Relazione della Commissione - Relazione annuale del programma phare 2001 {SEC(2003)228} /* COM/2003/0097 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE - RELAZIONE ANNUALE DEL PROGRAMMA PHARE 2001 {SEC(2003)228} INDICE 1. L'anno in esame 1.1. Principali evoluzioni del processo di allargamento nel 2001 1.2. Conclusioni dei Consigli europei di Göteborg e Laeken 1.3. ISPA e SAPARD e coordinamento degli aiuti comunitari di preadesione 2. Attuazione del programma PHARE 2.1. Quadro generale: attuazione degli orientamenti Phare 2.2. Quadro generale: assistenza finanziaria e tecnica 2.3. Revisione Phare 2000 2.4. Programmi nazionali Phare 2.5. Cooperazione transfrontaliera Phare 2.6. Programmi a favore di più beneficiari 2.7. Partecipazione a programmi e agenzie della Comunità 2.8. Cooperazione con la BEI e le istituzioni finanziarie internazionali 3. Gestione del programma 3.1. Preparazione al sistema di decentramento esteso (SADE) 3.2. Controllo, valutazione e valutazione ex post 4. Sintesi dei risultati finanziari SINTESI DEL DOCUMENTO Questa è la relazione annuale presentata dalla Commissione europea al Parlamento europeo, al Consiglio dell'Unione europea e al Comitato economico e sociale europeo contenente una valutazione dei progressi compiuti dallo strumento di preadesione Phare. Il programma Phare è uno dei tre strumenti di preadesione finanziati dalle Comunità europee per assistere i paesi candidati dell'Europa centrale nei loro preparativi in vista dell'adesione all'Unione europea. Creato originariamente nel 1989 per fornire assistenza alla Polonia e all'Ungheria, il programma Phare raccoglie oggi 10 paesi candidati dell'Europa centrale ed orientale: Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia e Romania. L'accento posto dal programma Phare sugli interventi di "preadesione" è coinciso con l'avvio dell'attuale processo di allargamento in occasione del Consiglio europeo di Lussemburgo. Attualmente i finanziamenti Phare sono destinati esclusivamente alle priorità di preadesione che figurano nel partenariato di adesione dei singoli paesi. Nel 2000-2006 Phare fornirà circa 11 miliardi di euro per il cofinanziamento degli interventi di potenziamento istituzionale attraverso gli interventi di "gemellaggio" e l'assistenza tecnica e per il sostegno agli investimenti. L'obiettivo è aiutare paesi candidati a rafforzare le proprie istituzioni e amministrazioni pubbliche affinché possano funzionare in maniera efficiente all'interno dell'Unione, promuovere la convergenza con la vasta legislazione della Comunità europea, ridurre i periodi di transizione e promuovere la coesione economica e sociale. Nel 2001, gli impegni Phare ammontavano complessivamente a 1641 milioni di euro. Come nel 2000, la programmazione si è basata sugli orientamenti riveduti per Phare al fine di tener conto dei nuovi regolamenti ISPA e SAPARD entrati in vigore a partire dal 2000. I nuovi orientamenti sottolineano anche l'esigenza di utilizzare il programma Phare per garantire una transizione uniforme ed efficace verso i fondi strutturali, investendo negli interventi per la coesione economica e sociale. Nel 2001 sono state adottate alcune misure per rafforzare la strategia di programmazione utilizzata nell'ambito dei fondi strutturali per aiutare i paesi candidati ad impiegare in maniera proficua tali fondi in seguito all'adesione. La Commissione europea ha progressivamente trasferito le competenze di gestione e attuazione dei programmi Phare alle autorità dei paesi candidati. Di conseguenza, numerose attività precedentemente incluse nei programmi multinazionali sono state integrate nei programmi nazionali{SEC(2003)228}. 1. L'ANNO IN ESAME 1.1. Principali evoluzioni del processo di allargamento nel 2001 Il 13 novembre, la Commissione ha adottato il proprio pacchetto sull'allargamento, che comprende un documento strategico, le relazioni periodiche 2001 (nelle quali si valutano i progressi compiuti da ciascun paese candidato in termini di rispetto dei criteri di adesione) e alcune proposte di revisione dei partenariati di adesione con ciascuno dei paesi coinvolti nei negoziati di adesione. I risultati delle relazioni periodiche 2001 sono stati incoraggianti. Tutti i paesi candidati, eccetto la Turchia, hanno continuato a soddisfare i criteri politici e hanno compiuto ulteriori progressi in tale direzione. Ulteriori progressi sono stati altresì registrati sotto il profilo dei criteri economici e in relazione alla capacità di assumere gli obblighi connessi con l'adesione. Sulla base dei progressi finora compiuti, la Commissione ha proposto un approccio strategico volto a garantire il successo dell'allargamento e il conseguimento degli obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Göteborg, ovvero che i paesi candidati che sono pronti possano concludere i negoziati di adesione entro la fine del 2002 e partecipare in qualità di Stati membri alle elezioni del Parlamento europeo del 2004 . L'approccio strategico proposto dalla Commissione si è basato su due elementi principali: - indicazioni sulle modalità da seguire nella gestione dei capitoli ancora oggetto di trattative, secondo il calendario dei negoziati (agricoltura, politica regionale, disposizioni finanziarie e di bilancio, istituzioni, ecc.), sulla base dell'acquis esistente e nel contesto finanziario definito dal Consiglio europeo di Berlino del 1999; - un piano d'azione inteso a rafforzare e verificare la capacità amministrativa e giudiziaria dei paesi candidati, diretto dalla Commissione i cui partner sono rappresentati dai paesi candidati e gli Stati membri. Inoltre, il documento strategico forniva una serie di indicazioni sui prossimi passi da compiere con i paesi coinvolti nei negoziati di adesione che non conseguiranno gli obiettivi di Göteborg e sulla promozione di una nuova fase della strategia di preadesione per la Turchia. Poiché la Turchia non ha soddisfatto i criteri politici di Copenaghen, con tale paese non è stato possibile avviare i negoziati. Stato attuale dei negoziati Nel rispetto del calendario, durante la presidenza svedese, l'Unione ha definito le posizioni comuni relative ai principali capitoli sul mercato interno, nonché alle politiche in materia di ambiente, affari sociali, relazioni esterne, cultura e audiovisivi. In un numero consistente di casi ciò si è tradotto in una chiusura provvisoria. Inoltre, in linea con l'impegno assunto in occasione del Consiglio europeo di Feira e confermato a Nizza, sono stati aperti tutti i capitoli rimanenti con diversi paesi con i quali erano in corso negoziati dal 2000. Durante il periodo di presidenza belga, i seguenti 9 capitoli sono stati definiti prioritari: concorrenza, trasporti, energia, fiscalità, unione doganale, giustizia e affari interni, agricoltura (questioni veterinarie e fitosanitarie), pesca e controllo finanziario. Il lavoro svolto dalla presidenza belga è stato particolarmente intenso (relazione sui progressi compiuti in materia di concorrenza, nota informativa sui trasporti, nota informativa sulle questioni veterinarie e fitosanitarie). Inoltre, sono stati chiusi diversi capitoli con quasi tutti i paesi (pesca e controllo finanziario). La presidenza svedese ha organizzato tre conferenze sull'adesione, a livello di viceministri, in data 29 e 30 marzo, 17 maggio e 1 giugno, nonché una conferenza ministeriale l'11 e 12 giugno. La presidenza belga ha organizzato una prima conferenza di viceministri il 27 luglio, una seconda conferenza il 26 ottobre e una terza il 28 novembre. Infine, l'11 e 12 dicembre, si è svolta una conferenza sull'adesione a livello ministeriale. Esame analitico/monitoraggio In linea con le conclusioni di Helsinki e Feira sul collegamento tra i progressi nell'ambito dei negoziati e sul campo, a metà del 2000, la Commissione ha avviato un processo di monitoraggio dei negoziati, allo scopo di valutare l'attuazione degli impegni assunti dai candidati durante i negoziati e, in generale, per individuare eventuali ritardi verificatisi nell'adozione e applicazione dell'acquis da parte di ciascun paese candidato, ponendo l'accento sui problemi già esistenti o che potrebbero verificarsi. Per ogni nuovo acquis adottato e pubblicato in un determinato anno di calendario, la Commissione, all'inizio dell'anno successivo, trasmette ai paesi candidati i testi giuridici pertinenti. L'esame analitico dell'acquis (screening) avviene in seno ai comitati e sottocomitati di associazione, nel quadro degli accordi di associazione. La Commissione effettuerà un controllo rafforzato dei negoziati, tenendo conto del Consiglio europeo di Siviglia del giugno 2002. Strategia di comunicazione in materia di allargamento Per accompagnare il processo di ampliamento, sia all'interno dell'Unione che nei paesi candidati, la Commissione ha adottato una strategia di comunicazione in materia di allargamento, volta ad informare sia i cittadini dell'UE si la popolazione dei paesi candidati circa i costi e i benefici connessi con tale processo. Tale strategia viene attuata in forma decentrata, attraverso le delegazioni della Commissione, nei vari paesi candidati e le rappresentanze negli Stati membri. 1.2. Conclusioni dei Consigli europei di Göteborg e Laeken Dopo la svolta compiuta nel processo di allargamento a Nizza, con la conclusione della CIG sulla riforma interna e l'approvazione della strategia in materia di ampliamento proposta dalla Commissione, al Consiglio europeo di Göteborg, il 15 e 16 giugno, è stato fatto un ulteriore passo avanti. In particolare, il Consiglio europeo ha confermato che il processo di allargamento è irreversibile e ha fissato, per la prima volta, il seguente obiettivo: i candidati che risulteranno pronti, parteciperanno in qualità di Stati membri alle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2004 e concluderanno i negoziati entro la fine del 2002. Il Consiglio europeo di Göteborg ha inoltre invitato i paesi candidati a dedicare particolare attenzione al rafforzamento delle proprie strutture amministrative, nonché alla riforma dell'ordinamento giudiziario e della pubblica amministrazione. Il Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre ha accolto con favore il documento strategico e le relazioni periodiche della Commissione, confermando il tracciato stabilito dal Consiglio europeo di Nizza e riconfermando l'obiettivo prefissato, ovvero completare i negoziati di adesione con i paesi che risultano pronti entro la fine del 2002, affinché essi possano partecipare alle elezioni del Parlamento europeo del 2004. Per la Bulgaria e la Romania, l'obiettivo è avviare i negoziati su tutti i capitoli entro la fine del 2002. Il Consiglio ha inoltre chiesto alla Commissione di presentare una relazione al Consiglio europeo di Siviglia nel giugno 2002, sull'attuazione di un piano d'azione per la riforma amministrativa e giudiziaria nei paesi candidati. Il Consiglio ha riconosciuto i progressi compiuti dalla Turchia per quanto concerne il rispetto dei criteri politici per l'adesione e ha incoraggiato il paese a continuare le riforme avviate, soprattutto in materia di diritti umani. 1.3. ISPA e SAPARD e coordinamento degli aiuti comunitari di preadesione ISPA ha continuato le proprie operazioni nell'insieme dei paesi candidati. SAPARD ha iniziato a operare in cinque paesi candidati a seguito delle "decisioni della Commissione in materia di delega della gestione degli aiuti alle agenzie di attuazione" nel 2001. Il comitato di coordinamento della Commissione a livello di direttori si è riunito tre volte nel 2001. Il 26 aprile 2001, al comitato di gestione di PHARE, è stato presentato un documento di assistenza generale, contenente una descrizione generale dei tre strumenti di preadesione, delle relative priorità e dell'attuazione nel 2001. In una relazione annuale separata sul coordinamento degli aiuti di preadesione verranno fornite informazioni più dettagliate sul coordinamento tra PHARE, ISPA e SAPARD. 2. ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA PHARE 2.1. Quadro generale: attuazione degli orientamenti Phare La Commissione europea ha trasferito sempre più frequentemente le responsabilità per la gestione e attuazione dei programmi PHARE alle autorità dei paesi candidati. Conseguentemente, è stata prestata una crescente attenzione ai programmi nazionali, che mirano ad affrontare le specifiche carenze individuate nelle relazioni periodiche annuali elaborate dalla Commissione per ciascun paese candidato. Diverse attività precedentemente incluse nei programmi plurinazionali sono state integrate nei programmi nazionali e il processo è continuato nel 2001, con l'integrazione del sostegno di Phare per la partecipazione ai programmi comunitari. Inoltre, nel dicembre 2001, la Commissione ha compilato e diffuso nei paesi candidati una lista di controllo delle attività necessarie per garantire l'applicazione di un sistema pienamente decentrato, noto come sistema di attuazione decentrata esteso (SADE). La programmazione nel 2001 era basata, come nel 2000, sugli orientamenti rivisti per PHARE, approvati dalla Commissione (SEC (1999) 1596 del 13 ottobre). I nuovi orientamenti tengono conto delle modifiche adottate nel 1998, nonché dei nuovi regolamenti ISPA e SAPARD entrati in vigore a decorrere dal 2000; inoltre, sottolineano la necessità di avvalersi del programma PHARE per aiutare i paesi candidati a prepararsi a beneficiare dei Fondi strutturali dopo l'adesione, attraverso la promozione di investimenti a favore della coesione economica e sociale. 2.2. Quadro generale: assistenza finanziaria e tecnica In conformità degli orientamenti riveduti (SEC (1999) 1596), circa il 30% delle risorse di Phare è stato assegnato allo sviluppo istituzionale, il cui strumento principale è rappresentato dal gemellaggio o gemellaggio parziale (invio di esperti dagli Stati membri ai paesi candidati, per facilitare lo sviluppo della capacità di attuare specifici aspetti dell'acquis), mentre il restante 70% è stato destinato alla realizzazione di investimenti volti a migliorare il quadro normativo per l'attuazione dell'acquis e la promozione della coesione economica e sociale. Nel 2001, il 37% degli impegni nell'ambito dei programmi nazionali riguardava lo sviluppo istituzionale e il 64% lo sviluppo istituzionale e gli investimenti associati combinati. Pertanto, gli investimenti a sostegno della coesione economica e sociale hanno interessato il 36% dei programmi nazionali. Gli impegni complessivi di PHARE per il 2001 ammontavano a 1641 milioni di euro, comprese le seguenti attività: * programmi nazionali: 1 091 milioni di euro, di cui: - Bulgaria: 83 mio EUR - Rep. Ceca: 65 mio EUR - Estonia: 26 mio EUR - Ungheria: 90 mio EUR - Lettonia: 31 mio EUR - Lituania: 46 mio EUR - Polonia: 411 mio EUR - Romania: 274 mio EUR - Slovacchia: 44 mio EUR - Slovenia: 21 mio EUR * cooperazione transfrontaliera: 163 mio EUR * programmi regionali e orizzontali: 219 mio EUR * sicurezza nucleare: 168 mio EUR Sostegno a favore dei bambini ad illustrazione dell'intervento di Phare nei paesi candidati Nella maggior parte dei paesi candidati dell'Europa centrale e orientale Phare sostiene la realizzazione di progetti a favore dei bambini. L'importo complessivo destinato ai progetti attuati nel 2001 ammonta a circa 55,5 milioni di euro, finanziati attraverso i programmi nazionali, nonché nell'ambito di diversi programmi plurinazionali, quali il programma Access e il programma per piccoli progetti. Nel 2001, sono stati inoltre promossi nuovi progetti per un importo complessivo pari a 24 milioni di euro. I principali settori di intervento dei progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni dei bambini nei paesi candidati riguardano la riforma dei servizi di assistenza all'infanzia, il sostegno dei bambini socialmente sfavoriti, quali i bambini di strada, i disabili, le vittime di abusi e i bambini trascurati, nonché l'istruzione, dalla prima infanzia alla scuola secondaria. Particolare attenzione viene rivolta all'accesso all'istruzione da parte dei bambini appartenenti a gruppi emarginati della società, quali, in particolare, la minoranza Rom. In Romania, ad esempio, Phare 1999 ha promosso la riforma della tutela dell'infanzia, mediante un programma il cui controvalore ammonta a 25 milioni di euro. In appresso sono descritte le principali componenti di tale programma: * uno schema di aiuti denominato "Prima i bambini" che prevede la chiusura dei grandi istituti di accoglienza vecchio stile, nell'ambito del quale vengono attuati 110 progetti locali di tutela dell'infanzia (asili nido, case famiglia, affidamento, progetti di reintegrazione, centri di assistenza alle madri e ai bambini); * una campagna nazionale di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, volta a prevenire l'abbandono dei bambini e la successiva reintegrazione nelle famiglie (naturali, affidatarie o adottive nazionali) e a informare il grande pubblico circa le alternative esistenti all'istituzionalizzazione dei bambini; * un progetto di gemellaggio che, sfruttando le competenze degli Stati membri dell'UE, mira a favorire la cooperazione tra il ministero del Lavoro e i servizi di previdenza sociale e i dipartimenti per la tutela dell'infanzia (a livello centrale e locale), allo scopo di assicurare che le politiche generali adottate dalla Romania in materia di previdenza sociale possano sostenere efficacemente le famiglie con bambini e impedire l'abbandono e l'istituzionalizzazione di questi ultimi. 2.3. Revisione Phare 2000 A seguito di una revisione del programma Phare, nell'ottobre 2000, il commissario responsabile dell'allargamento ha adottato una comunicazione intitolata "Rafforzare la preparazione all'adesione" (C(2000)3103/2 del 27 ottobre). Dalle conclusioni della revisione Phare 2000, emerge che gli attuali orientamenti di Phare continuano a tenere conto dei principali bisogni dei paesi candidati e devono rimanere invariati. Tuttavia, la revisione ha individuato due obiettivi aggiuntivi per Phare nel periodo 2000-2006: (i) piena realizzazione della riforma 1997 del programma Phare e (ii) passaggio ai Fondi strutturali. Nel corso del 2001, sono stati costantemente perseguiti i principali sviluppi descritti nella comunicazione sulla revisione di Phare 2000, per affrontare questi due obiettivi aggiuntivi. La riforma del 1997 di Phare ha orientato il programma verso un approccio imperniato sull'adesione. Nel 2001, Phare ha fornito un più ampio sostegno a favore dello sviluppo e del rafforzamento delle istituzioni di cui hanno bisogno i paesi candidati per procedere all'attuazione dell'acquis al momento dell'adesione. Tale aiuto è stato convogliato attraverso il sostegno allo sviluppo istituzionale, il cui principale strumento è rappresentato dal gemellaggio o gemellaggio parziale e attraverso il sostegno agli investimenti nelle strutture regolamentari, allo scopo di attuare l'acquis. Sono state adottate misure per decentralizzare ulteriormente la responsabilità di attuazione di Phare verso paesi candidati (sistema di attuazione decentrata esteso), allo scopo di derogare all'approvazione ex ante dei progetti da parte della Commissione. Un'armoniosa ed efficace transizione verso i Fondi strutturali richiede il rafforzamento della capacità amministrativa e di programmazione dei paesi candidati. Durante il 2001, sono state adottate misure volte a rafforzare l'approccio di programmazione utilizzato nell'ambito dei Fondi strutturali. A questo proposito, ai paesi candidati è stato richiesto di presentare una versione riveduta del proprio piano di sviluppo nazionale (preliminare). Nei piani di sviluppo nazionali (PSN), viene delineata la strategia dei paesi candidati, le priorità e le azioni di promozione della coesione economica e sociale (CES) nei rispettivi territori. Pertanto tali piani costituiscono i documenti principali per la programmazione degli interventi di Phare in materia di coesione economica e sociale (CES). Pur svolgendo tale ruolo di preadesione, i PSN rappresentano al tempo stesso i precursori dei futuri piani di sviluppo/progetti di documenti unici di programmazione richiesti dal regolamento sui Fondi strutturali. Il ricorso agli "schemi di aiuto" (ovvero alle misure indicate nell'articolo 9, lettera j del regolamento sui Fondi strutturali) è divenuto estremamente diffuso, come metodo per promuovere gli investimenti a favore della CES in uno dei settori di sviluppo delle risorse umane, gli investimenti nei settori produttivi e le infrastrutture nel settore dell'imprenditoria. Ciò consente un'attuazione più decentrata dei progetti Phare, che risultano simili, in termini di dimensioni e natura, alle operazioni dei Fondi strutturali, purché i paesi candidati siano in grado di gestire "schemi" invece di progetti autonomi. Per quanto riguarda la capacità amministrativa dei paesi candidati, nel 2001, Phare ha rafforzato il proprio sostegno a favore delle strutture dei paesi candidati deputate alla gestione dei Fondi strutturali al momento dell'adesione. Tale rafforzamento è avvenuto principalmente attraverso gli strumenti di sviluppo istituzionale, quali i gemellaggi. Inoltre, con il sostegno di TAIEX, a decorrere dal 2001, la Commissione ha organizzato alcuni seminari sui Fondi strutturali e sull'adesione nell'insieme dei paesi candidati, ad eccezione di Bulgaria e Romania, al fine di spiegare come vengono gestiti gli aiuti comunitari negli Stati membri dell'UE ed esporre il parere della Commissione riguardo alle azioni che dovranno intraprendere i futuri Stati membri per prepararsi all'attuazione dei Fondi strutturali, dal momento dell'adesione fino al 2006. 2.4. Programmi nazionali Phare * Sostegno allo sviluppo istituzionale - Il Gemellaggio I gemellaggi, promossi nel maggio 1998 come il principale strumento di sviluppo istituzionale, mirano ad assistere i paesi candidati nello sviluppo di amministrazioni moderne ed efficienti, dotate delle strutture, delle risorse umane e delle competenze gestionali necessarie per applicare l'acquis comunitario come gli Stati membri attuali. Gli aiuti di preadesione mirati dei gemellaggi prevedono l'invio a lungo termine di funzionari statali unitamente ad attività di formazione e missioni di esperti a breve termine. Complessivamente, 503 progetti di gemellaggio sono già stati finanziati dalla Comunità tra il 1998 e il 2001. Tra il 1998 e il 2000, 373 dei suddetti progetti si sono concentrati sui seguenti settori: agricoltura, ambiente, finanze pubbliche, giustizia e affari interni e preparazione per la gestione dei Fondi strutturali. Si tratta dei principali settori prioritari individuati nei partenariati di adesione. Dal 2000, i progetti di gemellaggio hanno affrontato anche altre importanti tematiche dell'acquis, quali, ad esempio, le politiche sociali, la lotta contro la droga, i trasporti e la regolamentazione delle telecomunicazioni. Pertanto, attualmente i gemellaggi coprono tutti i settori relativi all'acquis. Grazie al consistente sostegno e alla decisa risposta degli Stati membri dell'UE, sono già stati conclusi 103 partenariati di gemellaggio finanziati da Phare 1998, che hanno coinvolto tutti i paesi candidati e la quasi totalità degli Stati membri. Nel quadro di Phare 1999 sono in corso di attuazione altri 123 progetti e la programmazione per Phare 2000 comprende altri 146 progetti di gemellaggio. La programmazione 2001 comprende 130 progetti di gemellaggio nell'insieme dei paesi beneficiari di Phare, oltre a Cipro e Malta. Secondo le stime, nell'insieme dei paesi candidati saranno costantemente operativi circa 250 progetti di gemellaggio. Inoltre, ai paesi candidati è stata offerta la possibilità di avvalersi delle competenze degli Stati membri mediante il "gemellaggio parziale", per gestire progetti ben circoscritti e di portata ridotta, in relazione ai quali dovesse emergere durante il processo dei negoziati una qualche necessità di un adeguamento. Nella primavera del 2000, è stata eseguita una valutazione indipendente della progettazione dei gemellaggi, la cui relazione è stata presentata nel luglio dello stesso anno. La Commissione ha accolto la maggior parte delle raccomandazioni di tale valutazione, allo scopo di migliorare le norme procedurali e finanziarie dei gemellaggi, come risulta dal manuale relativo ai gemellaggi. Infine, sono state adottate misure volte ad accelerare l'attuazione del programma. - TAIEX Nella primavera del 2001, è stata istituita l'unità TAIEX in seno alla DG Allargamento. Parallelamente, è stata avviata una nuova procedura di gara per sostituire l'ufficio Assistenza tecnica con un nuovo appaltatore in grado di fornire servizi commerciali all'unità, attraverso un contratto quadro con il quale viene gestito un fondo speciale. Il 2001 è stato caratterizzato da una serie di aumenti, sia per quanto riguarda la gamma di servizi offerti sia per quanto riguarda il numero di paesi candidati che beneficiano di TAIEX. Complessivamente, nel 2001, si sono svolte 492 manifestazioni: dai seminari e convegni, che hanno visto la partecipazione di tutti i paesi candidati, ai programmi di scambio di esperti e alle visite di studio del personale amministrativo alle amministrazioni degli Stati membri. Un'ampia percentuale di eventi ha riguardato tematiche connesse con i seguenti settori: agricoltura, questioni finanziarie e istituzionali, protezione dell'ambiente, dei consumatori e della salute. Nel complesso, dagli Stati membri sono stati mobilitati 2.048 esperti, mentre alle manifestazioni TAIEX hanno assistito 11.257 partecipanti dai paesi candidati. Sono stati introdotti nuovi servizi che si sono tradotti in una serie di nuove iniziative, tra le quali: il programma di formazione regionale, in base al quale alcuni candidati selezionati, appartenenti alle amministrazioni regionali vengono addestrati allo scopo di sviluppare sistemi locali di formazione, per favorire l'applicazione di importanti settori dell'acquis a livello locale; un programma per la gestione dei porti e dei confini, finalizzato a promuovere l'applicazione dell'acquis nel settore dei confini, mediante lo sviluppo di attività di formazione e cooperazione tra i servizi interessati, iniziando dai porti marittimi e fluviali, a seguito delle conclusioni della conferenza di TAIEX sui porti, che ha riscosso un enorme successo ed è stata organizzata di concerto con il Land Brema nel dicembre 2000; le settimane dell'impresa per il settore privato, per offrire agli operatori economici e ai partner sociali maggiori opportunità per esaminare le implicazioni dell'applicazione dell'acquis comunitario nei singoli paesi candidati; il programma del Parlamento, che prevede sessioni di "domande e risposte" a Bruxelles per i comitati parlamentari nazionali dei paesi candidati, nonché un programma di scambi per i funzionari con i parlamenti nazionali degli Stati membri; l'introduzione della borsa degli esperti TAIEX, che consente di utilizzare un sistema più trasparente e efficace per inoltrare le richieste di esperti e di visite di studio alle amministrazioni degli Stati membri e per rinviare le offerte di queste ultime ai paesi candidati. * Il sostegno agli investimenti Gli orientamenti relativi al 1999 hanno auspicato un riorientamento del sostegno agli investimenti, allo scopo di tenere conto dell'avvio di ISPA e SAPARD. Nel 2001, gli investimenti rappresentavano il 63% delle risorse impegnate nei programmi nazionali, di cui il 27% era destinato agli investimenti a favore delle strutture regolamentari per l'attuazione dell'acquis. Inoltre, nella revisione di Phare è stata sottolineato la necessità di aiutare i paesi candidati a prepararsi ai Fondi strutturali. Nel 2001, la Commissione ha continuato a ampliare il proprio sostegno alla coesione economica e sociale (che rappresenta il 36% degli importi complessivamente impegnati nei programmi nazionali) e a orientarsi verso le strategie richieste per i Fondi strutturali, con la rapidità massima consentita dai criteri di sostenibilità e fattibilità, tenendo conto delle specificità di ciascun paese candidato. A questo proposito, nel 2001, dalle risorse riservate allo sviluppo istituzionale sono stati destinati 57 milioni di euro ad autorità o soggetti responsabili della preparazione e attuazione degli aiuti di adesione dei Fondi strutturali, mentre 394 milioni di euro in fondi di investimento sono stati riservati agli investimenti a favore della coesione economica e sociale, per consentire la sperimentazione di strategie utili per le azioni di cui all'obiettivo 1, basandosi in larga misura su un approccio programmatico. Inoltre, è stato accelerato il processo di elaborazione dei piani di sviluppo nazionali, per sostenere la programmazione degli investimenti a favore della coesione economica e sociale e per consentire la preparazione ai Fondi strutturali, mentre la programmazione per la CTF si è basata più rigorosamente sui piani di sviluppo nazionali e si è orientata verso Interreg. 2.5. Cooperazione transfrontaliera Phare Il regolamento PHARE CTF del dicembre 1998 ha apportato consistenti modifiche al funzionamento dei programmi di cooperazione transfrontaliera, allo scopo di allineare la CTF Phare con le procedure Interreg. In questo contesto, l'introduzione dei documenti congiunti di programmazione e l'istituzione di strutture comuni (ovvero i comitati misti di coordinamento) ha rappresentato un notevole passo avanti verso Interreg. Ulteriori miglioramenti in termini di più stretto allineamento della CTF Phare con Interreg sono stati apportati alla fine del 2000, nel contesto della comunicazione "Revisione Phare 2000 - Rafforzamento della preparazione all'allargamento". Tali miglioramenti vengono attualmente messi in pratica nell'ambito dei programmi congiunti per il 2000-2006. I miglioramenti comprendono una serie di stanziamenti finanziari indicativi pluriennali per confine e una strategia programmatica per Phare, attraverso l'introduzione di "regimi di aiuto". Quest'ultimo aspetto consente un'attuazione più decentrata dei progetti Phare, che risultano simili, in termini di dimensioni e natura, a quelli di Interreg, purché i paesi candidati siano in grado di gestire "regimi di aiuto" invece di progetti autonomi. Sono previsti due tipi di "schemi": fondi per piccoli progetti, per sovvenzioni inferiori a 50.000 euro e schemi per la coesione economica e sociale, per sovvenzioni comprese tra 50.000 e 2 milioni di euro. Su tutti i confini, sono stati istituiti o hanno continuato a operare i fondi per piccoli progetti (SPF), utilizzando tra il 10 e il 20% degli stanziamenti complessivi del programma. Le azioni "persone per le persone" in settori quali la cultura, l'istruzione, l'informazione, l'occupazione e lo sviluppo economico locale, finanziate nell'ambito degli SPF, hanno ulteriormente rafforzato la partecipazione delle autorità locali e regionali alla cooperazione transfrontaliera. Gli schemi per le sovvenzioni comprese tra 50.000 e 2 milioni di euro vengono attuati nel quadro del sostegno della coesione economica e sociale in uno dei settori dello sviluppo delle risorse umane, del sostegno al settore produttivo e delle infrastrutture connesse con le imprese. Nel periodo 2000-2002, la CTF Phare dispone di una dotazione annua pari a 151 milioni di euro, assegnati ai vari paesi candidati sulla base di criteri oggettivi (popolazione, PIL pro capite e superficie delle regioni frontaliere interessate). Un ulteriore elemento da prendere in considerazione era la necessità di un equilibrio da entrambi i lati della frontiera e di una ripartizione due terzi/un terzo tra confini UE-PC e PC-PC, come precisato nei commenti al bilancio. Nel 2001 i programmi Phare CTF risultano operativi presso 14 frontiere. Inoltre, un ulteriore importo pari a 12 milioni di euro viene stanziato a favore del programma di CTF per il Baltico (Polonia, Lettonia, Lituania, Estonia) dove, tenuto conto della peculiarità della regione del Mar Baltico, occorre seguire un approccio transnazionale, unitamente al programma Interreg III B. Per il periodo 2000-2006, sono stati elaborati documenti congiunti di programmazione per ciascuna frontiera UE-PC (sotto forma di documenti congiunti di programmazione Phare CTF/Interreg) e PC-PC (ad eccezione delle zone del Mar Baltico). Nella regione del Mar Baltico, il documento congiunto di programmazione CFT/Interreg III B è stato approvato dalla Commissione nel giugno 2001. L'attuazione dei documenti congiunti di programmazione ha raggiunto la velocità di regime nel corso del 2001. 2.6. Programmi a favore di più beneficiari Dispositivo per il finanziamento delle PMI L'obiettivo del dispositivo per il finanziamento delle PMI è convincere gli intermediari finanziari, ovvero le banche, le società di leasing o i fondi di investimento nei paesi candidati dell'Europa centrale a espandere e promuovere le proprie operazioni finanziarie a favore delle PMI. Per aiutare gli intermediari finanziari a sopperire alla propria mancanza di esperienza, a coprire i costi amministrativi speciali e ad affrontare i relativi rischi, il dispositivo garantisce loro un accesso al finanziamento e incentivi speciali. Il dispositivo è finanziato dalle istituzioni finanziarie internazionali (IFI), in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), la Banca europea per gli investimenti (BEI) e la Banca per lo sviluppo del Consiglio d'Europa/Kreditanstalt (CEB/KfW). I progetti relativi al dispositivo vengono messi a punto nell'ambito di due componenti coordinate (la prima riguarda i prestiti, le garanzie e il leasing e la seconda le azioni) e assumono la forma di prestiti o di finanziamento mediante compartecipazione per le IF, unitamente ai pacchetti su misura di incentivi finanziari. Gli intermediari finanziari prestano a terzi o danno in affitto alle PMI o alle microimprese individuali oppure offrono loro finanziamenti mediante compartecipazione. In taluni casi, gli intermediari finanziari convogliano altresì fondi aggiuntivi dalle risorse proprie alle imprese beneficiarie. A seguito dell'avvio della Fase I varata dalla Commissione e dalla BERS nell'aprile 1999, il dispositivo è entrato nella Fase II nel 2001, destinando alla BERS e a CEB/KfW 30 milioni di euro ciascuno. Inoltre, la Commissione ha deciso di inserire la BEI tra i finanziatori parimenti per un importo di 30 milioni di euro e di estendere la portata del dispositivo alla Turchia, attraverso un'iniziativa di cooperazione con CEB/KfW, per un controvalore di 4 milioni di euro. Alla fine del 2001, la situazione finanziaria del programma era la seguente: >SPAZIO PER TABELLA> Programma di sostegno alle imprese Il programma è stato messo a punto allo scopo di rafforzare il ruolo delle organizzazioni rappresentative delle imprese nei paesi candidati dell'Europa centrale, in modo da consentire loro di aiutare gli operatori economici di tali paesi ad affrontare le sfide derivanti dall'adesione all'UE e adeguarsi, in particolare, ai cambiamenti apportati a livello aziendale, a seguito del necessario adeguamento all'acquis comunitario. A tal fine, è stato promosso lo sviluppo di accordi di partenariato e gemellaggio con organizzazioni rappresentative delle imprese settoriali e orizzontali negli Stati membri esistenti. Sono stati finanziati 17 progetti, attraverso sovvenzioni complessivamente pari a 22 milioni di euro, che hanno interessato un'ampia gamma di attività e settori economici: camere di commercio; piccole e medie imprese artigiane; industria del legno e del mobile; cooperative di produttori, imprese sociali e imprese partecipative; industria chimica; industria alimentare e delle bevande; industria siderurgica; industria tessile e dell'abbigliamento; produzione animale; e industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. I progetti si sono concentrati, tra l'altro, sui seguenti obiettivi: rafforzare la gestione democratica e indipendente delle organizzazioni rappresentative delle imprese; sviluppare l'efficienza di tali organizzazioni come gruppi di interesse a livello nazionale e internazionale; aiutare le imprese dei paesi candidati dell'Europa centrale a capire il mercato interno e ad adeguarsi al relativo acquis comunitario; fornire competenze tecniche in materia di sviluppo aziendale. Il programma di sostegno alle imprese ha inoltre contribuito al finanziamento di due progetti speciali: il primo in materia di proprietà industriale e il secondo a favore delle organizzazioni rappresentative nel settore agricolo. Nella maggior parte dei casi, i progetti hanno promosso lo sviluppo di un approccio pratico sulle modalità di attuazione dell'acquis; conferenze, seminari, convegni, formazione e missioni di consultazione rappresentano le principali tipologie di attività intraprese. Inoltre, quasi tutti i progetti hanno previsto l'organizzazione di tirocini e l'invio di rappresentanti delle organizzazioni di sostegno alle imprese dei paesi candidati in organizzazioni simili nell'UE o nell'organizzazione centrale a livello europeo. Sono inoltre previste le seguenti ulteriori attività, alcune delle quali sono già state realizzate: analisi delle esigenze; sviluppo di piattaforme per lo scambio di dati statistici; sviluppo di siti extranet/intranet; inserimento on-line di informazioni specifiche sull'acquis; preparazione degli appalti per altri programmi comunitari. I risultati e gli obiettivi finora conseguiti indicano un miglioramento generale nel livello di conoscenza e consapevolezza circa le tematiche connesse con l'adesione all'UE, nonché una comprensione del ruolo e della responsabilità delle organizzazioni di sostegno alle imprese nell'UE. Programma ambientale Nel 2001 si sono chiuse tre iniziative imperniate sull'adesione e iniziate nel 1999: - il progetto sostenibile a favore della tutela della natura (1,9 mio EUR); - l'assistenza ad hoc ai paesi candidati dell'Europa centrale, in preparazione all'adesione all'Agenzia europea dell'ambiente (1,6 mio EUR); - l'inventario delle situazioni di non conformità con le direttive comunitarie selezionate, nel Triangolo nero (0,5 mio EUR) e l'attuazione del progetto regionale di adesione in materia di ambiente (REAP), che ha beneficiato di un importo pari a 6,25 milioni di euro. Le attività del REAP mirano a rafforzare il rispetto della legislazione ambientale comunitaria in una serie di settori sensibili (qualità dell'aria, qualità delle risorse idriche, gestione dei rifiuti, ecc.) e in particolare a migliorare i livelli della capacità di attuazione. Sono stati altresì forniti un sistema di assegnazione di premi e una serie di orientamenti ai comuni dei paesi candidati dell'Europa centrale, ai quali è stata trasferita le responsabilità per la gestione di molte delle direttive. Inoltre, il REAP ha contribuito allo sviluppo delle reti necessarie per assicurare una migliore informazione delle ONG e del pubblico e una loro più efficace integrazione nel processo di ravvicinamento. Programma orizzontale PHARE Giustizia e affari interni Per rafforzare la capacità amministrativa degli organi di polizia e delle autorità giudiziarie nei paesi candidati dell'Europa centrale, attraverso il presente programma sono stati finanziati interventi di assistenza nei seguenti settori: * "cooperazione giudiziaria in ambito penale" (1,5 mio EUR). Il presente progetto ha affrontato tematiche quali l'estradizione, l'assistenza legale reciproca e la confisca; * "Stato di diritto" (3,1 mio EUR). Il progetto si è concentrato su quattro aspetti dell'amministrazione dei sistemi giudiziari nei 10 paesi candidati dell'Europa centrale: indipendenza del sistema giudiziario; stato e ruolo del pubblico ministero; procedure dei tribunali ed esecuzione delle sentenze; sicurezza per le vittime, i giudici, i pubblici ministeri, gli avvocati della difesa e i giurati; * "migrazione, visti e gestione delle frontiere esterne" (3,0 mio EUR). Nell'ambito del progetto, sono state affrontate le seguenti tematiche: funzionamento del servizio per l'immigrazione e procedure in materia di detenzione, espulsione e rimpatrio; politica e procedure in materia di visti; acquis relativo a Schengen e lotta contro le reti dell'immigrazione clandestina. Inoltre, sono state finanziate attività di "formazione dei giudici in materia di diritto comunitario" (1,3 mio EUR). I progetti sono stati attuati dall'Istituto europeo di amministrazione pubblica (formazione dei giudici) e da consorzi di Stati membri che hanno messo a disposizione personale esperto e professionisti appartenenti ai rispettivi dipartimenti statali, nonché gruppi per la gestione dei progetti. Il progetto sulla formazione dei giudici mirava a elaborare una metodologia e un piano di formazione per ciascun paese candidato dell'Europa centrale, e a fornire ai giudici un manuale pratico comune in materia di diritto comunitario. Tutti gli altri progetti sono stati sviluppati seguendo una struttura comune: a una fase di ricerca a tavolino segue l'invio nei paesi beneficiari di missioni di funzionari degli Stati membri, con compiti di accertamento e assistenza. Il lavoro comune degli esperti dei paesi beneficiari e degli Stati membri aveva come obiettivo la formulazione di "raccomandazioni" o "piani d'azione nazionali" con chiare indicazioni delle misure pratiche che i paesi candidati avevano stabilito di adottare dopo la fine dei progetti. Tali progetti prevedevano altresì una serie di seminari di formazione basati sul concetto di "formazione dei formatori". L'attuazione del programma orizzontale Phare Giustizia e affari interni è proseguita nel 2002. Programma di lotta contro la droga Il piano d'azione dell'Unione europea in materia di lotta contro la droga (2000-2004), adottato al Consiglio europeo di Feira, invita la Commissione e il Consiglio ad assicurare che i paesi candidati adottino la legislazione comunitaria e le migliori pratiche in materia di lotta contro la droga e che la loro attuazione risulti soddisfacente. Tenendo conto di tale obiettivo, i progetti previsti nell'ambito del programma di lotta contro la droga sono stati elaborati basandosi su un'impostazione simile a quella del programma orizzontale Phare Giustizia e affari interni, che prevede la fornitura da parte degli Stati membri di competenze e risorse per la gestione dei progetti. Con la fase V del Progetto Phare sui precursori (1,3 mio EUR), è stata fornita assistenza per l'elaborazione di una legislazione compatibile e sono state offerte opportunità di formazione e attrezzature utili, finalizzate al rafforzamento dell'amministrazione e dell'applicazione dei controlli sui precursori. Il Progetto Phare sulle droghe sintetiche (2 mio EUR) ha iniziato a rafforzare le capacità dei paesi candidati di ridurre le attività illegali di produzione e traffico di droghe sintetiche mediante azioni di sensibilizzazione, attività di formazione in materia di analisi delle droghe sintetiche e interventi di smantellamento dei laboratori illegali. Il risultato più significativo conseguito da tale progetto è rappresentato dai piani di intervento nazionali in materia di droghe sintetiche, che hanno definito il quadro delle azioni necessarie, nel breve e medio termine, in materia di riduzione dell'offerta di droghe sintetiche. Entrambi i progetti sono terminati nel dicembre 2001. Nel dicembre 2001, si è concluso il progetto comune UNDCP-Phare sull'applicazione delle leggi antidroga nell'Europa sudorientale (4,5 mio EUR), attuato dall'UNDCP, che ha rafforzato il raggruppamento regionale e subregionale delle capacità nazionali di smantellare le organizzazioni dedite al narcotraffico, ostacolare i canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti e scoprire la presenza di droga ai punti di frontiera e durante il transito. Oltre alla Bulgaria e alla Romania, ha partecipato al progetto anche la ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Infine, nel febbraio 2001, è stato avviato il progetto Cooperazione OEDT - PECO (2 mio EUR), che mira a integrare i 12 paesi candidati nelle attività dell'Osservatorio europeo della droga e delle tossicodipendenze (OEDT) e a stabilire collegamenti strutturali con la rete Reitox (rete europea di informazioni sulle droghe e le tossicodipendenze). I punti focali nazionali vengono ulteriormente consolidati, istituzionalizzati e preparati a partecipare a tali attività, mediante una forte componente di sviluppo istituzionale e delle capacità. Programma ECOS-Ouverture Il programma mira a rafforzare le autorità locali dei paesi dell'Europa centro-orientale, attraverso la cooperazione con le controparti dell'UE, soprattutto con quelle situate nelle zone svantaggiate dell'Unione. La presente azione di sostegno interregionale incoraggia la cooperazione tra le autorità competenti, attraverso progetti comuni in materia di scambio di esperienze e competenze tecniche. L'iniziativa è nata nel 1990 e dal 1994 è finanziata da Phare e dal FESR. Il 2001 è stato il primo anno completo per l'attuazione dei 32 progetti finanziati nell'ambito del bilancio Phare 1998, per un importo complessivo pari a 7,35 milioni di euro. I principali ambiti di cooperazione sono lo sviluppo economico (18) e l'ambiente (7), mentre i restanti progetti si concentrano sugli aspetti culturali (4) o amministrativi (3). Con una dotazione media di 244.440 euro, i partner di Phare svolgono un ruolo più significativo nei progetti che nelle precedenti generazioni del programma. Un terzo di tutti i progetti possiede due o più partner dei paesi beneficiari di Phare. Le autorità rumene sono più ampiamente rappresentate nel programma e partecipano a 11 progetti diversi. Seguono i partner ungheresi (7) e sloveni (6). Le attività dei progetti, la cui durata è compresa tra 24 e 36 mesi, terminano nel secondo semestre del 2002. Statistiche L'obiettivo più ampio del programma Phare a favore di più beneficiari in materia di cooperazione statistica consiste nel migliorare le capacità dei paesi candidati Phare di fornire statistiche ufficiali, soprattutto nell'ambito del processo di preadesione. Al presente programma e ai relativi obiettivi sono stati attribuiti consistenti stanziamenti dal bilancio Phare, nel periodo 1991-1999. Nel 2000, è stato elaborato un documento strategico allo scopo di definire una metodologia di lavoro per conseguire l'obiettivo del rispetto dell'acquis nel settore statistico, con il sostegno del programma Phare. Sulla base di tale metodologia, sviluppata in stretta collaborazione e con la partecipazione di Eurostat, dei paesi candidati stessi, degli Stati membri, delle organizzazioni internazionali e di altri finanziatori e valida per il periodo 2000-2002, Eurostat ha elaborato il programma Phare pluribeneficiari 2001, approvato nel settembre 2001 dal comitato di gestione Phare. Il programma 2001 è orientato verso il rafforzamento delle istituzioni degli istituti statistici nazionali (ISN) dei paesi candidati, allo scopo di consentire loro di soddisfare più efficacemente le esigenze dei propri clienti, elaborare dati accurati, affidabili e rapidamente disponibili, conformemente alla legislazione comunitaria, migliorare la qualità delle statistiche disponibili e rafforzare la fiducia nella statistica. Il programma contiene altresì una componente intesa a valutare il grado di conformità all'acquis nel settore statistico nei paesi candidati. Il bilancio totale di questo programma ammonta a 7,39 milioni di euro. Il programma contiene diversi tipi di progetti, i più importanti dei quali sono i progetti settoriali, che mirano a colmare le lacune ancora esistenti nell'applicazione dell'acquis o ad affrontare i nuovi requisiti previsti dall'acquis. Nel presente programma, sono stati inseriti diversi progetti in materia di statistiche macroeconomiche, imprenditoriali, sociali, agricole e relative agli scambi con l'estero, la cui attuazione è iniziata nel febbraio 2002. Il bilancio totale di questi progetti ammonta a circa 3,4 milioni di euro. Un'altra importante componente del programma, alla quale viene riservata una dotazione di 3,5 milioni di euro, prevede tutte le attività di assistenza in ambito statistico, quali la partecipazione ai gruppi di lavoro di Eurostat, seminari, corsi di formazione, invio di apprendisti presso Eurostat o presso un ufficio statistico di uno Stato membro, nonché visite di studio e consultazioni. La terza parte del programma (0,5 mio EUR) comprende la componente relativa al controllo della conformità, mediante uno strumento denominato base di dati della conformità. L'attuazione del presente programma è iniziata nel mese di febbraio, con la stipulazione dei contratti per i progetti settoriali, mentre la dotazione per le attività di assistenza nel settore statistico verrà assegnata sotto forma di sovvenzioni sia agli uffici statistici degli Stati membri che a quelli dei paesi candidati. La verifica del grado di conformità avrà inizio nel settembre 2002. Tutti i vari progetti verranno ultimati nella primavera 2004. Si prevede che tali progetti contribuiranno all'ulteriore sviluppo del processo di adeguamento dei sistemi statistici dei paesi candidati con gli standard europei. I progetti rafforzeranno la capacità degli uffici statistici di elaborare dati in piena conformità con l'acquis nei settori selezionati della cooperazione. Programma LIEN Il programma LIEN (Link Inter European NGOs) mira a incoraggiare la cooperazione tra organizzazioni non governative senza scopo di lucro attive nel settore sociale, a stimolarne l'attività e a fornire aiuto ai cittadini svantaggiati. Dal 1992, sono stati selezionati 216 progetti, che hanno beneficiato di sovvenzioni Phare complessivamente pari a circa 31 milioni di euro. I 40 progetti selezionati durante l'ultimo invito a presentare proposte di LIEN nel 1999, sono stati attuati nel 2001 e comprendono tutti i paesi beneficiari di Phare, nonché Albania, Bosnia-Erzegovina ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Un'ampia parte dei progetti (14) è stata attuata dalle ONG, mediante la realizzazione di interventi a favore delle donne con limitato accesso all'assistenza sanitaria e all'occupazione, dei giovani e degli anziani, nonché delle minoranze etniche (14 progetti). Altri 15 progetti hanno fornito aiuto ai disabili (non vedenti, persone con handicap fisico e mentale), ai malati (HIV) e ai tossicodipendenti. I fondi rimanenti sono stati utilizzati per sostenere progetti in materia di occupazione (5) o altre iniziative (6), quali i campi di formazione per le attività informative sulle mine in Bosnia-Erzegovina. Programma di partenariato Dal 1993 Phare eroga fondi a sostegno del programma di partenariato, allo scopo di promuovere il dialogo e la cooperazione in materia di sviluppo locale tra organizzazioni senza scopo di lucro private e pubbliche, nei paesi dell'Europa centrale e orientale. Il programma eroga finanziamenti sotto forma di sovvenzioni per progetti di sviluppo locale avviati da almeno due organizzazioni senza scopo di lucro, che intendono sviluppare un partenariato sostenibile allo scopo di consentire lo scambio reciproco di competenze, conoscenze e esperienze. La maggior parte dei 52 progetti finanziati nell'ambito del programma di partenariato 1997, per un importo complessivo di 9,75 milioni di euro, sono stati chiusi nel 2001. I progetti di quest'ultima generazione di partenariato si sono concentrati sui seguenti obiettivi: - sviluppo locale e regionale (migliorare i servizi locali e regionali, la programmazione regionale, lo sviluppo rurale e agricolo, il turismo); - sviluppo delle imprese; - - sviluppo socioeconomico (promozione dei diritti dei lavoratori e del dialogo sociale, promozione degli interessi dei consumatori, rafforzamento delle associazioni che rappresentano cooperative, ecc.). Molti dei progetti continueranno a svolgere le rispettive attività utilizzando i finanziamenti provenienti da altre fonti, quali il programma ACCESS della Commissione europea o i programmi nazionali. Programma ACCESS Il programma Access mira a rafforzare la società civile nei paesi candidati, promuovendo l'attuazione dell'acquis comunitario in quei settori politici nei quali le attività dei governi sono assenti o sono complementari a quelle del terzo settore, nonché migliorando il livello di consapevolezza e di consenso dell'opinione pubblica in tali settori. Inoltre, mediante le attività finanziate nell'ambito di Access, verranno incoraggiati l'inserimento e la partecipazione di individui e di gruppi che rischiano di divenire economicamente, socialmente o politicamente emarginati nel processo di trasformazione. Nell'ambito del programma, possono essere finanziati interventi in materia di tutela dell'ambiente, sviluppo socioeconomico e attività sociali. ACESS eroga sovvenzioni sotto forma di cofinanziamento per sostenere progetti realizzati da organizzazioni non governative (ONG) e da organizzazioni senza scopo di lucro (OSL). Possono essere realizzati macroprogetti, in collaborazione con organizzazioni appartenenti ad almeno due paesi diversi (paesi Phare candidati all'adesione e paesi UE) o microprogetti, da un'unica organizzazione, con sede in uno dei paesi candidati. Inoltre, il programma comprende uno strumento per la creazione di reti, che fornisce sostegno alle ONG/OSL nei paesi candidati, allo scopo di consentire la partecipazione alle attività organizzate a livello comunitario. Nel corso del 2001, nei dieci paesi dell'Europa centro-orientale, è iniziata l'attuazione di 463 progetti, nell'ambito di Access 1999, per un importo complessivo di 16,77 milioni di euro (su un totale di 19 milioni di euro disponibili per gli aiuti). L'attuazione delle iniziative finanziate con i fondi rimanenti nonché con Access 2000 ha luogo nel 2002. 2.7. Partecipazione a programmi e agenzie della Comunità Nell'Agenda 2000, la Commissione europea ha proposto, tra gli obiettivi intermedi dell'adesione, la progressiva apertura ai paesi candidati di un ampio ventaglio di programmi comunitari, senza attendere la data di adesione. È stato altresì proposto di consentire la partecipazione attiva in taluni organismi o agenzie della Comunità, allo scopo di preparare più adeguatamente tali paesi all'adozione dell'acquis. Poiché i programmi comunitari comprendono la maggior parte delle politiche promosse dalla Comunità, essi garantiscono un'utile preparazione all'adesione, consentendo ai paesi candidati e ai rispettivi cittadini di familiarizzarsi con le politiche e i metodi di lavoro dell'Unione. Dal 1998, i paesi candidati dell'Europa centrale e orientale partecipano pienamente ai programmi comunitari, in particolare in materia di istruzione, formazione professionale, gioventù, ricerca, fonti energetiche, ambiente, piccole e medie imprese. La partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari rappresenta una caratteristica fondamentale della strategia di preadesione. * Programmi A seguito della proposta di nuovi strumenti giuridici, formulata dalla Commissione al Consiglio, nel novembre 2000, allo scopo di semplificare le procedure giuridiche e facilitare in tal modo la partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari, sono stati compiuti notevoli progressi verso l'attuazione di queste nuove procedure nel 2001. Nella maggior parte dei casi, e su richiesta dei paesi candidati, il costo di tale partecipazione viene cofinanziato da Phare. Nel 2001, Phare ha stanziato 111,6 milioni di euro a favore della partecipazione dei 10 Stati dell'Europa centro-orientale ai programmi comunitari, ovvero un importo pari al 46% del loro contributo finanziario totale. La maggior parte di tali fondi sono resi disponibili a titolo di "cofinanziamento", ovvero per la partecipazione dei paesi candidati ai programmi comunitari nel 2002. * Agenzie I paesi candidati partecipano parimenti alle agenzie della Comunità. In questo contesto, sono stati negoziati accordi bilaterali con tutti e 13 i paesi candidati per consentire la loro partecipazione all'Agenzia europea dell'ambiente. Bulgaria, Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria hanno successivamente ratificato i rispettivi accordi di adesione. Nel 2001, Phare ha stanziato 2,15 milioni di euro a favore della partecipazione dei PECO all'Agenzia europea dell'ambiente nel 2002, ovvero un importo pari al 58% del loro contributo finanziario totale. Nel 2001, la Commissione ha proposto di avviare i negoziati per la partecipazione dei paesi candidati all'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Per quanto riguarda le altre agenzie, è stato deciso di iniziare da ora la preparazione per la futura partecipazione dei paesi candidati. La preparazione alla piena partecipazione ad alcune agenzie comunitarie costituisce un passo fondamentale verso la familiarizzazione dei paesi candidati con l'acquis comunitario nel senso lato del termine. Da tale attività potrebbero trarre vantaggio sia l'Unione che i paesi candidati. Il coinvolgimento dei paesi candidati avverrà sotto forma di partecipazione di rappresentanti di tali paesi ad alcuni incontri ad hoc, gruppi di esperti e altre attività specifiche di interesse reciproco svolte dalle agenzie. A questo proposito, nel 2000, sono stati stanziati 5 milioni di euro a titolo di sostegno di Phare all'attuazione delle misure preparatorie nel 2000-2001, per quanto riguarda la partecipazione dei 10 PECO a cinque agenzie comunitarie. 2.8. Cooperazione con la BEI e le istituzioni finanziarie internazionali La cooperazione con la BEI e le IFI è proseguita nel corso del 2001, nell'ambito del memorandum d'intesa sulla cooperazione in materia di aiuti di preadesione. Poiché i grandi progetti infrastrutturali che beneficiano generalmente di un cofinanziamento internazionale sono attualmente finanziati attraverso ISPA, il cofinanziamento nell'ambito di Phare è stato estremamente limitato. La Commissione, tuttavia, ha esplorato la possibilità di ricorrere al cofinanziamento delle IFI per la componente relativa alla coesione economica e sociale del programma Phare. Il principale strumento di cofinanziamento è stato anche per il 2001 lo strumento PMI, al quale avrebbe aderito la BEI, oltre alla BERS e alla Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa / KfW. Nel 2001, la Commissione ha altresì avviato una serie di discussioni con la BEI per l'adozione di uno strumento creditizio municipale nelle regioni frontaliere, come descritto nella comunicazione della Commissione sulle regioni frontaliere (del 25 luglio 2001 COM(2001) 437 def.) 3. GESTIONE DEL PROGRAMMA 3.1. Preparazione al sistema di decentramento esteso (SADE) Dal 2000, la Commissione ha avviato il processo di estensione del decentramento di Phare, allo scopo di rafforzare la capacità dei paesi candidati di gestire gli aiuti di preadesione e familiarizzarsi con i principi della responsabilità congiunta sui quali si basa l'attuazione dei Fondi strutturali. [1] [1] SAPARD è attuato fin dall'inizio su base decentrata. Per orientare le azioni preparatorie dei paesi candidati, è stato redatto un documento di lavoro della Commissione intitolato "Preparazione al decentramento esteso". Tale documento indica in maniera più dettagliata come la Commissione europea interpreta i criteri e le condizioni di cui al regolamento n. 1266/99 del Consiglio e fornisce una serie di liste di controllo destinate agli organismi competenti. Il rispetto della lista di controllo del SADE rappresenta un requisito fondamentale per dimostrare che i paesi candidati possiedono strutture in grado di gestire i futuri Fondi strutturali e di coesione. In un ulteriore documento, intitolato "'Carta stradale del SADE per ISPA e PHARE", trasmesso ai paesi candidati nel 2001, vengono descritte le fasi procedurali che dovranno essere seguite dalle strutture di attuazione per rispettare i requisiti del SADE e ricevere in tal modo il riconoscimento formale della Commissione per operare in modalità ex-post. Tale documento rappresenta una guida alle quattro fasi da percorrere: valutazione delle carenze delle istituzioni interessate, e procedure di appalto nazionali, preparazione al SADE, verifica del grado di conformità e interventi da compiere in preparazione alla decisione della Commissione. Con l'accelerazione del processo dei negoziati, è apparso indispensabile velocizzare gli sforzi compiuti. Il decentramento esteso delle responsabilità di gestione alle autorità nazionali è stato considerato dalla Commissione europea un obiettivo assolutamente prioritario e i paesi candidati sono vivamente incoraggiati ad avvicinarsi al SADE, oltre ad essere aiutati durante tale processo. L'obiettivo della Commissione è fare in modo che i paesi candidati che con tutta probabilità aderiranno all'Unione europea nel 2004 operino nel quadro del sistema di attuazione decentrata esteso (SADE) al massimo a decorrere dal primo giorno di adesione. I paesi candidati interessati si trovano in linea di massima nella prima fase di attuazione del sistema SADE, la cosiddetta 'valutazione delle carenze'. La Commissione ha stanziato fondi di AT, per sostenere e aiutare i paesi candidati a individuare i settori nei quali le strutture e le procedure non sono ancora capaci di soddisfare i requisiti del SADE, per facilitare gli sviluppi necessari per colmare tali lacune e verificare che siano stati apportati i miglioramenti necessari, prima della presentazione alla Commissione europea di una richiesta formale per il SADE. 3.2. Controllo, valutazione e valutazione ex post Il regime di controllo e valutazione di Phare (introdotto nel 1996) persegue un duplice obiettivo: (1) fornire una valutazione indipendente dell'efficacia dei programmi in corso di attuazione, descrivendo il livello di successo dei programmi in termini di conseguimento degli obiettivi prefissati, i risultati delle parti interessate e la capacità dei paesi candidati di assorbire l'acquis comunitario; e (2) diffondere le esperienze acquisite, allo scopo di migliorare l'attuazione dei programmi attuali e l'elaborazione dei programmi futuri. Il regime è in sostanza uno strumento di gestione che fornisce ai responsabili del programma Phare dati relativi all'attuazione dei programmi in corso e una valutazione dei progressi e delle probabilità di un programma di conseguire gli obiettivi previsti. Vengono formulate raccomandazioni per migliorare la gestione e la realizzazione, nonché la progettazione di simili programmi in futuro. Le relazioni di controllo e valutazione (C&V) vengono altresì utilizzate quando viene eseguita una valutazione ex-post in un determinato settore. Alla fine del 2001, erano state compilate 600 relazioni, relative all'insieme dei settori e dei paesi interessati dall'assistenza di PHARE. L'attività di controllo e valutazione (a) adotta un approccio inclusivo al quale partecipano tutte le parti interessate alla programmazione e attuazione dei programmi/progetti di Phare; (b) opera in base a una strategia integrata, collegata, in particolare, con l'elaborazione e l'attuazione dei programmi e l'assegnazione dei contratti e (c) segue una metodologia orientata ai risultati, in linea con il libro bianco sulla riforma della Commissione. I risultati dell'attività di C&V entrano nel sistema di programmazione di Phare attraverso il sistema migliorato e uniforme di presentazione delle relazioni sullo stato di avanzamento per l'insieme dei programmi e dei paesi, una più rapida introduzione delle misure correttive, se necessario e lo scambio delle esperienze acquisite tra la Commissione e i paesi candidati. L'aumento del flusso di informazioni di ritorno consente di migliorare l'elaborazione dei programmi successivi e di assistere le istanze decisionali durante la fase di approvazione. L'attività di C&V resta una componente fondamentale del sistema di attuazione decentrata Phare, fornendo all'insieme delle parti coinvolte nella gestione e attuazione del programma valide informazioni sullo stato di avanzamento dei vari programmi, sull'eventuale conseguimento degli obiettivi previsti e sulla loro pertinenza con gli obiettivi di Phare e le priorità di adesione definite nel PA e nel PNAA. Le relazioni di C&V dei programmi nazionali in corso sono redatte da unità di valutazione indipendenti, istituite in ciascun paese (contraente esterno) mentre i programmi plurinazionali sono realizzati da un'unità centrale con sede a Bruxelles. Ciascuna unità di valutazione deve altresì presentare una relazione semestrale a ELARG, descrivendo in maniera dettagliata le attività intraprese negli ultimi sei mesi e richiamando l'attenzione sulle tendenze generali nell'attuazione dei programmi settoriali di Phare. La procedura di compilazione delle relazioni di V&C si basa su un processo interamente partecipativo, in grado di funzionare correttamente soltanto con la partecipazione attiva dei soggetti interessati alla gestione dei programmi oggetto di revisione. I valutatori si basano sui dati di monitoraggio pertinenti e eseguono interviste e visite sul campo allo scopo di valutare le informazioni contenute nelle relazioni di controllo e nelle altre fonti. Le relazioni di C&V contengono raccomandazioni per la gestione e definizione dei programmi, in armonia con le priorità di adesione definite nel PA e nel PNAA. Il ciclo di valutazione è completato da un processo di verifica caratterizzato da raccomandazioni e informazioni di ritorno nell'ambito del sistema di gestione di Phare. Dopo la presentazione di una relazione, viene organizzato un incontro di informazione dalla delegazione della Commissione presente in ciascun paese, nell'ambito del quale le parti interessate si accordano sulle modalità e gli strumenti con cui applicare le raccomandazioni formulate, nonché sull'adozione di un calendario adeguato. Le relazioni di V&C, unitamente all'SMSC e ai verbali degli incontri informativi vengono consegnate al comitato congiunto di valutazione (CCV), al quale spetta la responsabilità in materia di verifica dei progressi compiuti da tutti i programmi Phare attuati nei rispettivi paesi, una volta all'anno (nonché i programmi ISPA e SAPARD, mediante relazioni annuali presentate al CCV dai rispettivi comitati di monitoraggio). Sulla base delle relazioni di V&C, il CCV suggerisce una serie di azioni correttive al fine di migliorare la gestione dei programmi e l'elaborazione dei futuri progetti e propone misure intese a favorire i progressi dei paesi candidati in materia di assorbimento dell'acquis comunitario. Per risultare in armonia con il sistema dei Fondi strutturali, la funzione di valutazione è stata ridefinita valutazione intermedia. Il regime di valutazione intermedia riveduto è entrato in vigore nel terzo trimestre 2001. La revisione si basa sull'assunzione da parte dei paesi candidati della piena responsabilità in materia di resocontazione, attraverso la presentazione, due volte all'anno, di relazioni di controllo relative all'andamento dell'insieme dei settori, come passo di collegamento verso la gestione dei Fondi strutturali. La funzione di valutazione intermedia resterà sotto la responsabilità della Commissione. Durante l'anno 2001, sono state presentate 85 relazioni di controllo e valutazione/valutazione intermedia relative all'insieme dei settori interessati dall'assistenza di PHARE. Tali relazioni sono state compilate da un contraente esterno indipendente, da OMAS e dal consorzio EMS. Il consorzio EMS, in cui operano valutatori europei e locali, dispone di uffici in Bulgaria, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Repubblica slovacca, Slovenia e Ungheria. A Bruxelles, opera l'ufficio centrale, incaricato della valutazione dei programmi plurinazionali/pluribeneficiari. La DG Elarg, direzione D, svolge una funzione di sostegno della qualità per i gruppi nazionali, fornendo orientamenti in materia di programmazione, verifiche da parte di interlocutori di pari livello e opinioni sulle proposte di finanziamento. Per assicurare che tale sostegno si traduca in un valore aggiunto per le autorità di programmazione, nel 2001 è stata rivolta maggiore attenzione alla preparazione delle relazioni orizzontali e tematiche, descrivendo le esperienze acquisite in settori chiave quali i gemellaggi, la transizione verso i Fondi strutturali, la giustizia e gli affari interni, le PMI e le riforme della pubblica amministrazione. Tali relazioni aiuteranno i responsabili della programmazione a familiarizzarsi con le attuali migliori pratiche, gli insegnamenti tratti dal precedente sostegno di Phare e le strategie relative ai Fondi strutturali. Inoltre, per ciascun paese Phare è stata preparata una revisione della valutazione del paese, che ha consolidato i risultati di tutte le relazioni di controllo e valutazione, seguendo un approccio settore per settore, per il periodo 1996-2001. Valutazione ex post La valutazione ex-post presenta una visione "esterna" dei risultati del programma Phare o delle sue componenti. Le relazioni sono attualmente particolarmente attente alla descrizione dell'impiego dei fondi comunitari e si concentrano sugli effetti conseguiti e sulla sostenibilità di tali effetti. Dal punto di vista della Commissione, le relazioni di valutazione ex post rappresentano un importante strumento di comunicazione per informare le altre istituzioni, quali il Consiglio e il Parlamento, circa i risultati conseguiti attraverso le spese sostenute a carico del bilancio comunitario. La presentazione delle relazioni ex post, con particolare attenzione agli effetti e alla sostenibilità dei programmi, è una responsabilità della Commissione che è stata recentemente rafforzata. Essa conferisce un'importante dimensione "orientata ai risultati" alle relazioni sull'impiego dei fondi comunitari. Prima del 2000, nell'ambito di AidCo, la valutazione ex post di Phare era caratterizzata da un orientamento prevalentemente settoriale. La più recente valutazione ex post, promossa dalla DG Elarg nel 2001, si concentra sulla valutazione degli effetti e della sostenibilità dei risultati conseguiti, utilizzando i fondi comunitari programmati durante il periodo 1997-1998 e pari a 1.000 milioni di euro. Si tratta del principale stanziamento comunitario effettuato a favore dei paesi candidati durante il periodo del partenariato di adesione, a sostegno dell'attuazione in tali paesi dei programmi nazionali per l'adozione dell'acquis. Impegni futuri Nel 2002, il regime di valutazione intermedia verrà esteso a Cipro, Malta e Turchia. Un altro importante impegno previsto per il 2002 riguarda la revisione del regime di valutazione intermedia e dei modelli utilizzati per le relazioni di controllo. L'obiettivo principale della revisione consisterà nel rafforzare ulteriormente il valore aggiunto del sistema, mediante una serie di azioni di semplificazione e miglioramento della qualità. Attualmente vengono prese in considerazione le seguenti misure principali: - revisione della metodologia di valutazione; - consistente revisione del formato/presentazione delle relazioni di valutazione; - ulteriore miglioramento della qualità del sistema di valutazione/resocontazione, attraverso l'istituzione di un gruppo di assicurazione della qualità; - creazione di punti focali locali per la valutazione intermedia e per la valutazione ex post, che consentirà di rafforzare l'attuale sistema, in particolare, ma anche, allo scopo di servire da punto focale per sviluppare la capacità locale di controllo e valutazione in generale; - rafforzamento della diffusione di informazioni, compreso in materia di sistemi di allarme rapido, relazioni approfondite, relazioni di sintesi sui paesi, relazioni tematiche e seminari sull'elaborazione di progetti. Tenuto conto della necessità di rafforzare ulteriormente la capacità di controllo dei PC in generale e il programma Phare e i Fondi strutturali in particolare, verranno elaborati alcuni orientamenti per la presentazione delle relazioni di controllo sui requisiti di base, unitamente a modelli di buone pratiche. Pertanto, la presentazione di esempi di buone pratiche rappresenta un tentativo di risposta alla necessità di adeguamento del sistema di presentazione delle relazioni di controllo alle esigenze locali nei paesi candidati, mediante l'adozione di un approccio più flessibile. I risultati dell'attuale esercizio di valutazione ex post saranno disponibili all'inizio del 2003. È inoltre previsto che l'unità di valutazione avvierà una valutazione ex post del meccanismo del "gemellaggio" che consente di aiutare i partner a sviluppare la capacità amministrativa connessa con l'acquis, attraverso l'inserimento nelle loro amministrazioni di amministratori degli Stati membri, per periodi definiti, mediante programmi di cooperazione selezionati. Tenuto conto delle attuali priorità, si prevede che vi sarà un'ulteriore valutazione ex post delle componenti relative allo "sviluppo istituzionale" del sostegno Phare. Verrà creato un sito web relativo alle valutazioni, allo scopo di migliorare la diffusione dei risultati delle relazioni e rafforzare la comunicazione interna ed esterna. Successivamente, i risultati delle valutazioni ex ante, intermedie ed ex post verranno resi disponibili elettronicamente per essere integrati nel sistema di informazione gestionale, in fase di sviluppo nella DG ELARG. 4. SINTESI DEI RISULTATI FINANZIARI Nel 2001, il programma Phare ha impegnato un totale di 1 635,41 milioni di euro a favore dei paesi partner. Il grafico che segue mostra la ripartizione per anno dei fondi Phare impegnati nel periodo 1990-2001 [2] (milioni di euro): [2] Nel 2001, Albania, Bosnia-Erzegovina ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia non hanno ricevuto fondi dai programmi Phare come negli anni precedenti. >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> La situazione dell'attuazione del programma si può dunque sintetizzare come segue: Totale dei fondi impegnati nel periodo 1990-2001: // 13 516,2 mio EUR Valore complessivo dei contratti firmati nel periodo 1990-2001: // 10 155,1 mio EUR (pari al 75,1% dei fondi impegnati) Totale erogazioni sui contratti firmati nel periodo 1990-2001: 8 687,3 mio EUR (pari al 64,3% dei fondi impegnati e all'85,5% dei fondi aggiudicati).