21.12.2016   

IT

Gazzetta ufficiale dell'Unione europea

L 348/60


DECISIONE (PESC) 2016/2356 DEL CONSIGLIO

del 19 dicembre 2016

per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2, e l'articolo 31, paragrafo 1,

vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

considerando quanto segue:

(1)

Il 15 e 16 dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (la «strategia»), che stabilisce le linee guida per l'azione dell'Unione nel settore delle armi leggere e di piccolo calibro (SALW). Tale strategia individua nei Balcani e nell'Europa sudorientale le regioni particolarmente colpite dall'accumulazione e dalla diffusione eccessive di SALW. Stabilisce che l'Unione presterà un'attenzione prioritaria all'Europa centrale e orientale e sottolinea, con specifico riferimento ai Balcani, che il sostegno a un multilateralismo efficace e alle iniziative regionali pertinenti costituisce uno strumento efficace per la sua attuazione. Promuove inoltre specificamente la necessità di partecipare allo sforzo di ridurre le scorte delle SALW in eccedenza in Europa orientale derivanti dalla guerra fredda.

(2)

Nella sesta conferenza preparatoria di riesame, del 2016, del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti (il «programma di azione delle Nazioni Unite»), adottato il 20 luglio 2001, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno ribadito l'impegno a prevenire il traffico illecito di SALW. Essi hanno espresso apprezzamento per i progressi compiuti nel rafforzamento della cooperazione regionale e subregionale e si sono impegnati a istituire o potenziare, ove necessario, i meccanismi relativi a tale cooperazione, coordinamento e scambio di informazioni, tra cui la condivisione delle migliori prassi, allo scopo di sostenere l'attuazione del programma di azione.

(3)

Il Centro dell'Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC), istituito a Belgrado nel 2002 e operante sotto il mandato congiunto del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e del Consiglio di cooperazione regionale (succeduto al Patto di stabilità per l'Europa sudorientale), assiste le parti interessate nazionali e regionali nel controllo e nella riduzione della diffusione e dell'uso illecito di SALW e relative munizioni, e contribuisce così ad aumentare la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo nell'Europa sudorientale e nell'Europa orientale. Il SEESAC riserva particolare attenzione allo sviluppo di progetti regionali per affrontare la realtà del flusso transfrontaliero di armi.

(4)

L'Unione ha già dato sostegno al SEESAC in passato mediante la decisione 2002/842/PESC (1) del Consiglio, prorogata e modificata con le decisioni del Consiglio 2003/807/PESC (2) e 2004/791/PESC (3), nonché mediante la decisione 2010/179/PESC del Consiglio (4). L'Unione ha altresì dato sostegno alle attività del SEESAC relative al controllo delle armi mediante la decisione 2013/730/PESC del Consiglio del 9 dicembre 2013 (5).

(5)

L'Unione intende finanziare un ulteriore progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti delle SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

In vista dell'attuazione della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni, e della promozione della pace e della sicurezza, le attività del progetto SEESAC per la riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale che saranno sostenute dall'Unione hanno gli obiettivi specifici seguenti:

rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti;

miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione;

miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione;

riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

L'Unione finanzia il progetto descritto in dettaglio nell'allegato.

Articolo 2

1.   L'alto rappresentante è responsabile dell'attuazione della presente decisione.

2.   L'esecuzione tecnica del progetto di cui all'articolo 1 è a cura del SEESAC.

3.   Il SEESAC svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell'alto rappresentante. A tal fine l'alto rappresentante stabilisce le modalità necessarie con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC.

Articolo 3

1.   L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del progetto finanziato dall'Unione di cui all'articolo 1 è pari a 6 508 136 EUR. Il bilancio totale stimato per l'intero programma è pari a 9 142 355 EUR. Il programma è cofinanziato dall'Unione, dal ministero degli affari esteri del Regno di Norvegia e dal beneficiario.

2.   Le spese finanziate con l'importo di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.

3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, essa conclude l'accordo necessario con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC. L'accordo stabilisce che il SEESAC deve assicurare al contributo dell'Unione una visibilità corrispondente alla sua entità.

4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di cui al paragrafo 3 il più presto possibile successivamente all'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di eventuali difficoltà in tale processo e della data di conclusione dell'accordo.

Articolo 4

1.   L'alto rappresentante riferisce al Consiglio in merito all'attuazione della presente decisione sulla base di rapporti periodici trimestrali stilati dal SEESAC. Su tali rapporti si basa la valutazione del Consiglio.

2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all'articolo 1.

Articolo 5

1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.

2.   La presente decisione cessa di produrre effetti decorsi trentasei mesi dalla data di conclusione dell'accordo di cui all'articolo 3, paragrafo 3 oppure, se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine, sei mesi dopo la data di entrata in vigore della stessa.

Fatto a Bruxelles, il 19 dicembre 2016

Per il Consiglio

Il presidente

L. SÓLYMOS


(1)  Decisione 2002/842/PESC del Consiglio, del 21 ottobre 2002, concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 289 del 26.10.2002, pag. 1).

(2)  Decisione 2003/807/PESC del Consiglio, del 17 novembre 2003, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 302 del 20.11.2003, pag. 39).

(3)  Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 348 del 24.11.2004, pag. 46).

(4)  Decisione 2010/179/PESC del Consiglio, dell'11 marzo 2010, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nei Balcani occidentali nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (GU L 80 del 26.3.2010, pag. 48).

(5)  Decisione 2013/730/PESC del Consiglio, del 9 dicembre 2013, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (GU L 332 dell'11.12.2013, pag. 19).


ALLEGATO

Proposta di contributo dell'Unione al progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia dell'accumulazione e del traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni nell'Europa sudorientale

1)   Introduzione e obiettivi

L'Europa sudorientale è una regione che continua a destare particolare preoccupazione e rimane una sfida importante nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni (la «strategia UE sulle SALW»). Sebbene siano stati compiuti notevoli progressi negli ultimi anni, la mera portata del problema dell'accumulazione delle SALW e relative munizioni, le insufficienti condizioni di deposito, la detenzione illecita su larga scala e le carenti capacità di definizione e attuazione delle politiche continuano a limitare l'efficacia degli sforzi per il controllo delle SALW. Affinché si continui a progredire, si mantengano i risultati conseguiti e si gettino le basi per una soluzione a lungo termine, la prosecuzione del sostegno fornito per combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione e dal traffico illecito di SALW all'interno dell'Europa sudorientale e in provenienza da questa regione costituisce pertanto un elemento essenziale degli sforzi dell'Unione volti a realizzare gli obiettivi della strategia dell'UE sulle SALW.

L'obiettivo generale del progetto è quello di contribuire alla pace e alla sicurezza internazionali combattendo la minaccia costituta dall'accumulazione diffusa e dal traffico illecito di SALW e relative munizioni all'interno dell'Europa sudorientale e in provenienza da questa regione. Il progetto migliorerà nel contempo la stabilità regionale operando nell'ambito del Consiglio di cooperazione regionale (RCC, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale) e in partenariato con le altre pertinenti iniziative. In particolare, il progetto accrescerà la cooperazione regionale, lo scambio di conoscenze e la condivisione di informazioni e porterà al rafforzamento della capacità di definire politiche fondate su elementi probanti; migliorerà le capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione; migliorerà la capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione; e ridurrà la detenzione e l'uso illeciti di armi da fuoco sostenendo le campagne di sensibilizzazione e raccolta.

L'attuazione del progetto si fonda sul piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di SALW e porterà ad una maggiore sicurezza e stabilità nell'Europa sudorientale e oltre, affrontando la diffusione e il traffico illecito di SALW e relative munizioni. Il progetto contribuirà direttamente all'attuazione della strategia europea in materia di sicurezza, della strategia dell'UE sulle SALW, della strategia dell'UE sulle armi da fuoco, del trattato sul commercio delle armi, del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti, dello strumento internazionale per il rintracciamento, del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco e della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e rafforzerà specificamente la cooperazione regionale nel combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione di SALW e relative munizioni. I risultati del progetto contribuiranno anche direttamente all'attuazione del sedicesimo obiettivo di sviluppo sostenibile sulle società pacifiche e giuste, in particolare i sotto-obiettivi 16.1 (ridurre in modo significativo tutte le forme di violenza e il tasso di mortalità ovunque) e 16.4 (ridurre in modo significativo i flussi illeciti di armi). Il progetto sosterrà inoltre l'attuazione del piano d'azione della Commissione contro il traffico illecito di armi da fuoco ed esplosivi nell'Unione.

Basandosi, in particolare, sull'efficace attuazione della decisione 2013/730/PESC del Consiglio e conformemente alla strategia dell'UE sulle SALW, il presente progetto di follow-up intende pertanto rafforzare ulteriormente i sistemi nazionali di controllo e continuare a promuovere il multilateralismo creando meccanismi regionali per contrastare la fornitura e la diffusione destabilizzante di SALW e relative munizioni. Inoltre, affinché i risultati conseguiti in termini di capacità nella regione dell'Europa sudorientale siano condivisi con altre possibili regioni critiche, il progetto mirerà ad assicurare una dimensione regionale più completa attraverso iniziative mirate di trasferimento delle conoscenze.

2)   Scelta dell'agenzia esecutiva e coordinamento con altre pertinenti iniziative di finanziamento

Il SEESAC è un'iniziativa congiunta del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e dell'RCC e, in quanto tale, è il punto focale delle attività connesse alle SALW nell'Europa sudorientale. Il SEESAC, in qualità di organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) nell'Europa sudorientale, ha lavorato dal 2002 assieme alle parti interessate nazionali e internazionali di questa regione per attuare un approccio olistico al controllo delle SALW mediante un ampio spettro di attività, fra cui campagne di sensibilizzazione e di raccolta delle SALW, gestione delle scorte, riduzione delle eccedenze, e miglioramento delle capacità di marchiatura e di rintracciamento ed un migliore controllo delle esportazioni di armi. In tal modo il SEESAC ha acquisito una straordinaria capacità ed esperienza mettendo in atto interventi regionali con la partecipazione di più parti interessate nel retroterra politico ed economico comune dei paesi della regione, garantendo la titolarità nazionale e regionale e la sostenibilità a lungo termine delle sue azioni ed affermandosi come la principale autorità regionale nel settore del controllo delle SALW.

Il SEESAC ha aperto canali di comunicazione bilaterali e multilaterali con tutti gli attori e le organizzazioni competenti. È altresì il segretariato del gruppo direttivo regionale per le SALW nell'Europa sudorientale. È inoltre il segretariato dell'iniziativa per un approccio regionale alla riduzione delle scorte (RASR). Il SEESAC è regolarmente invitato a partecipare a tutti i pertinenti consessi regionali, quali le riunioni annuali dei ministri della giustizia e degli affari interni UE-Balcani occidentali, il processo NATO di scambio strutturale di informazioni sulle SALW e il processo ministeriale di difesa dell'Europa sudorientale (SEDM). Ha un'ampia rete di partenariati formali e informali con organizzazioni quali il Centro regionale di assistenza all'attuazione e alla verifica del controllo delle armi (RACVIAC) — Centro di cooperazione per la sicurezza e il Foro di cooperazione per la sicurezza (FSC) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE). Riunioni periodiche di coordinamento con altre agenzie dell'ONU, quali UNODC e UNODA, si svolgono tramite l'azione di coordinamento riguardante le armi di piccolo calibro (CASA) delle Nazioni Unite ed altri meccanismi. Il SEESAC è diventato così un polo regionale e il punto focale per un'ampia serie di questioni legate alla riforma del settore della sicurezza, con particolare enfasi sul controllo delle SALW e sulla gestione delle scorte. Il SEESAC, la cui sede è Belgrado, opera attualmente in tutta l'Europa sudorientale e svolge attività in Albania, Bosnia-Erzegovina (BiH), Kosovo (*1), Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia. In passato ha operato anche in Bulgaria, Croazia e Romania. La titolarità regionale è assicurata tramite l'RCC ed il gruppo direttivo regionale per le SALW, in cui rappresentanti di tutti gli Stati dell'Europa sudorientale trattano gli orientamenti strategici, le iniziative e le richieste di attività del SEESAC.

Il SEESAC ha ideato per primo un approccio basato sul ricorso ad iniziative regionali per affrontare problemi comuni grazie al quale sono stati ottenuti risultati eccezionali in Europa sudorientale non solo per la condivisione di informazioni essenziali e la promozione di una sana concorrenza regionale che esso genera, bensì anche perché aiuta a raggiungere risultati coerenti e facilmente misurabili mediante modalità di attuazione olistiche. La partecipazione del SEESAC a tutti i processi e le iniziative regionali pertinenti (quali SEDM, RASR e RACVIAC) assicura uno scambio di informazioni chiaro e tempestivo, una forte consapevolezza delle situazioni e la prospettiva necessaria per far sì che non si creino sovrapposizioni nell'attuazione e che essa sia conforme ai bisogni del momento di governi e regioni così come alle tendenze emergenti.

Il SEESAC fonda tutte le sue attività sui dati di base raccolti e si assicura l'approvazione e il sostegno politico delle parti interessate nazionali quale presupposto dell'azione. Ha messo in atto i suoi precedenti progetti finanziati dall'Unione con un tasso di conseguimento molto elevato degli obiettivi delle attività previste, ottenendo risultati sostenibili grazie allo sviluppo ed alla promozione della titolarità nazionale dei suoi progetti e delle sue attività, e alla promozione del coordinamento regionale, alla condivisione di esperienze e migliori pratiche nonché alla ricerca regionale. Le sue competenze tecniche sulle SALW e la sua profonda conoscenza delle questioni regionali e delle pertinenti parti interessate ne fanno il partner esecutivo più adatto per questo particolare ambito di azione.

Il progetto integra anche gli sforzi in atto a livello nazionale per ottenere le massime sinergie. Per quanto riguarda specificamente la BiH, il progetto è complementare a due altri progetti, vale a dire:

il progetto EXPLODE, finanziato dalla componente a breve termine dello strumento dell'Unione inteso a contribuire alla stabilità e alla pace ed attuato dall'ufficio PSNU di Sarajevo in partenariato con la missione OSCE in BiH, che mira a rafforzare la sicurezza della popolazione della BiH riducendo le scorte di munizioni instabili e migliorando la sicurezza dei depositi;

il progetto SECUP in BiH per il rafforzamento della sicurezza dei siti di deposito di armi e munizioni, attuato congiuntamente dalla missione OSCE in BiH e dal ministero della difesa della BiH, per cui l'EUFOR fornisce la consulenza tecnica di esperti e vigila sugli aspetti dell'attuazione del progetto connessi con la sicurezza.

Il SEESAC opererà tramite il meccanismo di coordinamento istituito dal ministero della difesa e dagli attori internazionali e manterrà contatti periodici con l'EUFOR Althea, la missione OSCE in BiH e l'ufficio PSNU di Sarajevo per assicurare il costante coordinamento e la complementarità con tali progetti e con le iniziative della comunità internazionale in corso al fine di affrontare la questione delle scorte di munizioni convenzionali in eccedenza detenute dal ministero della difesa della BiH e in previsione di eventuali piani futuri relativi ad una campagna per la raccolta di armi convenzionali illegali in BiH. Nella fase precedente, erano stati ottenuti notevoli risultati grazie all'intenso lavoro di cooperazione e coordinamento con questi due progetti, scaturito in un esito più efficace.

Il progetto proposto fa parte del più ampio programma e il SEESAC opererà in combinazione con le seguenti iniziative di assistenza internazionali:

in Montenegro il progetto MONDEM, gestito dal PSNU in partenariato con l'OSCE, è destinato a lavorare alla riduzione dei rischi della controproliferazione tramite lo sviluppo di infrastrutture di deposito e sistemi di gestione delle munizioni convenzionali sicuri, alla limitazione dei rischi di esplosione per le collettività grazie ad una demilitarizzazione rispettosa dell'ambiente, alla distruzione di rifiuti tossici pericolosi (propellente liquido per razzi) ed al sostegno della riforma della difesa tramite la distruzione di una quantità limitata di sistemi di armi pesanti designati dal ministero della difesa del Montenegro;

in Kosovo, il progetto di attenuazione dei rischi in materia di armi ed esplosivi (Firearms and Explosives Risk Mitigation Project, FERM), subentrato al progetto KOSSAC e inizialmente destinato a ridurre la violenza armata nel Kosovo e ad accrescere la sicurezza collettiva, mira a sostenere le parti interessate del Kosovo nel controllo della diffusa detenzione e circolazione illecite di SALW anche attraverso una gestione basata sui rischi e un approccio fondato su elementi probanti per ridurre al minimo i rischi derivanti da tali armi e materiali esplosivi;

in Serbia il progetto CASM, finanziato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, dal PSNU e dall'OSCE, è finalizzato a rafforzare la sicurezza dei siti di deposito delle munizioni convenzionali prestabiliti e lo smaltimento delle munizioni in eccedenza segnalate.

Inoltre il progetto opererà per coordinare le nascenti iniziative nell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia volte a aumentare le capacità di gestione delle scorte della polizia.

Il SEESAC avrà inoltre contatti regolari con l'OSCE, la NATO e l'organizzazione «Norwegian People's Aid» come pure con altri attori competenti per assicurare la complementarietà delle azioni, la tempestività degli interventi e un uso delle risorse efficace in termini di costi.

3)   Descrizione del progetto

La nuova fase del progetto SEESAC prenderà le mosse dalla base creata dai risultati conseguiti in virtù della decisione 2013/730/PESC del Consiglio e si concentrerà su quattro settori principali mantenendo l'approccio olistico al contrasto della minaccia rappresentata dalle SALW nella regione. I quattro settori affrontano aspetti a livello strategico/politico come pure aspetti operativi, associando il ricorso ad approcci più tradizionali per il controllo delle SALW all'interesse per le capacità dei servizi di contrasto e il loro lavoro in rete attraverso l'esame delle principali minacce (ampie scorte non sufficientemente protette, mancanza di informazioni, aumento del traffico illecito, diffusa detenzione illecita). In particolare il progetto avrà i seguenti effetti:

rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti;

miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione;

miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione;

riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

La strategia del progetto si fonda sull'approccio unico del SEESAC volto a creare e promuovere fiducia e cooperazione nella regione quale presupposto per conseguire un reale cambiamento profondo che sia quantificabile. In particolare, a livello regionale, i diversi processi facilitati dal SEESAC, che hanno coinvolto decisori politici e operatori di livello tecnico, si sono rivelati un elemento essenziale per assicurare un ambiente propizio al trasferimento di conoscenze, allo scambio di competenze tecniche e alla condivisione di informazioni. Si è potuto in tal modo, non solo aumentare le capacità nella regione, ma anche e soprattutto creare fiducia e costruire ponti di cooperazione tra istituzioni e singoli esperti. Il clima di fiducia tra operatori del settore consente, a sua volta, di progredire a livello nazionale su questioni affrontate da questo progetto: sicurezza fisica e gestione delle scorte compresa la riduzione delle eccedenze, marchiatura, rintracciamento e registrazione, cooperazione a livello operativo tra servizi di contrasto e cooperazione transfrontaliera. Inoltre, l'approccio di cooperazione regionale ha reso la regione più trasparente ed efficace negli sforzi volti a controllare il commercio di armi cosicché gli Stati dell'Europa sudorientale risultano essere tra i paesi più trasparenti a livello mondiale nella comunicazione dei trasferimenti di armi. Il progetto continuerà pertanto a promuovere la cooperazione regionale quale principale catalizzatore di risultati quantificabili.

L'ambito geografico del progetto è l'Europa sudorientale, e Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e FYROM ne sono i beneficiari diretti. Inoltre il progetto mirerà a facilitare il trasferimento di conoscenze e di competenze tecniche ai paesi dell'Europa orientale che affrontano gli stessi problemi sulle SALW, in particolare Ucraina e Bielorussia.

3.1.   Rafforzamento della cooperazione regionale, dello scambio di conoscenze e della condivisione di informazioni volto a migliorare la capacità di definire politiche fondate su elementi probanti

Obiettivo

Rafforzare ulteriormente la capacità di delineare e attuare politiche di controllo delle SALW fondante su elementi probanti conformemente alle migliori prassi internazionali, comprese le norme internazionali di controllo delle SALW, e contribuire in tal modo alla riduzione della minaccia rappresentata dalla proliferazione illecita di SALW.

Descrizione

Muovendo dall'approccio inteso a facilitare il lavoro in rete a livello regionale, specie tra autorità incaricate del rilascio delle licenze per il trasferimento di armi (nel quadro del processo regionale di scambio delle informazioni) e commissioni in materia di SALW, che ha consentito, con risultati positivi, di intensificare le attività e migliorare le politiche, questa componente continuerà a facilitare la cooperazione regionale tra le commissioni in materia di SALW attraverso riunioni regionali periodiche, scambi di informazioni e lavori in materia di raccolta di dati e di rafforzamento della capacità di definire politiche fondate su elementi probanti. I lavori svolti nell'ambito di questa componente sfoceranno in una maggiore capacità di definire le politiche attraverso una migliore raccolta e analisi dei dati, comprese indagini particolareggiate, lo scambio di informazioni a livello regionale e una migliore conoscenza e comprensione, da parte dei responsabili sia delle politiche che dell'attuazione, della complessità della problematica del controllo delle SALW. La trasparenza dei trasferimenti di armi sarà aumentata anche grazie all'integrazione del processo regionale di scambio delle informazioni sui trasferimenti di armi nel processo di cooperazione della Commissione in materia di SALW, nonché al sostegno a favore di una trasparenza durevole dei trasferimenti di armi nell'Europa sudorientale. Inoltre, questa componente prevede il trasferimento ad altre regioni delle competenze tecniche acquisite nell'Europa sudorientale al fine di sostenere gli interventi dell'Unione in altri ambiti. Infine, questa componente fornirà anche sostegno tecnico attraverso attività mirate e su richiesta di ricerca orientata alle politiche e relazioni destinate ai decisori politici.

Il progetto prevede in particolare di continuare a facilitare il processo regionale di scambio delle informazioni attraverso:

riunioni formali a livello regionale delle commissioni in materia di SALW e degli organi decisionali competenti (due volte all'anno) incentrate sullo scambio di informazioni, sulla condivisione delle conoscenze e sulla standardizzazione nonché sulla formazione;

il trasferimento di competenze tecniche in Bielorussia e Ucraina agevolando la partecipazione a riunioni formali selezionate e la traduzione e diffusione degli strumenti di controllo esistenti in materia di SALW.

Inoltre, saranno rafforzate le capacità di definire politiche fondate su elementi probanti:

migliorando e aggiornando lo scenario di riferimento sulla situazione regionale delle SALW attraverso la realizzazione di un'indagine regionale sulle SALW (comprese indagini nazionali) e valutando in tal modo le modifiche rispetto all'ultima indagine (2006) in base al miglioramento della metodologia;

migliorando le capacità di raccolta e analisi dei dati mediante lo sviluppo e il continuo aggiornamento di uno strumento di monitoraggio basato sulla piattaforma online «Targeting Weapons» del SEESAC, rafforzato dalla diffusione di un osservatorio sulle SALW dell'Europa sudorientale (SEE SALW Monitor) che raccolga i dati pertinenti e consenta di monitorare le tendenze;

rafforzando la gestione delle conoscenze tramite la raccolta sistematica degli insegnamenti appresi e il mantenimento della piattaforma online per lo scambio di informazioni e il suo potenziamento mediante lo sviluppo, su richiesta, di prodotti della conoscenza pertinenti per le politiche;

fornendo su richiesta consulenza e competenze tecniche al fine di migliorare lo sviluppo, la pianificazione, l'adozione e l'attuazione delle politiche.

Al fine di accrescere l'efficacia delle politiche di controllo delle SALW e garantire che la loro applicazione migliori la sicurezza per le donne e per gli uomini, nelle politiche di controllo delle SALW sarà integrata la prospettiva di genere, che verrà impostata tramite consulenza e competenze tecniche, lo sviluppo di prodotti della conoscenza e corsi di formazione, con un accento particolare sulla violenza domestica.

Questo obiettivo sarà realizzato mediante un approccio pienamente partecipativo, in modo da fornire non solo i prodotti finiti ma anche lo sviluppo di capacità e il sostegno all'adozione per le principali istituzioni, garantendo in tal modo la sostenibilità dell'intervento.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto contribuirà a ridurre i rischi di proliferazione mediante il potenziamento delle capacità di elaborazione, adozione e attuazione di politiche di controllo delle SALW fondate su elementi probanti mediante:

la pubblicazione di un'indagine sulle SALW e l'istituzione di uno scenario di riferimento aggiornato;

la garanzia della raccolta, dell'analisi e della diffusione periodiche dei dati;

lo sviluppo e l'aggiornamento di sino a 10 prodotti della conoscenza pertinenti per le politiche;

l'agevolazione di scambio di informazioni, trasferimento di conoscenze e standardizzazione;

la fornitura di consulenza tecnica e sviluppo delle capacità mediante un massimo di tre corsi di formazione;

l'organizzazione di non oltre sei riunioni formali delle commissioni in materia di SALW;

l'agevolazione il trasferimento di conoscenze.

3.2.   Miglioramento delle capacità per la sicurezza fisica e la gestione delle scorte attraverso il potenziamento della sicurezza dell'infrastruttura, la riduzione delle eccedenze e la formazione

Obiettivo

Ridurre il rischio di proliferazione mediante il potenziamento della sicurezza delle scorte di armi e munizioni e la riduzione delle scorte di SALW e relative munizioni in eccedenza nei depositi.

Descrizione

Dal 2010 il SEESAC ricorre con successo a un duplice approccio consistente 1) nel miglioramento della sicurezza dei siti di deposito e 2) nello sviluppo delle capacità del personale incaricato della gestione delle scorte, aumentando sensibilmente le disposizioni in materia di sicurezza e riducendo il rischio di proliferazione indesiderata delle scorte di SALW e relative munizioni. In linea con un approccio globale alla sicurezza fisica e alla gestione delle scorte di SALW e relative munizioni, la nuova fase amplierà tale approccio fondendolo con la riduzione delle eccedenze, riducendo in tal modo ulteriormente i rischi di proliferazione. Pertanto, il progetto continuerà a migliorare la sicurezza dei depositi di armi e munizioni nell'Europa sudorientale fornendo ulteriore assistenza tecnica e infrastrutturale specifica conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali.

Mentre la sicurezza nei siti di deposito militari è notevolmente aumentata in virtù della decisione 2013/730/PESC del Consiglio, il SEESAC ha identificato una fonte di preoccupazione nelle scorte della polizia e dei ministeri dell'interno, a causa della mancanza di capacità di salvaguardia, di capacità inadeguate di registrazione e gestione delle scorte e di sistemi maggiormente complessi che comprendono le armi da parata così come le armi da fuoco confiscate. Pertanto questa componente aiuterà i ministeri dell'interno e i servizi di polizia in vista di:

aumentare la sicurezza delle scorte grazie a miglioramenti delle infrastrutture, mirati ed efficienti in termini di costi, degli impianti di stoccaggio della polizia in Albania, BiH, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia e Kosovo. I miglioramenti si concentreranno sui depositi centrali della polizia nonché sui depositi delle prove delle principali stazioni di polizia al fine di consentire un aumento della sicurezza delle scorte quanto più possibile efficiente ed efficace sotto il profilo dei costi;

distruggere un massimo di 50 000 SALW in eccedenza e confiscate nella regione e fino ad un massimo di 500 000 esemplari di munizioni per SALW;

offrire sviluppo delle capacità attraverso la formazione di un gruppo regionale di formatori del ministero dell'interno e fornire sostegno alle sessioni dei corsi di formazione nazionali in materia di sicurezza fisica e gestione delle scorte sulla base dei programmi SEESAC avviati in fase pilota a norma della decisione del Consiglio 2013/730/PESC.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto si tradurrà in una significativa diminuzione delle vulnerabilità legate alla proliferazione delle SALW attraverso il miglioramento della sicurezza delle scorte e la riduzione del numero di SALW, esplosivi e munizioni in eccedenza e confiscati stoccati dai ministeri dell'interno e dai servizi di polizia in Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro e Serbia:

aumento della sicurezza dei siti di stoccaggio centrali (7) conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali;

aumento della sicurezza dei depositi delle prove (15);

distruzione di un totale di 50 000 esemplari al massimo di armi convenzionali;

smilitarizzazione e distruzione di un totale di 500 000 esemplari al massimo di munizioni ed esplosivi a rischio di proliferazione.

3.3.   Miglioramento della capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione

Obiettivo

Ridurre la minaccia del traffico illecito di armi da fuoco rafforzando le capacità di marchiatura e rintracciamento dei servizi di contrasto dell'Europa sudorientale mediante un approccio di cooperazione regionale basato su una migliore raccolta, analisi e condivisione delle informazioni.

Descrizione

Considerato l'aumento del traffico illecito di armi da fuoco verso l'Unione, come pure l'aumento dell'uso di armi da fuoco in azioni della criminalità organizzata e terroristiche, lo sviluppo di solidi sistemi e meccanismi di raccolta e scambio di informazioni è un elemento essenziale degli sforzi volti a combattere tale minaccia. Di conseguenza, negli ultimi anni si sono compiuti notevoli sforzi per migliorare la cooperazione, nonché per potenziare la conoscenza e la comprensione del fenomeno del traffico di armi, elaborando al tempo stesso efficienti misure di mitigazione. Attraverso il suo impegno di lunga data nella regione, in particolare grazie all'efficace attuazione della decisione 2013/730/PESC del Consiglio, incluse l'istituzione e l'agevolazione della rete di esperti di armi da fuoco nell'Europa sudorientale (SEEFEN), il SEESAC ha capitanato gli sforzi in questo senso, agendo da organizzatore di processi di cooperazione e lavorando per aumentare la capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione dei servizi di contrasto, anche attraverso l'assistenza tecnica e il sostegno alla creazione e al potenziamento di sistemi di registrazione. Questa attività poggerà sulle basi gettate nel periodo precedente e consisterà nel:

rafforzare ulteriormente la SEEFEN avvalendosene allo stesso tempo quale piattaforma per migliorare la cooperazione tra i servizi di contrasto dell'Europa sudorientale al fine di combattere il traffico illecito delle SALW e relative munizioni. In particolare, la SEEFEN verrà supportata attraverso la costante organizzazione di riunioni di esperti (due volte l'anno) e il potenziamento della condivisione di informazioni. Verrà inoltre fornito sostegno agli esperti di armi da fuoco con formazioni mirate e consulenze tecniche in aggiunta a un'offerta selezionata di assistenza tecnica efficiente sotto il profilo dei costi mediante la fornitura di attrezzature (macchine per la marchiatura importate) ai servizi di;

sostenere la creazione, in tutti e sette i beneficiari, di punti focali sulle armi da fuoco — unità centrali per la raccolta e l'analisi delle informazioni a sostegno degli inquirenti e dei pubblici ministeri, che consentano di creare ed aggiornare un quadro di intelligence sul traffico delle armi da fuoco da e attraverso l'Europa sudorientale;

basarsi sul lavoro compiuto per potenziare i sistemi di registrazione e le capacità di intelligence balistica nonché sulle raccomandazioni dello studio di fattibilità regionale;

cooperare strettamente con il sistema iARMS di Interpol al fine di sostenere la capacità dei servizi di polizia dell'Europa sudorientale di raccogliere, trattare e condividere i dati sulle SALW smarrite o rubate.

Tutte le attività del SEEFEN saranno strettamente coordinate con, e contribuiranno a, gli sforzi di Europol, degli esperti europei in materia di armi da fuoco, della DG della migrazione e degli affari interni, di Interpol, Eurojust, Frontex e degli altri attori pertinenti. Questa parte del progetto sostiene il rafforzamento dello stato di diritto effettivo, la limitazione, la registrazione e la misurazione dei quantitativi e della domanda di SALW. Il progetto è concepito in linea con il programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti, lo strumento internazionale per il rintracciamento, il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco, la direttiva 91/477/CEE del Consiglio nonché la posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio e ne rafforzerà quindi l'attuazione migliorando la capacità delle istituzioni dell'Europa sudorientale in materia di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle armi, concentrandosi in particolare sulla capacità di creare un corretto quadro di intelligence al fine di concepire contromisure efficaci alla minaccia del traffico.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

rafforzamento e potenziamento delle attività della SEEFEN attraverso sei riunioni (due volte l'anno) incentrate sul lavoro in rete e scambio di informazioni tra gli esperti di armi da fuoco dei servizi di contrasto;

miglioramento della piattaforma online per lo scambio di informazioni della SEEFEN;

potenziamento delle capacità dei membri della SEEFEN attraverso sessioni di formazione mirate e un'offerta di assistenza tecnica e consulenza;

creazione e messa in funzionamento di punti focali sulle armi da fuoco in tutti e sette i beneficiari;

potenziamento delle capacità di polizia scientifica per il rintracciamento;

creazione di un sistema efficace di marchiatura con l'acquisizione di macchine per la marchiatura;

potenziamento della capacità di condivisione delle informazioni e di intelligence in materia di armi da fuoco nell'Europa sudorientale.

3.4.   Riduzione della detenzione e dell'uso illeciti di armi da fuoco attraverso il sostegno alle campagne di sensibilizzazione e di raccolta

Obiettivo

Aumentare la sicurezza regionale combattendo la detenzione illecita su larga scala di armi da fuoco attraverso campagne di sensibilizzazione e di raccolta.

Descrizione

Il retaggio dei conflitti passati nonché un tradizionale attaccamento alle armi da parte della popolazione dell'Europa sudorientale ha creato un grave problema di detenzione di armi illegali su vasta scala. Tale scala (stimata in diversi milioni di esemplari) pone una seria minaccia alla pace e alla stabilità non solo nella regione ma anche fuori dai suoi confini. Nonostante il successo di alcuni sforzi compiuti in passato per contenerla, la detenzione illecita resta importante in tutta la regione, alimentando potenzialmente l'offerta di traffico illecito verso l'Unione. Il problema richiede tuttavia una soluzione a lungo termine che si concentri sulla modifica dei comportamenti e delle percezioni attraverso interventi mirati e duraturi. La complessità della questione richiede un ripensamento degli approcci sinora adottati e la necessità di effettuare una solida analisi di base delle ragioni per cui la popolazione continua a detenere armi illegali. La fase precedente ha mostrato la necessità di sforzi duraturi di comunicazione e sensibilizzazione al fine di ridurre la detenzione illecita di armi da fuoco che rimane una delle minacce più immediate. Pertanto, questa componente propone uno sforzo più duraturo per sensibilizzare sui pericoli posti dalla detenzione illecita nonché per incrementare il tasso di consegna delle SALW mediante l'uso di metodologie e approcci innovativi incentrati sui cittadini. L'obiettivo sarà perseguito mediante:

un'indagine regionale che consenta una comprensione globale dei fenomeni alla base della detenzione illecita di armi;

la messa a punto e l'attuazione di una compagna innovativa di sensibilizzazione e (ove possibile) di raccolta che miri a ridurre i livelli di detenzione illecita.

Le attività saranno condotte di concerto con un ampio numero di istituzioni e con le organizzazioni della società civile creando in tal modo una base per sforzi a lungo termine volti ad affrontare il problema.

Risultati/indicatori di esecuzione del progetto

Il progetto contribuirà alla riduzione globale della domanda e della detenzione di armi illecite attraverso:

il miglioramento della comprensione del fenomeno della detenzione illecita mediante uno studio comportamentale approfondito;

il rafforzamento della sensibilizzazione sui pericoli posti dalla detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi attraverso lo svolgimento di campagne regionali.

4)   Beneficiari

Beneficiari diretti del progetto saranno le istituzioni nazionali responsabili del controllo delle SALW nell'Europa sudorientale. Per quanto riguarda la gestione delle scorte, i ministeri dell'interno e i servizi di polizia di Repubblica di Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia beneficeranno dello sviluppo di capacità e del miglioramento delle infrastrutture nei siti di deposito nonché di sostegno alla riduzione delle scorte. I ministeri saranno inoltre beneficiari diretti del rafforzamento delle capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW e raccoglieranno i benefici della rete regionale di esperti di armi da fuoco. Infine, le commissioni in materia di SALW e altre istituzioni responsabili del controllo delle SALW nell'Europa sudorientale beneficeranno della formazione e della condivisione delle informazioni nonché della cooperazione regionale. Inoltre, le principali istituzioni incaricate del controllo delle SALW in Bielorussia e Ucraina beneficeranno di un trasferimento limitato e mirato delle conoscenze.

Le attività proposte sono pienamente conformi alle priorità nazionali in materia di controllo delle SALW e sono state approvate dalle competenti autorità nazionali in materia, che hanno dimostrato la loro adesione e il loro impegno in ordine al conseguimento dei risultati del progetto.

La popolazione generale dei paesi dell'Europa sudorientale e dell'Unione, a rischio per la proliferazione diffusa di SALW, beneficerà indirettamente del progetto con il diminuire del rischio.

5)   Visibilità UE

Il SEESAC prenderà tutte le misure appropriate per dare risalto al fatto che l'azione è stata finanziata dall'Unione. Tali misure saranno realizzate in conformità al manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea. Il SEESAC garantirà pertanto la visibilità del contributo dell'Unione con un'opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell'Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della decisione, nonché al sostegno dell'Unione alla decisione stessa e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell'Unione europea, conformemente agli orientamenti dell'Unione per l'uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.

Dal momento che le attività previste variano ampiamente in termini di portata e natura, saranno utilizzati differenti strumenti promozionali, tra cui: i media tradizionali, un sito web, i media sociali, materiali informativi e promozionali tra cui infografica, opuscoli, newsletter, comunicati stampa e altri materiali, se del caso. Pubblicazioni, manifestazioni pubbliche, campagne, attrezzature e lavori di costruzione acquisiti nell'ambito del progetto recheranno pertanto un marchio. Per amplificare ulteriormente l'impatto sensibilizzando i vari governi nazionali e l'opinione pubblica, la comunità internazionale, i media locali e internazionali, ci si rivolgerà a ciascuno dei gruppi destinatari del progetto utilizzando il linguaggio appropriato. Verrà prestata particolare attenzione ai nuovi media e alla presenza online.

6)   Durata

In base all'esperienza acquisita con l'attuazione della decisione 2010/179/PESC del Consiglio e tenuto conto della portata regionale del progetto, del numero di beneficiari nonché del numero e della complessità delle attività pianificate, il calendario di attuazione è di 36 mesi.

7)   Assetto generale

L'attuazione tecnica della presente azione è stata affidata al PSNU, che agisce per conto del SEESAC, l'iniziativa regionale che opera nell'ambito del mandato del PSNU e del Consiglio di cooperazione regionale, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale. Il SEESAC è l'organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e, in quanto tale, funge da punto focale per tutte le questioni relative alle SALW nelle regione dell'Europa sudorientale.

Il PSNU, che agisce per conto del SEESAC, avrà la responsabilità generale dell'attuazione delle attività del progetto e dovrà rendere conto della sua attuazione. La durata prevista del progetto è di tre anni (36 mesi).

8)   Partner

Il SEESAC attuerà direttamente l'azione in stretta cooperazione con le commissioni in materia di SALW nonché con i ministeri dell'interno di Albania, BiH, Kosovo, Repubblica di Moldova, Montenegro, Serbia ed ex Repubblica iugoslava di Macedonia. Saranno strettamente coinvolte altre istituzioni pertinenti, in particolare nell'ambito delle attività di cui al punto 3.4, in linea con l'approccio olistico multilaterale al controllo delle SALW.

9)   Relazioni

Le relazioni, sia discorsive che finanziarie, coprono la totalità dell'azione descritta nel pertinente accordo di contributo specifico e relativo bilancio allegato, indipendentemente dal fatto che l'azione sia finanziata interamente o cofinanziata dalla Commissione.

Su base trimestrale sono presentate relazioni discorsive sullo stato dei lavori per registrare e monitorare i progressi compiuti verso il completamento dei risultati chiave.

10)   Bilancio stimato

Il costo totale stimato del progetto finanziato dall'Unione è di 6 508 136 EUR.


(*1)  Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell'UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.