52004DC0030

seconda relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele /* COM/2004/0030 def. - CNS 2004/0003 */


SECONDA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele

(presentatï dalla Commissione)

RELAZIONE

Il regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio prevede, all'articolo 6, che la Commissione presenti ogni tre anni al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del regime di aiuti all'apicoltura.

Con la presente la Commissione trasmette la seconda relazione. Nelle sue conclusioni la Commissione propone l'adozione di un nuovo regolamento per adattare gli obiettivi del settore dell'apicoltura alla situazione attuale.

La proposta ha l'obiettivo di migliorare le condizioni di produzione e di commercializzazione dei prodotti apicoli nell'Unione europea. Questo obiettivo può essere raggiunto mediante programmi nazionali triennali comprendenti misure di assistenza tecnica, di lotta contro la varroasi, di razionalizzazione della transumanza, di ripopolamento del patrimonio apicolo e di ricerca applicata nel settore dell'apicoltura e dei suoi prodotti.

La lotta contro la varroasi non è una misura di eradicazione ma tende a ridurre l'impatto economico di questa malattia parassitaria sulla redditività della produzione.

Per beneficiare del cofinanziamento comunitario per i programmi nazionali, gli Stati membri devono elaborare e comunicare alla Commissione uno studio sulla struttura del settore, sulla produzione e commercializzazione dei prodotti e sulle azioni che intendono condurre.

Gli Stati membri devono anche comunicare alla Commissione i dati statistici relativi a tali programmi.

SECONDA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio che stabilisce le regole generali di applicazione delle azioni dirette a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele

Gli allegati alla presente relazione sono contenuti in un documento separato disponibile in lingua francese e inglese in formato cartaceo presso la DG Agricoltura o sul sito web della DG Agricoltura http://europa.eu.int/comm/agriculture/ markets/honey/index_fr.htm.

1. Introduzione

Nel febbraio 2001 la Commissione ha adottato la prima relazione sull'applicazione del regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio [1], per valutarne i primi tre anni di applicazione.

[1] COM(2001) 70 def.

È utile ricordare che nel giugno 1997 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 1221/97 [2] inteso a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele nell'Unione europea. Nell'ambito di questo regolamento gli Stati membri hanno elaborato, su base volontaria, programmi nazionali annuali (di seguito "programmi miele") sulle seguenti cinque azioni prioritarie: assistenza tecnica, lotta contro la varroasi, razionalizzazione della transumanza, provvedimenti di sostegno a favore dei laboratori di analisi del miele e ricerca applicata nel settore del miglioramento qualitativo del miele.

[2] GU L 173 dell'1.7.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2070/98, GU L 265 del 30.9.1998, pag. 1.

Nel novembre 1997 la Commissione ha fissato, con il regolamento (CE) n. 2300/97 [3], le modalità di applicazione, che prevedevano, tra l'altro, gli elementi dei programmi miele, la data di comunicazione dei programmi, le modalità della partecipazione finanziaria della Comunità e gli elementi relativi agli studi sulla struttura del settore.

[3] GU L 319 del 21.11.1997, pag. 4. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1438/2000, GU L 161 dell'1.7.2000, pag. 65.

Gli Stati membri hanno effettuato studi sulla struttura del settore con particolare attenzione alla struttura della produzione, alla commercializzazione e alla determinazione dei prezzi.

L'articolo 6 del regolamento (CE) n. 1221/97 prevede che ogni tre anni la Commissione presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione del suddetto regolamento. La presente relazione adempie tale obbligo.

2. Situazione mondiale

L'Asia è la principale regione di produzione di miele a livello mondiale, seguita dall'Europa e dall'America settentrionale e centrale (tabella 1). Per quanto riguarda gli scambi, la Cina è il primo esportatore mondiale, mentre l'Unione europea si colloca al primo posto per le importazioni.

2.1. Produzione

Secondo le statistiche pubblicate dalla FAO (tabella 1), nel 2002 la produzione mondiale di miele ha raggiunto 1 268 000 tonnellate, con un aumento del 6,8% nel periodo 1998-2002.

Nel 2002 l'Unione europea è stata, con le sue 112 000 tonnellate, il terzo produttore mondiale dopo la Cina (258 000 tonnellate) e la Comunità di Stati indipendenti (136 000 tonnellate) (tabella 2). Tra gli altri principali produttori a livello mondiale figurano gli Stati Uniti (100 000 tonnellate) e l'Argentina (85 000 tonnellate).

2.2. Scambi

Gli scambi mondiali corrispondono a circa un terzo della produzione totale di miele, secondo i dati di FAO e Comext.

2.2.1. Esportazioni

Nel 2001 le esportazioni mondiali di miele hanno raggiunto 360 000 tonnellate (tabella 3). In quell'anno la Cina ha esportato il 41% della produzione nazionale di miele, pari al 30% di tutti gli scambi a livello mondiale.

I principali mercati di destinazione delle esportazioni cinesi di miele sono, in ordine di importanza, Giappone, Stati Uniti e Germania. Tuttavia le restrizioni sanitarie imposte al miele cinese a seguito della scoperta di sostanze vietate nei prodotti di origine animale provenienti dalla Cina e la minore produzione delle ultime annate hanno contribuito alle variazioni nei flussi delle esportazioni mondiali.

2.2.2. Importazioni

Nel 2001 le importazioni mondiali di miele si sono aggirate su 360 000 tonnellate (tabella 4). Il principale mercato d'importazione è l'Unione europea, che nel 1998 ne ha assorbito il 44%; la Germania (con 92 000 tonnellate) e il Regno Unito (con 23 000 tonnellate) totalizzano quasi il 75% del miele importato dall'Unione europea nel 2001 (tabella 6).

Le importazioni mondiali sono costantemente aumentate dalla fine degli anni '70 (figura 2) grazie all'incremento del consumo di prodotti naturali e dietetici, al dinamismo di taluni operatori che hanno introdotto varietà speciali o miele a basso prezzo, generalmente sotto forma di miscele, nonché alla maggiore utilizzazione industriale di miele in alcuni paesi.

3. Situazione nell'Unione europea

3.1. Bilancio di approvvigionamento

L'Unione europea non dispone di miele sufficiente e in genere deve importare circa la metà del miele consumato; nel 2001/02 la percentuale di miele prodotto nell'Unione era del 45,9% (tabella 5).

I tre principali produttori di miele nell'Unione europea sono la Spagna, la Germania e la Francia, rispettivamente con 33 000, 26 000 e 25 000 tonnellate nel 2001/02. La produzione di miele nell'Unione europea è rimasta stabile nel periodo 1999-2002.

Nel quadro di stabilità delle importazioni di miele tra il 1998 e il 2002, l'Argentina è diventata il primo fornitore dell'Unione europea con il 36% delle importazioni totali comunitarie nel 2002, mentre la Cina è scesa al quarto posto con un 9%, dietro al Messico (12%) e all'Ungheria (10%) (tabella 6).

Le esportazioni comunitarie ammontano a circa 8 000 tonnellate e rappresentano il 6% della produzione nel 2002 (tabella 7).

3.2. Censimento

Secondo i dati forniti dagli Stati membri, nel 1999 gli apicoltori della Comunità europea erano complessivamente 460 000, di cui 14 350 dichiarati come apicoltori professionali che, in questo contesto, corrispondono a coloro che conducono almeno 150 alveari.

Secondo le stesse fonti nel 2003 il numero complessivo di apicoltori era pari a 470 000, di cui 15 270 apicoltori professionali, con un aumento del 2% del numero complessivo di apicoltori europei e un aumento degli apicoltori professionali pari al 6,4% (tabella 8). In compenso, durante il periodo 1992-1999, il numero totale di apicoltori era aumentato del 5,7%, pari a 25 010 apicoltori in più.

Nel periodo 1999-2003 il numero di alveari è aumentato del 2,5% raggiungendo un totale di 8 877 209 alveari. Gli apicoltori professionali conducono più di 3 880 000 alveari, pari al 43,7% del totale degli alveari europei. Lo Stato membro con il maggior numero di alveari è la Spagna con circa 2 400 000 unità, seguita dalla Grecia con 1 380 000 alveari e dalla Francia con circa 1 300 000 alveari.

Considerando la percentuale di apicoltori professionali che si ricava dal rapporto tra il numero di alveari gestito dagli apicoltori professionali e il numero complessivo di alveari, la Spagna presenta il tasso più elevato con il 74%, seguita dalla Grecia e dal Portogallo con più del 50%. In questi tre Stati membri (Spagna, Grecia e Portogallo) è stato censito il 74% degli alveari di apicoltori professionali dell'Unione europea.

In valore assoluto, gli apicoltori professionali si concentrano in tre Stati membri: la Spagna (29% del totale degli apicoltori professionali censiti), la Grecia (26%) e la Francia (19%).

In conclusione si constata un aumento reale del settore, anche se alcuni esperti attribuiscono l'incremento osservato al miglioramento delle statistiche del settore. In media il numero di alveari condotti dagli apicoltori professionali nell'Unione europea è aumentato del 5,7% nel periodo 1999-2003 e il tasso degli apicoltori professionali comunitari resta stabile (42-44%), a conferma di una leggera tendenza allo sviluppo delle conduzioni professionali.

4. Applicazione dei programmi miele

Nel primo rapporto sull'applicazione dei programmi miele la Commissione segnalava, tra l'altro, che questi programmi hanno avuto una reale incidenza dal punto di vista qualitativo per il settore dell'apicoltura e che sarebbe stato auspicabile rafforzare la collaborazione delle autorità competenti di alcuni Stati membri con le organizzazioni rappresentative del comparto apicolo e le cooperative; si riteneva inoltre necessario semplificare la gestione dei programmi miele.

Sulla base di queste conclusioni la Commissione ha adottato una modifica [4] al regolamento (CE) n. 2300/97 per permettere agli Stati membri di proseguire, con una semplice notifica, i programmi miele dell'anno precedente.

[4] Regolamento (CE) n. 704/2001, GU L 98 del 7.4.2001, pag. 14.

4.1. Previsioni di spesa

L'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2300/97 prevede che gli Stati membri comunichino i loro programmi alla Commissione anteriormente al 15 aprile di ogni anno. I programmi comunicati debbono comprendere la stima dei costi e il piano di finanziamento.

In base alle comunicazioni degli Stati membri relative alle previsioni di spesa, i fondi disponibili vengono distribuiti in funzione del patrimonio apicolo comunitario, che figura nell'allegato I del regolamento (CE) n. 2300/97. Le decisioni che approvano i programmi miele entrano in vigore il 1º settembre di ogni anno.

Durante il periodo 2001-2003 i programmi dei quattro Stati membri con il maggior patrimonio apicolo, ossia la Spagna, la Francia, la Grecia e l'Italia, hanno assorbito più del 70% dei fondi comunitari disponibili annualmente. Per il programma 2003 la Spagna prevede spese corrispondenti al 26,5% dei fondi comunitari, seguita dalla Francia con il 16,2% e dalla Grecia e dall'Italia con il 14% (tabella 11).

A livello europeo la lotta contro la varroasi assorbe, con il 41%, la quota più consistente delle spese programmate nella maggior parte degli Stati membri. Segue l'assistenza tecnica con il 26%, la transumanza con il 20% e le analisi del miele e i progetti di ricerca applicata, rispettivamente con il 6% e il 7%.

Nel periodo 2001-2003 l'evoluzione delle spese previste per le cinque azioni a livello dell'Unione europea non mostra sostanzialmente cambiamenti significativi (figura 3). Tuttavia occorre segnalare un aumento più consistente delle previsioni relative all'assistenza tecnica e alla transumanza, un aumento inferiore per la lotta alla varroasi e una diminuzione delle spese per le analisi e la ricerca applicata.

Nel 2003 la Grecia e l'Italia hanno chiesto il 34% e il 17% delle spese totali comunitarie per l'assistenza tecnica agli apicoltori. Rispetto al totale riferito alla lotta contro la varroasi per lo stesso anno, la percentuale della Spagna è il 28%, quella del Portogallo il 14% e la Francia segue con l'11%. Per quanto riguarda la razionalizzazione della transumanza, la Spagna assorbe il 50% del totale comunitario, l'Italia e la Francia, rispettivamente, il 24 e il 18%. Relativamente all'aiuto per le analisi di laboratorio, la Francia assorbe il 34% del totale comunitario, seguita dalla Spagna con il 25%. La spesa della Francia è pari al 47% del totale comunitario per progetti di ricerca relativi al miglioramento qualitativo del miele, mentre quella dell'Italia e della Germania è pari al 14%.

4.2. Esecuzione delle spese

L'esecuzione dei programmi miele deve essere completata anteriormente al 31 agosto di ogni anno e i relativi pagamenti dovranno essere effettuati entro il 15 ottobre, come prevede l'articolo 2 del regolamento (CE) n. 2300/97. Al momento in cui è stata redatta la presente relazione non erano ancora disponibili i dati definitivi per il programma 2003.

Nel 2002 l'esecuzione delle spese nell'ambito dei programmi degli Stati membri ha raggiunto l'83% del totale della spesa prevista (tabella 12). In due Stati membri l'esecuzione delle previsioni di spesa è stata totale: Danimarca e Finlandia. Fra gli Stati membri che assorbono la maggior parte dei fondi di bilancio, la Spagna ha eseguito il 90,2% della previsione di spesa e l'Italia il 90%; la percentuale è stata invece modesta in Grecia e in Francia, con il 77,8% e il 68% rispettivamente. Nonostante il tasso di esecuzione dei programmi miele sia nettamente migliorato in alcuni Stati membri, dal 15 al 17% del bilancio assegnato ai programmi miele resta tuttavia inutilizzato.

4.3. Valutazione

4.3.1. Obiettivi dell'azione

L'obiettivo generale è il miglioramento della produzione e della commercializzazione del miele, mentre gli obiettivi specifici differiscono secondo le azioni prioritarie.

L'assistenza tecnica, ad esempio, è destinata a rendere più efficiente la produzione e la commercializzazione, grazie al ricorso a tecniche migliori. I corsi e le altre azioni di formazione per gli apicoltori e i responsabili delle associazioni o delle cooperative riguardano in particolare settori come l'allevamento e la prevenzione delle malattie, le condizioni di raccolta e di condizionamento, nonché di magazzinaggio e di trasporto del miele e la commercializzazione. Questi corsi sono assai richiesti e la maggior parte degli Stati membri considera necessario rafforzare i mezzi a disposizione delle associazioni apicole per rispondere meglio a questa esigenza.

La lotta alla varroasi e alle malattie connesse persegue l'obiettivo di diminuire le spese dovute ai trattamenti degli alveari. Questa malattia parassitaria provoca attualmente una forte diminuzione delle rese della produzione apicola nell'Unione europea e addirittura la perdita delle colonie, se non viene applicato alcun trattamento. L'indebolimento delle colonie causato dalla varroasi è uno dei motivi dell'insorgenza di altre malattie connesse [5]. L'eradicazione completa della varroasi non è possibile e il trattamento degli alveari con prodotti autorizzati (che non lasciano alcun residuo sul miele) è l'unico mezzo per evitare le conseguenze di questa malattia. Si è quindi ritenuto necessario concedere un contributo finanziario per evitare il trattamento con prodotti chimici non autorizzati o il ricorso a procedimenti scarsamente efficaci.

[5] L'espressione "malattie connesse" si riferisce ad alcune infezioni secondarie, la cui trasmissione è direttamente legata alla varroasi (ad esempio Acute Paralysis Viral, APV).

Gli aiuti alla razionalizzazione della transumanza riguardano la gestione dei trasferimenti degli alveari nel territorio comunitario e la sistemazione dei siti disponibili a forte concentrazione di apicoltori durante il periodo della fioritura. Un calendario di transumanza obbligatorio, investimenti per attrezzature e la preparazione di carte mellifere possono contribuire, tra le altre misure, alla gestione della transumanza.

Le misure di sostegno per la realizzazione delle analisi del miele intendono migliorare la commercializzazione del prodotto. Il finanziamento delle analisi relative alle caratteristiche fisico-chimiche del miele in funzione dell'origine botanica consente all'apicoltore di acquisire una conoscenza specifica della qualità del miele raccolto e quindi di valorizzare meglio il suo prodotto sul mercato.

Nell'ambito di questo regolamento è possibile includere nei programmi miele progetti specifici di ricerca applicata in materia di miglioramento qualitativo del miele e di divulgare i relativi risultati, contribuendo così ad aumentare i redditi dei produttori in determinate regioni.

4.3.2. Analisi delle spese per azione. Risultati ottenuti

In generale, per il periodo 2001-2003 le previsioni di spesa per i vari tipi di azione (figura 3) dimostrano che la lotta contro la varroasi assorbe la quota più consistente (41%) delle spese complessive previste nella maggior parte degli Stati membri. Segue l'assistenza tecnica con il 26%, la transumanza con il 20% e le analisi del miele e i progetti di ricerca applicata, rispettivamente con il 6 e il 7% (tabella 11).

Dall'analisi dell'esecuzione delle spese per tipo di azione nel 2002 (tabella 13) risulta che la lotta contro la varroasi corrisponde al 46% delle spese previste nei programmi degli Stati membri, seguita dalle spese per l'assistenza tecnica con il 23% e dalla razionalizzazione della transumanza con il 19%. I progetti di ricerca applicata riguardano il 7% della spesa e l'analisi del miele il 5%.

Lo studio comparativo dell'esecuzione delle spese durante il periodo 1998-2002 mostra una tendenza alla stabilizzazione del livello delle spese dopo un periodo iniziale più instabile durante l'attuazione dei programmi miele. Come già affermato, la maggior parte del bilancio è dedicata alla lotta contro la varroasi, oltre all'assistenza tecnica e alla razionalizzazione della transumanza.

I dati comunicati dagli Stati membri, sebbene incompleti, consentono comunque una valutazione dell'andamento delle azioni sviluppate.

L'assistenza tecnica è prevista in 11 dei 15 programmi miele presentati dagli Stati membri. Le principali misure previste in questa azione sono la formazione degli apicoltori e dei tecnici consulenti, la divulgazione di informazioni e di studi o dimostrazioni pratiche delle tecniche apicole (tabella 14-A).

Tra i quattro Stati membri che prevedono di impiegare maggiori fondi in questa azione (EL, I, F e E), solo l'Italia e la Spagna hanno notificato dati comparabili per i periodi 1998-2000 e 2001-2003. L'analisi di questi dati mostra una diminuzione del numero dei corsi e del numero di opuscoli informativi in Spagna e un loro aumento in Italia.

Per quanto attiene la lotta alla varroasi, tra i diversi tipi di misure adottate dagli Stati membri si possono raggruppare le azioni secondo tre tipi di approccio: l'aiuto all'applicazione dei trattamenti chimici, la sperimentazione e la ricerca di metodi alternativi di lotta e il monitoraggio da parte di tecnici apicoli sul posto (tabella 14-B). In media, il numero di alveari trattati in Spagna e in Germania è quasi triplicato nel periodo 2001-2003 rispetto al periodo 1998-2000. In compenso l'Austria e il Portogallo hanno visto una diminuzione del numero rispettivamente del 16 e del 7% durante gli stessi periodi.

La razionalizzazione della transumanza sembra dare risultati positivi in alcuni Stati membri che hanno investito in attrezzature specifiche per questo tipo di produzione o nel rinnovamento del patrimonio apicolo (tabella 14-C). Questa azione presenta due caratteristiche contrastanti: da un lato è l'azione meno chiesta dall'insieme degli Stati membri e, d'altro lato, nella previsione delle spese è quella che registra l'aumento più considerevole.

Le analisi del miele e i progetti di ricerca sul miglioramento qualitativo del miele rappresentano percentuali meno elevate del totale delle spese. Tuttavia queste azioni contribuiscono a una migliore valorizzazione del miele da parte degli apicoltori al momento della commercializzazione. Le principali realizzazioni sono costituite dall'aiuto alle analisi del miele, alla ricerca di metodi di analisi e al rilevamento di eventuali residui (tabella 14-D ed E).

4.3.3. Proposte degli Stati membri

Tutti gli Stati membri hanno presentato programmi miele sin dall'inizio dell'applicazione del regolamento.

Le principali proposte che hanno presentato si possono così riassumere:

- miglioramento delle statistiche del settore (E, F e I). Occorre tuttavia ricordare che questo regime prevede già la presentazione di uno studio di settore come condizione preliminare per poter beneficiare del cofinanziamento; il regolamento di applicazione fissa criteri precisi. Potrebbe tuttavia rivelarsi opportuno attualizzare alcuni di questi criteri dopo qualche anno di applicazione;

- lotta alle altre malattie delle api (EL, E, I e NL). Deve essere chiaro che questo regime non si prefigge di creare una politica sanitaria nel settore, posto che tale compito spetta alla direzione generale Salute e tutela dei consumatori (DG SANCO);

- gestione pluriennale dei programmi miele (EL, IRL e I) per semplificarne l'applicazione. Tuttavia, considerato il fatto che questo regime si inserisce nella politica dei mercati caratterizzata da una gestione annuale del bilancio, sarebbe necessario mantenere la previsione di spesa e la loro esecuzione in un quadro annuale;

- aiuto all'allevamento (EL, F e NL). In seguito all'aumento della mortalità delle api che si registra da vari anni, alcuni programmi hanno previsto aiuti per la ricostituzione del patrimonio apicolo. D'altra parte gli apicoltori europei non sono in grado di allevare un numero sufficiente di riproduttori per soddisfare i bisogni del settore. In tal senso un aiuto per incoraggiare questa specializzazione della produzione potrebbe colmare questa lacuna;

- includere nel regime tutti i prodotti dell'alveare e ampliare il campo di applicazione della ricerca applicata (E e I). Dopo numerosi anni di applicazione dei programmi miele sembrerebbe opportuno includere gli altri prodotti dell'alveare in questo regime per rispondere in modo più ampio alle difficoltà del settore apicolo;

- alcuni Stati membri propongono nuove misure come ad esempio campagne di promozione (EL e E), investimenti nelle imprese (I) o un aiuto diretto per incoraggiare l'apicoltura (I).

5. Difficoltà e richieste del settore

Le osservazioni formulate dai rappresentanti del settore possono essere riassunte nel seguente modo.

In generale gli apicoltori europei ritengono che gli obiettivi del regolamento (CE) n. 1221/97 non siano sufficienti a garantire la redditività delle imprese apicole né ad evitare la scomparsa dell'apicoltura professionale europea.

L'apicoltura europea è minacciata da malattie apicole sempre più difficili da trattare (resistenza a pochi prodotti autorizzati), che fanno così aumentare le spese di produzione. Inoltre i problemi di intossicazione dovuti ad alcuni prodotti fitosanitari in numerosi paesi dell'Unione europea comportano rilevanti diminuzioni del patrimonio apicolo (la cui ricostituzione è molto difficile e costosa) e della produttività.

La differenza tra i prezzi dei mieli importati e i prezzi alla produzione dei mieli europei di qualità è molto consistente e potrebbe intensificarsi con l'apertura dei mercati (ingresso della Cina nell'OMC, accordi preferenziali).

A queste condizioni l'apicoltura non costituisce più un'attività interessante anche se la produzione europea soddisfa meno del 50% della domanda europea. Anche gli apicoltori che esercitano questa attività a tempo parziale non sono più motivati.

Il settore avanza le seguenti proposte:

modificare il regolamento (CE) n. 1221/97 in modo tale da:

- prolungare il periodo di esecuzione delle azioni ammissibili,

- garantire la ricostituzione e lo sviluppo del patrimonio apicolo,

- stabilire un premio all'impollinazione,

- migliorare le statistiche sul censimento, i prezzi e i costi di produzione,

- garantire l'applicazione obbligatoria del regolamento con un finanziamento pari al 100% e la pubblicazione di una guida per ridurre le disparità tra gli Stati membri,

- rivedere la procedura di omologazione dei prodotti fitosanitari, tenendo maggiormente in considerazione il principio di precauzione e l'impatto che tali prodotti hanno sulle popolazioni di api,

- fissare un premio al reddito per compensare le perdite derivanti dalle importazioni.

Sarebbe inoltre necessario promuovere il miele europeo di qualità nell'ambito della politica di promozione interna e mediante l'utilizzo delle denominazioni DOP, IGP e STG.

Infine, gli apicoltori di alcuni Stati membri si rammaricano che la maggior parte degli sforzi sia stata focalizzata su misure che non portano un beneficio diretto agli apicoltori e chiedono un effettivo coinvolgimento delle associazioni nell'elaborazione del programma.

6. Prospettive e proposte

6.1. Prospettive

Il settore della produzione del miele negli ultimi anni è caratterizzato da una produzione stabile e un lieve aumento delle importazioni. Durante il periodo 1998-2002 il prezzo medio delle importazioni è aumentato del 38% (tabella 10). I prezzi medi ponderati ai differenti stadi di commercializzazione (tabella 9) non seguono i prezzi all'importazione nella maggior parte degli Stati membri.

L'apicoltura europea dipende dai fornitori esterni, poiché il consumo interno è due volte superiore alla produzione comunitaria. L'Unione europea è il principale mercato d'importazione a livello mondiale e assorbe il 44% di tutto il miele importato nel mondo.

Il settore mostra una tendenza alla concentrazione delle imprese apicole, poiché il numero di alveari condotti da apicoltori professionali aumenta più rapidamente del totale degli alveari nell'Unione europea. In ogni caso è aumentato il numero degli alveari.

La lotta contro la varroasi rimane il compito prioritario del settore. Sembra necessario evitare ogni confusione con misure di legislazione sanitaria. Le conclusioni del gruppo di esperti in questo settore [6] indicano che:

[6] Riunione del gruppo di esperti per l'apicoltura del 24.10.2003.

- i trattamenti chimici sono efficaci purché si rispetti una certa rotazione,

- risultano necessarie procedure armonizzate e semplificate per l'approvazione di nuovi ingredienti attivi,

- i trattamenti alternativi dipendono dalle condizioni climatiche e dal sistema di produzione,

- sarà necessario incentivare la ricerca sulla selezione delle api resistenti alla varroasi.

6.2. Proposte

Il regolamento (CE) n. 1221/97 inteso a migliorare la produzione e la commercializzazione del miele nell'Unione europea sembra dare risultati positivi per il settore dell'apicoltura, che è caratterizzato dalla diversità delle condizioni di produzione, dalla frammentazione e dall'eterogeneità degli operatori che intervengono sia al livello della produzione che della commercializzazione.

Le azioni prioritarie stabilite dal regolamento, sebbene di entità finanziaria modesta, si sono dimostrate qualitativamente valide per il settore dell'apicoltura. Le azioni maggiormente richieste in ordine di importanza sono: la lotto contro la varroasi, l'assistenza tecnica e la razionalizzazione della transumanza.

Del resto, sembra appropriato stabilire i programmi nazionali su base triennale e riconoscere che, nella pratica, i programmi sono molto simili da un anno all'altro.

Per quanto riguarda le azioni prioritarie sembra necessario ridefinirne alcune per evitare erronee interpretazioni al momento della loro attuazione, o adattarle alla situazione attuale dell'apicoltura europea. In questo contesto appare necessaria una nuova azione per promuovere la ricostituzione del patrimonio apicolo che in alcune regioni è in diminuzione. L'azione che riguarda le analisi del miele potrebbe essere eliminata.

Pertanto la Commissione ritiene opportuno modificare il regolamento (CE) n. 1221/97 del Consiglio conformemente alla seguente proposta.