Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni Rafforzare il potenziale del turismo per l'occupazione Seguito delle conclusioni e raccomandazioni del Gruppo ad alto livello sul turismo e sull'occupazione
Gazzetta ufficiale n. C 178 del 23/06/1999 pag. 0003 - 0013
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE E AL COMITATO DELLE REGIONI Rafforzare il potenziale del turismo per l'occupazione Seguito delle conclusioni e raccomandazioni del Gruppo ad alto livello sul turismo e sull'occupazione (1999/C 178/03) INTRODUZIONE L'impulso dato dalla conferenza europea sul turismo e l'occupazione organizzata dalla presidenza lussemburghese e dalla Commissione nel novembre 1997 ha segnato l'inizio di un rinnovato sforzo di analisi dell'importante contributo che il turismo può offrire alla soluzione dei grandi problemi che l'Europa si trova ad affrontare alla vigilia del XXI secolo. Grazie alla sua capacità di rafforzare la coesione tra le regioni europee, comprese quelle situate alla periferia dell'Unione, per le quali esso rappresenta spesso la principale fonte di reddito e di occupazione, il turismo riveste un ruolo essenziale nell'integrazione delle economie delle regioni europee e nella valorizzazione delle loro risorse culturali e naturali. Il concorso di molteplici fattori offrirà nuove opportunità di mercato alle imprese europee, in particolare alle PMI, e contribuirà ad avvicinare i cittadini europei e ad accomunarne i valori. Tre questi, il fenomeno dell'invecchiamento demografico, che nei prossimi decenni modificherà profondamente l'assetto della società europea(1). Inoltre, l'introduzione dell'euro, il completamento del processo di liberalizzazione nei trasporti e lo sviluppo delle reti di trasporto, il funzionamento più efficace del mercato interno, insieme alla rapida espansione delle nuove tecnologie e dei nuovi strumenti della società dell'informazione, che stimoleranno la domanda di nuove attività e nuovi servizi attinenti al turismo, faciliteranno la mobilità dei cittadini e contribuiranno ad assicurare una maggiore internazionalizzazione dei flussi turistici europei. L'occupazione figura fra le principali azioni prioritarie della Commissione nel campo del turismo. Vista la necessità di dare un orientamento comune alle politiche dell'occupazione a livello europeo, la priorità che va accordata al legame fra il turismo e l'occupazione riflette i fatti seguenti: - le attività legate al turismo, che in Europa concorrono già in misura rilevante all'occupazione e comprendono una vasta gamma di professioni, offrono indubbie possibilità di creazione di posti di lavoro (si stima che il turismo possa creare entro il 2010, nell'ipotesi di un tasso di crescita annuale dell'1,0-1,5 %, tra 2,2 e 3,3 milioni di posti di lavoro in aggiunta ai 9 milioni attuali(2). - l'importanza dell'industria turistica, presente ampiamente in tutti i paesi dell'UE (circa 2 millioni d'imprese, essenzialmente PMI, assicurano il 5,5 % del PIL, il 6 % dell'occupazione e il 30 % del commercio estero di servizi), che costituisce un valido banco di prova per la realizzazione della strategia europea per l'occupazione nel settore dei servizi; - il ruolo di primo piano e le competenze delle autorità pubbliche a livello locale, regionale e nazionale nella creazione di condizioni favorevoli a uno sviluppo sostenibile del turismo e l'importante ruolo di sostegno dell'Unione europea a questo proposito. La relazione del Gruppo ad alto livello (GAL) sul turismo e l'occupazione e la relazione del Parlamento europeo su "Le professioni del futuro in Europa"(3) confermano quest'analisi e sottolineano la necessità di un maggiore coordinamento delle iniziative prese ai vari livelli al fine di sfruttare le potenzialità del turismo in vista della creazione di nuovi e migliori posti di lavoro attraverso uno sviluppo equilibrato e sostenibile. Ciò implica un approccio integrato e transsettoriale in fatto di programmazione, sviluppo e funzionamento delle attività turistiche, tenendo conto della protezione e dell'uso appropriato dell'ambiente naturale e sociale nelle regioni ospiti. La presente comunicazione, insieme alle conclusioni e le raccomandazioni del Gruppo ad alto livello, risponde alla richiesta del Consiglio dei ministri di concentrarsi sulla relazione fra turismo e occupazione(4). Essa riflette anche il desiderio espresso a livello dell'UE dal Parlamento europeo, dal Comitato economico e sociale e dal Comitato delle regioni, dagli Stati membri e dalle parti sociali di definire mezzi e condizioni per ottimizzare il contributo del turismo all'occupazione e per favorire l'adozione di misure positive atte ad assicurare che questo potenziale sia sfruttato. Questo contribuirà anche alla definizione di una chiara identità del settore, che finora è mancata anche a causa della natura frammentata delle sue componenti, il che spiega in parte perché sul piano politico il turismo è stato trascurato in quanto creatore di occupazione. La valutazione globale delle conclusioni e delle raccomandazioni della relazione e il seguito proposto dal Gruppo ad alto livello dimostrano chiaramente la necessità di un maggiore e più adeguato coordinamento a livello comunitario nel settore del turismo, in conformità con le priorità e le politiche dell'Unione e degli Stati membri. Per raggiungere questo obiettivo occorre adottare un approccio equilibrato e coerente rispetto alle risorse disponibili, che garantisca una loro gestione valida ed efficace. 1. VALORIZZARE I RISULTATI OTTENUTI Nella sua riunione del 26 novembre 1997 il Consiglio dei ministri (del turismo) ha confermato che uno sviluppo equilibrato e sostenibile del turismo europeo può contribuire in maniera sostanziale alla lotta contro la disoccupazione negli Stati membri. Prendendo atto dei risultati della Conferenza europea sull'occupazione e sul turismo del 4 e 5 novembre 1997, svoltasi sotto gli auspici della presidenza lussemburghese, il Consiglio ha invitato la Commissione europea ad esaminare ulteriormente la questione e a presentare una relazione sui progressi realizzati. L'istituzione del Gruppo ad alto livello sul turismo e l'occupazione all'inizio del 1998, sotto l'autorità della Commissione e in consultazione con gli Stati membri, e la presentazione delle conclusioni e delle raccomandazioni del Gruppo nell'ottobre 1998 hanno segnato la conclusione di una prima importante fase della risposta alla richiesta del Consiglio, che ha permesso: - una valutazione realistica delle possibillità di creare occupazione in settori e attività specifici legati ai servizi del turismo; - un'analisi dei principali elementi di forza e di debolezza del mercato del lavoro europeo nel settore turistico; - uno studio strategico delle condizioni richieste e dei mezzi da impiegare per rafforzare la competitività e migliorare la qualità dell'ocupazione grazie al turismo, nonché raccomandazioni pratiche rivolte alle parti interessate. Le ampie raccomandazioni formulate dal Gruppo di alto livello nella sua relazione si propongono di: - incoraggiare le imprese turistiche a rispondere ai bisogni della clientela; - migliorare il funzionamento del mercato turistico creando condizioni migliori per le imprese; - modernizzare e rafforzare l'efficienza delle infrastrutture turistiche; - valorizzare le risorse umane nel turismo; - incoraggiare lo sviluppo sostenibile del turismo. Le raccomandazioni sono rivolte: - alle parti sociali e in particolare alle imprese; - alle autorità pubbliche e ai servizi di sviluppo e di promozione del turismo; - all'Unione europea. È opinione diffusa che un maggiore riconoscimento politico del ruolo del turismo europeo e una maggiore integrazione delle politiche comunitarie pertinenti faciliterebbero l'ottimizzazione del suo contributo potenziale alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo durevole. Ciò permetterebbe: - di prendere in più adeguata considerazione, ai diversi livelli del processo decisionale, le legittime preoccupazioni del turismo; - di favorire la modernizzazione dei servizi legati al turismo e lo sviluppo di una nuova cultura d'impresa in questo settore, capace di renderlo più competitivo e in grado di sostenere la forte concorrenza delle destinazioni extraeuropee. 2. BASARSI SULL'INFORMAZIONE E SULLE MIGLIORI PRATICHE IN UN QUADRO EUROPEO La pubblicazione immediata della relazione in tutte le lingue ufficiali dell'UE e la sua vasta diffusione da parte della Commissione hanno segnato l'inizio di una seconda fase dell'azione, destinata ad incoraggiare le autorità pubbliche, le associazioni professionali e le imprese turistiche ad esaminare i problemi sollevati alla luce della propria esperienza e ad attuare misure pratiche appropriate. Questo processo è già iniziato nella maggior parte degli Stati membri e nei paesi membri dello Spazio economico europeo, come è stato indicato nella riunione straordinaria del Comitato consultivo sul turismo svoltasi a Berlino il 10 marzo 1999. In quest'occasione, i rappresentanti degli Stati membri hanno accolto molto favorevolmente la relazione del GAL, che è stata considerata un utile contributo, e tra l'altro, suscettibile di favorire un maggiore riconoscimento dell'importanza del turismo. Le iniziative prese dagli Stati membri per quanto riguarda le questioni sollevate dal Gruppo ad alto livello dimostrano una convergenza di opinioni sulla necessità di rafforzare la competitività del turismo europeo nell'interesse della crescita e dell'occupazione. Inoltre, si ritiene in generale che quest'obiettivo comune potrebbe essere raggiunto più facilmente migliorando lo scambio d'informazioni e creando più sinergie fra le numerose iniziative nazionali e comunitarie nel campo del turismo. L'impulso dato dalla Commissione alla questione del turismo e dell'occupazione ha permesso di analizzare meglio il problema e di sensibilizzare le parti interessate alle misure necessarie. Questo conferma l'utilità di un vasto processo di consultazione e di cooperazione riguardo alle conclusioni e alle raccomandazioni del Gruppo ad alto livello e dimostra la necessità di un seguito efficace basato su una coerente strategia di lungo termine. Le proposte del GAL invitano ad uno sforzo comune per: - creare condizioni quadro adeguate e strumenti di supporto e sfruttare meglio le possibilità offerte dai programmi comunitari relativi al turismo; - prendere coscienza del fatto che politiche del turismo equilibrate e sostenibili, inserite in una strategia integrata, possono fare del turismo un altro elemento essenziale per la realizzazione dei grandi obiettivi politici dell'Europa, il che permetterebbe d'integrare il tursimo nelle riforme strutturali e di tener conto del turismo nel quadro degli orientamenti europei per l'occupazione. La strategia dovrebbe porsi tre grandi obiettivi, che emergono chiaramente da una valutazione globale delle raccomandazioni del Gruppo: - migliorare le conoscenze, il know-how e le competenze nel campo del turismo; - fornire più informazioni su iniziative e su programmi comunitari specifici di interesse per il turismo e facilitare l'accesso a tali iniziative e programmi; - intensificare lo scambio d'informazioni sulle misure legislative e sui progetti di sviluppo adottati dai poteri pubblici degli Stati membri nel campo del turismo. In pratica, i principali elementi di tale strategia potrebbero essere i seguenti: - istituzione di un programma (quadro) pluriennale sul turismo, come previsto nel compromesso presentato dalla presidenza austriaca del Consiglio dei ministri, a seguito della proposta della Commissione, che permetterebbe di creare i principali strumenti operativi richiesti. È opportuno ricordare che il compromesso della presidenza austriaca prevede i seguenti punti: i) raccolta e diffusione di informazioni quantitative e qualitative, anche sulle migliori pratiche; ii) messa a punto di strumenti d'informazione di facile impiego sui programmi e sulle iniziative comunitarie di interesse per il turismo; iii) creazione di una piattaforma strutturata di consultazione e di cooperazione con le autorità pubbliche, le imprese del turismo e le altre parti interessate; - definizione di orientamenti politici proposti dalla Commissione e dagli Stati membri, con i paesi candidati invitati a partecipare attivamente ai lavori; - la futura Commissione potrà considerare l'opportunità di rivedere l'attuale dispositivo di consultazione ad hoc di circa 40 diverse organizzazioni europee e creare un unico nuovo "Consiglio Consultivo Europeo del Turismo". Il consiglio, che potrebbe informare la Commissione sull'evoluzionedel turismo europeo, potrebbe rappresentare i principali attori del settore del turismo e comprendere responsabili di primo piano del settore pubblico e di quello privato. Ciò permetterebbe anche di ricorrere alle persone più competenti per studiare questioni di grande importanza per il turismo utilizzando meglio questi talenti nel quadro di un approccio coerente mirante a raggiungere obiettivi prioritari specifici(5); - rafforzare il processo di consultazione e di cooperazione con altre organizzazioni internazionali che lavorano per lo sviluppo del turismo, come l'OCSE, il Consiglio d'Europa, l'UNESCO, l'Organizzazione mondiale del turismo, allo scopo di creare più sinergie fra le diverse iniziative e di promuovere le realizzazioni dell'UE in questo campo(6). In sostanza, l'approccio descritto si basa su una strategia del turismo europeo fondata sulla "conoscenza" che dovrebbe incoraggiare le imprese, gli organi pubblici e altre parti interessate a sfruttare meglio le informazioni esistenti, ad acquisire e sviluppare il know-how, ad elaborare nuovi processi e a trarre profitto dalle migliori pratiche. 3. RAFFORZARE IL CONTRIBUTO DEL TURISMO ALLA STRATEGIA EUROPEA DELL'OCCUPAZIONE L'azione riguardante il turismo e l'occupazione attualmente intrapresa dalla Commissione si iscrive nell'impegno della Comunità europea di porre l'occupazione al centro delle proprie iniziative, includendo questo obiettivo in tutti i suoi programmi e in tutte le sue politiche, secondo l'orientamento oggetto di una comunicazione della Commissione in preparazione delle decisioni che verranno prese dal Consiglio europeo di Colonia (3-4 giugno 1999)(7). Vi si rispecchia anche la necessità di sfruttare tutte le occasioni che si presentano per adottare misure innovative, compatibili con l'ambiente e sostenibili a favore dell'occupazione, creare nuovi partenariati e nuovi effetti di sinergia che favoriscono la crescita e creare posti di lavoro supplementari e migliori in settori d'attività economica sotto-utilizzati. Inoltre, ciò corrisponde agli orientamenti del 1999 per l'occupazione, che prevedono un nuovo impegno da parte degli Stati membri a sfruttare pienamente il potenziale occupazionale del settore dei servizi, nel quale l'UE è in forte ritardo rispetto agli Stati Uniti. La relazione del Gruppo ad alto livello sul turismo e l'occupazione spiega perché il turismo potrebbe essere un partner prezioso e illustra a quali condizioni esso potrebbe contribuire pienamente alla crescita e all'occupazione. Essa mostra inoltre che una parte del settore è sempre più sensibile ai problemi sociali ed ambientali e che suoi rappresentanti di primo piano, alcuni dei quali si sono già personalmente impegnati, sono disposti a contribuire attivamente alla creazione di occupazione e a partecipare a uno sforzo comunitario sostenuto in quest'ambito. La recente evoluzione della crescita e dell'occupazione(8) conferma le conclusioni del Gruppo ad alto livello riguardo alle possibilità del tursimo di realizzare i quattro principi fondamentali della strategia europea dell'occupazione, vale a dire sviluppare lo spirito d'impresa, migliorare l'attitudine all'occupazione, incoraggiare la capacità d'adattamento e rafforzare la parità delle opportunità(9). Nel considerare l'impatto del turismo sull'occupazione va tenuto conto anche della generale liberalizzazione negli Stati membri dell'UE del turismo, diretto verso l'interno e verso l'esterno, e del fatto che in nessuno nei grandi paesi terzi esistono più restrizioni alla circolazione delle persone e alla loro spesa all'estero, secondo gli impegni presi nel quadro dell'Accordo generale sul commercio dei servizi (GATS)(10). Il livello degli impegni presi per quanto riguarda il settore del turismo è più elevato che per ogni altro settore in quasi tutti i paesi interessati (114 membri nel marzo 1999) e la priorità va ora alla loro attuazione. Questo indica chiaramente l'intenzione della maggior parte degli Stati membri dell'OMC di sviluppare le loro attività turistiche e di accrescere il flusso degli investimentidiretti stranieri nel quadro della loro azione mirante a promuovere la crescita economica. La Commissione procede attualmente ad inventariare le principali barriere che ostacolano l'accesso ai paesi e ai mercati, che dovrebbero essere eliminate. Al tempo stesso, è necessario creare e mantenere il vasto sostegno ad un'economia mondiale aperta che ha permesso negli scorsi decenni una rapida crescita in tante parti del mondo. A questo riguardo, l'ulteriore liberalizzazione dei servizi turistici e di viaggio ha un importante ruolo da svolgere. Mentre il turismo dovrebbe essere considerato un partner ideale per questo processo, il suo contributo all'occupazione è stato raramente esaminato a fondo e in tutti i suoi aspetti. Questo è tanto più deplorevole in quanto il turismo ha un'incidenza su numerose attività economiche in tutte le regioni d'Europa e richiede investimenti considerevoli di risorse umane. Il fatto che il turismo sia un settore frammentato, costituito da un gran numero di piccole imprese, e che non goda quindi di un'identità settoriale chiaramente definita spiega in parte perché la sua importanza nella creazione d'occupazione tenda ad essere trascurata. Varie ragioni fanno del turismo un partner potenzialmente efficace nello sviluppo di una politica europea dell'occupazione: - le prospettive attuali e future favorevoli alla crescita della domanda turistica stimolano lo sviluppo di imprese, di prodotti, di servizi e di posti di lavoro, specie in relazione all'integrazione delle preoccupazioni ambientali nelle pratiche di sviluppo del turismo; - la natura e la struttura delle imprese del turismo, la loro forte presenza in tutta Europa, la facilità con cui i nuovi arrivati accedono al mercato e la possibilità di creare nuovi mercati di nicchia incoraggiano l'avvio di nuove attività; - il fatto che il turismo sia incluso nella prossima tornata dei negoziati sui servizi in programma nel 2000, che dovrebbe estendere al mondo intero la liberalizzazione, creando nuove possibilità di commerci e di investimenti; - le molteplici attività che concorrono a soddisfare il consumo turistico sono parte integrante del tessuto economico, sociale ed amministrativo a livello locale, nazionale ed europeo; - la flessibilità dell'ambiente di lavoro nel settore dei servizi turistici facilita l'accesso dei giovani e in particolare delle donne al mercato del lavoro e offre maggiori possibilità di formazione continua. La combinazione favorevole delle possibilità offerte dalla domanda turistica e della situazione strutturale del settore europeo del turismo dovrebbe incoraggiare gli Stati membri a: - porre l'accento sulle azioni orizzontali riguardanti il turismo nei piani d'azione nazionali per l'occupazione (PAN); - introdurre misure specifiche al fine di favorire lo spirito d'impresa dei giovani e delle donne nel campo del turismo. 4. RAFFORZARE LE SINERGIE PER SFRUTTARE MEGLIO LE OPPORTUNITÀ OFFERTE DALL'UE La Comunità europea contribuisce già in modo sostanziale allo sviluppo del turismo negli Stati membri con una vasta gamma di programmi e di iniziative in numerosi campi(11). In termini di bilancio, il contributo di maggior rilievo è quello dei Fondi strutturali, con 4,7 milliardi di euro erogati tramite il FESR per il periodo 1994-1999(12). Questo è un chiaro segno dell'importanza del turismo come forza trainante dell'attività economica in molte zone della Comunità, in particolare nelle zone rurali e in quelle colpite dal declino industriale. Affinché questi cospicui finanziamenti siano utilizzati nel modo migliore possibile, è essenziale integrare strategie durevoli in materia di turismo in una più ampia prospettiva di sviluppo economico. Gioverebbe a questo processo un quadro comunitario coerente di consultazione e cooperazione in materia di turismo, che permetta l'individuazione e la diffusione dell'informazione e delle pratiche migliori. L'obiettivo sarebbe quello di garantire un approccio integrato e la partnership, in particolare nelle modalità di programmazione dei piani che gli Stati membri dovranno elaborare per il periodo 2000-2006(13). Per certi aspetti alcune delle raccomandazioni della relazione GAL anticipano sviluppi recenti in importanti settori della politica comunitaria, per esempio nel quinto programma quadro RST che include il turismo tra i settori considerati(14). Le impresee le attività del turismo stanno subendo una rilevante trasformazione strutturale nel modo in cui i prodotti e i servizi turistici saranno prodotti, distribuiti, aggregati/commercializzati e venduti. La società dell'informazione darà al settore turistico la possibilità di creare nuove reti e di accrescere la sua competitività facendo conoscere più estesamente l'offerta turistica e fornendo un nuovo strumento per una migliore gestione basato su una ricezione e un'elaborazione più rapide delle informazioni essenziali sul mercato e di supporto. Le sfide e le opportunità per l'integrazione degli strumenti della società dell'informazione hanno una rilevanza ancora maggiore per le PMI del turismo. L'incorporazione nei loro metodi di lavoro degli strumenti di tecnologia dell'informazione, investimenti tempestivi nelle necessarie attrezzature e in una migliore formazione avranno come conseguenza nuovi e migliori posti di lavoro, reddività più elevata e maggiori possibilità di sfruttamento dei mercati di nicchia. Altri settori della politica comunitaria importanti in vista di un ulteriore sviluppo di un turismo sostenibile in Europa sono già in esame, come il quinto programa comunitario a favore dell'ambiente(15). L'accordo raggiunto di recente dal Consiglio europeo sull'Agenda 2000(16), oltre ad istituire un nuovo quadro finanziario, prevede riforme in una serie di importanti settori, che creeranno nuove opportunità di sfruttare le potenzialità del turismo per realizzare i grandi obiettivi comunitari. Tra queste, nuove disposizioni per i Fondi strutturali, comprese le iniziative comunitarie e le azioni innovative, il Fondo di coesione e la riforma della politica agricola comune, che mette l'accento sullo sviluppo rurale, nel quale avranno un ruolo essenziale l'iniziativa comunitaria LEADER e altri strumenti di diversificazione in agricoltura. Inoltre, un'agricoltura sostenibile può contribuire in modo significativo alla conversazione del patrimonio culturale e naturale, della biodiversità e degli habitat, che fanno delle zone rurali europee un'attrattiva turistica. Nel contesto dell'Agenda 2000 il turismo potrebbe dare un contributo importante al successo dell'ampliamento; l'uso appropriato degli strumenti comunitari finanziari previsti per i paesi candidati potrebbe dare impulso allo sviluppo dell'industria turistica secondo criteri di sostenibilità e qualità. Lo sviluppo in tali paesi di servizi turistici nel rispetto delle preoccupazioni della popolazione locale e dei principi ambientali ne accrescerà l'attrattiva per i turisti in provenienza dai paesi della Comunità, il che produrrà nuovi redditi e investimenti e potrà quindi contribuire a rafforzare i contatti e a sviluppare i rapporti tra le rispettive popolazioni. Il turismo trarrà notevoli vantaggi dall'introduzione della moneta unica. Al tempo stesso, il turismo offrirà una chiara dimostrazione dei vantaggi pratici derivanti dall'introduzione dell'euro, che comporterà una maggiore trasparenza dei prezzi e risparmi per i turisti. La moneta unica stimolerà nuovi flussi turistici intraeuropei e di visitatori provenienti da paesi terzi, in particolare costituendo un mezzo aggiuntivo di promozione dell'Europa come destinazione turistica. È evidente che un gran numero di consumatori europei avrà il suo primo vero contatto con l'euro durante le vacanze. In questo contesto, la comunicazione delle Commissione sulla strategia di informazione sull'euro si riferiva al turismo come a un "settore di particolare interesse per l'introduzione dell'euro" e indicava che "le imprese operanti in questo settore possono dare un contributo di grande utilità all'informazione sugli aspetti pratici e specifici dell'euro"(17). In quanto potenziali primi utilizzatori dell'euro, gli operatori turistici dovranno prepararsi alla moneta unica prima di altri settori e la Commissione si adoprerà per far sì che il settore sia perfettamente in grado di adottare l'euro senza difficoltà(18). Inoltre, nella sua azione a favore del commercio, settore con il quale il turismo è strettamente collegato, la Commissione cercherà di assicurare le massime sinergie nelle iniziative da intraprendere(19). Molte raccomanzioni operative contenute nella relazione del Gruppo ad alto livello potrebbero trovare attuazione grazie a una più efficace integrazione delle necessità del turismo nelle politiche, nei programmi e nelle iniziative della Comunità esistenti. Le considerazioni che seguono indicano come le raccomandazioni presentate dal Gruppo potrebbero aver un seguito sulla base delle opportunità fornite dagli strumenti comunitari. Sono raggruppate per settore principale d'attività e in relazione al tipo d'azione considerato. 4.1. Migliorare la competitività del turismo europeo mediante strumenti d'informazione innovativi La creazione di una Rete europea di osservazione on-line sul Turismo ("EurONeT" European Observatory Network on Tourism) potrebbe contribuire a colmare le lacune esistenti nella conoscenza del turismo a livello europeo collegando fonti d'informazione di provata attendibilità mediante gli strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Concepito come uno "sportello informazioni unico", questo sistema diventerebbe uno strumento essenziale e di facile uso per tutti gli operatori del turismo. Per quanto riguarda i dati quantitativi - mercati turistici, struttura delle aziende, demografia e prestazioni, evoluzione dell'occupazione, indicatori ambientali - il sistema potrebbe trarre vantaggio dallo sviluppo progressivo delle informazioni provenienti dai sistemi statistici europei esistenti e dalle organizzazioni nazionali del turismo aderenti alla rete. Quanto alle informazioni qualitative, il sistema comprenderebbe, direttamente e attraverso collegamenti con i sistemi d'informazione pertinenti esistenti nell'UE, sezioni specifiche su: Pratiche migliori e processi innovativi - creazione di imprese, sviluppo, pianificazione, gestione e commercializzazione del prodotto turismo; - applicazioni e strumenti della tecnologia dell'informazione; - integrazione dei principi e delle tecniche dello sviluppo sostenibile, compresi i sistemi di marchio e di gestione ambientale; - formazione e gestione delle risorse umane. Programmi e iniziative comunitari attinenti al turismo - misure di carattere normativo; - misure di sostegno finanziario. Istituti di ricerca e documentazione sul turismo Studi intrapresi al livello comunitario in relazione al turismo Le informazioni rese disponibili dal sistema, regolarmente aggiornate, servirebbero come base per la preparazione di una relazione sulla competivitità del turismo europeo, secondo la raccomandazione del gruppo ad alto livello. Le autorità pubbliche, il settore del turismo e le altre parti interessate potrebbero basarsi su tale relazione per mettere in atto misure che facciano ricorso alla metodologia del benchmarking per migliorare la competitività del turismo europeo. 4.2. Il turismo nelle reti della politica comunitaria per le imprese Il potenziamento del ruolo ed il miglioramento del funzionamento delle reti della politica comunitaria a favore delle imprese, quali gli "eurosportelli" (Euro Info Centres), già costituitesi in tutta Europa ed in alcuni paesi partner, contribuirebbero a migliorare il contesto in cui le imprese operano e faciliterebbero l'accesso e l'uso degli strumenti messi a disposizione dalla Comunità. Oltre ad agevolare l'accesso alle informazioni e ai programmi comunitari, le reti favoriscono la cooperazione tra le imprese e offrono informazioni sui mercati e le opportunità locali. Nelle zone interessate in modo particolare dallo sviluppo del turismo, la Commissione esaminerà la disponibilità delle reti di partner a sviluppare servizi specifici di assistenza per le imprese del turismo e le autorità. Questo esame potrebbe aver luogo nel corso della campagna di promozione della rete attualmente condotta dai servizi della Commissione, principalmente negli Stati membri. In tal modo si potrebbero individuare, a titolo sperimentale, esperti in grado di fornire una consulenza in campo turistico negli organismi che ospitano gli eurosportelli negli Stati membri. Quest'iniziativa potrebbe essere attuata nell'ambito dei programmi, attuali e futuri, a favore delle PMI. 4.3. Occupazione, condizioni del mercato del lavoro e formazione nel turismo L'introduzione di norme e di strumenti di sostegno destinati a soddisfare l'esigenza di un contesto più favorevole all'occupazione dal quale il turismo potrebbe trarre giovamento riguarda in particolare la fiscalità, la trasparenza del mercato del lavoro, il riconoscimento transnazionale delle qualifiche e della formazione, il dialogo sociale tra i partner del settore turistico. Per quanto riguarda la fiscalità, dal 1993(20) la Commissione europea ha fatto presente agli Stati membri la necessità di ridurre l'onere fiscale sul lavoro. La Commissione ha recentemente presentato al Consiglio una proposta di direttiva che consente agli Stati membri che lo desiderano di applicare un'aliquota IVA ridotta a taluni servizi ad alta intensità di manodopera per un periodo sperimentale(21). I servizi interessati devono rispondere a specifiche esigenze. Nella misura in cui i servizi turistici soddisfano queste condizioni, possono anch'essi beneficiare di queste disposizioni. Questa misura dovrebbe facilitare l'utilizzazione delle grandi potenzialità di creazione di posti di lavoro in imprese che offrono servizi locali e potrebbe anche contribuire a reintegrare nel sistema fiscale certe imprese che si sono orientate verso l'economia sommersa.La consapevolezza crescente della necessità di un maggiore coordinamento tra gli Stati membri è in linea con le preoccupazioni espresse dal settore turistico, e la Commissione potrà continuare a sostenere questo tipo di approccio. Per migliorare la trasparenza del mercato del lavoro ed estendere il riconoscimento delle esperienze di istruzione, formazione e lavoro nel turismo a livello europeo, la Commissione potrebbe, conformemente alle decisioni già prese, promuovere in particolare: - un uso più ampio della rete europea per l'occupazione (EURES) e la fornitura di un'assistenza mirata alle imprese e alle persone in cerca di lavoro nel settore del turismo, che potrebbe facilitare la corrispondenza tra la domanda e l'offerta di lavoro e migliorerà la mobilità dei lavoratori; - la piena applicazione delle direttive sul riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali acquisite negli Stati membri dell'UE e l'attuazione dell'iniziativa della Commissione sull'adozione di un "EUROPASS-Formazione", che potrebbe favorire la mobilità nella formazione collegata al lavoro, compreso l'apprendistato, e permetterà maggiore trasparenza e visibilità per quanto riguarda le qualifiche e le esperienze acquisite durante la formazione seguita all'estero(22); - un uso più efficace, nelle attività connesse al turismo, del Fondo sociale europeo, come principale strumento finanziario dell'UE per sviluppare le risorse umane e migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. Nel prossimo periodo di programmazione (2000-2006) l'obiettivo generale del FSE sarà di prevenire e combattere la disoccupazione e sviluppare le risorse umane al fine di promuovere un alto livello d'occupazione. Il piano d'azione nazionale per l'occupazione, che, secondo quanto prevede la strategia europea per l'occupazione, considera obiettivi prioritari l'occupabilità, l'imprenditorialità, l'adattabilità e la parità di opportunità, costituirà il quadro generale delle misure del FSE destinate principalmente a promovere politiche attive dell'occupazione e a migliorare l'accesso al mercato del lavoro. Per quanto riguarda le strutture e i sistemi, nel rispetto delle norme in materia di concorrenza, potrebbero essere forniti incentivi per migliorare la qualità della formazione e l'efficienza di servizi di collocamento, per creare collegamenti più stretti tra il mondo del lavoro e gli istituti di istruzione e formazione, per promuovere sistemi per la progettazione futura e la previsione dell'evoluzione delle necessità in fatto d'occupazione e di qualifiche, in particolare per le nuove forme di organizzazione del lavoro. Questo sarà un elemento importante nella creazione di una consistente occupazione nel turismo, in quanto aumenterà l'attrattiva degli impieghi nel turismo e assicurerà servizi di elevata qualità. Inoltre, la capacità del turismo di integrare disoccupati in una vasta gamma di professioni potrebbe essere meglio sfruttata grazie a maggiori investimenti nella formazione ai diversi livelli di qualifica e a misure di riqualificazione che consentano di rispondere meglio alle crescenti esigenze del settore. Nel campo della cooperazione transnazionale nell'istruzione e nella formazione, le conclusioni della valutazione in corso dei risultati ottenuti con il programma "Leonardo da Vinci" potrebbero essere presi in considerazione al fine di migliorare l'accesso alle attività connesse al turismo nella prossima fase del programma (2000-2006), che sarà adottata dal Consiglio e dal Parlamento europeo nel corso del 1999. - Inoltre, gli orientamenti per i Fondi strutturali nel periodo 2000-2006(23) raccomandano che i programmi dei Fondi strutturali prevedano "il miglioramento dei profili professionali e delle competenze per meglio rispondere alle aspettative dei turisti e ai bisogni del settore". Il miglioramento della consultazione e del dialogo tra le parti sociali nel turismo potrebbe continuare ad essere una delle principali priorità dell'attivita della Commissione. Un importante contributo del processo di dialogo sociale è consistito nel recente accordo quadro sul lavoro a durata determinata, che interessa direttamente le attività stagionali, quali il turismo. Sulla base dei progressi realizzati a questo riguardo nel settore "Horeca" (alberghi e ristoranti) e promuovendo ulteriori sviluppi in questo settore, la Commissione potrebbe valutare la disponibilità di altri comparti del settore turistico ad istituire un'analoga piattaforma di dialogo a livello europeo(24). 4.4. Infrastrutture relative al turismo L'impatto positivo sui flussi turistici del processo di liberalizzazione nei trasporti che è stato stimolato dalle inizative comunitarie richiederà uno sforzo costante per garantire infrastrutture più efficienti e durevoli. Ulteriori vantaggi potrebbero essere ottenuti, tra l'altro in termini di decongestione del traffico, assicurando una maggiore interoperabilità dei sistemi di trasporto, in particolare nelle destinanzioni turistiche. La Commissione è consapevole della crescente importanza che infrastrutture efficienti di trasporto e di nuove tecnologie rivestono per la competitività del turismo europeo. Essa ha riconosciutol'esigenza di misure destinate a rispondere a preoccupazioni simili a quelle espresse dal GAL, secondo gli orientamenti adottati per il prossimo periodo di programmazione dei fondi strutturali e nell'attuazione delle misure in corso in seguito alla recente adozione del quinto programma quadro di RST. In particolare, benefici per il turismo deriveranno dalla realizzazione delle azioni previste dal quinto programma quadro e destinate a contribuire allo sviluppo di servizi personalizzati di alta qualità per i cittadini europei e a mettere a punto applicazioni tecnologiche e misure di standardizzazione che permetteranno al settore turistico, e in particolare alle PMI, di investire in sistemi di informazione e di telecomunicazione. Il risultato dei progetti dovrebbe contribuire in modo sostanziale alla competitività dell'industria turistica europea. Per definire azioni specifiche mirate di ricerca, la Commissione ritiene utile conoscere l'opinione degli operatori del turismo circa le loro reali esigenze in fatto di ricerca. A questo fine è stato creato un sito web che consentirà agli esperti in materia di turismo e di TI di partecipare ad un forum di discussione virtuale e darà modo di promuovere le tecnologie dell'informazione in campo turistico. Oltre al forum di discussione sarà creata una base di dati con i principali attori (pubblici e privati) dei settori del turismo e delle tecnologie dell'informazione, che potrà essere utilizzata per individuare partner con i quali scambiare le pratiche migliori o per creare "joint venture" destinate a realizzare affari o progetti. Il quinto programma quadro offrirà in particolare l'occasione di integrare il patrimonio culturale nell'assetto urbano. Incrementando le opportunità offerte dal patrimonia culturale al turismo, l'obiettivo sarà quello di sviluppare strumenti, metodologie e modelli che saranno d'ausilio nelle decisioni su questioni relative all'accessibilità e alla sostenibilità e allo sfruttamento del patrimonio culturale. Un trasporto sostenibile riveste un ruolo fondamentale nella promozione della crescita e dell'occupazione nel settore turistico. L'infrastruttura europea dei trasporti, in particolare nelle regioni economicamente meno sviluppate e in quelle periferiche, ha beneficiato di investimenti cospicui dei Fondi strutturali (specie del Fondo europeo di sviluppo regionale, FESR) e del Fondo di coesione. Il FESR ha destinato 13,7 miliardi di euro a investimenti nei trasporti nelle regioni meno sviluppate nel periodo 1994-1999 e il Fondo di coesione più di 5 miliardi di euro tra il 1993 e il 1999 per lo sviluppo di collegamenti transeuropei essenziali per la rete dei trasporti. L'attuazione da parte degli Stati membri dell'iniziativa della "rete transeuropea dei transporti" e le discussioni in corso sull'istituzione di un sistema europeo di controllo del traffico aereo continueranno a essere incoraggiate. Inoltre, la Commissione potrebbe appoggiare gli sforzi intrapresi dagli Stati membri e dalle loro regioni per creare o migliorare infrastrutture di trasporto pubblico che consentano di accedere comodamente e nel rispetto dell'ambiente a destinazioni turistiche situate a breve distanza dai principali collegamenti ferroviari. Gli importanti progressi nello sviluppo delle infrastrutture dei trasporti a livello internazionale e a livello regionale in vari Stati membri hanno direttamente contribuito a facilitare l'accesso alle destinazioni turistiche tradizionali e hanno creato nuove opportunità in altre zone. Il completamento della liberalizzazione del mercato europeo del trasporto aereo ha aperto nuove possibilità ai transporti turistici, mantenendo e rafforzando le prospettive occupazionali nel settore del trasporto aereo. È di particolare importanza per il successo del settore turistico che alla prevista crescita del traffico aereo europeo corrispondano flussi turistici sostenibili e decongestionati. La Commissione potrebbe inoltre incoraggiare una maggiore consultazione e cooperazione fra le parti interessate (operatori turistici ed agenzie di viaggi, aeroporti ed enti pubblici nelle principali destinazioni turistiche, società di navigazione aerea) per ridurre le pressioni generate dai flussi turistici nell'alta stagione e nei periodi di punta. 4.5. Sviluppo sostenibile e norme di qualità La Commissione è già impegnata a incoraggiare e ad appoggiare la piena integrazione delle preoccupazioni ambientali nella programmazione e nelle pratiche di sviluppo del turismo, compreso l'uso di indicatori di turimo sostenibile e l'integrazione dei criteri ambientali nella pratica gestionale delle imprese turistiche e nei programmi per le destinazioni turistiche. Sulla base dei risultati della vasta gamma di azioni intraprese in questo settore nel quadro della sua strategia per uno sviluppo sostenibile e nell'intento di integrare questo approccio in tutte le politiche comunitarie, la Commissione potrà incoraggiare in modo particolare le iniziative che introdurranno nel turismo pratiche rispettose dell'ambiente, in particolare da parte delle PMI, compresi strumenti e sistemi per l'individuazione e la diffusione delle migliori pratiche. Per quanto riguarda la valutazione d'impatto ambientale dei progetti turistici, la Commissione presta grande attenzione all'applicazione corretta da parte degli Stati membri delle disposizioni pertinenti della legislazione comunitaria ed esigerà il rispetto di un approccio analogo nei paesi partner dell'UE. Nel contesto dell'iniziativa di cooperazione transeuropea nel quadro dei Fondi strutturali comunitari, la Commissione potrebbe esaminare la fattibilità e l'interesse delle autorità competenti degli Stati membri per il varo di un programma di rivitalizzazione delle destinazioni turistiche in declino e che subiscono i danni del turismo di massa e del degrado ambientale causato dagli investimenti turistici errati del passato. Lavori preliminari a questo riguardo sono stati intrapresi nel 1999. Informazioni sulle capacità di trasporto nelle destinazioni turistiche urbane saranno fornite dal recente progetto ARTIST (Agenda for Research on Tourism by Integration of Statisticsand Strategies for Transport), finanziato nel quadro del programma di RST "Trasporti" del quarto programma quadro comunitario di ricerca e sviluppo. È il primo progetto di ricerca comunitaria sul trasporto e sul turismo ed i suoi principali obiettivi sono l'analisi delle attuali pratiche di gestione dei visitatori, in particolare nelle città europee con grandi flussi turistici. Il progetto sarà realizzato nel corso dei prossimi 12 mesi e in seguito ne saranno diffusi i risultati. Attenzione dovrebbe anche essere prestata allo sviluppo sostenibile del turismo nelle zone rurali. La comunicazione della Commissione "Orientamenti per un'agricoltura sostenibile"(25) sottolinea il ruolo che il turismo può svolgere nella differenziazione delle attività economiche, in particolare là dove l'agricoltura è in declino. Un'evoluzione di questo tipo richiede un approccio sostenibile ed integrato per rispondere alla domanda turistica di qualità, accrescere i benefici le prestazioni per le imprese e le comunità locali e preservare il patrimonio naturale (paesaggio e biodiversità) e culturale (architettura, artigianato, tradizioni). L'impiego e la diffusione limitati delle tecniche e delle strategie di gestione della qualità costituiscono una debolezza che influisce sulla competitività del settore turistico. Per quanto riguarda le imprese, le azioni e i programmi eistenti su base volontaria nel quadro della politica europea della qualità e delle iniziative sostenute dalla Commissione possono costituire un'utile strumento per affrontare la questione. La diffusione e l'applicazione su vasta scala dei risultati di studi specifici intrapresi dalla Commissione europea in relazione alla gestione integrata della qualità nelle destinazioni turistiche costiere, urbane e rurali, stimoleranno ulteriori progressi in questo campo. 5. ASSICURARE L'EFFICACIA DELLA COOPERAZIONE Sono state qui sopra indicate le misure che potrebbero essere prese in considerazione come prima risposta alle raccomandazioni del GAL. L'attuazione di molte di queste misure permetterà al turismo di contribuire alla realizzazione dei grandi obiettivi della politica comunitaria. Tuttavia, l'esperienza passata e la valutazione delle misure comunitarie concernenti il turismo dimostrano che esistono seri rischi di sovrapposizioni e di ridondanze, che tendono a ridurre l'efficacia degli sforzi della Comunità e degli Stati membri. Questi rischi potrebbero essere sostanzialmente diminuiti mediante un quadro strategico in grado di assicurare maggiore coerenza e maggiore trasparenza a tutti i livelli. Questo contribuirebbe a: - definire meglio le priorità politiche; - migliorare il rapporto costi-benefici del contributo della Comunità al miglioramento della competitività del turismo europeo; - facilitare l'individuazione e l'eliminazione degli ostacoli allo sviluppo del turismo. Per poter assolvere con successo il suo compito di coordinamento di tutte le misure comunitarie afferenti il turismo, il servizio competente della Commissione deve affrontare una serie di sfide. Tra queste: - la vastità del campo delle azioni in questione, i cui effetti per il turismo non possono sempre essere direttamente identificati dai servizi della Commissione (per esempio, nei programmi nazionali o regionali di sviluppo del turismo); - la rapida evoluzione del mercato, che richiede un flusso costante di informazioni di qualità ai servizi della Commissione; - la necessità di concentrarsi sulle questioni pertinenti per integrare negli strumenti comunitari le preoccupazioni comuni in materia di turismo; - la capacità di comunicare informazioni essenziali sulle iniziative comunitarie alle parti interessate qualificate, di sensibilizzarle e stimolarne la partecipazione; - la difficoltà di giustificare la valorizzazione delle potenzialità del turismo in una situazione d'incertezza quanto al suo posto tra le priorità della Comunità. Per affrontare queste sfide, la struttura amministrativa della Commissione responsabile del turismo dovrà concentrarsi sulle funzioni di informazione, cooperazione e partnership, mentre le azioni pilota, se del caso, potrebbero essere realizzate nel quadro di altre politiche e di altri programmi comunitari pertinenti. Tali iniziative potrebbero essere incoraggiate, nel contesto dell'attuazione di misure previste da strumenti comunitari orizzontali, riguardanti in particolare l'occupazione, l'educazione e la formazione, la politica delle imprese, la ricerca e lo sviluppo, l'ambiente, la statistica. È essenziale, tuttavia, che l'integrazione delle questioni prioritarie relative al turismo in altre politiche e in altri programmi comunitari non sia pregiudicata dall'inadeguatezza delle competenze e delle conoscenze; il ricorso agli strumenti specifici indicati nel capitolo 2, destinati a garantire la messa a disposizione in modo sistematico di informazioni aggiornate e di elevata qualità, potrebbe però permettere di evitare questo problema. 6. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Le aspettative che la relazione del Gruppo ad alto livello ha creato al livello delle istituzioni europee, degli Stati membri e del settore dimostrano la necessità di un efficace contributo della Comunità allo sviluppo del turismo europeo. Per rendere più efficace l'intervento comunitario sarà necessario da un lato razionalizzarne i mezzi, semplificare le procedure, consolidare e valutare i risultati, e dall'altro intensificare la consultazione, la cooperazione ed il partenariato. La maggior parte degli elementi costitutivi di questa impostazione è comune alla strategia comunitaria per il turismo nel contesto della cooperazione con i paesi partner. In quel contesto, per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, il Consiglio dei ministri (dello Sviluppo)(26) ha dato di recente il suo pieno appoggio alla strategia comunitaria proposta dalla Commissione. Nonostante le analisi dimostrino chiaramente l'importanza e le potenzialità economiche e sociali del turismo nonché la sua crescente internazionalizzazione, la mancanza di una visione comune dello sviluppo del turismo fra i paesi europei, e l'assenza di un riconoscimento politico del ruolo e della funzione del turismo nella costruzione europea non permettono di sfruttare appieno le potenzialità del settore. Questa situazione è ancor più incresciosa se si considerano l'interesse crescente dimostrato dai paesi candidati all'adesione e dai paesi partner per un orientamento e un'assistenza dell'UE in materia di turismo e il processo di convergenza e di cooperazione instauratosi con questi paesi nel campo del turismo. Da questa situazione emerge la necessità di definire con chiarezza a quali condizioni gli operatori, a tutti i livelli, del turismo europeo possono dare un utile contributo allo sviluppo durevole dell'industria, comprese le PMI, attraverso la partnership e la cooperazione e in che modo la Comunità può intervenire in questo processo. Nelle sue osservazioni conclusive il Gruppo ad alto livello enuncia gli argomenti e definisce le condizioni che permetterebbero al turismo di ottenere il riconoscimento che "spetta al turismo europeo in quanto settore di primaria importanza". Occorre ora mettere a punto una strategia innovativa affinché tutti gli operatori, ad ogni livello di responsabilità, possano dare il proprio contributo attraverso un sistema che permetta di discutere liberamente sugli obiettivi comuni, scambiare conoscenze, incoraggiare l'innovazione e accrescere la trasparenza e la qualità della progettazione e della legislazione. L'analisi che precede evidenzia: - la validità delle conclusioni raggiunte dal Gruppo ad alto livello per quanto riguarda le condizioni necessarie affinché il turismo contribuisca alla crescita, all'occupazione e allo sviluppo durevole al massimo delle sue possibilità; l'importanza dell'azione degli Stati membri nel proseguire l'esame delle conclusioni del Gruppo e nell'includerle nelle strategie nazionali, ove opportuno, conformemente alle priorità delle rispettive politiche in materia di turismo; - la necessità di miglior quadro di riferimento a livello comunitario che dia maggiore efficacia alle azioni comunitarie nel campo del turismo. Spetterà alla futura Commissione valutare l'opportunità di esaminare i progressi realizzati nell'applicazione delle conclusioni e delle raccomandazioni del Gruppo ad alto livello in occasione del primo Vertice europeo sul turismo che si terrà nel corso dell'anno 2000. (1) Entro i prossimi 20 anni, la popolazione di età superiore ai 65 anni, aumenterà di 17 milioni; un'ulteriore crescita si avrà nei decenni successivi. Questa massa di persone anziane godrà, al raggiungimento della pensione, rispetto alle precedenti generazioni, di salute migliore e di maggiore speranza di vita, di maggiore ricchezza e reddito disponibile e contribuirà allo sviluppo del turismo. Poiché è probabile che la loro attività turistica sarà meno concentrata nei periodi di punta, venendo meno l'esigenza di conciliarla con le vacanze scolastiche e le ferie, il carattere stagionale della domanda di servizi turistici ne risulterà attenuato. (2) Conclusioni e racomandazioni del Gruppo di alto livello sul turismo e l'occupazione, Commissione europea - DG XXIII, ottobre 1998. (3) Relazione del Parlamento europeo A4 - 475/98, adottata il 9.2.1999, relatore: Thomas Mann (MEP). (4) Consiglio dei ministri (Turismo) del 26.11.1997. (5) Che tale approccio sia appropriato è confermato dalle esperienze positive fatte ad esempio nell'ambito della lotta contro il turismo sessuale che coinvolge l'infanzia, nonché del turismo urbano, del turismo e dell'occupazione, della qualità delle destinazioni turistiche, del turismo e dell'euro. (6) I risultati significativi ottenuti e le attività che la Comunità ha in corso in diversi settori della politica del turismo, concernenti per esempio l'elaborazione di statistiche armonizzate sul turismo, l'integrazione dei principi dello sviluppo durevole nel turismo, il legame fra la cultura e il turismo o la lotta contro il turismo sessuale che coinvolge l'infanzia, hanno dato un contributo notevole alle attività di queste organizzazioni, che hanno la possibilità di basarsi sui risultati raggiunti dall'UE per compiere ulteriori progressi a livello dei loro membri. (7) Le politiche comunitarie a sostegno dell'occupazione, COM(1999) 167 def. del 21.4.1999. (8) Secondo l'indagine europea sulle forze di lavoro, circa 300000 nuovi posti di lavoro sono stati creati in Europa fra il 1995 e il 1997 nel settore degli alberghi e dei ristoranti. La crescita in questo settore del turismo è stata in media superiore al 5 % e la quota più alta d'Europa è stata registrata in Germania e in Austria (11 % in entrambi i paesi). Quest'incremento dell'occupazione è collegato direttamente all'aumento costante dei flussi turistici e delle entrate del turismo in Europa. Il turismo internazionale ha avuto uno sviluppo più rapido del turismo interno, come dimostrano i dati relativi al primo semestre 1998, da cui risulta una crescita del 3 % del tursimo ricettivo, mentre i flussi del turismo interno sono aumentati dello 0,4 %. Nell'aprile 1998 la crescita del turismo ricettivo ha fatto registrare un'impennata e i flussi dei non residenti sono aumentati del 12,4 % rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Le entrate turistiche dell'UE sono aumentate dell'8,9 % nel corso del primo semestre 1998 rispetto all'anno 1997 (Eurostat, Statistiche in breve: Turismo 05/1999). (9) Si veda in particolare la relazione comune sull'occupazione nel 1998, adottata dal Consiglio il 3 dicembre 1998; la relazione sui tassi d'occupazione 1998, COM(1998) 572 def. (10) Per informazioni pratiche sul GATS, si veda: Commissione europea, "GATS 2000. L'apertura dei mercati dei servizi", Lussemburgo 1998. (11) Relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni sulle azioni comunitarie concernenti il turismo (1995/96), COM(97) 332 del 2.7.1997. (12) Per un esame dell'applicazione dei regolamenti relativi ai Fondi strutturali, si veda la 9a relazione annuale sui Fondi strutturali (1997), UPUCE, 1999. (13) Si veda in particolare "Fondi strutturali e il loro coordinamento con il Fondo di coesione - Bozza di orientamenti per i programmi nel periodo 2000-2006", documento di lavoro della Commissione SEC(1999) 103 del 3.2.1999. Si veda anche la relazione della Commissione su Riforme economiche e strutturali nell'UE (Cardiff II), COM(1999) 61. (14) Decisione n. 182/1999/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 26 dell'1.2.1999, pag. 1). (15) Secondo il quinto programma comunitario a favore dell'ambiente, la relazione d'avanzamento e il piano d'azione 1997, le azioni prioritarie sono le seguenti: - integrazione, fino dalle fasi iniziali, delle considerazioni ambientali nella politica del turismo al livello più appropriato, programmazione integrata dell'uso del territorio, misure di controllo più severe dell'uso del territorio; - un quadro per la protezione delle zone sensibili, come richiesto dagli Stati membri, in particolare per le zone sensibili del Mediterraneo, del baltico, delle Alpi e delle regioni costiere; - informazione dei turisti, compresa una migliore informazione sullo stato dell'ambiente, promozione di nuove forme di turismo rispettose dell'ambiente, selezione accurata delle strutture, sensibilizzazione, ecc.; - gestione dei flussi turistici in modo da rispettare la capacità ricettiva dei siti turistici e attuazione di misure appropriate di gestione dei flussi turistici da cui il settore e l'ambiente possano trarre un beneficio duraturo. (16) Consiglio europeo di Berlino, 24/25 marzo 1999, Conclusioni della Presidenza, SN 100/99. (17) Comunicazione della Commissione sulla strategia di informazione sull'euro, COM(1998) 39 def. del 23.1.1998. (18) In questo quadro la Commissione ha organizzato i lavori di un gruppo di lavoro sull'euro e il turismo e una conferenza europea cui hanno partecipato i rappresentanti del settore turistico, di organizzazioni internazionali, di amministrazioni pubbliche, del settore bancario e dei principali sistemi di pagamento. (19) Per esempio, la Commissione ha recentemente adottato un Libro bianco sul commercio, che prevede azioni sul commercio e sul turismo, COM(1999) 6 def. del 27.1.1999. (20) Libro, bianco Crescita, competività, occupazione, dicembre 1993 - Capitolo IX. (21) Proposta di direttiva del Consiglio, COM(1999) 62 def. del 17.2.1999. (22) Decisione del Consiglio 1999/51/CE (GU L 17 del 22.1.1999, pag.[nbsp ]45). (23) SEC(1999) 103 def. del 3.2.1999. (24) COM(1998) 332 def. del 20.5.1998. (25) Comunicazione della Commissione "Orientamenti per un'agricoltura sostenibile", COM(1999) 22 def. del 27.1.1999. (26) Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo - Strategia di sostegno allo sviluppo di un turismo sostenibile nei paesi in via di sviluppo per la Comunità europea, COM(1998) 563 def. del 14.10.1998, e conclusioni del Consiglio (Sviluppo) del 30 novembre 1998 (PV13536/98 del 13 gennaio 1999, allegato II).