Risoluzione sulla Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà
Gazzetta ufficiale n. C 347 del 18/11/1996 pag. 0087
B4-1098/96 Risoluzione sulla Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà Il Parlamento europeo, - vista la raccomandazione del Consiglio del 27 luglio 1992 sulla convergenza degli obiettivi e delle politiche di protezione sociale ((GU L 245 del 26.8.1992, pag. 49.)), - vista la comunicazione della Commissione «Verso un'Europa delle solidarietà - intensificare la lotta contro l'esclusione sociale; promuovere l'integrazione» (COM(92)0542), - vista la comunicazione della Commissione «La politica della Comunità e degli Stati membri per la lotta contro la povertà nei paesi in via di sviluppo» (COM(93)0518), - visto il Libro bianco della Commissione del 27 luglio 1994 sulla politica sociale europea - Uno strumento di progresso per l'Unione (COM(94)0333), - visto il programma di azione sociale a medio termine 1995-1997 della Commissione (COM(95)0134) e la propria risoluzione del 16 gennaio 1996 in materia ((GU C 32 del 5.2.1996, pag. 24.)), - vista la comunicazione della Commissione sul futuro della protezione sociale: un quadro di riferimento per il dibattito europeo (COM(95)0466), - vista la Dichiarazione e il Programma d'azione di Copenaghen adottati il 4 giugno 1993, - viste le sue risoluzioni del 28 ottobre 1993 sull'esclusione sociale ((GU C 315 del 22.11.1993, pag. 242.)), del 27 ottobre 1994 su un programma d'azione a medio termine per combattere l'esclusione e promuovere la solidarietà: un nuovo programma per sostenere e stimolare l'innovazione (1994-1999) ((GU C 323 del 21.11.1994, pag. 188.)) e del 23 maggio 1996 sulla relazione finale della Commissione sull'attuazione del programma comunitario per l'integrazione economica e sociale dei gruppi meno favoriti «Povertà III» (1989-94) ((GU C 166 del 10.6.1996, pag. 191.)), - vista la relazione del Comitato di saggi «Per un'Europa dei diritti civili e sociali» del febbraio 1996, - viste le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite n.48/183 del 21 dicembre 1993, che designa il 1996 quale Anno internazionale per l'eliminazione della povertà e la data del 17 ottobre 1996 quale Giornata internazionale per l'eliminazione della povertà, e n.49/179 del 23 dicembre 1994 che ribadisce che l'estrema povertà e l'emarginazione sociale costituiscono una violazione della dignità umana, A. considerando che, secondo la Commissione, circa 52 milioni di cittadini vivono al di sotto della soglia della povertà, pari al 50% dell'equivalente della spesa nazionale media, e di conseguenza vivono ai margini della società o ne sono esclusi, B. considerando che nei loro recenti rapporti tutte le organizzazioni internazionali, governative e non governative, si allarmano per la crescente diffusione della povertà fra le donne, C. considerando che le persone che non dispongono di mezzi materiali, culturali e sociali per essere in grado di vivere nello Stato membro in questione secondo i criteri minimi in esso accettabili dovrebbero essere qualificate come poveri, D. considerando che l'esclusione sociale e la povertà derivano da mutamenti strutturali che incidono sulle nostre economie e sulle nostre società e sono direttamente collegati alla disoccupazione, al livello di istruzione, alla salute, all'alloggio e alla parità delle opportunità, E. considerando che il fenomeno dell'estrema povertà ha un impatto grave sui diritti umani nel loro complesso e sulle libertà fondamentali e che la sua eliminazione dovrebbe essere una delle principali priorità dell'Unione europea, F. considerando che il Libro bianco sulla politica sociale europea sollecitava ulteriori azioni per l'integrazione di chi rimane escluso dal mercato del lavoro, l'adozione di un programma «Povertà IV» e la prosecuzione del dialogo verso una dichiarazione pubblica solenne contro l'esclusione, G. considerando che l'Unione europea deve identificare la speranza in un futuro migliore basata sul godimento dei diritti fondamentali da parte di tutti i cittadini e dei residenti legali, nonché su uno sviluppo economico e sociale durevole, H. considerando che l'esclusione sociale e la povertà all'interno e all'esterno dell'Unione sono una violazione dei diritti umani fondamentali e in futuro potrebbero minacciare la sopravvivenza della nostra democrazia e la stabilità mondiale; che pertanto la povertà deve essere combattuta adottando una politica volta a promuovere l'occupazione e lo sviluppo sociale, I. considerando che a livello mondiale un quinto della popolazione, vale a dire un miliardo e mezzo di persone, devono vivere con un meno di 1 dollaro al giorno e devono essere considerati «estremamente poveri» secondo i criteri della Banca mondiale e che il numero delle persone colpite da estrema povertà aumenta di 25 milioni all'anno, 1. chiede alla istituzioni comunitarie di indicare chiaramente la loro determinazione politica a lottare contro la povertà e l'esclusione sociale; 2. chiede ai Capi di Stato o di governo che hanno partecipato al Vertice mondiale dello sviluppo sociale di Copenaghen di adempiere tutti gli impegni assunti nella risoluzione adottata e di attribuire una particolare priorità all'attuazione degli impegni 2, 3 e 5; 3. chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri di fare in modo che il nuovo programma di lotta contro la povertà promuova tutte le azioni, comprese le misure positive a favore delle donne, suscettibili di lottare contro la diffusione della povertà nel mondo femminile, 4. loda il coraggio delle persone, delle famiglie e delle categorie di popolazione impegnate al livello più basso in una lotta quotidiana contro la povertà, di cui esse stesse e altri soffrono, e si unisce a loro nel celebrare solennemente il 17 ottobre quale giornata di solidarietà con tutti coloro che si impegnano e lottano per superare la miseria; 5. è sconcertato dall'azione di taluni Stati membri, che ha comportato la sospensione del pagamento dei 12.000.000 ECU destinati alle persone socialmente escluse, agli anziani e ai poveri; 6. è profondamente preoccupato per il grande numero di persone che vivono al di sotto della soglia della povertà a livello mondiale e si inquieta in particolare per l'ampliamento del divario fra ricchi e poveri nell'Unione europea industrializzata e per la comparsa di nuove forme di esclusione sociale; 7. chiede alla Commissione di elaborare e pubblicare ogni anno i dati relativi al numero delle persone che, nell'Unione europea, si collocano al di sotto della soglia di povertà e chiede a tale scopo agli Stati membri di impegnarsi a introdurre un insieme di indicatori comuni; 8. ritiene che la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale debba essere prioritaria per salvaguardare la coesione sociale nell'Unione e nei suoi Stati membri; sollecita pertanto la mobilitazione di tutti i settori - privato, pubblico e organizzazioni non a scopo di lucro - per creare opportunità occupazionali in vista di una reinserimento delle persone socialmente escluse nel mercato del lavoro; 9. ritiene che la lotta contro la povertà e l'emarginazione sociale dovrebbe essere integrata in tutte le iniziative comunitarie; 10. chiede alla Commissione di coinvolgere le categorie colpite nell'elaborazione di politiche volte a lottare contro la povertà; 11. chiede alla Commissione di proporre l'integrazione della lotta contro la povertà e l'emarginazione sociale nel testo del trattato, quale principio guida per l'azione degli Stati membri e dell'Unione; 12. sottolinea la necessità di adottare un programma sulla povertà alla luce delle esperienze fatte nell'Unione e si attende che tale programma rafforzi gli scambi di prassi corrette, promuova politiche più appropriate, stimoli un impiego più efficace delle risorse a livello locale e nazionale e comporti misure suscettibili di essere attuate più efficacemente a livello europeo che non a livello nazionale; 13. sottolinea che uno dei modi migliori per assicurare l'eliminazione della povertà e dell'esclusione sociale consiste nel consentire a coloro che possono e desiderano lavorare e guadagnare un reddito adeguato di trovare effettivamente lavoro; 14. rileva che l'attuazione dei cinque punti del Consiglio europeo di Essen per l'occupazione, in particolare il quinto settore politico concernente le persone più brutalmente colpite dalla disoccupazione, potrebbe costituire la base dello sviluppo di programmi nazionali specificamente adattati alle esigenze degli emarginati o degli esclusi dal mercato del lavoro; invita il Consiglio a valutare ulteriormente come ciò si possa realizzare; 15. chiede alla Commissione di fare un migliore uso delle risorse disponibili del Fondo sociale europeo e di altri programmi comunitari per promuovere azioni volte all'integrazione delle persone socialmente escluse e di garantire che tutte le decisioni e le misure comunitarie siano valutate con riferimento alla loro incidenza sulla coesione sociale; 16. chiede alla Commissione di elaborare una comunicazione sui seguiti che intende dare alla relazione del Comitato di saggi e di presentare una relazione su tutte le pertinenti azioni comunitarie nel settore della povertà e dell'emarginazione sociale da essa annunciate nel suo programma di azione sociale a medio termine; 17. chiede alla Commissione di creare un gruppo operativo interno, composto da tutti i suoi servizi competenti, con l'obiettivo comune di sviluppare strategie integrate e di coordinare le risorse comunitarie per lottare contro l'esclusione sociale nell'Unione europea; 18. invita il Consiglio a organizzare uno scambio di informazioni e a tenere una discussione sull'attuazione della dichiarazione sottoscritta a Copenaghen nel marzo 1995 da tutti i governi, specialmente per quanto riguarda l'adozione di una strategia di lotta contro la povertà; 19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle regioni, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle parti sociali e alle ONG attive nella lotta contro la povertà e l'esclusione sociale.