51996IP0864

Risoluzione sul Consiglio europeo di Firenze

Gazzetta ufficiale n. C 211 del 22/07/1996 pag. 0018


B4-0864, 0865, 0866, 0867 e 0868/96

Risoluzione sul Consiglio europeo di Firenze

Il Parlamento europeo,

- viste le conclusioni del Consiglio europeo riunito a Firenze il 21 e 22 giugno 1996,

- vista la relazione fatta dalla Presidenza in carica del Consiglio, dinanzi al Parlamento nella seduta del 3 luglio 1996,

- vista la propria risoluzione del 19 giugno 1996 sul Consiglio europeo di Firenze ((Processo verbale della seduta in tale data, parte II, punto 3 a).)),

- vista la propria risoluzione del 19 giugno 1996 sul Consiglio europeo di Firenze e la Conferenza intergovernativa ((Idem, punto 3 b).)),

- vista la propria risoluzione del 19 giugno 1996 sugli indirizzi economici di massima ((Idem, punto 10.)),

1. accoglie favorevolmente la soluzione della crisi dell'ESB ma deplora le tattiche inaccettabili e, in ultima analisi, futili cui è ricorso il governo britannico; sottolinea che questo episodio dimostra ancora una volta la necessità che la CIG doti l'Unione di procedure decisionali che le consentano di evitare blocchi di questo genere;

2. si compiace con la Presidenza di turno italiana del Consiglio europeo e con la Commissione per gli sforzi di mediazione compiuti per scongiurare una crisi più grave in seno alle istituzioni dell'Unione e nelle relazioni tra gli Stati membri;

3. ricorda le grandi difficoltà che la crisi dell'ESB ha creato agli allevatori europei;

4. esprime profonda delusione per il fatto che, nonostante nell'Unione vi siano più di 18 milioni di disoccupati, il Consiglio non è riuscito neanche in questa occasione a dar seguito alle richieste formulate da questo Parlamento per promuovere l'occupazione a livello europeo, e in particolare

4.1. ricorda che l'attuazione del Libro bianco sulla crescita, la competitività e l'occupazione dipende dalla volontà politica di ciascuno Stato membro e denuncia a tale riguardo il ritardo inammissibile accumulato in proposito; denuncia nel merito il doppio linguaggio cui sono ricorsi taluni Stati membri;

4.2. deplora il fatto che il Consiglio europeo non sia riuscito ad adottare i grandi orientamenti economici; invita con insistenza gli Stati membri a riporre almeno l'accento su tali orientamenti sulla base di un appropriato dosaggio macroeconomico, come richiesto da questo Parlamento nella citata risoluzione del 19 giugno 1996;

4.3. deplora l'incapacità del Consiglio di approvare finanziamenti supplementari per le reti transeuropee, il programma di ricerca e un adeguato finanziamento per il terzo programma pluriannuale a favore delle PMI,

4.4. deplora il fatto che il Consiglio non abbia approvato la proposta della Commissione sulla revisione delle prospettive finanziarie;

5. deplora che il Consiglio abbia unicamente preso atto del patto di fiducia proposto dal Presidente Santer e invita ancora una volta insistentemente il Consiglio a tradurre finalmente in misure concrete le proprie conclusioni di Essen sulla promozione dell'occupazione;

6. deplora che il Consiglio europeo non abbia preso una posizione più chiara per quanto riguarda il finanziamento delle proposte della Commissione per il patto di fiducia, le reti transeuropee e la politica estera e chiede al Consiglio di organizzare su tali temi un dialogo a tre onde pervenire rapidamente a una modifica delle prospettive finanziarie sulla base della proposta della Commissione, tenendo conto del principio di coesione economica e sociale;

7. accoglie favorevolmente il costante progresso tecnico verso la terza fase dell'UEM ma prende atto della decisione del Consiglio europeo di non dar luogo nella presente fase a una valutazione della convergenza, per la quale la decisione dovrà essere adottata solo nel 1998; ricorda tuttavia che, in applicazione dell'articolo 109 J del trattato, la Commissione e l'Istituto monetario europeo sono tenuti a presentare una relazione in materia, dando al Parlamento l'occasione di esprimere il proprio parere;

8. sottolinea la necessità di elaborare in tempi utili, prima del passaggio alla terza fase dell'UEM, un nuovo sistema monetario europeo che comprenda un meccanismo di cambio, onde organizzare le relazioni fra gli Stati partecipanti e quelli non partecipanti all'area dell'euro;

9. constata che, ancora una volta, le procedure nell'ambito del terzo pilastro non hanno prodotto progressi quanto alla libera circolazione all'interno dell'Unione e ai problemi ancora irrisolti relativi alla convenzione sull'attraversamento delle frontiere esterne dell'Unione; accoglie favorevolmente il compromesso su Europol, che permetterà al processo di ratifica di proseguire, ma ribadisce la propria convinzione che tutti gli Stati membri debbano, in ultima analisi, trovarsi nella stessa situazione giuridica e offrire le stesse possibilità giudiziarie ai propri cittadini;

10. sottolinea con soddisfazione il decisivo impulso dato dal Consiglio europeo alla lotta contro il terrorismo e culminato con la formalizzazione, tra gli Stati membri, della convenzione volta a facilitare l'estradizione, strumento decisivo in questa materia d'interesse comune;

11. prende atto della riaffermata determinazione a combattere con maggior fermezza il razzismo e la xenofobia e ribadisce la sua richiesta di adottare e mettere in pratica la raccomandazione che proclama il 1997 «Anno europeo contro il razzismo»;

12. osserva che il Consiglio europeo si è limitato a definire «progressi sufficienti» i lavori preparatori in seno alla CIG, per cui occorre che gli Stati membri accelerino il processo di revisione in corso;

13. chiede con insistenza che, onde evitare l'arenarsi della CIG, la presidenza irlandese le dia un forte impulso, presentando soprattutto, nel corso del suo mandato, un primo progetto di trattato, non sulla base del minimo comune denominatore bensì fondandosi sulle concezioni più avanzate della maggioranza della CIG;

14. ricorda che la particolare importanza politica della trasparenza e della legittimazione democratica della CIG passa attraverso il rafforzamento della partecipazione del Parlamento e la presa in considerazione delle sue posizioni;

15. prende atto della dichiarazione sulla politica estera adottata dal Consiglio europeo e in particolare

15.1. ritiene inaccettabile il blocco del regolamento MEDA che dovrà contribuire al consolidamento dello spazio di pace e di stabilità nel Mediterraneo;

15.2. si felicita per la conferma, da parte dell'OSCE, della data del 14 settembre 1996 per lo svolgimento delle elezioni in Bosnia-Erzegovina, pur sottolineando che si dovranno raggiungere varie condizioni; chiede a tale riguardo che l'Unione si impegni maggiormente a creare il clima che consentirà lo svolgimento di tali elezioni, in particolare per quanto riguarda la libertà di circolazione e il ripristino, nell'insieme dei territori della Bosnia-Erzegovina, di mezzi di informazione che garantiscano un'informazione responsabile e basata sulla riconciliazione nonché il sostegno alle forze che hanno operato a favore del processo di pace;

15.3. sottolinea con forza, d'intesa con il Consiglio europeo, che gli accordi di Dayton escludono la possibilità che le persone accusate di crimini di guerra dal Tribunale penale internazionale si presentino a tali elezioni e insiste affinché le persone in questione vengano effettivamente tradotte dinanzi al Tribunale dell'Aja, condizioni, queste, importanti per il successo delle elezioni stesse;

15.4. chiede al Consiglio di esercitare pressioni su Milosevic affinché negozi senza fissare condizioni preliminari con Rugova e gli altri rappresentanti eletti sul futuro del Kosovo; chiede al Consiglio di prendere l'iniziativa di organizzare una conferenza internazionale sul Kosovo;

15.5. sottolinea che qualsiasi rafforzamento dei legami con la Turchia deve passare obbligatoriamente attraverso il rispetto dei diritti dell'uomo, che sono indivisibili, e attraverso l'abbandono dell'aggressività nei confronti di uno Stato membro dell'Unione;

15.6. ribadisce il suo appoggio al processo di pace in Medio Oriente e il suo appello a tutte le parti interessate, soprattutto il governo israeliano e l'autorità nazionale palestinese, a rispettare gli impegni presi e a proseguire i negoziati in corso;

15.7. sottolinea assieme al Consiglio europeo che la pace in Medio Oriente costituisce una questione di interesse fondamentale per l'Unione e si associa alla richiesta di tutte le parti della regione di evitare e impedire che vengano commessi atti che rischiano di ostacolare lo svolgimento del processo di pace;

15.8. insiste affinché, nella definizione di una politica di lungo termine con la Cina, l'Unione europea non trascuri la questione fondamentale del rispetto dei diritti dell'uomo e dell'instaurazione della democrazia in tale paese;

15.9. esprime soddisfazione per il fatto che le relazioni con l'America latina e i Caraibi si sono sviluppate in maniera significativa e, in modo particolare, per la firma dell'accordo quadro di cooperazione con il Cile;

16. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.