Risoluzione del Parlamento europeo sulle violazioni dei diritti umani nella Repubblica dei Mari El
Gazzetta ufficiale n. 092 E del 20/04/2006 pag. 0409 - 0410
P6_TA(2005)0182 Valutazione del Ciclo di Doha dopo la decisione del Consiglio generale dell'OMC del 1o agosto 2004 Risoluzione del Parlamento europeo sulla valutazione del ciclo di negoziati di Doha a seguito della decisione del Consiglio generale dell'OMC del 1o agosto 2004 (2004/2138(INI)) Il Parlamento europeo, - vista la decisione del Consiglio generale dell'OMC il 1o agosto 2004 sul programma di lavoro di Doha, - vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo del 26 novembre 2003"Rilanciare i negoziati dell'Agenda di Doha per lo sviluppo: la prospettiva dell'UE", - visto il documento di lavoro della Commissione "L'Agenda di Doha per lo sviluppo dopo Cancún" del 25 settembre 2003, - vista la sua risoluzione, del 25 settembre 2003, sulla quinta conferenza ministeriale dell'OMC a Cancún [1], - vista la sua risoluzione, del 3 luglio 2003, sui preparativi della quinta conferenza ministeriale dell'OMC a Cancún [2], - viste la dichiarazione della quarta conferenza ministeriale dell'OMC adottata il 14 novembre 2001 a Doha, e la sua risoluzione, del 13 dicembre 2001, sulla riunione dell'OMC in Qatar [3], - vista la sua risoluzione, del 18 novembre 1999, sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo concernente l'approccio dell'Unione europea al ciclo di negoziati dell'OMC "Millennium Round" [4], - vista la sua risoluzione, del 15 dicembre 1999, sulla terza conferenza dei ministri dell'OMC a Seattle [5], - vista la sua risoluzione, del 13 marzo 2001, recante le raccomandazioni del Parlamento europeo alla Commissione in ordine ai negoziati condotti in seno all'OMC nel quadro del programma "implicito" ("built-in agenda") [6], - vista la relazione Sutherland sul futuro dell'OMC, - vista la sua risoluzione del 9 marzo 2005 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate [7], - vista la dichiarazione finale della terza conferenza parlamentare sull'OMC del 24- 26 novembre 2004, - vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2001 sull'apertura e la democrazia nel commercio internazionale [8], - visto l'articolo 45 del suo regolamento, - visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e i pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A6-0095/2005), A. considerando che, con la decisione adottata il 1o agosto 2004 in seno al Consiglio generale dell'OMC (in appresso "la decisione"), i suoi 148 membri hanno definito un quadro per ulteriori negoziati in cinque settori chiave del programma di Doha per lo sviluppo (PDS) e hanno ripristinato la fiducia perduta nei negoziati di Cancun, sulla base di un nuovo spirito di cooperazione con lo scopo di assicurare una conclusione positiva del ciclo di negoziati di Doha e il successo del sistema multilaterale di scambi, B. considerando la necessità di portare avanti con il medesimo livello di ambizione tutti i settori della decisione e del programma di lavoro PDS, collocando lo sviluppo al primo posto nei negoziati, e considerando che l'UE deve prendere posizione in difesa di un'agenda ampia, finalizzata ad un'adeguata liberalizzazione degli scambi, alla messa a bando di tutte le misure di dumping e di distorsione del commercio, nonché al rafforzamento di un trattamento speciale e differenziato e dei meccanismi di salvaguardia della sicurezza alimentare, per dare un'effettiva priorità alla giustizia sociale e allo sviluppo e conseguire l'obiettivo di una maggiore integrazione dei paesi in via di sviluppo nel sistema mondiale di scambi — obiettivo sancito nel trattato che adotta una Costituzione per l'Europa (articolo III-292, paragrafo 2, lettera e)), C. considerando che una conclusione positiva del ciclo di negoziati di Doha deve contribuire alla promozione della crescita economica su scala mondiale e alla riduzione della povertà e che nei negoziati occorre prestare maggiore attenzione ai problemi connessi alla denutrizione, alla fame e alla salute, conformemente a quanto previsto nella dichiarazione del Millennio dell'ONU; D. considerando che la politica commerciale dell'UE ha sempre avuto per obiettivi principali lo sviluppo della normativa inerente al sistema di scambi multilaterali, l'integrazione ottimale dei paesi in via di sviluppo nel sistema del commercio mondiale e un migliore funzionamento dell'OMC, E. considerando che la data limite per concludere il ciclo di negoziati di Doha, che nella dichiarazione finale di Doha era fissata al 1o gennaio 2005, è stata rinviata sine die, e che si è stabilito di tenere una sesta conferenza ministeriale a Hong Kong nel dicembre 2005, F. considerando la particolare importanza che hanno rivestito per l'adozione della decisione l'impulso politico dato dall'UE e le sue importanti proposte, attraverso i Commissari Lamy e Fischler, e che i progressi compiuti nell'ambito dell'agricoltura non hanno avuto un riflesso negli altri settori, G. considerando l'importante funzione svolta dai programmi di assistenza tecnica e di creazione di capacità al fine di garantire che i paesi in via di sviluppo preparino le rispettive economie in vista della loro integrazione nell'economia mondiale, migliorino le loro capacità negoziali, produttive e di esportazione, potenzino i loro mercati commerciali interni e regionali, ed aumentino le loro opportunità di beneficiare dell'ulteriore processo di liberalizzazione commerciale, H. considerando che il PDS potrebbe causare un'erosione delle preferenze accordate dall'Unione europea ai paesi ACP nel quadro dell'accordo di Cotonou e ai paesi in via di sviluppo nel quadro del sistema di preferenze generalizzate (SPG) e di altri sistemi di preferenze commerciali, I. considerando gli scarsi progressi finora compiuti nell'ambito dei negoziati sull'accesso ai mercati per i prodotti non agricoli (ΝΑΜΑ), e considerando che l'accesso al mercato ottenuto attraverso le riduzioni tariffarie non dovrebbe essere ostacolato da barriere non tariffarie, J. considerando che sta crescendo l'importanza economica dei servizi, che sono un settore chiave dei negoziati di Doha — di per sè e per l'equilibrio generale del PDS — e che l'ulteriore apertura dei mercati rappresenta altresì un forte potenziale per i paesi in via di sviluppo, ma anche che è importante escludere dalla liberalizzazione quei servizi che sono essenziali per soddisfare esigenze fondamentali, e considerando inoltre che i progressi in quest'ambito sono stati deludenti, K. considerando che l'UE ha sempre appoggiato la negoziazione dei temi di Singapore nel quadro del PDS, nell'interesse sia dei paesi sviluppati che di quelli in via di sviluppo, e che l'agevolazione degli scambi, mediante un'assistenza tecnica e una creazione di capacità adeguate, favorisce la capacità di esportazione dei paesi in via di sviluppo, L. considerando che la fine del mandato del Direttore generale dell'OMC è imminente e che di conseguenza è necessario procedere ad una nuova nomina, e considerando inoltre che occorre prendere atto della relazione Sutherland sul futuro dell'OMC nonché della discussione in atto al Congresso degli Stati Uniti in merito al rinnovo della loro adesione all'OMC e del mandato del loro rappresentante commerciale, M. considerando che in base agli articoli relativi alla politica commerciale comune del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa, il Parlamento europeo diventerà colegislatore in materia di commercio internazionale, N. considerando che, in quanto mezzo per stabilire un legame con i cittadini, la dimensione parlamentare in seno all'OMC è importante al fine di accrescere la responsabilità e la trasparenza democratica di tale organizzazione, O. considerando che il processo di globalizzazione e il ruolo svolto dall'OMC sono spesso presentati in modo scorretto, e considerando l'importanza di intraprendere consultazioni ad ampio raggio con la società civile e le parti sociali; 1. esprime la propria soddisfazione per la decisione adottata il 1o agosto 2004 dal Consiglio generale dell'OMC e per il modo in cui la Commissione ha portato avanti con successo i negoziati; ribadisce il proprio risoluto sostegno ad un sistema di scambi commerciali multilaterali libero ed equo, al fine di promuovere il commercio e contribuire allo sviluppo sostenibile e all'efficace gestione della globalizzazione a benefìcio di tutti; sottolinea altresì i vantaggi arrecati ai paesi in via di sviluppo da un approccio multilaterale alla politica commerciale, contrariamente agli accordi bilaterali; 2. chiede alla Commissione di continuare a propugnare un progresso rapido in tutti i settori coperti dalla decisione, allo scopo di arrivare alla Conferenza di Hong Kong con una proposta equilibrata e ambiziosa, in cui lo sviluppo sia collocato al primo posto tra i temi della discussione; 3. rileva la necessità di promuovere un processo negoziale, inclusivo, efficace e trasparente; ritiene che a tale scopo siano necessarie iniziative politiche volte a dare un impulso ai negoziati ed occorra elaborare una bozza delle modalità dettagliate per i negoziati in materia di agricoltura e ΝΑΜΑ entro luglio 2005; 4. chiede che il bilancio dei negoziati previsto dal Consiglio generale dell'OMC per luglio 2005 sia rigoroso ed eviti di generare false aspettative in seno all'opinione pubblica, e che si stabilisca una data per la conclusione dei lavori del ciclo di negoziati di Doha, tenendo presente l'esigenza di un certo tempo di preparazione per tutti i negoziatori, in particolare i paesi in via di sviluppo; 5. chiede che i futuri negoziati producano risultati in tutti i settori del PDS che favoriscono effettivamente l'integrazione dei paesi in via di sviluppo, tenendo pienamente conto delle loro preoccupazioni e affrontando in particolare i problemi specifici dei paesi meno sviluppati, alle cui esportazioni deve essere concesso un accesso senza aggravi e quote nello spirito di un "ciclo gratuito"; chiede altresì che il risultato dei negoziati del ciclo di Doha contribuisca al conseguimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio, favorendo la crescita economica a livello mondiale; 6. chiede che si esplori il modo di ottenere la flessibilità necessaria in funzione del profilo di ciascun paesi in via di sviluppo e che, oltre ad altre organizzazioni, il Fondo monetario internazionale sviluppi un "meccanismo di integrazione commerciale" che consenta di compensare le perdite eventualmente generate dalla liberalizzazione degli scambi; 7. ribadisce la propria soddisfazione per il maggiore livello di organizzazione e fiducia nelle proprie capacità raggiunto dai paesi in via di sviluppo (G20, G33, G90, ecc.), il che agevola il compito di pervenire ad accordi e presuppone la prospettiva della nascita di una nuova configurazione, più giusta, del sistema multilaterale degli scambi; 8. accoglie con favore l'agevolazione dell'accesso delle piccole delegazioni al tavolo negoziale e si congratula con la Commissione per il sostegno da essa concesso ai piccoli paesi, ad esempio le isole del Pacifico, mediante lo sviluppo di programmi di assistenza tecnica; esorta comunque la Commissione a continuare a lavorare per una maggiore trasparenza e partecipazione al processo decisionale dell'OMC e a continuare a sostenere i paesi in via di sviluppo affinché migliorino la loro partecipazione; 9. esorta la Commissione ad esaminare la possibilità di introdurre un "capitolo sullo sviluppo" per i paesi meno sviluppati nei negoziati concernenti l'agricoltura, affinché possano affrontare le questioni della sicurezza alimentare e dell'occupazione rurale, che sono i principali problemi per l'eliminazione della povertà; 10. ricorda la necessità di estendere l'assistenza tecnica finalizzata e la costruzione di capacità quale importante elemento affinché i paesi in via di sviluppo rendano il commercio parte integrante delle loro politiche nazionali di sviluppo e delle strategie per ridurre la povertà, di incrementare la loro capacità commerciale e di esportazione, migliorare la loro capacità di negoziare efficacemente, agevolarli nell'applicazione delle norme dell'OMC e consentire loro di adeguare e diversificare le rispettive economie; 11. chiede che si dia un impulso al commercio Sud-Sud, date le possibilità di sviluppo che offre ai paesi in via di sviluppo, prendendo in considerazione l'eliminazione delle barriere commerciali tra essi, istituendo un trattamento speciale e differenziato che consenta il rafforzamento della capacità di approvvigionamento dei paesi meno sviluppati e promuovendo il libero accesso ai mercati dei paesi emergenti da parte dei paesi meno sviluppati; 12. chiede alla Commissione di prendere in considerazione le erosioni dei margini preferenziali che il PDS potrebbe provocare nell'ambito dell'accordo di Cotonou, del sistema di preferenze generalizzate e di altri sistemi di preferenze commerciali, di elaborare una relazione speciale in cui si esamini l'impatto del ciclo di negoziati di Doha sull'accordo di Cotonou e sul SPG, e di studiare le misure da adottare per garantire l'efficacia delle preferenze accordate dall'Unione europea ai paesi in via di sviluppo, segnatamente ai più poveri tra loro; 13. accoglie con favore l'accordo sull'agricoltura ed esorta i membri dell'OMC a proseguire i propri lavori in modo equilibrato nell'ambito dei tre pilastri (sussidi all'esportazione, aiuti interni e accesso ai mercati) nonché a raggiungere, nel luglio 2005, gli accordi necessari per pervenire a modalità negoziali dettagliate in vista della prossima conferenza ministeriale di Hong Kong; 14. chiede che tali misure concernenti i sussidi all'esportazione, gli aiuti interni e l'accesso ai mercati siano applicate parallelamente da tutti i paesi industrializzati aderenti all'OMC, al fine di evitare un disarmo unilaterale da parte dell'UE, applicando nel contempo un trattamento speciale e differenziato ai paesi in via di sviluppo; 15. sostiene una graduale eliminazione dei sussidi all'esportazione, che deve andare di pari passo con tutte le forme di concorrenza all'esportazione dei partner commerciali industrializzati; 16. esorta la Commissione a portare avanti la progettata riforma della PAC e nota con soddisfazione, per quanto concerne il sostegno interno, che questa decisione non rimette in causa né il modello agricolo europeo nè l'accordo di Lussemburgo sulla riforma della PAC; insiste sulla necessità di una definizione delle misure contenute nella "green box", compresi gli aiuti disaccoppiati, consentendo così di mantenere il carattere multifunzionale dell'attività agricola e sostenere il modo di vita e l'occupazione nelle zone agricole; 17. chiede che nell'accesso ai mercati sia mantenuto un equilibrio giusto ed equo tra le richieste dei paesi in via di sviluppo e la stabilità e vitalità dei mercati comunitari; sollecita al riguardo una definizione adeguata e rigorosa del concetto di "prodotti sensibili", e la possibilità di mantenere gli impegni in materia di dazi doganali nella forma "ad valorem" o sotto forma di dazi specifici; 18. sottolinea l'elevato livello dell'accesso al mercato UE per i prodotti agricoli provenienti da paesi in via di sviluppo e invita altri partner sviluppati e paesi emergenti a procedere sulla strada di un'ulteriore apertura dei loro mercati ai paesi meno sviluppati; 19. chiede che i negoziati sulle indicazioni geografiche, che costituiscono un elemento importante per l'orientamento verso una produzione agricola di qualità e la sua valorizzazione, siano presi pienamente in considerazione nel quadro delle discussioni sull'accesso al mercato dei prodotti agricoli; 20. si compiace della decisione di trattare in maniera ambiziosa, rapida e specifica, indipendentemente da altre iniziative settoriali, il caso del cotone, nonché della creazione di un sottocomitato specifico per la materia; tali misure dovrebbero essere applicate secondo un calendario concreto, ed essere completate da programmi di riforma strutturale di sostegno agli agricoltori e all'industria nelle regioni dell'UE interessate e da misure di sostegno ai paesi in via di sviluppo da parte della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e di altre organizzazioni internazionali; 21. chiede alla Commissione di intensificare i negoziati in materia di ΝΑΜΑ, definendo una formula per eliminare o ridurre le tariffe elevate, i picchi delle tariffe e la spirale tariffaria, di studiare la possibilità di una reciprocità parziale da parte dei paesi in via di sviluppo, tenendo presente la flessibilità di cui essi hanno bisogno e applicando loro, analogamente ai paesi meno sviluppati, il principio del trattamento speciale e differenziato; sottolinea inoltre che importanti benefici per il commercio e lo sviluppo saranno garantiti dall'apertura del mercato Sud-Sud, soprattutto da parte dei paesi in via di sviluppo più avanzati; sottolinea inoltre la necessità dell'eliminazione delle barriere non tariffarie, ove giustificato, da parte di tutti i partner commerciali; 22. deplora la mancata istituzione di un quadro specifico sui servizi, sebbene accolga con favore le raccomandazioni adottate, ed esorta tutti i membri dell'OMC a presentare offerte di qualità rivedute entro la scadenza prevista di maggio 2005, in particolare relativamente ai settori e ai modi di approvvigionamento interessanti per le esportazioni dei paesi in via di sviluppo (come previsto all'allegato C della decisione); chiede che si abbordi con prudenza la liberalizzazione dei servizi d'interesse pubblico e che si eccettuino i servizi connessi alla sanità, all'istruzione e al settore audiovisivo nonché quelli che rispondono alle esigenze fondamentali dei cittadini, quali l'acqua o l'energia poiché non conviene esigere dai paesi in via di sviluppo una liberalizzazione di tali servizi tale da causarne lo smantellamento; 23. constata che in effetti il capitolo agricoltura è il più importante in questi negoziati, ma rileva che esso deve costituire la forza motrice e che i progressi conseguiti in questo settore devono essere utilizzati come incentivo e base negoziale per conseguire progressi anche in altri settori, segnatamente in relazione al commercio nei servizi e a un migliore accesso ai beni industriali per tutti i membri dell'OMC, grazie ad una riduzione reale dei dazi sulle importazioni e di altri ostacoli agli scambi; 24. valuta favorevolmente l'accordo raggiunto in vista dell'avvio di negoziati nell'ambito dell'agevolazione degli scambi commerciali, il che migliorerà la capacità di esportazione dei paesi in via di sviluppo, e riconosce che la cancellazione dei restanti temi di Singapore dal ciclo di negoziati è stata un gesto dell'UE a favore dei paesi in via di sviluppo, ma sottolinea nel contempo la possibilità di negoziare questi temi nell'ambito di un quadro multilaterale, nell'interesse sia dei paesi industrializzati sia di quelli in via di sviluppo; chiede che siano rispettati i principi stabiliti nell'allegato D della decisione, in particolare in ordine ad un trattamento e ad un aiuto speciali e differenziati per i paesi in via di sviluppo, tenendo presenti i periodi di transizione concessi per l'esecuzione degli impegni nonché la compatibilità con le loro capacità amministrative e istituzionali; 25. sollecita un progresso pragmatico e graduale negli ambiti non contemplati dalla decisione, come le misure concernenti l'antidumping e le sovvenzioni, gli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (TRIPS), la dimensione ambientale del commercio internazionale e le indicazioni geografiche, compresi gli aspetti connessi con l'estensione della loro protezione a prodotti diversi da vini e alcolici, conformemente al mandato di Doha; 26. sottolinea che, nel quadro dei negoziati dell'OMC in corso, un'attenzione maggiore deve essere accordata alla protezione e al rispetto dei diritti della proprietà intellettuale, segnatamente nel quadro degli accordi TRIPS; deplora che molti membri dell'OMC ancora non combattono sufficientemente la contraffazione o la pirateria commerciale; 27. sollecita il massimo impegno da parte di tutti gli interessati per conseguire un accordo sulla nomina di un nuovo Direttore generale dell'OMC per la data prevista di maggio 2005, di modo che il processo di nomina non interferisca con l'evoluzione del ciclo di negoziati di Doha; 28. sottolinea la necessità di una profonda riforma dell'OMC, e considera la relazione Sutherland come un primo passo sulla via della riflessione verso la creazione di un'organizzazione più efficace, aperta, democratica e trasparente e verso il raggiungimento di un più profondo coinvolgimento politico nei negoziati; 29. chiede ulteriori riforme istituzionali per valorizzare il ruolo delle istituzioni dell'OMC e migliorare il processo decisionale, il meccanismo di composizione delle controversie e il dialogo con la società civile; riconosce che l'OMC deve fornire adeguate informazioni e spiegazioni alla società civile sui suoi principi e sulle sue azioni, in modo da evitare che il processo di globalizzazione e il ruolo svolto dall'OMC siano ampiamente fraintesi e travisati; plaude quindi alla relazione Sutherland che risponde a gran parte di tali critiche e malintesi; 30. ricorda ancora una volta la necessità, riconosciuta anche nella dichiarazione del Millennio, di istituire relazioni più strette tra l'OMC ed altre organizzazioni internazionali, come tappa essenziale del processo verso un modello diverso e più sostenibile di globalizzazione, in cui si lavori al servizio di obiettivi comuni e allo scopo di conseguire criteri perfettamente coordinati relativamente ai problemi dello sviluppo; ritiene, al riguardo, che tutti gli Stati aderenti all'OMC dovrebbero necessariamente rispettare le norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro; 31. ritiene che una stretta collaborazione tra l'UE e gli Stati Uniti sia assolutamente indispensabile per il successo dei negoziati in corso ed il buon funzionamento del sistema multilaterale di scambi commerciali, e che occorra la proroga del mandato negoziale da parte del Congresso degli Stati Uniti nonché il rinnovo della loro adesione all'OMC; insiste tuttavia affinché continui ad essere di massima importanza l'inclusione nel processo decisionale di tutti gli Stati membri dell'OMC, in particolare i gruppi G-20 e G-90; 32. sostiene appieno l'istituzionalizzazione dei parlamenti nell'ambito dell'OMC per potenziare la legittimità democratica e la trasparenza nell'ambito dei negoziati dell'OMC, dal momento che i parlamentari possono costituire un importante collegamento con i cittadini, in particolare come fonte d'informazioni e di risposte alle loro preoccupazioni; approva a tale riguardo la dichiarazione adottata dalla Conferenza parlamentare dell'OMC il 24- 26 novembre 2004 a Bruxelles e la decisione di tenere la prossima Conferenza parlamentare contestualmente alla Conferenza ministeriale di Hong Kong nel dicembre 2005; 33. ritiene necessaria una stretta collaborazione tra tutte le istituzioni europee al fine di ottenere risultati soddisfacenti, e chiede pertanto al Consiglio e alla Commissione di continuare ad informare il Parlamento puntualmente, anche nel corso dei negoziati del ciclo di Doha e durante la conferenza ministeriale a Hong-Kong di associarlo alle future discussioni, e di assicurargli l'accesso ai documenti del Comitato 133; 34. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati e in via di adesione, al Direttore generale dell'OMC e al Presidente dell'Unione interparlamentare. [1] GU C 77 E del 26.3.2004, pag. 393. [2] GU C 74 E del 24.3.2004, pag. 861. [3] GU C 177 E del 25.7.2002, pag. 290. [4] GU C 189 del 7.7.2000, pag. 213. [5] GU C 296 del 18.10.2000, pag. 121. [6] GU C 343 del 5.12.2001, pag. 96. [7] Testi approvati, P6_TA(2005)0066. [8] GU C 112 E del 9.5.2002, pag. 326. --------------------------------------------------