52000PC0077

Proposta della Commissione sui prezzi dei prodotti agricoli (2000/2001) - Volume I: Relazione - Volume II: Conseguenze finanziarie /* COM/2000/0077 def. */


PROPOSTA DELLA COMMISSIONE sui prezzi dei prodotti agricoli (2000/2001) VOLUME I RELAZIONE VOLUME II Répercussions financières

(presentata dalla Commissione)

1. Introduzione

Dopo le decisioni sull'Agenda 2000 adottate nel maggio 1999 e le precedenti riforme delle organizzazioni comuni dei mercati messe in atto a partire dal 1992, la fissazione annuale dei prezzi o importi istituzionali concerne ormai soltanto un numero ridotto di settori. Recentemente la Commissione ha proposto la revisione dell'OCM lino e canapa, che eliminerà la fissazione annuale anche per questo settore.

In concreto, per la campagna di commercializzazione 2000/2001 il Consiglio dovrà fissare, previo parere del Parlamento, i seguenti prezzi e importi istituzionali:

- maggiorazioni mensili per i cereali (importo, numero e periodo),

- maggiorazioni mensili per il riso,

- vari prezzi e importi nel settore dello zucchero (prezzi istituzionali della barbabietola, prezzi istituzionali dello zucchero, rimborso mensile delle spese costi di magazzinaggio),

- l'aiuto per i bachi da seta,

- il prezzo di base delle carni ovine,

- il prezzo di base delle carni suine.

La Commissione propone di mantenere l'impostazione pluriennale seguita per l'Agenda 2000 e le precedenti riforme e di fissare per un periodo indeterminato i prezzi e gli importi istituzionali dei sei settori interessati, ad eccezione del settore dello zucchero per il quale l'attuale regime delle quote di produzione scade legalmente con la campagna 2000/2001. Il vantaggio di tale impostazione consiste nel fatto che offre agli agricoltori un quadro più stabile per una pianificazione a lungo termine della loro produzione. Si propongono pertanto le seguenti modifiche ai regolamenti di base, lasciando impregiudicate future revisioni.

2. Relazione per prodotto

2.1. Cereali

2.1.1. Maggiorazioni mensili

Le maggiorazioni mensili sono pari attualmente a 1 EUR/t/mese per il prezzo d'intervento nel periodo da novembre a maggio e la maggiorazione di maggio si applica anche nel mese di giugno. Esse sono fissate ogni anno con un regolamento specifico del Consiglio. Conformemente all'impostazione generale, per la campagna 2000/2001 e seguenti si propone di fissare l'importo e il periodo delle maggiorazioni mensili in modo permanente modificando il regolamento di base dell'OCM cereali (regolamento (CEE) n. 1766/92).

Poiché il tasso d'interesse a breve termine è tornato allo stesso livello di quello preso in considerazione per la decisione relativa alla campagna 1999/2000 (3%), una modifica di tale importo non è giustificata. Tenuto conto dell'introduzione dell'euro il 1° gennaio 1999, questo tasso non dovrebbe più subire variazioni rilevanti.

Tuttavia, tenuto conto della prevista diminuzione del prezzo d'intervento dei cereali in due tappe del 7,5%, la Commissione propone di ridurre parallelamente le maggiorazioni mensili, segnatamente a :

- 0,93 EUR/t/mese per la campagna 2000/2001,

- 0,85 EUR/t/mese a partire dalla campagna 2001/2002,

rispetto all'importo attuale di 1 EUR/t/mese.

La situazione verrà riesaminata quando si deciderà in base all'andamento del mercato l'ultima riduzione del prezzo d'intervento dei cereali applicabile a partire dalla campagna 2002/2003.

2.1.2. Periodo d'intervento in Svezia

L'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 1766/92 fissa i periodi d'intervento come segue :

- per l'Italia, la Spagna, la Grecia e il Portogallo : dal 1° agosto al 30 aprile,

- per gli altri Stati membri : dal 1° novembre al 31 maggio,

- per la Svezia : dal 1° dicembre al 30 giugno.

Il periodo diverso introdotto per la Svezia nel quadro dell'adesione, allo scopo di tener conto della specifica situazione geografica del territorio di questo paese, non si è rivelato particolarmente utile e ha anzi causato difficoltà amministrative, segnatamente per quanto riguarda l'estensione del periodo d'intervento al mese di giugno. Poiché tutti i cereali devono essere presi in consegna prima della fine di luglio per evitare che si mescolino con il nuovo raccolto, il periodo di presa in consegna dei quantitativi offerti a fine giugno è troppo breve ed è stato necessario concedere deroghe per talune campagne. Il problema rischia di aggravarsi con la diminuzione del prezzo d'intervento nel periodo di transizione previsto dall'Agenda 2000 (che può rendere l'intervento artificialmente interessante a fine campagna per evitare il ribasso dei prezzi).

Tenuto conto di tali inconvenienti, la situazione geografica o climatica della Svezia non appare un motivo valido per il mantenimento di un periodo specifico. D'altro canto in Finlandia, che si trova in una situazione geografica analoga, si applica il periodo d'intervento normale senza che ne risultino perturbazioni del mercato.

La Commissione propone quindi di allineare il periodo d'intervento per la Svezia su quello degli altri Stati membri del sud, ossia dal 1° novembre al 31 maggio.

2.2. Riso

La maggiorazione mensile del prezzo d'intervento è fissata attualmente a 2 EUR/t/mese. Essa viene fissata ogni anno con uno specifico regolamento del Consiglio. Conformemente all'impostazione generale, per la campagna 2000/2001 e seguenti si propone di fissare in modo permanente l'importo delle maggiorazioni mensili modificando il regolamento di base dell'OCM riso (regolamento (CE) n. 3072/95).

Tenuto conto della stabilità del prezzo d'intervento e dei tassi d'interesse, la Commissione propone di mantenere invariato l'importo di 2 EUR/t/mese.

La presente proposta non pregiudica quella che la Commissione si è impegnata a presentare per l'intera organizzazione del mercato del riso.

2.3. Zucchero

Per l'ultima campagna di commercializzazione dell'attuale regime delle quote di produzione, la Commissione propone di congelare il prezzo di base della barbabietola, il prezzo d'intervento dello zucchero bianco e il margine di fabbricazione.

Di conseguenza,, i prezzi minimi della barbabietola A e della barbabietola B (che derivano dal prezzo di base della barbabietola con l'applicazione di un contributo rispettivamente del 2 e del 30%) sono restano invariati. Va osservato tuttavia che il prezzo minimo effettivo della barbabietola B dipende in ultima analisi dalla percentuale definitiva del contributo sulla barbabietola B che verrà fissata successivamente mediante la procedura del comitato di gestione (ai sensi dell'articolo 33 del regolamento (CE) n. 2038/1999).

Per quanto concerne il rimborso delle spese di magazzinaggio, la Commissione propone di mantenere a 0,33 EUR/kg l'importo del rimborso mensile, tenuto conto dei tassi d'interesse stabili rilevati nella Comunità.

La Commissione rammenta che, conformemente all'articolo 26 del regolamento di base, potrebbe essere indotta a ridurre le quote di produzione per la campagna di commercializzazione 2000/2001 nel caso in cui il GATT la obbligasse.

La seguente tabella riassume le proposte per il settore dello zucchero.

>SPAZIO PER TABELLA>

(1) 98% del prezzo di base della barbabietola.

(2) 68% del prezzo di base della barbabietola, salvo qualora si applichi l'articolo 33, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2038/1999.

2.4. Bachi da seta

L'allevamento dei bachi da seta, pur rappresentando una parte minima dell'attività agricola comunitaria e della sericoltura mondiale, costituisce un'attività non trascurabile in talune regioni rurali. È opportuno garantire il mantenimento di questa attività confermando l'importo attuale dell'aiuto, che è fissato a 133,26 EUR per telaino. Conformemente all'impostazione generale, tale importo sarà fissato nel regolamento di base del settore (CEE) n. 845/72.

2.5. Carni ovine

Il prezzo di base serve a determinare la perdita di reddito dei produttori. Il premio per pecora viene calcolato attraverso la differenza tra il prezzo di base e la media aritmetica dei prezzi medi ponderati settimanali rilevati sui mercati rappresentativi della Comunità. Vengono pure fissati prezzi di base stagionalizzati per tener conto delle normali oscillazioni stagionali del mercato. Quando il prezzo di mercato scende al di sotto di una determinata percentuale del prezzo stagionalizzato può essere decisa la concessione di aiuti all'ammasso privato.

In conformità con l'impostazione generale si propone di fissare il prezzo di base nonché i prezzi stagionalizzati nel regolamento di base (CE) n. 2467/98. Il prezzo di base dovrebbe restare invariato, al livello attuale di 504,07/EUR/100 kg. Per i prezzi stagionalizzati, la prima settimana inizia il primo giorno della campagna di commercializzazione (primo lunedì di gennaio).

2.6. Carni suine

In conformità con l'impostazione generale si propone di fissare il prezzo di base nonché la relativa qualità tipo nel regolamento di base (CEE) n. 2759/75 del Consiglio. Il prezzo di base dovrebbe essere mantenuto al livello attuale di 1 509,39 EUR/t.

Si rammenta che il ruolo concreto del prezzo di base concerne eventuali misure d'intervento, vale a dire la concessione di un aiuto all'ammasso privato. Questa misura può essere avviata quando il prezzo medio di mercato nella Comunità è inferiore al 103% del prezzo di base.

La qualità tipo è fissata per :

- carcasse di peso compreso fra 60 e meno di 120 kg: categoria E,

- carcasse di peso compreso fra 120 e 180 kg: categoria R.

3. Aspetti orizzontali

La modifica dei regolamenti di base dei settori oggetto delle presenti proposte porge l'occasione per un aggiornamento giuridico, senza cambiamenti di fondo.

Nel regolamento (CEE) n. 1766/92 (cereali) e nel regolamento (CE) n. 3072/95 (riso) viene soppresso l'articolo che estende il finanziamento del FEAOG, sezione Garanzia, ai dipartimenti francesi d'oltremare, disposizione divenuta superflua.

In vari regolamenti verranno aggiornati gli aspetti della comitatologia, a seguito della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.

PROPOSITION DE LA COMMISSION relative aux prix des produits agricoles (2000/2001) VOLUME II Répercussions financières

(présentée par la Commission)

TABLE DES MATIÈRES

1. Introduction

2. Effet des propositions sur la section garantie du FEOGA

3. Le contexte budgétaire en 2000 et 2001

a) Le contexte budgétaire en 2000

SITUATION GÉNÉRALE

SITUATION DES PRINCIPAUX SECTEURS

CONCLUSIONS

b) Le contexte budgétaire en 2001

ANNEXE I

ANNEXE II

1.

1. Introduction

1. Le volume II expose notamment les répercussions financières que les propositions relatives à la campagne de commercialisation 2000/2001 entraîneront pour la section garantie du FEOGA et pour les ressources propres agricoles.

2. Les propositions maintiennent à leurs niveaux actuels les prix du sucre, de la viande porcine et de la viande ovine ainsi que l'aide à la sériciculture. Des réductions en deux étapes sont proposées en ce qui concerne les majorations mensuelles pour les céréales. Ensuite, sauf pour le sucre, les prix et montants proposés pour 2000/2001 (2001/2002 en ce qui concerne les majorations mensuelles pour les céréales) resteront en vigueur, sans préjudice de révisions ultérieures.

Le tableau ci-après récapitule les répercussions financières de ces propositions pour la section garantie du FEOGA et pour les ressources propres agricoles :

>SPAZIO PER TABELLA>

3. Pour illustrer le plus complètement possible l'arrière-plan financier de ces propositions ainsi que les tendances probables en matière de dépenses, la Commission présente de surcroît pour l'exercice 2000 une nouvelle estimation des dépenses tenant compte de l'état le plus récent de la situation sur les plans économique et législatif, c'est-à-dire de la situation en janvier 2000 (voir point 3). La nouvelle estimation est limitée aux titres B1-1 à B1-3 du FEOGA-Garantie (rubrique 1a des perspectives financières), car il est encore trop tôt pour réévaluer les besoins afférents au titre B1-4 (développement rural).

Le budget 2000, adopté le 16 décembre 1999, a porté à 36 889 millions EUR les crédits affectés aux titres B1-1 à B1-3 de la section garantie du FEOGA, chiffre inférieur de 463 millions EUR au plafond indiqué dans les perspectives financières (37 352 millions EUR). À noter toutefois que le budget a été établi sur la base de besoins prévisionnels chiffrés à 37 537 millions EUR.

Les besoins de crédits sont actuellement (janvier 2000) estimés à 37 471 millions EUR, chiffre dépassant de 582 millions EUR les crédits budgétaires. Cette nouvelle estimation pour l'exercice 2000 n'est pas modifiée par les propositions en matière de prix.

2. Effet des propositions sur le FEOGA-Garantie

>SPAZIO PER TABELLA>

>SPAZIO PER TABELLA>

3. Le contexte budgétaire en 2000 et 2001

a) Le contexte budgétaire en 2000

SITUATION GÉNÉRALE

1. Les besoins de crédits estimés des titres B1-1 à B1-3 du FEOGA-Garantie pour l'exercice 2000, selon les prévisions de janvier 2000, s'établissent à 37 471 millions EUR, chiffre qui dépasse de 582 millions EUR les crédits budgétaires et de 119 millions EUR le plafond retenu dans les perspectives financières. La nouvelle estimation est fondée sur le taux de conversion utilisé pour établir le budget, c'est-à-dire (1 EUR = 1,12 dollar). La valeur réelle moyenne du dollar pour la période d'août 1999 à janvier 2000 correspondait au taux de conversion de 1 EUR = 1,04 dollar. À la fin du mois de janvier, 1 EUR valait 0,98 dollar.

2. L'avant-projet de budget, adopté par la Commission en Avril 1999, prévoyait 37 314 millions EUR de crédits pour les titres B1-1 à B1-3 de la section garantie du FEOGA.

Pour qu'il soit tenu compte des prévisions les plus récentes concernant l'évolution de la situation du marché, la Commission a présenté en octobre 1999 une lettre rectificative portant sur l'avant-projet de budget. Dans cette lettre rectificative, la Commission prévoyait que les besoins seraient de 37 537 millions EUR, mais elle fixait les crédits effectifs y afférents à 37 337 millions EUR (soit 200 millions EUR de moins que le chiffre précité), eu égard à la nécessité de respecter le plafond de 37 352 millions EUR dont il était fait état dans les perspectives financières.

Enfin, après que l'autorité budgétaire eut décidé de procéder à une réduction supplémentaire de 448 millions EUR, les crédits fixés pour les titres B1-1 à B1-3 de la section garantie du FEOGA dans le budget adopté le 16 décembre 1999 s'élevait à 36 889 millions EUR, soit 463 millions EUR de moins que le plafond indiqué dans les perpectives financières, mais 648 millions EUR de moins que la prévision de Commission en matière de besoins de crédits, à savoir 37 537 millions EUR.

3. Dans cette nouvelle évaluation des besoins de crédits pour la section garantie du FEOGA, à savoir 37 471 millions EUR, il est tenu compte de faits nouveaux postérieurs aux hypothèses économiques et à la situation législative sur la base desquelles avait été établi le budget, ce qui aboutit à une réduction de 66 millions EUR par rapport aux besoins prévus à l'époque de la lettre rectificative.

Il faut d'abord noter que si les besoins pour les viandes ovine et caprine ont été revus à la baisse, c'est essentiellement parce qu'il y a eu un ajustement à la hausse des prix du marché pour 1999 et pour 2000, d'où une diminution du taux de la prime. On prévoit en outre une baisse des besoins pour le secteur laitier, secteur dans lequel il serait possible, malgré une révision à la hausse des dépenses prévisionnelles au titre des restitutions à l'exportation, de réaliser d'importantes économies grâce à la progression des ventes de lait écrémé en poudre provenant des stocks publics et à la diminution des achats. On enregistre également des diminutions significatives quant aux besoins pour le secteur du vin, car les quantités distillées sont en baisse. Pour l'huile d'olive, on note une diminution des besoins qui résulte principalement de révision à la baisse au titre des mesures de stockage.

Pour un certain nombre de chapitres les besoins ont en revanche été révisés à la hausse comparativement aux prévisions ayant servi de base à l'élaboration du budget. Pour la viande bovine, l'augmentation des besoins s'explique surtout par le fait que l'on prévoit une diminution des recettes tirées des ventes de stocks publics et une augmentation des dépenses relatives à des mesures de soutien exceptionnelles. Pour le sucre et les plantes textiles (coton), la progression des besoins tient au fait que l'évolution des prix du marché mondial a été revue à la baisse.

SITUATION DES PRINCIPAUX SECTEURS

(Explication des modifications relatives aux besoins de crédits comparativement à ceux sur lesquels été fondé le budget) [1]

[1] Dans chaque chapitre, le premier chiffre fait apparaître la différence par rapport aux besoins sur lesquels le budget est fondé ; le second, entre crochets, montre les différences par rapport aux crédits budgétaires pour la section garantie du FEOGA (y compris les crédits en réserve au chapitre B0-40).

Cultures arables // + 10 millions EUR

// (+ 299 millions EUR)

L'augmentation relativement faible de l'ensemble des besoins concernant ce chapitre est toutefois la résultante de deux tendances opposées : une progression de 99 millions EUR pour les mesures intéressant le marché des céréales et une diminution de 89 millions EUR pour les paiements directs au titre du programme d'aide aux cultures arables.

Pour le stockage public des céréales, les besoins sont désormais chiffrés à 91 millions EUR, principalement parce que le volume prévisionnel des achats à l'intervention a été porté de 8,2 à 9,9 millions de tonnes. Le stock public en fin d'exercice s'établit selon la nouvelle prévision à 16,9 millions de tonnes au lieu de 19,2 millions de tonnes, parce que le niveau du stock d'ouverture est inférieur à celui initialement prévu et que le volume des ventes progresse. L'augmentation de 50 millions EUR des besoins afférents aux restitutions à la production d'amidon s'explique par l'ajustement qui a fait passer de 2,9 millions de tonnes à 3,45 millions de tonnes les quantités éligibles. Inversement, si les besoins concernant la restitution à l'exportation baissent de 42 millions EUR, c'est surtout la conséquence d'une révision à la baisse tant des quantités concernées (- 2,4 millions de tonnes) que du taux prévisionnel de la restitution à l'exportation de l'orge pour 1999/2000, ramenée de 34,9 EUR/t à 32,3 EUR/t, compte tenu d'un prix du marché mondial supérieur à celui initialement prévu. Le taux de restitution pour l'orge a lui aussi été ramené de 75,1 EUR/t à 68,9 EUR/t. Par contre les taux prévisionnels pour le blé tendre et le maïs ont été revus à la hausse (37,6 EUR/t au lieu de 30,5 EUR/t en ce qui concerne le blé), le niveau des prix mondiaux étant plus bas que prévu.

En matière de cultures arables, la réduction des besoins s'explique par l'incorporation des données définitives reçues à propos des zones éligibles aux fins de l'octroi de l'aide pour 1999/2000 et par le niveau des rendements, historiquement bas au vu des données que les États membres sont tenus de communiquer à la Commission avant la mi-janvier 2000. Dans le cadre de la réduction globale de 89 millions EUR, les besoins concernant les aides aux petits producteurs font l'objet d'une diminution égale à 47 millions EUR. Pour les producteurs professionnels, les aides aux céréales, y compris le maïs, et aux oléagineux, sont notablement réduites (respectivement de 25 millions et 24 millions EUR). Les besoins inhérents aux aides pour le gel des terres font l'objet d'une réduction de 13 millions EUR, mais ceux concernant l'aide supplémentaire pour le blé dur sont augmentés de 20 millions EUR.

Sucre // + 30 millions EUR

// (+ 65 millions EUR)

L'augmentation de 30 millions EUR résulte d'une légère révision à la baisse du prix mondial prévisionnel du sucre pour 1999/2000, ramenée à 187 dollars/t, le taux de restitution à l'exportation passant en conséquence de 525 EUR/t à 535 EUR/t.

Huile d'olive // - 14 millions EUR

// (+ 24 millions EUR)

La réduction des besoins est essentiellement imputable à une diminution de 16 millions EUR au titre des mesures de stockage, modification avant tout fondée sur l'hypothèse qu'il n'y aura pas de dépenses à exposer en liaison avec le stockage privé.

Plantes textiles // +22 millions EUR

// (+ 39 millions EUR)

Les besoins au titre de l'aide pour le coton augmentent de 38 millions EUR parce que le prix mondial prévisionnel est révisé à la baisse (49,5 cents/lb au lieu de 55.5 cents/lb pour le budget). En ce qui concerne l'aide destinée au chanvre, la réduction de 16 millions EUR résulte de la révision à la baisse du taux d'aide moyen prévisionnel.

Produits du secteur vitivinicole // - 22 millions EUR

// (- 9 millions EUR)

La réduction de 33 millions EUR des besoins afférents aux mesures de distillation et d'intervention s'explique par une révision à la baisse des quantités de vin de table soumises à la distillation préventive, quantité ramenée de 12 millions d'hl dans le budget à 10 millions d'hl. Les besoins pour les aides à l'utilisation de moûts de raisin augmentent de 11 millions EUR.

Autres produits végétaux // - 9 millions EUR

// (- 5 millions EUR)

Les besoins pour le stockage privé de riz diminuent de 16 millions EUR, essentiellement en raison d'un accroissement des quantités à vendre dans le contexte du programme d'aide alimentaire aux personnes démunies. Il faut toutefois noter une hausse des besoins pour d'autres postes du chapitre, notamment en ce qui concerne les restitutions à l'exportation du riz (+ 5 millions EUR), évolution tenant à la révision à la baisse du prix mondial prévisionnel.

Lait et produits laitiers // - 46 millions EUR

// (+ 7 millions EUR)

Pour le stockage public de lait écrémé en poudre, le volume des ventes de ce produit dans le cadre du stockage public ayant été revu à la hausse (104 000 tonnes au lieu de 55 000) et les achats prévisionnels revus à la baisse (50 000 tonnes au lieu de 80 000), les besoins diminuent de 103 millions EUR. Pour le stockage public de beurre, les besoins diminuent aussi, de 19 millions EUR, ce qui s'explique par l'augmentation du volume des ventes (13 560 tonnes au lieu de 5 000).

L'effet de ces réductions est en partie neutralisé par un accroissement de 68 millions EUR des besoins relatifs aux restitutions à l'exportation, notamment pour le lait écrémé en poudre, ce produit faisant l'objet, malgré une baisse du taux moyen prévisionnel de restitution, d'une importante révision à la hausse des volumes à exporter (325 000 tonnes au lieu de 250 000). Les besoins relatifs aux aides pour le beurre utilisé sur le marché intérieur augmentent eux aussi, de 12 millions EUR, modification qui tient surtout à une révision à la hausse de la quantité de beurre utilisée en pâtisserie (370 000 tonnes au lieu de 360 000).

Viande bovine // + 61 millions EUR

// (+ 138 millions EUR)

Le niveau du stock d'ouverture en intervention publique étant plus bas qu'on ne le prévoyait (187 000 tonnes au lieu de 195 000) le volume des ventes est révisé à la baisse, car l'hypothèse retenue est qu'il n'y aura pas d'achats d'intervention en 2000 et que les stocks seront éliminés à la fin de l'exercice. C'est l'un des deux facteurs - l'autre étant la réduction du prix de vente moyen prévisionnel - qui est à l'origine de l'augmentation de 57 millions EUR des besoins afférents au stockage public. Les besoins correspondant aux mesures de soutien exceptionnel appliquées dans le Royaume-Uni ("Over thirty months scheme") progressent eux aussi, de 28 millions EUR, parce que l'effectif des animaux concerné est revu à la hausse.

Ces augmentations sont en partie compensées par une réduction de 18 millions EUR des besoins au titre des restitutions à l'exportation, consécutive au fait que les quantités devant faire l'objet de restitutions à l'exportation ont été ramenées de 835 000 tonnes à 770 000.

Viandes ovine et caprine // - 99 millions EUR

// (- 67 millions EUR)

Une révision à la hausse des prix moyens de marché pour les campagnes 1999 et 2000 et les réductions du taux des primes qui en découlent constituent la principale explication de la diminution des besoins. En effet, le prix moyen de marché pour 1999 a été fixé à 3 306 EUR par tonne, contre 3 250 EUR par tonne dans le budget. Le prix moyen estimé pour 2000 a également été revu à la hausse et porté à 3 350 EUR par tonne, au lieu de 3 250 EUR par tonne. En conséquence et compte tenu de légères adaptations du coefficient technique utilisé pour déterminer le taux des primes et établir les prévisions concernant le nombre d'animaux éligibles, les besoins au titre des primes sont réduits de 91 millions EUR. En ce qui concerne la prime complémentaire forfaitaire accordée aux zones défavorisées, les besoins sont également réduits de 8 millions EUR, essentiellement parce que la part des avances versées en 1999 au titre des primes de 1999 était plus importante que prévu initialement.

Programmes alimentaires // - 6 millions EUR

// (- 1 million EUR)

La réduction relative à ce chapitre découle de la prise en compte des crédits budgétaires destinés au programme d'aide alimentaire en faveur des personnes démunies (196 millions EUR au lieu de 200 millions EUR) et d'une diminution des besoins afférents aux restitutions appliquées à l'aide alimentaire extérieure (-2 millions EUR).

CONCLUSIONS

La situation budgétaire en 2000 pour les titres B1-1 à B1-3 du FEOGA-Garantie est résumée comme suit:

>SPAZIO PER TABELLA>

La nouvelle estimation de besoins entraîne donc un dépassement du plafond retenu pour les perspectives financières de 119 millions EUR et des crédits budgétaires de 582 millions EUR.

Il convient de noter que les dépassements prévisibles ne tiennent pas compte des économies qui seront réalisées si la valeur réelle moyenne de l'euro, exprimée en dollars, reste faible par rapport au taux appliqué lors de l'établissement du budget (1 EUR = 1,12 dollar). Si la valeur moyenne de l'euro pour l'ensemble de l'exercice financier se maintient à 1 EUR = 1,04 dollar, ces économies pourraient être de l'ordre de 400 millions EUR. Toutefois, seuls les premiers 200 millions EUR peuvent être retenus par le FEOGA-Garantie. Le reste doit être transféré à la réserve monétaire, au chapitre B1-60 du budget. Par ailleurs, la prise en compte des économies de 200 millions EUR diminuera les besoins à un niveau inférieur au plafond des perspectives financières.

À la lumière des prévisions actuelles en matière de besoins de crédits, la Commission surveillera de près la situation budgétaire au cours de l'exercice financier, tout en poursuivant sa politique de gestion de marché rigoureuse. Si les mesures prises se révèlent insuffisantes pour endiguer les dépenses à l'intérieur des crédits budgétaires existants, la Commission se réserve le droit de proposer un budget supplémentaire et rectificatif, dans les limites du plafond retenu pour les perspectives financières.

b) Le contexte budgétaire en 2001

Conformément aux dispositions de l'article 2 de la décision du Conseil du 31 octobre 1994 relative à la discipline budgétaire, la ligne directrice agricole pour 2001 est estimée provisoirement à environ 48 800 millions EUR. Le niveau définitif de la ligne directrice sera établi lors de l'adoption de l'avant-projet de budget.

Toutefois, il convient de souligner que, conformément aux conclusions du Conseil européen de Berlin des 24 et 25 mars 1999 et à l'accord interinstitutionnel du 6 mai 1999 sur la discipline budgétaire et l'amélioration de la procédure budgétaire, de nouveaux plafonds annuels en matière de dépenses agricoles ont été fixés dans le cadre des perspectives financières pour la période 2000-2006, à des niveaux nettement inférieurs à ceux qui sont indiqués dans la ligne directrice. En ce qui concerne les titres B1-1 à B1-3 du FEOGA-Garantie, ce plafond est de 40 035 millions EUR pour 2001, contre 37 352 millions EUR pour 2000, et constitue un cadre budgétaire extrêmement serré, étant donné que 2001 est le premier exercice financier qui doit prendre en compte les dépenses supplémentaires initiales découlant des décisions de l'Agenda 2000 visant à renforcer les systèmes d'aides compensatoires directes dans certains secteurs (notamment les cultures arables et la viande bovine) et à réformer l'organisation commune des marchés dans le secteur vitivinicole. En outre, l'accord interinstitutionnel du 6 mai 1999 énonce que, dans la mesure du possible, il convient de prévoir une marge suffisante entre les crédits budgétaires et les plafonds des perspectives financières.

La Commission souligne que ses propositions concernant les prix sont présentées dans ce cadre de rigueur budgétaire et insiste pour que les décisions s'y rapportant soient prises dans le même esprit.

ANNEXE I

>SPAZIO PER TABELLA>

ANNEXE II

ÉVOLUTION DES DÉPENSES DU FEOGA, SECTION GARANTIE PAR SECTEUR DEPUIS 1985

(Selon la nomenclature budgétaire 1999, y compris les dépenses sur crédits reportés)

En millions ECU/EUR

>SPAZIO PER TABELLA>

Notes: les dépenses figurant entre parenthèses n'ont pas été financées par le FEOGA-Garantie.