Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore delle cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali (1994-1998) /* COM/94/68DEF - CNS 94/0092 */
Gazzetta ufficiale n. C 228 del 17/08/1994 pag. 0188
Proposta di decisione del Consiglio che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali(1994-1998) (94/C 228/14) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 68 def. - 94/0092(CNS) (Presentata dalla Commissione il 30 marzo 1994) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo 4, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, considerando che con decisione . . ./. . ./CE il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato il quarto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (in appresso RST) per il periodo 1994-1998 che definisce in particolare le attività da svolgere nel settore della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali; che la presente decisione è adottata alla luce dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione; considerando che l'articolo 130 I, paragrafo 3, prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione di detto programma quadro; che ogni programma specifico precisi le modalità di realizzazione del medesimo, ne fissi la durata e preveda i mezzi ritenuti necessari; considerando che il presente programma è realizzato principalmente attraverso azioni indirette, azioni concertate e misure di accompagnamento; considerando che, conformemente all'articolo 130 I, paragrafo 3, si devono stimare gli importi necessari per la realizzazione del presente programma specifico; che gli importi definitivi sono stabiliti dall'autorità di bilancio, conformemente alla quota fissata dal programma quadro; considerando che la decisione . . ./. . ./CE (quarto programma quadro) prevede che l'importo globale massimo del quarto programma quadro venga riesaminato al più tardi entro il 30 giugno 1996 in vista di una sua rivalutazione; che, in seguito a tale riesame, l'importo ritenuto necessario per la realizzazione del presente programma potrebbe aumentare; considerando che il rafforzamento delle basi di S& T dell'Unione europea si realizza anche attraverso un adeguato livello di cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, fondato sul principio dell'interesse reciproco; che detta cooperazione può contribuire all'attuazione delle politiche comunitarie relative ai paesi terzi; che la cooperazione con i paesi terzi nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico contribuisce a incrementare le potenzialità scientifiche e tecnologiche della Comunità; che è necessaria una maggior collaborazione con altre istanze di cooperazione nei settori della scienza e della tecnologia; che si deve contribuire alla salvaguardia del potenziale scientifico dei paesi dell'Europa centrale e orientale, nonché dei nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica, concorrendo in tal modo a rafforzare il loro sviluppo economico e sociale; che è opportuno promuovere la collaborazione con paesi industrializzati non europei, nei casi in cui ciò si riveli utile; che è indispensabile sostenere lo sviluppo del potenziale scientifico e tecnologico dei paesi in via di sviluppo; che l'Unione europea può contribuire a risolvere i problemi regionali e generali, per la cui soluzione si rende necessaria una cooperazione a livello internazionale; che è inoltre opportuno sostenere il rafforzamento della cooperazione in materia di S& T tra paesi terzi, in particolare fra paesi della stessa regione; considerando che si rendono utili una maggiore complementarità con altre azioni comunitarie e un miglior coordinamento con gli altri Stati membri; che, per garantire una strategia coerente, è necessario riunire sotto un unico e stesso programma le attività di cooperazione internazionale in materia di S& T, ivi comprese quelle condotte in precedenza al di fuori del programma quadro; che tale programma si concentra su azioni complementari a quelle intraprese dagli Stati membri; considerando che il contenuto del quarto programma quadro di azioni comunitarie di RST è stato definito in base al principio di sussidiarietà; che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che verranno svolte conformemente a tale principio nel settore della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali; considerando che la decisione . . ./. . ./CE (quarto programma quadro) prevede che un'azione comunitaria è giustificata se, tra l'altro, la ricerca contribuisce a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità e a favorire il suo sviluppo equilibrato, pur nel rispetto del valore scientifico e tecnologico; che il presente programma intende contribuire al conseguimento di tali obiettivi; considerando che il presente programma e la sua attuazione contribuiscono al rafforzamento delle sinergie tra le attività di RST nell'ambito della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, condotte dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, stabiliti negli Stati membri e tra queste e le corrispondenti attività di RST dei paesi terzi e delle organizzazioni internazionali; considerando che al presente programma specifico si applicano le norme di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca (compreso il CCR) e delle università, nonché le norme applicabili alla diffusione dei risultati della ricerca previste dall'articolo 130 J; considerando che, per l'attuazione del presente programma, oltre all'associazione dei paesi che partecipano all'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE), possono rivelarsi utili anche azioni di cooperazione internazionale, in virtù dell'articolo 130 M, con altri paesi terzi e organizzazioni internazionali; considerando che le azioni di cooperazione internazionale con i paesi terzi saranno attuate, da un lato, in maniera centralizzata nel presente programma e, dall'altro, nei programmi specifici della prima azione, e che è necessario garantirne il coordinamento; considerando che l'attuazione del presente programma comporta anche attività di diffusione e di valorizzazione dei risultati di RST, nonché attività di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori; considerando che il presente programma comprende anche attività di ricerca di base, volte soprattutto a salvaguardare e rafforzare il potenziale scientifico nei paesi dell'Europa centrale e orientale e nei nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica; considerando che nell'ambito dell'attuazione del presente programma è necessario prevedere misure volte a favorire la partecipazione dell'industria europea, ivi comprese le PMI; considerando l'opportunità di procedere ad una valutazione dell'impatto economico e sociale delle attività svolte nell'ambito del presente programma; considerando, da un lato, le necessità di esaminare in modo permanente e sistematico lo stato di realizzazione del presente programma per poterlo eventualmente adeguare all'evoluzione scientifica e tecnologica nonché ai cambiamenti che intervengono nelle relazioni dell'Unione condetti paesi terzi; dall'altro l'esigenza di far svolgere, al momento opportuno, una valutazione indipendente delle realizzazioni del programma contenente tutti gli elementi di valutazione necessari al momento della definizione degli obiettivi del quinto programma quadro di RST; che, al termine del presente programma, si deve altresì procedere ad una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nella presente decisione; considerando che il CCR può partecipare alle azioni indirette contemplate dal presente programma; considerando che il comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) è stato consultato, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Per il periodo dal . . . al 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore della cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, quale definito all'allegato I. Articolo 2 1. L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 540 Mio di ECU, comprensivi del 10,1 % per spese di personale e di funzionamento. 2. L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo. 3. Il summenzionato importo, ritenuto necessario per l'esecuzione del programma, potrà essere maggiorato in seguito e conformemente alla decisione di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione . . ./. . ./CE (quarto programma quadro). 4. L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio nel rispetto della quota fissata dal programma quadro. Articolo 3 Nell'allegato III sono precisate le modalità di realizzazione del presente programma, diverse da quelle previste all'articolo 5. Articolo 4 1. La Commissione esamina, in modo sistematico e permanente, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, lo stato di realizzazione del presente programma rispetto agli obiettivi definiti all'allegato I. Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati all'evoluzione della situazione. Ove necessario, essa presenta proposte volte ad adeguare o completare il programma in funzione dei risultati della valutazione. 2. Per contribuire alla valutazione globale delle attività comunitarie di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione che adotta il quarto programma quadro, al momento opportuno, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione delle attività condotte nell'ambito del presente programma e della gestione di tali attività durante i cinque anni che precedono la valutazione. 3. Alla scadenza del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III del quarto programma quadro e all'allegato I della presente decisione. Essa trasmette la realizzazione di valutazione finale al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale. Articolo 5 1. La Commissione definisce un programma di lavoro conformemente agli obiettivi enunciati all'allegato I; ove necessario, essa provvede ad aggiornarlo. Il programma di lavoro specifica gli obiettivi e precisa le fasi di attuazione del programma e il finanziamento previsto per ciascuna modalità di realizzazione. 2. Per la cooperazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale, con i nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica e con i paesi in via di sviluppo, la Commissione organizza inviti a presentare proposte di progetti, sulla base del programma di lavoro. Tale cooperazione può altresì attuarsi attraverso strutture diverse. 3. Per quanto riguarda le altre regioni geografiche, la Commissione prende tutte le iniziative necesarie al conseguimento degli obiettivi del programma. Articolo 6 1. La Commissione è incaricata dell'esecuzione del programma. 2. Nei casi previsti dall'articolo 7, paragrafo 1, la Commissione è assistita da un comitato consultivo composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione. Il parere è iscritto a verbale; inoltre ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale. La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere. Articolo 7 1. La procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 2, si applica nei seguenti casi: - definizione e aggiornamento del programma di lavoro di cui all'articolo 5, paragrafo 1; - valutazione dei progetti di RST proposti al finanziamento comunitario, nonché dell'importo necessario a tale finanziamento per oggetto qualora esso sia superiore a 0,2 Mio di ECU; - adozione di misure per la valutazione del programma; - eventuali adeguamenti apportati alla ripartizione indicativa dell'importo di cui all'allegato II, che non siano stati decisi dall'autorità di bilancio. 2. La Commissione informa il comitato, in occasione di ciascuna riunione, circa l'evoluzione dell'attuazione complessiva del programma. Articolo 8 Ai sensi dell'articolo 228, paragrafo 1, la Commissione è autorizzata ad avviare negoziati in vista delle conclusione di accordi internazionali con paesi terzi europei per associarli a tutto o a parte del programma. Articolo 9 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. ALLEGATO I OBIETTIVI E CONTENUTI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI Il presente programma specifico rispecchia fedelmente gli orientamenti del quarto programma quadro, ne applica i eriteri di selezione e ne precisa gli obiettivi scientifici e tecnologici. Il presente programma realizza la seconda azione di detto programma quadro. CONTESTO Questa azione costituisce lo strumento della politica di cooperazione internazionale in materia di RST con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. Il suo obiettivo principale è di aumentare, mediante una cooperazione RST mirata e in sinergia con le altre azioni comunitarie, il valore aggiunto delle attività comunitarie di RST, migliorare le basi scientifiche e tecnologiche della Comunità e sostenere l'attuazione delle altre politiche comunitarie. Essa è intesa inoltre a rafforzare il coordinamento della cooperazione S& T degli Stati membri con i paesi terzi, al fine di evitare inutili ripetizioni e di definire meglio il campo d'azione comunitario sulla base del principio di sussidiarietà. La cooperazione sarà basata sul principio del vantaggio reciproco che prevede non solo il vantaggio reciproco diretto o a breve termine, quale viene percepito dai partecipanti ad un progetto, ma anche il vantaggio per la Comunità a lungo termine o vantaggio indiretto, sia per quanto riguarda la competitività industriale che le relazioni esterne. Le azioni di cooperazione saranno accompagnate da un'attività sistematica di controllo e di analisi degli sviluppi delle politiche e dei meccanismi di attuazione della R& S nei paesi terzi, al fine di adeguare la politica di cooperazione comunitaria e di trarne il massimo profitto per la Comunità e i suoi partner. La raccolta di dati e di informazioni nonché dei risultati delle analisi sarà strettamente coordinata con quelle svolte nel programma «Ricerca socioeconomica finalizzata». Altre misure di accompagnamento prevedono studi, attività di diffusione e di valorizzazione dei risultati, di formazione e di coordinamento, come anche l'organizzazione di conferenze, seminari, ecc. Le attività di cooperazione non nucleari, quelle sviluppate nei programmi quadro precedenti e nell'ambito delle APAS saranno integrate in questo programma. Il campo d'azione è l'intero territorio europeo, compresi gli Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica, i paesi industrializzati non europei e i paesi in via di sviluppo. Inoltre una maggiore apertura dei programmi specifici delle altre azioni ai paesi terzi creerà nuove possibilità di cooperazione. In caso d'implicazione della proprietà intellettuale, saranno rispettati gli orientamenti adottati congiuntamente dal Consiglio e dalla Commissione nel giugno 1992 (1). LE ATTIVITÀ DI RST A. Cooperazione scientifica e tecnologica in Europa L'accordo che istituisce lo Spazio economico europeo (SEE) permetterà a sei dei sette paesi EFTA di partecipare a tutti i programmi specifici non nucleari del terzo programma quadro. Per consentire la loro totale partecipazione al quarto programma quadro, si prevedono adeguate modifiche dell'accordo SEE. Al di fuori del SEE, altri paesi occidentali europei potranno essere associati mediante accordi bilaterali. 1. Collaborazione con altre istanze europee di cooperazione scientifica e tecnologica L'azione mira a potenziare la coerenza, l'economia e l'efficacia complessiva delle attività europee di ricerca, tenendo pienamente conto dei programmi e delle iniziative nazionali nello Spazio economico europeo nel suo insieme. Si tratta del programma Cost, dell'iniziativa Eureka e delle relazioni con le organizzazioni internazionali europee, nonché con organizzazioni appropriate a livello mondiale. Cost Le azioni Cost, complementari ai progetti dei programmi comunitari, sono in pieno sviluppo e continueranno a svolgere un ruolo pionieristico nell'individuazione di nuovi settori di cooperazione scientifica in Europa, come avvenuto recentemente nel caso della ricerca socioeconomica. Verrà rafforzato il ruolo essenziale di Cost nell'integrazione della scienza dei paesi d'Europa centrale e orientale in un contesto europeo più ampio. La valutazione delle azioni Cost attuali e lo sfruttamento dei risultati ottenuti rappresenteranno due priorità per i prossimi anni. La Commissione intende sostenere il proseguimento e lo sviluppo controllato delle attività Cost, fornendo il supporto necessario al corretto funzionamento dei segretariati dei comitati corrispondenti e al coordinamento internazionale. Il sostegno dei paesi partecipanti a Cost si concretizza con la disponibilità ad inviare esperti nazionali per gestire alcuni segretariati. Eureka L'iniziativa Eureka è complementare al programma quadro di RST della Comunità in quanto rispetta gli aspetti specifici delle due istanze. Il Consiglio di Edimburgo del dicembre 1992 ha sottolineato la necessità di approfondire la loro sinergia. Sviluppi recenti in seno alla Comunità e ad Eureka aprono nuove possibilità e concretizzano l'intenzione comune di estendere la concertazione, che deve essere pragmatica e adottare un'impostazione «caso per caso». Da una parte, le parti precompetitive dei progetti Eureka potranno essere trattate in seno al programma quadro e, dall'altra, alcuni risultati dei progetti comunitari potranno essere presi in considerazione in seno ai progetti Eureka più vicini al mercato. L'attuazione concreta di questa politica congiunta rifletterà gli obiettivi seguenti: - la circolazione delle informazioni e una concertazione flessibile tra le due istanze saranno garantite dalla rete dei responsabili dei programmi comunitari e dei coordinatori dei progetti Eureka istituita precedentemente; - un'utilizzazione più efficiente delle reti esistenti di consulenza e di diffusione delle informazioni, sia della Comunità (centri Value, Stride, Opet, ecc.) che di Eureka e dei paesi membri, per una maggiore trasparenza nei rapporti con l'industria e il mondo della ricerca, in particolare con le PMI. Lavori precompetitivi di progetti Eureka potrebbero essere selezionati e finanziati dai programmi specifici della prima azione, secondo le procedure di questi ultimi. Organizzazioni internazionali Lo scopo è rafforzare la coerenza della ricerca in Europa tramite un maggior coordinamento con le organizzazioni scientifiche europee e internazionali e con le reti di ricercatori che essi stessi hanno spesso costituito. Saranno potenziati i rapporti conl'ESF, il CERN, l'ESA, l'EMBL, l'ESO, ecc. ed è auspicabile un maggior coordinamento delle posizioni degli Sati membri in seno alle organizzazioni internazionali con carattere politico (ONU, FAO, OMS, OCSE, UIT, ecc.). Si prevede di negoziare accordi di cooperazione con le organizzazioni scientifiche europee più adeguate per la partecipazione di entrambe le parti a progetti di interesse comune. Ciò non riguarderà il campo di attività principale di queste organizzazioni, ma piuttosto l'utilizzazione in comune di altre conoscenze, spesso uniche, derivanti dalle loro attività principali. 2. Cooperazione con i paesi dell'Europa centrale ed orientale e con i nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica Lo scopo principale è contribuire alla salvaguardia del potenziale scientifico e tecnologico di questi paesi, al riorientamento della ricerca verso le esigenze sociali, e dunque alla ristrutturazione dei loro sistemi di produzione, nonché al miglioramento della qualità della vita in queste società. La Comunità potrà beneficiare della collaborazione con i paesi dell'Est ottenendo l'accesso a risultati, talora molto avanzati, della ricerca effettuata in questi paesi. Gli obiettivi delle azioni si articolano lungo tre assi: - Stabilizzazione del potenziale di R& S: occorre innanzitutto salvaguardare il potenziale umano e le attrezzature esistenti. Gli stipenti attuali dei ricercatori di questi paesi sono bassi e la mancanza di valute forti preannuncia un avvenire difficile che porterà all'isolamento dei ricercatori dell'Est che raramente hanno accesso alle attrezzature e hanno pochi contatti con i loro omologhi stranieri. Una delle conseguenze più evidenti è che i ricercatori che ne hanno la possibilità lasciano il loro settore per trasferirsi all'estero o cambiare attività professionale. È pertanto necessario promuovere al più presto una cooperazione scientifica e tecnica che agisca da catalizzatore a lungo termine: gli scienziati dell'Est dovranno essere associati ad attività di ricerca di punta, per esempio nel settore delle tecnologie avanzate, essenziali per la creazione della futura infrastruttura dei paesi dell'Est. Occorre creare dei legami tra i ricercatori e il mondo dell'industria, in particolare mediante l'utilizzazione di reti informatizzate di comunicazione, per favorire l'integrazione di questi paesi nei mercati europei e mondiali. - Contributo alla soluzione di problemi specifici dei paesi dell'Est mediante azioni mirate di R& S. - Ampliamento e approfondimento della cooperazione mediante la partecipazione ai programmi specifici comunitari: individuazione dei settori di R& S in cui queti paesi hanno raggiunto i livelli mondiali più alti ed istituzione di una cooperazione equilibrata. Molti di questi paesi hanno raggiunto un elevato livello scientifico, ma questo potenziale non sempre è stato utilizzato per incentivare lo sviluppo economico. Pertanto, si impone una riforma delle strutture scientifiche e tecnologiche a favore di un'impostazione più decentralizzata, flessibile e aperta, affinché la ricerca e lo sviluppo possano svolgere un ruolo efficace nel passaggio di questi paesi ad un'economia di mercato e nella loro integrazione nell'ambiente comunitario. Per un miglior inserimento dei paesi dell'Est nel tessuto del mercato mondiale, si darà particolare risalto alla partecipazione alle attività prenormative nei settori industriali, quali le tecnologie dell'informazione e le telecomunicazioni, i materiali avanzati, l'energia (ad esempio, ricorrendo ai «centri energetici» stabiliti in questi paesi nel quadro del programma Thermie) e alle attività di diffusione e di valorizzazione svolte nell'ambito della terza azione. Le azioni con i paesi dell'Europa centrale e orientale e con i nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica saranno condotte attraverso: - azioni specifiche per rispondere ad esigenze particolari. È opportuno fare degli esempi: 1) il tipo di sfruttamento delle risorse e i cicli di produzione utilizzati all'Est hanno portato a un degrado ambientale che supera le frontiere degli Stati e dei continenti. Occorre trovare al più presto una soluzione comune in settori quali lo sfruttamento razionale delle risorse energetiche ed i cambiamenti climatici; 2) è essenziale che l'infrastruttura destinata alla diffusione delle informazioni e che sarà creata nell'Europa orientale si sviluppi compatibilmente a quella dell'Unione europea, e che le ricerche nel settore siano complementari e volte agli stessi obiettivi; 3) lotta contro i problemi ambientali e sanitari nei nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica, in particolare quelli derivanti dagli incidenti più gravi; - l'Associazione internazionale per la promozione della cooperazione con i ricercatori dei nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica (INTAS), purché sia raggiunto un nuovo accordo fra i suoi membri; - l'apertura a questi paesi, in particolare a quelli associati, dei programmi specifici del quarto programma quadro (2). Quest'attività sarà complementare a quella svolta dagli Stati membri e si svilupperà in sinergia con le attività svolte nell'ambito dei programmi Phare e Tacis. Allo stesso tempo, essa contribuirà al coordinamento delle azioni degli Stati membri in questo settore. B. Cooperazione con i paesi terzi industrializzati non europei L'obiettivo è promuovere gli interessi della Comunità, in particolare favorendo l'adeguamento tra gli orientamenti della ricerca industriale comunitaria ed i potenziali mercati internazionali per le loro future applicazioni, al fine di aumentare la competitività dell'industria europea e di ottimizzarne lo sforzo, cercando o agevolando l'accesso alle fonti scientifiche e tecnologiche dei paesi in questione. Questa manovra è motivata dal fatto che questi paesi altamente industrializzati realizzano attività di RST simili o complementari a quelle svolte dalla Comunità europea. Si può affermare che le motivazioni che sono alla base della cooperazione intracomunitaria in materia di RST valgono anche per la cooperazione tra la Comunità e questi paesi. In altri casi, la cooperazione con detti paesi rappresenta una condizione basilare per la realizzazione di grossi progetti di ricerca («megascienza»), come per esempio la fusione, il genoma umano e i fenomeni di mutamento degli equilibri globali. È in questo contesto che si situano la cooperazione multilaterale e la concertazione come, ad esempio, quella nell'ambito dell'OCSE o nel quadro dei progetti multilaterali quali il «Programma frontiera umana» e «Sistemi intelligenti di produzione». A ciò si aggiunge la partecipazione a ricerche per l'elaborazione di norme internazionali. Il dialogo in materia di politica scientifica con i summenzionati paesi sarà intensificato e si potrà giungere ad una cooperazione sulla base di un accordo settoriale o di un accordo di cooperazione scientifica e tecnica di più ampia portata. Tuttavia, proprio perché i paesi coinvolti sono contemporaneamente partner e concorrenti della Comunità, è importante rispettare i principi di selettività negli ambiti di cooperazione, concentrandosi su alcuni settori ben definiti, in funzione delle priorità comunitarie. Questa cooperazione implica una certa flessibilità delle modalità con le quali si attua, che vanno dalla concertazione allo scambio di informazioni e di esperti, a programmi di borse post-dottorato in laboratori stranieri, a progetti o studi congiunti ed, eventualmente, a una vera partecipazione reciproca a interi progetti o programmi di ricerca. Si prevedono legami più stretti tra le azioni di cooperazione scientifica e tecnica e quelle condotte nei settori dell'istruzione e della formazione. Queste attività costituiscono anche un sostegno alle azioni di politica estera della Comunità e offrono a tutti gli Stati membri il vantaggio di accedere in modo paritetico alle fonti scientifiche e tecnologiche esterne alla Comunità. Si incentiveranno le azioni che mirano ad agevolare l'accesso a queste informazioni e la loro diffusione. C. Cooperazione scientifica e tecnologica con i paesi in via di sviluppo L'obiettivo principale di questa azione è consentire ai PVS, il cui livello di sviluppo non è uniforme, di partecipare all'elaborazione delle conoscenze e alla realizzazione di tecnologie innovatrici indispensabili per la soluzione dei problemi derivanti dal conseguimento di uno sviluppo economico sostenibile. Questo obiettivo generale comporta due conseguenze. Innanzitutto si tratterà di mantenere e persino rafforzare le capacità di ricerca e di sviluppo tecnologico dei PVS, in particolare a livello di risorse umane e istituzionali, grazie alla formazione e ai rapporti che saranno stabiliti tra riceratori e loro istituzioni. Inoltre si dovrà permettere alla comunità scientifica europea di conservare e migliorare la supremazia nei settori scientifici pertinenti ai problemi dei PVS. Per conseguire questo obiettivo generale, si potranno realizzare azioni di diffusione e di valorizzazione, in relazione con la terza azione. Tale attività sarà inoltre attuata in sinergia con altre politiche comunitarie in materia di sviluppo e di cooperazione economica. Per conseguire questo obiettivo, in uno sviluppo sostenibile, le attività di ricerca verteranno su tre settori, collegati fra loro, di notevole importanza nella maggior parte dei PVS; se necessario, ponendo eventualmente un'attenzione particolare agli aspetti interdisciplinari: - gestione e sfruttamento sostenibili delle risorse naturali rinnovabili, ivi compresi le foreste, gli oceani e gli altri ambienti acquatici, l'acqua, i suoli e la biodiversità, concentrandosi sulle loro interazioni e sulla relazione intercorrente tra utilizzazione e conservazione, inclusa la tutela ambientale. Saranno affrontati anche i problemi connessi alle risorse naturali, ai fattori politici, demografici e allo sviluppo delle concentrazioni umane; - miglioramento della produzione agricola in questo quadro di gestione sostenibile delle risorse naturali rinnovabili. Ciò prevede il miglioramento delle specie vegetali e la loro protezione per adattarle meglio alle condizioni ambientali e permettere così uno sfruttamento ottimale delle terre disponibili; l'allevamento, con attenzione particolare ad una maggiore protezione degli animali, al miglioramento delle razze e ad un'alimentazione prodotta con tecniche sostenibili; l'acquicoltura, per promuovere lo sviluppo di tale attività e facilitare la sua integrazione nell'ambiente; il miglioramento delle condizioni di immagazzinamento e di trasformazione dei prodotti, settori nei quali le perdite nei PVS sono notevoli; l'analisi dei sistemi produttivi e le condizioni di intensificazione dei sistemi agricoli; - le condizioni sanitarie e la popolazione, ponendo l'accento sul controllo delle malattie più diffuse nei PVS, il miglioramento dei sistemi sanitari e l'impatto sull'ambiente e sulla salute dell'evoluzione demografica e dell'urbanizzazione. Ciò riguarda la ricerca sui vaccini, la biologia degli agenti patogeni e dei loro vettori, lo sviluppo di nuovi metodi diagnostici e la creazione di nuovi farmaci; la ricerca sulla popolazione, i sistemi sanitari ed i metodi di intervento, tenendo conto dei vincoli specifici e del contesto socioeconomico dei PVS. Si individueranno i tempi prioritari di ciascun settore in occasione dell'elaborazione del programma di lavoro, in stretta concertazione con le direzioni generali interessate, in quanto esso sarà fissato per regioni (numerosi PVS e per esempio la regione del Mediterraneo), con la necessaria flessibilità per tener conto delle loro caratteristiche ecologiche e demografiche, della situazione sanitaria, dell'economia, nonché delle politiche di sviluppo e di cooperazione economica dell'Unione europea. Anche il potenziamento delle capacità di ricerca dei PVS, in particolare di quelli più avanzati sul piano scientifico e tecnico, richiede un ricorso alla cooperazione in altri ambiti di questi settori, quali, ad esempio, le tecnologie di comunicazione, dell'informazione, le tecnologie industriali e dei materiali, nonché la biotecnologia. Azioni di cooperazione in materia di RST dovrebbero essere portate avanti per favorire un ingresso progressivo ed equilibrato di questi paesi nell'economia mondiale, contribuendo al contempo a farli uscire dal loro isolamento, per quanto tali iniziative non siano state già avviate da altre attività del programma quadro. Il perfezionamento delle condizioni scientifiche e tecnologiche presuppone soprattutto la creazione di reti e di sistemi avanzati d'informazione e di comunicazione, e l'accesso alle reti europee, indispensabile per lo sviluppo di questi paesi, dovrebbe essere preso in considerazione come attività di trasferimento di tecnologie nell'ambito delle diverse politiche dell'Unione europea. Un altro obiettivo di questa azione è agevolare la partecipazione dei PVS alle grandi azioni comunitarie di ricerca su temi di interesse generale. Alcuni di questi temi riguardano in modo specifico i PVS (desertificazione, incremento demografico, urbanizzazione selvaggia, squilibri economici e sociali), mentre altri relativi al futuro del nostro pianeta sono comuni ai PVS e ai paesi industrializzati (effetto serra, forme di inquinamento, malattie infettive, pandemie). È pertanto vitale che le comunità scientifiche dei PVS e dell'Europa collaborino alla soluzione di tali problemi, sfruttando al meglio le risorse disponibili nei PVS e nell'Unione europea (risorse umane, esperienze, tecnologie, risorse naturali). Le attività di ricerca volte al conseguimento del secondo obiettivo hanno, per loro stessa natura, una dimensione mondiale e devono pertanto essere considerate nel loro insieme e non su base regionale. La loro definizione è di competenza di consessi internazionali cui l'Unione europea prende parte. Tra i temi prioritari possiamo citare i fenomeni di mutamento degli equilibri globali, le malattie infettive di natura pandemica e la dimensione sociale del sistema sanitario, l'osservazione del pianeta in collaborazione con altri organismi, tra cui il CCR, nonché la valutazione e la conservazione delle risorse naturali. Nel caso dei PVS più progrediti a livello tecnico, potrebbero infine essere individuati argomenti di ricerca d'interesse reciproco con l'Unione europea che rientrano nei programmi specifici della prima azione cui questi paesi avrebbero accesso (3). Tenuto conto dell'aspetto cooperativo di questa azione di ricerca e del tipo di associazione, essa sarà realizzata essenzialmente mediante progetti congiunti a compartecipazione finanziaria. In casi particolari di argomenti d'interesse reciproco, si potrebbero prevedere anche azioni concertate. Il ruolo delle reti associative di ricerca è importante quanto tutto ciò che riguarda l'animazione scientifica, le riunioni, i seminari o le conferenze. Nell'ambito di questa azione, le attività di formazione e di istruzione si realizzeranno attraverso contratti congiunti di ricerca e queste misure di accompagnamento; mentre le reti costituiranno, in certo qual modo, un mezzo di formazione continua ed i contratti garantiranno la valorizzazione della formazione. (1) RECH 74 7613/92 del 26. 6. 1992. (2) Altri strumenti comunitari potrebbero contribuire al finanziamento di questa partecipazione. (3) Altri strumenti comunitari potrebbero contribuire al finanziamento di questa partecipazione. ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO III MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA Le modalità di participazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione che adotta il quarto programma quadro. Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università, nonché le modalità di diffusione dei risultati, sono precisate nelle disposizioni previste all'articolo 130 J del trattato. Nell'attuazione del presente programma sono tuttavia applicabili le precisazioni/deroghe seguenti: 1.1 La partecipazione al programma è aperta, con il sostegno finanziario della Comunità: a) a tutte le persone giuridiche che sono stabilite e che esercitano abitualmente attività di RST: - nella Comunità, o - in un paese terzo associato, in tutto o in parte, all'attuazione del programma di cui trattasi, a seguito di un accordo concluso tra la Comunità e detto paese terzo; b) al Centro comune di ricerca. 1.2 La partecipazione al programma è aperta, senza il sostegno finanziario della Comunità, e a condizione che presenti un interesse per le politiche comunitarie: a) alle persone giuridiche stabilite in un paese che abbia concluso con la Comunità un accordo di cooperazione scientifica e tecnica relativo ad azioni contemplate dal programma, a condizione che tale partecipazione sia conforme alle disposizioni dell'accordo suddetto; b) alle persone giuridiche stabilite in un paese europeo; c) alle organizzazioni internazionali di ricerca. 1.3 In casi dovutamente specificati, la partecipazione delle organizzazioni internazionali europee potrà essere finanziata sulla stessa base di quella delle organizzazioni comunitarie. 1.4 Per quanto riguarda la cooperazione con altre istanze europee di cooperazione, si tratta di attività di promozione e coordinamento, soprattutto con l'iniziativa Eureka, il progetto Cost e con altre organizzazioni europee. 1.5 Per la cooperazione con i paesi terzi industrializzati non europei sono previsti lo scambio di informazioni, il coordinamento e l'incentivazione di attività di interesse reciproco. I fondi stanziati per il programma possono essere utilizzati anche per la partecipazione comunitaria alla fase preliminare di un progetto comune, restando inteso che il finanziamento di un'eventuale fase operativa deve essere coperto dal programma di cui fa parte. 1.6 Il presente programma non copre il costo della partecipazione dei paesi terzi, in particolare di quelli associati, cui dovrebbero essere aperti i programmi specifici del programma quadro. 1.7 La cooperazione con i paesi dell'Europa centrale e orientale (PECO), i nuovi Stati indipendenti dell'ex-Unione Sovietica (NSI) e i paesi in via di sviluppo (PVS) nei settori specifici non previsti dai programmi della prima, terza e quarta azione sarà attuata mediante azioni a compartecipazione finanziaria o azioni concertate. Si garantirà l'equilibrio tra la cooperazione con i PECO e i NSI da un lato, e con i PVS dall'altro. Il contributo finanziario per i partner dei PECO, dei NSI e dei PVS può eccedere il 50 %. 1.8 La fase pilota dell'Associazione internazionale per la promozione della cooperazione con i ricercatori dei nuovi Stati indipendenti dell'ex Unione Sovietica (INTAS) si concluderà alla fine del 1994. Per quanto concerne il futuro di questa associazione nonché le regioni geografiche e i temi di sua competenza, la Commissione sottoporrà in tempo utile una proposta al Consiglio. 1.9 La cooperazione con i PECO, i NSI e i PVS sarà attuata in stretto collegamento con altre iniziative comunitarie, come Phare e Tacis, e altre istanze di cooperazione, come la Convenzione di Lomé, la nuova politica per i paesi mediterranei ed il regolamento sull'assistenza finanziaria e tecnica e la cooperazione economica con i PVS dell'Asia e dell'America latina, per trarre un vantaggio reciproco da un lato dagli sforzi e dai risultati di queste azioni, e, dall'altro, dalla cooperazione prevista con la politica comunitaria in materia di RST. 2. Il presente programma è realizzato mediante: 2.1 Partecipazione finanziaria della Comunità ad attività RST eseguite da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi: a) Azioni a compartecipazione finanziaria comprendenti le seguenti modalità: - progetti di RST svolti da imprese, da centri di ricerca e da università, compresi i consorzi di azioni integrate riuniti intorno ad un tema comune; - sostegno al finanziamento di infrastrutture o di strutture indispensabili alla realizzazione di un'azione di coordinamento (rafforzamento dell'attività di coordinamento). b) Azioni concertate di coordinamento, in particolare attraverso reti di concertazione, di progetti di RST già finanziati da amministrazioni pubbliche o organismi privati. L'azione concertata può svolgere anche il coordinamento necessario al funzionamento delle reti tematiche che, nell'ambito dei progetti di RST di azioni a compartecipazione finanziaria (cfr. 2.1, a), primo trattino), raggruppano intorno ad uno stesso obiettivo tecnologico o industriale produttori, utilizzatori, università e centri di ricerca. c) Misure specifiche volte a sostenere le politiche comunitarie estere e a creare strumenti di carattere generale al servizo dei centri di ricerca, delle università e delle imprese. La partecipazione della Comunità può coprire fino al 100 % dei costi di queste misure. 2.2 Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno comprendenti le seguenti modalità: - studi volti a sostenere il presente programma e a preparare eventuali azioni future; - conferenze, seminari, gruppi di lavoro e altre riunioni scientifiche o tecniche, comprese le riunioni di coordinamento intersettoriale e pluridisciplinare; - consulenze esterne, nonché l'accesso a basi di dati scientifici; - pubblicazioni scientifiche, compresa la diffusione, la promozione e la valorizzazione dei risultati (in stretto coordinamento con le attività condotte nell'ambito della terza azione); - studi di valutazione degli sviluppi delle politiche in materia di scienza e tecnologia nei paesi terzi nonché delle condizioni socioeconomiche della cooperazione internazionale; - attività di formazione nell'ambito della ricerca contemplata dal presente programma; - ricorso ai centri di promozione energetica costituiti in alcuni paesi nell'ambito del programma Thermie; - azioni di concertazione e coordinamento, quali lo scambio di informazioni volto a favorire il coordinamento con gli Stati membri; - valutazione indipendente (compresi gli studi) della gestione e dei risultati delle attività del presente programma.