Parere del Comitato economico e sociale in merito alla «Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale - Sviluppare la rete dei cittadini - Perché è importante un trasporto passeggeri regionale e locale di buona qualità e come la Commissione europea sta contribuendo alla realizzazione di questo obiettivo"
Gazzetta ufficiale n. C 138 del 18/05/1999 pag. 0007 - 0012
Parere del Comitato economico e sociale in merito alla "Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale - Sviluppare la rete dei cittadini - Perché è importante un trasporto passeggeri regionale e locale di buona qualità e come la Commissione europea sta contribuendo alla realizzazione di questo obiettivo" (1999/C 138/03) La Commissione, in data 13 luglio 1998, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 198 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito alla comunicazione di cui sopra. La Sezione "Trasporti, energia, infrastrutture, società dell'informazione ", incaricata di preparare i lavori del Comitato in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo del relatore von Schwerin, in data 9 marzo 1999. Il Comitato economico e sociale ha adottato, il 24 e 25 marzo 1999, nel corso della 362a sessione plenaria (seduta del 24 marzo), con 89 voti favorevoli e 3 astensioni, il presente parere. 1. Sintesi - Valutazioni di principio 1.1. Il Comitato economico e sociale accoglie con favore la comunicazione in esame nella quale la Commissione sottolinea l'importanza del Libro verde sulla rete dei cittadini, contribuendo allo sviluppo del trasporto pubblico di passeggeri e delle possibilità di connessione intermodale. Sono giudicati validi dal Comitato, i campi d'azione menzionati nel "sommario" della comunicazione fra cui, - incentivare lo scambio di informazioni; - incentivare l'analisi comparativa dei servizi; - istituire un quadro politico adeguato, nonché; - utilizzare gli strumenti finanziari dell'Unione europea; e - il riconoscimento del principio di sussidiarietà. 1.2. Il Comitato fa tuttavia osservare che il concetto di "rete dei cittadini" è ancora poco consolidato presso gran parte della popolazione e in certe fasce degli ambienti scientifici. Occorre pertanto intraprendere ulteriori azioni in tale ambito. 1.3. Il Comitato auspica che la Commissione prenda iniziative concrete per la creazione di tale rete di cittadini. Le finalità qualitative e quantitative (tra cui una modifica del modal split) andrebbero pertanto associate a concrete possibilità d'intervento. 1.4. Tale obiettivo andrebbe tuttavia realizzato considerando che, in virtù del principio di sussidiarietà, il trasporto pubblico locale e regionale deve rientrare nella sfera d'azione delle autorità regionali pur essendo giuridicamente di competenza degli Stati membri. La Commissione si dovrebbe pronunciare chiaramente per il principio di sussidiarietà anche per quanto riguarda la politica di regolamentazione, e non limitarsi alla formulazione "principalmente". Le autorità comunali competenti in materia devono poter prendere le decisioni in merito alla forma organizzativa oppure ai requisiti qualitativi e quantitativi che gli operatori sono tenuti a rispettare in base alle esigenze locali. 1.5. Le particolari esigenze del trasporto pubblico locale per quanto riguarda le competenze locali e la conoscenza degli interessi degli utilizzatori in materia di affidabilità, puntualità ecc. giustificano inoltre il divieto di cabotaggio in tale ambito dei trasporti. I gestori di servizi di trasporto pubblico locale e regionale devono essere anche residenti nella regione. 1.6. I progetti avviati dalla Commissione nel campo dell'informazione, della ricerca e della cooperazione influiscono positivamente sullo sviluppo di una rete di cittadini. Il Comitato attribuisce inoltre particolare importanza all'elaborazione di criteri di qualità e di progetti tra cui le analisi comparative (benchmarking) dei sistemi di trasporto. Tali progetti dovrebbero quindi fondarsi su criteri non solo economici bensì soprattutto su criteri qualitativi della realizzazione di servizi, tenendo altresì conto dell'interazione tra i diversi vettori. Bisognerebbe inoltre esaminare altri mezzi pubblici di trasporto quali il sistema di piste ciclabili o il "car sharing". A tal fine si dovrebbero coordinare e appoggiare tutti i vettori di mobilità più "sostenibili" come un'"unità ecologica". 1.7. Nella comunicazione si sottolinea pertanto a ragione l'importanza del collegamento in rete dei diversi modi di trasporto. Un'efficace gestione della mobilità andrebbe pertanto accompagnata dalla consultazione in materia, con il coinvolgimento dei gruppi di utenti e degli interlocutori sociali nel processo decisionale. 1.8. La comunicazione della Commissione non dedica invece sufficiente attenzione alle possibilità urbanistiche(1) offerte dall'organizzazione dei trasporti ed alla loro complessità. Ciò vale anche per l'assetto del territorio: la mobilità e la parità di opportunità per gli abitanti in zone rurali devono essere migliorate attraverso la promozione del trasporto locale e non possono essere lasciate solo alle autovetture private. 1.9. L'offerta di sufficienti mezzi di trasporto pubblico locale rientra tra le competenze dei servizi d'interesse generale. L'obiettivo della concorrenza, da considerare di per sé positivo per i trasporti locali, dev'essere subordinato all'obiettivo prioritario dell'interesse generale. 1.10. Il Comitato osserva che in virtù del principio di sussidiarietà il diritto dei comuni di fornire come prestazione propria tali servizi di interesse generale nel settore dei trasporti non deve essere limitato da regolamentazioni comunitarie. 1.11. Nel caso di concessioni di diritti esclusivi nel settore del trasporto pubblico di passeggeri mediante gare d'appalto, le autorità locali, nel rispetto del processo di liberalizzazione previsto, devono avere la possibilità di utilizzare criteri concernenti gli appalti che siano fondati sulle esigenze locali e che comprendano anche l'assunzione di determinati compiti od obblighi. A tale riguardo citiamo in particolare gli interessi nel campo dei trasporti, dell'ambiente e anche in campo economico e sociale nonché una politica responsabile in materia di occupazione. Ciò consentirebbe di evitare una concorrenza limitata ai costi per la fornitura di servizi di trasporto, concorrenza che andrebbe anche a scapito dell'integrazione delle offerte di trasporto. I criteri per la concessione devono comprendere anche la possibilità di definire norme di qualità. Tuttavia deve essere anche possibile imporre condizioni in materia di obblighi sociali agli operatori laddove operatori privati forniscano servizi di trasporto su incarico dei servizi pubblici. Nel quadro della normativa sulla definizione di "interesse generale" come pure sull'assegnazione dei diritti esclusivi, va accordata pari opportunità alle imprese private e a quelle pubbliche. 2. Osservazioni particolari 2.1. Introduzione 2.1.1. Nella comunicazione la Commissione sottolinea l'importanza del trasporto per la realizzazione dell'obiettivo dello sviluppo sostenibile. Il Comitato sostiene esplicitamente l'importanza, evidenziata anche in Agenda 2000, di un trasporto passeggeri locale e regionale di buona qualità e sostenibile, specie alla luce della finalità di evitare di creare svantaggi dal punto di vista sociale e di promuovere la qualità della vita nelle zone rurali. 2.1.2. Il Comitato condivide il punto di vista espresso nella comunicazione in merito ai metodi pratici per uno sviluppo più sostenibile dei sistemi di trasporto e per la riduzione di un'eccessiva dipendenza dalle automobili private. Sottolinea in modo particolare che l'auspicata creazione di un sistema di trasporti "porta a porta" rappresenta un'importante sfida per i cittadini. Le città e le regioni svolgono un ruolo significativo nella realizzazione di una tale rete. 2.1.3. Per cogliere e sfruttare le "sfide e le opportunità di cambiamento" il Comitato suggerisce, come ha già fatto nel parere sul Libro verde "Rete dei cittadini", che la Commissione effettui uno sforzo organizzativo su scala comunitaria sui temi della rete dei cittadini appoggiandolo con mezzi organizzativi e finanziari propri, in particolare per migliorare la situazione nelle regioni rurali e per appoggiare gli interessi delle persone con ridotte capacità motorie. Il riferimento alle organizzazioni centrali per la rete dei cittadini non basta. 2.1.4. La Commissione dovrebbe porre un accento particolare sull'integrazione dei servizi di trasporto. A tal scopo vanno promossi sistemi integrativi in materia di trasporti con un'offerta concordata che preveda tariffe e sistemi di utilizzo di facile accesso e comprensione, sulla base della migliore pratica. 3. Programma di lavoro 3.1. Incentivare lo scambio di informazioni 3.1.1. Il Comitato sostiene l'obiettivo di incentivare lo scambio di informazioni dal momento che costituisce una base importante per l'evoluzione del trasporto locale e regionale. L'effettiva domanda di tali informazioni dimostra chiaramente l'urgenza di intervenire in questo settore. 3.1.2. Il Comitato accoglie con favore il servizio europeo d'informazione sul trasporto locale (ELTIS) istituito in collaborazione con la rete POLIS e con l'Unione internazionale dei trasporti pubblici (UITP). Appoggia altresì il proposito della Commissione di far sì che tale servizio d'informazione, oltre al trasporto passeggeri locale e regionale, offra maggiori informazioni anche in merito ad altre offerte di mobilità pubblica tra cui la bicicletta, il "car-sharing" e simili. 3.1.3. Il Comitato ritiene che le tavole rotonde e le conferenze internazionali di esperti costituiscano misure adeguate per supportare gli obiettivi perseguiti. Accoglie con favore lo sviluppo di reti intese a favorire lo scambio di informazioni in materia di politica e di programmi dell'Unione europea. In tale contesto occorre tenere conto dei problemi specifici che affliggono le regioni periferiche, ad esempio il Mediterraneo. 3.1.4. Il Comitato accoglie con favore la particolare attenzione che la Commissione rivolge alla situazione dei paesi dell'Europa centrale ed orientale e delle Repubbliche baltiche. Tali paesi vanno coinvolti particolarmente nello scambio di informazioni dal momento che il loro sviluppo dipende in gran parte dalla promozione del trasporto locale e dalla connessione di quest'ultimo con i collegamenti regionali ed interurbani. Nel caso dei suddetti paesi occorre pertanto tenere particolarmente conto di problemi specifici nonché di un periodo di transizione adeguato. 3.1.5. L'esempio delle organizzazioni europee di ciclisti dimostra i progressi compiuti nell'impegno di riunire gli operatori principali. 3.2. Analisi comparative in vista del miglioramento dei sistemi di trasporto 3.2.1. Le analisi comparative su scala europea vengono considerate come uno strumento interessante per paragonare le prestazioni dei sistemi di trasporto locale con le buone prassi applicate altrove. Offrono quindi un valido aiuto alle autorità competenti per il trasporto passeggeri locale e regionale ed agli operatori di trasporto nel processo decisionale. Dovrebbero tenere conto in modo particolare degli aspetti qualitativi della realizzazione delle prestazioni nonché del collegamento in rete delle offerte di trasporto (servizio porta a porta) e delle offerte complementari (noleggio biciclette, ecc.). Si attendono pertanto con grande interesse i risultati di un progetto pilota di analisi comparativa relativo ai sistemi di trasporto passeggeri locali effettuato dalla Commissione in cooperazione con il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE). 3.2.2. Il Comitato condivide senza riserve la convinzione della Commissione secondo la quale, nella valutazione delle prestazioni di un operatore di trasporti, occorre tener conto di fattori esterni quali la pianificazione territoriale oppure la gestione del traffico. 3.2.3. Il Comitato attende con interesse la presentazione del sistema di autovalutazione preannunciato dalla Commissione nonché dei criteri di qualità elaborati nel quadro di Quattro. Osserva che in tale contesto occorre tener conto degli aspetti relativi alle condizioni di lavoro nella realizzazione delle prestazioni, anche in virtù dell'Articolo 117 CEE. Tali condizioni comprendono misure intese ad evitare l'inattitudine alla guida oppure il sostegno professionale del personale. 3.2.4. Quanto all'esame delle definizioni normalizzate, il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) può fornire un contributo importante per stabilire criteri di qualità per i trasporti di passeggeri. 3.2.5. Il Comitato accoglie con favore l'intento espresso dalla Commissione di mettere a disposizione dei manuali sull'analisi comparativa dei trasporti pubblici nonché altre informazioni. Osserva tuttavia che tali informazioni devono essenzialmente fornire assistenza alle autorità locali competenti in materia e agli operatori dei trasporti. Questi devono poter accedere liberamente a tali strumenti. Come già osservato nel parere del Comitato sul Libro verde sulla rete dei cittadini(2), l'assegnazione di marchi di qualità e/o di premi viene considerato un vero e proprio incentivo alla concorrenza sulla qualità. 3.2.6. Dal progetto di valutazione comparativa della Commissione si dovrebbe sviluppare il tema del marketing con particolari raccomandazioni in materia, al fine di promuovere le domande. 3.3. Istituire un quadro politico adeguato 3.3.1. Il Comitato accoglie con favore il proposito della Commissione di studiare un modo di incentivare l'adozione di buone prassi per quanto riguarda l'aspetto della pianificazione territoriale legato ai trasporti. 3.3.2. Un numero sempre crescente di datori di lavoro e di imprese elaborano attualmente piani di gestione della mobilità, incoraggiando i propri dipendenti o visitatori ad adottare comportamenti sostenibili in materia di modalità di trasporto. Tale sviluppo viene accolto con favore, per quanto sia solo nella fase iniziale. 3.3.3. Un maggior coinvolgimento degli interlocutori sociali nonché dei gruppi di utenti nella pianificazione dei trasporti locali potrebbe contribuire ad incentivare tale processo. Il Comitato raccomanda un dialogo sociale regionale tra imprese di trasporto, associazioni economiche, sindacati, associazioni ambientali e associazioni di utilizzatori come pure singoli passeggeri e automobilisti sul tema di una politica del trasporto locale integrata a livello locale e regionale. 3.3.4. Il Comitato attribuisce una notevole importanza alla richiesta di un'attiva gestione della mobilità al fine di risolvere i problemi di trasporto. Occorre pertanto collegare e riunire le offerte di trasporto locale (in maniera chiara anche per i cittadini). L'operazione risulta particolarmente semplice quando i cittadini si trovano di fronte ad un unico interlocutore (o a pochi) (gestore unico). Alla gestione della mobilità va pertanto affiancata la consulenza in materia. 3.3.5. Una corretta ed efficace determinazione dei prezzi 3.3.5.1. In gran parte dei paesi europei gli attuali sistemi di determinazione dei prezzi per l'uso dei mezzi di trasporto incentivano l'utilizzo delle automobili come mezzo di trasporto. In questi casi ciò dipende anche dal fatto che non si tiene conto dei costi esterni. 3.3.5.2. In linea di principio il Comitato valuta positivamente il tema dell'internalizzazione dei costi esterni affrontato nel Libro verde "Verso una corretta ed efficace determinazione dei prezzi nel settore dei trasporti"(3). 3.3.5.3. L'introduzione della tariffazione stradale nelle aree urbane viene invece considerata problematica, poiché comporta una notevole opposizione a livello locale, relativi oneri amministrativi ed il rischio di uno spostamento dei trasporti dal centro urbano alla periferia, compromettendo in tal modo la viabilità dei centri urbani. Invece di imporre la tariffazione sulla circolazione in movimento nelle città, bisognerebbe estenderla alla circolazione in sosta (gestione dei parcheggi), anche ricorrendo a parcheggi d'interscambio. Ci si attende che le attività di ricerca in corso in tale ambito forniscano indicazioni utili per il proseguimento del dibattito. 3.3.6. Telematica applicata ai trasporti 3.3.6.1. Il Comitato condivide l'opinione che le applicazioni telematiche possano migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi di trasporto. È tuttavia importante che tali applicazioni non siano introdotte solamente come dispositivo volto ad ottimizzare la gestione del traffico individuale, bensì che vengano abbinate, mediante una rete, ad altre informazioni, concernenti ad esempio gli itinerari e gli orari dei trasporti pubblici. Bisogna ricorrere maggiormente alla telematica anche nei trasporti pubblici regionali e locali, altrimenti essa rischia di fungere essenzialmente da strumento per l'incentivazione del trasporto individuale. 3.3.6.2. Anche lo sviluppo di sistemi elettronici di biglietteria e pagamento può contribuire al miglioramento dell'accessibilità ai sistemi di trasporto pubblico influendo positivamente sulla realizzazione del cosiddetto modal-split(4). 3.3.6.3. Il Comitato attribuisce particolare importanza all'impiego di applicazioni telematiche, ad esempio in materia di controllo del traffico e di priorità ai trasporti pubblici ai semafori. Tali misure non solo contribuiscono ad accelerare il flusso del traffico per i trasporti pubblici, rendendone quindi più interessante l'uso, ma consentono anche un più efficiente impiego di mezzi nel trasporto pubblico di passeggeri, favorendo in tal modo prestazioni migliori sotto il profilo dei costi e dei prezzi. 3.3.6.4. Il Comitato accoglie con favore le misure intese a creare compatibilità tra i diversi sistemi ed a collegare in rete le applicazioni telematiche alla luce delle finalità delle offerte transeuropee. 3.3.7. Norme tecniche in materia di veicoli e di ambiente 3.3.7.1. Il Comitato accoglie con favore l'iniziativa volta a creare norme, che riguardano anche la sostenibilità ambientale e l'accessibilità, per l'impiego di autobus urbani. Il Comitato appoggia le proposte della Commissione, che prevedono norme più rigide in materia di emissioni degli autoveicoli, migliori norme in materia di qualità dei carburanti e disposizioni più rigorose per quanto riguarda i lavori di revisione e manutenzione(5). 3.3.8. Servizi pubblici e concorrenza nei trasporti locali e regionali di passeggeri 3.3.8.1. I trasporti pubblici svolgono un ruolo fondamentale nel ridurre i danni all'ambiente, nel sostenere la crescita economica e nel promuovere la coesione sociale. L'assenza di trasporti pubblici efficienti comprometterebbe la vitalità delle città. Vi è pertanto bisogno di un'offerta che superi quella fornita dagli operatori in base ad una valutazione puramente commerciale. Ciò rientra tra le competenze dei servizi pubblici. 3.3.8.2. Il Comitato attribuisce quindi grande importanza all'integrazione delle offerte nell'ambito dei trasporti locali e regionali. La possibilità, prevista nella maggior parte degli Stati, di concedere diritti esclusivi per la gestione di un determinato tipo di trasporto in una determinata area geografica può influire positivamente sulla realizzazione di tali servizi. La Commissione riconosce che, anche in considerazione degli investimenti delle imprese, gli effetti positivi di tali diritti esclusivi prevalgono su possibili svantaggi derivanti dal diritto della concorrenza. 3.3.8.3. La Commissione nel contempo si rammarica del fatto che non sussista alcun obbligo di tenere conto delle forze di mercato per concedere diritti esclusivi o per assegnare contratti relativi a servizi pubblici. A tale proposito fa riferimento ai risultati dello studio Isotope secondo il quale il ricorso a procedure di appalto può comportare una riduzione dei costi compresa fra il 10% ed il 35%. 3.3.8.4. Il Comitato constata l'assenza di osservazioni sulle conseguenze di tali procedure di appalto per l'integrazione dei servizi, in particolare alla luce della pianificazione dei trasporti nonché dell'armonizzazione con altri mezzi di trasporto. In tale contesto si rileva anche l'esistenza di conseguenze negative. Inoltre, gli esempi presentati dallo studio Isotope dimostrano chiaramente che le autorità locali tengono già conto dell'aspetto dei costi nella realizzazione delle reti di trasporto. L'affermazione della Commissione che cioè la libertà di stabilimento ha dato origine a "iniziative transnazionali" e deve ora portare ad un mercato comune (cfr. punto 2.3.6 della comunicazione) non è una tesi pertinente. Anzi a questa situazione sono legati sviluppi di tipo oligopolistico che limitano la concorrenza, come si può già vedere in alcuni Stati. Il Comitato è invece a favore di un sistema di trasporto pubblico locale di competenza locale e regionale ed una corrispondente struttura economica di diritto pubblico o privato a livello di PMI. Il Comitato appoggia la Commissione nel suo attuale progetto, che mira a definire una nuova regolamentazione con un equo periodo transitorio per gli operatori esistenti. Attribuisce altresì molta importanza agli sforzi compiuti dalla Commissione per evitare la formazione di oligopoli e li sostiene esplicitamente. 3.3.8.5. Nel parere in merito alla rete dei cittadini il Comitato ha già osservato che la concorrenza sulla qualità e sui servizi dovrebbe prevalere sulla pura concorrenza in materia di prezzi. Nella valutazione dell'idoneità degli strumenti bisognerebbe pertanto tenere conto anche di fattori quali l'evoluzione del volume dei passeggeri, gli effetti sull'integrazione dei servizi della rete nonché la qualità della realizzazione dei servizi anche alla luce dell'accessibilità sociale e fisica. 3.3.8.6. Le autorità locali e regionali in molti paesi, in base a leggi nazionali, possono scegliere le modalità di fornitura dei servizi d'interesse generale a livello locale. Nella comunicazione il Comitato non trova alcun riferimento alla possibilità di conciliare le iniziative europee a favore della realizzazione di un quadro giuridico per il trasporto locale regionale e comunale con il diritto costitutivo, nella salvaguardia della sussidiarietà. 3.3.8.7. Il Comitato ritiene opportuno che, laddove l'assegnazione dei servizi pubblici avvenga mediante gare d'appalto, si adottino procedure trasparenti. Sottolinea tuttavia che, nell'assegnazione degli appalti, le autorità locali e regionali competenti devono poter ricorrere a criteri che non siano puramente economici, ovvero a criteri sociali oppure ad aspetti concernenti la qualità e l'affidabilità dei servizi oppure la garanzia del mantenimento delle infrastrutture di trasporto. 3.3.9. Esigenze particolari delle donne in materia di trasporti 3.3.9.1. In materia di mobilità e di sicurezza le donne hanno esigenze particolari di cui occorre tenere conto, ad esempio per quanto riguarda l'accessibilità dei sistemi di trasporto pubblico. Il trasporto pubblico locale deve prevedere, anche al di fuori del traffico pendolare e delle ore di punta, offerte adeguate per le donne o per altre persone, specialmente per coloro che devono spostarsi con figli. Non vanno tuttavia dimenticate le esigenze specifiche di anziani, disabili, bambini e giovani. 3.3.10. Esigenze delle persone con ridotte capacità motorie in materia di trasporti La realizzazione di un sistema di trasporto pubblico locale e regionale efficiente riveste un'importanza particolare per le persone con ridotte capacità motorie per le quali è opportuno procedere alla definizione di requisiti minimi in merito alla realizzazione di infrastrutture (veicoli, fermate, ecc.). Il Comitato accoglie altresì con favore le misure annunciate per agevolare le persone dalla mobilità ridotta nei loro spostamenti. 3.4. Come utilizzare efficacemente gli strumenti finanziari dell'Unione europea Le autorità comunali, locali e regionali sono responsabili per gli investimenti nelle reti di trasporto locali e regionali. Per realizzare gli obiettivi dell'Unione europea in vista di un efficace collegamento tra la rete europea di trasporti a lunga distanza e le reti di trasporto locale e regionale è opportuno che l'Unione europea intervenga a favore dell'ottimizzazione delle reti di trasporto locali e regionali. Nel quadro dell'intermodalità e per l'allacciamento con la rete transeuropea (TEN-T) la Commissione dovrebbe presentare un programma speciale di investimenti per il cofinanziamento di impianti di interconnessione. Ciò contribuisce anche alla politica occupazionale a breve e medio termine in quanto esistono già dei progetti presso le imprese del trasporto locale che sono rapidamente realizzabili. 3.4.1. La rete transeuropea di trasporti Il Comitato sottolinea l'importanza di TEN-T e invita la Commissione ad incoraggiare il coinvolgimento delle autorità locali e regionali e degli operatori di trasporto, mediante una revisione degli orientamenti, e a partecipare al finanziamento come già richiesto al punto 3.4. 3.4.2. I programmi di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione Il Comitato appoggia i progetti indicati dalla Commissione che sono di particolare importanza per la rete dei cittadini: "Mobilità sostenibile e intermodalità"; "Trasporto terrestre e tecnologie del mare"; "Città del futuro e patrimonio culturale" e "Sistemi e servizi per il cittadino". Esso ritiene che gli attuali sforzi intesi ad attuare tali progetti vadano rapidamente intensificati. 3.4.3. Sviluppo regionale e fondi strutturali Il Comitato appoggia la modifica dei criteri di selezione e dei sistemi di valutazione prevista dalla Commissione per i fondi strutturali nel quadro di Agenda 2000. Lo sviluppo e l'estensione di un'infrastruttura del trasporto pubblico locale per le zone rurali dovrebbe diventare un elemento dei fondi di finanziamento (fermate, impianti di smistamento, centri di gestione, veicoli). 3.4.4. Informazioni sulle disponibilità di finanziamenti dell'Unione europea Un trasporto passeggeri locale e regionale "ecologico" contribuisce al conseguimento degli obiettivi di vari programmi dell'Unione europea, fra cui la rete di trasporto transeuropea, i fondi strutturali, i programmi di RST nel campo della politica dei trasporti, dei mezzi di trasporto, delle applicazioni telematiche e dell'Energia, Phare, Tacis, ISPA, LIFE, SAVE come pure i programmi di stanziamenti della Banca europea per gli investimenti. Il Comitato condivide l'idea della Commissione di tracciare uno schema nel quale si spieghi come il trasporto locale e regionale sia stato promosso con questi programmi. Tale schema deve contenere anche un quadro sui criteri e le procedure determinanti per il sostegno finanziario nel contesto dei programmi specifici. 4. Conclusione 4.1. Il Comitato sollecita nuovamente la Commissione ad esaminare i problemi in materia di concorrenza e di organizzazione del mercato in un libro verde separato che riporti pareri circostanziati in materia. La perizia della NEA del 1998, come pure l'audizione della Commissione, del 29 giugno 1998 a Bruxelles, non costituiscono una base sufficiente in quanto sussistono questioni importanti che non sono sufficientemente chiarite come, ad esempio, se la sussidiarietà abbia precedenza assoluta, se il trasporto pubblico locale faccia parte del mercato interno (art. 3, lettera c), se esso rientri nella normativa del Trattato in base all'articolo 74 e seguenti (trasporti) e in che misura vadano considerati l'articolo 90 (imprese pubbliche) e il diritto in materia di aiuti (art. 92). 4.2. Per valutare la realizzazione politica si suggerisce un sistema di controllo ("controlling") qualitativo e quantitativo. Bruxelles, 24 marzo 1999. La Presidente del Comitato economico e sociale Beatrice RANGONI MACHIAVELLI (1) Cfr. "Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni - Quadro d'azione per uno sviluppo urbano sostenibile nell'Unione europea". (2) GU C 212 del 22.7.1996, pag. 77. (3) GU C 56 del 24.2.1997, pag. 31. (4) GU C 66 del 3.3.1997, pag. 23. (5) Programma "Auto-Oil" (COM(96) 248 def.)