1.9.2023   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

C 312/243


RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO

del 14 luglio 2023

relativa al programma nazionale di riforma 2023 della Finlandia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2023 della Finlandia

(2023/C 312/26)

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,

visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,

vista la raccomandazione della Commissione europea,

viste le risoluzioni del Parlamento europeo,

viste le conclusioni del Consiglio europeo,

visto il parere del comitato per l'occupazione,

visto il parere del comitato economico e finanziario,

visto il parere del comitato per la protezione sociale,

visto il parere del comitato di politica economica,

considerando quanto segue:

(1)

Il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio (2) che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza ("dispositivo") è entrato in vigore il 19 febbraio 2021. Il dispositivo fornisce sostegno finanziario agli Stati membri per l'attuazione di riforme e investimenti, producendo uno stimolo di bilancio finanziato dall'Unione. In linea con le priorità del semestre europeo, il dispositivo contribuisce alla ripresa economica e inclusiva e all'attuazione di investimenti e riforme sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare riforme e investimenti volti a promuovere le transizioni verde e digitale e a rendere più resilienti le economie degli Stati membri. Contribuisce inoltre a consolidare le finanze pubbliche e a stimolare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel medio e lungo periodo, a migliorare la coesione territoriale all'interno dell'Unione e a continuare l'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il contributo finanziario massimo per ciascuno Stato membro nell'ambito del dispositivo è stato aggiornato il 30 giugno 2022, a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) 2021/241.

(2)

Il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2023. Il 23 marzo 2023 il Consiglio europeo ha approvato le priorità dell'analisi annuale della crescita sostenibile 2023, incentrate sulle quattro dimensioni della sostenibilità competitiva. Sempre il 22 novembre 2022 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (3), la relazione sul meccanismo di allerta 2023, in cui non annoverava la Finlandia tra gli Stati membri che possono presentare squilibri o correre il rischio di presentarli. Il paese non deve pertanto essere sottoposto a esame approfondito. Lo stesso giorno ha adottato anche un parere sul documento programmatico di bilancio 2023 della Finlandia. La Commissione ha inoltre adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e una proposta di relazione comune sull'occupazione 2023, che analizza l'attuazione degli orientamenti in materia di occupazione e dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 16 maggio 2023 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (4) ("raccomandazione sulla zona euro del 2023") e il 13 marzo 2023 la relazione comune sull'occupazione.

(3)

Sebbene le economie dell'Unione diano prova di notevole resilienza, il contesto geopolitico continua ad avere un impatto negativo. Nella sua agenda di politica economica e sociale l'Unione, fermamente al fianco dell'Ucraina, mira, nel breve periodo, a ridurre gli effetti negativi degli shock energetici su famiglie e imprese vulnerabili e, nel medio periodo, a proseguire gli sforzi per realizzare le transizioni verde e digitale, favorire una crescita sostenibile e inclusiva, salvaguardare la stabilità macroeconomica e accrescere la resilienza. L'agenda è fortemente incentrata anche sull'aumento della competitività e della produttività dell'Unione.

(4)

Il 1o febbraio 2023 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo "Un piano industriale del Green Deal per l'era a zero emissioni nette" ("piano industriale del Green Deal"). L'obiettivo del piano industriale del Green Deal è stimolare la competitività dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette e sostenere la transizione rapida verso la neutralità climatica. Il piano integra gli sforzi in corso nell'ambito del Green Deal europeo e di REPowerEU. Intende creare un contesto più favorevole che consenta di aumentare la capacità dell'Unione di produrre le tecnologie e i prodotti a zero emissioni nette necessari per conseguire gli ambiziosi obiettivi climatici dell'Unione, nonché di garantire l'accesso alle materie prime critiche necessarie, anche diversificando l'approvvigionamento, sfruttando adeguatamente le risorse geologiche negli Stati membri e massimizzando il riciclo delle materie prime. Il piano industriale del Green Deal si basa su quattro pilastri: un contesto normativo prevedibile e semplificato, un accesso più rapido ai finanziamenti, migliori competenze e l'apertura commerciale per catene di approvvigionamento resilienti. Il 16 marzo 2023 la Commissione ha pubblicato un'ulteriore comunicazione dal titolo "Competitività a lungo termine dell'UE: prospettive oltre il 2030", articolata attorno a nove fattori sinergici, con l'obiettivo di adoperarsi in favore di un quadro normativo propizio alla crescita. La comunicazione definisce le priorità politiche per provvedere in modo attivo a miglioramenti strutturali, investimenti ben mirati e misure normative per la competitività a lungo termine dell'Unione e degli Stati membri. Le raccomandazioni formulate di seguito contribuiscono a rispondere a tali priorità.

(5)

Nel 2023 il semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche continua a evolvere in linea con l'attuazione del dispositivo. La piena attuazione dei piani per la ripresa e la resilienza rimane fondamentale per realizzare le priorità politiche del semestre europeo; i piani infatti rispondono a tutte le pertinenti raccomandazioni specifiche per paese formulate negli ultimi anni o a un insieme significativo di esse. Le raccomandazioni specifiche per paese 2019, 2020 e 2022 rimangono ugualmente pertinenti per i piani per la ripresa e la resilienza riveduti, aggiornati o modificati a norma degli articoli 14, 18 e 21 del regolamento (UE) 2021/241.

(6)

Il regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio (5) ("regolamento REPowerEU"), adottato il 27 febbraio 2023, mira a una graduale e rapida eliminazione della dipendenza dell'Unione dalle importazioni di combustibili fossili russi. Ciò contribuirà alla sicurezza energetica e alla diversificazione dell'approvvigionamento di energia dell'Unione, aumentando nel contempo la diffusione delle energie rinnovabili, le capacità di stoccaggio dell'energia e l'efficienza energetica. Il regolamento REPowerEU consente agli Stati membri di aggiungere ai rispettivi piani nazionali per la ripresa e la resilienza un nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU, onde finanziare riforme e investimenti chiave che contribuiranno al conseguimento degli obiettivi di REPowerEU. Tali riforme e investimenti contribuiranno inoltre a stimolare la competitività dell'industria dell'Unione a zero emissioni nette, come indicato nel piano industriale del Green Deal, e a dare seguito alle raccomandazioni specifiche per paese in materia di energia rivolte agli Stati membri nel 2022 e, se del caso, nel 2023. Il regolamento REPowerEU introduce una nuova categoria di sostegno finanziario non rimborsabile, messo a disposizione degli Stati membri per finanziare nuove riforme e nuovi investimenti connessi al settore dell'energia nell'ambito dei rispettivi piani per la ripresa e la resilienza.

(7)

L'8 marzo 2023 la Commissione ha adottato una comunicazione che fornisce orientamenti di politica di bilancio per il 2024 ("comunicazione dell'8 marzo 2023"). Essi mirano a sostenere la preparazione dei programmi di stabilità e convergenza degli Stati membri e a rafforzare in tal modo il coordinamento delle politiche. La Commissione ha inoltre ricordato che la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita sarà disattivata alla fine del 2023. Per il periodo 2023-2024 ha sollecitato politiche di bilancio che garantiscano la sostenibilità del debito a medio termine e aumentino la crescita potenziale in modo sostenibile e ha invitato gli Stati membri a precisare nei rispettivi programmi di stabilità e convergenza per il 2023 le modalità con cui i loro piani di bilancio garantiranno il rispetto del valore di riferimento del trattato del 3 % del prodotto interno lordo (PIL) e garantiranno la riduzione plausibile e costante del debito, o in che modo intendano mantenere il debito a livelli prudenti, a medio termine. La Commissione ha inoltre invitato gli Stati membri a eliminare gradualmente le misure di bilancio nazionali introdotte per proteggere le famiglie e le imprese dallo shock dei prezzi dell'energia, iniziando da quelle meno mirate. Ha precisato che, qualora fosse necessaria una proroga delle misure di sostegno a causa di nuove pressioni imputabili ai prezzi dell'energia, gli Stati membri dovrebbero far sì che dette misure siano molto più mirate a favore delle famiglie e delle imprese vulnerabili. La Commissione ha dichiarato che le raccomandazioni di bilancio saranno quantificate e differenziate. Inoltre, come proposto nella comunicazione del 9 novembre 2022 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, le raccomandazioni di bilancio saranno formulate sulla base della spesa primaria netta. Ha raccomandato che tutti gli Stati membri continuino a tutelare gli investimenti finanziati a livello nazionale e a garantire l'uso efficace del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, soprattutto in considerazione degli obiettivi in materia di transizioni verde e digitale e di resilienza. La Commissione ha inoltre indicato che proporrà al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, le procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023, in linea con le disposizioni giuridiche vigenti.

(8)

Il 26 aprile 2023 la Commissione ha presentato proposte legislative per attuare una riforma globale delle regole della governance economica dell'Unione. L'obiettivo centrale delle proposte è rafforzare la sostenibilità del debito pubblico e promuovere una crescita sostenibile e inclusiva in tutti gli Stati membri attraverso riforme e investimenti. Nelle sue proposte la Commissione mira a migliorare la titolarità nazionale, semplificare il quadro e spostarne il fulcro maggiormente sul medio termine, in combinazione con un'applicazione efficace e più coerente. Secondo le conclusioni del Consiglio adottate il 14 marzo 2023 sugli orientamenti per una riforma del quadro di governance economica dell'UE, l'obiettivo è concludere i lavori legislativi nel 2023.

(9)

Il 27 maggio 2021 la Finlandia ha presentato alla Commissione il piano nazionale per la ripresa e la resilienza, conformemente all'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241. A norma dell'articolo 19 del medesimo regolamento, la Commissione ha valutato la pertinenza, l'efficacia, l'efficienza e la coerenza del piano, conformemente agli orientamenti per la valutazione di cui all'allegato V del regolamento. Il 29 ottobre 2021 il Consiglio ha adottato la decisione di esecuzione relativa all'approvazione della valutazione del piano per la ripresa e la resilienza della Finlandia (6). L'erogazione delle rate è subordinata all'adozione di una decisione della Commissione a norma dell'articolo 24, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2021/241, che stabilisca che la Finlandia ha conseguito in misura soddisfacente i traguardi e gli obiettivi indicati nella decisione di esecuzione del Consiglio. Il conseguimento soddisfacente presuppone che non siano annullati i traguardi e gli obiettivi conseguiti in precedenza.

(10)

Il 23 marzo 2023 la Finlandia ha presentato il programma nazionale di riforma 2023 e il programma di stabilità 2023, in linea con l'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1466/97. I due programmi sono stati valutati congiuntamente per tener conto delle correlazioni. In conformità dell'articolo 27 del regolamento (UE) 2021/241, il programma nazionale di riforma 2023 rispecchia anche la relazione semestrale della Finlandia in merito ai progressi compiuti nella realizzazione del suo piano per la ripresa e la resilienza.

(11)

Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2023 relativa alla Finlandia. La Commissione ha valutato i progressi compiuti dalla Finlandia nel dar seguito alle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio tra il 2019 e il 2022 e ha fatto il punto dell'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza. Sulla scorta di tale analisi la relazione per paese ha individuato lacune rispetto alle sfide non affrontate o solo parzialmente affrontate nel piano per la ripresa e la resilienza, e anche a sfide nuove ed emergenti. Ha valutato quindi i progressi compiuti dalla Finlandia nell'attuare il pilastro europeo dei diritti sociali, conseguire gli obiettivi principali dell'Unione in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

(12)

Secondo i dati convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche della Finlandia è sceso dal 2,8 % del PIL nel 2021 allo 0,9 % nel 2022, mentre il debito delle amministrazioni pubbliche è salito dal 72,6 % del PIL alla fine del 2021 al 73,0 % alla fine del 2022. Il 24 maggio 2023 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato. Tale relazione ha esaminato la situazione di bilancio della Finlandia, il cui debito delle amministrazioni pubbliche nel 2022 superava il valore di riferimento del 60 % del PIL previsto dal trattato e non rispettava il parametro per la riduzione del debito. La relazione ha concluso che il criterio del debito non era soddisfatto. In linea con la sua comunicazione dell'8 marzo 2023, la Commissione non ha proposto di avviare nuove procedure per i disavanzi eccessivi nella primavera del 2023. La Commissione ha successivamente dichiarato che proporrà al Consiglio di avviare, nella primavera del 2024, procedure per i disavanzi eccessivi basate sul disavanzo in base ai dati di consuntivo per il 2023. La Finlandia dovrebbe tenerne conto nell'esecuzione del bilancio 2023 e nella preparazione del documento programmatico di bilancio per il 2024.

(13)

Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha subito gli effetti delle misure di politica di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Nel 2022 le misure di politica di bilancio che hanno determinato una diminuzione delle entrate comprendevano misure quali l'aumento temporaneo delle spese di trasporto deducibili e l'aumento delle deduzioni fiscali per le famiglie sulle ristrutturazioni dei sistemi di riscaldamento, mentre le misure di politica di bilancio che hanno incrementato la spesa comprendevano misure quali l'aumento degli indici delle prestazioni sociali e il pagamento di ulteriori prestazioni per i figli a carico, nell'intento di migliorare il potere d'acquisto delle famiglie a basso reddito e far fronte ai costi provocati dall'inflazione. La Commissione stima il costo di bilancio netto di queste misure allo 0,1 % del PIL nel 2022. Il saldo delle amministrazioni pubbliche ha risentito anche del costo di bilancio dell'offerta di protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina, stimato allo 0,1 % del PIL nel 2022. Nel contempo il costo stimato delle misure temporanee di emergenza connesse alla COVID-19 è sceso dal 2,0 % del PIL nel 2021 allo 0,2 % nel 2022.

(14)

Il 18 giugno 2021 il Consiglio ha raccomandato che nel 2022 la Finlandia (7) mantenesse un orientamento della politica di bilancio a sostegno della ripresa, anche grazie all'impulso dato dal dispositivo, e preservasse gli investimenti finanziati a livello nazionale.

(15)

Secondo le stime della Commissione, nel 2022 l'orientamento della politica di bilancio (8) è stato sostanzialmente neutro (– 0,1 % del PIL), come raccomandato dal Consiglio. Come raccomandato dal Consiglio, la Finlandia ha continuato a sostenere la ripresa avvalendosi del dispositivo per finanziare investimenti. La spesa finanziata mediante le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione è stata pari allo 0,3 % del PIL nel 2022 (0,2 % nel 2021). Gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato un contributo neutro di 0,0 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio (9). La Finlandia ha pertanto preservato gli investimenti finanziati a livello nazionale, come raccomandato dal Consiglio. Allo stesso tempo la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle nuove misure sul lato delle entrate) ha fornito un contributo sostanzialmente neutro di 0,1 punti percentuali all'orientamento della politica di bilancio. La Finlandia ha pertanto tenuto sufficientemente sotto controllo la crescita della spesa corrente finanziata a livello nazionale.

(16)

Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità 2023 è in linea con le previsioni di primavera 2023 della Commissione sia per il 2023 che per il 2024. Il governo prevede che il PIL reale si riduca leggermente dello 0,2 % nel 2023, per poi crescere dell'1,3 % nel 2024. A titolo di confronto, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita positiva del PIL reale, pari allo 0,2 % nel 2023 e all'1,4 % nel 2024. Secondo entrambe le serie di previsioni il principale fattore di crescita nel 2023 sono le esportazioni nette, mentre nel 2024 è previsto un miglioramento più generale dei risultati economici, poiché è destinata a riprendersi anche la domanda interna.

(17)

Nel programma di stabilità 2023 il governo prevede che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salga al 2,6 % del PIL nel 2023. Tale variazione riflette principalmente l'indicizzazione delle prestazioni sociali, i finanziamenti dall'amministrazione centrale alle autorità locali, le maggiori spese per interessi, nonché le spese aggiuntive per la difesa e gli investimenti connessi alle attività di ricerca e sviluppo (R&S). Secondo il programma, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 73,0 % alla fine del 2022 al 74,4 % alla fine del 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,6 % del PIL per il 2023. Ciò è in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilità 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 73,9 % alla fine del 2023. La differenza è dovuta a un deflatore leggermente superiore ipotizzato dalla Commissione nelle previsioni di primavera 2023.

(18)

Stando alle previsioni il saldo generale delle amministrazioni pubbliche nel 2023 continuerà a risentire delle misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto economico e sociale dell'aumento dei prezzi dell'energia. Si tratta di misure prorogate dal 2022 (in particolare ulteriori aumenti temporanei delle spese di trasporto deducibili e deduzioni fiscali per le famiglie sulle ristrutturazioni dei sistemi di riscaldamento) e di nuove misure quali rimborsi temporanei nelle bollette dell'energia elettrica, crediti di imposta sull'energia elettrica e una riduzione temporanea dell'aliquota dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) sull'energia elettrica e sul trasporto di passeggeri. Il costo di tali misure è stato pazialmente compensato da imposte sui proventi straordinari dei fornitori di energia, in particolare un'imposta temporanea sui proventi delle imprese erogatrici di energia elettrica. Nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima il costo di bilancio netto delle misure di sostegno allo 0,3 % del PIL nel 2023 (10). La maggior parte delle misure del 2023 non sembra mirata a sostenere le famiglie o le imprese più vulnerabili e non preserva appieno il segnale di prezzo necessario per ridurre la domanda di energia e accrescere l'efficienza energetica. Di conseguenza nelle previsioni di primavera 2023 la Commissione stima allo 0,1 % del PIL nel 2023 (rispetto allo 0,0 % del PIL nel 2022) l'importo delle misure di sostegno mirate di cui tenere conto nella valutazione della conformità alla raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022 (11). Secondo le proiezioni il costo di bilancio della protezione temporanea offerta agli sfollati provenienti dall'Ucraina aumenterà di 0,2 punti percentuali di PIL rispetto al 2022.

(19)

Nella sua raccomandazione del 12 luglio 2022 il Consiglio ha raccomandato alla Finlandia di prendere provvedimenti per garantire nel 2023 che la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale sia in linea con un orientamento della politica complessivamente neutro (12), tenendo conto del perdurare del sostegno temporaneo e mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La Finlandia dovrebbe essere pronta ad adeguare la spesa corrente all'evoluzione della situazione. Alla Finlandia è stato anche raccomandato di aumentare gli investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e per la sicurezza energetica tenendo conto dell'iniziativa REPowerEU, anche avvalendosi del dispositivo e di altri fondi dell'Unione.

(20)

Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano per il 2023 un orientamento espansivo della politica di bilancio (– 1,0 % del PIL), in un contesto di inflazione elevata, a fronte di un orientamento sostanzialmente neutro nel 2022 (– 0,1 % del PIL). Si prevede inoltre che nel 2023 la crescita della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) apporterà all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo dello 0,6 % del PIL. Sono compresi i costi sostanzialmente stabili delle misure di sostegno mirate alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia. Vi rientrano anche i maggiori costi per offrire protezione temporanea agli sfollati provenienti dall'Ucraina (aumentati dello 0,2 % del PIL). Il contributo espansivo della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale è pertanto dovuto solo in parte al sostegno mirato alle famiglie e alle imprese più vulnerabili agli aumenti dei prezzi dell'energia e alle persone in fuga dall'Ucraina. La crescita espansiva della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate) è determinata anche dall'indicizzazione delle prestazioni sociali, dai finanziamenti dell'amministrazione centrale alle autorità locali e dalle spese aggiuntive per la difesa e gli investimenti connessi alle attività di R&S. In sintesi, la crescita prevista della spesa primaria corrente finanziata a livello nazionale non è in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. La spesa finanziata con le sovvenzioni del dispositivo e altri fondi dell'Unione è stata pari allo 0,4 % del PIL nel 2023, mentre gli investimenti finanziati a livello nazionale hanno apportato all'orientamento della politica di bilancio un contributo espansivo di 0,4 punti percentuali (13). Pertanto la Finlandia prevede di finanziare ulteriori investimenti attraverso il dispositivo e, stando alle proiezioni, preserverà gli investimenti finanziati a livello nazionale. Prevede di finanziare investimenti pubblici per le transizioni verde e digitale e la sicurezza energetica, quali sovvenzioni per la sostituzione delle caldaie a combustibili fossili, nonché per i punti di ricarica per veicoli elettrici, le reti elettriche, il progetto Digirail inteso a rinnovare il sistema di controllo ferroviario, il portale Virtual Finland per agevolare l'immigrazione per motivi di lavoro e il progetto sull'economia in tempo reale (real-time economy, RTE) volto a digitalizzare le transazioni commerciali, che sono finanziati in parte dal dispositivo e da altri fondi dell'Unione.

(21)

Secondo il programma di stabilità 2023 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe restare al 2,6 % del PIL nel 2024. La crescita del gettito fiscale dovrebbe rallentare, mentre la spesa per interessi dovrebbe aumentare. Secondo il programma di stabilità 2023, si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL salga al 76,9 % alla fine del 2024. Sulla base delle misure politiche note alla data limite delle previsioni, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un disavanzo pubblico del 2,6 % del PIL per il 2024. Ciò è in linea con il disavanzo previsto nel programma di stabilità 2023. Le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano un rapporto debito pubblico/PIL inferiore, pari al 76,2 % alla fine del 2024.

(22)

Il programma di stabilità 2023 prevede l'eliminazione graduale di tutte le misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. La Commissione presuppone attualmente la completa eliminazione graduale delle misure di sostegno connesse all'energia nel 2024. Ciò si basa sul presupposto che non si registrino nuovi aumenti dei prezzi dell'energia.

(23)

Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio per conseguire l'obiettivo di bilancio a medio termine, avendo lo 0,5 % del PIL come parametro di riferimento (14). Alla luce delle considerazioni relative alla sostenibilità di bilancio, secondo la Commissione sarebbe opportuno migliorare il saldo strutturale di almeno lo 0,3 % del PIL per il 2024. Al fine di conseguire tale miglioramento, e conformemente alla metodologia della Commissione, la crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale (15) nel 2024 non dovrebbe superare il 2,2 %, come indicato nella presente raccomandazione. Allo stesso tempo è opportuno eliminare gradualmente le restanti misure di sostegno connesse all'energia (attualmente stimate dalla Commissione allo 0,3 % del PIL nel 2023), se consentito dagli sviluppi del mercato dell'energia e partendo dalle misure meno mirate, e usare i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico. Secondo le previsioni di primavera 2023 della Commissione la crescita della spesa primaria corrente netta finanziata a livello nazionale nel 2023 non è in linea con la raccomandazione del Consiglio del 12 luglio 2022. Se questa previsione è confermata, sarebbe opportuno ridurre la crescita della spesa primaria netta nel 2024.

(24)

Nell'ipotesi di politiche invariate, le previsioni di primavera 2023 della Commissione prospettano una crescita della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale pari al 2,8 % nel 2024, ossia al di sopra del tasso di crescita raccomandato.

(25)

Secondo il programma di stabilità 2023, gli investimenti pubblici dovrebbero rimanere al 4,5 % del PIL nel 2023 e nel 2024. Il dato riflette investimenti finanziati a livello nazionale e investimenti finanziati dall'Unione, in particolare attraverso il dispositivo. Il programma di stabilità 2023 fa riferimento a riforme e investimenti da cui si attende un contributo alla sostenibilità di bilancio e a una crescita sostenibile e inclusiva. Tali riforme e investimenti comprendono la riforma dei servizi sanitari e sociali, prevista anche dal piano per la ripresa e la resilienza, benché le stime sui risparmi futuri che ne deriveranno siano ancora incerte.

(26)

Il programma di stabilità 2023 delinea un percorso di bilancio a medio termine fino al 2027. Secondo il programma di stabilità 2023, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salirà al 3,1 % del PIL nel 2025, per poi scendere leggermente al 2,9 % nel 2026. Di conseguenza le previsioni lo situano al di sotto del 3 % del PIL nel 2026. Sempre in base al programma di stabilità 2023, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare passando dal 76,9 % alla fine del 2024 all'80,7 % entro la fine del 2026.

(27)

Il sistema di sicurezza sociale della Finlandia è efficace e inclusivo, con un livello elevato di protezione sociale, ma è complesso e il meccanismo degli incentivi presenta alcune insidie. Nel 2020 una commissione parlamentare ad hoc è stata incaricata di progettare una riforma del sistema di sicurezza sociale entro il 2027. A gennaio 2022 la commissione ha pubblicato i risultati della mappatura delle criticità e a marzo 2023 ha presentato una relazione intermedia contenente 31 proposte di studi, progetti legislativi e progetti di sviluppo per i futuri governi. I prossimi passi prevedono l'avvio dei lavori legislativi per razionalizzare il sistema di sicurezza sociale e per aumentare gli incentivi al lavoro, preservando nel contempo la protezione sociale e alzando il tasso di occupazione. Proseguire questo lavoro di riforma del sistema di sicurezza sociale è importante per promuovere la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo periodo.

(28)

Conformemente all'articolo 19, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2021/241 e all'allegato V, criterio 2.2, di tale regolamento, il piano per la ripresa e la resilienza comprende un'ampia gamma di riforme e investimenti che si rafforzano reciprocamente, da attuare entro il 2026. L'attuazione del piano per la ripresa e la resilienza della Finlandia procede, ma non sono ancora stati firmati gli accordi operativi con la Commissione. Si tratta di un passo necessario per poter presentare la prima richiesta di pagamento nell'ambito del piano per la ripresa e la resilienza e per consentire alla Finlandia di recuperare il ritardo rispetto al calendario concordato per le richieste di pagamento. La Finlandia ha presentato una modifica del suo piano per la ripresa e le resilienza a gennaio 2023, approvata dal Consiglio il 14 marzo 2023. La modifica, apportata nel contesto dell'aggiornamento del contributo finanziario massimo messo a disposizione degli Stati membri dal dispositivo, consiste nella riduzione proporzionale dei finanziamenti destinati ai quattro pilastri del piano. Per tenere conto dei finanziamenti di cui al capitolo dedicato al piano REPowerEU, nel 2023 è prevista un'altra modifica del piano per la ripresa e la resilienza. La rapida inclusione del nuovo capitolo dedicato al piano REPowerEU nel piano per la ripresa e la resilienza consentirà di finanziare ulteriori riforme e investimenti a sostegno degli obiettivi strategici della Finlandia in materia di energia e transizione verde. Per l'attuazione efficace del piano per la ripresa e la resilienza e di altre politiche economiche e occupazionali che vanno al di là di tale piano, per assicurare un'ampia titolarità dell'agenda politica generale rimane importante il coinvolgimento sistematico ed effettivo delle autorità locali e regionali, delle parti sociali e degli altri portatori di interessi pertinenti.

(29)

Nel 2022 la Commissione ha approvato tutti i documenti di programmazione della politica di coesione della Finlandia. Procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza, compreso il capitolo dedicato al piano REPowerEU, è fondamentale per realizzare le transizioni verde e digitale, accrescere la resilienza economica e sociale e conseguire uno sviluppo territoriale equilibrato in Finlandia.

(30)

Oltre alle sfide economiche e sociali affrontate dal piano per la ripresa e la resilienza e dai programmi della politica di coesione, la Finlandia si trova di fronte a una serie di ulteriori sfide connesse alla carenza di competenze, alle politiche in materia di istruzione e formazione, alla politica energetica e alla transizione verde.

(31)

Nel 2022 il mercato del lavoro finlandese ha evidenziato un andamento positivo, ma il numero di posti vacanti è aumentato rapidamente, riflettendo uno squilibrio tra domanda e offerta di competenze e carenze di manodopera in diversi settori, in particolare servizi, edilizia, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, istruzione, sanità e assistenza sociale. L'offerta di manodopera qualificata è limitata dal numero relativamente basso di persone in possesso di un diploma di istruzione superiore nelle discipline più richieste sul mercato del lavoro, come pure da un livello relativamente scarso di immigrazione per motivi di lavoro. Al contempo il tasso di completamento del ciclo di istruzione terziaria da parte dei giovani tra i 25 e i 34 anni è al di sotto della media dell'Unione. Le carenze di manodopera e competenze sono problematiche per la competitività e la crescita a lungo termine della Finlandia e saranno ulteriormente aggravate dall'invecchiamento della popolazione, dalla mobilità del lavoro relativamente bassa a livello regionale e dall'aumento della domanda di nuove competenze nel contesto delle transizioni verde e digitale.

(32)

Il 1o luglio 2022 è entrata in vigore la nuova legge sul clima della Finlandia, che sancisce nel diritto nazionale l'obiettivo del paese di diventare la prima società del welfare senza combustibili fossili entro il 2035 e pone obiettivi climatici per il 2030, il 2040 e il 2050. L'economia finlandese tuttavia è ancora tra quelle a maggiore intensità energetica dell'Unione. L'energia, l'industria, i trasporti e l'edilizia sono i principali settori che dovranno dare un contributo notevole alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Nel 2021 le fonti di energia rinnovabile costituivano una componente significativa del mix energetico della Finlandia, con una quota del 43 %, seguite dal petrolio al 24 %, dal nucleare al 17 % e dal carbone al 9 %. La Russia resta una fonte importante di combustibile nucleare. Nel periodo tra agosto 2022 e marzo 2023 il consumo di gas naturale della Finlandia è diminuito del 56 % rispetto al consumo medio di gas registrato per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti, superando l'obiettivo di riduzione del 15 %. Il paese potrebbe continuare ad adoperarsi per ridurre temporaneamente la domanda di gas fino al 31 marzo 2024 in conformità del regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio (16).

(33)

Tra le sfide da affrontare per conseguire gli obiettivi climatici a lungo termine vi sono una significativa carenza di investimenti pubblici e privati nei principali settori responsabili di emissioni di gas a effetto serra e i ritardi negli investimenti nelle energie rinnovabili causati dall'accumulo di domande di autorizzazioni ambientali ancora da evadere. Occorre un'ulteriore razionalizzazione delle procedure di concessione per smaltire gli arretrati di progetti energetici in sospeso e agevolare ulteriori investimenti prioritari.

(34)

L'aumento dei prezzi dell'energia e obiettivi climatici ambiziosi richiedono un'accelerazione e un aumento degli investimenti nella decarbonizzazione. Malgrado la crescita più rapida del previsto delle vendite di veicoli elettrici, è improbabile che gli investimenti necessari alla loro ulteriore diffusione — in particolare nell'elettrificazione dei veicoli pesanti — avvengano a condizioni di mercato, a causa delle lunghe distanze e delle aree scarsamente popolate che caratterizzano la Finlandia. All'incirca il 40 % della rete ferroviaria non è ancora elettrificato.

(35)

Per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento potrebbe essere rafforzata la trasmissione dell'energia elettrica a livello nazionale. La produzione di energia da fonti rinnovabili avviene in misura crescente lontano dai centri di consumo. La Finlandia ha agito con decisione per affrancarsi dalle importazioni russe di petrolio, carbone e gas, ma una delle due centrali nucleari finlandesi resta completamente dipendente dal combustibile russo. Sono necessarie forti interconnessioni tra la Finlandia e i paesi vicini per garantire un mercato dell'elettricità ben funzionante nell'intera regione e aumentare il contributo previsto dell'energia rinnovabile al mix energetico.

(36)

La carenza di manodopera e di competenze nei settori e nelle professioni fondamentali per la transizione verde — compresi la produzione, la diffusione e la manutenzione delle tecnologie a zero emissioni nette — sta creando strozzature nella transizione a un'economia a zero emissioni nette. Nel 2022 in Finlandia sono state segnalate carenze di manodopera per 37 professioni che richiedono competenze o conoscenze specifiche per la transizione verde, tra cui addetti all'isolamento, ingegneri civili, idraulici e tubisti. Sistemi di istruzione e formazione di qualità elevata che rispondano alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro e misure mirate per la riqualificazione e il miglioramento del livello delle competenze sono cruciali per ridurre le carenze di competenze e promuovere l'inclusione lavorativa e la riallocazione della forza lavoro. Per sbloccare il potenziale inutilizzato dell'offerta di lavoro, tali misure devono essere accessibili, in particolare per le persone e nei settori e nelle regioni maggiormente interessati dalla transizione verde.

(37)

Alla luce della valutazione della Commissione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2023 e il suo parere (17) trova riscontro nella raccomandazione di cui al punto 1.

(38)

Date le strette correlazioni tra le economie degli Stati membri della zona euro e il loro contributo collettivo al funzionamento dell'Unione economica e monetaria, il Consiglio ha raccomandato a tali Stati membri di prendere provvedimenti, anche tramite i piani per la ripresa e la resilienza, al fine di i) preservare la sostenibilità del debito e astenersi da un sostegno generalizzato alla domanda aggregata nel 2023, orientare in modo più mirato le misure di bilancio adottate per attenuare l'impatto degli elevati prezzi dell'energia e riflettere su modalità adeguate per eliminare gradualmente il sostegno con il diminuire delle pressioni causate dai prezzi dell'energia; ii) mantenere un elevato livello di investimenti pubblici e promuovere investimenti privati a sostegno delle transizioni verde e digitale; iii) sostenere dinamiche salariali che attenuino la perdita di potere d'acquisto limitando nel contempo gli effetti di secondo impatto sull'inflazione, migliorare ulteriormente le politiche attive del mercato del lavoro e colmare le carenze di competenze; iv) migliorare il contesto imprenditoriale e garantire che il sostegno per l'energia destinato alle imprese sia efficace sotto il profilo dei costi, temporaneo e mirato alle imprese economicamente sostenibili e che siano mantenuti incentivi per la transizione verde; e v) preservare la stabilità macrofinanziaria e monitorare i rischi, continuando nel contempo a lavorare al completamento dell'Unione bancaria. Per la Finlandia le raccomandazioni di cui ai punti 1, 2, 3 e 4 contribuiscono all'attuazione della prima, della seconda e della terza raccomandazione di cui alla raccomandazione del 2023 sulla zona euro,

RACCOMANDA alla Finlandia di prendere provvedimenti nel 2023 e nel 2024 al fine di:

1.   

eliminare gradualmente le vigenti misure di sostegno di emergenza connesse all'energia, usando i relativi risparmi per ridurre il disavanzo pubblico, quanto prima nel 2023 e nel 2024; qualora nuovi aumenti dei prezzi dell'energia dovessero richiedere nuove misure di sostegno o il proseguimento di quelle esistenti, provvedere a che tali misure di sostegno mirino a tutelare le famiglie e le imprese vulnerabili, siano sostenibili a livello di bilancio e preservino gli incentivi al risparmio energetico;

assicurare una politica di bilancio prudente, in particolare limitando a non più del 2,2 % l'aumento nominale della spesa primaria netta finanziata a livello nazionale nel 2024 (18);

preservare gli investimenti pubblici finanziati a livello nazionale e provvedere all'assorbimento efficace delle sovvenzioni del dispositivo e di altri fondi dell'Unione, in particolare per promuovere le transizioni verde e digitale;

per il periodo successivo al 2024, continuare a perseguire una strategia di bilancio a medio termine di risanamento graduale e sostenibile, combinata con investimenti e riforme atti ad aumentare la crescita sostenibile, al fine di conseguire una posizione di bilancio prudente a medio termine;

perseguire la riforma del sistema di sicurezza sociale volta ad aumentare l'efficienza del sistema di prestazioni sociali, che migliorerebbe gli incentivi al lavoro e promuoverebbe anche la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche;

2.   

procedere con l'attuazione sistematica del piano per la ripresa e la resilienza e perfezionare celermente il capitolo dedicato a REPowerEU al fine di avviarne rapidamente l'attuazione; procedere alla rapida attuazione dei programmi della politica di coesione in stretta complementarità e sinergia con il piano per la ripresa e la resilienza;

3.   

affrontare le carenze di manodopera e competenze attraverso la riqualificazione e l'aggiornamento delle competenze della forza lavoro e l'ampliamento dell'offerta di istruzione superiore, in particolare nelle discipline più richieste nel mercato del lavoro;

4.   

ridurre la dipendenza complessiva dai combustibili fossili accelerando la diffusione delle energie rinnovabili, anche con l'ulteriore snellimento delle procedure di concessione, e stimolare gli investimenti pubblici e privati nella decarbonizzazione dell'industria e dei trasporti, segnatamente mediante l'elettrificazione; sviluppare infrastrutture energetiche per aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento rafforzando la trasmissione di energia elettrica; intensificare le iniziative a livello politico a favore dell'offerta e dell'acquisizione delle abilità e competenze necessarie per la transizione verde.

Fatto a Bruxelles, il 14 luglio 2023

Per il Consiglio

La presidente

N. CALVIÑO SANTAMARÍA


(1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.

(2)  Regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la ripresa e la resilienza (GU L 57 del 18.2.2021, pag. 17).

(3)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).

(4)  Raccomandazione del Consiglio, del 16 maggio 2023, sulla politica economica della zona euro (GU C 180 del 23.5.2023, pag. 1).

(5)  Regolamento (UE) 2023/435 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 febbraio 2023, che modifica il regolamento (UE) 2021/241 per quanto riguarda l'inserimento di capitoli dedicati al piano REPowerEU nei piani per la ripresa e la resilienza e che modifica i regolamenti (UE) n. 1303/2013, (UE) 2021/1060 e (UE) 2021/1755, e la direttiva 2003/87/CE (GU L 63 del 28.2.2023, pag. 1).

(6)  ST 12524/2021; ST 12524/2021 ADD 1.

(7)  Raccomandazione del Consiglio, del 18 giugno 2021, che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2021 della Finlandia (GU C 304 del 29.7.2021, pag. 126).

(8)  L'orientamento della politica di bilancio è misurato come la variazione, rispetto alla crescita potenziale a medio termine, della spesa primaria (al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate), escluse le misure temporanee di emergenza connesse alla crisi della COVID-19, ma compresa la spesa finanziata dal sostegno non rimborsabile (sovvenzioni) del dispositivo e altri fondi dell'Unione. Per maggiori dettagli cfr. il riquadro 1 nelle tabelle statistiche di bilancio.

(9)  L'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale ha fornito un contributo espansivo di 0,2 punti percentuali di PIL.

(10)  Tale cifra rappresenta il livello del costo annuale di bilancio delle misure, comprese le entrate e le spese correnti e, se del caso, le misure di spesa in conto capitale.

(11)  Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2022, sul programma nazionale di riforma 2022 della Finlandia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2022 della Finlandia (GU C 334 dell'1.9.2022, pag. 213).

(12)  Stando alle previsioni di primavera 2023 della Commissione, la crescita del prodotto potenziale a medio termine (media su 10 anni) della Finlandia, utilizzata per misurare l'orientamento della politica di bilancio, è stimata al 5,6 % in termini nominali.

(13)  Secondo le proiezioni l'altra spesa in conto capitale finanziata a livello nazionale darà un contributo neutro di 0,0 punti percentuali di PIL.

(14)  L'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 impone anche un aggiustamento superiore allo 0,5 % del PIL per gli Stati membri con un debito pubblico superiore al 60 % del PIL o che presentano rischi più considerevoli in termini di sostenibilità del debito.

(15)  Si definisce spesa primaria netta la spesa finanziata a livello nazionale al netto delle misure discrezionali sul lato delle entrate, ad esclusione della spesa per interessi e della spesa ciclica per la disoccupazione.

(16)  Regolamento (UE) 2022/1369 del Consiglio, del 5 agosto 2022, relativo a misure coordinate di riduzione della domanda di gas (GU L 206 dell'8.8.2022, pag. 1).

(17)  A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.

(18)  Il che, secondo le stime, corrisponde a un miglioramento annuo del saldo strutturale di bilancio pari almeno allo 0,3 % del PIL per il 2024, come descritto nel considerando 23.