Parere del Comitato economico e sociale sul tema «Verso un ambiente europeo della numerazione - Libro verde su una politica della numerazione nel settore dei servizi di telecomunicazioni in Europa»
Gazzetta ufficiale n. C 287 del 22/09/1997 pag. 0015
Parere del Comitato economico e sociale sul tema «Verso un ambiente europeo della numerazione - Libro verde su una politica della numerazione nel settore dei servizi di telecomunicazioni in Europa» (97/C 287/05) La Commissione europea, in data 26 novembre 1996, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 198 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito al tema di cui sopra. La Sezione «Trasporti e comunicazioni», incaricata di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo del relatore Mobbs, in data 5 maggio 1997. Il Comitato economico e sociale ha adottato il 28 maggio 1997, nel corso della 346a sessione plenaria, con 89 voti favorevoli e 1 contrario, il seguente parere. 1. Introduzione 1.1. Il 1° gennaio 1998 i servizi e le infrastrutture delle telecomunicazioni saranno pienamente liberalizzati in tutta Europa, salvo deroghe per alcuni Stati membri. Questa data può perdere la sua importanza se non sono state prese ed osservate tutte le misure di attuazione nazionali. 1.2. Sono inoltre necessarie ulteriori misure che permettano agli operatori delle telecomunicazioni, ai fornitori di servizi, alle imprese, ed agli utenti di usufruire pienamente dei vantaggi della liberalizzazione; al tempo stesso, deve essere garantita un'adeguata tutela di tutti gli interessi dei consumatori e degli utenti. Fra tali misure rientra la riforma della numerazione, in quanto i numeri sono finiti eppure ad ogni rapido aumento di nuovi servizi corrisponde una crescente richiesta di numeri da parte dei fornitori di servizi. La disponibilità dei numeri è dunque un elemento chiave della concorrenza in continua crescita. Va inoltre riconosciuto che potrebbero rivelarsi necessari ancora più numeri per soddisfare la domanda di servizi a seguito dei progressi tecnologici e della sempre maggiore diffusione di dispositivi come i pager, le linee aggiuntive per apparecchi fax o modem domestici, gli usi professionali sempre più diffusi, la telefonia mobile, la TV via cavo ecc. I recenti risultati delle negoziazioni dell'OMC sulle telecomunicazioni di base, in cui 69 partecipanti si sono offerti di liberalizzare i loro regimi di telecomunicazioni interni, dovrebbero produrre una forte crescita del mercato globale delle telecomunicazioni, determinando un aumento della richiesta di nuovi numeri da parte dei fornitori globali di servizi. 1.3. Il Libro verde sulla liberalizzazione di tutte le infrastrutture di telecomunicazione, del 1995 (), riconosce che la numerazione è un elemento chiave di facilitazione, una pietra miliare per la liberalizzazione del mercato e per l'introduzione della concorrenza. Si riteneva necessario che lo sviluppo delle reti e dei servizi di telecomunicazione non venisse ostacolato per motivi di numerazione, e che questa sfida andasse affrontata attraverso un'oculata gestione dei programmi generali di numerazione a livello mondiale, europeo e nazionale. Tenendo presenti tali obiettivi, la Direttiva CE/96/19 () richiede agli Stati membri di assicurare, prima del 1° luglio 1997, la disponibilità di un quantitativo adeguato di numeri per tutti i servizi di telecomunicazione. Come condizione essenziale per un'efficace concorrenza, per l'innovazione e per la scelta del consumatore i numeri devono essere assegnati secondo criteri equi, trasparenti e non discriminatori. 1.4. La Commissione ha ora emesso il Libro verde in esame allo scopo di proporre una serie di possibili opzioni per affrontare in futuro le questioni di numerazione in Europa e per avviare un attivo dibattito fra le parti interessate in modo da disporre di un piano generale per il 1° gennaio 1998. 1.5. I protagonisti e i fattori principali in esame vengono esaminati qui di seguito. 1.5.1. I protagonisti principali accanto alla Commissione europea: - Le autorità di regolamentazione nazionali (NRA). Le Direttive 88/301/CEE e 90/388/CEE richiedono entrambe agli Stati membri di designare autorità di regolamentazione nazionali per garantire la separazione delle attività di regolamentazione dalla gestione e fornitura di servizi da parte delle organizzazioni di telecomunicazione. - La Conferenza europea delle amministrazioni delle poste e delle telecomunicazioni (CEPT), l'organizzazione di portata europea che comprende le amministrazioni di oltre quaranta membri di tutta l'Europa intesa in senso geografico, ed il Comitato europeo per le norme di telecomunicazione (ECTRA) e l'Ufficio europeo delle telecomunicazioni (ETO). L'ECTRA e l'ETO sono organismi istituiti nell'ambito della CEPT con responsabilità specifiche per quanto riguarda le licenze, la numerazione, l'interconnessione ecc. - L'Associazione degli operatori di reti e di telecomunicazioni europei (ETNO), che comprende gli operatori nel campo delle telecomunicazioni e qualunque operatore che disponga di una licenza per la telefonia vocale pubblica. Sono in atto discussioni riguardanti l'apertura ad operatori indipendenti nel settore mobile. - L'Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni (ETSI), aperto a qualunque organismo, anche non europeo. - Il Forum europeo della numerazione (FEN), istituito come forum settoriale per discutere la numerazione e le questioni collegate. L'appartenenza è riservata a qualunque organizzazione interessata alla numerazione che sia rappresentata a livello europeo. - Il Sistema mondiale di comunicazioni mobili (GSM), il Memorandum d'intesa (MOU), ed in particolare il GIE, il Gruppo d'interesse europeo, che rappresenta 75 operatori nel settore mobile in Europa. - L'Unione internazionale delle telecomunicazioni - Settore telecomunicazioni (UIT-T), è sotto l'egida delle Nazioni Unite e vi fanno parte oltre 180 Stati sovrani (compresi tutti gli Stati membri dell'UE). Essa è responsabile del regime internazionale delle telecomunicazioni, compresa la numerazione. La CEPT e l'ETSI partecipano alle riunioni in qualità di osservatori. 1.5.2. Fattori rilevanti per la richiesta di numeri: - liberalizzazione della telefonia. Abolizione di qualsiasi restrizione relativa alla disposizione sulla telefonia (vocale) a partire dal 1° gennaio 1998, - selezione del vettore: la possibilità per il cliente di scegliere l'operatore interurbano o internazionale, - portabilità: definita soprattutto come la possibilità di trasferire un servizio su un numero telefonico da un operatore all'altro, - chiamata gratuita: un servizio gratuito per chi chiama, - disponibilità di numerazione: fornitura di un quantitativo di numeri adeguato ed aperto, in modo da garantire che la concorrenza non venga soffocata. 1.6. Gli Stati membri devono assicurare la disponibilità di numeri per consentire il funzionamento di un servizio efficiente ed economico nel loro territorio, oltre a tenere conto delle esigenze del traffico internazionale. Diversi Stati membri hanno recentemente elaborato nuovi piani di numerazione, ma va considerato che i consumatori sono contrari ad una nuova numerazione, in quanto comporta dei costi, provoca confusione ed è generalmente impopolare con gli utenti ed il pubblico in genere. In occasione di qualunque cambiamento dei piani di numerazione nazionale è pertanto necessario dimostrare che in assenza di tali modifiche l'adeguato sviluppo del settore delle telecomunicazioni sarebbe pregiudicato. 1.7. Il profilo delle riforme della numerazione mostra approcci nazionali estremamente diversi, che potrebbero non risolvere molti dei problemi fondamentali della concorrenza, determinati da un ambiente in cui sono presenti molti operatori, né fornisce, nell'immediato, una risposta alla domanda di numeri unici per tutta l'Europa per determinati operatori o servizi, qualora se ne presentasse l'esigenza in un secondo momento. 2. Il Libro verde della Commissione 2.1. Il Libro verde della Commissione spiega perché è necessaria una riforma della numerazione e prende in esame quelle che vengono considerate le principali problematiche. 2.1.1. Affinché emerga la società dell'informazione, la disponibilità di servizi di telecomunicazione efficienti è considerata un fattore chiave. La numerazione è un fattore commerciale e competitivo per l'intera industria delle telecomunicazioni europea, ed ha un impatto diretto sul consumatore. La Commissione ritiene che una politica di numerazione debba basarsi su priorità politiche definite, che comprendano obiettivi collegati al processo di liberalizzazione o risultanti da un ambiente economico e tecnologico in rapido cambiamento. 2.2. La situazione attuale 2.2.1. Attualmente, la politica della numerazione, definita a livello mondiale, europeo e nazionale nell'ambito di un quadro generale stabilito dall'UIT-T, è regolata da un complesso insieme di norme. 2.2.2. Il Libro verde riconosce che finora è stato fatto molto: - numeri comuni in tutta Europa per i servizi di emergenza e per i prefissi internazionali, - le NRA stanno assumendo un ruolo autonomo sempre più importante, - creazione di una rete che si estende oltre l'Unione per collaborare in materia di numerazione (il FEN). 2.2.3. Nell'ambiente della numerazione della telefonia europea, la Commissione sostiene che esiste una divergenza fra gli operatori attuali e quelli nuovi in merito alle migliori pratiche da seguire. 2.3. Proposte d'azione 2.3.1. Assicurare una concorrenza efficace agevolando la selezione del vettore, la portabilità del numero e la ristrutturazione dei piani di numerazione nazionali. 2.3.2. Agevolare il mercato interno attraverso la definizione di uno spazio europeo della numerazione telefonica (ETNS), l'emergenza di reti private o di reti di società, delle NRA e delle regolamentazioni relative alla numerazione. 2.3.3. Adattamento alla società dell'informazione attraverso un piano europeo di numerazione a lungo termine e l'identificazione in Internet. 2.4. La Commissione definisce le mete, nonché le date, relative agli obiettivi ed alle misure proposti sui quali si richiede un commento specifico. 2.5. Nelle conclusioni, la Commissione riassume i suoi propositi e cita gli enti e le organizzazioni, nonché gli utenti, da cui attende un'opinione. 3. Osservazioni di carattere generale 3.1. Il Comitato accoglie con favore il Libro verde, riconoscendo che rappresenta un importante aspetto del necessario seguito da riservare ai notevoli passi che la Commissione ha compiuto verso la liberalizzazione dopo la pubblicazione del Libro verde sulle Telecomunicazioni () nel 1987. 3.2. Il Comitato nota la previsione della Commissione, secondo cui gli Stati membri dovranno intraprendere azioni allo scopo di garantire che una risorsa scarsa come la numerazione non si trasformi in un'ulteriore «barriera all'ingresso» o comunque in un impedimento al pieno sviluppo del necessario mercato aperto e concorrenziale dei servizi di telecomunicazioni, come previsto dalle varie direttive riguardanti la piena liberalizzazione a partire dal 1° gennaio 1998. 3.3. Nel prendere in considerazione quali proposte adottare come misure concrete, la Commissione non dovrebbe precludere soluzioni alternative a quelle contenute nel Libro verde, che possono risultare più vantaggiose dal punto di vista economico, sia per i consumatori che per gli operatori. 3.4. Si stanno effettuando diversi studi sui costi delle varie misure proposte dalla Commissione e il Comitato ritiene che potrebbero essere necessari ulteriori studi. È deplorevole che le raccomandazioni approvate derivanti dal Libro verde non possano essere attuate fino a dopo il 1° gennaio 1998. Non deve essere tuttavia compromessa la piena liberalizzazione e tutto quanto essa richiede. 3.5. Da un punto di vista pratico, va notato che i tempi stimati per le modifiche proposte sfortunatamente coincideranno con la prevista introduzione dell'euro e con il cambiamento del millennio, per cui potrebbe verificarsi una scarsa disponibilità di tecnici specializzati nel settore del software. 3.6. I numeri sono una risorsa scarsa, e pertanto le restrizioni riguardanti il loro impiego, imposte dagli Stati membri, dalle relative autorità di regolamentazione nazionali o dagli operatori pubblici possono distorcere la concorrenza ed avere un effetto negativo sul mercato delle telecomunicazioni. La questione andrà seguita dagli organismi incaricati di attuare la normativa dell'Unione in materia di concorrenza. 4. Osservazioni di carattere particolare 4.1. Il ruolo della numerazione nel garantire una effettiva concorrenza 4.1.1. La selezione e la preselezione del vettore 4.1.1.1. La Commissione si è concentrata su due tipi principali di selezione del vettore: - la selezione del vettore: si tratta di un semplice meccanismo che permette al cliente di scegliere un vettore usando un'attrezzatura a codice o preprogrammata per ogni chiamata, nella cui assenza il fornitore locale di accesso (operatore) sceglie automaticamente il vettore per le chiamate interurbane, con la possibilità di modificare la scelta al momento di effettuare la chiamata («accesso agevolato»); - preselezione del vettore: il fornitore di servizi o operatore locale instraderà automaticamente il traffico interurbano e internazionale del cliente al vettore per le chiamate interurbane scelto dal cliente, che non dovrà digitare o preprogrammare speciali codici di selezione del vettore ad ogni chiamata («parità di accesso»). 4.1.1.2. La Commissione propone di introdurre la selezione del vettore in due fasi: - dal 1° gennaio 1998 («accesso agevolato»); - dal 1° gennaio 2000, la preselezione del vettore («parità di accesso») con la possibilità di modificare la scelta al momento di effettuare ogni chiamata. 4.1.1.3. Alcuni Stati membri hanno già introdotto la selezione del vettore. Con il sistema di «accesso agevolato», si prevede che gli operatori esistenti se non altrimenti specificati (per «default») restino gli operatori della maggior parte dei clienti. Ciò consentirà loro di riaffermare la propria posizione sul mercato nazionale, europeo e mondiale in vista dell'introduzione del sistema di «parità di accesso», con il quale più clienti passeranno (probabilmente) ad un operatore diverso. La proposta della Commissione di ricorrere al sistema «accesso agevolato» come stadio intermedio di un approccio in fasi, e di considerare il sistema «parità di accesso» come obiettivo a medio e lungo termine, potrebbe dunque condurre a una transizione più graduale verso un mercato aperto e concorrenziale. L'impatto preciso dipenderà comunque dalle caratteristiche dei mercati interessati. 4.1.1.4. Il Comitato riconosce i vantaggi della selezione del vettore in generale, che determinerà un calo dei prezzi e rappresenterà un impulso immediato per l'economia. Il Comitato riconosce altresì che il settore mostra preoccupazione per gli effetti che si produrrebbero sulla concorrenza nel mercato interno se alcuni Stati membri adottassero la selezione ed altri la preselezione del vettore. Il Comitato ritiene che l'introduzione non uniforme di meccanismi di selezione del vettore provocherebbe distorsioni nel mercato unico europeo. È quindi sua opinione che l'armonizzazione e la sincronizzazione del processo di introduzione di selezione e preselezione vanno attentamente considerate: ciò deve comprendere un'ampia analisi costi/benefici. In tale contesto la Commissione dovrebbe inoltre rivolgere un'attenzione maggiore agli aspetti transfrontalieri, ed ai problemi riguardanti la scelta dell'operatore in altri paesi. 4.1.1.5. Esistono buone argomentazioni a favore del sistema di «parità di accesso», ovvero della preselezione del vettore. In paesi in cui la concorrenza è meno sviluppata, ed in cui non esistono altri meccanismi di agevolazione, come un'efficace normativa in materia di concorrenza, la preselezione favorisce la concorrenza più di quanto faccia il metodo della selezione ad «accesso agevolato». L'obiettivo primario è quello di assicurare che i clienti abbiano la più ampia possibilità di scegliere fra diversi vettori, qualora lo desiderino. La preselezione, possibilmente unita a (nuovi) sondaggi e/o campagne di marketing, accresce la consapevolezza dei clienti di disporre di scelte alternative e li incoraggia a trarre il massimo beneficio da questa possibilità. 4.1.1.6. Qualora si scelga il meccanismo di «parità di accesso», il Comitato auspica la possibilità per i clienti di selezionare nuovamente il vettore in qualunque momento successivo alla preselezione iniziale attraverso un meccanismo semplice e gratuito. Il Comitato sostiene dunque la preselezione del vettore come un mezzo importante per promuovere la concorrenza sui principali mercati di telecomunicazioni, rispettando l'armonizzazione e sincronizzazione di cui al punto 4.1.1.4. 4.1.2. Portabilità del numero 4.1.2.1. La Commissione propone di rimuovere quanto prima tutte le restrizioni tecniche che impediscono la portabilità dell'operatore in circuito locale e la portabilità del numero per i servizi di comunicazioni mobili e personali, come anche per i servizi non geografici. La proposta prevede che la portabilità dell'operatore in circuito locale sia disponibile nei principali centri abitati al massimo entro il 1° gennaio 2000, e che anche la summenzionata portabilità del numero per i servizi di comunicazione mobili e personali sia disponibile entro il 1° gennaio al massimo. 4.1.1.2. I sondaggi hanno mostrato che fra l'80 ed il 90 per cento dei clienti professionali non sarebbero favorevoli a cambiare operatore se non potessero conservare lo stesso numero. 4.1.2.3. Il Comitato sostiene pienamente l'introduzione della portabilità del numero quanto prima, a partire dal 1° gennaio 1998 relativa alla portabilità dell'installazione (entro la zona locale), del servizio simile e del fornitore di servizi, (compresa la probabilità dei numeri dedicati a servizi speciali) fattibilità tecnica permettendo. Attualmente si ritiene che una portabilità più estesa dei numeri non sia auspicabile poiché andrebbero perse informazioni essenziali riguardanti la tariffazione. 4.1.2.4. Se la Commissione non eserciterà delle pressioni, la portabilità del numero probabilmente non verrà attuata in tutti gli Stati membri, o quanto meno non in tempi ragionevoli. 4.1.2.5. Nello stabilire una data che sia più ravvicinata possibile, va tenuto conto di una serie di preoccupazioni espresse da attori del settore circa la praticabilità e la desiderabilità (costi, benefici) di definire metodi comuni e di garantire la compatibilità fra operatori diversi che ricorrono a diverse tecnologie, e il modo di risolvere i problemi di gestione del servizio ed altre questioni tecnologiche, in particolare per quanto riguarda le reti per le comunicazioni mobili e personali (). 4.1.3. La ristrutturazione dei piani nazionali di numerazione 4.1.3.1. La Commissione propone di ristrutturare i piani nazionali di numerazione in varie fasi: - entro il 1° luglio 1997 deve essere garantita la disponibilità adeguata di numeri per consentire in particolare ai nuovi operatori di fornire tutti i servizi di telefonia al pubblico; - a partire dal 1° luglio 1997, gli schemi nazionali vanno modificati per consentire una maggiore integrazione dei piani di numerazione nazionali; - una volta completato il lavoro tecnico dell'ETO, i piani di numerazione nazionale vanno adattati agli orientamenti comuni definiti; il processo va completato entro il 2000. Nel frattempo gli Stati membri si astengono dall'attribuire numeri con più di 13 cifre (incluso il codice paese ma escluso il prefisso internazionale o il prefisso di selezione del vettore). 4.1.3.2. Le proposte della Commissione dovrebbero limitarsi a definire un quadro per attuare la riforma della numerazione. La vera e propria riforma dovrà essere realizzata dagli Stati membri e dalle rispettive autorità di regolamentazione nazionali. 4.1.3.3. Il Comitato sostiene l'opinione della Commissione secondo la quale i piani nazionali di numerazione vanno comunque modificati per tenere conto del previsto notevole aumento del traffico di telecomunicazioni che seguirà alla piena liberalizzazione del 1° gennaio 1998 ed ai recenti risultati dei negoziati dell'OMC. Avvengono oggi comunque dei cambiamenti a livello nazionale che non fanno sempre parte di una chiara strategia europea a lungo termine. 4.1.3.4. Il Comitato riconosce che qualunque riforma dei piani di numerazione nazionali avrà sicuramente un impatto sui clienti. Questi infatti sono contrari a cambiare il proprio numero di telefono, e vanno convinti della necessità delle riforme, che a lungo termine produrranno per loro dei vantaggi. Tali cambiamenti hanno incontrato delle resistenze in passato e dovrebbero rappresentare un'esperienza da cui apprendere. Poiché frequenti modifiche in un piano di numerazione nazionale implicano costi elevati per la riprogrammazione delle apparecchiature e per l'aggiornamento dei programmi, gli Stati membri dovrebbero evitare cambiamenti inutili. 4.1.3.5. Le riforme dei piani di numerazione nazionali vanno dunque condotte in maniera appropriata, devono essere coordinate e definitive, nella misura in cui ciò sia possibile e fattibile. 4.2. Favorire il mercato unico 4.2.1. Lo Spazio europeo della numerazione telefonica (ETNS) 4.2.1.1. Il Libro verde propone la creazione dell'ETNS, uno spazio della numerazione parallelo a quelli europei, per servizi come i numeri gratuiti paneuropei, i servizi a costi ripartiti e la numerazione personale dal 1° gennaio 1998. Altre proposte comprendono il passaggio, a partire dal 1° gennaio 2000, ai prefissi europei, per cui i prefissi esistenti verranno preceduti dal «3», e per l'integrazione di piani nazionali che richiederebbero, in particolare, notevoli cambiamenti dei codici di accesso negli Stati membri. 4.2.1.2. Va notato che la necessaria domanda per usare il prefisso europeo 388 per l'ETNS è stata già presentata all'UIT, con il pieno appoggio delle autorità di regolamentazione nazionali, del FEN e dell'ECTRA. 4.2.1.3. Data l'importanza delle questioni in gioco, vale la pena considerare alcune delle questioni principali relative all'ETNS: - il servizio mondiale di chiamata gratuita internazionale (UIFS) è considerato la piattaforma che crei un vero mercato paneuropeo dei numeri gratuiti; - la crescente domanda di numeri europei, poiché le attività relative a vendite, marketing e servizio clienti vengono spesso organizzate a livello europeo; - il rapporto fra sviluppi globali e domanda latente di servizi su scala europea come le chiamate a tariffa maggiorata ed i servizi a costi ripartiti; - la liberalizzazione nell'Unione europea sta procedendo ad un ritmo più sostenuto rispetto a molte altre aree del mondo. L'Unione europea non può aspettare le evoluzioni dell'UIT, quando queste sono chiaramente in ritardo rispetto alle esigenze europee ma deve prendere proprie iniziative in questo settore; - il gruppo di lavoro dell'ETSI concluderà gli studi che sta effettuando su questo tema alla fine del 1997, e si ritiene che saranno necessari almeno diciotto mesi per giungere ad un accordo e per attuare la soluzione scelta; - l'amministrazione dello Spazio europeo della numerazione telefonica richiede l'istituzione di una nuova Autorità europea, che attualmente non esiste. Alcuni operatori del settore ritengono che la creazione di tale Autorità, che implica negoziati fra le autorità di regolamentazione nazionali e la Commissione, non può avvenire in tempi tanto rapidi come suppone il Libro verde; - se lo Spazio europeo della numerazione telefonica si basa sulla preferenza dell'ECTRA per il prefisso nazionale 388, vanno tenuti presenti e portati avanti i tempi necessari per l'accordo UIT; - la realizzazione dello spazio europeo della numerazione telefonica dipenderà dall'interesse degli operatori e dei fornitori dei servizi a lanciare servizi paneuropei. I servizi offerti all'interno dello spazio della numerazione devono essere stabiliti da leggi di mercato e non da misure di regolamentazione. 4.2.1.4. Sebbene il Comitato sia dell'opinione che lo Spazio europeo della numerazione telefonica vada creato quanto prima, i vantaggi economici e sociali dell'attuazione di tale Spazio devono essere soggetti a costante revisione. 4.2.1.5. Il Comitato è favorevole alla creazione dello spazio europeo della numerazione telefonica qualora non esista attualmente un servizio globale equivalente o una soluzione europea che possa essere raggiunta più rapidamente. I servizi globali possono essere servizi paneuropei offerti anche a livello globale o da operatori multinazionali che dispongono di proprie risorse internazionali di numerazione. 4.2.2. Amministrazione dei numeri europei a livello europeo o direttamente dall'UE 4.2.2.1. La Commissione propone la creazione di una nuova Autorità europea, entro il 1° gennaio 1998. Il Comitato non ritiene che la Commissione abbia fornito riguardo a tale nuova autorità particolari che gli permettano di esprimersi al riguardo. Si richiedono maggiori informazioni sulla natura e sul ruolo di tale organismo (che avrebbe una chiara funzione di coordinamento in relazione con l'ETNS e con ogni sviluppo successivo). 4.2.2.2. Sarà necessario introdurre un quadro per la numerazione a livello europeo, anche sostenendo le organizzazioni nazionali esistenti (ad esempio, riconoscendo uno status giuridico all'ETO, che in Danimarca gode già di un riconoscimento di questo tipo). 4.2.2.3. L'applicazione di qualunque norma e regolamento concordato spetterà comunque ad ogni Stato membro ed alla rispettiva NRA. Gli Stati membri dovrebbero dunque mantenere il diritto di gestire i numeri. 4.2.3. La convergenza della numerazione 4.2.3.1. Il Comitato riconosce che, in un ambiente europeo in cui sono presenti molteplici operatori, in cui sempre più persone viaggiano, lavorano e vivono in diverse aree dell'Unione, l'uso del telefono dovrebbe essere semplice e adatto all'utente, e che i numeri dovrebbero fornire qualche indicazione riguardante le tariffe. 4.2.3.2. Il Comitato sostiene il punto di vista della Commissione, secondo la quale è necessario armonizzare gli accordi concernenti la numerazione in tutta Europa. 4.3. L'adattamento dell'ambiente europeo della numerazione alla Società dell'informazione 4.3.1. Creazione di un piano europeo della numerazione a lungo termine 4.3.1.1. La Commissione propone la definizione di un piano strategico a lungo termine per la numerazione in Europa entro il 1° gennaio 1998, come tracciato sotto. 4.3.1.2. Si prevede la convergenza dei piani di numerazione nazionali e l'ETNS attraverso un piano di numerazione europea unificato entro il 2000. Entro questa data, inoltre, le chiamate effettuate all'interno dell'Europa non verranno più considerate chiamate internazionali, e sarà assegnato loro un adeguato prefisso utilizzabile in tutta Europa. A parere della Commissione, questo faciliterà la selezione dei numeri, eliminerà le barriere psicologiche e darà inizio a una serie di prefissi brevi comuni per diverse applicazioni, come la selezione del vettore ecc. 4.3.1.3. Va tuttavia notato che i cambiamenti dei prefissi nazionali esistenti non avranno un impatto solo nei paesi il cui prefisso è stato modificato, ma anche nel resto del mondo, in cui devono essere riprogrammati i sezionatori internazionali. L'impatto sul resto del mondo, per il quale ovviamente non ci sono vantaggi evidenti, si ripete ogni qualvolta venga attuato un cambiamento per realizzare gli obiettivi del Libro verde. Non esistono inoltre percorsi di migrazione agevoli per i cambiamenti proposti. 4.3.1.4. Il Comitato concorda con la Commissione nel ritenere che gli utenti vadano coinvolti pienamente nella formulazione della strategia di numerazione a lungo termine. Sebbene il Comitato sostenga la strategia a lungo termine della Commissione per una numerazione europea, ritenendo che questo avvantaggerà i consumatori europei e creerà un'identità europea, la Commissione dovrebbe fornire maggiori informazioni a questo riguardo. 4.3.2. Attribuzione di nomi e indirizzi in Internet ed in altri servizi multimediali emergenti 4.3.2.1. La Commissione ritiene che vadano considerate la situazione relativa all'attribuzione di nomi e indirizzi in Internet negli Stati membri, nonché, se necessario, le misure proposte per salvaguardare un'attribuzione equa e non discriminatoria. 4.3.2.2. Si tratta di un mercato su scala globale, governato prevalentemente da forze di mercato. Il Comitato invita la Commissione a studiare un ruolo europeo «proattivo» in forum internazionali, in particolare quelli riguardanti l'attribuzione di nomi e indirizzo, in relazione allo sviluppo di Internet. Bruxelles, 28 maggio 1997. Il Presidente del Comitato economico e sociale Tom JENKINS () Libro verde sulla liberalizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione e delle reti televisive via cavo - Seconda parte: una strategia comune in materia di creazione di infrastrutture nell'Unione europea (trad. provv.) (COM(94) 682 def.) GU C 301 del 13. 11. 1995, pag. 24. () Progetto di direttiva della Commissione che modifica la Direttiva 96/19/CE del 13 marzo 1996, modificata dalla Direttiva 90/388/CEE in relazione alla realizzazione della piena concorrenza nei mercati delle telecomunicazioni (GU L 74 del 22. 3. 1996, pag. 13) Parere del Comitato: GU C 39 del 12. 2. 1996, pag. 52. () Libro verde sullo sviluppo di un mercato comune dei servizi ed apparati di telecomunicazioni (COM(87) 290 def. del 30. 6. 1987. () Parere del CES in merito a «Interconnessione e interoperabilità nel settore delle telecomunicazioni» GU C 153 del 28. 5. 1996, pag. 21.