Risoluzione sulla comunicazione della Commissione "Verso una strategia dell'Unione europea per i rapporti con le Repubbliche transcaucasiche"(COM(95)0205 C4-0242/96)
Gazzetta ufficiale n. C 033 del 03/02/1997 pag. 0133
A4-0279/96 Risoluzione sulla comunicazione della Commissione «Verso una strategia dell'Unione europea per i rapporti con le Repubbliche transcaucasiche»(COM(95)0205 - C4-0242/96) Il Parlamento europeo, - vista la comunicazione della Commissione (COM(95)0205 - C4-0242/96), - visti la relazione della commissione per gli affari esteri, la sicurezza e la politica di difesa e i pareri della commissione per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'energia e della commissione per le relazioni economiche esterne (A4-0279/96), A. considerando che i paesi transcaucasici fin dall'antichità sono legati da vincoli culturali e storici con numerosi paesi europei e che pertanto l'Unione europea non potrebbe disinteressarsene, soprattutto da quando nel 1991 l'Armenia, l'Azerbaigian e la Georgia hanno riacquistato l'indipendenza, B. considerando che la regione transcaucasica, zona strategica confinante con la Russia, la Turchia e l'Iran, è vitale per la sicurezza dell'Europa nel suo insieme, C. considerando che in questa regione esistono focolai di crisi e zone politicamente instabili, D. considerando che le Repubbliche transcaucasiche, membri della CSI, aspirano a integrarsi nelle strutture politiche e di sicurezza dell'Europa, E. considerando necessario che l'Unione europea tenga conto della regione transcaucasica nell'elaborazione della sua politica estera e metta a punto una strategia che consenta alle parti interessate di trovarvi vantaggi reciproci, 1. impegna l'Unione europea a svolgere un ruolo in Transcaucasia, regione di interesse strategico; 2. rivolge un pressante appello alla Commissione e al Consiglio perché si adoperino attivamente nel porre in atto la PESC e procedano all'istituzione di ambasciate della Comunità affinché i «legittimi» interessi economici degli Stati dell'Unione non ostacolino lo sviluppo di una vera e propria strategia europea nei confronti della Transcaucasia; 3. afferma che la strategia dell'Unione europea nel confronti dei paesi transcaucasici deve avere l'obiettivo di a) consolidare l'indipendenza degli Stati interessati, b) adoperarsi per la ricerca di una soluzione negoziata alle crisi politiche che interessano la regione transcaucasica, applicando in particolare gli stessi criteri generali e tenendo conto della possibile interazione fra diversi focolai di crisi, c) promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, i diritti dell'uomo e la società civile nei tre Stati, d) favorire lo sviluppo economico dell'Armenia, dell'Azerbaigian e della Georgia, nel quadro dell'economia sociale di mercato e nel rispetto dell'ambiente; 4. chiede che, sulla base di tali elementi, l'Unione adotti una posizione comune in merito alle sue relazioni con gli Stati transcaucasici, conformemente all'articolo J.2 del trattato UE; 5. sottolinea che gli accordi di partenariato e cooperazione siglati il 15 dicembre 1995 e firmati il 22 aprile 1996 con l'Armenia, l'Azerbaigian e con la Georgia costituiscono strumenti anzitutto politici, uno dei cui obiettivi è quello di consolidare l'indipendenza di tali nuovi Stati consentendo loro di intrattenere un dialogo politico e parlamentare con l'Unione e di diversificare le relazioni economiche; 6. si compiace della possibilità, prevista da tutti e tre gli accordi di partenariato, di una più stretta cooperazione economica tra l'Armenia, l'Azerbaigian e la Georgia e gli altri Stati membri della CSI, che dovrebbe permettere di ripristinare gli scambi commerciali tradizionali nei settori dell'energia, delle materie prime e della vendita di prodotti agricoli; 7. intende pronunciarsi, al momento opportuno, su tali accordi di partenariato in funzione dei progressi compiuti da ciascuno Stato in materia di democratizzazione, di rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze e di riforme economiche; 8. esprime il suo appoggio alla domanda di adesione all'OMC da parte dell'Armenia e auspica che la Georgia e l'Azerbaigian facciano altrettanto una volta che il processo d'introduzione dell'economia di mercato nei due paesi sia sufficientemente avanzato; 9. ritiene, pur prendendo atto dell'urgente necessità di seguitare a erogare l'aiuto umanitario, che l'Unione e gli altri donatori dovrebbero prestare maggiore attenzione alla promozione degli investimenti e alla crescita nella regione e passare dalla fase degli aiuti umanitari a quella dell'aiuto allo sviluppo a lungo termine; 10. sottolinea che gli Stati transcaucasici partecipano al partenariato per la pace e possono pertanto apportare un contributo utile al dialogo che la NATO cerca di avviare con gli Stati che hanno fatto parte dell'ex Unione Sovietica, a cominciare dalla Russia, nel quadro dell'istituzione di una struttura paneuropea di sicurezza di cui l'OSCE dovrebbe divenire uno degli elementi principali; 11. chiede che l'Unione e i suoi Stati membri agiscano nel quadro della PESC in seno alle istanze internazionali (ONU, OSCE e Consiglio d'Europa) per ricercare una soluzione politica alle crisi che interessano la regione transcaucasica; 12. ricorda che l'Unione dispone degli strumenti politici ed economici necessari a esercitare la propria influenza nei confronti della Russia e della Turchia, paesi confinanti, affinché contribuiscano positivamente alla soluzione dei conflitti in atto nella regione transcaucasica; 13. invita la Commissione e il Consiglio a ricercare attivamente, di concerto con istituzioni specializzate quali il Consiglio d'Europa e l'OSCE, una soluzione alla problematica delle minoranze nella regione; 14. ribadisce l'importanza del ripristino della sovranità della Georgia sull'insieme del suo territorio nonché della conservazione della sua integrità territoriale e, in linea generale, ribadisce il suo appoggio all'indipendenza, alla sovranità e all'integrità territoriale di tutti gli Stati della regione; 15. richiama l'attenzione sulla drammatica condizione dei rifugiati in Azerbaigian, Armenia e Georgia; pur rilevando l'efficacia delle attività di ECHO nella regione, ribadisce che l'Unione deve adoperarsi con ogni mezzo per risolvere il problema dei profughi; 16. sottolinea la preminente rilevanza della missione a lungo termine dell'OSCE nel conflitto dell'Alto Karabakh e invita gli Stati membri ad appoggiare detta missione con tutti gli strumenti finanziari e politici a disposizione; sottolinea che la tregua in vigore dal maggio 1994 tra l'Azerbaigian e l'Alto Karabakh crea un clima favorevole alla ricerca di una soluzione equa e valida del conflitto basata sui principi dell'OSCE e chiede alle potenze regionali più interessate al conflitto di astenersi da qualunque ingerenza; si rammarica che non sia stato registrato alcun progresso nei negoziati in merito a tale conflitto nel corso del Vertice dell'OSCE del 2 e 3 dicembre 1996 a Lisbona; 17. chiede la revoca senza indugi dell'embargo imposto all'Armenia dalla Turchia e dall'Azerbaigian e la riapertura di tutte le vie di comunicazione tradizionali, che consentirebbe di porre fine all'isolamento del Nachicevan; ricorda che gli ostacoli alla libertà di circolazione delle persone e dei beni non sono conformi né allo spirito di cooperazione che l'Unione europea tenta di creare nella regione con la sua politica di accordi di associazione o di partenariato né alle disposizioni della Carta di Parigi; 18. constata che gli Stati transcaucasici non progrediscono allo stesso ritmo verso la democrazia, come dimostrato dalle elezioni legislative tenutesi in ciascuno di tali Stati nel 1995; 19. rileva che all'Armenia, alla Georgia e all'Azerbaigian è stato conferito rispettivamente il 26 gennaio 1996, il 28 maggio 1996 e il 28 giugno 1996 lo statuto di invitato speciale al Consiglio d'Europa; 20. sottolinea tuttavia che l'Azerbaigian deve ancora esplicare notevoli sforzi per democratizzare la propria vita politica e che la situazione attuale può avere conseguenze negative sulle relazioni con le organizzazioni europee e invita altresì la Commissione a subordinare la concessione di aiuti non umanitari ai progressi in materia di diritti umani; 21. esprime l'auspicio, per quanto riguarda l'Armenia, che maggioranza e opposizione si impegnino risolutamente sulla via del dialogo, in modo da trovare una soluzione politica alla crisi che ha seguito le elezioni presidenziali del 22 settembre 1996, così da consentire che prosegua il processo di democratizzazione e di riforme e sia rafforzata la coesione interna del paese; 22. esorta la Commissione ad attuare in maniera più mirata il programma TACIS per la democrazia in ciascuno dei tre Stati transcaucasici dando maggiore spazio alle relazioni dirette con le regioni nell'ambito di una politica decentrata, in base alle esigenze riscontrate in detti paesi; 23. invita la Commissione a promuovere la cooperazione regionale in tutti i settori mediante progetti transregionali ad hoc nel quadro del programma TACIS, al fine di sostenere la coesistenza e la comprensione reciproca tra i popoli degli Stati transcaucasici; 24. sottolinea, contestualmente all'attuazione del programma TACIS, la necessità di una continuità soprattutto in sede di ristrutturazione dei servizi sociali e sanitari; 25. ritiene auspicabile che venga previsto un aiuto finanziario eccezionale per le tre repubbliche transcaucasiche, in aggiunta a quanto previsto dal programma TACIS, nel quadro di accordi con l'FMI, per facilitare il rimborso dei prestiti accordati dall'Unione europea nel 1991; 26. ritiene che la concessione di prestiti connessi a progetti specifici di investimento per le reti transeuropee, nel quadro della BERS o della BEI, costituisca un mezzo efficace per aiutare finanziariamente lo sviluppo sostenibile della regione transcaucasica; 27. invita la Commissione a utilizzare tutti gli strumenti di cui dispone per favorire lo sviluppo economico dell'Armenia, dell'Azerbaigian, e della Georgia, rafforzare gli scambi economici con l'Unione europea, sviluppare un sistema bancario moderno e promuovere la cooperazione economica in seno alla regione transcaucasica, per esempio sotto forma di un grande mercato - eventualmente, per accelerare il processo, su base bilaterale - nonché con gli Stati vicini; sottolinea che una tale prospettiva rende ancora più necessaria la revoca dell'embargo che penalizza l'Armenia; 28. sottolinea che bisognerà prestare attenzione particolare allo sviluppo delle reti (trasporti, energia, telecomunicazioni) in Transcaucasia; 29. invita la Commissione a selezionare le opere infrastrutturali atte a promuovere le relazioni dell'Unione con i paesi transcaucasici che potrebbero essere appoggiate dall'Unione nell'ambito dei vigenti o futuri strumenti; 30. ritiene che il ripristino delle infrastrutture nei settori dell'energia e dei trasporti rappresenti una priorità e che una maggiore cooperazione regionale nei trasporti e nelle comunicazioni contribuirà a ridurre le tensioni nella regione e a promuovere la crescita; 31. ricorda la propria preoccupazione nei confronti delle centrali nucleari di tipo sovietico, che non sono adeguate a un funzionamento a lungo termine; auspica pertanto che l'Unione europea, nel quadro del programma TACIS, fornisca un aiuto nel settore della sicurezza nucleare alla centrale di Medzamor in Armenia e che sviluppi, in accordo con le autorità armene, una strategia energetica globale a lungo termine che permetta, in particolare, l'utilizzazione di fonti energetiche alternative; 32. ritiene che l'Unione dovrebbe esaminare più attentamente il potenziale ruolo del Mar Nero nello sviluppo delle sue relazioni con gli Stati transcaucasici, dato che è il Mar Nero a collegare la regione al cuore industriale dell'Europa mediante il collegamento fluviale Reno-Danubio, che prenderà infine avvio con la cessazione del conflitto jugoslavo; 33. rileva che nel giugno 1992 è stata istituita la zona di cooperazione economica del Mar Nero con l'obiettivo di creare una zona di pace e di prosperità e di promuovere la cooperazione economica e si compiace della decisione dei partecipanti di creare una Banca per il commercio e lo sviluppo del Mar Nero con sede a Salonicco, il cui accordo attualmente sta per essere ratificato; 34. chiede all'Unione europea di avvalersi del fatto che uno Stato membro - la Grecia - partecipa alla zona di cooperazione economica del Mar Nero e altri due - Austria e Italia - hanno lo status di osservatore per impegnarsi maggiormente in tale iniziativa, alla quale gli Stati transcaucasici partecipano, soprattutto nella prospettiva dell'ampliamento dell'Unione ai paesi dell'Europa centrale e orientale; sottolinea che la partecipazione dell'Unione sarebbe tanto più giustificata dal fatto che intrattiene accordi con tutti i paesi affacciantisi su tale mare; 35. ricorda l'importanza degli accordi conclusi tra la Russia, la Georgia e l'Azerbaigian per l'estrazione di petrolio nel Mar Caspio; 36. ritiene che il trasporto di petrolio dai porti del Mar Nero attraverso gli Stretti possa rappresentare un rischio ecologico non trascurabile; ritiene, pertanto che, l'Unione europea dovrebbe accordare il suo pieno sostegno alla costruzione dell'oleodotto tra Burgas (Bulgaria) e Alexandropolis (Grecia), che costituirebbe un esempio proficuo di cooperazione transeuropea; 37. invita la Commissione, attualmente presente a Tbilisi, a insediare sue delegazioni anche a Erevan e Baku; auspica che gli Stati membri, nel quadro della PESC, provvedano a un maggior coordinamento delle azioni delle loro rappresentanze diplomatiche in Transcaucasia; 38. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché al segretariato dell'OSCE e ai governi e ai parlamenti dell'Armenia, dell'Azerbaigian e della Georgia.