52003PC0629

Proposta di decisione del Consiglio che conclude la procedura di consultazione con la Repubblica centrafricana e adotta misure appropriate ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou /* COM/2003/0629 def. */


Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Repubblica centrafricana e adotta misure appropriate ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou

(presentata dalla Commissione)

RELAZIONE

1. Il 22 maggio 2003 l'Unione europea ha avviato delle consultazioni con la Repubblica centrafricana ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou dopo il colpo di Stato militare del 15 marzo 2003, cui hanno fatto seguito la sospensione della Costituzione, la caduta del presidente della Repubblica e del governo e lo scioglimento dell'assemblea nazionale.

Tali eventi sono in contraddizione con gli elementi essenziali dell'accordo di Cotonou definiti dall'articolo 9 dello stesso.

2. Le consultazioni hanno avuto luogo a Bruxelles il 12 giugno 2003. Al termine dei colloqui, l'Unione europea a preso atto con soddisfazione che la parte centroafricana ha assunto una serie di impegni, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti: garantire il ritorno all'ordine costituzionale, mantenere il pluralismo politico e avviare un dialogo nazionale, ristrutturare le forze di difesa e di sicurezza, migliorare la gestione delle finanze pubbliche e combattere la corruzione, al fine di far fronte regolarmente alle spese legate alla sovranità, provvedendo in primo luogo al pagamento degli stipendi.

Tuttavia, l'Unione europea ritiene che alcuni dei suddetti impegni non siano sufficientemente concreti e che il relativo calendario non sia abbastanza preciso da permettere il controllo della loro attuazione.

Pertanto, l'Unione europea prende nota dei seguenti impegni assunti dal governo di transizione:

(1) Tra pochi giorni verrà rilanciato il processo di preparazione di un dialogo nazionale senza preclusioni. L'Unione europea si augura, da una parte, che tale dialogo poggi su un'ampia base, si ispiri ad un programma orientato all'assimilazione dei valori democratici e getti le basi per un nuovo ordine costituzionale e, dall'altra, che il suo avvio concreto, segnato da una prima sessione plenaria, abbia luogo nell'arco dei prossimi tre mesi.

(2) È stato istituito un consiglio nazionale di transizione (CNT) composto da 96 membri. L'Unione europea si augura che i suoi pareri e le sue raccomandazioni siano resi pubblici e debitamente presi in considerazione.

(3) Il governo di transizione si è impegnato a garantire le libertà pubbliche, l'esercizio dei diritti fondamentali e l'accesso dei partiti politici e dei sindacati ai mezzi di comunicazione pubblici. L'Unione europea si augura che verrà adottata entro 3 mesi una legge sullo statuto dell'opposizione.

(4) Il governo di transizione ha fissato delle scadenze per le elezioni presidenziali, legislative e locali. L'Unione europea auspica che tale impegno si traduca nel giro dei prossimi tre mesi in un calendario preciso che fissi le tappe da realizzare e i mezzi da attuare per un'organizzazione efficiente dei suddetti appuntamenti elettorali.

(5) Il governo di transizione si è impegnato a rispettare i diritti dell'uomo. L'Unione europea si augura che venga attuato un programma per il miglioramento delle condizioni riguardanti il rispetto dei diritti dell'uomo e per il controllo della situazione nella RCA.

(6) Il governo di transizione si è impegnato a garantire il puntuale pagamento degli stipendi. L'Unione europea ritiene che tale impegno sia essenziale per il mantenimento della pace sociale e della stabilità.

(7) Il governo di transizione si è impegnato ad adottare un piano di risanamento delle finanze pubbliche. L'Unione europea si felicita di tale impegno e si augura che venga attuato nel corso dei prossimi tre mesi.

(8) Il governo di transizione si è impegnato ad applicare la legge anticorruzione attualmente in vigore e, ove opportuno, ad adottare ulteriori misure per combattere in maniera efficace la corruzione, in particolare nel settore pubblico. L'Unione europea auspica una concreta applicazione di tale legge.

(9) Il governo di transizione si è impegnato a rispettare il processo di Kimberley. L'Unione europea spera che vengano applicate le raccomandazioni che saranno approvate per la RCA nel quadro del sistema di certificazione di Kimberley.

(10) Il governo di transizione si è impegnato ad attuare un programma di ristrutturazione delle forze di difesa e di sicurezza e un programma per il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione. L'Unione europea si augura che il governo di transizione elabori a tal riguardo nel corso dei prossimi tre mesi dei documenti di programmazione precisi e realistici.

(11) L'Unione europea auspica che, a partire da questa data, le autorità centroafricane presentino una relazione periodica alle istituzioni dell'Unione europea sui progressi compiuti nei singoli settori e sulla realizzazione degli impegni assunti. Tali relazioni saranno presentate a un comitato locale di sorveglianza composto dai rappresentanti del governo di transizione e dell'Unione europea.

Analogamente, le conclusioni della Presidenza e della Commissione prevedevano che:

L'Unione europea proseguirà il dialogo per assicurarsi che vengano ripristinati il prima possibile la democrazia e lo Stato di diritto nella Repubblica centrafricana, in quanto presupposti fondamentali per la normalizzazione dei rapporti di cooperazione con tale paese. Tali consultazioni verranno condotte nella speranza di contribuire alla creazione di un ordine costituzionale duraturo che doni alla Repubblica centrafricana la stabilità di cui ha bisogno per combattere la povertà, concorrere alla stabilità della regione e promuovere la propria integrazione nell'economia mondiale.

L'Unione europea seguirà da vicino gli sviluppi della situazione attraverso le relazioni periodiche che la parte centroafricana si impegna a fornire in relazione all'attuazione dei suddetti impegni. L'UE controllerà il rispetto degli impegni, in particolare del calendario elettorale, e vigilerà sull'adozione delle misure atte a garantire la trasparenza e l'impostazione democratica delle elezioni.

La portata e la concreta realizzazione degli impegni assunti dalle autorità centrafricane influenzeranno in maniera decisiva la natura e l'entità delle misure del caso che verranno decise, ove opportuno, sulla base dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou al termine dei tre mesi di dialogo e di consultazioni sul posto. L'Unione europea sottolinea che la piena cooperazione delle autorità centrafricane rappresenta un elemento indispensabile che le consente di continuare ad aiutare tale paese nei suoi tentativi di sviluppo.

Questo dialogo approfondito e costante ha avuto luogo a Bangui. Esso si è basato su un quadro di valutazione e sulle relazioni di controllo mensili inviate ai membri del comitato locale di sorveglianza. I rappresentanti locali della Presidenza e della Commissione hanno assicurato una valutazione continua dell'attuazione degli impegni in collaborazione con il rappresentante del PNUS e gli ambasciatori dei paesi ACP. Inoltre, dal 17 al 20 agosto 2003, il gruppo ACP ha inviato nella Repubblica centroafricana una missione di osservatori, le cui conclusioni sono state inserite nelle relazioni del comitato di sorveglianza relative alle consultazioni.

Da questo quadro emerge che taluni impegni hanno dato luogo a iniziative incoraggianti da parte delle autorità centroafricane. Va osservato in particolare:

* Che sembrerebbe delinearsi un inizio di dialogo nazionale;

* Che il CNT funziona in maniera regolare, che i suoi pareri sono resi pubblici e che alcune delle raccomandazioni da esso formulate vengono fondamentalmente prese in considerazione.

* Che, nonostante alcuni ritardi, sono stati pagati gli stipendi da marzo a luglio 2003.

* Che il Consiglio dei ministri ha approvato l'11 settembre 2003 il piano d'azione per il risanamento delle finanze pubbliche.

* Che le raccomandazioni fatte alla RCA nel quadro di una missione Kimberley sono state applicate.

Ciononostante, permangono tuttora una serie di elementi preoccupanti:

* Benché le attività politiche proseguano normalmente, lo statuto dell'opposizione non è ancora stato presentato al CNT.

* Dal momento che il calendario elettorale annunciato in occasione dell'apertura delle consultazioni non si è tradotto in azioni o misure concrete, non si ha alcuna garanzia che esso verrà rispettato.

* La situazione dei diritti dell'uomo ha registrato un deterioramento nel corso del primo semestre di quest'anno, come segnalato dal Segretario generale delle Nazioni Unite nella sua relazione al Consiglio di sicurezza del giugno 2003. Sebbene tale deterioramento, verificatosi in seguito alla crisi politico-militare, si sia apparentemente attenuato, permangono alcuni motivi d'allarme. La stampa, il consiglio nazionale di transizione, l'Alto commissario per i diritti dell'uomo e le altri fonti segnalano frequenti casi di violazione dei diritti dell'uomo, in particolare ad opera delle forze militari o dei «liberatori».

* Per gran parte del periodo gli stipendi sono stati pagati in maniera relativamente puntuale, il che costituisce un progresso notevole. Tuttavia, la continuità di tale pratica, resa possibile finora in gran parte grazie alla puntualità dei contributi esterni, resta alquanto incerta a causa dell'esiguità delle entrate fiscali doganali.

* In questo contesto di penuria finanziaria, sono stati compiuti alcuni sforzi per liquidare il debito pubblico, aumentare le entrate fiscali e doganali, controllare le imprese pubbliche e ridurre la spesa. L'11 settembre 2003 è quindi stato adottato un piano di risanamento delle finanze pubbliche, ma non sono stati precisati le modalità e il relativo calendario di attuazione.

* Sono state promosse azioni puntuali di lotta contro la corruzione, facendo ricorso anche agli arresti. Tuttavia, tali azioni apparentemente non rientrano in un piano d'azione globale e la legge anticorruzione non sembra essere applicata in maniera sistematica. Sebbene continuino gli arresti dei responsabili del regime precedente, la pratica della corruzione non accenna a diminuire.

* Sono state attuate delle misure di potenziamento delle forze armate (nomine, reintegrazioni, creazione di nuove unità, spiegamento di unità nelle province, interventi di formazione, ecc.) con l'importante contributo della Francia. Tuttavia, la mancanza di un programma esplicito determina una scarsa trasparenza delle intenzioni in questo settore. Si resta in attesa di una lettera riguardante la nuova politica in materia di disarmo, smobilitazione e reintegrazione.

L'Unione europea ritiene che, a livello globale, sia stato avviato un processo di transizione per garantire il ritorno all'ordine costituzionale. Permangono tuttavia delle incertezze non trascurabili in ordine alla fermezza e alla precisione degli orientamenti politici delle autorità a tal riguardo e alla capacità di attuazione dell'amministrazione.

La Commissione propone, come misura appropriata ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou:

a) Una sospensione parziale della cooperazione. Tale sospensione si applicherà ai progetti riguardanti l'asse Bouar-Garoua Boulai, la pianificazione della rete stradale di Bangui e il sostegno macroeconomico previsti dal programma indicativo nazionale nel quadro del 9° FES.

b) La progressiva continuazione delle altre componenti della cooperazione e dei programmi esistenti, al fine di accompagnare gli sforzi delle autorità centrafricane, in funzione dell'effettiva attuazione degli impegni assunti in occasione della riunione del 12 giugno 2003 e dei progressi registrati nel quadro del processo di transizione verso la democrazia. Tale approccio potrà concretizzarsi come segue:

i) a partire dal termine delle consultazioni, la cooperazione riguarderà i settori sociali (in particolare la sanità) e il sostegno diretto alla popolazione. Potrà essere preso in considerazione anche un sostegno ad hoc alle misure adottate dalle autorità per rispettare i propri impegni, in particolare per quanto riguarda la preparazione delle elezioni e l'assistenza tecnica per l'attuazione di un piano d'azione in materia di risanamento delle finanze pubbliche.

ii) non appena il governo avrà elaborato una lettera con una politica chiara riguardante il programma di DSR - disarmo, smobilitazione, reintegrazione - e definito gli orientamenti generali della ristrutturazione dell'esercito e delle forze di sicurezza, potrà essere considerata l'ipotesi di un sostegno alle operazioni di mantenimento della pace e di consolidamento della sicurezza nella Repubblica centroafricana.

c) Che in seguito all'adozione del piano elettorale, in cui vengono definite le tappe e i mezzi per l'organizzazione dei differenti scrutini, e nella misura in cui venga garantito il rispetto dei diritti dell'uomo, possa essere rilanciato un sostegno macroeconomico a complemento del programma avviato insieme al FMI. Tale appoggio presuppone la creazione di un programma per il risanamento delle finanze pubbliche

d) Che in seguito al ripristino della democrazia e dello Stato di diritto, al termine delle scadenze elettorali e al più tardi all'inizio del 2005, sia ristabilita una piena e completa collaborazione. Ciò potrà richiedere tuttavia una revisione della programmazione in funzione dei bisogni e dei vincoli. Tale riflessione sarà avviata congiuntamente fin da ora dalle autorità centroafricane e dalla Commissione.

In caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalle autorità centroafricane, la Commissione europea si riserva il diritto di ridurre del 20% ogni anno, a partire dalla chiusura delle consultazioni, lo stanziamento del 9° FES per la Repubblica centrafricana.

Sarà necessario mantenere un dialogo politico rafforzato e serrato con il governo centroafricano al fine di garantire che esso porti avanti gli interventi già attuati per ristabilire lo Stato di diritto e raggiungere la stabilità sociale ed economica nella Repubblica centrafricana.

Alla luce di quanto sopra e conformemente agli articoli 9 e 96 dell'accordo di Cotonou, la Commissione propone al Consiglio di concludere le consultazioni avviate con la Repubblica centrafricana

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che conclude la procedura di consultazione con la Repubblica centrafricana e adotta misure appropriate ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea,

visto l'accordo di partenariato ACP-CE firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 [1],

[1] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3

vista la decisione 2003/159/CE del Consiglio del 19 dicembre 2002 relativa alla conclusione dell'accordo di partenariato tra gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 [2], in particolare l'articolo 3,

[2] GU L 65 dell'8.3.2003, pag. 27

visto l'accordo interno relativo alle misure da prendere e alle procedure da seguire per l'applicazione dell'accordo di partenariato ACP-CE, applicato provvisoriamente con decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri del 18 settembre 2000 [3], in particolare l'articolo 3,

[3] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376

vista la proposta della Commissione,

considerando quanto segue:

(1) Gli elementi essenziali di cui all'articolo 9 dell'accordo di Cotonou, in particolare il rispetto dei principi democratici e dello Stato di diritto, sui quali si basa il partenariato ACP-UE, sono stati violati con il colpo di Stato militare del 15 marzo 2003, condannato dall'Unione europea nella sua dichiarazione del 21 marzo 2003;

(2) Conformemente all'articolo 96 dell'accordo di Cotonou, il 12 giugno 2003 si sono tenute con i paesi ACP e la Repubblica centrafricana delle consultazioni in occasione delle quali le autorità centrafricane hanno assunto impegni specifici per porre rimedio ai problemi segnalati dall'Unione europea, da realizzare nel corso di un periodo di dialogo approfondito di tre mesi;

(3) Al termine di tale periodo l'Unione europea ritiene che, a livello globale, sia stato avviato un processo di transizione per garantire il ritorno all'ordine costituzionale. Permangono tuttavia delle incertezze non trascurabili in ordine alla fermezza e alla precisione degli orientamenti politici delle autorità a tal riguardo e alla capacità di attuazione dell'amministrazione.

DECIDE:

Articolo 1

Sono concluse le consultazioni avviate con la Repubblica centrafricana ai sensi dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou.

Articolo 2

Le misure precisate nel progetto di lettera allegato sono adottate come misure ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou.

Articolo 3

La presente decisione entra in vigore il giorno della sua adozione. Essa è valida fino al 30 giugno a decorrere dalla data di adozione da parte del Consiglio.

La presente decisione è pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Consiglio

Il Presidente

ALLEGATO

Progetto di lettera

All'attenzione del Primo Ministro, capo del governo nazionale di transizione della Repubblica centrafricana

Signor Primo Ministro,

L'Unione europea attribuisce una grande importanza al disposto dell'articolo 9 dell'accordo di Cotonou. Il rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo (ivi compreso il rispetto dei diritti sociali fondamentali e dello Stato di diritto), sui quali si fonda il partenariato ACP-UE, rappresenta un elemento essenziale di tale accordo e pertanto costituisce il fondamento delle nostre relazioni.

In tale spirito, nella sua dichiarazione del 21 marzo 2003, l'Unione europea ha fermamente condannato il colpo di Stato militare dello scorso 15 marzo.

In tale contesto, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso, il 22 maggio 2003, di invitare le autorità della Repubblica centrafricana e dei paesi ACP ad avviare delle consultazioni per esaminare in maniera approfondita la situazione e definire le strategie d'intervento.

Le consultazioni si sono svolte a Bruxelles il 12 giugno 2003. In tale occasione sono state affrontate alcune questioni fondamentali e avete potuto presentare il punto di vista e l'analisi della situazione delle autorità centrafricane. L'Unione europea ha preso nota con soddisfazione che la parte centrafricana ha assunto una serie di impegni, in particolare per quanto riguarda i seguenti aspetti: garantire il ritorno all'ordine costituzionale, mantenere il pluralismo politico e avviare un dialogo nazionale, ristrutturare le forze di difesa e di sicurezza, migliorare la gestione delle finanze pubbliche e combattere la corruzione, al fine di far fronte regolarmente alle spese legate alla sovranità, provvedendo in primo luogo al pagamento degli stipendi.

È stato inoltre concordato che per un periodo di tre mesi si svolgerà un dialogo approfondito a Bangui sui diversi punti sollevati e che alla fine di tale periodo verrà fatto il punto della situazione.

Questo dialogo approfondito e costante ha avuto luogo a Bangui. Esso si è basato su un quadro di valutazione e sulle relazioni di controllo mensili inviate ai membri del comitato di sorveglianza. I rappresentanti locali della Presidenza e della Commissione hanno assicurato una valutazione continua dell'attuazione degli impegni in collaborazione con il rappresentante del PNUS e gli ambasciatori dei paesi ACP. Inoltre, dal 17 al 20 agosto 2003, il gruppo ACP ha inviato nella Repubblica centroafricana una missione di osservatori, le cui conclusioni sono state inserite nelle relazioni del comitato di sorveglianza relative alle consultazioni.

Da questo quadro emerge che taluni impegni hanno dato luogo a iniziative incoraggianti da parte delle autorità centroafricane. Va osservato in particolare:

* Che sembrerebbe delinearsi un inizio di dialogo nazionale;

* Che il consiglio nazionale di transizione (CNT) funziona in maniera regolare, che i suoi pareri sono resi pubblici e che alcune delle raccomandazioni da esso formulate vengono fondamentalmente prese in considerazione.

* Che, nonostante alcuni ritardi, sono stati pagati gli stipendi da marzo a luglio 2003.

* Che il Consiglio dei ministri avrebbe approvato l'11 settembre 2003 il piano d'azione per il risanamento delle finanze pubbliche.

* Che le raccomandazioni fatte alla RCA nel quadro di una missione Kimberley sono state applicate.

Ciononostante, permangono tuttora una serie di elementi preoccupanti:

* Benché le attività politiche proseguano normalmente, lo statuto dell'opposizione non è ancora stato presentato al CNT.

* Dal momento che il calendario elettorale annunciato in occasione dell'apertura delle consultazioni non si è tradotto in azioni o misure concrete, non si ha alcuna garanzia che verrà rispettato.

* La situazione dei diritti dell'uomo ha registrato un deterioramento nel corso del primo semestre di quest'anno, come segnalato dal Segretario generale delle Nazioni Unite nella sua relazione al Consiglio di sicurezza del giugno 2003. Sebbene tale deterioramento, verificatosi in seguito alla crisi politico-militare, si sia apparentemente attenuato, permangono alcuni motivi d'allarme. La stampa, il consiglio nazionale di transizione, l'Alto commissario per i diritti dell'uomo e le altri fonti segnalano frequenti casi di violazione dei diritti dell'uomo, in particolare ad opera delle forze militari o dei «liberatori».

* Per gran parte del periodo gli stipendi sono stati pagati in maniera relativamente puntuale, il che costituisce un progresso notevole. Tuttavia, la continuità di tale pratica, resa possibile finora in gran parte grazie alla puntualità dei contributi esterni, resta alquanto incerta a causa dell'esiguità delle entrate fiscali doganali.

* In questo contesto di penuria finanziaria, sono stati compiuti alcuni sforzi per liquidare il debito pubblico, aumentare le entrate fiscali e doganali, controllare le imprese pubbliche e ridurre la spesa. L'11 settembre 2003 è quindi stato adottato un piano di risanamento delle finanze pubbliche, ma non sono stati precisati le modalità e il relativo calendario di attuazione.

* Sono state promosse azioni puntuali di lotta contro la corruzione, facendo ricorso anche agli arresti. Tuttavia, tali azioni apparentemente non rientrano in un piano d'azione globale e la legge anticorruzione non sembra essere applicata in maniera sistematica. Sebbene continuino gli arresti dei responsabili del regime precedente, la pratica della corruzione non accenna a diminuire.

* Sono state attuate delle misure di potenziamento delle forze armate (nomine, reintegrazioni, creazione di nuove unità, spiegamento di unità nelle province, interventi di formazione, ecc.) con l'importante contributo della Francia. Tuttavia, la mancanza di un programma esplicito determina una scarsa trasparenza delle intenzioni in questo settore. Si resta in attesa di una lettera riguardante la nuova politica in materia di disarmo, smobilitazione e reintegrazione.

Sembrerebbe che, a livello globale, sia stato avviato un processo di transizione per garantire il ritorno all'ordine costituzionale. Permangono tuttavia delle incertezze non trascurabili in ordine alla fermezza e alla precisione degli orientamenti politici delle autorità a tal riguardo e alla capacità di attuazione dell'amministrazione..

Alla luce di tali impegni e dell'attuale bilancio di attuazione, la Comunità europea e i suoi Stati membri sono disposti a concludere le consultazioni avviate in conformità dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou. Dal momento che devono essere ancora attuate delle misure importanti nel quadro degli impegni assunti il 12 giugno 2003, il Consiglio dell'Unione europea ha deciso, come misura appropriata ai sensi dell'articolo 96, paragrafo 2, lettera c) dell'accordo di Cotonou:

a) Una sospensione parziale della cooperazione. Tale sospensione si applicherà ai progetti del 9° FES riguardanti l'asse Bouar-Garoua Boulai, la pianificazione della rete stradale di Bangui e il sostegno macroeconomico.

b) La progressiva continuazione delle altre componenti della cooperazione al fine di accompagnare gli sforzi delle autorità centrafricane, in funzione dell'effettiva attuazione degli impegni assunti in occasione della riunione del 12 giugno 2003 e dei progressi registrati nel quadro del processo di transizione verso la democrazia. Tale approccio potrà concretizzarsi come segue:

i) a partire dal termine delle consultazioni, la cooperazione riguarderà i settori sociali (in particolare la sanità) e il sostegno diretto alla popolazione. Potrà essere preso in considerazione anche un sostegno ad hoc alle misure adottate dalle autorità per rispettare i propri impegni, in particolare per quanto riguarda la preparazione delle elezioni, il buon governo e l'assistenza tecnica per l'attuazione di un piano d'azione in materia di risanamento delle finanze pubbliche.

ii) non appena il governo avrà elaborato una lettera con una politica chiara riguardante il programma di DSR- disarmo, smobilitazione, reintegrazione - e definito gli orientamenti generali della ristrutturazione dell'esercito e delle forze di sicurezza, potrà essere considerata l'ipotesi di un sostegno alle operazioni di mantenimento della pace e di consolidamento della sicurezza nella Repubblica centroafricana.

c) Che in seguito all'adozione del piano elettorale, in cui vengono definite le tappe e i mezzi per l'organizzazione dei differenti scrutini, e nella misura in cui venga garantito il rispetto dei diritti dell'uomo, possa essere rilanciato un sostegno macroeconomico a complemento del programma avviato insieme al FMI. Tale appoggio presuppone la creazione di un programma per il risanamento delle finanze pubbliche.

d) Che in seguito al ripristino della democrazia e dello Stato di diritto, al termine delle scadenze elettorali e al più tardi all'inizio del 2005, sia ristabilita una piena e completa collaborazione. Ciò potrà richiedere tuttavia una revisione della programmazione in funzione dei bisogni e dei vincoli. Tale riflessione sarà avviata congiuntamente fin da ora dalle autorità centroafricane e dalla Commissione.

In caso di mancato rispetto degli impegni assunti dalle autorità centroafricane, la Commissione europea si riserva il diritto di ridurre del 20% ogni anno, a partire dalla chiusura delle consultazioni, lo stanziamento del 9° FES per la Repubblica centrafricana.

L'Unione europea continuerà a seguire da vicino la situazione e il proseguimento del processo di transizione. Essa si augura vivamente che possa essere portato avanti un dialogo politico rafforzato e serrato con le autorità centrafricane al fine di contribuire al ripristino dello Stato di diritto e raggiungere la stabilità sociale ed economica nella Repubblica centrafricana.

Voglia gradire, signor Primo Ministro, i sensi della mia più alta considerazione.

Fatto a Bruxelles il

Per il Consiglio,

Per la Commissione