Risoluzione sul rapporto annuale 1995 dell'Istituto monetario europeo (IME)
Gazzetta ufficiale n. C 198 del 08/07/1996 pag. 0047
A4-0180/96 Risoluzione sul rapporto annuale 1995 dell'Istituto monetario europeo (IME) Il Parlamento europeo, - visto il trattato CE, in particolare il suo articolo 109 F, - visto il protocollo n. 4 del suddetto trattato, relativo allo statuto dell'IME, - visto il rapporto annuale 1995 elaborato dall'IME e destinato al Parlamento europeo e altri organismi a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del suddetto statuto (C4-0228/96), - vista l'audizione del Presidente dell'IME tenuta il 15 aprile 1996 dalla sottocommissione monetaria della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, - vista la relazione dell'IME su «La transizione alla moneta unica» pubblicata nel novembre 1995, - vista la relazione dell'IME «Progressi verso la convergenza» pubblicata nel novembre 1995, - vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A4-0180/96), A. considerando che il rapporto annuale 1995 dell'IME anzitutto analizza le condizioni economiche, monetarie e finanziarie nell'Unione europea; che procede quindi a illustrare in generale il lavoro di preparazione per la terza fase e infine gli altri compiti dell'IME, B. considerando che l'ampia analisi della situazione economica e delle prospettive non fornisce informazioni particolarmente nuove rispetto alla relazione economica annuale della Commissione per il 1996, mentre vi sono alcune contraddizioni fra le spiegazioni delle due istituzioni sull'attuale fase economica discendente, in particolare per quanto riguarda l'incidenza della perdita di fiducia da parte dei consumatori e delle imprese, C. considerando che mentre una generale riduzione dell'inflazione è stata conseguita a seguito della concentrazione della politica monetaria degli Stati membri sulla stabilità dei prezzi quale obiettivo prioritario, la fase di contrazione dell'economia è stata in parte determinata da una mancanza di coordinamento tra politiche monetarie non sufficientemente flessibili e politiche di bilancio rigide in tutta l'Unione, come è stato riconosciuto anche nella relazione economica annuale della Commissione per il 1996, D. considerando che il progresso nella convergenza dei tassi d'interesse a lungo termine è stato incoraggiante, essendo stata registrata una contrazione dei tassi rispetto al 1994, mentre i tassi di interesse a breve termine sono stati mantenuti a un livello troppo elevato per poter agire con sufficiente energia contro il rallentamento della crescita economica, E. considerando che le tensioni sui tassi di cambio, dopo alcuni episodi turbolenti verificatisi soprattutto nella primavera 1995 in conseguenza della debolezza del dollaro dopo la crisi del Messico, si sono smorzate verso la fine dell'anno, F. considerando che il consolidamento della finanza pubblica rimane un problema fondamentale, giacché il disavanzo globale del settore pubblico in rapporto al PIL nel 1995 è stato del 4,7% mentre il debito pubblico si è attestato al 71% del PIL, provocando una pressione verso l'alto sui tassi d'interesse a lungo termine e minando la stabilità dei tassi di cambio, G. considerando che, esaminati i documenti forniti dall'IME, il consolidamento della finanza pubblica potrebbe, anche nel breve termine e alle condizioni di seguito elencate, avere effetti espansivi - quanto più alto è il rischio percepito di scenario di «atterraggio difficile», - quanto più il consolidamento si basa su tagli alle spese correnti piuttosto che su aumenti dell'imposizione fiscale, - quanto è minore la riduzione delle spese produttive, - quanto più le misure sono prevalentemente permanenti, - quanto più l'azione di risanamento è decisa; H. considerando che il rapporto IME menziona l'importante questione dell'invecchiamento della popolazione senza analizzarne l'impatto sulla domanda aggregata e sulla ripartizione dei redditi; I. considerando l'opportuna definizione di politica monetaria, ovvero le misure delle banche centrali per incidere sulle condizioni monetarie e fiscali al fine di conseguire più ampi obiettivi - come previsto dall'articolo 105 del trattato CE - della cui preparazione è responsabile l'IME, J. considerando che l'IME ha finora compiuto ulteriori progressi nei lavori di preparazione della terza fase nel settore della politica monetaria, delle statistiche relative alla politica dei tassi di cambio, ai sistemi di pagamento, alle emissioni di banconote, alle norme e ai principi contabili e ai sistemi informativi, K. considerando che l'IME non ha ancora deciso se la politica monetaria dell'UEM deve mirare al conseguimento di obiettivi in campo monetario o a una strategia di controllo dell'inflazione, L. considerando che l'insieme di base degli strumenti di politica monetaria concordati dal Consiglio dell'IME consiste in strumenti di finanziamento e di drenaggio della liquidità (standing facilities), in depositi presso il SEBC e in vari tipi di operazioni di mercato aperto, M. considerando che per quanto riguarda gli obblighi di riserva si è pervenuti alla decisione di portare avanti l'attività preparatoria in tale campo; 1. accoglie favorevolmente il rapporto annuale dell'IME per il 1995 in quanto documento utile ed esauriente sullo stato della preparazione della UEM; 2. deplora di aver ricevuto il rapporto dell'IME in una fase piuttosto tardiva e propone che in futuro gli venga trasmessa la versione preliminare dei rapporti annuali IME non appena siano disponibili prima della relativa pubblicazione, così da garantire un dibattito intenso ed esauriente; a tale riguardo accoglie favorevolmente la proposta fatta dal presidente Lamfalussy a questo Parlamento di pubblicare rapporti semestrali sul lavoro svolto dall'IME in relazione ai compiti summenzionati e su tutti gli altri lavori preparatori cui l'Istituto potrà partecipare in futuro, contribuendo così a rendere più trasparenti le attività dell'IME; 3. condivide l'opinione dell'IME secondo cui il 1996 è un anno decisivo per l'UEM, in particolare in vista del quadro normativo, organizzativo e logistico necessario a garantire che il SEBC adempia ai propri compiti nella terza fase, che l'IME dovrebbe definire entro il 31 dicembre 1996 conformemente all'articolo 109 F del trattato CE; 4. invita pertanto l'IME a presentare al più presto tale definizione al fine di consentire un'ampia discussione al riguardo; 5. invita l'IME a garantire che la preparazione degli strumenti e delle procedure di gestione di una politica unica dei tassi di cambio venga completata entro il 31 dicembre 1996 come stabilito dall'articolo 4, paragrafo 2, del suo statuto e a garantire una più stretta cooperazione con le altre istituzioni europee nell'adempiere a questo compito e agli altri specificati all'articolo 4, paragrafo 2; 6. ritiene che il quadro dell'IME tracciato dal trattato CE debba essere meglio utilizzato nel senso di un più attivo ruolo di coordinamento delle politiche monetarie degli Stati dell'Unione; 7. sollecita una rapida intensificazione della cooperazione e delle relazioni dell'IME con le rispettive istituzioni finanziarie internazionali, onde garantire l'efficace funzionamento della futura BCE in tale campo; 8. ricorda che, se il consolidamento fiscale (risanamento delle finanze pubbliche) deve essere considerato una condizione necessaria per l'Unione monetaria e per politiche economiche sostenibili, esso non deve però aver luogo a scapito degli investimenti pubblici e privati in infrastrutture e in capitale umano; 9. invita l'IME a rispettare nel 1996 il calendario previsto dal trattato e a effettuare in modo preciso, completo e dettagliato l'esame della convergenza volto a stabilire se la maggioranza degli Stati membri soddisfi i criteri di convergenza, fornendo l'interpretazione dei margini di valutazione esistenti in modo che vi sia una base per le ulteriori deliberazioni del Parlamento europeo, del Consiglio ECOFIN e del Consiglio europeo; 10. sottolinea l'esigenza di un equilibrato dosaggio delle varie politiche; 11. è estremamente interessato a conoscere al più presto i risultati dell'attività dell'IME sulla cooperazione in materia di politica monetaria e dei tassi di cambio tra l'area Euro e le altre valute dell'Unione, problema questo che il rapporto affronta solo marginalmente; 12. afferma che la partecipazione di tutte le valute dell'Unione al meccanismo di cambio europeo costituisce una condizione necessaria per la tutela del corretto funzionamento del mercato unico e per la transizione verso l'UEM; 13. chiede che il prossimo rapporto annuale dell'IME contenga un'analisi e una valutazione dettagliate degli effetti delle fluttuazioni dei tassi di cambio sugli scambi commerciali, sugli investimenti, sulla crescita e sull'occupazione, dal punto di vista sia macroeconomico che microeconomico; 14. invita l'IME ad approfondire lo scambio di informazioni e il dialogo con questo Parlamento onde contribuire a rendere effettivo l'obbligo democratico di rendiconto delle Istituzioni monetarie; 15. sottolinea che, per quanto riguarda l'emissione di banconote Euro, prevista per il 1998, il pubblico deve essere coinvolto nel relativo processo di preparazione, al fine di garantire l'accettazione delle banconote, e ritiene che una più stretta collaborazione nella campagna d'informazione condotta in questo campo sarebbe estremamente utile; richiama tuttavia l'attenzione sul fatto che è preferibile non procedere ad una diffusione o pubblicazione anticipata dei modelli scelti onde evitare contraffazioni prima dell'effettiva introduzione delle nuove banconote (come è avvenuto in taluni Stati membri nel recente passato); 16. invita gli Stati membri che non hanno ancora provveduto agli adeguamenti istituzionali richiesti ad adottare le misure giuridiche necessarie per garantire nel più breve tempo possibile l'indipendenza di tutte le banche centrali nazionali prima della terza fase dell'UEM; 17. sottolinea l'esigenza di evitare il ripetersi di violazioni del divieto di finanziamento monetario e di accesso privilegiato, stabilito all'articolo 104 e 104 A del trattato CE, dopo quelle, pur di entità non troppo grave, verificatesi nel 1995; 18. valuta positivamente, alla luce della sua risoluzione del 22 settembre 1995 sugli strumenti finanziari derivati ((GU C 269 del 16.10.1995, pag. 217.)), il lavoro compiuto dall'IME nel settore della vigilanza bancaria e in particolare in quello della valutazione dell'adeguatezza delle procedure di controllo interno, sottolineando la necessità di applicare in modo generalizzato le procedure di controllo interno più rigorose ed efficaci; 19. incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'IME, ai governatori delle banche centrali degli Stati membri nonché ai governi e parlamenti degli Stati membri.