2.8.2019   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 204/37


DECISIONE (PESC) 2019/1298 DEL CONSIGLIO

del 31 luglio 2019

volta a sostenere il dialogo e la cooperazione tra Africa, Cina e Europa per prevenire la diversione di armi e munizioni in Africa

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 28, paragrafo 1, e l'articolo 31, paragrafo1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il trattato sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty – ATT) è entrato in vigore il 24 dicembre 2014 e vi aderiscono tutti gli Stati membri. L'ATT mira a stabilire norme internazionali comuni quanto più possibile elevate per disciplinare il commercio legale di armi convenzionali e per prevenire e sradicare il commercio illegale di armi convenzionali e impedirne la diversione.

(2)

Il 19 novembre 2018 il Consiglio ha adottato la strategia dell'Unione europea contro le armi da fuoco, armi leggere e di piccolo calibro illegali e relative munizioni «Mettere in sicurezza le armi, proteggere i cittadini» («strategia»). Obiettivo cardine della strategia è la piena ed efficace attuazione del programma d'azione delle Nazioni Unite del 2001 per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti. La strategia prevede che l'UE continui a promuovere controlli responsabili ed efficaci delle esportazioni di armi e a sostenere l'universalizzazione e l'attuazione dell'ATT. Prevede inoltre che l'UE continui a sostenere gli sforzi profusi dall'Unione africana e dalle pertinenti comunità economiche regionali per contrastare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni.

(3)

Nel gennaio 2017, la 28a sessione ordinaria dell'Assemblea dell'Unione africana ha adottato la «African Union Master Roadmap of Practical Steps to Silence the Guns in Africa by Year 2020» (tabella di marcia generale dell'Unione africana contenente misure pratiche per mettere a tacere le armi in Africa entro il 2020), in virtù della quale gli Stati membri dell'Unione africana si impegnano a: ridurre l'afflusso e la circolazione illeciti di armi illegali; impedire che i ribelli/gli insorti abbiano accesso alle armi; interrompere i legami con i fornitori e i destinatari di armi illegali, anche tramite l'imposizione di divieti, in linea con l'ATT.

(4)

Nelle sue conclusioni del 18 luglio 2016 relative alla strategia dell'UE sulla Cina, il Consiglio ha sostenuto l'instaurazione di un dialogo regolare e approfondito dell'UE con la Cina per individuare, congiuntamente agli Stati membri, ulteriori punti di convergenza in materia di disarmo, non proliferazione, antiterrorismo, migrazione e sicurezza informatica.

(5)

Il 30 giugno 2018, la terza conferenza delle Nazioni Unite di revisione dei progressi compiuti nell'attuazione del programma d'azione dell'ONU contro le armi leggere e di piccolo calibro illegali ha adottato un documento finale in cui gli Stati rinnovano il loro impegno a prevenire e a combattere la diversione delle armi leggere e di piccolo calibro. Gli Stati ribadiscono la loro volontà di perseguire la cooperazione internazionale e di rafforzare quella regionale migliorando il coordinamento, le consultazioni, lo scambio di informazioni e la cooperazione operativa, coinvolgendo le pertinenti organizzazioni regionali e subregionali, come pure le autorità di contrasto, le autorità incaricate dei controlli di frontiera nonché le autorità preposte al rilascio delle licenze di esportazione e importazione. Gli Stati si impegnano inoltre a scambiare e, conformemente ai rispettivi quadri giuridici e obblighi di sicurezza a livello nazionale, mettere in pratica le esperienze, gli insegnamenti appresi e le migliori prassi per quanto riguarda il controllo delle esportazioni, delle importazioni e del transito delle armi leggere e di piccolo calibro, compresi i processi di certificazione e i certificati di destinazione finale.

(6)

Nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile si afferma che la lotta al commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro è necessaria per il raggiungimento di molti obiettivi di sviluppo sostenibile, inclusi quelli relativi a pace, giustizia e istituzioni forti, riduzione della povertà, crescita economica, salute, parità di genere e città sicure. Pertanto, con l'obiettivo di sviluppo sostenibile 16.4, tutti gli Stati si sono impegnati a ridurre in maniera significativa i flussi finanziari illeciti e i flussi illegali di armi.

(7)

Il 27 febbraio 2012 il Consiglio ha adottato la decisione 2012/121/PESC (1), a sostegno delle attività intese a promuovere il dialogo e la cooperazione UE-Cina-Africa sul controllo delle armi convenzionali. Questo progetto è stato efficacemente messo in atto da Saferworld, ma sono necessari ulteriori sforzi in tale campo per conseguire gli obiettivi prefissati nella decisione.

(8)

Dal 2008 il Consiglio ha adottato undici decisioni a sostegno di attività di sensibilizzazione per un controllo responsabile delle esportazioni di armi, conformemente all'ATT e alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio (2), ma il confronto con la Cina su questo tema è stato limitato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

1.   Scopo della presente decisione è contribuire a prevenire e a combattere la diversione di armi e munizioni in Africa.

2.   Conformemente al paragrafo 1, l'Unione appoggia i seguenti obiettivi:

a)

accrescere la consapevolezza dei portatori di interessi in Africa, in Cina e nell'Unione sui modi in cui il flusso illegale di armi, in particolare delle armi leggere e di piccolo calibro (small arms and light weapons – SALW) e relative munizioni, verso attori non autorizzati contribuisce in maniera significativa a esacerbare l'insicurezza e la violenza in varie parti dell'Africa, minando in tal modo la coesione sociale, la pubblica sicurezza, lo sviluppo socioeconomico e l'efficace funzionamento delle istituzioni statali;

b)

promuovere la rendicontabilità e la responsabilità riguardo al commercio legale di armi, dimostrando ai portatori di interessi in Africa, in Cina e nell'Unione quanto un controllo efficace delle esportazioni di armi possa contribuire ad attenuare il rischio di diversione delle stesse nel mercato illecito.

3.   Per conseguire tali obiettivi, la presente decisione sostiene l'istituzione e lo sviluppo di un gruppo congiunto Africa-Cina-Europa di esperti non governativi sul controllo delle armi convenzionali («gruppo di esperti») i cui compiti principali saranno, da un lato, accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento delle comunità strategiche in Africa, in Cina e nell'Unione e far sì che prendano provvedimenti, e dall'altro rafforzare la cooperazione regionale e internazionale per prevenire la diversione di armi e munizioni in Africa.

4.   I risultati che ci si attende dalla presente decisione sono i seguenti:

a)

una migliore comprensione dell'impatto della diversione e dell'uso improprio delle armi in Africa grazie alla ricerca comune e all'analisi orientata all'azione condotte da ricercatori e accademici africani, cinesi e dell'Unione, con raccomandazioni riguardanti progetti specifici sostenuti dalla Cina;

b)

una maggiore consapevolezza da parte dei portatori di interessi in Africa, in Cina e nell'Unione circa il ruolo di un efficace controllo delle esportazioni di armi nell'attenuare il rischio di diversione e l'impatto negativo di armi e munizioni illegali in Africa;

c)

un maggior contributo della Cina alle pertinenti iniziative internazionali e regionali, compresa l'iniziativa dell'Unione africana volta a fare tacere le armi in Africa entro il 2020 e l'attuazione dell'ATT;

d)

l'inserimento del controllo delle armi di piccolo calibro nell'ordine del giorno del dialogo condotto nel quadro del Forum per la cooperazione Cina-Africa (FOCAC);

e)

la creazione di nuovi consessi che riuniscano esperti dei governi, della società civile, delle imprese e del mondo accademico provenienti dall'Africa, dalla Cina e dall'Unione e che contribuiscano ad informare il dialogo strategico ad alto livello UE-Cina.

5.   I beneficiari diretti dei progetti saranno, secondo le stime, 500 attori delle comunità strategiche in Africa, in Cina e nell'Unione, tra cui organizzazioni non governative, think tank, rappresentanti dell'industria, funzionari pubblici competenti in materia di controllo delle armi convenzionali e parlamentari. I beneficiari indiretti saranno la popolazione, le comunità, i gruppi e gli individui in Africa che subiscono le conseguenze della proliferazione di armi e munizioni illegali nel continente.

6.   Una descrizione particolareggiata del progetto figura nell'allegato.

Articolo 2

1.   L'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («AR») è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2.   L'organizzazione non governativa Saferworld è incaricata dell'esecuzione tecnica del progetto di cui all'articolo 1.

3.   Saferworld svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell'AR. A tal fine, l'AR stabilisce le necessarie modalità con Saferworld.

Articolo 3

1.   L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del progetto finanziato dall'Unione di cui all'articolo 1 è pari a 994 007 EUR.

2.   Le spese finanziate con l'importo di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.

3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, conclude il necessario accordo di finanziamento con Saferworld. L'accordo di finanziamento stabilisce che Saferworld deve assicurare la visibilità del contributo dell'Unione in funzione della sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di finanziamento di cui al paragrafo 3 non appena possibile dopo l'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di ogni difficoltà incontrata in tale contesto e della data di conclusione dell'accordo di finanziamento.

Articolo 4

1.   L'AR riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla base di relazioni periodiche trimestrali preparate da Saferworld. Su tali relazioni si basa la valutazione del Consiglio.

2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all'articolo 1.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 36 mesi dopo la data di conclusione dell'accordo di finanziamento di cui all'articolo 3, paragrafo 3. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti sei mesi dopo la data della sua entrata in vigore se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine.

Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 2019

Per il Consiglio

La presidente

T. TUPPURAINEN


(1)  Decisione 2012/121/PESC del Consiglio, del 27 febbraio 2012, a sostegno delle attività intese a promuovere il dialogo e la cooperazione UE-Cina-Africa sul controllo delle armi convenzionali (GU L 54 del 28.2.2012, pag. 8).

(2)  Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99).


ALLEGATO

DIALOGO E COOPERAZIONE TRA AFRICA, CINA E EUROPA PER PREVENIRE LA DIVERSIONE DI ARMI E MUNIZIONI IN AFRICA

1.   Descrizione del progetto e delle attività

Il progetto si articolerà in due fasi principali, riassunte qui di seguito nella sezione 1.1 relativa all'istituzione di un gruppo di esperti e nella sezione 1.2 relativa alla sensibilizzazione dei portatori di interessi in Africa, in Cina e nell'Unione per promuovere le azioni da intraprendere per prevenire la diversione di armi e munizioni in Africa.

1.1.   Fase 1: istituzione e sviluppo di un gruppo congiunto Africa-Cina-Europa di esperti non governativi sulla prevenzione della diversione di armi e munizioni in Africa

1.1.1.   Obiettivi

Istituire un gruppo congiunto Africa-Cina-Europa di esperti non governativi («gruppo di esperti») che riunisca esperti non governativi africani, cinesi e dell'Unione per svolgere attività di sensibilizzazione dei portatori di interesse in Africa, in Cina e nell'Unione e sostenere il dialogo e la cooperazione trilaterali sulla prevenzione della diversione di armi e munizioni in Africa al fine di:

a)

illustrare i costi socioeconomici, umanitari e in termini di sicurezza della diversione di armi, soprattutto delle armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni, in Africa ed esporre le modalità con cui un migliore controllo dei trasferimenti di armi, anche sul versante dell'offerta, può contribuire a ridurre il rischio di diversione di armi nelle mani di attori non autorizzati;

b)

contribuire a informare il dialogo strategico ad alto livello UE-Cina, soprattutto per quanto riguarda la cooperazione in materia di sicurezza e controllo delle armi in Africa;

c)

condividere informazioni, idee, competenze e ricerche tra i suoi membri e valutare l'efficacia delle politiche e iniziative in atto;

d)

contattare attivamente i portatori di interesse governativi e rivolgere loro raccomandazioni. I funzionari africani, cinesi, dell'Unione e degli Stati membri saranno invitati in qualità di osservatori e contributori ai lavori del gruppo di esperti.

1.1.2.   Attività

Tra le attività da sostenere nell'ambito dell'attuazione dei compiti di cui alla fase 1 figureranno:

a)

la mappatura e lo sviluppo, da parte di Saferworld, di un approccio fondato sul dialogo nei confronti dei partner e dei portatori di interesse principali nelle amministrazioni, nel settore imprenditoriale, nelle organizzazioni della società civile, nelle istituzioni accademiche e nelle agenzie multilaterali, nonché nei confronti degli attori a livello regionale e comunitario, che saranno essenziali per il successo e la sostenibilità del progetto;

b)

sulla base dei risultati del progetto dell'Unione sostenuto a titolo della decisione 2012/121/PESC: i) l'organizzazione di un massimo di 20 riunioni preparatorie e di follow-up in Africa, in Cina e in Europa per migliorare la conoscenza del progetto, compresi la struttura e il calendario, e garantire il sostegno delle autorità competenti, ii) l'individuazione, in Africa, in Cina e nell'Unione, di esperti chiave che saranno coinvolti nel gruppo di esperti, iii) l'elaborazione di piani di lavoro dettagliati per l'istituzione e la messa in attività del gruppo di esperti, iv) l'istituzione di una squadra di coordinamento del progetto, v) la definizione e l'assegnazione delle responsabilità all'interno della squadra e vi) il monitoraggio e la valutazione dei progressi compiuti nell'esecuzione delle attività;

c)

la creazione di un gruppo di esperti che sostenga il dialogo e la cooperazione trilaterali. Il gruppo di esperti dovrebbe comprendere nove esperti in materia di controllo delle armi di piccolo calibro provenienti da Africa, Cina ed Europa e appartenenti a think tank, centri di ricerca e istituzioni accademiche, che saranno scelti in base a interessi, competenze e capacità di partecipazione al progetto;

d)

la creazione di un sito web del gruppo di esperti, che fungerà da piattaforma online per l'interfaccia pubblica del gruppo;

e)

tre riunioni del gruppo di esperti (una in Africa, una in Cina e una in Europa) per consentire l'interazione e l'apprendimento condiviso tra i membri del gruppo e i funzionari africani, cinesi, dell'Unione e degli Stati membri, nonché per fornire orientamenti in merito all'attuazione delle attività di sensibilizzazione e di ricerca.

1.1.3.   Risultati

Svolgendo un ruolo fondamentale nel riunire esperti in materia di controllo delle armi di piccolo calibro provenienti da Africa, Cina ed Europa, contribuendo a colmare il divario tra le comunità strategiche e della ricerca e assicurando l'effettiva trasmissione dei risultati del progetto ai governi di Africa, Cina ed Europa e alle istituzioni dell'Unione, il gruppo di esperti diventa il caposaldo del processo di dialogo promosso dalla presente decisione.

1.2.   Fase 2: sensibilizzazione dei portatori di interessi governativi in Africa, in Cina e nell'Unione per quanto concerne la prevenzione della diversione e la lotta al possesso, al trasferimento e all'uso illeciti di armi e munizioni in Africa

1.2.1   Obiettivi

a)

conseguire una riduzione della diversione di armi e munizioni nel continente africano, riducendo in tal modo le minacce alla sicurezza umana, contribuire a un ambiente di pace e di sicurezza per i cittadini africani e promuovere lo sviluppo;

b)

sostenere gli Stati africani nell'attuazione della «African Union Master Roadmap of Practical Steps to Silence the Guns in Africa by Year 2020» (tabella di marcia generale dell'Unione africana contenente misure pratiche per mettere a tacere le armi in Africa entro il 2020) e delle pertinenti strategie delle comunità economiche regionali;

c)

promuovere sinergie con l'attuazione di altre iniziative internazionali e regionali pertinenti, tra cui l'ATT, il programma d'azione delle Nazioni Unite sulle SALW e il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco;

d)

coordinare e creare sinergie con le pertinenti iniziative sostenute dall'Unione in Africa, compresi i progetti dell'UE in materia di controllo delle esportazioni di armi e di sensibilizzazione sull'ATT sostenuti dalle decisioni (PESC) 2018/299 (1) e (PESC) 2018/101 (2) del Consiglio e il progetto iTrace di Conflict Armament Research Ltd. (CAR) sostenuto dalla decisione (PESC) 2017/2283 del Consiglio (3);

e)

impegnarsi nel processo di riesame giuridico pluriennale attualmente in corso in Cina, che sfocerà nell'adozione di una nuova legge sul controllo delle esportazioni;

f)

sostenere il lavoro sul controllo delle armi di piccolo calibro a livello di comunità coinvolgendo i comuni cittadini e offrendo loro la possibilità di esprimersi e proporre soluzioni per ridurre il costo umano delle armi e delle munizioni illegali;

g)

sostenere la ricerca comune e l'analisi orientata all'azione condotte da esperti africani, cinesi e dell'Unione sui problemi connessi alla diversione e all'uso improprio di armi e munizioni in Africa, formulando raccomandazioni per azioni specifiche che contribuiscano ad affrontare e ridurre le minacce associate alle armi e munizioni illegali. Tali azioni possono includere, tra l'altro, il controllo delle esportazioni; il deposito sicuro e protetto di armi e munizioni; la distruzione delle armi e delle munizioni in eccedenza; la marcatura, la registrazione e il rintracciamento delle armi, compresa la cooperazione con le missioni delle Nazioni Unite incaricate di individuare e rintracciare le armi illegali; il monitoraggio e l'applicazione degli embarghi sulle armi; lo scambio di informazioni operative per smantellare le reti del traffico di armi.

1.2.2   Attività

Tra le attività da sostenere nell'ambito dell'attuazione dei compiti di cui alla fase 2 figureranno:

a)

due seminari (uno in Africa e uno in Cina) sul tema «Promuovere la rendicontabilità e la responsabilità riguardo al commercio di armi e prevenire la diversione di armi e munizioni verso attori non autorizzati e destabilizzanti in Africa» da tenersi sotto l'egida del gruppo di esperti, i cui membri assisteranno Saferworld e parteciperanno inoltre agli eventi;

b)

elaborazione e diffusione di un documento di riflessione dal titolo «Lotta alla proliferazione di armi e munizioni illegali in Africa: raccomandazioni al FOCAC», in vista del vertice FOCAC del 2021;

c)

elaborazione e diffusione di un documento di riflessione in lingua inglese e cinese sul tema «Proliferazione di armi e munizioni illegali in Africa: cosa possono fare gli Stati fornitori per attenuare il rischio di diversione?»;

d)

tre visite di ricerca sul campo del gruppo di esperti, ciascuna della durata di dieci giorni, in tre paesi africani selezionati per affrontare questioni relative alla proliferazione e alla circolazione incontrollata di armi e munizioni illegali (tra cui la complessità dei processi di diversione derivanti da partecipazioni o trasferimenti autorizzati e fenomeni transfrontalieri problematici quali il furto di bestiame, che sono alimentati dalla proliferazione di armi e munizioni illegali);

e)

elaborazione di tre documenti di ricerca (in cinese, inglese e francese) da parte del gruppo di esperti sulla ricerca sul campo, con raccomandazioni sulle azioni concrete necessarie per contrastare le armi e munizioni illegali, in particolare in relazione al ruolo dei fornitori di armi in Africa, in Cina e nell'Unione per ridurre il rischio di diversione;

f)

circa 20 riunioni bilaterali con funzionari africani, cinesi e degli Stati membri per condividere e comunicare in modo efficace le raccomandazioni del gruppo di esperti, fare opera di sensibilizzazione e garantire una maggiore presa politica dei progetti di cooperazione a livello ufficiale;

g)

elaborazione e diffusione di una relazione di ricerca (in cinese, inglese e francese) sulle armi e munizioni illegali in Africa, nella quale si valuterà l'efficacia delle azioni in corso e si formuleranno raccomandazioni per progetti attuabili che contribuiscano a contrastare meglio le armi e munizioni illegali, riducendone così l'impatto negativo e contribuendo alla pace e alla sicurezza a livello nazionale, regionale e internazionale. La relazione s'incentrerà in particolare sul ruolo dei fornitori di armi in Africa, in Cina e nell'Unione per ridurre il rischio della diversione di armi in Africa;

h)

organizzazione di un seminario conclusivo in Cina per comunicare le raccomandazioni scaturite dal processo di ricerca e dialogo e dimostrare i vantaggi della cooperazione tra l'Africa, la Cina, l'Unione e gli Stati membri e della partecipazione ad attività congiunte, e istituzione di processi volti a sostenere il dialogo in futuro.

1.2.3   Risultati

Aumento della consapevolezza, della conoscenza e della comprensione - da parte di 500 attori delle comunità strategiche in Africa, in Cina e nell'Unione, compresi i funzionari competenti in materia di controlli all'esportazione di armi convenzionali, studiosi, parlamentari, organizzazioni non governative, rappresentanti dell'industria e giornalisti - dei fattori che contribuiscono all'ampia disponibilità di armi e munizioni illegali in Africa, delle questioni e ripercussioni principali sul campo e del ruolo e della responsabilità degli Stati fornitori di armi nell'attenuare il rischio di diversione al momento di trasferire le armi;

miglioramento del dialogo, dell'interazione e della cooperazione per quanto concerne la prevenzione e la lotta alla diversione di armi e munizioni tra 60 funzionari africani, cinesi, dell'Unione e degli Stati membri e attori della società civile, anche mediante l'individuazione di settori di cooperazione pratica tra l'Africa, la Cina e l'Unione, che aiuterà a ridurre la diversione di armi e munizioni in Africa;

riduzione del numero di episodi e casi di diversione di armi e munizioni verso attori non autorizzati e destabilizzanti in Africa,

sostegno dell'attuazione della «African Union Master Roadmap of Practical Steps to Silence the Guns in Africa by Year 2020» (tabella di marcia generale dell'Unione africana contenente misure pratiche per mettere a tacere le armi in Africa entro il 2020) e del programma d'azione dell'ONU sulle SALW illegali;

maggiore allineamento delle norme e dei regolamenti nazionali in Africa e in Cina alle norme internazionali in materia di controllo delle esportazioni di armi, quali l'ATT, al fine di attenuare il rischio di diversione nel commercio di armi;

reinserimento del controllo delle armi nell'ordine del giorno del FOCAC in quanto punto di accesso fondamentale per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra l'Africa e la Cina in materia di prevenzione della diversione delle armi verso attori non autorizzati e destabilizzanti in Africa;

produzione di un insieme di analisi basate su dati concreti del problema delle armi e munizioni illegali in Africa, sulla base di attività di ricerca comune sul campo condotte da esperti africani, cinesi e dell'Unione che contribuiscano a una migliore comprensione complessiva della diversione e del ritrasferimento di armi verso attori non autorizzati e destabilizzanti in Africa e offrano un terreno comune più solido affinché l'Africa, la Cina e l'Unione possano collaborare in modo più efficace per affrontare il problema,

individuazione di strumenti pratici per affrontare le minacce connesse alla proliferazione di armi e munizioni illegali e la necessità di risposte internazionali collettive e cooperative, in linea con i principali impegni e iniziative politiche a livello internazionale e regionale, tra cui il programma d'azione dell'ONU sulle SALW illegali, lo strumento internazionale per il rintracciamento, l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il trattato sul commercio delle armi, la strategia dell'Unione africana sul controllo della proliferazione, della circolazione e del traffico illecito di armi leggere e di piccolo calibro, l'agenda strategica 2020 UE-Cina per la cooperazione, la strategia dell'UE sulla Cina e la strategia dell'UE contro le armi da fuoco, le armi leggere e le armi di piccolo calibro illegali e le relative munizioni, nonché le pertinenti strategie e piani d'azione delle comunità economiche regionali;

maggiore capacità da parte delle autorità nazionali africane e delle organizzazioni regionali di individuare le esigenze specifiche in materia di assistenza tecnica e individuazione delle piattaforme adeguate nel quadro del loro dialogo con la Cina e l'UE per convogliare le risorse verso il soddisfacimento di tali esigenze.

2.   Partecipanti e sedi dei seminari/laboratori ed eventi di apertura e chiusura

Salvo diversamente specificato nel testo del presente allegato, Saferworld proporrà partecipanti e sedi potenziali per i seminari e gli altri eventi previsti dal progetto, che saranno quindi approvati dall'AR, in consultazione con i competenti organi del Consiglio.

3.   Genere

Saferworld integrerà la dimensione di genere nelle strategie e attività connesse all'attuazione del progetto affinché sia le donne che gli uomini possano orientare il progetto, parteciparvi e trarne vantaggio in modo equo. Nella misura del possibile, Saferworld incoraggerà i partner di progetto a presentare delegazioni miste per quanto riguarda il genere per partecipare alle attività di progetto e a garantire che l'impatto di genere delle armi e munizioni illegali figuri in tutti i seminari e le visite di studio.

4.   Partner

Si prevede che i principali partner di progetto siano l'Associazione cinese per il controllo delle armi e il disarmo e il Centro di ricerca e informazione in materia di sicurezza (Kenya).

5.   Comitato direttivo

Il comitato direttivo per tale progetto sarà composto da un rappresentante dell'AR, della Commissione e di Saferworld. Il comitato direttivo esaminerà l'attuazione della presente decisione ogni sei mesi, anche facendo uso dei mezzi di comunicazione elettronici.

6.   Relazioni

Saferworld elaborerà semestralmente relazioni descrittive per esaminare i progressi compiuti verso il raggiungimento dei risultati del progetto. Saferworld presenterà rapporti annuali descrittivi e finanziari, oltre a un rapporto finale entro sei mesi dal termine del periodo di attuazione.

7.   Visibilità dell'Unione e disponibilità del materiale per l'assistenza

Il materiale prodotto nell'ambito del progetto e il sito web dedicato garantiranno la visibilità dell'Unione, in particolare grazie al logo e alla grafica del manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea. Le delegazioni dell'Unione dovrebbero essere coinvolte negli eventi realizzati nei paesi terzi per migliorare il seguito politico e la visibilità.


(1)  Decisione (PESC) 2018/299 del Consiglio, del 26 febbraio 2018, che promuove la rete europea di gruppi di riflessione indipendenti sulla non proliferazione e il disarmo a sostegno dell'attuazione della strategia dell'UE contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa (GU L 56 del 28.2.2018, pag. 46).

(2)  Decisione (PESC) 2018/101 del Consiglio, del 22 gennaio 2018, relativa alla promozione dell'efficacia dei controlli sulle esportazioni di armi (GU L 17 del 23.1.2018, pag. 40).

(3)  Decisione (PESC) 2017/2283 del Consiglio, dell'11 dicembre 2017, a sostegno di un meccanismo mondiale di segnalazione sulle armi leggere e di piccolo calibro e su altre armi e munizioni convenzionali illegali volto a ridurre il rischio del loro commercio illegale («iTrace III») (GU L 328 del 12.12.2017, pag. 20).