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Parere del Comitato economico e sociale sul tema "Una strategia per lo sviluppo sostenibile: un messaggio per Barcellona"

Gazzetta ufficiale n. C 094 del 18/04/2002 pag. 0034 - 0040


Parere del Comitato economico e sociale sul tema "Una strategia per lo sviluppo sostenibile: un messaggio per Barcellona"

(2002/C 94/08)

Il Comitato economico e sociale, ha deciso in data 29 novembre 2001, conformemente al disposto dell'articolo 11, paragrafo 4, dell'articolo 19, paragrafo 1 e dell'articolo 23, paragrafo 3, del Regolamento interno, di elaborare un parere sul tema di cui sopra.

Il Sottocomitato "Strategia per lo sviluppo sostenibile", incaricato di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere, sulla base del rapporto introduttivo del Relatore Cabra De Luna, l'8 febbraio 2002.

Il Comitato economico e sociale ha adottato il 21 febbraio 2002, nel corso della 388a sessione plenaria, con 95 voti favorevoli, 11 voti contrari e 21 astensioni, il seguente parere.

1. Sintesi

1.1. Il vertice europeo di Barcellona avrà un'importanza determinante nel processo che deve portare l'Europa a diventare "l'economia basata sulla conoscenza più dinamica, competitiva e sostenibile del mondo(1)". Questo l'ambizioso obiettivo, stabilito dal vertice di Lisbona nel 2000, doveva essere raggiunto in dieci anni: il vertice di Barcellona costituisce una tappa importante per fare un bilancio della situazione e riesaminare le politiche avviate fin qui.

1.2. Ciò è ancora più vero dopo che il vertice di Göteborg ha deciso di estendere la strategia di Lisbona includendovi la dimensione dello sviluppo sostenibile, che comporta obiettivi a lunghissimo termine legati alla creazione di condizioni di vita adeguate per la generazione attuale e per quelle future.

1.3. Dopo Lisbona, il mondo ha conosciuto nuove minacce alla sicurezza e alle opzioni possibili per dar forma al futuro. La nostra responsabilità nei confronti dello sviluppo sostenibile globale si è molto accresciuta.

1.4. Il vertice europeo di Barcellona dovrà occuparsi di due tematiche: garantire dei progressi verso il raggiungimento degli obiettivi definiti dai vertici di Lisbona e di Göteborg e, al tempo stesso, costruire le basi della partecipazione attiva dell'Unione allo sviluppo sostenibile globale.

1.5. Il Comitato economico e sociale (CES) sottolinea la grande importanza del vertice di Barcellona. L'inadeguatezza dei progressi effettivamente compiuti nel realizzare gli obiettivi di Lisbona è evidente e suscita apprensione. L'Unione non sta mantenendo l'andatura necessaria per assumere su scala globale la posizione che le spetta di regione dominante per competitività e competenze.

1.6. Altrettanta apprensione deriva dal fatto che l'obiettivo di fare dello sviluppo sostenibile un autentico criterio generale per l'Unione europea non si sta realizzando in maniera adeguata. I chiarissimi assunti politici del vertice di Göteborg sono divenuti degli aspetti di secondo piano, e non già dei principi di riferimento primari.

1.7. Questa mancanza di progressi suscita nel Comitato una profonda insoddisfazione in quanto provoca gravi danni non solo allo sviluppo e alla posizione dell'Unione nel lungo periodo, ma addirittura alla sua immagine agli occhi dei cittadini. È un fatto che la strategia di Lisbona e la decisione di Göteborg sullo sviluppo sostenibile hanno visibilmente conferito un valore aggiunto alle aspettative dell'Unione nei confronti di se stessa.

1.8. Il Comitato chiede al vertice di Barcellona di dare nuovo impulso al programma e al calendario della strategia di Lisbona e di invitare il Consiglio, nelle sue varie composizioni, a considerare quali ulteriori misure occorrano per raggiungere l'obiettivo generale dell'UE di diventare l'economia più competitiva del mondo. Il Consiglio dovrebbe riferire in materia al vertice di Siviglia, nel giugno 2002.

1.9. Il Comitato invita il vertice di Barcellona a ribadire l'importanza dello sviluppo sostenibile come nuova visione per l'Unione, incaricando il Consiglio di accelerare l'attuazione della legislazione e delle altre misure intese a far avanzare lo sviluppo sostenibile. Il Comitato trova particolarmente preoccupante il fatto che l'invito del vertice di Göteborg a garantire la coerenza delle politiche in materia di sviluppo sostenibile, non abbia avuto risultati né nelle istituzioni comunitarie né negli Stati membri.

1.10. Il Comitato sollecita il vertice di Barcellona a definire il quadro di base del contributo dell'Unione allo sviluppo globale sostenibile, tenendo conto in particolare della regione euromediterranea e in vista del vertice mondiale che si svolgerà nel settembre prossimo.

1.11. In particolare per garantire che l'Unione divenga una regione tra le più avanzate sul piano della competitività, il Comitato chiede con urgenza misure nuove nei seguenti settori:

a. iniziative per far aumentare l'occupazione, in particolare tra i più giovani. Il Comitato domanda al vertice di Barcellona di ribadire nuovamente che sono necessari programmi di azione a livello nazionale per fornire ai giovani opportunità di lavoro e di formazione professionale e di sottolineare il ruolo positivo di interventi di questo tipo.

b. Qualità del lavoro. Il Comitato auspica che il vertice di Barcellona ribadisca che la qualità del lavoro costituisce un aspetto di primaria importanza delle politiche occupazionali tanto dell'Unione quanto degli Stati membri, e dia mandato alla Commissione di preparare un piano d'azione per la qualità del lavoro e contro i nuovi rischi per la sicurezza e la salute nella vita lavorativa.

c. Coesione. Il Comitato è consapevole del fatto che, dal 1988 in poi, la politica strutturale ha contribuito fortemente ad accrescere la coesione economica e sociale. La coesione è un fattore essenziale dello sviluppo sostenibile e il Comitato fa appello al vertice di Barcellona affinché sottolinei l'importanza di perseguire attivamente la coesione in tutta l'Unione anche dopo l'ampliamento e dopo la fine, nel 2006, dell'attuale periodo di finanziamento

d. Apertura dei mercati. Il Comitato fa appello al vertice di Barcellona affinché porti avanti le misure proposte dalla Commissione per l'apertura dei mercati. Chiede inoltre che il vertice avvii una valutazione delle conseguenze sociali, ambientali e occupazionali della liberalizzazione dei servizi pubblici(2).

e. Ambiente. Il Comitato ritiene che l'Unione debba sviluppare dei metodi più efficienti per l'attuazione delle misure di tutela ambientale, in particolare per quanto riguarda le emissioni di gas ad effetto serra, l'utilizzazione delle risorse naturali e la sicurezza alimentare. In questo momento si sente l'esigenza non tanto di nuove idee, quanto della capacità di mettere in opera quelle esistenti.

f. Investire nella conoscenza. La strategia di Lisbona si fonda su obiettivi ambiziosi per quanto riguarda l'investimento nelle risorse umane. Il Comitato ha preso nota dei passi in avanti compiuti dai Consigli "Istruzione" e "Ricerca" e, nell'ottica di garantire sia l'accesso che il finanziamento, richiama specificamente l'attenzione sull'esigenza di ampi accordi trilaterali in materia di istruzione e formazione permanenti.

g. Gli investimenti destinati alla ricerca e allo sviluppo occupano un posto importante nella strategia di Lisbona, tanto più in quanto l'Europa ha accumulato grandi ritardi rispetto agli Stati Uniti e al Giappone. Il Consiglio "Ricerca" auspica che nel decennio in corso la spesa destinata alla ricerca aumenti passando dall'attuale 1,9 % al 3 % del PIL. Il Comitato chiede che vengano definiti dei piani tra l'altro nel campo dell'istruzione e della formazione, che consentano di aumentare il numero di nuovi scienziati necessario per realizzare questa proiezione.

h. A giudizio del Comitato, gli sforzi fatti per sostenere l'imprenditorialità, e in particolare le piccole imprese, sono ancora inadeguati rispetto all'importante contributo che esse possono dare al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona. Il Comitato si associa con decisione alla richiesta della Commissione di rafforzare le azioni lungo le dieci linee direttrici della Carta europea delle piccole imprese.

i. Processo decisionale: il Comitato condivide pienamente la richiesta della Commissione al Consiglio di rendere più efficace il processo decisionale e di riparare alla scarsezza di risultati effettivi rispetto agli obiettivi di Lisbona.

j. Il Comitato ribadisce quanto era stato osservato dal Consiglio di Göteborg, ossia il fatto che lo sviluppo sostenibile potrà realizzarsi solo se si baserà sulla comprensione ed il sostegno di tutti i settori della società civile, integrati da un processo attivo di consultazione e di dialogo. In questo campo la situazione lascia ancora molto a desiderare e il Comitato non ha potuto registrare miglioramenti della situazione dopo il vertice di Göteborg Il Comitato dal canto suo contribuisce direttamente a questo processo e chiede di essere sostenuto nella sua azione.

k. Il Comitato sottolinea l'importanza che il dialogo sociale e la partecipazione attiva della società civile organizzata rivestono per raggiungere gli obiettivi stabiliti dai vertici di Lisbona e di Stoccolma

2. Osservazioni generali

2.1. Le priorità della Commissione

Occorre menzionare i settori prioritari individuati dalla Commissione in questo campo, ai quali il vertice di Barcellona dovrebbe fornire un impulso.

- Sviluppare ulteriormente delle strategie per l'occupazione, con un'attenzione particolare alle riforme attive del mercato del lavoro

- Riformare e completare gli anelli mancanti nelle principali industrie di rete e accelerare l'integrazione dei mercati finanziari

- Moltiplicare gli investimenti nella conoscenza per garantire la competitività futura e i posti di lavoro.

2.2. Le priorità della presidenza spagnola

Una delle priorità della presidenza spagnola in carica è quella di conferire nuovo impulso al piano di azione approvato a Lisbona, in particolare avviando la liberalizzazione di settori strategici quali:

- energia;

- telecomunicazioni;

- trasporti;

- servizi finanziari;

e sviluppando inoltre una politica di occupazione e di formazione intesa ad accompagnare conformemente ai principi della sostenibilità il processo di trasformazione dell'Europa nell'economia più dinamica e innovativa del mondo.

2.3. Lo stato dell'occupazione e della formazione nell'Unione europea

Il Comitato valuta con favore il fatto che la strategia europea dell'occupazione comprenda anche l'obiettivo di creare posti di lavoro di qualità.

Ritiene d'altro canto che i sistemi di istruzione attuali non siano in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini perché non raggiungono il livello richiesto dalla società contemporanea. Diviene indispensabile fare in modo che i cittadini possano beneficiare di un accesso permanente all'istruzione e alla formazione, in modo da favorire la flessibilità e la capacità di adattamento alle esigenze di un mercato del lavoro in rapida trasformazione. Il memorandum della Commissione sull'istruzione permanente elenca sei obiettivi primari da prendere in considerazione e discutere nel contesto dell'attuazione e dello sviluppo di tale importante concetto. Il Comitato li ha analizzati, esprimendo un giudizio favorevole, nel parere 1121/2001, e ritiene che essi siano tuttora attuali e applicabili:

- nuove competenze di base per tutti, necessarie per partecipare alla società della conoscenza;

- maggiori investimenti nelle risorse umane;

- innovazione nelle tecniche d'insegnamento e di apprendimento;

- valutazione dell'apprendimento;

- ripensare l'orientamento e la consulenza in merito alle opportunità di apprendimento;

- avvicinare l'apprendimento al domicilio (l'apprendimento elettronico può essere uno strumento molto interessante).

2.4. Gli aspetti sociali della coesione in quanto investimento per lo sviluppo

Il primo principio del vertice di Rio stabilisce che gli esseri umani costituiscono il centro delle preoccupazioni connesse allo sviluppo sostenibile. L'approccio di Lisbonaha adottato la stessa idea base, ma veniva applicata al contesto europeo: la principale risorsa dell'Europa è costituita dalle persone, che devono quindi divenire il centro delle politiche dell'UE.

2.4.1. Povertà e esclusione

Si tratta di problemi comuni a tutti gli Stati membri, la cui soluzione è essenziale ai fini dello sviluppo sostenibile: sebbene siano stati realizzati dei progressi, rimane ancora molto da fare in questo campo.

Il Consiglio europeo di Nizza ha fatto dei passi in avanti nella realizzazione degli obiettivi stabiliti a Lisbona, in particolare attraverso l'adozione dell'Agenda sociale europea, che prevede tra gli obiettivi prioritari l'integrazione della politica sociale nel contesto generale della strategia europea di sviluppo sostenibile.

La lotta alla povertà e all'esclusione dev'essere incentrata sulle seguenti azioni:

- creare i presupposti economici di una maggiore prosperità grazie a livelli più elevati di crescita e di occupazione.

- Applicare con più energia la strategia europea per l'occupazione.

- Mantenere e migliorare la qualità del lavoro. Non occorrono soltanto più posti di lavoro, ma anche posti di lavoro migliori.

- Mettere a punto per quanto riguarda la qualità del lavoro e la lotta contro l'esclusione, degli indicatori che riflettano realmente tali concetti.

- Continuare ad applicare la politica strutturale a sostegno delle regioni che ne hanno maggiormente bisogno.

In tale ambito, come pure negli altri menzionati nel presente parere, l'economia sociale (cooperative, mutue, associazioni e fondazioni) può svolgere un ruolo importante: occorre pertanto incoraggiarla attraverso misure di sostegno.

2.4.2. L'invecchiamento della popolazione

L'equilibrio tra i cittadini in età lavorativa e il resto della popolazione sta cambiando in tutti gli Stati membri a causa dell'aumento della durata media della vita e del calo della natalità. Il Comitato fa presente che questa tendenza demografica all'invecchiamento della popolazione è preoccupante e va seguita con attenzione.

Vi sono tre problemi principali:

- l'esigenza di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico.

- L'inevitabile aumento della domanda di servizi sanitari.

- La possibile contrazione della crescita economica.

Bisogna adottare delle misure per impedire che si crei una discriminazione sociale tra generazioni e che si estenda la povertà tra gli anziani.

È necessario intervenire nei modi seguenti:

- accrescere i livelli di occupazione secondo quanto prevede la strategia di Lisbona (60 % per le donne e 70 % per gli uomini);

- promuovere la formazione permanente;

- istituire a livello nazionale una politica attiva di sostegno alle famiglie, che offra reali scelte economiche e sociali, in modo da accrescere i tassi di natalità negli Stati membri.

Non si conosce ancora l'incidenza che avrà l'ampliamento sull'età media dei lavoratori, ma è chiaro che si tratta di una questione importante, che occorre studiare, in considerazione del considerevole apporto demografico che seguirà all'adesione degli attuali paesi candidati.

2.5. L'ambiente

2.5.1. La lotta al cambiamento climatico

Per poter rispettare gli obiettivi di Kyoto, occorre conoscere la situazione attuale paese per paese, in modo da potere agire di conseguenza; ciò richiede una serie di strumenti di misurazione omogenei per l'intera Comunità.

Come si è detto, la crescita economica è indispensabile: essa però deve essere disgiunta da consumi energetici elevati.

Occorre quindi innalzare il livello di efficienza energetica in tutti i settori dell'economia europea. Va tuttavia riconosciuto che in alcuni settori si sono già compiuti degli sforzi in tal senso.

Bisogna promuovere, più attivamente ed efficacemente di quanto si sia fatto finora, l'utilizzazione delle fonti energetiche rinnovabili, adottando le misure necessarie per un compito di tale portata.

Le emissioni di gas ad effetto serra dovute ai trasporti crescono più rapidamente di quelle di qualsiasi altra origine. Occorrono dunque delle misure specifiche e tra l'altro: applicare prezzi che riflettano i costi reali; sviluppare ulteriormente i sistemi intelligenti di gestione del traffico; utilizzare meglio le infrastrutture e costruirne nuove, e passare a modi di trasporto meno dannosi per l'ambiente. Le azioni proposte nel Libro bianco sulla politica dei trasporti(3) rappresentano senz'altro un passo nella giusta direzione al fine di realizzare dei trasporti sostenibili.

2.5.2. Utilizzazione sostenibile delle risorse naturali

La diminuzione della biodiversità, e quindi la riduzione delle risorse genetiche, sono fatti irreversibili che comportano conseguenze evidenti per le future generazioni. Occorre riformare le politiche che hanno un impatto inaccettabile sulle risorse naturali (ad esempio alcuni tipi di pesca, di produzione agricola, di allevamento e di attività industriali).

La riforma della PAC deve considerare obiettivi economici, ambientali e sociali. Sono stati già compiuti dei primi passi, ad esempio le misure "agroambientali", che hanno contribuito a preservare la biodiversità e a ridurre i livelli di inquinamento delle acque. Appare d'altro canto necessario adottare misure per ristabilire la fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti alimentari.

Per migliorare a lungo termine la gestione delle risorse naturali occorre disporre di informazioni sulla situazione attuale di tali risorse; ciò permetterebbe di accertare molto più facilmente se il consumo di una risorsa oltrepassa la capacità di rigenerazione della risorsa stessa.

È necessario mantenere l'equilibrio, affinché i meccanismi naturali della sostenibilità continuino a funzionare. Occorre istituzionalizzare dei canali di cooperazione efficaci tra i vari settori della comunità, da un lato le PMI, le città, i comuni, e la società civile organizzata, dall'altro la comunità scientifica, compreso il settore della ricerca e gli istituti per lo sviluppo.

Serve un piano di azione che migliori e semplifichi l'attuale normativa ambientale: l'obiettivo dovrebbe essere quello di limitare l'attività legislativa e di concentrare gli sforzi sull'applicazione delle leggi esistenti.

2.6. L'opinione e il sostegno dei cittadini europei

Complessivamente la società non è abbastanza informata circa gli obiettivi e le misure politiche adottati a Lisbona e a Göteborg; occorre fare uno sforzo per sensibilizzare l'opinione pubblica e incoraggiare i cittadini e le organizzazioni della società civile di cui possono fare parte a prendere posizione in merito a queste importanti questioni politiche e alle loro conseguenze.

Occorre promuovere un ampio dibattito pubblico con la partecipazione della società civile organizzata e dei mezzi di informazione, al fine di informare i cittadini contribuendo così a garantire che lo sviluppo sostenibile sia perseguito in modo democratico. A questo dibattito dovrebbero prendere parte i governi, i comuni e i vari organismi della società civile, come pure le istituzioni comunitarie.

Internet potrebbe essere uno strumento molto utile per informare i cittadini in merito ai piani e alle strategie nazionali di sviluppo sostenibile e per raccogliere le loro reazioni. Questa consultazione della base dev'essere integrata da seminari con la partecipazione di esperti, da consultazioni specifiche, dibattiti aperti e altre forme di partecipazione pubblica.

È evidente che in questo processo di comunicazione con la società devono svolgere un ruolo fondamentale il CES europeo e i suoi omologhi nazionali, vale a dire gli organi consultivi di cui dispongono le amministrazioni degli Stati membri.

3. Osservazioni specifiche

3.1. Gli indicatori

L'esigenza di una strategia di sviluppo sostenibile è comunemente riconosciuta, tuttavia è altrettanto importante disporre di dati circa lo stato della sua attuazione e verificare se vi siano reali progressi o no; ciò permette di valutare l'efficacia delle politiche attuate dagli Stati membri.

È dunque essenziale ricercare e definire degli indicatori rappresentativi ed equilibrati. In particolare occorre che il vertice di Barcellona adotti gli indicatori relativi alle riforme strutturali dell'UE, in modo da poter definire l'impatto delle riforme in ciascun paese applicando a ciascuno di essi la politica e gli strumenti più idonei.

È necessario che la selezione, la compilazione e il trattamento dei dati avvengano secondo procedure aggiornate e rigorose; occorre pertanto un sistema coerente che consenta di interpretare chiaramente i dati. Eurostat deve essere all'altezza di questo compito o, qualora non lo fosse, prepararvisi.

3.2. Un sistema produttivo competitivo

Lo sviluppo sostenibile offre alle imprese delle opportunità di crescita e di creazione di posti di lavoro in settori con elevate prospettive a lungo termine, ma richiede un livello elevato di competitività. Occorrono delle riforme che accrescano l'efficienza e la produttività dei sistemi produttivi.

È necessario impegnarsi in un ambizioso programma di liberalizzazioni e innalzare il livello di flessibilità dell'economia europea, intensificando le riforme strutturali, ma tenendo conto anche degli aspetti sociali in un'ottica di uguaglianza. Nel corso del prossimo vertice di primavera occorrerà realizzare dei progressi graduali piuttosto che introdurre nuovi approcci innovativi.

A Barcellona si dovranno valutare i progressi compiuti, consolidare le politiche e le azioni che hanno prodotto risultati, individuare quelle risultate inefficaci e dunque dare la priorità al proseguimento delle prime. Si dovrà altresì stabilire una scadenza ravvicinata (ad esempio un anno) per riesaminare la situazione.

3.3. Riunioni prima del vertice di Barcellona

Il Comitato valuta positivamente la proposta della presidenza spagnola, di procedere, prima del vertice di Barcellona, a degli incontri cui parteciperà attivamente lo stesso Comitato, insieme alle altre organizzazioni della società civile.

È inoltre favorevole alla riunione con le parti sociali nel quadro del dialogo sociale.

Bruxelles, 21 febbraio 2002.

Il Presidente

del Comitato economico e sociale

Göke Frerichs

(1) Consiglio europeo di Lisbona, 23 e 24 marzo 2000 - Conclusioni della presidenza, punto I-5 (COM(2002) 14 def. - Sintesi, primo capoverso).

(2) Direttiva 97/67/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 dicembre 1997 concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio. GU L 15 del 21.1.1998. Direttiva 98/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998 relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale. GU L 204 del 21.7.1998. Direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica. GU L 27 del 30.1.1997. Direttiva 97/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 1997 che modifica le direttive del Consiglio 90/387/CEE e 92/44/CEE per adeguarle al contesto concorrenziale delle telecomunicazioni. GU L 295 del 29.10.1997. Direttiva 2001/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2001, che modifica la direttiva 91/440/CEE del Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie. GU L 75 del 15.3.2001.

(3) COM(2001) 370 def.

ALLEGATO

al parere del Comitato economico e sociale

I seguenti emendamenti sono stati respinti nel corso della discussione, sebbene abbiano ottenuto più di un quarto dei voti favorevoli:

Parte 2 - Osservazioni generali (dal punto 2.1 al punto 2.6)

Sopprimere.

Esito della votazione

Voti favorevoli: 34, voti contrari: 54, astensioni: 21.

Punti 2.1, 2.2, 2.3 e 2.4.2

Sopprimere.

Motivazione

Non pertinenti all'argomento.

Esito della votazione

Voti favorevoli: 37, voti contrari: 67, astensioni: 8.

Punto 2.5.2

- Secondo capoverso:

Sopprimere la seconda frase.

- Terzo capoverso:

Sopprimere.

Motivazione

L'Agenzia europea dell'ambiente ha presentato una relazione in materia: l'informazione è disponibile.

Esito della votazione

Voti favorevoli: 38, voti contrari: 55, astensioni: 10.

Parte 3 - Osservazioni specifiche (dal punto 3.1 al punto 3.2)

Sopprimere (mantenere il punto 3.3).

Esito della votazione

Voti favorevoli: 34, voti contrari: 71, astensioni: 5.

Punto 3.1

- Secondo capoverso

Sostituire la seconda frase con il testo seguente: "Il Comitato valuta in modo critico il fatto che gli indicatori ambientali nel documento in questione (sette in tutto) siano tuttora inadeguati."

- Terzo capoverso

- Sopprimere.

Esito della votazione

Voti favorevoli: 40, voti contrari: 62, astensioni: 8.