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16.4.2014 |
IT |
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea |
L 114/68 |
DECISIONE DELLA COMMISSIONE
del 20 marzo 2014
che stabilisce la posizione dell’Unione europea sulla decisione degli enti di gestione, istituiti in applicazione dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio, volta ad aggiungere all’allegato C dell’accordo le specifiche dei server informatici e dei sistemi statici di continuità e rivedere le specifiche dei display e dei dispositivi per il trattamento di immagini contenute nell’allegato C dell’accordo
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2014/202/UE)
LA COMMISSIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
vista la decisione 2013/107/UE del Consiglio, del 13 novembre 2012, relativa alla firma e alla conclusione dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio (1), in particolare l’articolo 4,
considerando quanto segue:
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(1) |
L’accordo prevede che la Commissione europea, in collaborazione con l’agenzia degli Stati Uniti per la protezione dell’ambiente (EPA), elabori e riveda periodicamente le specifiche comuni per le apparecchiature per ufficio, modificando l’allegato C dell’accordo. |
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(2) |
La posizione dell’Unione europea in merito alle modifiche delle specifiche deve essere decisa dalla Commissione. |
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(3) |
Le misure di cui alla presente decisione tengono conto del parere dello European Union Energy Star Board di cui all’articolo 8 del regolamento (CE) n. 106/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, concernente un programma comunitario di etichettatura relativa ad un uso efficiente dell’energia per le apparecchiature per ufficio (2) modificato dal regolamento (UE) n. 174/2013 (3). |
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(4) |
Le specifiche dei display di cui all’allegato C, parte II, e le specifiche dei dispositivi per il trattamento di immagini di cui all’allegato C, parte III, devono essere abrogate e sostituite dalle specifiche allegate alla presente decisione, |
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo unico
La posizione dell’Unione europea da adottarsi in merito alla decisione degli enti di gestione, istituiti in applicazione dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio, volta a rivedere le specifiche dei display e dei dispositivi per il trattamento di immagini contenute nell’allegato C, parti II e III, dell’accordo e ad aggiungere a tale allegato nuove specifiche dei server informatici e dei sistemi statici di continuità, si basa sul progetto di decisione allegato.
La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il 20 marzo 2014
Per la Commissione
Il presidente
José Manuel BARROSO
(1) GU L 63 del 6.3.2013, pag. 5.
ALLEGATO I
PROGETTO DI DECISIONE
del …
degli enti di gestione, istituiti in applicazione dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio, volta ad aggiungere all’allegato C dell’accordo le specifiche dei server informatici e dei sistemi statici di continuità e rivedere le specifiche dei display e dei dispositivi per il trattamento di immagini contenute nell’allegato C dell’accordo
GLI ENTI DI GESTIONE,
visto l’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio, in particolare l’articolo XII,
considerando la necessità di aggiungere all’accordo le specifiche dei nuovi prodotti «server informatici» e «sistemi statici di continuità» e di rivedere le specifiche esistenti dei tipi di prodotto «dispositivi per il trattamento di immagini» e «display»,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
La parte I «Display», la parte II «Sistemi statici di continuità», la parte III «Server informatici» e la parte IV «Dispositivi per il trattamento di immagini» sono aggiunte, come indicato di seguito, all’allegato C dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio.
Sono abrogate la parte II «Display» e la parte III «Dispositivi per il trattamento di immagini» attualmente incluse nell’allegato C dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e l’Unione europea relativo al coordinamento dei programmi di etichettatura di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio.
La decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione. La decisione, in duplice copia, è firmata dai copresidenti.
Firmata a Washington DC il […]
[…]
a nome dell’agenzia degli Stati Uniti per la protezione dell’ambiente
Firmata a Bruxelles il […]
[…]
a nome dell’Unione europea
ALLEGATO II
ALLEGATO C
PARTE II DELL’ACCORDO
«I. SPECIFICHE DEI DISPLAY
1. Definizioni
1.1. Tipi di prodotto
Display elettronico (display): prodotto reperibile in commercio formato da uno schermo di visualizzazione e dai relativi componenti elettronici, spesso contenuti in un unico cabinet, la cui funzione primaria è quella di visualizzare informazioni di tipo visivo provenienti 1) da un computer, una postazione di lavoro o un server attraverso uno o più ingressi, (come ad esempio, VGA, DVI, HDMI, DisplayPort, IEEE 1394, USB), 2) da un supporto di memorizzazione esterno (come un’unità flash USB, una scheda di memoria) o 3) da un collegamento in rete.
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a) |
Unità video per computer (monitor): dispositivo elettronico, con diagonale dello schermo solitamente di lunghezza superiore a 12 pollici e densità in pixel superiore a 5 000 pixel per pollice quadrato (pixel/in2), che visualizza l’interfaccia utente e i programmi aperti di un computer, permettendo all’utente di interagire con il computer, in genere per mezzo di una tastiera e di un mouse. Display potenziato (Enhanced-Performance Display): unità video (monitor) dotata di tutte le seguenti caratteristiche e funzionalità:
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b) |
Cornice digitale: dispositivo elettronico, con diagonale dello schermo solitamente di lunghezza non superiore a 12 pollici, avente la funzione principale di visualizzare immagini digitali. Può anche essere munito di temporizzatore programmabile, di sensore di presenza, di connessioni audio/video o di connessioni bluetooth o senza fili. |
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c) |
Pannello segnaletico: dispositivo elettronico con diagonale dello schermo solitamente di lunghezza superiore a 12 pollici e densità in pixel pari o inferiore a 5 000 pixel/in2. In genere viene commercializzato come pannello segnaletico commerciale per l’uso in aree nelle quali deve essere visto da più persone in ambienti diversi dagli uffici, quali negozi, centri commerciali, ristoranti, musei, alberghi, manifestazioni all’aperto, aeroporti, sale conferenza o aule scolastiche. |
1.2. Dispositivo esterno di alimentazione (External Power Supply – EPS) o trasformatore elettrico esterno: componente contenuto in un alloggiamento separato esterno al display, destinato a convertire la tensione di rete in ingresso a CA in CC a tensione/i inferiore/i per fornire energia al display. Un EPS si collega al display mediante connessioni elettriche maschio/femmina, cavi, fili o altri cablaggi amovibili o fissi.
1.3. Modalità di funzionamento
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a) |
Modalità accesa: modalità di attivazione del prodotto, nella quale esso esegue una o più delle sue funzioni principali. Questa modalità è comunemente indicata anche con le definizioni “attivo”, “in funzione” e “condizioni di funzionamento normali”. La potenza assorbita in questa modalità è di solito superiore a quella assorbita nelle modalità veglia e spenta. |
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b) |
Modalità veglia: modalità in cui si trova il prodotto dopo aver ricevuto un segnale proveniente da un dispositivo collegato o da uno stimolo interno. Il prodotto può trovarsi in tale modalità anche in seguito a un segnale inviato dall’utente. Il prodotto deve riattivarsi al ricevimento di un segnale proveniente da un dispositivo collegato, una rete, un controllo a distanza e/o uno stimolo interno. Quando il prodotto si trova in questa modalità non produce immagini visibili: possibili eccezioni sono le funzioni protettive o dirette all’utente come informazioni sul prodotto, indicazione dello stato o funzioni basate su sensori.
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c) |
Modalità spenta: modalità in cui il prodotto, pur collegato a una fonte di elettricità, non esegue alcuna funzione in modalità accesa o veglia. Questa modalità può persistere per un periodo di tempo indeterminato. Il prodotto può uscire da questa modalità solo se l’utente aziona direttamente un interruttore o un comando. Alcuni prodotti possono essere privi di tale modalità. |
1.4. Luminanza: misura fotometrica dell’intensità luminosa, per unità di superficie, di un flusso luminoso proiettato in una determinata direzione, espressa in candele per metro quadrato (cd/m2). La luminanza si riferisce all’impostazione della luminosità di un display.
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a) |
Luminanza massima dichiarata: luminanza massima che il display può raggiungere in una modalità accesa predefinita e, ad esempio, specificata dal produttore nel manuale dell’utente. |
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b) |
Luminanza massima misurata: luminanza massima che il display può raggiungere configurando a mano comandi quali la luminosità e il contrasto. |
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c) |
Luminanza di fabbrica: luminanza del display definita nello stabilimento di produzione, scelta dal produttore per il normale uso domestico o per un determinato mercato. La luminanza di fabbrica di display muniti di controllo automatico della luminosità (Automatic Brightness Control – ABC) abilitato per impostazione predefinita può variare a seconda delle condizioni di luminosità ambientale del luogo in cui è collocato il display. |
1.5. Superficie dello schermo: larghezza visibile dello schermo moltiplicata per l’altezza visibile dello schermo, espressa in pollici quadrati (in2).
1.6. Controllo automatico della luminosità (Automatic Brightness Control – ABC): meccanismo automatico che regola la luminosità di un display in funzione della luminosità ambientale.
1.7. Condizioni della luminosità ambientale: combinazione dei valori di illuminamento nell’ambiente che circonda un display, come un soggiorno o un ufficio.
1.8. Collegamento a ponte (bridge connection): collegamento fisico tra due hub controller, di solito, ma non sempre, USB o FireWire, destinato a espandere le porte (port), in genere per spostarle in un luogo più adatto o per aumentarne il numero.
1.9. Funzione di messa in rete: capacità di ottenere un indirizzo IP quando si è collegati a una rete.
1.10. Sensore di presenza: dispositivo usato per rilevare la presenza umana davanti a un display o nella zona che lo circonda. Si usa di solito per far passare un display dalla modalità accesa a quella di veglia o spenta.
1.11. Famiglia di prodotti: gruppo di display, della stessa marca, con le stesse caratteristiche di dimensione e di risoluzione, contenuti nello stesso cabinet ma dotati eventualmente di configurazioni hardware diverse.
Esempio: due unità video per computer appartenenti alla stessa linea di modelli, entrambe con una diagonale dello schermo di 21 pollici e una risoluzione di 2 074 megapixel (MP) ma con accessori di serie diversi (altoparlanti, videocamera, …), possono essere definite una famiglia di prodotti.
1.12. Modello rappresentativo: prodotto configurato e provato ai fini della qualifica ENERGY STAR, destinato a essere commercializzato ed etichettato come prodotto ENERGY STAR.
2. Campo d’applicazione
2.1. Prodotti inclusi
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2.1.1. |
Il logo ENERGY STAR può essere attribuito a prodotti che soddisfano la definizione qui specificata di display, alimentati direttamente da reti a CA, da un alimentatore esterno o da una connessione dati o di rete, ma non a quelli elencati nella sezione 2.2. |
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2.1.2. |
Tipici prodotti cui può essere attribuito tale logo secondo la presente specifica sono:
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2.2. Prodotti esclusi
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2.2.1. |
Ai prodotti che rientrano in altre specifiche di prodotto ENERGY STAR non può essere attribuito il logo a norma della presente specifica. L’elenco delle specifiche attualmente in vigore si trova all’indirizzo www.eu-energystar.org |
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2.2.2. |
Il logo ai sensi della presente specifica non può essere attribuito ai seguenti prodotti:
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3. Criteri di attribuzione del logo
3.1. Cifre significative e arrotondamento
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3.1.1. |
Tutti i calcoli vanno effettuati con valori misurati direttamente non arrotondati. |
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3.1.2. |
Salvo disposizioni contrarie, la conformità ai requisiti si valuta utilizzando valori misurati direttamente o calcolati senza il ricorso ad arrotondamenti. |
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3.1.3. |
Valori misurati o calcolati direttamente per essere riportati sul sito ENERGY STAR vanno arrotondati alla cifra significativa più vicina, come stabilito dalle rispettive specifiche. |
3.2. Requisiti generali
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3.2.1. |
Dispositivi esterni di alimentazione: se il prodotto ha in dotazione un EPS, questo deve soddisfare i requisiti di efficienza pari al livello V dell’International Efficiency Marking Protocol e recare il marchio “livello V”. Ulteriori informazioni relative a tale protocollo si trovano all’indirizzo www.energystar.gov/powersupplies
Gli alimentatori esterni devono soddisfare i requisiti di livello V quando sono provati con il Metodo di prova per il calcolo dell’efficienza energetica degli alimentatori esterni a tensione singola CA-CC e CA-CA, dell’11 agosto 2004 (Test Method for Calculating the Energy Efficiency of Single-Voltage External Ac-Dc and Ac-Ac Power Supplies, Aug. 11, 2004). |
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3.2.2. |
Gestione del consumo:
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3.3. Requisiti della modalità accesa
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3.3.1. |
Il consumo d’energia in modalità accesa (On Mode power - PON), misurato con il metodo di prova ENERGY STAR, non deve superare il consumo massimo d’energia in modalità accesa (Maximum On Mode Power Requirement - PON_MAX), calcolato e arrotondato come indicato alla tabella 1.
Se la densità in pixel (DP) del prodotto, calcolata con l’equazione 1, supera i 20 000 pixel/in2, la risoluzione dello schermo (r) necessaria a determinare PON_MAX va calcolata con l’equazione 2. Equazione 1: Calcolo della densità in pixel
dove:
Equazione 2: Calcolo della risoluzione se la densità in pixel (DP) del prodotto supera i 20 000 pixel/in2
dove:
Tabella 1 Calcolo del consumo massimo d’energia in modalità accesa (PON_MAX)
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3.3.2. |
Nei prodotti che soddisfano la definizione di display potenziato (Enhanced-Performance Display) occorre aggiungere a PON_MAX, calcolato in base alla tabella 1, un consumo aggiuntivo tollerato (enhanced-performance power allowance – PEP), calcolato con l’equazione 3. In questo caso PON, misurato con il metodo di prova ENERGY STAR, non deve superare la somma di PON_MAX e PEP.
Equazione 3: Calcolo del consumo aggiuntivo tollerato in modalità accesa per display potenziati
Dove:
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3.3.3. |
Per i prodotti muniti di controllo automatico della luminosità (Automatic Brightness Control – ABC) abilitato per impostazione predefinita, occorre aggiungere a PON_MAX, calcolato in base alla tabella 1, un consumo aggiuntivo tollerato (PABC), calcolato con l’equazione 5, se la riduzione del consumo d’energia in modalità accesa (RABC), calcolata con l’equazione 4, è pari o superiore a 20 %.
Equazione 4: Calcolo della riduzione del consumo d’energia in modalità accesa per prodotti con ABC abilitato per impostazione predefinita
dove:
Equazione 5: Calcolo del consumo aggiuntivo tollerato in modalità accesa per prodotti con ABC abilitato per impostazione predefinita
Dove:
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3.3.4. |
Nei prodotti alimentati da una fonte di CC a bassa tensione, PON, calcolato con l’equazione 6, non deve essere superiore a PON_MAX, calcolato in base alla tabella 1.
Equazione 6: Calcolo del consumo d’energia in modalità accesa per prodotti alimentati da una fonte di CC a bassa tensione
Dove:
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3.4. Requisiti della modalità veglia
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3.4.1. |
Il consumo in modalità veglia (Sleep Mode power – PSLEEP) per prodotti privi delle funzionalità dati/di rete di cui alle tabelle 3 o 4 non deve essere superiore al consumo massimo di energia in modalità veglia (Maximum Sleep Mode Power Requirement – PSLEEP_MAX) di cui alla tabella 2.
Tabella 2 Consumo massimo d’energia in modalità veglia (PSLEEP_MAX) PSLEEP_MAX (watt) 0,5 |
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3.4.2. |
Il consumo misurato in modalità veglia (PSLEEP) per prodotti con una o più delle funzionalità dati/di rete di cui alle tabelle 3 o 4 non deve essere superiore al consumo massimo di energia delle funzionalità dati/di rete in modalità veglia (PSLEEP_AP), calcolato con l’equazione 7.
Equazione 7: Calcolo del consumo massimo d’energia delle funzionalità dati/di rete in modalità veglia
Dove:
Tabella 3 Consumi aggiuntivi tollerati in modalità veglia per funzionalità dati/di rete
Tabella 4 Consumi aggiuntivi tollerati in modalità veglia per funzionalità aggiuntive
Esempio 1: una cornice digitale con una sola funzionalità di bridging o di connessa e attivata durante la prova nella modalità veglia, con Wi-Fi e nessuna funzionalità supplementare attivata durante la prova nella modalità veglia, può essere ammessa all’uso con un estensore Wi-Fi da 2,0 W. Si tenga presente che
Esempio 2: uno schermo di computer con funzionalità di bridging USB 3.x e DisplayPort (connessione non video) è sottoposto a prova con il solo dispositivo USB 3.x collegato e attivato. Supponendo che durante la prova nella modalità veglia non siano attivate funzionalità aggiuntive, lo schermo può essere ammesso all’uso con un estensore USB 3.x da 0,7 W. Si tenga presente che
Esempio 3: uno schermo di computer con una funzionalità di bridging e una funzionalità di rete USB 3.x e Wi-Fi è sottoposto a prova con entrambe le funzionalità collegate e attivate durante la prova nella modalità veglia. Supponendo che durante la prova nella modalità veglia non siano attivate funzionalità aggiuntive, lo schermo può essere ammesso all’uso con un estensore USB 3.x da 0,7 W e un estensore Wi-Fi da 2,0 W. Si tenga presente che |
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3.4.3. |
Per prodotti dotati di più modalità veglia (come veglia e veglia profonda), il consumo d’energia misurato in modalità veglia (PSLEEP) non supera, in nessuna delle varie modalità veglia, il valore di PSLEEP MAX nel caso di prodotti senza funzionalità dati/di rete, o il valore di PSLEEP_AP, nel caso di prodotti sottoposti a prova con funzionalità aggiuntive che consumano energia, come collegamenti in bridge e in rete. Se il prodotto dispone di diverse modalità veglia selezionabili manualmente oppure può passare alla modalità veglia in varie maniere (ad esempio, via telecomando o mettendo il computer host in modalità veglia), il PSLEEP indicato per ottenere il logo è il consumo in modalità veglia (PSLEEP) della modalità veglia con il PSLEEP massimo, misurato come indicato nella sezione 6.5 del metodo di prova. Se il prodotto passa automaticamente nelle varie modalità veglia il PSLEEP indicato per ottenere la qualifica è la media PSLEEP di tutte le modalità veglia misurata come indicata nella sezione 6.5 del metodo di prova. |
3.5. Requisiti nella modalità spenta
Il consumo d’energia misurato in modalità spenta (POFF) non è superiore al consumo massimo d’energia in modalità spenta (POFF_MAX) specificato alla tabella 5.
Tabella 5
Consumo massimo d’energia in modalità spenta (POFF_MAX)
POFF_MAX
(watt)
0,5
3.6. Per tutti i prodotti occorre registrare la luminanza massima dichiarata e la luminanza massima misurata; la luminanza di fabbrica deve essere indicata per tutti i prodotti, esclusi quelli con ABC abilitato per impostazione predefinita.
4. Requisiti di prova
4.1. Metodi di prova
Per i prodotti commercializzati nell’Unione europea, i produttori sono tenuti a eseguire prove e ad autocertificare i modelli che soddisfano le direttive Energy Star. Per determinare l’idoneità all’attribuzione del logo ENERGY STAR, si usano i metodi di prova sottoindicati.
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Tipo di prodotto |
Metodo di prova |
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Tutti i tipi di prodotto e dimensioni dello schermo |
ENERGY STAR Test Method for Determining Displays Energy Use Version 6.0 – Rev. Jan-2013 (ENERGY STAR –Metodo di prova per determinare il consumo di energia dei display, versione 6.0 – Riveduto, gennaio 2013) |
4.2. Numero di unità richieste per le prove
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4.2.1. |
Per la prova si sceglie un’unità di un modello rappresentativo, secondo la definizione di cui alla sezione 1. |
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4.2.2. |
Per attribuire il logo a una famiglia di prodotti, si considera come modello rappresentativo la configurazione del prodotto che consuma più energia all’interno di ciascuna categoria di prodotti della famiglia. |
4.3. Certificazione per il mercato internazionale
Ai fini dell’attribuzione del logo, occorre che i prodotti siano provati con la combinazione di tensione e frequenza d’ingresso pertinente per ciascun mercato in cui saranno commercializzati e pubblicizzati come ENERGY STAR.
5. Interfaccia utente
I produttori sono incoraggiati a progettare prodotti in linea con le norme sull’interfaccia utente, IEEE P1621: Standard for User Interface Elements in Power Control of Electronic Devices Employed in Office/Consumer Environments. Informazioni dettagliate sono disponibili all’indirizzo http://eetd.LBL.gov/Controls. I produttori che non adottano la norma IEEE P1621 sono tenuti a motivare tale scelta all’EPA e alla Commissione europea.
6. Data di applicazione
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6.1. |
La data a decorrere dalla quale i produttori possono cominciare a certificare i prodotti secondo la presente versione 6.0 delle specifiche Energy Star sarà definita come data di applicazione dell’accordo. Per ottenere il logo ENERGY STAR, un modello di prodotto deve soddisfare la specifica ENERGY STAR in vigore al momento della sua fabbricazione. La data di fabbricazione, specifica per ogni apparecchio, è la data (ad esempio, mese e anno) alla quale un apparecchio è considerato completamente assemblato. |
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6.2. |
Revisioni future delle specifiche: l’EPA e la Commissione europea si riservano il diritto di modificare la presente specifica se cambiamenti di natura tecnologica e/o commerciale ne pregiudichino l’utilità per i consumatori, l’industria o l’ambiente. Conformemente alla politica attuale, le revisioni della specifica sono realizzate di comune accordo con le parti interessate. Si noti che, in caso di revisione di una specifica, il logo ENERGY STAR non viene rilasciato automaticamente per l’intero ciclo di vita di un modello. |
7. Considerazioni per future revisioni
7.1. Display con diagonale dello schermo superiore a 61 pollici
Sono attualmente disponibili sul mercato, a scopi commerciali e didattici, display interattivi con diagonale dello schermo superiore a 60 pollici. È comune interesse comprendere meglio lo schema del consumo di elettricità di tali prodotti testati con il metodo di prova per display; l’EPA e la Commissione europea collaboreranno con le parti interessate per accedere alle informazioni prima e durante la prossima revisione della specifica. In linea di principio, l’EPA e la Commissione europea sono interessate a un eventuale ampliamento della gamma dei prodotti a quelli con schermo superiore a 61 pollici all’atto della prossima revisione della specifica.
7.2. Funzionalità di schermo tattile
L’EPA e la Commissione europea sono impegnate a elaborare costantemente livelli di efficienza dei display che tengano conto di nuove caratteristiche e funzionalità e sono convinte che i display a schermo tattile, che rientrano nel campo di applicazione della presente specifica, aumenteranno la propria diffusione sul mercato, soprattutto tra i pannelli segnaletici. In futuro, EPA, DOE e Commissione europea esamineranno con le parti interessate l’impatto dello schermo tattile sul consumo energetico in modalità accesa, per stabilire in che misura le prossime specifiche possano riguardare anche la funzionalità di schermo tattile.
II. SPECIFICHE DEI SISTEMI STATICI DI CONTINUITÀ (UNINTERRUPTIBLE POWER SUPPLIES - UPS)
1. Definizioni
Salvo indicazione contraria, tutti i termini utilizzati nel presente documento corrispondono alle definizioni contenute nella norma IEC 62040-3 della Commissione elettrotecnica internazionale (1).
Ai fini della presente specifica si applicano le seguenti definizioni:
Sistemi statici di continuità (Uninterruptible Power Supply – UPS): combinazione di convertitori, commutatori e dispositivi di immagazzinamento dell’energia, per esempio batterie, che costituiscono un sistema di potenza per mantenere la continuità dell’alimentazione del carico in caso di guasto dell’alimentazione in ingresso (2).
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1.1. |
Meccanismo di conversione della corrente:
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1.2. |
UPS modulare: UPS composto di due o più unità UPS singole, che condividono uno o più cabinet e un sistema di accumulo d’energia, le cui uscite, in modalità di funzionamento “normale”, sono collegate a un bus comune d’uscita interamente contenuto nel/nei cabinet. La quantità totale di singole unità UPS in un UPS modulare è pari a “n + r”, in cui n è la quantità di singole unità UPS necessaria a sostenere il carico ed r è la quantità di unità UPS ridondanti. Gli UPS modulari possono essere utilizzati per disporre di ridondanza, per aumentare la capacità o per entrambi gli scopi. |
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1.3. |
Ridondanza: concatenazione di più unità UPS in UPS paralleli per migliorare la continuità dell’alimentazione, classificati come segue.
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1.4. |
Modalità di funzionamento dell’UPS:
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1.5. |
Caratteristiche di dipendenza dall’energia d’ingresso dell’UPS:
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1.6. |
UPS in modalità normale semplice: UPS che funziona in modalità normale con i parametri di una sola serie di caratteristiche di dipendenza dall’energia d’ingresso. Ad esempio, un UPS che funziona solo come VFI. |
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1.7. |
UPS in modalità normale multipla: UPS che funziona in modalità normale con i parametri di più serie di caratteristiche di dipendenza dall’energia d’ingresso. Ad esempio, un UPS in grado di funzionare sia come VFI che come VFD. |
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1.8. |
Bypass: percorso di alimentazione alternativo rispetto al trasformatore di CA.
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1.9. |
Carico di riferimento per la prova: carico o condizione in cui l’energia in uscita dall’UPS eroga la potenza attiva (W) prevista per l’UPS (5). |
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1.10. |
Unità in prova (Unit Under Test – UUT): UPS sottoposto a prova, configurato per la consegna al cliente, con gli accessori (filtri o trasformatori) necessari corrispondenti alla configurazione di prova di cui alla sezione 3 del metodo di prova ENERGY STAR. |
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1.11. |
Fattore di potenza: rapporto tra il valore assoluto della potenza attiva P e la potenza apparente S. |
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1.12. |
Famiglia di prodotti: gruppo di modelli del prodotto 1) costruiti dallo stesso produttore, 2) soggetti agli stessi criteri per l’attribuzione del logo ENERGY STAR e 3) riconducibili alla stessa progettazione di base. Variazioni accettabili all’interno di una famiglia di prodotti UPS:
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1.13. |
Abbreviazioni:
a) A: ampère b) CA: corrente alternata c) CC: corrente continua d) DRUPS: UPS basato su macchine rotanti, accoppiato a un motore diesel e) RUPS: UPS basato su macchine rotanti f) THD: distorsione armonica totale g) UPS: sistema statico di continuità h) UUT: unità in prova (Unit Under Test) i) V: volt j) VFD: dipendente dalla tensione e dalla frequenza (voltage and frequency dependent) k) VFI: indipendente dalla tensione e dalla frequenza (voltage and frequency independent) l) VI: indipendente dalla tensione (voltage independent) m) W: watt n) Wh: wattora |
2. Campo d’applicazione
2.1. Ai prodotti che soddisfano la definizione di sistema statico di continuità (UPS) fornita nella presente specifica, ivi compresi gli UPS statici e basati su macchine rotanti, gli UPS a CA e gli UPS/raddrizzatori a CC, può essere attribuito il logo ENERGY STAR; restano esclusi i prodotti elencati nella sezione 2.3.
2.2. Tra i prodotti cui può essere attribuito il logo ai sensi della presente specifica rientrano:
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a) |
UPS per uso domestico, destinati a proteggere i computer da tavolo (desktop) e relative periferiche e/o i dispositivi per l’intrattenimento domestico come televisori, ricevitori digitali, lettori DVR, Blu-Ray e DVD; |
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b) |
UPS a uso commerciale destinati a proteggere le apparecchiature informatiche e di telecomunicazione di uffici e di piccole imprese quali server, commutatori di rete, router e piccoli array di memorizzazione; |
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c) |
UPS per centri di calcolo (data center) destinati a proteggere grandi apparecchiature informatiche e di telecomunicazione come server per imprese, apparecchiature per la connessione in rete e grandi array di memorizzazione; |
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d) |
UPS/raddrizzatori a CC per telecomunicazione destinati a proteggere sistemi di reti di telecomunicazione situati in una sede centrale o in un sito senza fili/cellulare a distanza. |
2.3. Prodotti esclusi
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2.3.1. |
Ai prodotti che rientrano in altre specifiche di prodotto ENERGY STAR non può essere attribuito il logo a norma della presente specifica. L’elenco delle specifiche attualmente in vigore si trova all’indirizzo www.energystar.gov/products. |
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2.3.2. |
Il logo ai sensi della presente specifica non può essere attribuito ai seguenti prodotti:
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3. Criteri per l’attribuzione del logo
3.1. Cifre significative e arrotondamento
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3.1.1. |
Tutti i calcoli vanno effettuati con valori misurati direttamente non arrotondati. |
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3.1.2. |
Salvo disposizioni contrarie, la conformità alla specifica si valuta utilizzando valori misurati direttamente o calcolati senza il ricorso ad arrotondamenti. |
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3.1.3. |
Valori misurati o calcolati direttamente per essere comunicati sul sito ENERGY STAR vanno arrotondati alla cifra significativa più vicina, come stabilito dalle rispettive specifiche. |
3.2. Requisiti di efficienza energetica per UPS a CA
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3.2.1. |
UPS in modalità normale semplice: l’efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 1, deve essere pari o superiore all’efficienza media minima richiesta (EffAVG_MIN), determinata in base alla tabella 2, per la potenza nominale d’uscita specificata e per le caratteristiche di dipendenza dall’energia d’ingresso, salvo quanto specificato di seguito.
Per prodotti di potenza nominale superiore a 10 000 W e con funzionalità di rilevamento e di comunicazione (cfr. sezione 3.6), l’efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 1, deve essere pari o superiore all’efficienza media minima richiesta (EffAVG_MIN), determinata in base alla tabella 3, per le caratteristiche specificate di dipendenza dall’energia d’ingresso. Equazione 1: Calcolo dell’efficienza media per UPS a CA
Dove:
Tabella 1 Ipotesi di carico dell’UPS a CA per il calcolo dell’efficienza media
Tabella 2 Efficienza media minima richiesta per l’UPS a CA
Tabella 3 Efficienza media minima dell’UPD a CA per prodotti con funzioni di rilevamento e di comunicazione
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3.2.2. |
UPS in modalità normale multipla senza la modalità “dipendenza massima dall’energia d’ingresso” abilitata per impostazione predefinita. Se l’UPS in modalità normale multipla non ha la modalità “dipendenza massima dall’energia d’ingresso” abilitata per impostazione predefinita, la sua efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 1, deve essere pari o superiore:
|
|
3.2.3. |
UPS in modalità normale multipla con la modalità “dipendenza massima dall’energia d’ingresso” abilitata per impostazione predefinita. Se l’UPS in modalità normale multipla ha la modalità “dipendenza massima dall’energia d’ingresso” abilitata per impostazione predefinita, la sua efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 2, deve essere pari o superiore:
Equazione 2: Calcolo dell’efficienza media per UPS a CA in modalità normale multipla
Dove:
|
3.3. Requisiti di efficienza energetica per UPS/raddrizzatori a CC
L’efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 3, deve essere pari o superiore all’efficienza media minima richiesta (EffAVG_MIN), determinata in base alla tabella 4. Tale requisito si applica a sistemi completi e/o a moduli singoli. Anche i produttori possono ottenere il logo ENERGY STAR per entrambi purché rispettino le seguenti condizioni:
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a) |
i sistemi completi che sono anche modulari ottengono il logo come famiglie di prodotti UPS modulari sui quali è installato un particolare modello di modulo; |
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b) |
l’attribuzione del logo a singoli moduli non incide sull’attribuzione del logo ai sistemi modulari, a meno che gli interi sistemi non siano anch’essi conformi alla certificazione come sopra indicato; |
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c) |
per i prodotti di potenza nominale in uscita superiore a 10 000 W e con funzionalità di rilevamento e di comunicazione (cfr. sezione 3.6), l’efficienza media adattata al carico (EffAVG), calcolata con l’equazione 3, deve essere pari o superiore all’efficienza media minima richiesta (EffAVG_MIN), determinata in base alla tabella 5. |
Equazione 3: Calcolo dell’efficienza media per tutti gli UPS a CC
Tabella 4:
Efficienza media minima richiesta degli UPS/raddrizzatori a CC
Efficienza media minima
richiesta (EffAVG_MIN)
0,955
Tabella 5
Efficienza media minima richiesta degli UPS/raddrizzatori a CC per prodotti con funzionalità di rilevamento e di comunicazione
|
Potenza nominale in uscita |
Efficienza media minima richiesta (EffAVG_MIN) |
|
P > 10 000 W |
0,945 |
3.4. Requisiti del fattore di potenza
Il fattore misurato della potenza in ingresso di tutti gli UPS a CA al 100 % del carico di riferimento per la prova deve essere pari o superiore al fattore di potenza minimo richiesto, di cui alla tabella 6, per tutte le modalità normali VFI e VI richieste per l’attribuzione del logo.
Tabella 6
Fattore di potenza in ingresso minimo richiesto degli UPS a CA
Fattore di potenza minimo
richiesto
0,90
3.5. Requisiti standard per la comunicazione delle informazioni
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3.5.1. |
Per ciascun modello o famiglia di prodotti occorre presentare all’EPA e/o alla Commissione europea una scheda tecnica standard contenente i dati relativi all’alimentazione e alle prestazioni (Power and Performance Data Sheet – PPDS). |
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3.5.2. |
Ulteriori dettagli sulla scheda tecnica si trovano sul sito di ENERGY STAR nella sezione dedicata agli UPS, all’indirizzo www.energystar.gov/products
La scheda tecnica conterrà le informazioni seguenti:
|
|
3.5.3. |
Se necessario, l’EPA e la Commissione europea potranno rivedere periodicamente la scheda tecnica standard e informeranno i partner del processo di revisione in atto. |
3.6. Requisiti per le misurazioni e la comunicazione dei dati
|
3.6.1. |
Gli UPS a CA e gli UPS/raddrizzatori a CC con potenza nominale in uscita superiore a 10 000 W possono beneficiare di un incentivo per l’efficienza pari all’1 %, come indicato alle tabelle 3 e 5, se venduti con un contatore di energia che presenti le seguenti caratteristiche:
|
|
3.6.2. |
Requisiti dei contatori esterni. Perché l’UPS ottenga l’incentivo per l’efficienza di misurazione, i contatori esterni venduti in pacchetto insieme all’UPS devono soddisfare uno dei seguenti requisiti:
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|
3.6.3. |
Requisiti dei contatori integrati: perché l’UPS ottenga l’incentivo per l’efficienza di misurazione, i contatori integrati devono soddisfare i seguenti requisiti alle condizioni di cui alla sezione 3.6.4:
presentare un errore relativo nella misurazione dell’energia pari o inferiore al 5 % rispetto a uno standard, se fanno parte di un sistema di misurazione completo (compresi i trasformatori di corrente integrati nel contatore e nell’UPS). |
|
3.6.4. |
Condizioni ambientali ed elettriche per la precisione del contatore: il contatore deve soddisfare i requisiti di cui alle sezioni 3.6.2 e 3.6.3, alle seguenti condizioni:
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4. Prova
4.1. Metodi di prova
Per i prodotti commercializzati nell’Unione europea, i produttori devono eseguire prove e autocertificare i modelli che soddisfano le direttive Energy Star. Per stabilire se a un UPS può essere attribuito il logo ENERGY STAR occorre usare i metodi di prova indicati nella tabella 7.
Tabella 7
Metodi di prova per l’attribuzione del logo ENERGY STAR
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Tipo di prodotto |
Metodo di prova |
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Tutti gli UPS |
Metodo di prova ENERGY STAR per sistemi statici di continuità, rev. maggio 2012 |
4.2. Numero di unità richieste per le prove
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4.2.1. |
La selezione dei modelli rappresentativi da sottoporre a prova è effettuata in base ai seguenti requisiti:
|
|
4.2.2. |
Per le prove si sceglie una singola unità per ciascun modello rappresentativo. |
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4.2.3. |
Tutte le unità sottoposte a prova devono soddisfare i criteri di certificazione ENERGY STAR. |
5. Data di applicazione
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5.1. |
La data a decorrere dalla quale i produttori possono cominciare a certificare i prodotti secondo la presente versione 1.0 delle specifiche ENERGY STAR sarà la data in cui l’accordo entra in vigore. Per ottenere la qualifica ENERGY STAR, un modello di prodotto deve soddisfare la specifica ENERGY STAR in vigore al momento della sua fabbricazione. La data di fabbricazione è specifica per ogni unità e corrisponde alla data in cui un’unità è considerata completamente assemblata. |
|
5.2. |
Revisioni future delle specifiche: l’EPA e la Commissione europea si riservano il diritto di modificare la presente specifica se cambiamenti di natura tecnologica e/o commerciale ne pregiudicano l’utilità per i consumatori, l’industria o l’ambiente. Conformemente alla politica attuale, le revisioni della specifica sono realizzate di comune accordo con le parti interessate. In caso di revisione, va notato che la qualifica ENERGY STAR non è concessa automaticamente per l’intera vita di un modello di apparecchio. |
III. SPECIFICHE DEI SERVER INFORMATICI (VERSIONE 2.0)
1. Definizioni
1.1. Tipi di prodotto
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1.1.1. |
Server informatico: apparecchio informatico che fornisce servizi e gestisce risorse in rete per i dispositivi client, come ad esempio i computer da tavolo (desktop), i computer portatili (notebook), i thin client (terminal leggeri), i dispositivi senza fili, i PDA, i telefoni IP o altri componenti di rete. Un server informatico è generalmente venduto mediante canali imprenditoriali per essere utilizzato nei centri di elaborazione dati e presso uffici e realtà aziendali; vi si accede principalmente tramite connessioni di rete, e non attraverso componenti per l’immissione dati direttamente dall’utente, quali una tastiera o un mouse. Ai fini della presente specifica un server informatico deve soddisfare tutti i seguenti criteri:
|
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1.1.2. |
Server gestito: server informatico progettato per essere dotato di un elevato livello di disponibilità in un ambiente con gestione avanzata. Ai fini della presente specifica un server gestito deve soddisfare tutti i seguenti criteri:
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|
1.1.3. |
Sistema blade: sistema costituito di un telaio blade (blade chassis) e di uno o più server blade amovibili e/o altre unità (ad esempio, unità di memoria blade, apparecchiature di rete blade). I sistemi blade sono progettati come soluzione scalabile per contenere molteplici server o unità di memoria blade in un unico involucro e per consentire ai tecnici di aggiungere o sostituire facilmente durante il funzionamento (hot-swap) le unità di memoria (blade).
|
|
1.1.4. |
Server con tolleranza completa ai guasti: server informatico dotato di ridondanza hardware completa, in cui ciascun componente informatico è replicata tra due nodi che eseguono in parallelo carichi di lavoro identici (ossia, se un nodo smette di funzionare oppure deve essere riparato, il secondo nodo può eseguire le operazioni da solo per evitare che il server resti inattivo). Questo tipo di server utilizza due sistemi per eseguire contemporaneamente e ripetutamente un unico carico di lavoro in modo da assicurare disponibilità continua in un’applicazione cruciale. |
|
1.1.5. |
Server resiliente: server informatico dotato di ampie funzionalità RAS (Reliability, Availability, Serviceability) e caratteristiche di scalabilità integrate nella microarchitettura del sistema, dell’unità di elaborazione centrale (CPU) e del chipset. Ai fini dell’attribuzione del logo ENERGY STAR ai sensi della presente specifica, un server resiliente deve avere le caratteristiche descritte nell’appendice B della presente specifica. |
|
1.1.6. |
Server multinodo: server informatico progettato con due o più nodi server indipendenti che condividono un unico involucro e uno o più alimentatori. In un server multinodo l’energia elettrica è distribuita a tutti i nodi mediante gli alimentatori condivisi. I nodi server in un server multinodo non sono progettati per essere sostituiti a caldo (hot-swappable).
Server a doppio nodo: comune configurazione di server multinodo che consiste in due nodi server. |
|
1.1.7. |
Server appliance: server informatico dotato di un sistema operativo preinstallato e di un software applicativo utilizzato per svolgere una funzione specifica o una serie di funzioni strettamente collegate. Questo tipo di server fornisce servizi tramite una o più reti (ad esempio, IP e SAN) ed è generalmente gestito attraverso un’interfaccia web o a riga di comando. Le configurazioni hardware e software del server appliance sono impostate dal venditore in base alle funzioni specifiche richieste dal cliente (ad esempio, servizi nomi, firewall, autenticazione, cifratura e chiamata (VoIP – voice over IP), e non sono destinate ad eseguire software installato dall’utente. |
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1.1.8. |
Sistema informatico ad alte prestazioni (HPC): sistema informatico progettato ed ottimizzato per eseguire applicazioni altamente parallele. I sistemi HPC presentano molti nodi omogenei di cluster spesso dotati di interconnessioni (IPC) ad alta velocità, grande capacità di memoria e ampia larghezza di banda. I sistemi HPC, che possono essere costruiti appositamente oppure assemblati utilizzando vari server ordinari, devono soddisfare tutti i seguenti criteri:
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|
1.1.9. |
Server a corrente continua (CC): server informatico progettato unicamente per funzionare con alimentazione fornita da una fonte di corrente continua. |
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1.1.10. |
Server di grandi dimensioni: server resiliente/scalabile messo in commercio come sistema preintegrato/pretestato alloggiato in uno o più frame o rack completi e dotato di un sottosistema I/O ad alta connettività con un minimo di 32 slot I/O dedicati. |
1.2. Categoria di prodotto
Classificazione di secondo ordine o sottotipo di prodotto che si basa sulle caratteristiche del prodotto e sui componenti installati. Le categorie di prodotti sono utilizzate nella presente specifica per determinare i requisiti per l’attribuzione del logo e la conduzione delle prove.
1.3. Fattori di forma dei server informatici
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1.3.1. |
Server montato su rack: server informatico progettato per essere installato in un rack standard di 19 pollici per centri di calcolo, quale definito dalle norme EIA-310, IEC 60297 o DIN 41494. Ai fini della presente specifica, il blade server è contemplato in una categoria a parte e pertanto non rientra nella categoria dei server montati su rack. |
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1.3.2. |
Server su piedistallo: server informatico autonomo dotato di unità di alimentazione, raffreddamento, dispositivi di I/O e altre risorse necessarie al funzionamento in autonomia. La struttura di un server su piedistallo è analoga a quella di un computer client a cassa verticale. |
1.4. Componenti dei server informatici
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1.4.1. |
Unità di alimentazione: dispositivo che trasforma la tensione alternata (CA) o continua (CC) in ingresso in una o più tensioni continue in uscita ai fini dell’alimentazione di un server informatico. L’unità di alimentazione per server informatici deve essere autonoma e fisicamente separabile dalla scheda madre e deve collegarsi al sistema tramite una connessione elettrica amovibile o fissa.
|
|
1.4.2. |
Dispositivo di ingresso/uscita (I/O): dispositivo che consente l’immissione e la restituzione di dati mediante l’interazione tra il server informatico e altri dispositivi. Può essere parte integrante della scheda madre del server o essere collegato a quest’ultima tramite slot di espansione (ad esempio, PCI, PCIe). Esempi di dispositivi di I/O sono i controller RAID/SAS e i dispositivi Ethernet, InfiniBand e Fibre Channel.
Porta I/O: circuito fisico di un dispositivo di I/O nel quale è possibile stabilire una sessione I/O indipendente. Una porta non equivale a una presa di connettore; è possibile che una presa di connettore possa servire varie porte della stessa interfaccia. |
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1.4.3. |
Scheda madre: circuito principale del server. Ai fini della presente specifica, la scheda madre contiene i connettori per collegare altre schede e, di norma, i seguenti componenti: processore, memoria, BIOS e slot di espansione. |
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1.4.4. |
Processore: circuito logico che elabora ed esegue le istruzioni di base che fanno funzionare il server. Ai fini della presente specifica, il processore è l’unità di elaborazione centrale (CPU) del server informatico. La CPU tipica è un pacchetto fisico installato sulla scheda madre del server mediante un socket o saldatura diretta. Il pacchetto della CPU può comprendere uno o più nuclei fisici. |
|
1.4.5. |
Memoria: ai fini della presente specifica, la memoria è una parte del server esterna al processore in cui sono conservate le informazioni per uso immediato da parte del processore. |
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1.4.6. |
Unità disco rigido (HDD): dispositivo principale di memorizzazione informatica che legge e scrive su uno o più dischi magnetici rotanti. |
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1.4.7. |
Unità disco a stato solido (SSD): dispositivo di memorizzazione che utilizza chip di memoria al posto di dischi magnetici rotanti. |
1.5. Altre apparecchiature per centri di calcolo
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1.5.1. |
Apparecchiatura di rete: dispositivo la cui funzione principale è quella di trasferire dati fra varie interfacce di rete, consentendo il collegamento dati tra dispositivi collegati (ad esempio, router e commutatori). Il collegamento tra i dati è ottenuto instradando i pacchetti di dati incapsulati in base al protocollo Internet, Fibre Channel, InfiniBand o simili. |
|
1.5.2. |
Prodotto di memorizzazione: sistema di memorizzazione pienamente operativo che offre servizi di memorizzazione dei dati a client e dispositivi connessi, direttamente o attraverso una rete. I componenti e i sottosistemi che sono parte integrante dell’architettura del prodotto (che servono, ad esempio, per la comunicazione interna tra controller e dischi) sono considerati parte del prodotto di memorizzazione, al contrario dei componenti normalmente associati a un ambiente di memorizzazione a livello di centro di calcolo (ad esempio, i dispositivi necessari per il funzionamento di una SAN esterna). Il prodotto può essere costituito da controller di memorizzazione integrati, dispositivi di memorizzazione, elementi di rete incorporati, software e altri dispositivi. I prodotti di memorizzazione possono contenere uno o più processori integrati, che non eseguono applicazioni software installate dall’utente ma possono eseguire applicazioni inerenti ai dati (ad esempio, replica dei dati, utilità di backup, compressione dei dati, agenti di installazione). |
|
1.5.3. |
Sistemi statici di continuità (Uninterruptible Power Supply – UPS): combinazione di convertitori, commutatori e dispositivi di immagazzinamento dell’energia (ad esempio, batterie) che costituiscono un sistema di potenza per mantenere la continuità dell’alimentazione del carico in caso di guasto dell’alimentazione in ingresso. |
1.6. Modalità di funzionamento e stati di consumo
|
1.6.1. |
Stato inattivo: stato operativo in cui è stato completato il caricamento del sistema operativo e degli altri software, il server informatico è in grado di completare le transazioni del carico di lavoro, ma il sistema non chiede alcuna transazione attiva né vi sono transazioni attive in sospeso (ossia, il server informatico è operativo ma non svolge alcuna operazione utile). Per i sistemi cui si applicano le norme ACPI, lo stato inattivo corrisponde allo stato di livello S0 delle norme ACPI. |
|
1.6.2. |
Stato attivo: stato operativo in cui il server informatico esegue operazioni in risposta a richieste esterne precedenti o simultanee (ad esempio, un’istruzione impartita mediante la rete). Questo stato include sia 1) l’elaborazione attiva sia 2) la ricerca o il recupero dei dati archiviati nella memoria, nella cache o in dispositivi interni/esterni di memorizzazione durante l’attesa di ulteriori istruzioni impartite mediante la rete. |
1.7. Altri termini chiave
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1.7.1. |
Controller: computer o server informatico che gestisce un processo di valutazione benchmark e svolge le seguenti funzioni:
|
|
1.7.2. |
Client di rete (prova): computer o server informatico che genera traffico trasmesso ad un’unità in prova (UUT) collegata da un commutatore di rete. |
|
1.7.3. |
Funzionalità RAS (Reliability, Availability, and Serviceability): acronimo che designa le caratteristiche di affidabilità, disponibilità e facilità di manutenzione, che talvolta diviene RASM, per includere i criteri di gestibilità (manageability). Per quanto concerne i server informatici, s’intendono per:
|
|
1.7.4. |
Utilizzo del processore del server: percentuale dell’attività di elaborazione della CPU con processore a pieno carico ad una tensione e ad una frequenza determinate, misurata all’istante o calcolata come media in un arco di tempo breve considerando una serie di cicli allo stato attivo e/o inattivo. |
|
1.7.5. |
Hypervisor: tecnica di virtualizzazione hardware che consente a più sistemi operativi guest di essere in esecuzione in un unico sistema host. |
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1.7.6. |
Acceleratori ausiliari di elaborazione (APA): schede aggiuntive di espansione installate in slot di espansione aggiuntivi universali (ad esempio, schede GPGPU installate in uno slot PCI). |
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1.7.7. |
Canale DDR in buffer: canale o porta di memoria che collega un controller di memoria a un numero definito di dispositivi di memoria (ad esempio, DIMM) in un server informatico. Un server informatico standard può contenere svariati controller di memoria, che a loro volta possono supportare uno o più canali DDR in buffer, ciascuno dei quali serve soltanto una parte dello spazio totale di memoria indirizzabile del server informatico. |
1.8. Famiglia di prodotti
Descrizione di alto livello riguardante un gruppo di computer aventi la stessa combinazione di telaio/scheda madre che spesso contiene centinaia di possibili configurazioni hardware e software.
1.8.1. Attributi comuni della famiglia di prodotti: serie di caratteristiche comuni a tutti i modelli/configurazioni di una famiglia di prodotti riconducibili alla stessa progettazione di base. Tutti i modelli/configurazioni di una famiglia di prodotti devono avere le caratteristiche seguenti:
|
a) |
appartenere alla stessa linea di modelli o allo stesso tipo di macchina; |
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b) |
presentare lo stesso fattore di forma (ad esempio, montaggio su rack, blade, piedistallo) o la stessa progettazione meccanica ed elettrica, con leggere differenze dal punto di vista meccanico per consentire il supporto di più fattori di forma; |
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c) |
disporre degli stessi processori appartenenti a un’unica serie specifica o che possano essere ospitati in un tipo di socket comune; |
|
d) |
disporre delle stesse unità di alimentazione aventi un’efficienza energetica pari o superiore all’efficienza registrata per tutti i livelli di carico richiesti specificati nella sezione 3.2 (10 %, 20 %, 50 % e 100 % del carico nominale massimo per gli alimentatori monouscita; 20 %, 50 % e 100 % del carico nominale massimo per gli alimentatori multiuscita). |
1.8.2. Configurazioni di prodotto sottoposte a prova per la famiglia di prodotti
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a) |
Varianti in base al corrispettivo di acquisto:
|
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b) |
Configurazione standard:
Configurazione standard: configurazione del prodotto intermedia rispetto alle configurazioni minima e massima dell’alimentazione, rappresentativa di un prodotto distribuito ad alto volume di vendite. |
|
c) |
Variazioni nell’utilizzo dell’alimentazione:
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2. Campo di applicazione
2.1. Prodotti inclusi
Per essere idoneo a ottenere il logo ENERGY STAR a norma della presente specifica, un prodotto deve rispondere alla definizione di server informatico fornita nella sezione 1 del presente documento. L’ammissibilità secondo i requisiti definiti nella versione 2.0 del programma ENERGY STAR è limitata ai server informatici blade, multinodo, montati su rack o a piedistallo con un massimo di quattro socket per processori nell’intero server (o per ciascun blade o nodo nel caso dei blade server o dei server multinodo). I prodotti esplicitamente esclusi dalla versione 2.0 sono indicati nella sezione 2.2.
2.2. Prodotti esclusi
|
2.2.1. |
Ai prodotti che rientrano in altre specifiche di prodotto ENERGY STAR non può essere attribuito il logo a norma della presente specifica. L’elenco delle specifiche attualmente in vigore si trova all’indirizzo www.eu-energystar.org/ |
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2.2.2. |
Il logo non può essere attribuito a norma della presente specifica ai seguenti prodotti:
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3. Criteri per l’attribuzione del logo
3.1. Cifre significative e arrotondamento
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3.1.1. |
Tutti i calcoli vanno effettuati con valori misurati direttamente non arrotondati. |
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3.1.2. |
Salvo disposizioni contrarie, la conformità alla specifica si valuta utilizzando valori misurati direttamente o calcolati senza il ricorso ad arrotondamenti. |
|
3.1.3. |
I valori misurati o calcolati direttamente per essere comunicati sul sito ENERGY STAR vanno arrotondati alla cifra significativa più vicina, come stabilito dalle rispettive specifiche. |
3.2. Requisiti relativi all’alimentazione
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3.2.1. |
Ai fini dell’attribuzione del logo ENERGY STAR al prodotto, sono accettati i dati e le relazioni delle prove condotte sugli alimentatori presentati dagli organismi riconosciuti dall’EPA per la conduzione di tali prove. |
|
3.2.2. |
Criteri relativi all’efficienza dell’alimentazione: gli alimentatori utilizzati nei prodotti ammessi a norma della presente specifica devono rispettare i seguenti requisiti quando vengono sottoposti a prova con il protocollo Generalized Internal Power Supply Efficiency Test Protocol, Rev. 6.6 (disponibile all’indirizzo www.efficientpowersupplies.org). I dati sull’alimentazione ottenuti con la Rev. 6.4.2 (come richiesto nella versione 1.1), 6.4.3 o 6.5 sono accettati a condizione che la prova sia stata eseguita prima della data di applicazione della versione 2.0 della presente specifica.
|
|
3.2.3. |
Criteri relativi al fattore di potenza degli alimentatori: gli alimentatori utilizzati nei computer ammessi a norma della presente specifica devono rispettare i seguenti requisiti quando vengono sottoposti a prova con il protocollo Generalized Internal Power Supply Efficiency Test Protocol, Rev. 6.6 (disponibile all’indirizzo www.efficientpowersupplies.org). I dati sull’alimentazione ottenuti con la Rev. 6.4.2 (come richiesto nella versione 1.1), 6.4.3 o 6.5 sono accettati a condizione che la prova sia stata eseguita prima della data di applicazione della versione 2.0.
Tabella 2 Requisiti del fattore di potenza per le unità di alimentazione
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3.3. Requisiti per la gestione dell’alimentazione
|
3.3.1. |
Gestione dell’alimentazione del processore del server: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, un server informatico deve offrire la gestione dell’alimentazione del processore mediante abilitazione della funzione nel BIOS per impostazione predefinita e/o mediante controller di gestione, processore di servizio e/o sistema operativo preinstallato. Tutti i processori devono essere in grado di ridurre il consumo energetico nei periodi di scarso utilizzo:
|
|
3.3.2. |
Gestione dell’alimentazione del sistema di supervisione: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, un prodotto con un sistema di supervisione preinstallato (ad esempio, un sistema operativo o un hypervisor) deve avere la gestione dell’alimentazione di tale sistema abilitata per impostazione predefinita. |
|
3.3.3. |
Comunicazione dei dati sulle funzioni di gestione dell’alimentazione: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, è necessario che i dettagli di tutte le funzioni di gestione dell’alimentazione abilitate per impostazione predefinita siano riportati nella scheda tecnica relativa alle prestazioni e ai consumi energetici. Tale requisito si applica alle funzioni di gestione dell’alimentazione nel BIOS, nel sistema operativo o in qualsiasi altra origine che possa essere configurata dall’utente finale. |
3.4. Criteri per i sistemi blade e multinodo
|
3.4.1. |
Monitoraggio e gestione degli aspetti termici dei sistemi blade e multinodo: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, un blade server o un server multinodo deve disporre di funzioni abilitate per impostazione predefinita che consentano di gestire la velocità della ventola e di monitorare la temperatura d’ingresso del telaio o del blade/nodo in tempo reale. |
|
3.4.2. |
Documentazione fornita con il blade server e il server multinodo: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, un blade server o un server multinodo senza telaio in dotazione deve essere accompagnato da documentazione in cui sia specificato che il server è conforme alla qualifica ENERGY STAR solo se installato in un telaio in grado di soddisfare i requisiti di cui alla sezione 3.4.1 del presente documento. È necessario inoltre che insieme al blade server o al server multinodo vengano forniti un elenco dei telai conformi ai suddetti requisiti e informazioni per l’ordinazione. Le informazioni di cui sopra possono essere fornite su stampa o in formato elettronico insieme al blade server o al server multinodo o pubblicate sul sito del partner nella stessa sezione in cui sono disponibili le informazioni sul server. |
3.5. Criteri di efficienza nello stato attivo
|
3.5.1. |
Comunicazione dei dati sull’efficienza nello stato attivo: ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, al momento della trasmissione dei dati di un server informatico o di una famiglia di server informatici per cui si richiede il logo occorre fornire le seguenti informazioni in modo dettagliato e all’interno della relazione prodotta in seguito al completamento della valutazione dell’efficienza nello stato attivo:
I requisiti relativi al formato dei dati e alla comunicazione degli stessi sono indicati nella sezione 4.1 della presente specifica. |
|
3.5.2. |
Comunicazione incompleta: nella documentazione fornita ai clienti o nel materiale pubblicitario, i partner non devono comunicare in modo selettivo i risultati di singoli moduli del carico di lavoro, né presentare i risultati dello strumento di valutazione dell’efficienza in un formato che non corrisponda a una relazione completa della prova eseguita. |
3.6. Criteri di efficienza nello stato inattivo – Server con un socket (1S) e con due socket (2S) (non di tipo blade server o multinodo)
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3.6.1. |
Comunicazione dei dati relativi allo stato inattivo: il consumo massimo nello stato inattivo (PIDLE_MAX) deve essere misurato e comunicato sia nella documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR sia in tutti i casi specificati nella sezione 4. |
|
3.6.2. |
Efficienza nello stato inattivo: il consumo misurato nello stato inattivo (PIDLE) deve essere pari o inferiore al requisito del consumo massimo nello stato inattivo (PIDLE_MAX), calcolato con l’equazione 1.
Equazione 1: Calcolo del consumo massimo nello stato inattivo
Dove:
Tabella 3 Tolleranze di base in termini di consumo nello stato inattivo per server 1S e 2S
Tabella 4 Tolleranze supplementari in termini di consumo nello stato inattivo per componenti aggiuntivi
|
3.7. Criteri di efficienza nello stato inattivo – Server con tre socket (3S) e con quattro socket (4S) (non di tipo blade server o multinodo)
Comunicazione dei dati relativi allo stato inattivo: il consumo nello stato inattivo (PIDLE) deve essere misurato e comunicato sia nella documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR sia in tutti i casi specificati nella sezione 4.
3.8. Criteri di efficienza nello stato inattivo – Blade server
|
3.8.1. |
Comunicazione dei dati relativi allo stato inattivo: i valori del consumo nello stato inattivo (PTOT_BLADE_SYS) e (PBLADE) devono essere misurati e comunicati sia nella documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR sia in tutti i casi specificati nella sezione 4. |
|
3.8.2. |
I blade server devono essere sottoposti a prova per verificarne la conformità ai criteri di cui alla sezione 3.8.1 rispettando tutte le condizioni elencate di seguito:
Equazione 2: Calcolo del consumo per un singolo blade
Dove:
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3.9. Criteri di efficienza nello stato inattivo – Server multinodo
|
3.9.1. |
Comunicazione dei dati relativi allo stato inattivo: i valori del consumo nello stato inattivo (PTOT_NODE_SYS) e (PNODE) devono essere misurati e comunicati sia nella documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR sia in tutti i casi specificati nella sezione 4 di seguito. |
|
3.9.2. |
I server multinodo devono essere sottoposti a prova per verificarne la conformità ai criteri di cui alla sezione 3.9.1 rispettando tutte le condizioni elencate di seguito:
Equazione 3: Calcolo del consumo per un singolo nodo
Dove:
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3.10. Altri criteri di prova
Requisiti per le unità APA: per tutti i server informatici venduti con unità APA si applicano i criteri e le disposizioni elencati di seguito.
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a) |
Per singole configurazioni: tutte le prove nello stato di inattività vanno effettuate con e senza le unità APA installate. Le misurazioni del consumo nello stato inattivo effettuate sia con le unità APA installate sia con le unità APA rimosse devono essere trasmesse all’EPA o alla Commissione europea, a seconda dei casi, insieme alla documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR. |
|
b) |
Per le famiglie di prodotti: le prove nello stato inattivo vanno effettuate con e senza le unità APA installate con la configurazione dell’alimentazione corrispondente al consumo massimo o la configurazione per prestazioni elevate di cui alla sezione 1.8.2. È possibile facoltativamente effettuare prove con e senza le unità APA installate negli altri punti di prova e quindi comunicarne i risultati. |
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c) |
Le misurazioni del consumo nello stato inattivo effettuate sia con le unità APA installate sia con le unità APA rimosse devono essere trasmesse all’EPA o alla Commissione europea, a seconda dei casi, insieme alla documentazione relativa alla qualifica ENERGY STAR. I risultati di tali misurazioni vanno trasmessi per ciascun prodotto APA destinato alla vendita con la configurazione certificata. |
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d) |
Le misurazioni del valore PIDLE nelle sezioni 3.6 e 3.7, del valore PBLADE nella sezione 3.8 e del valore PNODE nella sezione 3.9 vanno effettuate con le unità APA rimosse, anche se presenti nella configurazione di fabbrica. Tali misurazioni devono essere quindi ripetute con ciascuna unità APA installata, una alla volta, per valutare il consumo elettrico nello stato inattivo di ogni singola unità. |
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e) |
Il consumo elettrico nello stato inattivo di ciascuna unità APA installata nelle configurazioni certificate non deve superare i 46 watt. |
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f) |
Deve essere comunicato il consumo elettrico nello stato inattivo di ogni singolo prodotto APA venduto con una configurazione certificata. |
4. Requisiti standard per la comunicazione delle informazioni
Requisiti per la comunicazione dei dati
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4.1. |
Per ciascun server informatico o ciascuna famiglia di server informatici recante il logo ENERGY STAR è necessario trasmettere alla Commissione tutte le informazioni contenute nei campi di dati obbligatori del modulo QPX (Qualified Product Exchange) per server informatici rispondenti alla specifica ENERGY STAR versione 2.0.
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4.2. |
Sul sito web UE ENERGY STAR sono disponibili i seguenti dati, accessibili dallo strumento per la ricerca dei prodotti:
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4.3. |
Se necessario, l’EPA e la Commissione europea rivedranno periodicamente questo elenco e informeranno le parti interessate del processo di revisione in atto, oltre a coinvolgerle in tale processo. |
5. Requisiti standard per la misurazione e la comunicazione dei dati sulle prestazioni
5.1. Misurazione e comunicazione dei dati
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5.1.1. |
Un server informatico deve indicare i dati sul consumo di corrente in ingresso (W), sulla temperatura dell’aria in ingresso (°C) e sull’utilizzo medio di tutte le CPU logiche. I dati devono essere pubblicati o resi disponibili in un formato accessibile agli utenti e consultabile attraverso un software di gestione non proprietario di terze parti su una rete standard. Per i blade server e i sistemi blade o per i server e i sistemi multinodo, i dati possono essere aggregati a livello di telaio. |
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5.1.2. |
I server informatici classificati come apparecchiature di classe B secondo la norma EN 55022:2006 sono esentati dall’obbligo di indicare i dati sul consumo di corrente in ingresso e sulla temperatura dell’aria in ingresso di cui alla sezione 5.1.1. Le apparecchiature di classe B sono le apparecchiature domestiche e da ufficio (destinate all’uso in ambiente domestico). Tutti i server informatici che partecipano al programma devono soddisfare i requisiti e le condizioni relativi alla comunicazione dei dati sull’utilizzo di tutte le CPU logiche. |
5.2. Modalità di comunicazione dei dati
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5.2.1. |
Per rendere disponibili i dati agli utenti finali, è possibile utilizzare componenti incorporati o dispositivi aggiuntivi forniti insieme al server informatico, ad esempio un processore di servizio, un misuratore di potenza o termico incorporato (o un’altra tecnologia out-of-band) o un sistema operativo preinstallato. |
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5.2.2. |
I prodotti con un sistema operativo preinstallato devono includere tutti i driver e i componenti software necessari per consentire agli utenti finali di accedere ai dati standardizzati specificati nel presente documento. I prodotti sui quali non sia stato preinstallato un sistema operativo devono essere accompagnati da documentazione cartacea con istruzioni per l’accesso ai registri contenenti informazioni pertinenti sui sensori. Le informazioni di cui sopra possono essere fornite su stampa o in formato elettronico insieme al server informatico o pubblicate sul sito del partner nella stessa sezione in cui sono disponibili le informazioni sul server. |
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5.2.3. |
Nel momento in cui diventa disponibile uno standard aperto e universale per la raccolta e la comunicazione dei dati, i produttori devono incorporare lo standard nei propri sistemi. |
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5.2.4. |
La valutazione dei requisiti di precisione (5.3) e campionamento (5.4) deve essere effettuata esaminando i dati riportati nella scheda tecnica dei componenti. Se tali dati non sono disponibili, la valutazione della precisione e del campionamento va effettuata sulla base della dichiarazione del partner. |
5.3. Precisione della misurazione
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5.3.1. |
Potenza in ingresso: i valori comunicati risultanti dalle misurazioni devono avere una precisione di almeno ± 5 % del valore effettivo, con un livello massimo di precisione di ± 10 W per ogni unità di alimentazione installata (per ogni alimentatore non è mai richiesta una precisione superiore a ± 10 watt), considerando un intervallo operativo compreso tra lo stato di inattività e lo stato di consumo massimo. |
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5.3.2. |
Utilizzo del processore: l’utilizzo medio deve essere stimato per ogni CPU logica che sia visibile al sistema operativo e deve essere comunicato all’operatore o all’utente del server informatico mediante l’ambiente operativo (sistema operativo o hypervisor). |
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5.3.3. |
Temperatura dell’aria in ingresso: i valori comunicati risultanti dalle misurazioni devono avere una precisione di almeno ± 2 °C. |
5.4. Requisiti di campionamento
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5.4.1. |
Potenza in ingresso e utilizzo del trasformatore: per le misurazioni relative alla potenza in ingresso e all’utilizzo del processore, il campionamento deve essere eseguito internamente al server informatico con una frequenza pari o superiore a una misurazione ogni 10 secondi. Per la media mobile, concernente un intervallo massimo di 30 secondi, il campionamento deve essere eseguito internamente al server informatico con una frequenza pari o superiore a una misurazione ogni 10 secondi. |
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5.4.2. |
Temperatura dell’aria in ingresso: per le misurazioni relative alla temperatura dell’aria in ingresso, il campionamento deve essere eseguito internamente al server informatico con una frequenza pari o superiore a 1 misurazione ogni 10 secondi. |
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5.4.3. |
Marcatura temporale: per i sistemi che utilizzano la marcatura temporale dei dati ambientali, il campionamento dei dati deve essere eseguito all’interno del server informatico con una frequenza pari o superiore a 1 misurazione ogni 30 secondi. |
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5.4.4. |
Software di gestione: il software di gestione esterno deve poter accedere a tutti i dati campionati tramite un metodo pull su richiesta o un metodo push coordinato. In entrambi i casi, il software di gestione del sistema definisce la scala temporale per la consegna dei dati, mentre il server informatico assicura che i dati consegnati rispondano ai requisiti di campionamento e precisione sopra elencati. |
6. Prova
6.1. Metodi di prova
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6.1.1. |
Per stabilire se a un server informatico può essere attribuito il logo ENERGY STAR, occorre usare i metodi di prova indicati nella tabella 5.
Tabella 5 Metodi di prova per l’attribuzione del logo ENERGY STAR
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6.1.2. |
Quando si sottopongono a prova server informatici, durante l’operazione di prova tutti i socket per processori delle UUT devono essere popolati.
Se un server informatico non è in grado di supportare il popolamento di tutti i socket per processori durante la prova, è necessario popolare il sistema in modo da garantirne la funzionalità massima. La tolleranza di base in termini di consumo nello stato inattivo cui saranno soggetti tali sistemi dipende dal numero di socket presenti. |
6.2. Numero di unità necessarie per la prova
La selezione dei modelli rappresentativi da sottoporre a prova viene effettuata in base ai seguenti requisiti:
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a) |
per la certificazione di una singola configurazione di prodotto, si considera modello rappresentativo la configurazione univoca destinata a essere commercializzata ed etichettata come ENERGY STAR; |
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b) |
per la certificazione di una famiglia di prodotti di qualsiasi tipo, si considera modello rappresentativo una singola configurazione di prodotto per ciascuno dei cinque punti definiti nella sezione 1.8.2. all’interno della famiglia. Tutti questi modelli rappresentativi presentano gli stessi attributi comuni della famiglia di prodotti definiti nella sezione 1.8.1. |
6.3. Certificazione di famiglie di prodotti
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6.3.1. |
Ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR, ai partner viene richiesto di effettuare prove e di trasmettere i dati risultanti per singole configurazioni di prodotto. Tuttavia, un partner può certificare più configurazioni di prodotto con la stessa designazione di famiglia di prodotti se ciascuna configurazione all’interno della famiglia soddisfa uno dei seguenti requisiti:
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6.3.2. |
I partner devono presentare una scheda tecnica contenente i dati relativi all’alimentazione e alle prestazioni per ogni famiglia di prodotti per cui viene richiesta l’attribuzione del logo. |
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6.3.3. |
Tutte le configurazioni di prodotto all’interno di una famiglia di prodotti per la quale viene richiesta l’attribuzione del logo devono soddisfare i requisiti ENERGY STAR, compresi i prodotti per i quali non sono stati comunicati i dati. |
7. Data di applicazione
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7.1. |
La data di applicazione della presente specifica ENERGY STAR versione 2.0 per server informatici sarà definita come data di entrata in vigore dell’accordo. Per ottenere la qualifica ENERGY STAR, un modello di prodotto deve essere conforme alla specifica ENERGY STAR in vigore al momento della sua fabbricazione. La data di fabbricazione è specifica per ogni unità e corrisponde alla data in cui un’unità è considerata completamente assemblata. |
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7.2. |
Revisioni future delle specifiche: l’EPA e la Commissione europea si riservano il diritto di modificare la presente specifica se cambiamenti di natura tecnologica e/o commerciale dovessero pregiudicarne l’utilità per i consumatori, l’industria o l’ambiente. Conformemente alla politica attuale, le revisioni della specifica sono realizzate di comune accordo con le parti interessate. In caso di revisione, va notato che la qualifica ENERGY STAR non è concessa automaticamente per l’intera vita di un modello di apparecchio. |
8. Considerazioni per future revisioni
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8.1. |
Criteri di efficienza nello stato attivo: l’EPA e la Commissione europea intendono definire criteri di efficienza nello stato attivo nella versione 3.0 per tutte le categorie di server informatici per le quali si dispone di dati SERT sufficienti a differenziare i prodotti in modo adeguato. |
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8.2. |
Dimensioni corrette degli alimentatori: l’EPA e la Commissione europea esploreranno le possibilità di incoraggiare l’utilizzo di dimensioni corrette degli alimentatori nella versione 3.0. |
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8.3. |
Inclusione di server informatici CC-CC: l’EPA e la Commissione europea incoraggiano i produttori a collaborare con la SPEC per sviluppare il supporto di server CC (a corrente continua) nel SERT, per far sì che i server informatici CC possano ambire alla certificazione nella versione 3.0. |
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8.4. |
Inclusione di ulteriori architetture di sistema: l’EPA e la Commissione europea incoraggiano i produttori a collaborare con la SPEC per sviluppare il supporto di architetture attualmente non supportate dal SERT ma che rappresentano una parte considerevole del mercato dei server informatici. L’EPA e la Commissione europea prenderanno in considerazione qualsiasi architettura supportata dal SERT prima dello sviluppo della versione 3.0. |
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8.5. |
Rimozione dell’estensore per gli alimentatori ridondanti aggiuntivi: l’EPA e la Commissione europea sono al corrente dell’esistenza di una tecnologia che consente di lasciare in modalità attesa gli alimentatori ridondanti e di attivarli solo se necessario. L’EPA e la Commissione europea incoraggiano l’adozione di questa tecnologia nei server informatici e valuteranno la possibilità di rimuovere dalla versione 3.0 l’attuale estensore per alimentatori ridondanti aggiuntivi qualora non fosse più necessario. |
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8.6. |
Requisiti per acceleratori di elaborazione ausiliari (APA): l’EPA e la Commissione europea intendono rivedere ed eventualmente ampliare i requisiti per le unità APA nella versione 3.0, sulla base dei dati sulle unità APA raccolti con la versione 2.0, nonché includere la valutazione delle unità APA nel SERT. |
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8.7. |
Requisiti per la prova delle caratteristiche termiche e la comunicazione dei dati risultanti: l’EPA e la Commissione europea intendono riconsiderare gli attuali requisiti per le prove della temperatura e la comunicazione dei dati risultanti, al fine di ottimizzare il valore dei dati raccolti a vantaggio dei produttori e degli operatori dei centri di calcolo. |
Appendice A
Esempi di calcolo
1. Requisiti di consumo nello stato inattivo
Per determinare i requisiti di consumo massimo nello stato inattivo ai fini dell’attribuzione del logo ENERGY STAR, è necessario determinare il livello base nello stato inattivo di cui alla tabella 3 e quindi aggiungere le tolleranze di consumo della tabella 4 (nella sezione 3.6 dei criteri di ammissibilità). Di seguito è riportato un esempio.
Esempio: server informatico standard a processore singolo con 8 GB di memoria, due dischi rigidi e due dispositivi di I/O (il primo con due porte da 1 Gbit e il secondo con sei porte da 1 Gbit).
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1.1. |
Tolleranza di base:
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1.2. |
Tolleranze supplementari in termini di consumo nello stato inattivo: determinare le tolleranze supplementari nello stato inattivo per i componenti aggiuntivi di cui alla tabella 4, qui di seguito richiamata.
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1.3. |
La tolleranza finale nello stato inattivo si calcola sommando la tolleranza di base e le tolleranze di consumo supplementari. Per ottenere il logo, il sistema di esempio non dovrebbe consumare più di 78,0 watt nello stato inattivo (47,0 W + 16,0 W + 3,0 W + 12,0 W). |
2. Tolleranza supplementare nello stato inattivo – Alimentatori
Gli esempi riportati di seguito si riferiscono alle tolleranze di consumo nello stato inattivo per gli alimentatori aggiuntivi.
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2.1. |
Se il funzionamento di un server informatico richiede due alimentatori e ne sono installati tre, il server riceve una tolleranza di consumo supplementare nello stato inattivo di 20,0 watt. |
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2.2. |
Se lo stesso server presenta una configurazione di fabbrica con quattro alimentatori installati, esso riceve una tolleranza di consumo supplementare nello stato inattivo di 40,0 watt. |
3. Tolleranza supplementare nello stato inattivo - Canale DDR con buffer aggiuntivo
Gli esempi riportati di seguito si riferiscono alle tolleranze di consumo nello stato inattivo per i canali DDR con buffer aggiuntivi.
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3.1. |
Se, in base alla configurazione di fabbrica, in un server informatico resiliente sono installati sei canali DDR con buffer, il server non riceve una tolleranza di consumo supplementare nello stato inattivo. |
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3.2. |
Se, in base alla configurazione di fabbrica, nello stesso server resiliente sono installati 16 canali DDR con buffer, il server riceve una tolleranza di consumo supplementare nello stato inattivo di 32,0 watt (primi 8 canali = nessuna tolleranza supplementare, ulteriori 8 canali = 4,0 watt × 8 canali DDR con buffer). |
Appendice B
Identificazione della classe di server resilienti
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1. |
Scalabilità e funzionalità RAS del processore – Devono essere supportate tutte le funzionalità elencate di seguito.
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2. |
Scalabilità e funzionalità RAS della memoria – Devono essere supportate tutte le funzionalità e le caratteristiche elencate di seguito.
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3. |
Funzionalità RAS degli alimentatori: tutte le unità di alimentazione installate o fornite con il server devono essere ridondanti e gestibili contemporaneamente. I componenti ridondanti e riparabili possono essere anche ospitati in una singola unità di alimentazione fisica, ma devono essere riparabili senza richiedere lo spegnimento del sistema. È necessario che sia disponibile il supporto per il funzionamento del sistema in modalità operativa danneggiata in caso di riduzione della capacità di alimentazione causata da guasti agli alimentatori o dall’interruzione dell’alimentazione in ingresso. |
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4. |
Funzionalità RAS per le esigenze termiche e di raffreddamento: tutti i componenti di raffreddamento attivi, come le ventole o le unità di raffreddamento ad acqua, devono essere ridondanti e gestibili contemporaneamente. Il complesso del processore deve disporre di meccanismi che consentano di rallentarne drasticamente la velocità in caso di emergenze termiche. È necessario che sia disponibile il supporto per il funzionamento del sistema in modalità operativa danneggiata quando si riscontrano emergenze termiche nei componenti del sistema. |
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5. |
Resilienza del sistema – Il server deve presentare almeno sei delle caratteristiche elencate di seguito.
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6. |
Scalabilità del sistema – Il server deve presentare tutte le caratteristiche elencate di seguito.
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Appendice C
Metodo di prova
1. Panoramica
Il metodo di prova descritto di seguito è utilizzato per determinare la conformità ai requisiti della specifica ENERGY STAR per i server informatici e per acquisire i dati sul consumo nello stato inattivo e nello stato attivo da riportare nella scheda tecnica relativa alle prestazioni e ai consumi energetici dei prodotti ENERGY STAR.
2. Applicabilità
Il seguente metodo di prova è applicabile a tutti i prodotti idonei a ottenere il logo ENERGY STAR nella categoria dei server informatici.
3. Definizioni
Salvo indicazione contraria, tutti i termini utilizzati nel presente documento corrispondono alle definizioni contenute nella specifica ENERGY STAR per i server informatici.
4. Configurazione della prova
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4.1. |
Potenza in ingresso: la potenza in ingresso deve corrispondere ai valori specificati nelle tabelle 6 e 7. La frequenza della potenza in ingresso deve corrispondere a quella specificata nella tabella 8.
Tabella 6 Requisiti di alimentazione in ingresso per i prodotti con potenza nominale inferiore o pari a 1 500 watt (W)
Tabella 7 Requisiti di alimentazione in ingresso per i prodotti con potenza nominale superiore a 1 500 W
Tabella 8 Requisiti della frequenza in ingresso per tutti i prodotti
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4.2. |
Temperatura ambiente: la temperatura ambiente deve essere di 25 ± 5 °C. |
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4.3. |
Umidità relativa: l’umidità relativa deve essere compresa tra il 15 % e l’80 %. |
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4.4. |
Analizzatore di potenza: l’analizzatore di potenza deve riportare il valore quadratico medio (RMS) e almeno due delle seguenti unità di misura: tensione, corrente e fattore di potenza. Gli analizzatori di potenza hanno le seguenti caratteristiche:
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4.5. |
Sensore di temperatura: il sensore di temperatura deve presentare le seguenti caratteristiche:
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4.6. |
Strumento di prova nello stato attivo: SERT 1.0.0, sviluppato dalla SPEC (Standard Performance Evaluation Corporation) (13). |
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4.7. |
Sistema controller: il sistema controller, utilizzato per registrare i dati relativi ai consumi e alla temperatura, può essere un server, un computer desktop o un laptop.
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4.8. |
Requisiti SERT generici: è necessario soddisfare gli eventuali requisiti aggiuntivi specificati nei documenti di supporto SPEC o SERT 1.0.0, salvo se diversamente specificato nel presente metodo di prova. I documenti di supporto SPEC comprendono quelli elencati di seguito:
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5. Conduzione della prova
5.1. Configurazione della prova
È necessario verificare i consumi e l’efficienza dei server informatici sottoposti a prova. La prova deve essere effettuata secondo le modalità descritte di seguito.
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5.1.1. |
Configurazione predefinita: i prodotti devono essere sottoposti a prova nella configurazione predefinita, che comprende la configurazione hardware e le impostazioni del sistema, salvo se diversamente specificato nel presente metodo di prova. Se appropriato, tutte le opzioni software devono essere impostate sui valori predefiniti. |
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5.1.2. |
Posizione in cui effettuare la misurazione: tutte le misurazioni dell’alimentazione devono essere effettuate in un punto intermedio tra la fonte di alimentazione CA e l’UUT. Non è consentito collegare unità UPS tra il misuratore di potenza e l’UUT. Il misuratore di potenza deve restare in funzione fino al completamento della registrazione dei dati relativi al consumo nello stato inattivo e nello stato attivo. Quando si sottopone a prova un sistema blade, l’alimentazione deve essere misurata in corrispondenza del punto di ingresso del telaio blade (ossia sugli alimentatori che convertono l’alimentazione distribuita del centro di calcolo in alimentazione distribuita del telaio). |
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5.1.3. |
Flusso d’aria: non è consentito indirizzare intenzionalmente l’aria in prossimità dell’apparecchiatura per la quale si effettua la misurazione in modo non conforme alla prassi abitualmente seguita nei centri di calcolo. |
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5.1.4. |
Alimentatori: tutte le unità di alimentazione devono essere collegate e operative. UUT con più unità di alimentazione: durante la prova tutti gli alimentatori devono essere collegati alla fonte di alimentazione CA e in funzione. Se necessario, è possibile utilizzare un’unità di distribuzione dell’alimentazione (PDU) per collegare più alimentatori a un’unica fonte. Se si utilizza una PDU, qualsiasi carico elettrico aggiuntivo derivante da tale unità deve essere incluso nella misurazione dei consumi dell’UUT. Quando si sottopongono a prova blade server con telai popolati a metà, è possibile scollegare le unità di alimentazione per i domini di alimentazione non popolati (per ulteriori informazioni, fare riferimento alla sezione 5.2.4.(b)]. |
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5.1.5. |
Gestione dell’alimentazione e sistema operativo: è necessario che sia installato il sistema operativo in dotazione o un sistema operativo rappresentativo. I prodotti che non dispongono di un sistema operativo preinstallato devono essere sottoposti a prova con qualsiasi sistema operativo compatibile. Per tutte le prove devono essere mantenute le configurazioni predefinite delle funzioni di gestione dell’alimentazione e/o di risparmio energetico. Per quanto riguarda le funzioni di gestione dell’alimentazione che richiedono la presenza di un sistema operativo, ossia quelle non controllate in modo esplicito dal BIOS (Basic Input Output System) o dal controller di gestione, durante la prova devono essere utilizzate solo le funzioni abilitate dal sistema operativo per impostazione predefinita. |
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5.1.6. |
Memorizzazione: nei prodotti sottoposti a prova ai fini dell’ottenimento del logo ENERGY STAR deve essere installata almeno un’unità disco rigido (HDD) o un’unità a stato solido (SSD). I prodotti che non dispongono di un’unità HDD o SSD preinstallata devono essere sottoposti a prova utilizzando una configurazione delle unità di memorizzazione uguale a quella di un modello identico in vendita con unità disco preinstallate. I prodotti che non supportano l’installazione di unità disco (HDD o SSD) e utilizzano esclusivamente soluzioni di memorizzazione esterne, ad esempio reti SAN (Storage Area Network), devono essere sottoposti a prova con soluzioni di memorizzazione esterne. |
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5.1.7. |
Sistema blade e server a doppio nodo o multinodo: un sistema blade o un server a doppio nodo o multinodo deve presentare le stesse configurazioni per ciascun nodo o blade server, compresi tutti i componenti hardware e le impostazioni software o di gestione dell’alimentazione. La misurazione dei consumi di questi sistemi deve essere effettuata in modo tale da garantire che il misuratore di potenza acquisisca l’alimentazione proveniente da tutti i nodi o i blade server sottoposti a prova per l’intera durata della prova. |
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5.1.8. |
Telaio blade: il telaio blade deve disporre almeno di capacità di alimentazione, raffreddamento e collegamento in rete per tutti i blade server. Il telaio deve essere popolato come indicato nella sezione 5.2.4. Tutte le misurazioni della potenza per i sistemi blade devono essere effettuate all’ingresso del telaio. |
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5.1.9. |
Impostazioni del BIOS e del sistema dell’UUT: occorre mantenere tutte le impostazioni predefinite del BIOS, salvo se diversamente specificato nel presente metodo di prova. |
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5.1.10. |
I/O (Input/Output) e connessione di rete: almeno una porta dell’UUT deve essere collegata a un commutatore di rete Ethernet. Il commutatore è in grado di supportare la velocità di rete nominale minima e massima dell’UUT. La connessione di rete deve essere attiva durante tutte le prove e, sebbene il collegamento debba essere pronto e in grado di trasmettere pacchetti, non è richiesto alcun traffico specifico sulla connessione durante l’esecuzione della prova. Ai fini della prova, accertarsi che l’UUT disponga di almeno una porta Ethernet (utilizzare un’unica scheda aggiuntiva solo se la funzionalità Ethernet non è di serie). |
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5.1.11. |
Connessioni Ethernet: i prodotti in grado di supportare reti Ethernet a efficienza energetica (conformi allo standard IEEE 802.3az) devono essere collegati esclusivamente ad apparecchiature di rete conformi allo standard EEE (Energy Efficient Ethernet) durante la prova. Occorre prendere le misure appropriate per abilitare le funzioni EEE a entrambe le estremità del collegamento di rete durante tutte le prove. |
5.2. Preparazione dell’UUT
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5.2.1. |
L’UUT deve essere sottoposta a prova con i socket per processori popolati secondo le modalità specificate nella sezione 6.1.2 dei criteri di ammissibilità ENERGY STAR versione 2.0. |
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5.2.2. |
Installare l’UUT in una posizione o in un rack di prova. L’UUT non deve essere fisicamente spostata fino al completamento della prova. |
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5.2.3. |
Se l’UUT è un sistema multinodo, è necessario effettuare la prova verificando i consumi per ciascun nodo dopo aver configurato il telaio in modo che sia completamente popolato. Tutti i server multinodo installati nel telaio devono essere identici e presentare la stessa configurazione. |
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5.2.4. |
Se l’UUT è un sistema blade, è necessario effettuare la prova verificando i consumi per ciascun blade server dopo aver configurato il telaio in modo che sia popolato a metà; è possibile anche effettuare una prova facoltativa con il telaio completamente popolato. Per i sistemi blade, popolare il telaio come indicato di seguito:
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5.2.5. |
Collegare l’UUT a un commutatore di rete Ethernet (IEEE 802.3) attivo. La connessione deve restare attiva per l’intera durata della prova, ad eccezione di brevi intervalli necessari per il passaggio da una velocità di collegamento all’altra. |
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5.2.6. |
Il sistema controller richiesto per fornire il controllo del carico di lavoro SERT, l’acquisizione dei dati o altre funzioni di supporto durante la prova dell’UUT deve essere collegato allo stesso commutatore di rete dell’UUT e soddisfare tutti gli altri requisiti concernenti la rete dell’UUT. Sia l’UUT che il sistema controller devono essere configurati per comunicare tramite la rete. |
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5.2.7. |
Collegare il misuratore di potenza a una fonte di alimentazione CA impostata sulla combinazione di tensione e frequenza adatta alla prova, come specificato nella sezione 4. |
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5.2.8. |
Collegare l’UUT alla presa di corrente del contatore sul misuratore di potenza seguendo le indicazioni fornite nella sezione 5.1.2. |
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5.2.9. |
Collegare l’interfaccia di uscita dei dati del misuratore di potenza e del sensore di temperatura all’ingresso appropriato del sistema controller. |
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5.2.10. |
Verificare che l’UUT presenti la configurazione predefinita di fabbrica. |
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5.2.11. |
Verificare che il sistema controller e l’UUT siano collegati sulla stessa rete interna tramite un commutatore di rete Ethernet. |
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5.2.12. |
Utilizzare un normale comando ping per verificare che il sistema controller e l’UUT possano comunicare tra di loro. |
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5.2.13. |
Installare SERT 1.0.0 sull’UUT e sul sistema controller seguendo le istruzioni fornite nel manuale SERT User Guide 1.0.0 (14). |
6. Procedure di prova per tutti i prodotti
6.1. Prova nello stato inattivo
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6.1.1. |
Accendere l’UUT, utilizzando l’apposito interruttore o collegandola alla rete elettrica. |
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6.1.2. |
Accendere il sistema controller. |
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6.1.3. |
Iniziare a registrare il tempo trascorso. |
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6.1.4. |
Trascorsi da 5 a 15 minuti dal completamento dell’avvio (boot) iniziale o dell’accesso (login) iniziale, impostare il misuratore di potenza in modo che inizi a rilevare i valori del consumo nello stato inattivo con una frequenza pari o superiore a 1 lettura al secondo. |
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6.1.5. |
Rilevare i valori del consumo nello stato inattivo per 30 minuti. Durante tale intervallo di tempo l’UUT deve restare nello stato inattivo e non deve passare a un livello di consumo inferiore con funzionalità limitate (ad esempio, veglia o ibernazione). |
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6.1.6. |
Registrare il consumo medio nello stato inattivo (media aritmetica) durante l’intervallo di prova di 30 minuti. |
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6.1.7. |
Quando si sottopone a prova un server multinodo o un sistema blade, procedere nel modo indicato di seguito per ottenere i valori relativi al consumo di un singolo nodo o blade server:
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6.2. Prova nello stato attivo con SERT
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6.2.1. |
Riavviare l’UUT. |
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6.2.2. |
Trascorsi da 5 a 15 minuti dal completamento dell’avvio (boot) iniziale o dell’accesso (login) iniziale, seguire le istruzioni fornite nel manuale SERT User Guide 1.0.0 per avviare SERT. |
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6.2.3. |
Seguire tutti i passaggi descritti nel manuale SERT User Guide 1.0.0 per eseguire correttamente SERT. |
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6.2.4. |
Durante l’esecuzione di SERT non sono consentiti interventi o operazioni di ottimizzazione manuali sul sistema controller, sull’UUT o nell’ambiente interno ed esterno. |
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6.2.5. |
Una volta completata l’esecuzione di SERT, includere in tutti i risultati delle prove i seguenti file di output:
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IV. SPECIFICHE APPLICABILI AI DISPOSITIVI PER IL TRATTAMENTO DI IMMAGINI (VERSIONE 2.0)
1. Definizioni
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1.1. |
Tipi di prodotto
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1.2. |
Tecnologie di stampa
|
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1.3. |
Modalità operative
|
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1.4. |
Formato dei supporti
|
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1.5. |
Termini complementari
|
2. Campo di applicazione
2.1. Prodotti inclusi
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2.1.1. |
Ai prodotti reperibili in commercio che soddisfano una delle definizioni dei dispositivi per il trattamento di immagini di cui alla sezione 1.1 e sono in grado di essere azionati da 1) una presa a muro, 2) una connessione dati o di rete o 3) sia una presa a muro che una connessione dati o di rete può essere attribuito il logo ENERGY STAR, ad eccezione dei prodotti elencati nella sezione 2.2. |
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2.1.2. |
Il prodotto per il trattamento di immagini deve essere inoltre classificato in base al consumo tipico di energia elettrica (TEC) o alla modalità operativa (OM) di cui alla tabella 1 di seguito, in funzione del metodo di valutazione ENERGY STAR.
Tabella 1 Metodi di valutazione dei dispositivi per il trattamento di immagini
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2.2. Prodotti esclusi
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2.2.1. |
Ai prodotti che rientrano in altre specifiche di prodotto ENERGY STAR non può essere attribuito il logo a norma della presente specifica. L’elenco delle specifiche attualmente in vigore si trova all’indirizzo www.eu-energystar.org. |
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2.2.2. |
Ai prodotti che soddisfano una o più delle condizioni seguenti non può essere attribuito il logo ENERGY STAR a norma della presente specifica:
prodotti progettati per funzionare in collegamento diretto alla corrente trifase. |
3. Criteri per l’attribuzione del logo
3.1. Cifre significative e arrotondamento
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3.1.1. |
Tutti i calcoli vanno effettuati con valori misurati direttamente non arrotondati. |
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3.1.2. |
Salvo disposizioni contrarie, la conformità alla specifica si valuta utilizzando valori misurati direttamente o calcolati senza il ricorso ad arrotondamenti. |
|
3.1.3. |
I valori misurati o calcolati direttamente per essere riportati sul sito ENERGY STAR vanno arrotondati alla cifra significativa più vicina, come stabilito dalle rispettive specifiche. |
3.2. Prescrizioni generali
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3.2.1. |
Alimentazione esterna
Se il prodotto è dotato di un alimentatore esterno monotensione, questo deve soddisfare i requisiti di efficienza di livello V dell’International Efficiency Marking Protocol e recare il marchio “livello V”. Ulteriori informazioni relative a tale protocollo si trovano all’indirizzo www.energystar.gov/powersupplies
|
|
3.2.2. |
Microtelefono senza fili aggiuntivo: I fax o i DMF dotati di funzionalità fax che sono commercializzati con un microtelefono senza fili aggiuntivo devono utilizzare un microtelefono che ha ottenuto il logo ENERGY STAR oppure uno conforme alla specifica ENERGY STAR per i prodotti di telefonia quando viene sottoposto al metodo di prova ENERGY STAR, il giorno in cui il prodotto per il trattamento di immagini riceve il logo ENERGY STAR. La specifica e il metodo di prova ENERGY STAR per i prodotti di telefonia sono reperibili all’indirizzo www.energystar.gov/products. |
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3.2.3. |
Dispositivo multifunzione (DMF) con funzionalità integrate: se il DMF è un insieme di componenti funzionali integrati (ossia se non è un dispositivo fisico unico), la somma del consumo energetico o elettrico di tutti i componenti deve essere inferiore ai requisiti di consumo energetico o elettrico del DMF in questione per ottenere il logo ENERGY STAR. |
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3.2.4. |
Requisiti del DFE: il consumo tipico di energia elettrica (TECDFE) di un DFE di tipo 1 o di tipo 2 commercializzato con un prodotto per il trattamento di immagini al momento della vendita è calcolato con l’equazione 1 per un DFE senza modalità veglia o con l’equazione 2 per un DFE con modalità veglia. Il TECDFE ottenuto è inferiore o pari al TECDFE massimo richiesto indicato alla tabella 2 per il DFE del tipo in questione.
Equazione 1: Calcolo del TECDFE per front-end digitali senza modalità veglia
Dove:
Equazione 2: Calcolo del TECDFE per front-end digitali con modalità veglia
Dove:
Tabella 2 TECDFE massimo necessario per i DFE di tipo 1 e di tipo 2
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3.3. Requisiti per i prodotti a consumo tipico di energia elettrica (TEC)
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3.3.1. |
Capacità duplex automatico
|
|
3.3.2. |
Consumo tipico di energia elettrica (Typical Electricity Consumption, TEC): il consumo tipico di energia (TEC) calcolato con l’equazione 3 o con l’equazione 4 è inferiore o pari al TEC massimo necessario (TECMAX) indicato nell’equazione 6.
|
|
3.3.3. |
Requisiti aggiuntivi per la comunicazione dei risultati delle prove:
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3.4. Requisiti dei prodotti in modalità operativa (OM)
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3.4.1. |
Modalità veglia molteplici: se un prodotto è in grado di entrare automaticamente in molteplici modalità successive di veglia, ai fini dell’attribuzione del logo si usa la stessa modalità veglia in base ai requisiti del tempo di ritardo predefinito per passare alla modalità veglia indicati nella sezione 3.4.3 e ai requisiti di consumo energetico in modalità veglia indicati nella sezione 3.4.4. |
|
3.4.2. |
Requisiti del DFE: per un dispositivo per il trattamento di immagini dotato di un DFE con funzionalità integrate alimentato dal prodotto per il trattamento di immagini, e che soddisfa il pertinente requisito relativo al TECDFE massimo di cui alla tabella 2, non si tiene conto del consumo del DFE, fatte salve le condizioni seguenti:
|
|
3.4.3. |
Tempo di ritardo predefinito: il tempo di ritardo predefinito misurato per il passaggio alla modalità veglia (tSLEEP) è inferiore o pari al tempo di ritardo predefinito necessario per il passaggio alla modalità veglia (tSLEEP_REQ) indicato nella tabella 6, fatte salve le seguenti condizioni:
|
|
3.4.4. |
Consumo energetico in modalità veglia: il consumo energetico misurato in modalità veglia (PSLEEP) è pari o inferiore al requisito di consumo energetico massimo in modalità veglia (PSLEEP_MAX) calcolato con l’equazione 7, fatte salve le condizioni seguenti:
Equazione 7: Calcolo del requisito di consumo massimo in modalità veglia per i prodotti OM
Dove:
Tabella 7 Tolleranza di consumo in modalità veglia per il motore di stampa di base
Tabella 8 Tolleranze di consumo in modalità veglia per gli estensori di funzionalità
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3.4.5. |
Consumo elettrico in modalità attesa: il consumo in modalità attesa, che è il più basso tra i consumi in modalità pronta, in modalità veglia e in modalità spenta misurati durante la procedura di prova, è pari o inferiore al consumo massimo in modalità attesa di cui alla tabella 9, fatta salva la condizione seguente.
Il dispositivo per il trattamento di immagini deve soddisfare il requisito del consumo in modalità attesa a prescindere dallo stato degli altri dispositivi (ad esempio un PC host) ad esso connessi. Tabella 9 Requisito del consumo massimo in modalità attesa
|
4. Prova
4.1. Metodi di prova
Per determinare la rispondenza degli apparecchi per il trattamento di immagini ai criteri per l’attribuzione del logo ENERGY STAR si usano i metodi di prova riportati nella tabella 10.
Tabella 10
Metodi di prova per l’attribuzione del logo ENERGY STAR
|
Tipo di prodotto |
Metodo di prova |
|
Tutti i prodotti |
Metodo di prova ENERGY STAR per gli apparecchi per il trattamento di immagini, rev. maggio-2012 |
4.2. Numero di unità necessarie per le prove
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4.2.1. |
Per le prove sono selezionati modelli rappresentativi in base ai requisiti seguenti:
|
|
4.2.2. |
Per le prove, si sceglie una singola unità per ciascun modello rappresentativo. |
4.3. Qualifica per il mercato internazionale
Ai fini della qualifica, i prodotti sono sottoposti a prova con la combinazione tensione/frequenza d’ingresso pertinente per ciascun mercato in cui saranno commercializzati e pubblicizzati come ENERGY STAR
5. Interfaccia utente.
I produttori sono incoraggiati a progettare prodotti in linea con la norma IEEE 1621 per le interfacce utente relativa agli elementi di interfaccia utente nei dispositivi elettronici di regolazione della potenza utilizzati in ambienti professionali e domestici. Informazioni dettagliate sono disponibili all’indirizzo http://eetd.LBL.gov/Controls.
6. Data di applicazione
Data di applicazione: la specifica ENERGY STAR sui dispositivi per il trattamento di immagini, versione 2.0 si applica dal 1o gennaio 2014. Ai fini dell’attribuzione del logo ENERGY STAR, un modello di prodotto deve soddisfare la specifica ENERGY STAR in vigore al momento della fabbricazione. La data di fabbricazione è specifica per ogni unità ed è quella alla quale un’unità è considerata completamente assemblata.
|
6.1. |
Revisioni future delle specifiche: l’EPA e la Commissione europea si riservano il diritto di modificare la presente specifica se cambiamenti di natura tecnologica e/o commerciale dovessero pregiudicarne l’utilità per i consumatori, l’industria o l’ambiente. Conformemente alla politica attuale, le revisioni della specifica sono realizzate di comune accordo con le parti interessate. In caso di revisione, va notato che l’attribuzione del ENERGY STAR non è concessa automaticamente per l’intera vita di un modello di apparecchio. |
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6.2. |
Considerazioni per future revisioni
|
Appendice D
Metodo di prova per stabilire il consumo energetico dei dispositivi per il trattamento di immagini
1. Contesto
Il metodo di prova descritto di seguito è utilizzato per determinare la conformità del prodotto ai requisiti dei criteri di ammissibilità per l’attribuzione del logo ENERGY STAR applicabili ai dispositivi per il trattamento di immagini
2. Applicabilità
I requisiti delle prove ENERGY STAR sono funzionali alla di prodotti da valutare. La tabella 11 è usata per stabilire la pertinenza di ciascuna sezione del presente documento.
Tabella 11
Applicabilità della procedura di prova
|
Tipo di prodotto |
Formato dei supporti |
Tecnologie di stampa |
Metodo di valutazione ENERGY STAR |
|
Fotocopiatrice |
Standard |
Termica diretta (DT), sublimazione di inchiostro (DS), elettrofotografia (EP), inchiostro solido (SI), trasferimento termico (TT) |
Consumo energetico tipico (TEC) |
|
Grande |
DT, DS, EP, SI, TT |
Modalità operativa (OM) |
|
|
Duplicatore digitale |
Standard |
Stencil |
TEC |
|
Fax |
Standard |
DT, DS, EP, SI, TT |
TEC |
|
Getto d’inchiostro |
OM |
||
|
Affrancatrice |
Tutti |
DT, EP, IJ, TT |
OM |
|
Dispositivo multifunzione (DMF) |
Standard |
IJ, DT, DS, EP, SI, TT a elevate prestazioni |
TEC |
|
IJ, impatto |
OM |
||
|
Grande |
DT, DS, EP, IJ, SI, TT |
OM |
|
|
Stampante |
Standard |
IJ, DT, DS, EP, SI, TT a elevate prestazioni |
TEC |
|
IJ, impatto |
OM |
||
|
Grande o piccolo |
DT, DS, EP, a impatto, IJ, SI, TT |
OM |
|
|
Piccolo |
IJ a elevate prestazioni |
TEC |
|
|
Scanner |
Tutti |
N/D |
OM |
3. Definizioni
Salvo indicazione contraria, i termini utilizzati nel presente documento corrispondono alle definizioni contenute nella specifica ENERGY STAR riguardante i criteri di ammissibilità per i prodotti per il trattamento di immagini.
4. Configurazione della prova
Configurazione generale della prova
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4.1. |
Configurazione della prova e strumenti: la configurazione della prova e gli strumenti per tutte le parti della procedura qui descritta sono conformi ai requisiti della norma IEC 62301 “Measurement of Household Appliance Standby Power”, sezione 4, “General Conditions for Measurements”, seconda edizione. In caso di prescrizioni tra loro contraddittorie, prevalgono quelle relative al metodo di prova ENERGY STAR. |
|
4.2. |
Potenza in ingresso a CA. I prodotti destinati ad essere alimentati da una rete elettrica CA sono collegati a una fonte di tensione adatta al mercato di destinazione, come indicato nella tabella 12 o nella tabella 13.
|
|
4.3. |
Potenza in ingresso a CC a bassa tensione
|
|
4.4. |
Temperatura ambiente: La temperatura ambiente è di 23 °C ± 5 °C. |
|
4.5. |
Umidità relativa: l’umidità relativa è compresa tra 10 % e 80 %. |
|
4.6. |
Misuratore di potenza: i misuratori di potenza hanno le seguenti caratteristiche:
|
|
4.7. |
Incertezza di misurazione (17):
|
|
4.8. |
Misurazione del tempo: le misurazioni del tempo possono essere effettuate con un normale cronometro o altro dispositivo analogo con una risoluzione di almeno 1 secondo. |
|
4.9. |
Specifiche applicabili alla carta
|
5. Misurazione della fonte di CC a bassa tensione per tutti i prodotti
|
5.1. |
Collegare la fonte di CC al misuratore e all’alimentazione in CA pertinente come indicato nella tabella 12. |
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5.2. |
Verificare che la fonte di CC sia priva di carico. |
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5.3. |
Far stabilizzare la fonte di CC per almeno 30 minuti. |
|
5.4. |
Misurare e registrare la tensione della fonte di CC senza carico (PS) conformemente alla norma IEC 62301, prima edizione. |
6. Configurazione della prova preliminare dell’UUT per tutti i prodotti
6.1. Configurazione generale
|
6.1.1. |
Velocità del prodotto a fini di calcolo e comunicazione dati: la velocità del prodotto a fini di calcolo e comunicazione è la velocità massima dichiarata dal produttore in base ai seguenti criteri, espressa in immagini al minuto (ipm) e arrotondata al numero intero più vicino:
|
|
6.1.2. |
Colore: i prodotti in grado di rendere immagini a colori sono sottoposti a prova in modalità monocromatica (nero).
|
6.2. Configurazione degli apparecchi fax
Tutti gli apparecchi fax e i DMF con funzionalità fax che si collegano ad una linea telefonica sono collegati ad una linea telefonica durante l’esecuzione della prova, oltre ad essere connessi a una rete di cui alla tabella 16 se l’UUT è dotata di una funzione di rete.
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a) |
Se non si dispone di una linea telefonica funzionante, si può ricorrere, in sostituzione, ad un simulatore di linea. |
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b) |
Solo gli apparecchi fax sono sottoposti a prova utilizzando la funzionalità fax. |
La prova sui fax è effettuata con un’immagine per lavoro.
6.3. Configurazione dei duplicatori digitali
Fatta eccezione per quanto indicato di seguito, i duplicatori digitali sono configurati e sottoposti a prova come stampanti, fotocopiatrici o DMF, a seconda delle loro funzionalità di fabbrica.
|
a) |
I duplicatori digitali sono sottoposti a prova alla velocità massima dichiarata, che è anche la velocità da utilizzare per determinare la dimensione del lavoro per la prova, e non alla velocità predefinita di fabbrica, se diversa. |
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b) |
Per i duplicatori digitali, si utilizza un’unica immagine originale. |
7. Inizializzazione della prova preliminare dell’UUT per tutti i prodotti
Inizializzazione generale
Prima dell’inizio della prova, l’UUT è inizializzata come segue:
|
a) |
installare l’UUT in base alle istruzioni del produttore o alla documentazione che accompagna la macchina.
|
|
b) |
collegare l’UUT alla fonte di alimentazione; |
|
c) |
accendere l’UUT ed eseguire la configurazione iniziale di sistema, se del caso; verificare che i tempi di ritardo predefiniti siano configurati in base alle specifiche di prodotto e/o alle raccomandazioni del produttore.
|
|
d) |
i dispositivi antiumidità che possono essere controllati dall’utente sono spenti o disattivati durante la prova; |
|
e) |
precondizionamento: mettere l’UUT in modalità spenta e lasciarla inattiva per 15 minuti.
|
8. Procedura di prova del consumo tipico di energia elettrica (TEC)
8.1. Struttura dei lavori
|
8.1.1. |
Lavori al giorno: il numero di lavori al giorno (NJOBS) è specificato nella tabella 17.
Tabella 17 Numero di lavori al giorno (NJOBS)
|
|
8.1.2. |
Immagini per lavoro: tranne per gli apparecchi fax, il numero di immagini è calcolato secondo l’equazione 9 indicata di seguito. Per praticità, nella tabella 21 alla fine del presente documento è riportato il calcolo delle immagini per lavoro risultante per ogni valore intero della velocità di prodotto fino a 100 ipm.
Equazione 9: Calcolo del numero di immagini per lavoro
Dove:
|
8.2. Procedure di misurazione
La misurazione del TEC è eseguita in base alla tabella 18 per le stampanti, gli apparecchi fax, i duplicatori digitali con funzionalità di stampa e i DMF con funzionalità di stampa, e in base alla tabella 19 per le fotocopiatrici, i duplicatori digitali senza funzionalità di stampa e i DMF senza funzionalità di stampa, secondo le seguenti disposizioni:
|
a) |
carta: l’UUT deve disporre di carta sufficiente per svolgere i lavori di stampa o copia prestabiliti; |
|
b) |
capacità duplex: i prodotti sono sottoposti a prova nella modalità unidirezionale, a meno che la velocità di output in modalità duplex sia superiore alla velocità di output in modalità unidirezionale, nel qual caso la prova si esegue nella modalità duplex. In tutti i casi occorre documentare la modalità in cui è stata effettuata la prova sull’unità e la velocità di stampa utilizzata. Gli originali per la copia sono costituiti da immagini simplex; |
|
c) |
metodo per la misurazione del consumo elettrico: tutte le misurazioni sono registrate come energia accumulata nel tempo, in wattora (Wh), e il tempo è registrato in minuti. L’operazione “azzerare il contatore” può consistere nel registrare il consumo cumulativo di energia nell’istante preso in considerazione, anziché nell’azzeramento vero e proprio del contatore. Tabella 18 Procedura di prova TEC per stampanti, apparecchi fax, duplicatori digitali con funzionalità di stampa e DMF con funzionalità di stampa
Tabella 19 Procedura di prova TEC per fotocopiatrici, duplicatori digitali senza funzionalità di stampa e DMF senza funzionalità di stampa
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9. Procedura di prova basata sulla modalità operativa (OM)
Procedure di misurazione
La misurazione del consumo di energia e dei tempi di ritardo è eseguita conformemente alla tabella 20, secondo le disposizioni seguenti.
Misurazione del consumo di energia: tutte le misurazioni del consumo di energia sono eseguite utilizzando la potenza media o l’energia cumulativa, in base ai metodi descritti di in appresso.
|
1) |
Metodo della potenza media: la potenza media effettiva è misurata nel corso di un periodo scelto dall’utente, che non può essere inferiore a 5 minuti. Per le modalità operative la cui durata è inferiore a 5 minuti, la potenza media effettiva è misurata sull’intera durata della modalità. |
|
2) |
Metodo dell’energia cumulativa: se lo strumento utilizzato per la prova non è in grado di misurare la potenza media effettiva, è misurato il consumo cumulativo di energia nell’arco di un periodo di tempo scelto dall’utente. Il periodo di prova non è inferiore a 5 minuti. La potenza media è determinata dividendo il consumo cumulativo di energia per la durata del periodo di prova. |
|
3) |
Se il consumo di energia della modalità sottoposta a prova è periodico, il periodo di prova include uno o più periodi completi.
|
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10. Procedure aggiuntive per i prodotti dotati di front-end digitale (DFE, Digital Front End)
Questo passaggio si applica esclusivamente ai prodotti dotati di DFE, seconda la definizione di cui alla sezione 1 dei requisiti del programma ENERGY STAR per i dispositivi per il trattamento di immagini.
10.1. Prova dei DFE in modalità pronta
|
10.1.1. |
I prodotti predisposti per la connessione in rete nella configurazione di fabbrica sono collegati ad una rete durante l’esecuzione della prova. La connessione di rete da utilizzare è determinata in base alla tabella 16. |
|
10.1.2. |
Se il DFE dispone di un cavo di alimentazione separato, a prescindere dal fatto che il cavo e il comando siano interni o esterni al prodotto per il trattamento di immagini, si misura per 10 minuti il consumo di energia soltanto del DFE e se ne registra la media mentre il prodotto principale è in modalità pronta. |
|
10.1.3. |
Se il DFE non è dotato di un cavo di alimentazione separato, il collaudatore misura l’alimentazione CC necessaria al funzionamento del DFE quando l’intero apparecchio si trova in modalità pronta. Si misura per 10 minuti la corrente continua in ingresso del DFE e se ne registra la media mentre il prodotto principale è in modalità pronta. A tal fine, il metodo più comunemente utilizzato consiste nell’eseguire una misurazione istantanea della corrente continua in ingresso del DFE. |
10.2. Prova dei DFE in modalità veglia
Questa prova è eseguita per determinare il consumo energetico in modalità veglia di un DFE nell’arco di un’ora. Il valore ottenuto si utilizzerà per certificare i prodotti per il trattamento di immagini dotati di DFE con modalità veglia predisposte alla connessione in rete.
|
10.2.1. |
I prodotti predisposti per la connessione in rete nella configurazione di fabbrica sono collegati ad una rete durante l’esecuzione della prova. La connessione di rete da utilizzare è determinata in base alla tabella 16. |
|
10.2.2. |
Se il DFE dispone di un cavo di alimentazione separato, a prescindere dal fatto che il cavo e il comando siano interni o esterni al prodotto per il trattamento di immagini, si misura per 1 ora il consumo di energia soltanto del DFE e se ne registra la media mentre il prodotto principale è in modalità veglia. Alla fine del periodo di misurazione di 1 ora, si invia un lavoro di stampa al prodotto principale per accertarsi che il DFE risponda al comando. |
|
10.2.3. |
Se il DFE non è dotato di un cavo di alimentazione separato, il collaudatore misura l’alimentazione CC necessaria al funzionamento del DFE quando l’intero apparecchio si trova in modalità veglia. Si misura per 1 ora la corrente continua in ingresso del DFE e se ne registra la media mentre il prodotto principale è in modalità veglia. Alla fine del periodo di misurazione di 1 ora, si invia un lavoro di stampa al prodotto principale per accertarsi che il DFE risponda al comando. |
|
10.2.4. |
Nei casi di cui ai punti 10.2.2 e 10.2.3 si applicano i seguenti requisiti:
|
Nota: tutte le informazioni specificate o fornite dai produttori per le prove dei prodotti sono messe a disposizione del pubblico.
11. Riferimenti
|
11.1. |
ISO/IEC 10561:1999, “Information technology – Office equipment – Printing devices – Method for measuring throughput – Class 1 and Class 2 printers”. |
|
11.2. |
IEC 62301:2011, “Household Electrical Appliances – Measurement of Standby Power”, seconda edizione.
Tabella 21: Numero di immagini al giorno calcolato per velocità del prodotto da 1 a 100 ipm
|
(1) Commissione elettrotecnica internazionale (IEC). Norma IEC 62040-3: 2011. “Sistemi statici di continuità (UPS) – parte 3: Metodi di specifica delle prestazioni e prescrizioni di prova”, seconda edizione.
(2) I guasti dell’alimentazione in ingresso si verificano quando la tensione e la frequenza oltrepassano la fascia di tolleranza nominale, stazionaria e transiente oppure quando le distorsioni o le interruzioni oltrepassano i limiti specificati per l’UPS.
(3) L’energia erogata dall’UPS VFD dipende dalle variazioni di tensione e frequenza della CA in ingresso e non offre altre funzioni correttive come avviene quando si usano trasformatori allacciati.
(4) Il produttore deve definire una fascia di tolleranza della tensione in uscita più ristretta di quella della tensione d’ingresso L’energia erogata dall’UPS VI dipende dalla frequenza d’ingresso della CA e la tensione d’uscita deve restare nei limiti di tensione prescritti (stabiliti da funzioni correttive aggiuntive della tensione come quelle che derivano dall’uso di circuiti attivi e/o passivi).
(5) Questa definizione consente a potenze dell’UPS superiori a 100 000 W di retroalimentare la fonte d’ingresso a CA se si trova in modalità di prova e fatte salve le norme locali.
(6) Gli impulsi sono picchi a forma di onda prodotti da un raddrizzatore per ciclo e dipendono dalla configurazione del raddrizzatore e dal numero delle fasi d’ingresso.
(7) Commissione elettrotecnica internazionale (IEC). Norma IEC 62053-21. “Apparati per la misura dell’energia elettrica (c.a.) – Prescrizioni particolari – parte 21: Contatori statici di energia attiva (classe 1 e 2)”, prima edizione
(8) Commissione elettrotecnica internazionale (IEC), Norma IEC 62053-22, “Apparati per la misura dell’energia elettrica (c.a) – Prescrizioni particolari – parte 22: Contatori statici di energia attiva (classe 0,2 e 0,5 S)”, prima edizione.
(9) American National Standards Institute. Norma ANSI C12.1. “American National Standard for Electric Meters: Code for Electricity Metering”, 2008.
(10) Un GB corrisponde a 1 024 3 o 230 byte.
(*1) Nota: la tensione di 230 V CA si riferisce al mercato europeo, mentre il valore di 115 V CA si riferisce al mercato nordamericano
(11) http://www.spec.org/sert/
(12) http://www.spec.org/sert/docs/SERT-Design_Document.pdf
(13) http://www.spec.org/
(14) http://www.spec.org/sert/docs/SERT-User_Guide.pdf
(15) Ai fini della presente specifica, per “rete” o “alimentazione elettrica principale” s’intende la fonte di alimentazione, compresa l’alimentazione a corrente continua per i prodotti che funzionano solo a corrente continua.
(16) IEC 62301 Ed. 1.0 – Household electrical appliances – Measurement of standby power.
(17) L’incertezza di misurazione è calcolata in base alla norma IEC 62301, seconda edizione, appendice D.
È calcolata solo l’incertezza dovuta allo strumento di misurazione.
(18) Anche indicata come interfaccia parallela o Centronics.
(19) Institute of Electrical and Electronics Engineers (IEEE), norma 802.3az-2010, “IEEE Standard for Information Technology—Telecommunications and Information Exchange Between Systems—Local and Metropolitan Area Networks—Specific Requirements—Part 3: Carrier Sense Multiple Access with Collision Detection (CSMA/CD) Access Method and Physical Layer Specifications”, 2010.