15.358 | |Payments |2.431 |2.565 |2.995 |3 400 |3 100 |2 900 |2 650 | | |(*): the 2003 commitment figure includes €574 million from previous EDFs, committed before 01 April 2004 (at which moment all balances, €2 608 million to date, have been transferred to the 9th EDF) (**): the difference of 8.7 M€ from the table on available EDF resources under point 1.4 represents not yet allocated accrued interest on non-transferred STABEX funds (e) : estimate, based on a detailed screening of the EDF project pipeline (f) : forecast RELAZIONE A norma del paragrafo 2 del protocollo finanziario accluso come allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, lo stanziamento complessivo del 9° FES a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico ammonta a 13,5 miliardi di euro. Come specificato nella dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’atto finale dell’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. Il miliardo di euro rimanente sarà svincolato in base alla verifica dei risultati del FES, che consiste in una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti da eseguire nel 2004 in base a una proposta della Commissione, conformemente alla dichiarazione XVIII allegata all’accordo di partenariato ACP-CE e all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate e che si potrebbe svincolare una prima quota del miliardo di euro condizionale in base ai risultati raggiunti finora. Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua valutazione dei risultati del FES, il Consiglio deve pronunciarsi entro il marzo 2005 sulla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni di euro rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il raggiungimento di obiettivi da stabilire. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla mobilizzazione di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES per coprire la seconda quota del Fondo per l’acqua ACP-UE IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 310 in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, visto l’articolo 1 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l'applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE[26], visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE (“accordo interno”), firmato il 18 settembre 2000, in particolare l’articolo 2, paragrafo 2[27], vista la proposta della Commissione, considerando quanto segue: A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno e della dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno, può essere mobilizzato un importo di 1 miliardo di euro solo dopo una verifica dei risultati che il Consiglio effettuerà nel 2004 su proposta della Commissione. Come specificato nel paragrafo 7 del protocollo finanziario e nella dichiarazione XVIII, la verifica dei risultati consiste nel valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate. La prima assegnazione di 250 milioni di euro è stata svincolata e ripartita come segue conformemente all’articolo 2, paragrafi 1 e 2 dell’accordo interno: 185 milioni di euro alla dotazione per lo sviluppo a lungo termine, 24 milioni di euro alla dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale e 41 milioni di euro al Fondo investimenti. Nella stessa decisione viene specificato che, basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES da eseguire per la fine del 2004, il Consiglio si pronuncerà entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il conseguimento di obiettivi da stabilire, DECIDE: Articolo 1 Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES, il Consiglio autorizza lo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro al Fondo per l’acqua in favore dei paesi ACP. Articolo 2 La seconda assegnazione di 250 milioni di euro è svincolata e ripartita come segue: 185 milioni di euro alla dotazione per lo sviluppo a lungo termine di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a) del protocollo finanziario; 24 milioni di euro alla dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera b) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera b) del protocollo finanziario; 41 milioni di euro al Fondo investimenti di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera c) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera c) del protocollo finanziario. Articolo 3 La presente decisione viene comunicata al Consiglio dei ministri ACP. Articolo 4 La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente RELAZIONE A norma del paragrafo 2 del protocollo finanziario accluso come allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, lo stanziamento complessivo del 9° FES a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico ammonta a 13,5 miliardi di euro. Come specificato nella dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’atto finale dell’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. Il miliardo di euro rimanente sarà svincolato in base alla verifica dei risultati del FES, che consiste in una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti da eseguire nel 2004 in base a una proposta della Commissione, conformemente alla dichiarazione XVIII allegata all’accordo di partenariato ACP-CE e all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate e che si potrebbe svincolare una prima quota del miliardo di euro condizionale in base ai risultati raggiunti finora. Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua valutazione dei risultati del FES, il Consiglio deve pronunciarsi entro il marzo 2005 sulla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni di euro rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il raggiungimento di obiettivi da stabilire. Nel 2003 il consiglio congiunto ACP-UE ha approvato l’adesione di Timor Leste all’accordo di partenariato ACP-CE. Il bilancio CE ha coperto il fabbisogno di sviluppo iniziale di Timor Leste ma non sono previsti finanziamenti dopo il 2005, cioè quando Timor Leste dovrebbe ratificare l’accordo di Cotonou, poiché questo sarebbe incompatibile con l’attuale regolamento ALA che non consente di erogare fondi ALA a favore dei paesi membri del gruppo ACP. Basandosi sugli articoli 62, paragrafo 2, e 94, paragrafo 1, dell’accordo di Cotonou, la Commissione ha proposto pertanto di aumentare il 9° FES di un importo pari a 18 milioni di euro, corrispondente all’importo proporzionale che sarebbe stato stanziato per Timor Leste se fossero stati applicati i normali criteri di assegnazione degli aiuti nel quadro del 9° FES. Non essendosi raggiunta l’unanimità fra gli Stati membri in merito alla proposta nel gruppo ACP del Consiglio dei ministri, il Consiglio si è detto disposto ad esaminare favorevolmente l’uso del miliardo condizionale per coprire il fabbisogno di Timor Leste, visto che al momento non vi sono stanziamenti disponibili nel quadro del 9° FES[28]. Si propone pertanto di svincolare 18 milioni di euro del miliardo condizionale nel quadro del 9° FES e di destinare la dotazione per lo sviluppo a lungo termine al finanziamento del programma indicativo nazionale di Timor Leste per il periodo 2006-2007. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa allo svincolo e all’uso di 18 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES per finanziare il programma indicativo nazionale di Timor Leste nel periodo 2006-2007 IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 310 in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, visto l’articolo 1 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l'applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE, visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE, firmato il 18 settembre 2000, in particolare l’articolo 2, paragrafo 2, e l'articolo 1, paragrafo 5, vista la proposta della Commissione, considerando quanto segue: (1) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno e della dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. (2) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno, può essere mobilizzato un importo di 1 miliardo di euro solo dopo una verifica dei risultati che il Consiglio effettuerà nel 2004 su proposta della Commissione. Come specificato nel paragrafo 7 del protocollo finanziario e nella dichiarazione XVIII, la verifica dei risultati consiste nel valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti. (3) Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate. (4) Nella stessa decisione viene specificato che, basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES da eseguire per la fine del 2004, il Consiglio si pronuncerà entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il conseguimento di obiettivi da stabilire. (5) Timor Leste ha aderito all’accordo di partenariato ACP-CE con decisione n. 1/2003 del Consiglio dei ministri ACP-CE del 16 maggio 2003, in cui si specificava che Timor-Leste non avrebbe avuto un accesso immediato alle risorse del 9° Fondo europeo di sviluppo (FES), ma avrebbe beneficiato unicamente, nell’ambito di un regime speciale temporaneo, dei fondi stanziati per la cooperazione regionale. La decisione non teneva conto del fatto che, una volta ratificato l'accordo di Cotonou, Timor Leste non potrà più usufruire dell’aiuto allo sviluppo erogato finora a norma del regolamento 443/92 del Consiglio (regolamento ALA). I fondi ALA copriranno il fabbisogno di sviluppo fino al 2005, ma non potranno più essere erogati una volta che Timor-Leste avrà ratificato l’accordo di partenariato ACP-CE nel corso del 2005. (6) Basandosi sugli articoli 62, paragrafo 2, e 94, paragrafo 1, dell’accordo di Cotonou, la Commissione ha proposto pertanto[29] di aumentare il 9° FES di un importo pari a 18 milioni di euro, corrispondente all’importo proporzionale che sarebbe stato stanziato per Timor Leste se fossero stati applicati i normali criteri di assegnazione degli aiuti nel quadro del 9° FES. (7) Non essendosi raggiunta l’unanimità fra gli Stati membri in merito alla proposta nel gruppo ACP del Consiglio dei ministri, il Consiglio si è detto disposto ad esaminare favorevolmente l’uso del miliardo condizionale per coprire il fabbisogno di Timor Leste, visto che al momento non vi sono stanziamenti disponibili nel quadro del 9° FES[30]. (8) Si propone pertanto di svincolare 18 milioni di euro del miliardo condizionale nel quadro del 9° FES e di destinare la dotazione per lo sviluppo a lungo termine al finanziamento del programma indicativo nazionale di Timor Leste per il periodo 2006-2007, DECIDE: Articolo 1 Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES, il Consiglio autorizza lo svincolo di 18 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES per finanziare il programma indicativo nazionale di Timor Leste nel periodo 2006-2007. Articolo 2 L’assegnazione di 18 milioni di euro è svincolata e destinata alla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a) del protocollo finanziario. Articolo 3 La presente decisione viene comunicata al Consiglio dei ministri ACP. Articolo 4 La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente RELAZIONE A norma del paragrafo 2 del protocollo finanziario accluso come allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, i contributi finanziari della Comunità a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico comprendono un importo totale di 13,5 miliardi di euro provenienti dal 9° FES. Come specificato nella dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’atto finale dell’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. Il miliardo di euro rimanente sarà svincolato in base alla verifica dei risultati del FES, che consiste in una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti da eseguire nel 2004 in base a una proposta della Commissione, conformemente alla dichiarazione XVIII allegata all’accordo di partenariato ACP-CE e all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate e che si potrebbe svincolare una prima quota del miliardo di euro condizionale in base ai risultati raggiunti finora. Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua valutazione dei risultati del FES, il Consiglio deve pronunciarsi entro il marzo 2005 sulla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni di euro rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il raggiungimento di obiettivi da stabilire. È stata selezionata una serie di proposte a cui destinare i 482 milioni di euro del miliardo condizionale in base agli obblighi derivanti dall’accordo di partenariato ACP-CE e agli impegni comuni ACP-CE assunti a livello internazionale che finora non sono stati rispettati, tenendo conto dei seguenti principi: urgenza, lotta alla povertà, concentrazione degli aiuti e capacità di assorbimento. Si propone pertanto di svincolare i 482 milioni di euro e di assegnarli sia in funzione degli obblighi derivanti dall’accordo di partenariato ACP-CE che come contributi alle iniziative e agli impegni internazionali. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa allo svincolo e all’uso della rimanenza di 482 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° Fondo europeo di sviluppo per la cooperazione con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 310 in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, visto l’articolo 1 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l'applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE, visto l’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE (“accordo interno”), firmato il 18 settembre 2000, in particolare l’articolo 2, paragrafo 2, vista la proposta della Commissione, considerando quanto segue: (1) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno e della dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. (2) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno, può essere mobilizzato un importo di 1 miliardo di euro solo dopo una verifica dei risultati che il Consiglio effettuerà nel 2004 su proposta della Commissione. Come specificato nel paragrafo 7 del protocollo finanziario e nella dichiarazione XVIII, la verifica dei risultati consiste nel valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti. (3) Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate. (4) Nella stessa decisione viene specificato che, basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES da eseguire per la fine del 2004, il Consiglio si pronuncerà entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il conseguimento di obiettivi da stabilire. (5) Il 9° FES, comprese le rimanenze trasferite dai FES precedenti, sarà interamente impegnato per la fine del 2007 senza che la Comunità possa rispettare pienamente i suoi impegni internazionali e aderire alle nuove iniziative globali. (6) È stata selezionata una serie di proposte a cui destinare l’importo complessivo di 482 milioni di euro in base agli obblighi derivanti dall’accordo di partenariato ACP-CE e agli impegni comuni ACP-CE assunti a livello internazionale che finora non sono stati rispettati, tenendo conto dei seguenti principi: urgenza, lotta alla povertà, concentrazione degli aiuti e capacità di assorbimento. (7) Considerate le attuali modalità operative del Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e del Centro per lo sviluppo dell’agricoltura (CTA), il fabbisogno di bilancio annuale è valutato rispettivamente a 18 e 14 milioni di euro. Si propone pertanto di stanziare 64 milioni di euro sulla dotazione per lo sviluppo a lungo termine proveniente dalle rimanenze del miliardo di euro condizionale per finanziare il funzionamento del CSI e del CTA nel biennio 2006-2007, conformemente agli allegati I e III dell’accordo di partenariato ACP-CE. (8) La comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo COM (2004) 711, del 28 ottobre 2004, sull’evoluzione futura dell'Iniziativa UE in materia di energia e sulle modalità di creazione di uno Strumento per l'energia a favore dei paesi ACP proponeva di stanziare 250 milioni di euro a favore di questa iniziativa. Nelle conclusioni della comunicazione, si suggeriva di finanziare la nuova iniziativa utilizzando le rimanenze del miliardo di euro condizionale. In considerazione delle notevoli aspettative che ha destato il varo dell’Iniziativa UE in materia di energia, dell’indispensabile contributo dell’energia alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio e dell’importanza fondamentale che riveste per i poveri l’accesso a servizi energetici efficienti in termini di costi e rispettosi dell’ambiente, si proponeva pertanto di finanziare lo strumento ACP/UE per l’energia mediante un importo indicativo di 250 milioni di euro provenienti dalla rimanenza del miliardo condizionale e di trasferire a tale scopo l’intera somma alla dotazione intra-ACP. (9) Nell’aprile 2004 il Consiglio ha adottato un piano d’azione a livello di UE elaborato dalla Commissione, che comprendeva una proposta volta ad agevolare l’accesso dei produttori all’assicurazione contro i rischi connessi ai prodotti di base e ai finanziamenti all’esportazione.[31] Il contributo della Commissione a questa iniziativa integrerà l’assistenza tecnica fornita dalla Banca mondiale per la creazione di uno strumento di finanziamento internazionale che permetta ai paesi ACP di accedere più agevolmente agli strumenti di mercato per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base mediante il cofinanziamento temporaneo dei premi. In tal modo, si contribuirà a ridurre la vulnerabilità dei paesi ACP beneficiari nei confronti delle crisi connesse ai prodotti di base e a sviluppare strumenti di gestione dei rischi connessi ai prodotti di base ai fini di una successiva adozione. Si proponeva di stanziare un importo indicativo massimo di 25 milioni di euro sulla rimanenza del miliardo condizionale onde contribuire allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, in linea con l’articolo 68, paragrafo 5 dell’accordo di partenariato ACP-CE, e di trasferire a tale scopo l’intera somma alla dotazione intra-ACP. (10) Il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali[32], che entrerà in vigore nel 2006, impone ai paesi terzi di comunicare informazioni particolareggiate sulla struttura generale e sulla gestione dei rispettivi sistemi di controllo sanitario e fitosanitario dei mangimi e degli alimenti e di fornire garanzie sufficienti della conformità dei prodotti destinati al mercato dell’UE con le norme di sicurezza dell’Unione. I paesi ACP dovranno investire somme alquanto ingenti per conservare l’accesso ai mercati UE e per conformarsi alla nuova normativa. A norma dell’articolo 12 dell’accordo di partenariato ACP-CE (Coerenza delle politiche comunitarie), in questi casi, su richiesta degli ACP, si procede a consultazioni in modo che si possa tener conto delle loro preoccupazioni per quanto riguarda l'impatto delle misure in questione. Si propone pertanto di stanziare un importo indicativo pari a 30 milioni di euro sulla rimanenza del miliardo condizionale per contribuire alla fase iniziale del programma di sviluppo delle capacità, onde aiutare gli ACP ad adeguarsi alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE, e di trasferire a tale scopo l’intera somma alla dotazione intra-ACP. (11) Visti il ruolo sempre più determinante svolto dall’Unione africana nel mantenimento della pace e nella prevenzione dei conflitti, nonché nella promozione dell'integrazione regionale e del buon governo, e la reazione positiva del Consiglio alla comunicazione sull'intensificazione del dialogo UE-Africa[33], si ritiene opportuno optare per un supporto più strategico alle istituzioni dell’Unione africana e destinare un importo supplementare a un programma panafricano di sostegno nell’ambito del documento intitolato “Visione e missione dell’Unione africana e piano strategico per il 2004-2007” adottato dai capi di Stato e di governo in occasione del vertice tenutosi ad Addis Abeba nel luglio 2004. Per contribuire al programma panafricano di sostegno, si propone di stanziare un importo indicativo massimo di 50 milioni di euro sulla rimanenza del miliardo condizionale e di trasferire a tale scopo l’intera somma alla dotazione intra-ACP. (12) La Fast Track Initiative denominata “Istruzione per tutti" (FTI) è un partenariato globale lanciato a metà del 2002 per aiutare i paesi a basso reddito a realizzare entro il 2015 gli obiettivi di sviluppo del millennio in materia di istruzione permettendo a tutti i bambini di portare a termine il ciclo elementare. Si tratta di uno dei primi strumenti che rendono operativo il consenso di Monterrey sui partenariati effettivi tra donatori e paesi in via di sviluppo volti rendere più efficace il sostegno ufficiale allo sviluppo. La FTI utilizza per lo più i meccanismi di finanziamento già esistenti nei paesi partner. Poiché non è stato possibile sostenere sistematicamente la FTI attraverso la revisione intermedia per paese del 2004, si propone di contribuire alla Fast Track Initiative stanziando un importo indicativo di 63 milioni di euro sulla rimanenza del miliardo condizionale e di trasferire a tale scopo l’intera somma alla dotazione intra-ACP, DECIDE: Articolo 1 Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES, il Consiglio autorizza lo svincolo e l’uso della rimanenza di 482 milioni di euro del miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° Fondo europeo di sviluppo per la cooperazione con i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico. Articolo 2 L’assegnazione di 482 milioni di euro è svincolata e ripartita come segue: 1. 352 milioni di euro alla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a) del protocollo finanziario; 2. 48 milioni di euro alla dotazione per la cooperazione e l'integrazione regionale di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera b) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera b) del protocollo finanziario; 3. 82 milioni di euro al Fondo investimenti di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera c) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera c) del protocollo finanziario. Articolo 3 64 milioni di euro provenienti dalla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punti (ii) e (iii) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a), punti (i) e (ii) del protocollo finanziario sono destinati a finanziare il bilancio del Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e del Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale (CTA). Articolo 4 I 418 milioni di euro rimanenti contribuiranno al finanziamento delle seguenti azioni: fino a 250 milioni di euro a favore dell’iniziativa UE per l’energia; fino a 25 milioni di euro come contributo allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base a favore dei paesi ACP; un importo indicativo di 30 milioni di euro per aiutare i paesi ACP ad adeguarsi alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE; fino a 50 milioni di euro per migliorare la capacità dell’Unione africana di svolgere il suo mandato panafricano; un importo indicativo di 63 milioni di euro come contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti”. Articolo 5 La presente decisione viene comunicata al Consiglio dei ministri ACP. Articolo 6 La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente RELAZIONE A norma del paragrafo 2 del protocollo finanziario accluso come allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, i contributi finanziari della Comunità a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico comprendono un importo totale di 13,5 miliardi di euro provenienti dal 9° FES. Come specificato nella dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’atto finale dell’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. Il miliardo di euro rimanente sarà svincolato in base alla verifica dei risultati del FES, che consiste in una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti da eseguire nel 2004 in base a una proposta della Commissione, conformemente alla dichiarazione XVIII allegata all’accordo di partenariato ACP-CE e all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate e che si potrebbe svincolare una prima quota del miliardo di euro condizionale in base ai risultati raggiunti finora. Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua valutazione dei risultati del FES, il Consiglio deve pronunciarsi entro il marzo 2005 sulla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni di euro rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il raggiungimento di obiettivi da stabilire. È stata selezionata una serie di proposte a cui destinare i 482 milioni di euro del miliardo condizionale in base agli obblighi derivanti dall’accordo di partenariato ACP-CE e agli impegni comuni ACP-CE assunti a livello internazionale che finora non sono stati rispettati, tenendo conto dei seguenti principi: urgenza, lotta alla povertà, concentrazione degli aiuti e capacità di assorbimento. In considerazione di quanto precede, la Commissione propone che il Consiglio approvi la decisione allegata relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito al trasferimento di 288 milioni di euro della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e di 82 milioni di euro del Fondo investimenti del 9° FES all’assegnazione per la cooperazione intra-ACP, da utilizzare per finanziare queste iniziative. Sommando questi importi all’incremento di 48 milioni di euro dell’assegnazione per la cooperazione e l’integrazione regionale si ottiene un importo complessivo di 418 milioni di euro. 64 milioni di euro provenienti dalla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punti (ii) e (iii) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a), punti (i) e (ii) del protocollo finanziario sono destinati a finanziare il bilancio del Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e del Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale (CTA). Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per finanziare l’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti" IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 310 in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, vista la proposta della Commissione[34], considerando quanto segue: (1) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno, un importo di 1 miliardo di euro può essere svincolato e ripartito tra le dotazioni per lo sviluppo a lungo termine, la cooperazione e l'integrazione regionale e il Fondo investimenti solo dopo una verifica dei risultati che il Consiglio effettuerà nel 2004 su proposta della Commissione. Come specificato nel paragrafo 7 del protocollo finanziario e nella dichiarazione XVIII, la verifica dei risultati consiste nel valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti. (2) Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate. (3) Nella stessa decisione viene specificato che, basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES da eseguire per la fine del 2004, il Consiglio si pronuncerà entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il conseguimento di obiettivi da stabilire. (4) È stata selezionata una serie di proposte a cui destinare l’importo complessivo di 482 milioni di euro in base agli obblighi derivanti dall’accordo di partenariato ACP-CE e agli impegni comuni ACP-CE assunti a livello internazionale che finora non sono stati rispettati, tenendo conto dei seguenti principi: urgenza, lotta alla povertà, concentrazione degli aiuti e capacità di assorbimento. (5) 64 milioni di euro di quest’ultimo importo, provenienti dalla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine, finanzieranno il bilancio del Centro per lo sviluppo delle imprese (CSI) e del Centro tecnico di cooperazione agricola e rurale (CTA) di cui all’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), punti (ii) e (iii) dell’accordo interno e al paragrafo 3, lettera a), punti (i) e (ii) del protocollo finanziario. Il saldo di 418 milioni di euro coprirà il finanziamento intra-ACP dell’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti". (6) L’articolo 15 dell’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 autorizza il Consiglio dei ministri ACP-CE a prendere decisioni in conformità dell’accordo. A norma dell’allegato I, paragrafo 8 dell’accordo, inoltre, qualora i fondi messi a disposizione di uno qualsiasi degli strumenti dell'accordo risultino esauriti, il Consiglio dei ministri ACP-CE prende le misure del caso. (7) I fondi della dotazione del 9° FES per la cooperazione e l’integrazione regionale sono esauriti. Occorre pertanto stabilire la posizione della Comunità nel Consiglio dei ministri ACP-CE per l’adozione di una decisione riguardante il contributo comunitario all’Iniziativa UE per l’energia, a uno strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, all’adeguamento degli ACP alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, al potenziamento dell’Unione africana e alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti", attingendo alla riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e al Fondo investimenti del nono FES, DECIDE: Articolo unico La Comunità assumerà la posizione seguente nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per finanziare l’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti", in base all'allegato progetto di decisione del Consiglio dei ministri ACP-CE. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente PROGETTO DI DECISIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per finanziare l’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti" IL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE, visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, in particolare l’allegato I, paragrafo 8, considerando quanto segue: (1) in occasione della sua 2527a riunione, tenutasi il 22 marzo 2004, il Consiglio dei ministri dell’UE ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP e di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES. Il Consiglio ha inoltre deciso di erogare immediatamente una prima assegnazione di 250 milioni di euro sul miliardo condizionale e di pronunciarsi entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda quota di 250 milioni di euro e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale per il conseguimento di obiettivi da stabilire in base all’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e della verifica dei risultati da parte del Consiglio, da eseguire per la fine del 2004. (2) Per coprire il sostegno all’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti", occorre stanziare a favore della cooperazione intra-ACP un importo complessivo pari a 418 milioni di euro, che può provenire dalle risorse svincolate dal Consiglio dei ministri dell'UE. Poiché tuttavia la dotazione per la cooperazione e l'integrazione regionale di cui al paragrafo 3, lettera b) dell’allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE è esaurita, le risorse necessarie devono essere trasferite dalle risorse non assegnate della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e dal Fondo investimenti di cui al paragrafo 3, lettere b) e c) del protocollo finanziario. (3) L’articolo 15 dell’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 autorizza il Consiglio dei ministri ACP-CE a prendere decisioni in conformità dell’accordo, DECIDE: Articolo 1 Un importo di 370 milioni di euro, di cui 288 milioni di euro provenienti dalla riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e 82 milioni di euro provenienti dal Fondo investimenti del 9° FES, è trasferito all’assegnazione intra-ACP nel quadro della dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale e utilizzato per creare un Fondo per l’acqua ACP-UE. Sommando questo importo ai 48 milioni di euro già disponibili nell’ambito della cooperazione intra-ACP, si disporrà complessivamente di 418 milioni di euro per finanziare l’Iniziativa UE per l’energia, i contributi allo strumento di finanziamento internazionale per la gestione dei rischi connessi ai prodotti di base, l’adeguamento alle nuove norme sanitarie e fitosanitarie dell’UE per i mangimi e gli alimenti, il potenziamento dell’Unione africana e un contributo alla Fast Track Initiative “Istruzione per tutti". Articolo 2 Ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 2 dell’allegato IV all’accordo di partenariato ACP-CE, il Consiglio dei ministri ACP-CE chiede alla Commissione di finanziare, nell’ambito della cooperazione intra-ACP, il supporto ai programmi e gli importi indicativi di cui all’articolo 1. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio dei ministri ACP-UE Il Presidente RELAZIONE A norma del paragrafo 2 del protocollo finanziario accluso come allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, i contributi finanziari della Comunità a favore dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico comprendono un importo totale di 13,5 miliardi di euro provenienti dal 9° FES. Come specificato nella dichiarazione UE sul protocollo finanziario, allegata come dichiarazione XVIII all’atto finale dell’accordo di partenariato ACP-CE, solo 12,5 dei 13,5 miliardi di euro complessivi destinati dal 9° FES ai paesi ACP sono stati svincolati il 1° aprile 2003, data di entrata in vigore del protocollo finanziario. Il miliardo di euro rimanente sarà svincolato in base alla verifica dei risultati del FES, che consiste in una valutazione del grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti da eseguire nel 2004 in base a una proposta della Commissione, conformemente alla dichiarazione XVIII allegata all’accordo di partenariato ACP-CE e all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell'accordo di partenariato ACP-CE. Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate e che si potrebbe svincolare una prima quota del miliardo di euro condizionale in base ai risultati raggiunti finora. Basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua valutazione dei risultati del FES, il Consiglio deve pronunciarsi entro il marzo 2005 sulla mobilizzazione di una seconda quota di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua e sull’uso dei 500 milioni di euro rimanenti del miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno per il raggiungimento di obiettivi da stabilire. In considerazione di quanto precede, la Commissione propone che il Consiglio adotti la decisione allegata relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito al trasferimento di 185 milioni di euro dalla riserva (risorse non assegnate) della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e di 41 milioni di euro del Fondo investimenti del 9° FES all’assegnazione per la cooperazione intra-ACP, da utilizzare per la seconda assegnazione del Fondo per l’acqua ACP-UE. Sommando questi importi all’incremento di 24 milioni di euro dell’assegnazione intra-ACP si ottiene un importo complessivo di 250 milioni di euro per la seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua. Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che la Comunità deve assumere nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per la seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 310 in combinato disposto con l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma, vista la proposta della Commissione[35], considerando quanto segue: (1) A norma dell’articolo 2, paragrafo 2 dell'accordo interno, un importo di 1 miliardo di euro può essere svincolato e ripartito tra le dotazioni per lo sviluppo a lungo termine, la cooperazione e l'integrazione regionale e il Fondo investimenti solo dopo una verifica dei risultati che il Consiglio effettuerà nel 2004 su proposta della Commissione. Come specificato nel paragrafo 7 del protocollo finanziario e nella dichiarazione XVIII, la verifica dei risultati consiste nel valutare il grado di esecuzione degli impegni e dei pagamenti. (2) Il 22 marzo 2004 il Consiglio ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP, di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale di cui all’articolo 2, paragrafo 2 dell’accordo interno e di erogare una prima assegnazione di 250 milioni di euro. Questa decisione è stata presa in funzione del livello degli impegni e dei pagamenti alla fine del 2003 e delle previsioni per il periodo 2004-2007 presentate dalla Commissione, da cui risulta che le risorse del 9° FES per i paesi ACP potrebbero essere integralmente impegnate. (3) Questa prima assegnazione di 250 milioni di euro è stata svincolata e ripartita come segue a norma dell’articolo 2, paragrafi 1 e 2 dell’accordo interno: 185 milioni di euro alla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine, 24 milioni di euro alla dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale e 41 milioni di euro al Fondo investimenti. (4) Nella stessa decisione viene specificato che, basandosi sull’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e sulla sua verifica dei risultati del FES da eseguire per la fine del 2004, il Consiglio si pronuncerà entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda assegnazione di 250 milioni di euro a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE. (5) L’articolo 15 dell’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 autorizza il Consiglio dei ministri ACP-CE a prendere decisioni in conformità dell’accordo. A norma dell’allegato I, paragrafo 8 dell’accordo, inoltre, qualora i fondi messi a disposizione di uno qualsiasi degli strumenti dell'accordo risultino esauriti, il Consiglio dei ministri ACP-CE prende le misure del caso. (6) I fondi della dotazione del 9° FES per la cooperazione e l’integrazione regionale sono esauriti. Occorre pertanto stabilire la posizione della Comunità nel Consiglio dei ministri ACP-CE per l’adozione di una decisione riguardante il contributo comunitario alla creazione di un Fondo per l’acqua ACP-UE attingendo alla riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e al Fondo investimenti del nono FES, DECIDE: Articolo unico La Comunità assumerà la posizione seguente nel Consiglio dei ministri ACP-CE in merito a una decisione sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e delle risorse del Fondo investimenti per la seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE, in base all'allegato progetto di decisione del Consiglio dei ministri ACP-CE. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio Il Presidente PROGETTO DI DECISIONE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE sull’uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine e delle risorse del Fondo investimenti del nono Fondo europeo di sviluppo per la seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE IL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-CE, visto l’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, in particolare l’allegato I, paragrafo 8, considerando quanto segue: (1) in occasione della sua 2527a riunione, tenutasi il 22 marzo 2004, il Consiglio dei ministri dell’UE ha deciso di creare un Fondo per l’acqua a favore dei paesi ACP e di assegnargli un importo pari a 500 milioni di euro sul miliardo di euro condizionale nel quadro del 9° FES. Il Consiglio ha inoltre deciso di erogare immediatamente una prima assegnazione di 250 milioni di euro sul miliardo condizionale e di pronunciarsi entro il marzo 2005 sullo svincolo di una seconda quota di 250 milioni di euro e sull’uso dei 500 milioni rimanenti del miliardo di euro condizionale per il conseguimento di obiettivi da stabilire in base all’esito delle revisioni intermedie delle strategie nazionali e della verifica dei risultati da parte del Consiglio da eseguire per la fine del 2004. La seconda assegnazione di 250 milioni di euro è ripartita come segue tra le dotazioni di cui al paragrafo 3 del protocollo finanziario del 9° FES: 185 milioni di euro alla dotazione per il sostegno dello sviluppo a lungo termine, 24 milioni di euro alla dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale e 41 milioni di euro al Fondo investimenti. (2) Per sostenere l’attuazione dell’Iniziativa UE per l’acqua a favore dei paesi ACP, occorre destinare alla cooperazione intra-ACP un importo complessivo pari a 250 milioni di euro, che può provenire dalle risorse svincolate dal Consiglio dei ministri dell'UE. Poiché tuttavia la dotazione per la cooperazione e l'integrazione regionale di cui al paragrafo 3, lettera b) dell’allegato I all’accordo di partenariato ACP-CE è esaurita, le risorse necessarie devono essere trasferite dalle risorse non assegnate della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e dal Fondo investimenti di cui al paragrafo 3, lettere b) e c) del protocollo finanziario. (3) L’articolo 15 dell’accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 autorizza il Consiglio dei ministri ACP-CE a prendere decisioni in conformità dell’accordo, DECIDE: Articolo 1 Un importo di 226 milioni di euro, di cui 185 milioni di euro provenienti dalla riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES e 41 milioni di euro provenienti dal Fondo investimenti del 9° FES, è trasferito all’assegnazione intra-ACP nel quadro della dotazione per la cooperazione e l’integrazione regionale e utilizzato per creare un Fondo per l’acqua ACP-UE. Sommando questo importo ai 24 milioni di euro già disponibili nell’ambito della cooperazione intra-ACP, si disporrà complessivamente di 250 milioni di euro destinati alla seconda assegnazione a favore del Fondo per l’acqua ACP-UE. Articolo 2 Ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 2 dell’allegato IV all’accordo di partenariato ACP-CE, il Consiglio dei ministri ACP-CE chiede alla Commissione di finanziare, nell’ambito della cooperazione intra-ACP, il supporto ai programmi e gli importi indicativi di cui all’articolo 1. Fatto a Bruxelles, il Per il Consiglio dei ministri ACP-UE Il Presidente [1] Accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000, protocollo finanziario, allegato I, punto 7, e dichiarazione dell'UE relativa al protocollo finanziario (dichiarazione XVIII) allegata all’accordo di partenariato ACP-CE. L'accordo interno (GU L 317 del 15.12.2000) specifica che tale analisi dei risultati viene effettuata dal Consiglio nel 2004 sulla base di una proposta della Commissione. [2] Il documento di lavoro dei servizi della Commissione SEC(2005)242 effettua una valutazione più qualitativa di tali riforme, illustrando in maggior dettaglio la natura strutturale del miglioramento dei risultati, sia a livello quantitativo che a livello qualitativo. [3] Per i seguenti nove paesi il DSN non era stato firmato all'inizio dell'esercizio: Costa d'Avorio, Guinea equatoriale, Guinea, Haiti, Liberia, Somalia, Sudan, Togo e Zimbabwe. I seguenti cinque paesi minori del Pacifico non sono stati sottoposti alla revisione, poiché avevano aderito all'accordo di Cotonou e solo recentemente avevano iniziato a beneficiare dei finanziamenti FES: Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Niue e Palau. [4] L’equilibrio finanziario viene raggiunto tenendo conto degli adeguamenti operati sulle dotazioni destinate ai paesi per i quali l'importo del 9° FES non è stato notificato o è stato notificato in ritardo, ossia i 242,6 milioni di euro risultanti dalla decisione C(2003)2471 riguardante Haiti, la Liberia e il Togo, più un’ulteriore riduzione netta di 96,8 milioni di euro approvata nel settembre 2004 dal comitato FES per i paesi per i quali il DSN non è ancora stato firmato. [5] COM(2004) 763 del 19.11.2004. [6] Decisione 2004/289 del Consiglio del 22.03.2004. [7] Decisione 1/2004 del Consiglio dei ministri ACP-CE, del 6 maggio 2004, riguardo all'uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine nonché delle risorse del fondo investimenti del 9° FES per la creazione di un fondo per l'acqua ACP-UE. [8] 3 milioni di euro sono già stati impegnati nell’ambito del fondo di cooperazione tecnica intra-ACP per le attività di informazione, comunicazione e valutazione. [9] Decisione 1/2003 del Consiglio misto dei ministri ACP-UE del 16 maggio 2003. [10] Documento 13890/04 del Consiglio, del 4 novembre 2004 sull’esito dei lavori del gruppo di lavoro ACP del 26 ottobre 2004. [11] COM(2004)711 del 28 ottobre 2004 sull’evoluzione futura dell'Iniziativa UE in materia di energia e le modalità di creazione di uno Strumento per l'energia a favore dei paesi ACP. [12] COM(2004)89 del 12 febbraio 2004, Catene di prodotti agricoli di base, dipendenza e povertà - Proposta di piano d'azione a livello di UE. Vedi anche COM(2004)87 del 12 febbraio 2004, proposta di partenariato UE-Africa a sostegno dello sviluppo del settore del cotone. [13] COM(2004)208 del 29 marzo 2004 sull'uso della riserva della dotazione per lo sviluppo a lungo termine del 9° FES già prevede 45 milioni di euro a sostegno del piano di azione ACP-UE per i prodotti di base agricoli. [14] Regolamento UE 882/2004, che integra l’attuale regolamento UE 178/2002 riguardante i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare. [15] COM(2003)316 del 23 giugno 2003 sul dialogo UE-Africa e conclusioni del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 21 luglio 2003. [16] COM(2004)763 of 19 November 2004 on the European Development Fund (EDF), Estimate of decisions, payments and contributions to be paid by the member States for 2004 and 2005 and forecast of decisions and payments for the period 2006 to 2009. After the forecasts were finalized, it appeared that the EDF Committee may delay the approval of some large budget support, road and rehabilitation programmes beyond 2004 due to political and economic governance issues. Total commitments in 2004 may therefore be overestimated by up to ¬ 250 million. This uncertainty can be explained by the seasonal fact up to €250 million. This uncertainty can be explained by the seasonal factor which still survives in a lesser form despite the various reforms initiated in recent years, whereby a large stock of commitments are being prepared in the first half of the year, “waiting” for decision after summer break, with a high volume of commitment decisions taken in the last quarter of the year (the commitment rate at the end of August 2004 was over 45% of the year objective, against on average of less than 25% in the previous years). Small delays in the decision making process may then result in a commitment being carried over to the next year. [17] ACP related implementation support staff in EuropeAid decreased with one third in 2004; this was more than compensated by a reinforcement of the Delegations in the context of devolution but the exceptionally high staff turnover rate during this transitional period affected the normal implementation of the project cycle. [18] At the 386th EDF Committee of 25 October 2004, the member States have congratulated the Commission for this inclusive approach; proposals for an amount exceeding € 500 million are expected by February 2005. [19] The STABEX funds are not a payment in the strict accounting sense. However, it is included in order to be coherent with past presentations. This transfer should in principle be one of the last made on this instrument. [20] COM(2004)763 of 19 November 2004. In 2004 for the first time effective disbursements closely followed the disbursement forecasts made by the Commission – see COM(2004)647 of 08 October 2004 on a Proposal fixing the financial contribution to the EDF (third instalment for 2004) -, leading to treasury problems for member States that had not budgeted the forecasted amounts. [21] The negative transfer for the CDE and the CTA reflect the need for transitional measures under the 8th EDF in order to ensure the continuity of their activities prior to the delayed ratification of the Cotonou Agreement. [22] To this amount should be added 105 M€ of special assistance to the Democratic Republic of Congo, Council Decision of 21 July 2003. [23] With a peak of €365million in 2003, resulting from the continued effort to reduce the abnormal RAL (i.e. RAL which stayed unchanged on specific projects or programmes for several years). [24] C(2003)1181 of 02 April 2003 on Financing of deconcentration in the ACP zone 2006/2007. [25] Under the long term development instrument, there also remained an unallocated reserve of 242,6 M€ constituted from reduced unnotified national indicative programmes for countries under article 96 - Commission Decision C(2003)2471. However, this amount is being mobilised to equilibrate the national midterm review process and therefore is not included in the long term development reserves but under the NIP line. [26] GU L 317 del 15.12.2000. [27] GU L 317 del 15.12.2000. [28] Documento del Consiglio 13890/04 del 4 novembre 2004 sull’esito della riunione del gruppo di lavoro ACP del 26 ottobre 2004. [29] COM(2004) 610 del 27 settembre 2004: Proposta di decisione del Consiglio recante adeguamento delle risorse finanziarie del 9° Fondo europeo di sviluppo in seguito all’adesione della Repubblica democratica di Timor orientale all'accordo di partenariato ACP-CE. [30] Documento del Consiglio 13890/04 del 4 novembre 2004 sull’esito della riunione del gruppo di lavoro ACP del 26 ottobre 2004. [31] COM(2004) 89 del 12 febbraio 2004 “Catene di prodotti agricoli di base, dipendenza e povertà - Proposta di piano d’azione a livello di UE”. [32] Questo regolamento completa il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. [33] COM(2003) 316 del 23 giugno 2003 sul dialogo UE-Africa e conclusioni del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 21 luglio 2003. [34] GU C del , pag. . [35] GU C del , pag. .