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28.6.2005 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
C 157/42 |
Parere del Comitato economico e sociale europeo sul tema Promuovere i trasporti marittimi, l'assunzione e la formazione del personale marittimo
(2005/C 157/05)
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 29 gennaio 2004, ha deciso di elaborare un parere a norma dell'articolo 29, paragrafo 2, del Regolamento interno, sul tema Promuovere i trasporti marittimi, l'assunzione e la formazione del personale marittimo.
La sezione specializzata Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione, incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il proprio parere in data 5 ottobre 2004, sulla base del progetto predisposto dal relatore CHAGAS.
Il Comitato economico e sociale europeo, in data 15 dicembre 2004, nel corso della 413a sessione plenaria, ha adottato il seguente parere con 137 voti favorevoli, 1 voto contrario e 5 astensioni.
1. Introduzione
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1.1 |
Nel 1996, la Commissione europea e la presidenza irlandese di turno del Consiglio dei ministri dell'UE organizzarono a Dublino un convegno internazionale sul tema La gente di mare dell'Unione europea: una specie minacciata di estinzione?, in cui si riconobbe l'importanza vitale dei marittimi per la sostenibilità dell'industria marittima europea e furono avanzate una serie di proposte per ricreare nuovamente una disponibilità sufficiente di marittimi altamente qualificati. Nello stesso anno la Commissione presentò un'analisi della situazione nella comunicazione intitolata Verso una nuova strategia marittima (1). Le preoccupazioni espresse trovarono eco anche nella risoluzione del 24 marzo 1997 su una nuova strategia diretta ad aumentare la competitività dei trasporti marittimi comunitari (2), nella quale il Consiglio dei ministri dell'Unione europea approvava la suddetta comunicazione della Commissione, riconoscendo tra l'altro la necessità di misure positive per promuovere l'occupazione dei paesi marittimi comunitari. |
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1.2 |
Nella comunicazione sulla formazione professionale e l'arruolamento della gente di mare (3), la Commissione ha riconosciuto che negli ultimi vent'anni la disponibilità di personale marittimo qualificato, soprattutto di ufficiali, ha subito un forte calo. Dall'inizio degli anni '80 si è registrata una riduzione significativa sia della flotta europea che del numero dei marittimi. Tuttavia un'eccezione a questa tendenza è rappresentata dal settore europeo delle navi passeggeri e dei traghetti di linea, settore in cui tuttora operano principalmente imbarcazioni battenti bandiera europea i cui equipaggi sono composti in misura maggioritaria di cittadini dell'UE. In diverse occasioni, l'industria marittima, gli Stati membri e la Commissione si sono occupati sia del problema della diminuzione del numero di operatori marittimi che della carenza di personale marittimo ben qualificato, tuttavia le misure individuate per arrestare e invertire queste tendenze si sono rivelate in gran parte inefficaci. |
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1.3 |
Diversi studi e ricerche hanno cercato di esaminare le cause del calo numerico dei marittimi dell'UE e di proporre delle soluzioni; tra questi studi e ricerche vanno citati:
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1.4 |
Lo studio condotto dal consiglio marittimo baltico e internazionale (BIMCO) e dalla Federazione internazionale del trasporto marittimo (ISF) (7), pubblicato nell'aprile del 2000, è probabilmente lo studio più esauriente che sia stato condotto sinora sulla domanda e offerta mondiale di personale marittimo per la flotta mercantile. Il calo stimato di ufficiali è di 16.000 unità, ovvero il 4 % della forza lavoro. Le previsioni per l'anno 2010 sulla base di ipotesi diverse di crescita, qualificazioni del personale, perdite di personale e maggiore formazione, mostrano, dopo un'analisi di sensibilità, un eccesso di circa l'11 % o un deficit del 24 % di personale. Si prevede che l'aggiornamento dello studio nel 2005 mostrerà probabilmente un deficit. Secondo lo studio della Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) e dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) condotto nel 1998 (8), la situazione nell'UE è molto più grave, essendo l'insufficienza di ufficiali stimata per il 2001 pari a circa 13 000 unità, cifra che arriverebbe a 36 000 unità nel 2006. |
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1.5 |
Uno studio recente (9) condotto nel Regno Unito dall'università di Cardiff e commissionato dal ministero dei Trasporti, dalla Camera della marina mercantile inglese e dalla Marine Society, ha rilevato una significativa insufficienza in questo paese del numero di marittimi qualificati disponibili ad essere impiegati nelle attività marittime di terra. |
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1.6 |
La Commissione ha riconosciuto che il trasporto marittimo a corto raggio è parte integrante del sistema dei trasporti (10). Sono state prese una serie di iniziative per promuovere il trasporto marittimo a corto raggio, precisamente nel quadro degli orientamenti per gli aiuti di Stato al trasporto marittimo, ma non è stato constatato alcun significativo miglioramento concreto in termini di occupazione di marittimi europei. Mentre è cessato il calo della flotta registrata in alcuni Stati membri e altri hanno fatto segnare un aumento del tonnellaggio, il numero dei marittimi nell'UE continua a declinare. |
2. Raccomandazioni della Commissione per promuovere l'assunzione e la formazione del personale marittimo e i trasporti marittimi (11)
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2.1 |
Pur riconoscendo che l'occupazione e la formazione sono due questioni di competenza, in primo luogo, degli Stati membri, la Commissione ha formulato le seguenti raccomandazioni in materia di azioni prioritarie:
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2.1.1 |
Il Comitato economico e sociale europeo nel suo parere in merito alla comunicazione della Commissione sulla formazione professionale e l'arruolamento della gente di mare (12) ha esortato tutti i destinatari di tale documento a prestare un'attenzione particolare alle raccomandazioni contenutevi. In particolare nel parere si faceva riferimento agli Stati membri che si avvalevano appieno della possibilità di concedere aiuti di Stato al trasporto marittimo e di altre misure di sostegno comunitarie. Il Comitato, inoltre, attirava l'attenzione sulla necessità di migliorare le condizioni di vita e di lavoro a bordo, ratificare e applicare le norme internazionali pertinenti e, all'occorrenza, intraprendere azioni adeguate per incrementare il prestigio sociale delle professioni marittime e la soddisfazione professionale che offrono. Il Comitato esortava inoltre gli Stati membri e le parti sociali a cooperare per promuovere la professione. |
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2.2 |
Riconoscendo che la responsabilità in materia di trasporto marittimo spetta in primo luogo agli Stati, la Commissione ha individuato e formulato raccomandazioni relativamente a delle azioni prioritarie. Anche se è stato dato particolare rilievo al trasporto marittimo a corto raggio, le misure non si sono limitate a questo settore.
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2.2.1 |
In un successivo parere (13), il Comitato economico e sociale europeo ha espresso il proprio sostegno alla comunicazione della Commissione sul piano d'azione per la promozione del trasporto marittimo a corto raggio. Tuttavia il Comitato ha richiamato l'attenzione sulla necessità di rimediare alle strozzature esistenti per far evolvere il trasporto marittimo a corto raggio verso l'intermodalità, ha manifestato la propria preoccupazione riguardo a diversi problemi connessi ed infine ha sottolineato l'importanza di un continuo monitoraggio delle azioni intraprese. |
3. Raccomandazioni del Consiglio per promuovere l'assunzione e la formazione del personale marittimo e i trasporti marittimi
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3.1 |
Il Consiglio ha approvato (14) la struttura generale e le indicazioni politiche della comunicazione della Commissione sulla formazione professionale e l'arruolamento della gente di mare (15), riconoscendo in questo modo che il trasporto marittimo è importante per gli scambi commerciali intracomunitari e mondiali e costituisce inoltre il modo di trasporto più efficace, ecologico ed economico. |
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3.2 |
Pur riconoscendo il carattere concorrenziale del trasporto marittimo, il Consiglio ha sottolineato l'importanza di lottare contro un trasporto marittimo di scarsa qualità rispettando le norme internazionali o colmando le lacune della legislazione internazionale. Ha quindi evidenziato la necessità di applicare la normativa in vigore, compresa la legislazione sulle condizioni di vita e di lavoro dei marittimi, come elementi fondamentali della sicurezza delle navi. |
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3.3 |
Il Consiglio ha specificatamente riconosciuto l'importanza del fattore umano in un trasporto marittimo di qualità e l'esigenza di influenzare favorevolmente l'opinione pubblica promuovendo l'immagine e il fascino della carriera marittima. |
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3.4 |
Ha inoltre messo in rilievo l'impatto positivo degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato nel settore marittimo e la loro importanza nel mantenere competitive le flotte degli Stati membri e nell'aumentare il numero di imbarcazioni immatricolate negli Stati membri. |
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3.5 |
Nel riconoscere l'importanza del trasporto marittimo, il Consiglio ha formulato, tra le altre, le seguenti raccomandazioni specifiche:
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4. Pareri del Parlamento europeo in merito alla promozione dell'assunzione e della formazione del personale marittimo e dei trasporti marittimi
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4.1 |
In più occasioni il Parlamento europeo ha affrontato la questione della promozione dei trasporti marittimi e delle professioni marittime. In particolare una serie di proposte contenute nella sua recente risoluzione sul rafforzamento della sicurezza marittima (P5 TA PROV(2004)0350) successivamente all'incidente della petroliera Prestige al largo delle coste della Galizia in Spagna, se applicate, contribuirebbero in modo significativo, direttamente o indirettamente, a promuovere il trasporto marittimo dell'UE con vantaggi sia per gli armatori che per i marittimi dell'UE. |
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4.2 |
Tra le altre, il Comitato rileva con interesse le seguenti raccomandazioni della suddetta risoluzione: |
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4.2.1 |
«(Il PE) sollecita una politica europea del mare, globale e coerente, finalizzata alla creazione di uno spazio europeo di sicurezza marittima; ritiene che detta politica debba basarsi in particolare sui seguenti provvedimenti:
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4.2.2 |
«(Il PE) sottolinea che, ai fini della sicurezza marittima, è indispensabile che i marinai percepiscano una retribuzione gratificante e sia posta fine al loro eccessivo sfruttamento in numerose navi; chiede alla Commissione di adoperarsi per armonizzare e rivalutare tale professione su scala europea, con strumenti legislativi e azioni in seno all'IMO». |
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4.2.3 |
«(Il PE) chiede l'adozione di misure volte a nobilitare le professioni marittime, in modo da renderle più attraenti per i giovani in generale e per i giovani europei in particolare». |
5. Commenti e osservazioni generali
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5.1 |
L'attuale programma sullo sviluppo sostenibile all'interno dell'UE riconosce che il trasporto marittimo svolge un ruolo vitale. L'importanza del trasporto marittimo è stata messa in luce nel Libro bianco della Commissione intitolato La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte (16) ed enfatizzata in un documento sulla politica marittima incentrato sulla legislazione e gli obiettivi dell'UE per il trasporto marittimo (17). |
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5.2 |
Il 40,7 % in termini di valore e il 69,9 % in termini di peso delle merci comunitarie importate ed esportate vengono trasportate via mare (18). Queste percentuali sono sensibilmente più elevate per gli Stati membri insulari. Il trasporto via mare è il modo di trasporto più importante per il commercio esterno dell'UE. |
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5.3 |
Via mare vengono trasportati il 12 % in termini di valore e il 19,7 % in termini di peso delle merci scambiate all'interno della Comunità (19). Per le isole più lontane dalla terraferma e per alcune regioni queste percentuali sono molto più elevate, in particolare questo è vero per il Regno Unito e l'Irlanda, che sono in pratica totalmente dipendenti dal trasporto marittimo per il loro benessere economico e la loro prosperità. |
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5.4 |
Un'industria del trasporto marittimo solida e dinamica contribuisce alla preservazione di altre forme di trasporto. In aggiunta, un'industria del trasporto marittimo in buona salute contribuisce al mantenimento e alla prosperità del settore marittimo nel suo complesso, attirando in particolare personale marittimo di alto livello nei sottosettori dei servizi, della finanza, delle attività ricreative e manifatturiere. Esistono delle possibilità di sostituzione, tuttavia i metodi alternativi di formazione non sempre sono auspicabili o realizzabili. |
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5.5 |
È necessario fare una distinzione tra marinai semplici e ufficiali. Gli armatori sembrano più propensi ad assumere ufficiali europei, sebbene le loro retribuzioni siano più alte. |
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5.6 |
Un numero significativo di questi ufficiali sono impiegati in mare in aree ad alto rischio e ad alto valore e occupano posizioni di alto livello su diversi tipi di navi in navigazione. L'esperienza di tali individui viene ampiamente sfruttata dalle imprese di navigazione e nella gestione delle flotte sia all'interno che all'esterno dell'UE. |
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5.7 |
Sulle navi registrate nell'UE i marinai semplici europei sono stati sostituiti in misura significativa da marittimi non UE. Sempre di più l'occupazione dei marinai semplici UE è limitata a navi specializzate, tra cui quelle impiegate nel settore energetico offshore. È un fenomeno che deriva dalle misure di riduzione dei costi applicate dagli armatori, allo scopo di contenere i costi del lavoro per rimanere competitivi e/o aumentare la loro redditività. |
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5.8 |
È noto che i porti di mare sono snodi di trasporto essenziali per la crescita degli scambi e lo sviluppo economico degli Stati membri, come dimostrano i dati statistici riportati nella Relazione annuale 2003 dell'European Sea Port Organisation (Organizzazione europea dei porti di mare) (20). Le attività che si svolgono nei porti europei sono affidate a personale marittimo altamente qualificato ed esperto come i piloti o i comandanti di porto, che sono un gruppo più facilmente individuabile, mentre altri marittimi sono impiegati nella gestione portuale e nelle operazioni logistiche. |
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5.9 |
Nell'UE la fornitura di servizi specializzati di trasporto marittimo, che oltre alla gestione diretta e alla movimentazione delle flotte comprende anche settori quali attività di intermediazione, servizi giuridici e finanziari, è fonte di rilevanti entrate. |
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5.10 |
La fabbricazione di apparecchiature, comprese le apparecchiature di sicurezza per le navi e l'industria ricreativa, ha anch'essa un'importanza significativa all'interno dell'UE. Numerosi ex marittimi sono impiegati in questo sottosettore sia nello sviluppo che nelle vendite. |
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5.11 |
Il settore dei cantieri navali, pur duramente colpito dalla concorrenza, soprattutto quella dell'Estremo Oriente, è importante per le economie di alcuni Stati membri e regioni. Attualmente le attività si concentrano sulla costruzione di navi da guerra, navi da crociera e imbarcazioni altamente specializzate. La riparazione di navi e le forniture per il settore energetico offshore rappresentano altresì una parte significativa delle attività. |
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5.12 |
Una domanda notevole di marittimi altamente qualificati ed esperti proviene anche dagli organismi di regolazione degli Stati membri dell'UE. Si tratta di personale essenziale per effettuare adeguate ispezioni delle imbarcazioni in materia di FSI (Flag State Implementation — Attuazione dello Stato di bandiera) e PSC (port State Control — Controllo dello Stato di approdo), nonché per garantire la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente marino. |
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5.13 |
Gli istituti nautici europei offrono un elevato livello di istruzione e formazione per i cittadini originari di paesi terzi contribuendo in tal modo alla sicurezza della navigazione e della vita marittima e alla protezione dell'ambiente marino. |
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5.14 |
Marittimi europei altamente qualificati ed esperti sono necessari anche per lo sviluppo sostenibile delle infrastrutture marittime e nei settori dei servizi connessi. La proposta congiunta della Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) e dell'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) per un progetto (21) sulla mappatura dei percorsi di carriera nelle industrie marittime è stata accolta e le conclusioni del progetto dovrebbero essere disponibili nel corso del 2005. |
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5.15 |
Non vi sono elementi sufficienti per affermare che i giovani europei non vogliono intraprendere una carriera nel settore dei trasporti marittimi. Le campagne promozionali efficaci che offrono opportunità di carriera nel trasporto marittimo attraggono un numero notevole di candidati. |
6. La professione marittima
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6.1 |
L'invecchiamento della manodopera è un dato di fatto e gli attuali livelli di assunzione non sono sufficienti per sostituire l'attuale numero di marittimi europei, in modo particolare gli alti ufficiali che non sono solo richiesti sulle imbarcazioni battenti bandiera europea, ma anche sulle navi straniere. Tenuto conto del tempo necessario per formare queste persone e perché esse acquisiscano la necessaria esperienza, bisogna riconoscere che la situazione sta diventando critica in più di uno Stato membro. |
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6.2 |
A causa di condizioni economiche, situazione geografica e cultura diverse, l'attrazione per la carriera marittima differisce notevolmente da uno Stato membro all'altro. |
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6.3 |
I giovani sono probabilmente poco propensi a passare lunghi periodi di tempo in mare poiché ciò viene considerato socialmente e finanziariamente poco allettante. Tuttavia sono poche le professioni che danno la possibilità di beneficiare di lunghi periodi di ferie in cui dedicarsi alle attività ricreative e ai viaggi. |
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6.4 |
Dati empirici riguardanti il regno Unito dimostrano che laddove sono state condotte delle campagne di promozioni efficaci volte a creare la consapevolezza delle possibilità di carriera nel settore dei trasporti marittimi, non mancano i giovani che presentano candidature per le formazioni professionali offerte. |
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6.5 |
Ai fini della sostenibilità delle industrie delle infrastrutture marittime e per integrare le campagne promozionali volte a orientare i giovani verso le professioni marittime, è essenziale offrire una «carriera nel trasporto marittimo» invece di una «carriera marittima». Così facendo, si dimostrano le maggiori opportunità disponibili e si riduce l'opposizione dei giovani e delle loro famiglie a una carriera in questo settore. |
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6.6 |
L'istruzione e la formazione marittima, oltre a conformarsi alle disposizioni della Convenzione STCW e al codice ISM, devono garantire corsi aggiornati, andare incontro alle necessità del settore e preparare la manodopera ai progressi tecnologici. |
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6.7 |
I marittimi occupati nell'industria della pesca e nella marina militare costituiscono un utile, sebbene limitato, gruppo di manodopera supplementare per l'industria del trasporto marittimo. Con il declino dell'industria della pesca e il ridimensionamento delle marine militari, i marittimi disponibili per l'occupazione nel settore del trasporto marittimo, sia in mare che a terra, stanno diminuendo. È poco probabile che le riduzioni sostanziali delle dimensioni della flotta peschereccia europea comportino una grande disponibilità di marittimi sul mercato del lavoro, dato l'invecchiamento della manodopera impiegata. |
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6.8 |
Il mantenimento di una disponibilità di marittimi europei è importante anche per la salvaguardia di una base di competenze specifiche marittime a livello europeo. Inoltre, si tratta potenzialmente di una riserva di manodopera valida per coprire, attraverso una formazione adeguata, posti di ufficiali. |
7. Trasporto marittimo
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7.1 |
È noto che negli Stati membri sono state adottate una serie di iniziative per promuovere il trasporto marittimo a corto raggio. In alcuni casi si tratta di iniziative lanciate di recente i cui effetti non sono stati ancora valutati, tuttavia, sembra che la cooperazione tra gli Stati membri sia scarsa. Iniziative quali le autostrade del mare sono utili per aumentare l'attrattiva del trasporto marittimo, ma è necessario che gli Stati membri cooperino per utilizzare al massimo il trasporto marittimo. |
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7.2 |
Gli orientamenti sugli aiuti di Stato in materia di misure di sostegno al trasporto marittimo sono essenziali per garantire una concorrenza leale tra Stati membri e un incremento della competitività, tuttavia l'efficacia di tali misure potrebbe essere messa in discussione dal calo continuo delle flotte e dei marittimi dell'UE. |
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7.3 |
Sembra che alcuni Stati membri non stiano sfruttando appieno le possibilità esistenti nel quadro degli orientamenti sugli aiuti di Stato e che non ci sia la volontà di cambiare la situazione laddove esistono o si pensa esistano degli ostacoli. |
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7.4 |
Sebbene la promozione del trasporto marittimo spetti agli Stati membri, la mancanza di coordinamento a livello centrale appare come un ostacolo allo sviluppo. Di conseguenza, iniziative come i progetti Marco Polo o le autostrade del mare volti a promuovere il trasporto marittimo a corto raggio non hanno ancora avuto tempo di esplicare i loro effetti. |
8. Raccomandazioni
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8.1 |
La Commissione dovrebbe avviare azioni adeguate e formulare raccomandazioni per:
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8.2 |
Gli Stati membri dovrebbero avviare azioni adeguate e formulare raccomandazioni per:
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8.3 |
Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero:
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8.4 |
Gli armatori dovrebbero avviare azioni appropriate per:
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8.5 |
I sindacati dovrebbero avviare azioni adeguate per:
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Bruxelles, 15 dicembre 2004.
La Presidente
del Comitato economico e sociale europeo
Anne-Marie SIGMUND
(1) COM(96) 81 def. dell'8 aprile 1997.
(2) GU C 109 dell'8.4.1997, pag. 1.
(3) COM(2001) 188 def. del 6 aprile 2001, parere CESE: GU C 80 del 3.4.2002, pag. 9.
(4) Studio congiunto della Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) e dell'Associazione Armatori della Comunità europea (ECSA), Improving the Employment Opportunities for EU Seafarers: An Investigation to Identify Seafarers Training and Education Priorities (1998).
(5) Methar: Harmonization of European Maritime Education and Training Schemes.
(6) Metnet: Thematic Network on Maritime Education, Training and Mobility of Seafarers.
(7) BIMCO (Consiglio marittimo baltico e internazionale) e ISF (Federazione internazionale del trasporto marittimo), 2000 Manpower Update, The World-wide Demand for and Supply of Seafare, aprile 2000.
(8) Cfr. nota n. 4.
(9) Università di Cardiff, The UK economy's requirements for people with experience of working at sea 2003, studio commissionato dal ministero dei Trasporti, dalla Camera della marina mercantile e dalla Marine Society.
(10) COM(2003) 155 def. del 7 aprile 2003.
(11) Cfr. nota n. 3.
(12) Parere del CESE, GU C 80 del 3.4.2002, pag. 9.
(13) Parere del CESE, GU C 32 del 5.2.2004, pag. 67.
(14) 2515a sessione del Consiglio, 5 giugno 2003, 9686/03 (Presse 146).
(15) Cfr. nota n. 1.
(16) Commissione europea, Libro bianco La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte, 2001.
(17) Commissione europea, Maritime Policy - European Union legislation and objectives for sea transport, 2002.
(18) Commissione europea, EU Energy and Transport in Figures Statistical Pocketbook 2003.
(19) Cfr. nota n. 17.
(20) European Sea Ports Organisation, relazione annuale, 2003.
(21) Progetto congiunto ECSA/ETF sulla mappatura dei percorsi professionali nelle industrie marittime, 2004.