Relazione della Commissione al Consiglio sulla produzione e sulla commercializzazione del luppolo (raccolto 1998) /* COM/99/0635 def. */
RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulla produzione e sulla commercializzazione del luppolo (raccolto 1998) (presentata dalla Commissione) RELAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO sulla produzione e sulla commercializzazione del luppolo (raccolto 1998) I N D I C E 1. INTRODUZIONE 2. RACCOLTO 1998 2.1. Situazione mondiale 2.1.1. Produzione 2.1.2. Andamento del mercato 2.2. Situazione a livello comunitario 2.2.1. Struttura della produzione 2.2.2. Produzione 2.2.3. Vendite e prezzi 2.2.4. Ricavi 3. L'ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO PER IL LUPPOLO 3.1. Regime specifico e ruolo delle associazioni di produttori 3.2. Misure speciali temporanee nel settore del luppolo 4. CONCLUSIONI 1. INTRODUZIONE A norma dell'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 1696/71, la Commissione è tenuta a trasmettere al Consiglio una relazione annuale sulla produzione e sulla commercializzazione del luppolo. La relazione è intesa ad illustrare l'andamento della produzione, dei prezzi e del fabbisogno di luppolo. In questa 28a relazione annuale, la Commissione presenta i principali risultati della campagna 1998; la relazione è incentrata sui fatti salienti. 2. RACCOLTO 1998 2.1. Situazione mondiale 2.1.1. Produzione A livello mondiale, le superfici coltivate a luppolo continuano a diminuire. La superficie mondiale coltivata a luppolo è di circa 71 500 ha: circa 24 370 ha si trovano negli Stati membri della Comunità (cfr. tabella 1). Anche in Cina vi è una produzione notevole, per la quale non sono tuttavia disponibili dati precisi ma solo stime approssimative. In media, per quanto riguarda la IHGC (Convenzione internazionale dei produttori di luppolo) e la CE, le superfici coltivate a luppolo sono diminuite all'incirca del 14,89%, ossia di circa 9 575 ha, di cui 2 414 ha nell'Unione europea - in particolare in Germania (-1 698 ha), 2 708 ha negli Stati Uniti e 1 754 ha nella Repubblica ceca. Con circa 2 234 000 Ztr [1], il raccolto mondiale del 1998 è stato inferiore (-10,71%) a quello del 1997. La qualità della produzione si è lievemente ridotta, con un tenore di acido alfa pari al 6,29%; la produzione totale di acido alfa è diminuita (-2 274 t) e si colloca a 7 026 t. [1] 1 Ztr = 50 kg. Dal punto di vista della produzione, il raccolto del 1998 è nettamente inferiore alla media degli ultimi vent'anni. Per quanto riguarda la produzione di birra, sebbene l'Europa sia ancora al primo posto (con l'8,8% in Germania e il 24,3% nel resto dell'Europa nel 1999 [2]), altre parti del mondo, quali l'America centrale e l'America del Sud, ma soprattutto l'Asia, acquistano quote di mercato sempre più importanti. [2] Stime: relazione Hopsteiner. La produzione mondiale di birra del 1999 è valutata a 1 300 milioni di hl. Il dosaggio di 5,8 g di acido alfa/hl di birra nelle birrerie richiede l'uso di circa 6,4 g di acido alfa/hl; la differenza deriva dalle perdite dovute al magazzinaggio e alla trasformazione del luppolo. Poiché occorrono 8 320 t di acido alfa per produrre questo quantitativo di birra, il quantitativo di acido alfa prodotto nel corso del raccolto 1998 è deficitario (di 1 294 t) rispetto al fabbisogno. Sembra tuttavia che le birrerie dispongano ancora di scorte sufficienti per coprire un fabbisogno equivalente a 15 mesi. Occorre aggiungere che attualmente viene utilizzata una minore quantità di acido alfa, essendosi la produzione orientata verso birre meno amare ed essendo il progresso tecnologico in continua evoluzione. Rispetto al fabbisogno delle birrerie, la produzione di luppolo a livello mondiale risulta da alcuni anni eccedentaria. I paesi membri della IHGC - di cui fanno parte tutti gli Stati membri produttori dell'Unione europea, tranne l'Austria e l'Irlanda - avevano pertanto proposto di procedere all'estirpazione del 30% delle superfici del 1996, ossia di 18 000 ha. Nel 1997 la riduzione è stata di 6 300 ha, pari al 10%. Nel 1998, la riduzione per i membri della IHGC è stata di 9 575 ha. 2.1.2. Andamento del mercato Il mercato mondiale è dominato dall'Unione europea, soprattutto dalla Germania, e dagli Stati Uniti. I prezzi medi americani sono calati (1,62 USD/libbra [453,59 g], ossia 178,58 USD/Ztr, ossia 151,48 EUR/Ztr), ma, poiché le rese sono più elevate rispetto all'Europa (1,82 t/ha contro 1,43 t/ha), i ricavi medi per ettaro sono all'incirca uguali (6 505,56 USD/ha, ossia 5 518,33 EUR/ha, contro 5 539 EUR/ha nell'UE). La conclusione di contratti preliminari - la cui tendenza a lungo termine è in calo in termini di volume, durata e prezzo - risulta malgrado tutto un buon sistema dal punto di vista della sicurezza dei ricavi, poiché i prezzi sono fissati in anticipo per un certo numero di anni, per determinate varietà e determinati quantitativi, tenuto conto che i prezzi a termine sono generalmente più elevati di quelli a pronti (cfr. tabelle 2 e 5). A prima vista risulta tuttavia sorprendente che i birrai continuino a pagare in media un prezzo doppio per il luppolo venduto a termine, mentre possono acquistare luppolo a prezzi convenienti sul mercato libero, soprattutto a partire dal raccolto 1993. Ciò deriva dal fatto che il mercato libero è assolutamente imprevedibile dal punto di vista della produzione e della commercializzazione: la produzione del luppolo dipende infatti dalle condizioni atmosferiche (siccità, eccesso d'acqua, raffiche di vento, forti piogge) e dagli attacchi dei parassiti, che possono danneggiare le coltivazioni. I contratti garantiscono invece ai birrai un approvvigionamento sicuro a prezzi conosciuti con largo anticipo, il che consente loro di pianificare le spese a lungo termine. Un elemento che preoccupa in particolare alcuni membri della IHGC è il processo di formazione dei prezzi per le varietà aromatiche, fondato sui chilogrammi di acido alfa presenti anziché sull'aroma stesso. 2.2. Situazione a livello comunitario 2.2.1. Struttura della produzione Analogamente a tutto il settore agricolo, anche la produzione del luppolo continua ad essere interessata da un processo di adeguamento strutturale. Sono attualmente 3 818 le aziende agricole che producono luppolo nella Comunità (cfr. tabella A), circa il 7,40% in meno rispetto al 1997, mentre la superficie media per azienda è restata praticamente identica. Nell'Unione europea, circa 300 aziende hanno cessato la produzione di luppolo. 2.2.2. Produzione La superficie comunitaria coltivata a luppolo continua a diminuire di anno in anno. Nel 1998 è stata di complessivi 24 371 ha, con una diminuzione di 2 414 ha (9%) rispetto al 1997 (cfr. tabelle 1 e 6); la maggior parte della superficie si trova in Germania (19 683 ha, pari all'80%), che tuttavia ha registrato, rispetto al 1997, una riduzione del 7,94% della superficie, pari a 1 698 ha, in pratica coincidenti con le superfici ritirate dalla produzione o soggette ad estirpazione (cfr. punto 3.2). La diminuzione delle superfici è conseguente all'aumento della resa in acido alfa. Attualmente, il 60,57% della superficie coltivata a luppolo è costituita dalle varietà aromatiche, tra le quali la più coltivata è la Perle (25% della superficie coltivata a varietà aromatiche). Tra le varietà aromatiche che hanno registrato una forte diminuzione della superficie sono da segnalare, in Germania, la Hersbrucker Spät (-696 ha, pari al -22,42%), la Hueller (-58 ha, pari al -61,05%), la Perle (-362 ha, pari al -9,08%), la Spalter Select (-110 ha, pari al -7,66%) e, nel Regno Unito, la Challenger (-79 ha, pari al -27,43%), la Progress (-61 ha, pari al -33,52%) e la WVG (-53 ha, pari al -32,32%). In Francia, la varietà Strisselspalt è aumentata di 35 ha, pari al 5%. Le varietà amare costituiscono il 38,16% e le altre lo 0,27%. La superficie riservata alle varietà amare nel 1998 è aumentata leggermente a spese delle altre varietà. Tra le varietà amare, la più coltivata è attualmente la Hallertauer Magnum (su 3 425 ha, con un aumento di 399 ha, ossia del + 13,19%), seguita dalla Northern Brewer (su 2 294 ha, con una riduzione di 689 ha, ossia del 23,09%). Seguono le varietà Nugget (su 1 269 ha), Target (su 820 ha) e Brewer's Gold (su 246 ha); queste ultime due varietà sono in calo anche dal punto di vista della superficie, rispettivamente di 41 ha e di 317 ha. Palesemente, tra le varietà amare la tendenza generale è all'aumento per la coltivazione delle varietà super-alfa, più ricercate sui mercati, come ad esempio la Hallertauer Magnum e soprattutto la Hallertauer Taurus, la cui superficie è aumentata di 783 ha rispetto a quella del raccolto 1997. Da un punto di vista quantitativo, il raccolto del 1998 è stato decisamente inferiore a quello del 1997 (-9,74%). Con un volume complessivo di 755 890 Ztr, la resa media per ettaro è stata di 1,55 t/ha, ovvero 31 Ztr/ha, pari a quella del raccolto precedente. La qualità della produzione è stata buona e il tenore di acido alfa ha registrato nella Comunità una media del 7,5% per i tre gruppi varietali. Ne deriva un quantitativo di 2 853 di acido alfa (117 kg/ha) disponibile per la produzione di birra nel 1999. 2.2.3. Vendite e prezzi Vendite a termine Globalmente, il prezzo medio del luppolo venduto a termine ammonta a 197 EUR/Ztr (-5 EUR/Ztr rispetto al 1997), con prezzi per singolo Stato membro che vanno dai 150 EUR/Ztr della Spagna ai 365 EUR/Ztr dell'Irlanda, paesi che hanno venduto tutta la loro produzione a termine (cfr. tabella 6). In Germania, i prezzi a termine sono rimasti abbastanza stabili nel corso degli ultimi vent'anni. Gli altri paesi produttori, invece, registrano prezzi a termine più bassi rispetto all'anno precedente, in particolare la Francia (da 245 EUR/Ztr nel 1997 a 211 EUR/Ztr nel 1998, con una diminuzione del 13,88%, pari a -34 EUR/Zrt); fanno eccezione il Belgio (+ 4 EUR/Ztr) e la Spagna (+ 7 EUR/Ztr), che restano comunque al di sotto della media comunitaria. La parte del raccolto 1998 venduta a termine ammonta al 73% (cfr. allegato, tabella 5), percentuale vicina a quella dell'anno precedente. Il Belgio si situa nettamente al di sotto di questa media, col 23%. Il Portogallo non ha effettuato vendite a termine. Come al solito, i prezzi medi a termine più elevati sono stati osservati per le varietà aromatiche (211 EUR/Ztr); le varietà che hanno ottenuto i prezzi più elevati sono la Bramling Cross, la Challenger, la First Gold, la Fuggles, la Goldings e la Progress. I prezzi in euro di tali varietà, coltivate principalmente nel Regno Unito, sono più elevati della media per questo gruppo. In valuta nazionale, tuttavia, i prezzi britannici sono fortemente calati: la differenza è dovuta al tasso di conversione della lira sterlina in euro. Per la varietà Strisselspalt, coltivata esclusivamente in Francia, sono stati rilevati prezzi medi a termine di 213 EUR/Ztr. Tra le varietà che hanno registrato i prezzi più bassi figura sicuramente la Hersbrucker, che copre circa il 16% della superficie delle varietà aromatiche (prezzo a termine: 162 EUR/Ztr). Per le varietà amare, il prezzo medio per le vendite a termine si situa sui 174 EUR/Ztr; le varietà che nel complesso hanno ottenuto i prezzi più elevati sono la Buket (coltivata esclusivamente in Austria), la Herald e la Northdown (coltivate soprattutto nel Regno Unito). I prezzi a termine per la varietà Nugget sono rimasti più o meno uguali. Vendite sul mercato libero Il prezzo medio del luppolo venduto sul mercato libero è molto più elevato di quello della campagna precedente (92 EUR/Ztr rispetto ai 64 EUR/Ztr del 1997) e simile a quello registrato per il raccolto 1996, anche in questo caso con differenze molto pronunciate tra uno Stato membro e l'altro, dai 85 EUR/Ztr del Belgio ai 180 EUR/Ztr della Francia (cfr. tabella 6). In Germania, i prezzi sul mercato libero hanno registrato forti oscillazioni negli ultimi vent'anni: i livelli estremi sono stati di 119 DM/Zrt (raccolto 1997) e di 1 400 DM/Zrt (raccolto 1980). I prezzi sul mercato libero sono più bassi per le altre varietà (80 EUR/Ztr) e per le varietà aromatiche (81 EUR/Ztr), ma molto più elevati per le varietà amare (103 EUR/Ztr). I prezzi sul mercato libero per la varietà Nugget sono aumentati da 62 EUR/Ztr a 90 EUR/Ztr (+ 45,16%). Tale varietà, molto produttiva in acido alfa, aveva attirato diversi piantatori e aveva pertanto registrato un'offerta abbondante sul mercato mondiale, alimentata in gran parte dagli Stati Uniti, dove anche la superficie coltivata con questa varietà comincia tuttavia a diminuire a vantaggio delle varietà super-alfa, soprattutto la Columbus. I prezzi sul mercato libero sono aumentati fortemente in Germania (+ 41,67%) e in Belgio (+ 71%), mentre sono calati negli altri paesi, soprattutto in Austria (-46,24%). Tra le varietà coltivate su grande scala, quella che già a partire dal 1993 registra i prezzi più bassi è l'aromatica Hersbrucker, in passato molto apprezzata dagli americani, che da un certo tempo ne preferiscono altre come la Spalter Select e la Hallertauer Tradition. Queste due varietà aromatiche, prodotte nell'Istituto di ricerca di Hüll in Germania, cominciano ad avere la stessa evoluzione della varietà Hersbrucker a profitto della varietà « Hallertauer Mittelfrüher ». Pertanto, se la varietà Hersbrucker è stata venduta sul mercato libero a soli 55 EUR/Ztr, le due nuove varietà aromatiche sono state vendute rispettivamente a 55 EUR/Ztr e 52 EUR/Ztr, prezzi nonostante tutto ancora bassi rispetto alla media comunitaria per le varietà aromatiche. Tra gli otto Stati membri produttori di luppolo, tre presentano prezzi sul mercato libero inferiori alla media comunitaria (di tutte le varietà): il Belgio, la Germania e il Portogallo. Il raccolto 1998 è stato, in pratica, interamente venduto. Su 755 890 Ztr prodotti nella Comunità nel 1998, i dati ufficiali segnalano infatti che ne restano invenduti unicamente 5 198 (0,69%). L'Irlanda e la Spagna hanno venduto la totalità della loro produzione a termine, per prezzi medi rispettivamente di 365 EUR/Ztr e 150 EUR/Ztr (cfr. tabella 5); l'Austria ha venduto il 91% della sua produzione a termine, per un prezzo medio di 246 EUR/Ztr. 2.2.4. Ricavi Nel 1998 i ricavi sono stati molto simili a quelli del 1997: il ricavo medio per ogni ettaro di superficie in piena produzione (cfr. tabella 6) è aumentato da 5 528 EUR/ha a 5 539 EUR/ha (+ 0,19%). A livello comunitario i ricavi maggiori si registrano ancora per le varietà aromatiche: 5 759 EUR per ogni ettaro in piena produzione, con una diminuzione del 3,29% rispetto al raccolto precedente; il Belgio ha registrato tuttavia un aumento dei ricavi per queste varietà. Le varietà aromatiche più redditizie sono state, per la Francia, la Strisselspalt (ricavo di 7 098 EUR/ha in piena produzione), e per il Regno Unito le varietà Challenger (ricavo di 10 330 EUR/ha in piena produzione), Goldings (ricavo di 11 120 EUR/ha in piena produzione) e Fuggles (ricavo di 9 237 EUR/ha in piena produzione). Si noti che anche per la varietà "Célia", coltivata esclusivamente in Austria e venduta interamente a termine, sono stati registrati ricavi di circa 12 278 EUR/ha in piena produzione. I ricavi delle varietà amare sono aumentati (+ 6%), per arrivare a 5 191 EUR/ha in piena produzione; sono tuttavia diminuiti in alcuni Stati membri produttori, ossia l'Irlanda (-8,31%), l'Austria (-10,22%), il Portogallo (-43,30%) e il Regno Unito (-15,71%). In Portogallo, tale diminuzione è determinata esclusivamente dal calo del prezzo della varietà Nugget, la sola coltivata nel paese e venduta interamente sul mercato libero. Per le "altre" varietà, coltivate per lo più in Germania (60 ha) e in misura minore nel Regno Unito (5 ha), i ricavi medi sono aumentati del 14,75%. Essendo coltivate unicamente su piccole superfici, queste varietà hanno un'incidenza trascurabile sulla media globale dei ricavi dei produttori. 3. L'ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO PER IL LUPPOLO 3.1. Regime specifico e ruolo delle associazioni di produttori L'organizzazione comune di mercato nel settore del luppolo è stata istituita nel 1971 con il regolamento (CEE) n. 1696/71 e persegue l'obiettivo di migliorare la qualità della produzione e di garantire ai produttori un equo tenore di vita. Dato che si è volutamente rinunciato sia ad una normativa specifica per il commercio esterno, sia ad un sistema di intervento, il settore comunitario del luppolo è in gran parte soggetto alla concorrenza del mercato mondiale. Gli elementi principali del regolamento di base, ulteriormente precisati in successivi regolamenti specifici del Consiglio e della Commissione, sono la commercializzazione del luppolo mediante un sistema di certificazione e di contratti preliminari, il riconoscimento e la promozione di associazioni di produttori e gli scambi con i paesi terzi. È previsto inoltre un regime di aiuti per il luppolo prodotto nella Comunità. L'aiuto in questione, che ammonta a 480 EUR/ha fino al raccolto del 2000 compreso, ingloba due misure esistenti nel regime precedente: l'aiuto ai produttori e la riconversione varietale. L'associazione di produttori ha la facoltà di decidere se pagare l'intero aiuto ai suoi membri, in proporzione delle superfici coltivate, o soltanto una parte di esso (tra l'80% e il 100%), a seconda se vi sono ancora domande da soddisfare in materia di riconversione varietale o altre eventuali misure da realizzare (cfr. lettera c). Con la penultima modifica del regolamento di base, introdotta nell'agosto 1997 - dal regolamento (CE) n. 1554/97 [3] -, si è cercato soprattutto di potenziare il ruolo delle associazioni di produttori, mediante le seguenti misure. [3] GU L 208 del 2.8.1997, pag. 1. a) La possibilità per i membri di un'associazione riconosciuta di produttori di commercializzare essi stessi (senza essere penalizzati con una riduzione dell'aiuto) tutti i loro prodotti o parte di essi, previa autorizzazione dall'associazione. Quest'ultima esercita un diritto di controllo sui prezzi negoziati tra i produttori e i commercianti e può concedere o negare il suo accordo alla conclusione dei contratti. In caso di disaccordo sui prezzi proposti, l'associazione di produttori ha l'obbligo di riproporre l'offerta a un prezzo maggiore e di trovare un nuovo acquirente, b) la possibilità di effettuare la riconversione varietale su base permanente, ossia senza limiti di superficie e di tempi; il pagamento della riconversione sarà compreso nell'aiuto forfettario per ettaro di cui sopra. Gli stanziamenti destinati a questo scopo sono fissati dall'associazione di produttori in funzione delle esigenze, ed entro certi limiti (cfr. lettera c), c) la possibilità di trattenere al massimo il 20% dell'aiuto ai produttori per la realizzazione di misure speciali: queste ultime comprendono provvedimenti relativi alla razionalizzazione e alla meccanizzazione delle operazioni di coltura e di raccolta, l'adozione di norme comuni di produzione (tecniche di coltivazione, concimi, varietà ecc.), la riconversione varietale, le attività promozionali, le azioni volte a determinare e migliorare la qualità, la ricerca e le misure d'intervento di cui al secondo comma. L'obiettivo di questo provvedimento è di garantire la flessibilità dell'associazione di produttori per quanto riguarda la gestione dell'aiuto, con la possibilità, se l'associazione stessa lo desidera, di utilizzare interamente il 20% dell'aiuto ai fini della riconversione varietale. Nel caso in cui le associazioni di produttori non commercializzino tutta la produzione dei loro membri, questa possibilità diventa un obbligo, e la percentuale in questione resta del 20%. 3.2. Misure speciali temporanee nel settore del luppolo Nel maggio 1998 il Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce misure speciali temporanee nel settore del luppolo (regolamento (CE) n. 1098/98 del 25 maggio 1998 [4]). [4] GU L 157 del 30.5.1998, pag. 7. Il mercato del luppolo è caratterizzato attualmente da una situazione eccedentaria di carattere congiunturale, ma anche strutturale; è pertanto opportuno ridurre la produzione diminuendo le superfici coltivate nell'Unione europea. Le misure di risanamento, adottate per un periodo di 5 anni a partire dal raccolto del 1998, riguardano il ritiro temporaneo dalla produzione e/o l'estirpazione delle superfici coltivate. Per applicarle si prevede di concedere maggiore flessibilità alle associazioni di produttori, senza tuttavia superare l'attuale dotazione di bilancio. Le due misure in questione sono volontarie, sia a livello dello Stato membro, sia a quello dell'associazione di produttori o del singolo produttore. Esse saranno realizzate mediante - l'inserimento del "ritiro temporaneo dei seminativi dalla produzione" e dell'"estirpazione" nell'elenco delle misure speciali che possono essere realizzate dalle associazioni di produttori per adattare, con iniziative comuni, la produzione alle esigenze del mercato, - l'assunzione a proprio carico, da parte dell'associazione di produttori, di un contributo finanziario da prelevare sull'importo trattenuto dell'aiuto ai produttori (che non può superare il 20%), destinato a compensare parzialmente i costi reali legati all'applicazione delle misure e la perdita di entrate, - il pagamento di una compensazione ai produttori - equivalente all'aiuto di cui avrebbero beneficiato se il raccolto fosse stato effettuato - per un periodo massimo di 5 anni, per le superfici ritirate dalla produzione o soggette ad estirpazione, purché siano rispettate determinate condizioni. Tre Stati membri - la Germania, il Belgio e il Portogallo - hanno dichiarato di aver applicato le misure speciali nel 1998, come indicato nella tabella seguente: >SPAZIO PER TABELLA> 4. CONCLUSIONI A livello mondiale, le superfici coltivate a luppolo continuano a diminuire. Per quanto riguarda i due maggiori produttori, ossia la Germania e gli Stati Uniti, nel 1998 le superfici sono state ridotte rispettivamente di + 1 700 ha e + 2 700 ha rispetto al 1997 e la stessa tendenza prosegue nel 1999, con una riduzione di + 1 200 ha in Germania e di + 1 000 ha negli Stati Uniti. Tale riduzione ha consentito di mantenere un certo equilibrio tra la produzione e la domanda dell'industria di trasformazione, tenuto conto dei seguenti fattori: · i produttori continuano a coltivare varietà sempre più ricche di acido alfa, che hanno rese sempre più elevate: occorrono quindi minori superfici per produrre gli stessi quantitativi, · l'estirpazione permette di eliminare le varietà aromatiche meno richieste dall'industria, · il mercato della birra è stagnante negli Stati Uniti, nell'Europa occidentale e in Giappone; i mercati in espansione, quali l'America Latina e l'Asia, subiscono le conseguenze di crisi economiche e monetarie, · grazie ai progressi tecnologici applicati nelle birrerie, il dosaggio di acido alfa (grammi di acido alfa necessari per ettolitro di birra) diminuisce sempre più, · i consumatori manifestano preferenze sempre più accentuate per birre meno amare, · ll'industria della birra, sottoposta a una concorrenza sempre più spietata che costringe a ridurre i costi, ha un comportamento ambiguo: date le scorte molto ingenti a livello delle birrerie (di cui non si conosce l'entità), la sua politica di acquisto sul mercato libero è assolutamente imprevedibile e non necessariamente orientata verso i fornitori tradizionali. Conformemente al regolamento di base (CEE) n. 1696/71 (articolo 18), la Commissione è tenuta a presentare al Consiglio una relazione di valutazione sul settore anteriormente al 1° settembre 2000.