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Parere del Comitato economico e sociale in merito al «Fondo di coesione - Relazione annuale 1995»

Gazzetta ufficiale n. C 158 del 26/05/1997 pag. 0005


Parere del Comitato economico e sociale in merito al «Fondo di coesione - Relazione annuale 1995»

(97/C 158/02)

La Commissione, in data 16 settembre 1996, ha deciso, conformemente al disposto dell'articolo 198 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito al«Fondo di coesione - Relazione annuale 1995».

La Sezione «Sviluppo regionale, assetto territoriale e urbanistica», incaricata di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo del relatore Barros Vale, in data 10 marzo 1997.

Il Comitato economico e sociale ha adottato il 19 marzo 1997, nel corso della 344a sessione plenaria, con 87 voti favorevoli, 4 contrari e 7 astensioni, il seguente parere.

1. Introduzione

1.1. Il Comitato è stato invitato ancora una volta a pronunciarsi sulla relazione della Commissione in merito alle decisioni da essa adottate nel 1995 assieme agli Stati membri beneficiari, nell'ambito del Fondo di coesione, lo strumento istituito dal Trattato di Maastricht e inteso a rafforzare la coesione economica e sociale tramite la concessione di aiuti finanziari a Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna per realizzare progetti nei settori dell'ambiente e delle infrastrutture dei trasporti. Il sostegno finanziario, che ammonta a 15 150 milioni di ECU, ai prezzi del 1992, è stato previsto per il periodo 1993-1999.

1.2. Il sostegno finanziario ha avuto inizio il 1° aprile 1993 con l'istituzione dello strumento finanziario di coesione (SFC). Tale strumento è rimasto valido fino al 26 maggio 1994, data di entrata in vigore del regolamento che istituisce il Fondo di coesione, nel cui ambito rientrano le decisioni adottate da allora sino alla fine del 1994.

1.3. Il 1995 è stato quindi il primo anno completo di applicazione dei meccanismi previsti dal regolamento del Fondo di coesione. Di conseguenza, la relazione in oggetto è la prima, nel periodo coperto dal suddetto regolamento, a riferirsi a un anno civile.

1.4. Il Comitato ha appoggiato le proposte di istituire l'SFC e il Fondo di coesione con un parere, elaborato dalla Sezione competente e adottato in plenaria il 20 dicembre 1995, in merito alla relazione 1993/1994 dell'SFC e alla relazione 1994 del Fondo di coesione presentate dalla Commissione.

2. Osservazioni generali

2.1. Il Comitato si compiace per essere stato invitato ancora una volta a pronunciarsi sulla relazione del Fondo di coesione; richiama tuttavia nuovamente l'attenzione della Commissione su due punti essenziali, se si vuole che le raccomandazioni formulate in questa sede trovino l'auspicato riscontro e si dimostrino efficaci: la mancata presentazione della relazione entro i termini stabiliti e, in taluni casi, il mancato inserimento di dati comparabili sufficienti per consentire al Comitato la migliore analisi possibile sull'adeguatezza dei progetti presentati.

2.2. In effetti, nonostante le raccomandazioni espresse al riguardo nel precedente parere, la Commissione ha presentato la relazione nel settembre del 1996, data che supera decisamente il termine massimo di sei mesi fissato a tale scopo. È solo alla fine del successivo periodo di applicazione del Fondo, che il Comitato può quindi occuparsi delle decisioni prese; le sue raccomandazioni non possono di conseguenza essere analizzate e accolte dalla Commissione come un contributo per migliorare e rendere più efficaci gli interventi relativi all'applicazione del Fondo di coesione.

2.3. Anche riguardo alle informazioni contenute nella relazione in oggetto, e nonostante l'evoluzione registrata sia positiva, continuano a constatarsi alcune carenze, in particolare la mancanza di dati comparati sui rapporti tra compartecipazioni del Fondo di coesione ed altre risorse pubbliche nazionali o comunitarie, che consentano di definire un quadro generale per la totalità dei progetti sostenuti ed offrano una visione d'insieme degli aiuti concessi e delle loro interrelazioni con altri strumenti ed altre politiche nazionali e comunitarie. Al Comitato non sembrano inoltre sufficienti le informazioni e le conclusioni sull'impatto economico e sociale delle decisioni prese nell'ambito del Fondo di coesione, e sull'opportunità e la giustezza dei criteri seguiti nell'applicazione del principio di condizionalità di cui all'articolo 6 del regolamento che istituisce il Fondo di coesione.

2.4. Il Comitato si compiace per il fatto che, come già menzionato, il 1995 è stato il primo anno completo di interventi del Fondo di coesione e che, come si era raccomandato nel precedente parere, il periodo coperto dalla relazione coincide per la prima volta con un anno solare.

2.5. Il Comitato esprime inoltre apprezzamento per le tendenze positive registrate sul piano della fissazione generale di norme e procedure giuridiche e amministrative, che hanno consentito miglioramenti significativi. Tali miglioramenti si riflettono nella stessa relazione, specie per quanto riguarda la gestione, il funzionamento, la valutazione ed il seguito dei progetti.

2.6. Del pari, il Comitato si dichiara soddisfatto per l'accoglienza riservata ad alcune delle raccomandazioni formulate nel precedente parere. Suggerisce tuttavia che in futuro le raccomandazioni del Comitato formino oggetto di riferimenti meno generici di quelli contenuti nella relazione in oggetto.

2.7. Con la riserva delle osservazioni più approfondite che seguono, il Comitato esprime compiacimento per il fatto che la Commissione e gli Stati membri siano riusciti ancora una volta a procedere all'utilizzazione totale (100 %) degli stanziamenti d'impegno previsti dal bilancio comunitario 1995 e, per la prima volta, dei fondi previsti a livello di stanziamenti di pagamento.

2.8. Sempre con riserva delle considerazioni più dettagliate esposte in appresso, il Comitato prende atto dell'evoluzione positiva registrata, come già menzionato, a livello di valutazione dei progetti, azioni in materia di sorveglianza e controllo e di dialogo interistituzionale, ambiti nei quali il cammino da percorrere è ancora lungo, in particolare sul piano del coinvolgimento attivo delle parti sociali.

2.9. Il Comitato ribadisce inoltre l'utilità e l'importanza che nella relazione si prenda in qualche modo posizione sull'eventualità di continuare ad applicare il Fondo dopo il 1999, tenuto conto del particolare sforzo che sarà richiesto agli Stati membri beneficiari per soddisfare e mantenere i cosiddetti «criteri di convergenza», nonché degli effetti positivi che il mantenimento del Fondo di coesione potrà avere al riguardo.

3. Osservazioni particolari

3.1. L'articolo 10, paragrafo 2, del regolamento che istituisce il Fondo di coesione precisa che «è assicurato il debito equilibrio fra i progetti in materia d'ambiente e quelli riguardanti le infrastrutture dei trasporti». Dal 1993, la Commissione ha voluto applicare criteri di flessibilità al rispetto di tale principio.

Negli ultimi tre anni, l'equilibrio tra i due settori di incidenza del Fondo di coesione è stato il seguente:

3.1.1. Ripartizione per settore

>SPAZIO PER TABELLA>

La ripartizione per ciascuno degli Stati membri beneficiari è la seguente:

3.1.2. Ripartizione per settore e per Stato membro

>SPAZIO PER TABELLA>

Il Comitato si compiace per l'accoglienza riservata alla sua raccomandazione secondo cui il debito equilibrio previsto dal regolamento dovrebbe abbracciare un periodo superiore all'anno solare. Proprio alla luce di tale presupposto andrebbe inteso il criterio di flessibilità adottato dalla Commissione.

In effetti, la Commissione ha accolto tale interpretazione, precisando la questione in data 22 novembre 1995 (Coesione e ambiente - doc. COM (95) 509/5).

Il Comitato raccomanda quindi nuovamente un maggiore equilibrio tra i due settori, dato che, nonostante la tendenza positiva rilevata in relazione ai valori cumulati (1993-1995), si registra una lieve regressione tra il 1994 e il 1995.

Il Comitato raccomanda inoltre una ripartizione più prossima al 50 %-50 % tra i vari Stati membri.

3.1.3. Ripartizione per Stato membro

Il Comitato esprime ancora una volta soddisfazione per il fatto che gli stanziamenti d'impegno continuano ad essere molto vicini alla media delle forcelle di ripartizione indicativa per ciascuno degli Stati beneficiari:

>SPAZIO PER TABELLA>

Non può comunque omettere di richiamare l'attenzione della Commissione sul fatto che ciò non si verifica per gli stanziamenti di pagamento. Tale situazione, pur essendo comprensibile nell'attuale congiuntura, deve continuare ad essere oggetto dell'attenzione della Commissione e degli Stati membri:

>SPAZIO PER TABELLA>

3.2. Ripartizione nel settore dei trasporti

Per quanto riguarda la ripartizione nel settore dei trasporti, il Comitato raccomanda, sulla scia del parere precedente, un maggiore equilibrio tra i diversi modi di trasporto, dando priorità a quelli che più rispettano l'ambiente.

In effetti, contrariamente a quanto si afferma nell'introduzione della relazione, non si nota alcun miglioramento in tal senso, giacché il peso relativo del settore stradale rimane eccessivo rispetto ad altri modi di trasporto, specie a quello ferroviario.

Pertanto, il Comitato richiama nuovamente l'attenzione della Commissione sulla necessità di una migliore ripartizione degli investimenti a questo livello, privilegiando, come si è detto, i settori che rispettano maggiormente l'ambiente e che contribuiscono maggiormente allo sviluppo economico e alla realizzazione di un assetto territoriale più equilibrato, come sembrano essere i progetti inerenti al trasporto combinato e multimodale. A tal proposito, si suggerisce alla Commissione di esaminare l'introduzione di tassi differenziati di aiuti comunitari, in funzione del grado di osservanza dei criteri menzionati.

>SPAZIO PER TABELLA>

Sempre riguardo al settore dei trasporti e, in particolare, alla valutazione degli effetti delle risorse utilizzate nei diversi modi di trasporto, il Comitato raccomanda alla Commissione di esaminare assieme agli Stati membri l'adozione di un metodo di valutazione comune onde definire il tasso di redditività per tutti i progetti proposti.

3.3. Ripartizione nel settore dell'ambiente

Fatta eccezione per la Spagna, la relazione non fornisce alcuna indicazione sulla ripartizione degli investimenti nel settore dell'ambiente; la Commissione è quindi invitata a presentare in futuro tali dati anche per gli altri Stati.

Alla luce dei dati forniti, il Comitato deve nuovamente raccomandare alla Commissione e agli Stati membri di prestare maggiore attenzione agli investimenti nell'ambito della protezione ambientale, ove i valori permangono molto bassi, tenuto conto dei gravi rischi di desertificazione tuttora esistenti in taluni paesi.

4. Altre osservazioni

4.1. Inoltre, in riferimento alla ripartizione degli investimenti, il Comitato raccomanda alla Commissione di incitare gli Stati membri a migliorare la distribuzione regionale degli investimenti, con particolare attenzione, come già affermato nel parere precedente, alle regioni ultraperiferiche.

4.2. Il Comitato è soddisfatto per l'evoluzione positiva rilevata nella presentazione della relazione in oggetto e, in generale, per gli sforzi palesemente compiuti per un'informazione migliore e maggiormente dettagliata.

In tal senso, si prende atto delle informazioni più circostanziate fornite in merito ai progetti finanziati e ai criteri applicati dagli Stati membri in sede di valutazione, nonché, come raccomandato dal Comitato, dell'inserimento in allegato di carte geografiche che offrono, nell'ambito delle reti transeuropee, una visione globale della compatibilità degli investimenti approvati con le priorità definite.

4.3. Il Comitato deve tuttavia suggerire una migliore gestione delle informazioni che figurano nella relazione: a tal fine, alcuni aspetti che, per natura e grado di precisione, rivestono minore interesse, potrebbero essere sostituiti con le raccomandazioni di cui al presente parere e, in generale, con ciò che si potrebbe definire un bilancio dell'efficacia di tutte le risorse utilizzate nel periodo considerato.

4.4. Il Comitato riconosce inoltre i progressi registrati sul piano della concordanza degli investimenti con gli obiettivi nazionali e comunitari. Ritiene tuttavia che, oltre ai timori sui doppi finanziamenti ampiamente illustrati, in futuro le relazioni dovrebbero precisare il contributo del Fondo di coesione al conseguimento degli obiettivi di cui sopra.

4.5. In linea con il precedente parere, il Comitato approva la Commissione per gli sforzi compiuti nell'ambito degli «Interventi per studi e misure tecniche di aiuto - Assistenza tecnica». Tuttavia, nonostante i progressi registrati, continua a ritenere alquanto preoccupante la sottoutilizzazione degli stanziamenti destinati a tale scopo.

4.6. Il Comitato reputa positiva l'iniziativa promossa dalla Commissione assieme alla London School of Economics, e si augura che, nonostante il ritardo già rilevato nella presentazione, lo studio richiesto possa rispondere alle aspettative. Raccomanda tuttavia che, nelle prossime relazioni, la Commissione non si limiti a fornire un resoconto degli studi effettuati ma presenti, anche solo in maniera concisa, le proprie principali conclusioni.

4.7. Il Comitato esprime nuovamente soddisfazione per l'intervento della BEI nel finanziamento, nella valutazione e nel controllo di progetti del Fondo di coesione. Sollecita tuttavia maggiori informazioni sull'intervento della BEI e sui progetti ai quali partecipa.

4.8. Il Comitato accoglie altresì con favore il fatto che la relazione sia stata integrata da un'analisi degli effetti a livello occupazionale degli investimenti complessivi realizzati nel periodo in questione. Esorta la Commissione a continuare a fornire questo tipo di informazioni che mostrano nel migliore dei modi l'impatto e l'efficacia delle risorse utilizzate e il loro contributo ad un'effettiva coesione tra i paesi beneficiari e gli altri Stati membri dell'UE.

4.9. Sempre nella scia del parere precedente, il Comitato insiste affinché, nelle prossime relazioni, la Commissione fornisca informazioni generali sulla percentuale dei progetti approvati rispetto al totale dei progetti, precisando meglio i principali motivi che hanno indotto al rifiuto.

4.10. Il Comitato prende atto con soddisfazione delle indicazioni fornite sui progressi compiuti nell'ambito dei programmi di convergenza dai quattro Stati membri. Tali informazioni sono tuttavia insufficienti per quel che attiene al contenuto ed agli effetti delle raccomandazioni fatte dal Consiglio nel 1994 e nel 1995 a tre Stati membri che presentavano eccessivi disavanzi nazionali. Mancano inoltre riferimenti alle relative misure che, a norma dell'articolo 6, la Commissione era tenuta a prendere nel 1996. Il Comitato ritiene che la trasparenza nell'esplicazione di tale ruolo sia una salvaguardia fondamentale ed invita la Commissione a fornire informazioni dettagliate sulle iniziative condotte in conformità dell'articolo 6 nella relazione sul 1996.

4.11. Il Comitato riconosce il lavoro svolto dalla Commissione sul piano dell'intensificazione delle missioni di controllo, le quali risultano comunque ancora insufficienti rispetto al numero considerevole dei progetti. Inoltre, come già sostenuto nel precedente parere, in futuro occorrerà indicare i risultati in maniera più particolareggiata, specie quelli sui sistemi di gestione e di controllo istituiti negli Stati membri.

4.12. Il Comitato prende atto inoltre dei miglioramenti registrati sul piano delle riunioni dei comitati di sorveglianza ed esorta la Commissione a portare avanti tale azione per garantirne l'efficacia.

4.13. Il Comitato insiste ancora una volta sulla necessità di un'intensa partecipazione delle parti sociali alla definizione delle priorità, all'esecuzione ed alla sorveglianza dei progetti finanziati.

A tale proposito, e alla luce degli esigui risultati conseguiti, il Comitato propone nuovamente alla Commissione l'adozione per analogia delle disposizioni dell'articolo 4 del regolamento quadro dei fondi strutturali.

Il Comitato insiste inoltre affinché la Commissione solleciti gli Stati membri a consultare i rispettivi Consigli economici e sociali per fissare in forma preliminare le priorità nazionali nell'ambito del Fondo di coesione.

4.14. Condivide inoltre l'intenzione dichiarata dalla Commissione di promuovere il raggruppamento di piccoli progetti presentati di frequente nel settore dell'ambiente, come già raccomandato dal Comitato.

4.15. Il Comitato prende nuovamente atto dell'assenza di frodi registrata dalla Commissione in materia di finanziamento dei progetti. Ribadisce nondimeno che nelle prossime relazioni occorre dare la dovuta pubblicità alle eventuali irregolarità o omissioni rilevate in materia di gestione dei fondi.

4.16. Il Comitato esprime la propria approvazione per l'intensificazione, già raccomandata, delle iniziative nel campo dell'informazione e della pubblicità.

4.17. Il Comitato richiama ancora una volta l'attenzione della Commissione sulla necessità di includere, in futuro, informazioni più particolareggiate sulla ripartizione e il grado di partecipazione del Fondo di coesione rispetto ad altri strumenti e programmi comunitari, nonché sull'impatto e la rilevanza degli investimenti effettuati, in modo da poter valutare l'importanza dell'applicazione del Fondo dopo il 1999.

Bruxelles, 19 marzo 1997.

Il Presidente del Comitato economico e sociale

Tom JENKINS