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Parere del comitato delle regioni in merito alla relazione della Commissione dell' Unione europea sugli orientamenti relativi alla rete aeroportuale transeuropea CdR 141/95

Gazzetta ufficiale n. C 100 del 02/04/1996 pag. 0019


Parere in merito alla relazione della Commissione dell'Unione europea sugli orientamenti relativi alla rete aeroportuale transeuropea (96/C 100/04)

Nel corso della riunione del 1° febbraio 1995, l'Ufficio di presidenza del Comitato delle regioni ha incaricato la Commissione 3 di elaborare un parere d'iniziativa in merito alla relazione di cui sopra.

La Commissione «Trasporti e comunicazioni» ha elaborato il suddetto parere il 22 marzo 1995 (relatore: Sauwens).

Nel corso della 7a sessione plenaria del 21 aprile 1995, il Comitato delle regioni ha adottato il seguente parere.

CONTESTO E QUADRO GIURIDICO

L'articolo 129 B-C-D del Titolo XII del Trattato, entrato in vigore il 1° novembre, afferma la necessità, nell'interesse del Mercato Unico e della coesione economica e sociale della Comunità europea, di realizzare reti transeuropee nel settore delle infrastrutture di trasporto.

A questo proposito, la Commissione europea, in stretta collaborazione con gli Stati membri, ha definito una rete aeroportuale transeuropea nell'intento di soddisfare la crescente domanda di trasporto aereo, tenendo conto delle esigenze di tutela ambientale e con l'obiettivo di conseguire una migliore coesione economica e sociale all'interno dell'Unione.

Dato che l'articolo 129 D prevede espressamente la consultazione del Comitato delle regioni in materia di reti transeuropee, quest'ultimo ha colto l'occasione per esprimere il proprio parere sulla relazione della Commissione.

INTRODUZIONE

Nei prossimi 15 anni, nonostante lo sviluppo della rete ferroviaria ad alta velocità, è previsto un aumento del traffico aereo superiore a quello di tutti gli altri modi di trasporto e in particolare il raddoppio del numero di passeggeri, nonché il probabile incremento ancora superiore del trasporto aereo di merci.

Da quanto precede si può dedurre che, per poter progredire, l'integrazione europea ha bisogno di entrambi i sistemi di trasporto rapido su medie e lunghe distanze, nel cui ambito la rete aeroportuale sarà comunque in grado di offrire una più ampia e varia gamma di collegamenti.

A seguito della sfavorevole situazione finanziaria in cui si è trovata negli ultimi anni la maggior parte delle compagnie aeree e della crisi economica generale, la graduale liberalizzazione del traffico aereo in Europa, iniziata nel 1987, non ha ancora prodotto i risultati sperati. In vista dell'ulteriore ampliamento dell'Unione europea, esistono quindi ancora notevoli prospettive per il futuro. Tale previsione implica che la coesione economica e sociale dell'Unione dipenderà in misura sempre crescente dalle opportunità che il traffico aereo saprà offrire per lo sviluppo dei collegamenti all'interno dell'Unione e tra l'Unione e il resto del mondo.

Il traffico aereo costituisce inoltre un potenziale fattore di progresso sociale e di crescita economica. Per definizione, gli aeroporti sono poli di sviluppo ad alta irradiazione sul piano economico e territoriale e con una forte connotazione internazionale. Spesso, la loro presenza contribuisce in modo strategico all'economia della regione. La vicinanza di un aeroporto è un elemento determinante nella fase di valutazione di investimenti industriali. Dal punto di vista economico, gli aeroporti possono essere considerati centri regionali per la prestazione di servizi logistici alle aziende.

In quanto nodi di smistamento del traffico e punti di aggregazione per l'economia regionale, gli aeroporti costituiscono spesso un elemento cruciale per la determinazione della posizione economica di una regione in rapporto al resto del mondo. In quanto nodi logistici, gli aeroporti si inseriscono in una rete internazionale di produzione, trasporto e commercializzazione.

Le regioni che ospitano grandi aeroporti internazionali, in considerazione delle proprie responsabilità nei confronti degli abitanti della zona circostante tali aeroporti, desiderano quindi essere strettamente associate alla gestione corrente e allo sviluppo futuro di questi ultimi.

Il Comitato rimanda a questo proposito alle decisioni della prima conferenza delle regioni interessate, svoltasi a Gatwick, West Sussex (Regno Unito) il 3 e il 4 novembre 1994.

D'altro canto, la maggior parte delle regioni si sforza, attraverso lo sviluppo degli aeroporti regionali, di trarre profitto dalla dinamicità che caratterizza l'incremento del traffico aereo e dall'aumento dell'occupazione diretta e indotta. L'ampliamento di questi aeroporti richiede considerevoli mezzi finanziari, non da ultimo per rispondere alle disposizioni di sicurezza in materia di aviazione, di sicurezza dei passeggeri e degli impianti, di protezione dell'ambiente, in particolare per quanto concerne l'inquinamento acustico causato dal traffico aereo. Anche la scorrevolezza dell'interconnessione con le altre reti di trasporto terrestre e gli aspetti ambientali connessi richiedono l'impiego di fondi ancora più ingenti.

La Commissione europea ha definito una rete aeroportuale transeuropea dettata dalla necessità di far sì che:

- la capacità aeroportuale della Comunità sia in grado di soddisfare la domanda attuale e futura, tenuto conto dei previsti effetti del terzo pacchetto relativo all'aviazione civile adottato dal Consiglio nel giugno 1992;

- lo sviluppo delle capacità continui ad essere compatibile con le esigenze di tutela ambientale, in particolare per quanto riguarda l'impatto del trasporto aereo, gli effetti dell'accesso terrestre agli aeroporti e il conseguente incremento del traffico stradale in direzione degli aeroporti sulla qualità della vita della popolazione che vive in prossimità di questi ultimi;

- lo sviluppo degli aeroporti contribuisca alla coesione economica e sociale della Comunità, in particolare collegando le regioni periferiche e le regioni centrali.

L'obiettivo generale degli orientamenti è migliorare l'utilizzazione dell'attuale capacità della rete e dei singoli aeroporti, nonché sviluppare, se necessario, nuove capacità per far fronte all'incremento della domanda. Sarà quindi rivolta particolare attenzione alle iniziative intese ad alleggerire la pressione sui grandi aeroporti e a migliorare la ripartizione geografica dei servizi di trasporto aereo, tenuto conto della domanda attuale e futura.

CONTENUTO

1. Il Comitato delle regioni sostiene l'iniziativa della Commissione europea intesa a creare una rete aeroportuale europea nel quadro della rete transeuropea dei trasporti e, in concreto, la «Relazione sugli orientamenti relativi alla rete aeroportuale transeuropea» (documento di lavoro SEC(94) 1863 dei servizi della Commissione europea). La relazione cerca di definire la rete aeroportuale europea che, rispetto agli altri modi di trasporto, risponde a caratteristiche proprie e segue una logica specifica.

Tale rete è stata definita in base a criteri relativi all'utilizzazione effettiva degli aeroporti, contrariamente a quanto fatto per altri modi di trasporto per i quali i criteri riguardavano la presenza dell'infrastruttura e le sue caratteristiche materiali, indipendentemente dalla loro utilizzazione.

In linea di principio, le autorità aeroportuali dovrebbero avere a disposizione, per tutti i tipi di aeroporto, capacità adeguate al fabbisogno. Nell'accertare tale fabbisogno, si deve tuttavia tener conto del fatto che per motivi di politica ambientale è auspicabile, ogniqualvolta sia possibile, trasferire il trasporto aereo di breve e media distanza verso il trasporto ferroviario e che, a tal fine, sono previste in Europa, su larga scala, l'estensione della rete ferroviaria esistente e la costruzione di nuove tratte, nonché la creazione di comodi collegamenti ferroviari. Il trasporto via terra per le brevi e medie distanze è da preferirsi non solo per motivi di politica ambientale, ma anche per le opportunità di sviluppo che esso offre alle regioni. Il summenzionato trasferimento non deve tuttavia essere conseguito tramite interventi dirigistici statali, ma può essere ottenuto solo migliorando l'offerta nel settore del trasporto ferroviario.

2. La relazione riconosce la complessa problematica inerente allo sfruttamento aeroportuale, alla base degli orientamenti elaborati per l'ampliamento di una rete aeroportuale europea, ovvero:

- l'ottimizzazione dell'attuale capacità;

- l'incremento di nuove capacità;

- il miglioramento della compatibilità ambientale;

- il miglioramento e lo sviluppo dell'accesso agli aeroporti.

Il Comitato conviene che l'azione dell'Unione europea si debba orientare su questi quattro punti. Esso richiama tuttavia i principi già evocati nel parere sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo di una rete transeuropea dei trasporti (CdR 176/94 fin). Il Comitato sottolinea pertanto nuovamente che gli orientamenti relativi alla rete aeroportuale transeuropea non comportano alcun obbligo giuridico per gli Stati membri, né possono limitare la sovranità degli stessi o dei loro enti territoriali in materia di pianificazione del territorio.

I quattro orientamenti sopraelencati dovranno essere rigorosamente adeguati agli sviluppi delle innovazioni apportate agli aeromobili.

Il Comitato sottolinea che l'ottimizzazione dell'attuale capacità è prioritaria rispetto all'incremento di nuove capacità. In tale contesto, va attribuita particolare importanza al miglioramento della gestione del traffico aereo in Europa (rete ATM).

3. Il Comitato constata che attualmente il traffico aereo internazionale è fortemente concentrato sui 40 punti d'interconnessione comunitari i quali assorbono il 75 % del trasporto passeggeri.

In considerazione dell'espansione prevedibile, tali punti d'interconnessione avranno da affrontare un numero crescente di problemi, a volte insolubili, in materia di capacità, sia per le installazioni di terra, sia per l'avvicinamento per via aerea.

Il Comitato reputa pertanto che i punti d'interconnessione regionali e i punti di accesso devono svolgere un ruolo più rilevante nel quadro del trasporto aereo comunitario.

In tale contesto, l'azione n. 6, riportata nell'allegato 2 del documento della Commissione, deve essere applicata alle tre componenti, così come l'azione n. 8 deve essere applicata anche alle componenti regionali. In effetti, l'urgenza di assumere provvedimenti volti a migliorare la compatibilità ambientale e il collegamento alla rete ferroviaria non si limita alle sole componenti comunitarie.

In molti casi tali punti dispongono ancora di una certa riserva di capacità, possono essere raggiunti senza troppi ostacoli e i problemi ambientali possono essere meglio risolti. Tuttavia, sarà opportuno prevedere l'accessibilità ferroviaria laddove ancora non esista, e rafforzarla laddove sia già esistente. Lo sviluppo di detti punti d'interconnessione regionali e dei punti di accesso consente di limitare i costosissimi investimenti destinati al potenziamento della capacità dei grandi aeroporti e delle zone circostanti. Può anche contribuire alla ripartizione tra regioni degli effetti economici diretti e indiretti del traffico aereo.

Tale sviluppo impone alle compagnie aeree di prendere iniziative; dovranno essere incoraggiate a ricorrere più sovente ai punti d'interconnessione regionali e ai punti di accesso, in considerazione dei vantaggi specifici offerti da tali infrastrutture.

4. I punti in questione dovrebbero far parte, a tutti gli effetti, della rete aeroportuale transeuropea.

5. Il Comitato rileva che la politica sinora praticata in campo aeroportuale è fortemente dominata dalle esigenze poste dalle compagnie aeree. Tale affermazione vale ancora di più per il periodo precedente il 1987, nel corso del quale il processo di liberalizzazione del trasporto aereo era ancora in una fase preparatoria. In seguito alla liberalizzazione realizzata nel 1992, con gli effetti che essa ha avuto sullo sviluppo del trasporto aereo, gli aeroporti, quali entità economiche e commerciali, potranno intervenire in modo più sostanziale nella politica aeroportuale. Tale intervento dovrà essere strutturato anche tenendo presenti gli aeroporti che non sono considerati punti d'interconnessione comunitari («mainport»).

6. Il Comitato considera che non solo le compagnie aeree ma anche i passeggeri e i noleggiatori che ricorrono ai servizi dell'aviazione devono poter essere consultati direttamente nel quadro del dibattito relativo all'ulteriore sviluppo della rete aeroportuale transeuropea. In particolare occorre studiare fino a che punto la naturale tendenza delle compagnie aeree e degli operatori turistici a concentrare le loro offerte sui grandi aeroporti corrisponde agli auspici degli utenti per quanto riguarda le distanze e i tempi brevi dell'interconnessione e l'espletamento rapido ed agevole delle formalità.

7. Il Comitato sottolinea la crescente importanza dell'interconnessione tra il trasporto aereo e le reti di trasporto stradale e ferroviario, che è funzione della domanda di trasporto aereo e di cui sono responsabili autorità diverse da quelle aeroportuali.

Il Comitato condivide l'opinione della Commissione che ritiene prioritario connettere gli aeroporti alla rete di trasporti pubblici. In tale contesto sussiste una necessità di recupero nettamente superiore a quella esistente a livello di connessioni col trasporto stradale.

Essendo anche gli aeroporti parte integrante di un sistema globale integrato dei trasporti, occorre includerli negli orientamenti relativi al trasporto combinato, i quali dovrebbero in particolare evidenziare le possibilità esistenti per un trasporto merci combinato aereo/ferroviario.

8. Secondo il Comitato una classificazione obiettiva degli aeroporti per il traffico commerciale in funzione dei risultati di trasporto dovrebbe basarsi sul calcolo omogeneo dei passaggeri, dei noli e di altri movimenti.

Si tratta ora di indagare in quale misura tale calcolo omogeneo sia stato effettuato e preso in considerazione.

Il fatto di essere integrati nella rete transeuropea non è infatti privo di interesse commerciale per gli aeroporti. Più sarà nota, più tale classificazione permetterà di valutare chiaramente il volume e l'importanza degli aeroporti interessati.

Il Comitato esorta in tale contesto ad elaborare tempestivamente un aggiornamento annuale dei dati relativi alle tariffe e della classificazione che ne risulta.

Bisogna cogliere l'occasione dell'estensione, annunciata dalla Commissione, del progetto di rete aeroportuale agli Stati che hanno aderito il 1° gennaio 1995 per aggiornare, di concerto con gli Stati membri, le cartine allegate alla relazione, sulla base dei dati attuali relativi agli aeroporti.

Bruxelles, 21 aprile 1995.

Il Presidente del Comitato delle regioni

Jacques BLANC