Risoluzione del Comitato Consultivo CECA riguardante il futuro della ricerca collaborativa nei settori del carbone e dell'acciaio (adottata all'unanimità durante la 336a sessione del 20 giugno 1997)
Gazzetta ufficiale n. C 220 del 19/07/1997 pag. 0012 - 0014
RISOLUZIONE DEL COMITATO CONSULTIVO CECA RIGUARDANTE IL FUTURO DELLA RICERCA COLLABORATIVA NEI SETTORI DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO (adottata all'unanimità durante la 336a sessione del 20 giugno 1997) (97/C 220/05) (Testo rilevante ai fini del SEE) 1. Elementi fondamentali IL COMITATO CONSULTIVO CECA 1.1. ha preso atto delle conclusioni del Consiglio dei ministri dell'Unione europea in merito alla progressiva integrazione di taluni elementi del trattato CECA nel trattato generale (phasing-in) (1); 1.2. ha preso conoscenza dei documenti di riferimento seguenti: 1.2.1. relazione annuale sulla CECA (esercizio 1995) della Corte dei conti (2); 1.2.2. relazione del Parlamento europeo sul progetto di bilancio operativo della CECA per il 1997 (relatore: sig. J.-A. Giansily) (3); 1.2.3. relazione del Parlamento europeo sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo «Rilanciare la ristrutturazione siderurgica comunitaria» (relatore: sig. G. Caudron) (4); 1.2.4. relazione del Parlamento europeo sull'integrazione della CECA nel bilancio delle Comunità europee (relatore: sig. J. Colom i Naval) (5); 1.2.5. proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al quinto programma quadro della Comunità europea per azioni di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (1998-2002) (6). 1.3. rammenta le sue precedenti prese di posizione in prospettiva della scadenza del trattato CECA, in particolare il memorandum sugli aspetti connessi alla scadenza del trattato CECA nel 2002 (7), e la risoluzione sulla ricerca sociale CECA, adottato il 28 giugno 1995 (8), nonché il memorandum sugli aspetti sociali, adottato il 10 ottobre 1996 (9); 2. Considerando IL COMITATO CONSULTIVO CONSIDERA CHE: 2.1. I risultati della ricerca collaborativa CECA in campo tecnico e sociale sono stati e continuano ad essere eccellenti. 2.1.1. La ricerca CECA, primo esempio di ricerca a carattere europeo, ha contribuito al progresso tecnologico e sociale dei settori del carbone e dell'acciaio, alla creazione di un'ampia rete di esperti europei, alla realizzazione di un clima favorevole alla cooperazione e allo scambio di informazioni e di esperienze. 2.1.2. Gli studi svolti da organismi indipendenti hanno messo in rilievo che la ricerca tecnica CECA ha avuto effetti importanti e misurabili ad un costo complessivo limitato e che la ricerca sociale ha contribuito significativamente al miglioramento delle condizioni di lavoro, come è stato provato dagli studi e dalle statistiche sugli infortuni e sulle malattie professionali nelle industrie interessate (10) (11) (12). 2.1.3. La ricerca collaborativa CECA è il solo ed unico esempio di ricerca interdisciplinare applicata comprendente gli obiettivi di miglioramento della salute e sicurezza sul luogo di lavoro e di compatibilità delle attività produttive con la tutela dell'ambiente; ciò che ha consentito di raccogliere una somma di conoscenze e di risultati e di lasciare tracce profonde nella cultura sociale europea. 2.1.4. Il trattato CECA contiene alcune disposizioni che permettono il finanziamento delle tecnologie di base indispensabili ad una economia competitiva. È chiaro, soprattuto nel caso delle industrie del carbone e dell'acciaio, che le industrie europee, che hanno raggiunto elevati livelli di sviluppo, potranno conservare la loro competitività solo se una ricerca tecnica innovativa ed orientata al futuro fornirà loro una base adeguata. 2.2. Il funzionamento della ricerca collaborativa CECA è perfettamente conforme ai principi del quinto programma quadro, come dimostrato dalle caratteristiche tradizionali di questo tipo di ricerca: - una rete di collaborazione di esperti europei, sperimentata e funzionale; - un notevole valore aggiunto europeo, grazie al carattere transnazionale delle ricerche; - un significativo contributo alla competitività dei settori CECA e delle industrie che ne utilizzano i prodotti; - progetti aderenti al mercato e alle esigenze dell'industria e dei suoi lavoratori; - una flessibilità sufficiente per adeguarsi rapidamente ai mutamenti del contesto e all'emergere di nuovi bisogni; - una diffusione ottimale e rapida dei risultati. 2.3. La necessità di mantenere un elevato livello di ricerca collaborativa, tanto in campo tecnico che in campo sociale, risulta dalle seguenti considerazioni: 2.3.1. Di fronte alle nuove sfide rappresentate dalla competitività, dal contenimento dei costi, dal miglioramento della qualità dei prodotti, dalla protezione dell'ambiente e dalla necessità di conquistare nuovi mercati, le industrie CECA hanno ancora bisogno di avere alle spalle una ricerca tecnica applicata efficiente, anche nell'interesse dei settori utenti. Oltre allo sviluppo di nuovi prodotti, le industrie del carbone e dell'acciaio devono offrire ai loro clienti sistemi e soluzioni che vadano incontro alle esigenze di quest'ultimi. 2.3.2. Le esigenze delle industrie CECA in materia di ricerca sociale continueranno ad orientarsi soprattutto verso i settori della sanità, della sicurezza, dell'ergonomia e delle condizioni fisiche di lavoro. I vari settori sono sempre stati soggetti, infatti, e continueranno ad esserlo, all'introduzione di nuove tecnologie di produzione e di nuove forme di organizzazione del lavoro, alla necessità di migliorare la produttività e di far fronte alla future ristrutturazioni nonché ai profondi cambiamenti subiti dalla piramide dell'età. 3. Posizioni DI CONSEGUENZA, IL COMITATO CONSULTIVO CECA 3.1. chiede una risposta globale da parte della Commissione europea alle richieste, riguardanti la ricerca collaborativa tecnica e sociale, già formulate nei propri memorandum del giugno 1995 e dell'ottobre 1996; 3.2. constata con soddisfazione che la proposta di decisione relativa al quinto programma quadro accoglie, tra le attività di ricerca e sviluppo di tecnologie generiche - che vanno sostenute in modo appropriato - oltre quelle attinenti alla messa a punto di nuovi materiali e tecnologie di produzione nel settore del carbone e dell'acciaio, anche le tecnologie per la produzione e l'impiego puliti delle energie fossili; 3.3. chiede che si tenga conto degli aspetti sociali riguardanti le industrie del carbone e dell'acciaio nell'ambito della quarta azione (promozione della formazione e della mobilità dei ricercatori) prevista dal quinto programma quadro; 3.4. ribadisce, al fine di mantenere l'attuale livello di ricerca collaborativa a favore delle industrie del carbone e dell'acciaio e dei loro lavoratori, la necessità di risorse sufficienti, provenienti sia - da un migliore accesso ai programmi quadro generali, che - da un adeguato finanziamento da parte del bilancio CECA, fino al 2002, e, dopo il 2002, dalle riserve CECA attraverso la costituzione di un fondo di ricerca. Il Comitato consultivo ha sempre ritenuto che le imprese e i loro lavoratori dovessero essere i primi beneficiari delle riserve avendo essi fornito, fin dal 1952, la parte principale dei fondi che ne hanno permesso la costituzione; 3.5. a questo proposito, constata con soddisfazione il fatto che nella risoluzione sulla crescita e l'occupazione, adottata dal Consiglio europeo ad Amsterdam il 16 giugno 1997, esso inviti la Commissione «a formulare proposte adeguate al fine di garantire che, dopo la scadenza del trattato CECA nel 2002, i redditi delle riserve residue siano devoluti ad un fondo di ricerca per i settori di competenza delle industrie del carbone e dell'acciaio». In questo contesto, il Comitato consultivo intende precisare che esso comprende che, in futuro, la ricerca CECA - che ha già dato ottima prova di sé - sarà finanziariamente sostenuta da tale fondo; 3.6. sottolinea l'opportunità di una gestione unica della ricerca collaborativa dei settori del carbone e dell'acciaio, sia che essa venga integrata in un programma quadro o rimanga all'esterno di un tale programma, per evitare accavallamenti e promuovere le sinergie; 3.7. raccomanda, anche dopo la scadenza del trattato CECA, l'impiego delle reti e delle istanze esistenti nel quadro della CECA (SERDEC, CRC e comitati tecnici esecutivi) per tale gestione unica, con un approccio interdisciplinare e una rappresentazione adeguata delle industrie del carbone e dell'acciaio, dei loro lavoratori e dei settori utenti; 3.8. sottolinea, che il fondo di ricerca, deciso dal Consiglio europeo di Amsterdam, dovrà funzionare sotto il controllo congiunto delle autorità europee e dei rappresentanti dei settori CECA; 3.9. chiede che si prevedano collegamenti adeguati con le istanze esistenti, in particolare con l'Organo permanente per la sicurezza e la salubrità nelle miniere di carbon fossile e nelle altre industrie estrattive e con la Commissione mista per l'armonizzazione delle condizioni di lavoro nelle industrie del carbone e dell'acciaio; 3.10. chiede che, per la ricerca collaborativa, integrata in un programma quadro o meno, venga messo in atto un sistema di scambio di informazioni sui risultati (tecnici e sociali) che giunga a comprendere anche i settori utenti. (1) Conclusioni del 20 aprile 1991 (rif.:) e del 24 novembre 1992 (rif.:). (2) GU n. C 377 del 13. 12. 1996, pag. 5. (3) PE 219.047. (4) PE 214.031. (5) PE A4-0302/96. (6) COM(97) 142 def. (7) GU n. C 206 dell'11. 8. 1995, pag. 7. (8) GU n. C 206 dell'11. 8. 1995, pag. 7. (9) GU n. C 334 dell'8. 11. 1996, pag. 3. (10) «Valutazione degli effetti economici dei programmi di ricerca CECA», giugno 1994, relazione del sig. Trentini. (11) «Valutazione del programma di ricerca CECA», settembre 1996, relazione di Smith Vincent & Co. e Geoffrey Walton Practice. (12) «Ricerca sociale CECA», 1996, relazione di Enrico Gibellieri e al.