51996IR0346

Parere del Comitato delle regioni sul tema «Il ruolo degli enti locali e regionali nella cooperazione fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese» CdR 346/96 fin

Gazzetta ufficiale n. C 116 del 14/04/1997 pag. 0098


Parere del Comitato delle regioni sul tema «Il ruolo degli enti locali e regionali nella cooperazione fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese»

(97/C 116/14)

IL COMITATO DELLE REGIONI,

vista la propria decisione del 18 settembre 1996, conformemente al disposto dell'articolo 198 C, quarto comma, del Trattato che istituisce la Comunità europea, di predisporre il parere sul tema «Il ruolo degli enti locali e regionali nella cooperazione fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese» e d'incaricare la Commissione 6 «Istruzione e formazione» della preparazione di detto documento;

visto il progetto di parere formulato dalla Commissione 6 il 6 dicembre 1996 (CdR 346/96 riv. 2) (relatrice: Helene Lund);

visto il parere del CdR sul Libro bianco «Istruzione e formazione - Insegnare e apprendere, verso la società conoscitiva» ();

considerato che il Libro bianco «Crescita, competitività, occupazione» (COM(93) 700 def.) ha sottolineato la necessità di sostenere provvedimenti che adattassero i sistemi d'istruzione e di formazione per tener conto delle esigenze dei mercati e delle condizioni locali, specie incoraggiando le imprese a partecipare ai sistemi d'istruzione e di formazione e a tener conto della formazione permanente nei loro piani strategici;

considerato che nel Libro bianco su istruzione e formazione (COM(95) 590) la Commissione ha additato nell'avvicinamento della scuola all'impresa uno degli obiettivi che si propone di perseguire con le azioni al livello dell'UE, ad integrazione e sostegno delle azioni nazionali;

considerato che durante la riunione del 6 maggio il Consiglio ha evidenziato che quest'obiettivo costituisce un filo conduttore fondamentale delle politiche sociali e dell'istruzione, visti i problemi della disoccupazione, specie giovanile, negli Stati membri;

considerato che la Comunicazione del Presidente della Commissione europea «Azione per l'occupazione in Europa: un patto di fiducia» (CSE(96) 1 def.) ha raccomandato che la creazione di contatti fra scuole ed imprese, come pure lo sviluppo di programmi di tirocinio costituiscano le due linee d'azione principali da seguire per assicurare l'inserimento dei giovani. Essa ha inoltre riconosciuto che, mobilitando gli attori locali, le iniziative a favore dello sviluppo locale e dell'occupazione costituiscono uno degli strumenti più promettenti per contrastare la disoccupazione,

ha adottato il 16 gennaio 1997, nel corso della 16a sessione plenaria, il seguente parere.

1. Introduzione

1.1. Nel Libro bianco su istruzione e formazione la Commissione evidenzia che «avvicinare la scuola all'impresa» costituisce uno degli obiettivi delle principali azioni da intraprendere a livello UE, a integrazione e sostegno delle iniziative a livello nazionale.

1.2. Nel parere emesso sull'argomento il Comitato delle regioni ha dichiarato che la cooperazione va sviluppata non solo fra le scuole, bensì fra tutti gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese; ha inoltre sottolineato il ruolo centrale degli enti locali e regionali nel portare avanti tale cooperazione per promuovere l'occupazione a livello locale e le iniziative a favore della creazione di posti di lavoro.

1.3. Il presente parere si propone di sviscerare meglio questa problematica. Analizzerà per quale motivo occorre porre in essere una collaborazione fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese e perché le autorità locali e regionali hanno una funzione chiave nell'istituire e nel potenziare reti e partnership locali e regionali fra questi due settori. Sulla scorta di questa analisi il parere porrà l'accento sulla necessità di appoggiare lo sviluppo di tali reti nell'intera UE e di offrire esempi di buona prassi in questo ambito.

2. Osservazioni di carattere generale

2.1. La necessità di una collaborazione fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese

2.1.1. Molto spesso i valori e le strutture dei sistemi d'istruzione e di formazione vengono a crearsi progressivamente astraendo completamente dall'ambiente delle imprese e dalle esigenze del mercato del lavoro di una località o di una regione, e ciò malgrado la crescita, la competitività e le prospettive occupazionali di una zona tendano a dipendere sempre più dalle competenze della sua manodopera presente e futura. È tuttavia promettente che vi siano effettivamente dei casi in cui i valori e la cultura imprenditoriale hanno iniziato a diffondersi nell'organizzazione e nella gestione degli istituti d'istruzione e di formazione. Si tratta di considerevoli passi avanti da cui possiamo prendere esempio.

2.1.2. Il Libro bianco su istruzione e formazione rileva che gli istituti d'istruzione e di formazione hanno strutture troppo rigide e compartimentate per poter istruire e formare i cittadini o i lavoratori in vista di un posto di lavoro stabile. Fa inoltre presente che il loro adeguamento e potenziamento vanno promossi mediante partnership: «nessuna istituzione e in particolare nessun tipo di scuola o d'impresa può pretendere da sola di sviluppare le competenze necessarie all'attitudine al lavoro». Il Patto di fiducia per l'occupazione della Commissione e le conclusioni del Consiglio europeo di Firenze hanno pure sottolineato la necessità di adattare a fondo i sistemi d'istruzione e di formazione nell'UE.

2.1.3. Ciò vale in particolare nel contesto dell'odierna società dell'informazione, che si evolve rapidamente: essa richiede infatti un apprendimento lungo tutto l'arco della vita da parte di tutti, indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni sociali e senza discriminazioni, come già fatto presente dal Comitato in precedenti pareri.

2.1.4. Inoltre, l'esigenza di manodopera qualificata va assumendo un'importanza sempre maggiore in quanto le imprese devono competere nel contesto di un'economia globale.

2.1.5. Malgrado gli elevati livelli di disoccupazione taluni settori e professioni risentono di una penuria di personale qualificato. Nel Patto di fiducia per l'occupazione la Commissione evidenzia che l'istruzione e la formazione sono fattori chiave per l'occupazione e che gli attuali problemi provocati dal mancato incontro tra la domanda e l'offerta di qualifiche potrebbero essere risolti tenendo maggiormente conto delle esigenze del mercato del lavoro, specie attuando una collaborazione fra le scuole e le imprese.

2.1.6. Il presente parere si propone di offrire un contributo concreto al dibattito lanciato con il Patto di fiducia sul ruolo dell'istruzione e della formazione nel promuovere l'occupazione, come pure su altri temi connessi, ad esempio la mobilitazione a livello locale attraverso iniziative locali a favore dell'occupazione e la promozione di partnership mediante patti territoriali. Il presente parere mira pertanto a ribadire l'impegno a sottoporre proposte ed esempi concreti di provvedimenti a favore dell'occupazione che il Comitato si è assunto nella risoluzione sui patti territoriali.

2.1.7. Il Comitato fa in ogni caso presente che esponendo l'istruzione e la formazione al mondo del lavoro non solo si migliorano le prospettive dei singoli di trovare un posto di lavoro, ma si stimolano anche la valorizzazione della personalità dei singoli, la valorizzazione dei cittadini in quanto componente della società, la loro capacità di comunicazione e quindi la loro capacità di agire nella società stessa. Commentando l'obiettivo di «avvicinare la scuola all'impresa» il Libro bianco sottolinea che esso non va inteso solo nel senso di adeguare in modo meccanico i corsi di formazione per far fronte esclusivamente alle esigenze del mondo del lavoro: fa infatti presente la necessità che ogni singolo sia in grado di adeguarsi ai cambiamenti.

2.1.8. Il Comitato dà atto dell'importanza d'intensificare la «partnership» e il dialogo fra i due settori summenzionati. Riconosce che questi due mondi non possono più rimanere separati e che la netta demarcazione fra studio e lavoro è venuta meno.

3. Osservazioni particolari

3.1. I vantaggi per le imprese

3.1.1. La cooperazione con il settore dell'istruzione e della formazione può migliorare la produttività, la competitività e la performance delle imprese. Essa deve proporsi quanto segue:

- congegnare l'istruzione e la formazione in modo da soddisfare le esigenze delle imprese a livello locale e regionale; migliorare le qualifiche tecniche e l'offerta in discipline connesse alle attività delle imprese;

- adeguare l'istruzione e la formazione per far fronte alle nuove esigenze della produzione industriale e dei nuovi sistemi e modalità di organizzazione del lavoro, in particolare delle nuove tecnologie;

- consentire alle imprese di mettere a punto e pianificare i programmi di formazione in modo più efficiente e di associare il personale a tale lavoro;

- migliorare la formazione iniziale di futuri dipendenti in particolare mediante programmi di apprendistato/tirocinio;

- migliorare la formazione continua e «su misura» all'interno delle imprese, al pari della riqualificazione del personale, in modo che i dipendenti siano in grado di adattarsi alle nuove esigenze, stimolando in tal modo la motivazione e l'innovazione, e quindi migliorando la qualità di un prodotto o di un servizio;

- promuovere la formazione mirata all'avvio di nuove attività imprenditoriali;

- incoraggiare l'uso di standard qualitativi per la formazione all'interno delle imprese;

- fornire un supporto, soprattutto alle PMI, per la formazione dei quadri e dei dirigenti, specie nelle nuove tecnologie, e incentivare corsi in alternanza destinati alle PMI, che combinino l'istruzione teorica con l'esperienza sul posto di lavoro. Il parere emesso dal Comitato sul terzo programma pluriennale per le PMI () li addita come strumenti estremamente preziosi per accrescere la competitività;

- offrire alle imprese know-how e possibilità di ricerca. Gli istituti d'istruzione e di formazione devono svolgere un ruolo importante come centri di apprendimento per l'intera comunità. Inoltre, la diffusione dei risultati della ricerca compiuta da istituti di livello universitario può risultare particolarmente preziosa a livello regionale e locale;

- lo scambio di idee tra mondo dell'istruzione ed imprese, allo scopo di creare un senso di responsabilità sociale che consenta alle imprese di rispondere ad esigenze sociali più ampie.

Il Comitato sottolinea l'importanza di coinvolgere tutti i dipendenti delle imprese per potenziare questi tipi d'intervento in modo da poter ottenere i massimi risultati.

3.2. I benefici per i sistemi d'istruzione e di formazione

3.2.1. Con la rapida evoluzione delle tecnologie diventa indispensabile assicurare miglioramenti qualitativi, come pure innovazione e capacità di adeguamento nel fornire istruzione e formazione. Ciò può essere realizzato mediante una cooperazione fra i due settori menzionati in precedenza che sia diretta a conseguire i seguenti risultati:

- le imprese devono partecipare alla definizione e alla certificazione dei programmi di studio, come pure agli sforzi per assicurare che l'istruzione e la formazione accademica e professionale godano di uguale prestigio;

- la messa a punto di un sistema di riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, mediante il sistema europeo di trasferimento di crediti accademici (ECTS), e delle competenze acquisite/della formazione professionale «informale», mediante la convalida delle competenze;

- va messo a punto un approccio comune per definire requisiti circa le competenze e le qualifiche necessarie e per migliorare l'offerta di consulenza e orientamento riguardo alle carriere e per far comprendere meglio le reali opportunità di lavoro;

- vanno create discipline e definite nuove qualifiche e competenze, specie in nuovi settori occupazionali con un potenziale di crescita: l'ambiente, le biotecnologie, le tecnologie dell'informazione e le iniziative locali per l'occupazione (turismo, cultura, rivitalizzazione delle aree pubbliche urbane, del settore dei pubblici servizi, ecc.);

- va favorito l'ottenimento di qualifiche rispondenti alle nuove necessità del posto di lavoro, specie tecnologiche, multidisciplinari e «trasferibili», in sistemi d'istruzione e di formazione che sono spesso troppo specializzati;

- occorre offrire maggiori opportunità mediante sistemi flessibili che permettano agli insegnanti di conseguire una formazione e un perfezionamento professionali rispondenti alle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro;

- occorre offrire agli insegnanti la possibilità di effettuare periodi di «stage» nelle imprese incoraggiandoli a fare tali esperienze;

- i sistemi di apprendistato/tirocinio devono permettere di acquisire un'esperienza lavorativa pratica che offra ai giovani maggiori opportunità sul mercato del lavoro. A giudizio della Commissione questa è una delle forme di cooperazione più efficaci fra i due settori: essa andrebbe incoraggiata a tutti i livelli, compreso quello degli studi universitari e simili. Nel parere sul Libro bianco il Comitato aveva sottolineato che tali «programmi di apprendistato e di tirocinio dovrebbero essere considerati come parte integrante o complementare del sistema d'istruzione» e dovrebbero «dimostrare che conferiscono in primo luogo competenze trasferibili». Il Comitato precisa che è vitale mantenere i livelli di formazione nell'ambito di questi programmi per evitare abusi che vedrebbero gli interessati trasformarsi in fonte di manodopera a buon mercato;

- vanno offerte opportunità per realizzare progetti comuni di ricerca e sviluppo con imprese e per utilizzare attrezzature e materiali delle imprese, il che equivale a sovvenzionare costosi progetti di formazione;

- vanno sponsorizzate attività e manifestazioni nel campo dell'insegnamento e della formazione.

3.3. Partnership fra enti locali e regionali e il settore dell'istruzione e della formazione

3.3.1. In vari Stati membri dell'UE gli enti locali e regionali hanno una responsabilità e competenze dirette nel settore dell'istruzione e della formazione. Gli enti locali e regionali hanno il compito di fornire un'istruzione e una formazione aggiornate che tengano conto della diversità culturale delle varie comunità e siano adattate alle esigenze specifiche di alcune categorie della popolazione. In taluni casi ciò può rendere necessario offrire a talune categorie tipi alternativi d'istruzione e di formazione e tipologie d'insegnamento con finalità diverse da quelle offerte dal sistema tradizionale.

3.3.2. Come il Comitato ha già fatto presente nel parere riguardante l'istruzione e la formazione durante tutto l'arco della vita (), gli enti locali e regionali hanno anche l'importante funzione di favorire l'insegnamento extrascolastico diretto a offrire possibilità d'istruzione a tutte le età, a tutti i livelli e in tutti i settori possibili. In numerosi Stati membri ciò è estremamente utile per facilitare l'ingresso o il reinserimento delle donne nel mondo del lavoro.

3.3.3. In Danimarca, ad esempio, i corsi di formazione «aperti» e per adulti offrono ai lavoratori condizioni favorevoli per riqualificarsi senza essere per questo costretti a rinunciare al proprio lavoro. In questo modo gli adulti che hanno compiuto studi brevi possono frequentare corsi d'istruzione generale o corsi di formazione durante l'orario di lavoro, oppure, utilizzando il tempo libero, frequentare corsi brevi a tempo parziale, la sera, durante il week-end oppure corsi a distanza.

3.3.4. Gli enti locali e regionali, oltre a fornire istruzione e formazione, danno anche lavoro a un gran numero di persone, per cui operano in questo campo sul versante sia della domanda che dell'offerta. In quanto datori di lavoro possono avere un impatto diretto assicurando che l'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, anziché rimanere una nozione teorica, si traduca nella pratica sviluppando e attuando idee quali «l'organizzazione che apprende» e «la realizzazione dell'individuo sul lavoro». Gli enti locali e regionali possono altresì agevolare il passaggio dall'apprendimento «limitato nel tempo» a quello «continuo» offrendo ai loro dipendenti le opportunità e il tempo libero necessari.

3.3.5. In alcuni Stati membri i poteri locali e regionali sono anche responsabili per il mantenimento ed il miglioramento della qualità dell'istruzione e della formazione effettuando verifiche, valutazioni ed ispezioni. Questo tipo di collaborazione fornisce un modello di responsabilità per il mantenimento di determinati standard che può costituire un notevole stimolo a favore del cambiamento, dello sviluppo e del miglioramento. Questo incentivo può contribuire ad una più stretta collaborazione tra scuole ed imprese.

3.3.6. In alcuni Stati membri, è evidente l'impegno dei poteri locali e regionali nell'estendere le opportunità a tutti i settori della comunità, in particolare a favore dei gruppi più vulnerabili ed «a rischio». I partenariati tra le imprese ed il settore della formazione e dell'istruzione svolgono un ruolo importante in queste iniziative. Forme di istruzione utili e creative offrono una «seconda opportunità» a chi si è allontanato dai sistemi di istruzione tradizionali.

3.4. Interazione fra gli enti locali e regionali e il mondo delle imprese.

3.4.1. In numerosi Stati membri gli enti locali e regionali hanno un'importanza decisiva per il contesto e le condizioni in cui operano le imprese. La loro utilità consiste nell'agevolare lo sviluppo economico e industriale sui rispettivi territori favorendo un clima economico e sociale propizio, in grado di attrarre, far insediare e sviluppare le imprese. Gli enti locali e regionali influiscono inoltre direttamente sul clima economico avendo competenze in ambiti quali le imposte e le tasse locali, le infrastrutture, l'assetto del territorio, la politica ambientale, le condizioni di trasporto e la cultura.

3.4.2. Il Comitato fa presente come i rapporti fra gli enti locali e regionali e il mondo delle imprese siano in rapida evoluzione. Si constata una trasformazione netta: gli enti locali non hanno più come in passato semplici poteri di direzione e regolazione poiché attualmente le loro funzioni si sono estese alla fornitura di servizi e al ruolo di partner nel quadro di rapporti di collaborazione. Il dialogo, il partenariato e il coordinamento fra le pubbliche amministrazioni e le imprese sono ora all'ordine del giorno. In particolare, le loro competenze nelle prestazioni a favore degli anziani e dell'infanzia, come pure nel quadro delle attività sociali e culturali, contribuiscono nel contempo a offrire alle imprese e ai loro dipendenti un contesto sociale e culturale che non deve essere sottovalutato.

3.4.3. In numerosi Stati membri gli enti locali e regionali hanno un ruolo crescente nel favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI), settore che, come rammentato nel Patto di fiducia per l'occupazione, crea le maggiori opportunità di lavoro. Gli enti locali e regionali possono cercare di sostenere le PMI e promuoverne il potenziale di sviluppo mediante centri di sviluppo e di consulenza, centri di assistenza a quanti vogliano fondare nuove imprese, centri di consulenza destinati alle imprese e altri organismi analoghi.

3.4.4. Gli enti locali e regionali contribuiscono inoltre alla creazione di reti e collegamenti fra le imprese promuovendo la partecipazione comune a fiere commerciali, servizi in comune mirati alle imprese, lo snellimento delle procedure amministrative e la costituzione di basi di dati, ad esempio su subfornitori. Offrono altresì consulenza ed assistenza, ad esempio riguardo alle possibilità di esportare, ai problemi di finanziamento, alle questioni attinenti all'UE, alla cooperazione mediante reti e alla partecipazione agli appalti.

3.5. Il coordinamento del ruolo degli enti locali e regionali

3.5.1. Avendo una funzione del tutto particolare in quanto fornitori d'istruzione e d'informazione e promotori dello sviluppo economico, gli enti locali e regionali possono contribuire a colmare la distanza che separa l'istruzione e la formazione dalle imprese. Essendo attori di primo piano essi sono in grado di potenziare la collaborazione e il dialogo fra tutti gli operatori competenti di questi due settori a livello locale e regionale. Possono coinvolgerli nelle iniziative per adeguare meglio l'istruzione e la formazione alle necessità del mercato del lavoro locale e regionale, e dello sviluppo economico, e quindi anche creare maggiori opportunità di crescita e di occupazione nelle località o regioni rispettive.

3.5.2. Gli enti locali e regionali possono altresì assicurare che la cooperazione fra questi due settori risulti utile per l'intera località o regione. Ciò può essere realizzato utilizzando l'istruzione e la formazione sia come strumenti per combattere l'esclusione, incentivando le opportunità di formazione offerte alle categorie svantaggiate (i disoccupati, le donne, gli immigranti e le minoranze etniche), sia come meccanismo di rigenerazione, promuovendo il trasferimento della tecnologia e delle competenze a zone afflitte da problemi, ad esempio le zone rurali e i centri cittadini.

3.5.3. Inoltre, gli enti locali e regionali si trovano nella posizione ideale per contribuire alla creazione di vere e proprie forme di partenariato, mettendo le parti su un piede di parità e partendo da obiettivi comuni in modo da giovare ad entrambi i settori. Il Comitato rileva che senza un quadro adeguato che precisi le finalità e gli strumenti di attuazione le «partnership» rischiano di non conseguire risultati positivi. Gli enti locali e regionali possono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo e nella messa a punto di strategie «quadro» per forme di partenariato capaci di rivelarsi proficue non solo per le parti direttamente coinvolte ma anche per l'intera comunità.

3.5.4. Nel Libro bianco su istruzione e formazione la Commissione ha fatto presente che il modo principale della cooperazione fra gli istituti d'istruzione e le imprese sta nell'accettare le imprese come partner a pieno titolo nel processo di formazione. A suo giudizio non è più possibile considerare che il ruolo dell'impresa sia solo quello di richiedente di individui formati o di fornitore di formazione complementare. Essa sottolinea che le imprese sono ormai importanti produttrici di conoscenze e di nuove competenze. Nel parere sul Libro bianco il Comitato ha pure fatto presente che le imprese dovranno assumere maggiori responsabilità in materia di formazione e riqualificazione e dovranno anche essere poste in grado di farlo.

3.5.5. Occorre adoperarsi per mettere a punto strategie di cofinanziamento dei programmi d'istruzione e di formazione e affrontare il problema degli incentivi da fornire alle imprese per invogliarle a investire nell'istruzione e nella formazione, visto che la maggior parte delle aziende vi ravvisano unicamente un fattore di costo. Le iniziative di cooperazione che possono contribuire alla messa in comune di risorse evitando nel contempo i doppioni possono offrire importanti opportunità, soprattutto per le PMI. Si dovrebbe consentire anche alle microimprese di partecipare a tali iniziative di cooperazione. In Svezia una rete costituita di enti locali e regionali, istituti d'istruzione e di formazione ed imprese ha posto in essere un centro che consente ai partecipanti di offrire corsi di formazione a costi inferiori a quelli che si avrebbero con iniziative isolate, e ciò grazie all'uso in comune delle risorse più importanti, come i locali, le attrezzature e il personale.

3.5.6. Gli enti locali e regionali possono anche progettare e porre in essere, fra i due settori in parola, reti che supportino comunicazioni interattive attraverso tecnologie dell'informazione non solo per diffondere prassi corrette ma anche per offrire uno strumento «aperto» d'insegnamento a distanza.

3.5.7. In molti casi è spesso molto difficile instaurare fra i due settori i collegamenti necessari a causa dell'assenza di strutture e provvedimenti adeguati. Gli enti locali e regionali possono contribuire alla messa a punto di reti che creino collegamenti in questo campo.

3.5.8. La cooperazione, il dialogo e il coordinamento possono intervenire direttamente, per il tramite di reti e «consigli» a carattere formale o informale. Esistono vari esempi di reti e consigli in cui rappresentanti degli enti pubblici, del settore dell'istruzione e della formazione, del mondo delle imprese, dei gruppi d'interesse e di singole istruzioni e organizzazioni s'incontrano e cercano di coordinare le iniziative rispettive. Come esempi di questi tipi di rete formale si possono citare, fra gli altri, i consigli dell'istruzione e della formazione, i consigli delle imprese e i comitati del lavoro.

3.5.9. In varie regioni sono stati istituiti «consigli dell'istruzione e della formazione» in cui i rappresentanti degli enti locali e regionali, del settore dell'istruzione e dell'insegnamento e dei settori economici discutono ed esprimono le loro esigenze e aspettative circa le infrastrutture e i servizi che devono essere forniti. In Danimarca, ad esempio, ciò ha consentito d'istituire corsi di formazione specifici, propri alla regione in cui si svolgono (corsi speciali in materia di agricoltura, trasporti, esportazioni e tecnologie, il cui programma è frutto del dialogo e della cooperazione a livello locale e regionale).

3.5.10. La Danimarca ha inoltre maturato una solida esperienza con corsi «in alternanza» cui partecipano istituti di formazione e imprese. Ad esempio, gli studenti compiono periodi di tirocinio nelle imprese mentre dirigenti e dipendenti d'imprese tengono corsi sul funzionamento quotidiano delle aziende presso istituti di formazione.

3.5.11. In Finlandia alcuni istituti di formazione attuano forme di collaborazione con le imprese che prevedono che i partecipanti ai corsi, nell'ambito della loro formazione professionale, partecipino a progetti in cui imparano a svolgere diverse mansioni pratiche su incarico delle imprese. Nel caso di una formazione di tipo commerciale, ad esempio, tali mansioni consistono tipicamente nella conduzione di indagini, nell'elaborazione di progetti aziendali, nell'assistenza in campo contabile e finanziario, come pure nella messa a punto di opuscoli e moduli, ecc.

3.5.12. In Svezia gli istituti d'insegnamento a livello locale, regionale e centrale si adoperano insieme per creare condizioni favorevoli alla collaborazione con le università, il settore commerciale e l'industria. In varie zone della Svezia sorgono ora centri locali e regionali per la cooperazione, ad esempio centri per lo sviluppo regionale, centri per lo sviluppo tecnico, ecc., che sono coordinati dagli enti locali e regionali. Essi hanno la finalità comune d'incoraggiare una cooperazione fra i due settori e favorire l'emergere di qualifiche professionali rispondenti alle esigenze del mercato.

3.5.13. Nel Regno Unito i cosiddetti «curriculum award schemes» (progetti per il riconoscimento dei programmi di formazione) costituiscono un sistema particolarmente utile per migliorare il livello della collaborazione fra il settore delle imprese e quello dell'insegnamento. Quest'idea, attuata con risultati abbastanza buoni nel Regno Unito, consiste nell'invitare le scuole e le imprese ad impegnarsi per approntare materiale didattico imperniato su idee e problemi vicini al mondo delle imprese. Si tratta di esercitazioni cui cooperano strettamente membri delle imprese che intervengono in classe come «consulenti professionali» e come fonte cui attingere competenze ed esperienze specifiche.

3.5.14. L'opportunità di sviluppare attività di accompagnamento e consulenza fra le imprese e il settore dell'insegnamento offre un modello di collaborazione particolarmente efficace che ha dato buona prova nel Regno Unito. Questo sistema implica che adulti operanti nel mondo delle imprese assistano da vicino gli studenti allo scopo d'incoraggiarne le aspirazioni e accrescerne l'autostima prospettando modelli di ruoli di successo.

3.5.15. Un altro esempio concreto di avvicinamento dei due settori è offerto dai «parchi scientifici», in cui gli enti locali e regionali, le imprese e il settore dell'istruzione e della formazione cooperano per offrire strutture di ricerca destinata alle imprese o svolta dalle stesse imprese. Tali strutture sono fisicamente collegate agli istituti d'istruzione e di formazione in modo da assicurare sinergie fra i due ambiti di attività.

3.5.16. Di recente è stata realizzata tutta una serie di altre nuove forme d'interazione fra gli enti regionali e locali e le imprese. Numerosi enti locali e regionali, in stretto contatto con il mondo delle imprese, mettono a punto una politica delle imprese che contempla ad esempio strategie per lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI), incentivi alla creazione di nuove imprese, la promozione del know-how e delle competenze, la cooperazione fra il settore pubblico e quello privato e le misure a favore del turismo.

4. Conclusioni

4.1. Il Comitato si compiace delle opportunità offerte dal programma Leonardo per sviluppare la formazione professionale sia nel contesto scolastico e dell'insegnamento di livello universitario, sia nel mondo del lavoro, e per promuovere le reti locali e regionali che riuniscono tutti i principali operatori a livello, appunto, locale e regionale del settore della formazione e per incoraggiare il trasferimento delle competenze delle tecnologie attraverso la cooperazione fra università e imprese. Prende pure atto dei risultati conseguiti in questo ambito grazie al precedente programma Comett. Si compiace inoltre delle opportunità disponibili per promuovere reti locali e regionali fra i due settori nel quadro dei fondi strutturali, e in particolare dell'articolo 10 del FESR (Recite, ECOS/Ouverture) come pure delle iniziative comunitarie Interreg, Employment, Adapt e SME. Il Comitato si compiace altresì delle opportunità per appoggiare la cooperazione fra le scuole e le imprese offerte dalle reti regionali e locali nel quadro del capitolo Comenius (in particolare l'azione 1) e delle misure integrative del programma Socrates. Questi vari strumenti e programmi comunitari verranno esaminati più a fondo nel quadro dei seminari sulle «reti locali e regionali come tramite fra gli istituti d'istruzione e di formazione e le imprese» che il Comitato intende organizzare nel 1997 insieme alla Commissione europea.

4.2. Il Comitato si compiace altresì che alla promozione delle partnership locali e regionali sia stata assegnata una grande priorità nell'agenda politica dell'UE, specie nel contesto del Patto di fiducia per l'occupazione della Commissione, e più in particolare nel disegno relativo ai patti territoriali cui lo stesso Comitato si è impegnato a partecipare pienamente. Plaude inoltre al dibattito in corso sul seguito al Libro bianco su istruzione e formazione, il quale ha riconosciuto in particolare la rilevanza delle reti locali e regionali in questo campo. Si compiace altresì che, alla riunione del 21 novembre 1996 il Consiglio dei Ministri della pubblica istruzione abbia evidenziato l'importanza di rafforzare lo «sviluppo delle comunità locali attraverso l'istruzione», per mobilitare le comunità locali in modo da massimizzarne il potenziale di sviluppo, arricchire la vita culturale e accrescere la partecipazione alle questioni locali.

4.3. Pur compiacendosi delle opportunità disponibili per finanziamenti a favore delle partnership/reti locali e regionali, come pure dell'impegno politico di sostenere tale cooperazione, il Comitato rileva la necessità d'intensificare la cooperazione fra questi due settori e fa presente che nella pratica numerosi istituti d'istruzione e formazione e numerose imprese continuano ad operare isolatamente.

4.4. Il Comitato insiste pertanto sull'esigenza di mobilitare e coordinare efficacemente tutti i programmi e strumenti della Comunità che interessano questo settore per mettere a punto un'iniziativa mirata a sostenere le reti locali e regionali dell'UE che collegano gli istituti d'istruzione e di formazione alle imprese e che sono coordinate da autorità locali e regionali. Invita altresì predisporre incentivi per diffondere le migliori prassi sul modo di sviluppare queste forme di partenariato in tutta l'Unione europea.

4.5. Il Comitato fa presente che, essendo strettamente collegati alle reti politiche, economiche e sociali del settore, gli enti locali e regionali possono al tempo stesso riunire questi due mondi in assemblee formali e informali e incoraggiare il dialogo e la cooperazione in modo da addivenire ad un coordinamento dell'istruzione e della formazione, come pure della politica industriale e dell'occupazione che torni a vantaggio della zona, del settore delle imprese e dei singoli cittadini.

Bruxelles, 16 gennaio 1997.

Il Presidente del Comitato delle regioni

Pasqual MARAGALL i MIRA

() GU n. C 182 del 24. 6. 1996, pag. 15.

() GU n. C 34 del 3. 2. 1997, pag. 34.

() GU n. C 210 del 14. 8. 1995, pag. 74.