31994Y1231(07)

Relazione speciale n. 4/94 sull'ambiente urbano corredata della risposta della Commissione

Gazzetta ufficiale n. C 383 del 31/12/1994 pag. 0001 - 0014


RELAZIONE SPECIALE N. 4/94

sull`ambiente urbano corredata della risposta della Commissione

(94/C 383/01)

Osservazioni ai sensi dell`articolo 188 C, paragrafo 4, 2o comma del

Trattato dell`Unione europea

INDICE

Paragrafi Pagine

0. INTRODUZIONE ...

0.1 - 0.3 2

1. LE DIFFICOLTÀ DELLA POLITICA DI TUTELA DELL`AMBIENTE URBANO ...

1.1 - 1.4 2

2. LE AZIONI GESTITE DAI SERVIZI DELL`AMBIENTE ...

2.1 - 2.9 2

L`Unità « Ambiente urbano » ...

2.1 - 2.5 2

Lo strumento « LIFE » ...

2.6 - 2.9 3

3. I PROGETTI PILOTA URBANI FINANZIATI DAL FESR ...

3.1 - 3.13 3

I progetti finanziati ...

3.1 - 3.3 3

La selezione delle iniziative ...

3.4 - 3.5 4

Il carattere innovatore dei progetti ...

3.6 - 3.7 4

Lo stato di realizzazione dei progetti esaminati ...

3.8 - 3.13 4

4. IL PROGRAMMA RECITE FINANZIATO DAL FESR ...

4.1 - 4.8 5

Le reti europee di cooperazione ...

4.1 - 4.3 5

Le difficoltà di sorveglianza e di valutazione ...

4.4 - 4.8 6

5. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE, RICERCA, TRASPORTO, ENERGIA E NEL SETTORE CULTURALE ...

5.1 - 5.5 6

6. CONCLUSIONI ...

6.1 - 6.7 7

Tabella 1 e 2 ...

8

Risposta della Commissione ...

10

0. INTRODUZIONE

0.1. Il Trattato attribuisce alla Comunità, nel rispetto del principio di sussidiarietà, una competenza generale di conservazione, tutela e miglioramento della qualità dell`ambiente, e quindi anche dell`ambiente urbano. Peraltro, le questioni relative alla qualità della vita in ambiente urbano sono strettamente legate all`insieme dei problemi di sviluppo economico e sociale e sono pertanto influenzate dall`azione comunitaria in questi settori. È stato in questo spirito che la Commissione ha presentato, nel giugno 1990, un « Libro verde » sull`ambiente urbano.

0.2. Nella risoluzione del 28 gennaio 1991 () concernente questo « Libro verde », il Consiglio ha sottolineato la dimensione comunitaria di una politica dell`ambiente urbano. Esso ha riconosciuto che la soluzione dei problemi dell`ambiente urbano costituisce la condizione essenziale del futuro sviluppo sostenibile delle città e che elemento determinante di efficacia in materia sarà uno stretto e continuo coordinamento delle politiche nei molteplici settori che incidono sulle zone urbane. Il Consiglio ha inoltre sottolineato l`importanza della pianificazione urbana e regionale come quadro di inserimento delle decisioni concernenti l`utilizzazione del suolo, i servizi e le infrastrutture, e ha sottolineato la funzione importante che possono avere gli scambi di esperienze ed i progetti dimostrativi.

0.3. In relazione o parallelamente alla diffusione del « Libro verde », talune azioni comunitarie - mediante varie iniziative la cui attuazione è esaminata nei paragrafi seguenti - hanno lasciato sempre più spazio alle preoccupazioni in materia di ambiente urbano.

1. LE DIFFICOLTÀ DELLA POLITICA

DI TUTELA DELL`AMBIENTE URBANO

1.1. L`azione di tutela dell`ambiente urbano è condizionata da vari e complessi fattori. L`inquinamento dell`aria e dell`acqua, il rumore, la qualità della vita urbana sono tutti fattori legati allo sviluppo economico e industriale, alle condizioni climatiche e topografiche e alle politiche dei trasporti e dell`energia. È essenzialmente una sana gestione amministrativa a livello locale, compreso il ricorso alle tecnologie appropriate, che può assicurare le condizioni di un`armoniosa urbanizzazione e di uno sviluppo di qualità per le popolazioni presenti e future.

1.2. L`aiuto pubblico può servire a studiare i problemi, sviluppare le informazioni, promuovere le ricerche, sperimentare metodi o processi, migliorare la formazione; tuttavia, da solo, non è in grado di modificare i comportamenti che dipendono molto più da un progresso legislativo e da una volontà amministrativa. Allo stesso modo, l`aiuto pubblico non può ripristinare tutti i siti degradati e, d`altronde, uno dei principi d`intervento in materia di ambiente è quello di prevenzione alla fonte.

1.3. In questo spirito, l`azione comunitaria per la tutela dell`ambiente urbano mira in particolare alla sensibilizzazione, agli scambi di esperienza, alle ricerche pilota, all`elaborazione di metodi o modelli. Si tratta di un`azione di incitamento e di accompagnamento, la cui efficacia dipende in gran parte dall`impegno e dalla sollecitudine che animano i partner locali.

1.4. Il Libro verde della Commissione risale al giugno 1990 e a quell`epoca erano già in corso, in modo sparso, nel quadro di varie politiche comunitarie, diverse iniziative di natura tale da esercitare un`influenza sull`ambiente urbano. È pertanto necessario uno sforzo notevole per giungere ad una concezione d`insieme più unitaria; si tratta di un obiettivo arduo, dato che generalmente ogni politica settoriale ha altre priorità che devono essere combinate con le preoccupazioni ambientali.

2. LE AZIONI GESTITE DAI SERVIZI

DELL`AMBIENTE

L`Unità « Ambiente urbano »

2.1. L`unità « Ambiente urbano; qualità dell`aria, trasporti, rumore » della DG XI della Commissione ha preparato il Libro verde e assicura il servizio di segretariato del gruppo di esperti costituito in applicazione della risoluzione del Consiglio del 28 gennaio 1991. L`essenziale della sua attività riguarda lo sviluppo legislativo specie in materia di utilizzazione di carburanti, strategie di trasporto urbano, qualità dell`aria e lotta contro l`inquinamento acustico, compreso il controllo di una banca di dati sulla qualità dell`aria in varie città europee.

2.2. L`unità si sforza inoltre di tener presenti le preoccupazioni di tutela dell`ambiente urbano nelle azioni intraprese ed eventualmente finanziate da altri servizi della Commissione. Una simile funzione è essenziale perché le azioni di questi servizi possano beneficiare dell`apporto dell`unità specializzata e per limitare i rischi di iniziative parallele, non coordinate.

2.3. A questa attività si aggiunge la gestione di uno stanziamento di bilancio di circa 2,5 Mio ECU all`anno, che, fino al 1991, ha formato oggetto di una linea distinta del bilancio (voce B4-3045 « Ambiente urbano ») e che, dal 1992, è integrata negli stanziamenti dell`articolo B4-304 « Legislazione ambientale ». Oltre al finanziamento di studi riguardanti lo sviluppo della legislazione, questo stanziamento deve consentire di finanziare progetti pilota, scambi di esperienze, studi o seminari nell`ambito di azioni specifiche riguardanti l`urbanistica, il trasporto urbano, l`eredità storica e l`ambiente naturale delle città.

2.4. I contratti formano oggetto di una sorveglianza standardizzata, essendo, in genere, le varie relazioni intermedie e finali presentate in maniera corretta dai contraenti. Il contributo delle azioni sovvenzionate alla realizzazione degli obiettivi comunitari dovrebbe tuttavia essere previsto e valutato in maniera più adeguata.

2.5. Conformemente al commento di bilancio dell`articolo B4-304 per il 1993, uno dei principali progetti finanziati concerne il sostegno ad un organismo specializzato in materia di ambiente urbano, creato nel dicembre 1991, la cui sede si trova a Berlino. Nel corso del 1992 e del 1993, questo organismo ha ricevuto 450 000 ECU, che rappresentano circa la metà delle sue risorse per tale periodo. Nel 1992-1993 le attività dell`organismo sono, per circa 131 000 ECU, subappaltate ad un istituto olandese e, per circa 61 000 ECU, ad un esperto americano, che il contraente ha scelto per contrattazione diretta, e consistono soprattutto in iniziative di formazione, seminari e spostamenti, essenzialmente per cittadini dell`Europa dell`Est e spesso in località di questi stessi paesi. Queste attività non sono conformi alla formulazione dell`articolo B4-304 del bilancio « Legislazione ambientale » e hanno un effetto limitato in termini di obiettivo di tutela dell`ambiente urbano nella Comunità.

Lo strumento « LIFE »

2.6. La DG XI finanzia anche azioni simili a quelle dell`articolo B4-304 mediante lo strumento finanziario per l`ambiente (LIFE), creato dal regolamento (CEE) n. 1973/92 del Consiglio, del 21 maggio 1992 (), che contiene un obiettivo destinato alle « azioni intese a migliorare la qualità della vita nell`ambiente urbano, sia nelle zone centrali che in quelle periferiche ». Sulla base di questo obiettivo, nel 1992 sono state sovvenzionate due azioni e nel 1993 otto; il contributo totale è di 5,7 Mio ECU, per una spesa globale di circa 27 Mio ECU (tabella 1).

2.7. Le due azioni del 1992, relative alle città di Dublino e Genova, sono state selezionate sulla base delle proposte presentate dagli Stati membri per gli strumenti precedenti a LIFE. Per ciascuna azione sono emerse difficoltà a livello della definizione delle iniziative, che hanno notevolmente ritardato l`avvio di queste ultime. Il progetto di Dublino consiste nell`elaborazione di un inventario di informazioni per l`individuazione e la gestione di problemi ambientali della città. In un primo tempo tale progetto è stato autorizzato solo in parte. Una nuova decisione dell`ottobre 1993 ha autorizzato altre parti del progetto, aumentato il contributo di 0,3 Mio ECU e prorogato il periodo di esecuzione fino al giugno 1995. Per quanto riguarda Genova il progetto, approvato nel dicembre 1992, avrebbe dovuto concludersi nel dicembre 1993 (contributo di 1,35 Mio ECU, per una spesa totale di 5 Mio ECU). Tuttavia, in quel periodo non era ancora iniziato e le autorità della città preparavano una ricomposizione dell`azione. Quanto all`anticipo del 40 %, versato nel marzo 1993, era rimasto inutilizzato.

2.8. A differenza di altri settori di intervento dello strumento LIFE, le azioni da attuare nel 1993 per l`ambiente urbano non hanno formato oggetto di un bando pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, per la presentazione di proposte. La Commissione ha invece definito talune priorità, con l`assistenza di un comitato di rappresentanti degli Stati membri, che sono state pubblicate (GU n. C 331 del 16 dicembre 1992, pag. 11). Tali priorità riguardano la messa a punto e lo sviluppo di modelli di gestione integrata e in particolare lo sviluppo di comportamenti miranti a ridurre la pressione del traffico nello spazio pubblico urbano, un`utilizzazione mista dello spazio e la promozione di sistemi di trasporto pubblici meno inquinanti.

2.9. Le proposte trasmesse su questa base dagli Stati membri erano 119, di cui alla fine solo otto accolte. La determinazione e la pubblicazione delle priorità e condizioni precise di finanziamento comunitario avrebbero agevolato i lavori di selezione, peraltro effettuati con l`aiuto di questionari non sufficientemente riempiti. La maggior parte delle spese relative ai progetti attualmente approvati non sembra strettamente legata alle priorità dichiarate (tabella 1); alcuni progetti consistono nel rinnovamento di un quartiere, e un investimento riguarda piuttosto lo sviluppo turistico (costruzione di un anfiteatro, di una banchina fluviale e acquisto di un`imbarcazione). Per gli otto progetti accolti, le date previste di conclusione dei lavori si scaglionano tra la fine del 1994 e la fine del 1996.

3. I PROGETTI-PILOTA URBANI FINANZIATI

DAL FESR

I progetti finanziati

3.1. Ai sensi dell`articolo 10 del regolamento (CEE) n. 4254/88 del Consiglio, del 19 dicembre 1988 (), il FESR (capitolo B2-18 del bilancio « Misure transitorie e azioni innovatrici ») può contribuire al finanziamento, a livello comunitario, dei progetti pilota che

a) costituiscano incentivi alla realizzazione di infrastrutture, di investimenti aziendali e di altre iniziative specifiche che presentino un rilevante interesse comunitario, soprattutto nelle regioni frontaliere interne ed esterne alla Comunità,

b) favoriscano sia lo scambio di esperienze e la cooperazione in materia di sviluppo tra regioni comunitarie, sia azioni innovatrici.

3.2. Anche se si inseriscono soprattutto nella prospettiva della coesione economica e sociale, le spese effettuate a titolo del suddetto articolo 10 presentano uno stretto legame con i problemi dell`ambiente urbano; così, nel corso degli esercizi finanziari dal 1990 al 1993, è stato finanziato un totale di 32 progetti-pilota urbani, il cui periodo di esecuzione varia da un anno e mezzo a quattro anni e mezzo, per un investimento globale di 204,3 Mio ECU e un contributo di 101,1 Mio ECU. La scelta di questi progetti è stata effettuata sulla base dei seguenti criteri : pianificazione o rinnovamento urbano d`interesse europeo, carattere innovativo, potenziale dimostrativo, contributo allo sviluppo della regione. Di questi 32 progetti la Corte ne ha esaminati sette.

3.3. I progetti sovvenzionati, la cui lista è presentata nella tabella 2, coprono quattro grandi settori d`intervento : sviluppo economico in zone con problemi sociali, azioni per l`ambiente legate a finalità economiche, rivitalizzazione dei centri storici, sfruttamento dei vantaggi tecnologici delle città. Le azioni comprendono generalmente la restaurazione di edifici, nonché scambi di esperienze, attività di formazione, centri di studi o di servizi.

La selezione delle iniziative

3.4. La selezione dei progetti-pilota e quindi delle città beneficiarie dei contributi è stata effettuata mediante procedure bilaterali di trattativa privata, peraltro poco formalizzate. Le condizioni di concessione dell`aiuto pubblico sembrano poco trasparenti, e le modalità di attuazione non consentono di essere sicuri che le iniziative poi accolte fossero effettivamente quelle più valide. Quanto meno la procedura di concessione del contributo avrebbe dovuto comprendere un bando pubblico semplice, ma preciso per permettere alle iniziative potenziali di manifestarsi nonché l`elaborazione di un insieme di criteri di valutazione e di confronto tali da consentire la classificazione delle iniziative per ordine di merito.

3.5. Una simile procedura è stata applicata per i 18 studi in materia di conservazione delle città europee,

studi finanziati a carico della linea di bilancio B2-6023 del bilancio 1992 con uno stanziamento di 1,5 Mio ECU. A maggior ragione, essa dovrebbe essere attuata per i progetti-pilota, le cui spese sono 60 volte più elevate.

Il carattere innovatore dei progetti

3.6. Il carattere pilota o innovatore dei progetti sovvenzionati rimane generalmente da dimostrare. Nella maggior parte dei casi, azioni analoghe a quelle finanziate a titolo dei progetti pilota si ritrovano nei programmi operativi degli obiettivi n. 1 e 2, a titolo ad esempio di aiuti in materia di turismo, di assetto del territorio, di ambiente, o di rinnovamento di centri storici. Anche quando il progetto pilota comprende l`uno o l`altro aspetto più innovatore, tale aspetto è spesso difficile da attuare e, come la Corte ha potuto osservare in occasione delle sue verifiche in loco, è poco o per nulla realizzato.

3.7. In taluni casi (ad esempio Bordeaux, Copenaghen, Londra, Lione, Rotterdam), il finanziamento in virtù dell`articolo 10 ha piuttosto consentito di elargire un contributo a certi comuni che altrimenti, all`epoca, non sarebbero stati ammissibili ad alcuna delle azioni del FESR. I commenti dell`operazione e le informazioni ottenute in loco dalla Corte attinenti al progetto di Fuenlabrada e Parla in Spagna hanno evidenziato che questi comuni erano stati scelti dalle autorità nazionali perché erano i soli enti importanti a sud di Madrid non compresi nelle zone ammissibili all`obiettivo n. 2.

Lo stato di realizzazione

dei progetti esaminati

3.8. Il progetto di Fuenlabrada e Parla, già citato, è inteso a migliorare i dintorni di una zona industriale e a creare una sorta di zona verde. Il terreno considerato è in parte agricolo e in parte abbandonato e subisce scarichi irregolari di rifiuti. A dire il vero, il progetto può essere difficilmente qualificato come « urbano ». Il periodo di esecuzione inizialmente previsto era compreso tra aprile 1991 e settembre 1993. Alla fine del 1993 non era stato ancora possibile avviare i lavori, in seguito a problemi di disponibilità di terreni e di procedure di espropriazione, questioni che non erano state risolte prima dell`approvazione del progetto. Il termine per la fine dei lavori è stato prorogato fino a settembre 1994, senza tuttavia alcuna garanzia di poter finire entro il nuovo termine. Alla fine del 1993 l`anticipo del 50 %, ovvero 2,3 Mio ECU, versato dalla Commissione all`inizio del 1992, era ancora disponibile nei conti della Regione Autonoma di Madrid.

3.9. Il progetto relativo alla città di Lione comprende cinque azioni (centro di scoperta scientifica e tecnica, casa dell`occupazione, struttura di occupazione locale, atelier di artisti e laboratori di artigiani, comunicazione e diffusione delle esperienze), che si inseriscono nel quadro delle operazioni classiche di sviluppo sociale dei quartieri. Soltanto il centro di scoperta, il cui valore economico e sociale rimane speculativo, ha un carattere chiaramente innovativo; le altre operazioni sono tipiche dei programmi operativi dell`obiettivo n. 2 finanziati dal FESR (per il quale la città non è ammissibile). Approvato nel dicembre 1991, il progetto, secondo le previsioni iniziali, avrebbe dovuto concludersi nel dicembre 1993. In quel periodo, erano in corso soltanto la seconda e la terza azione, mentre il centro di scoperta, che assorbe più della metà della spesa totale di 3,9 Mio ECU, aveva dovuto essere interamente ridefinito. Nel frattempo, la città di Lione aveva chiesto due rinvii successivi delle date limite previste per gli impegni e i pagamenti.

3.10. Per Atene, il progetto, da realizzare dal 1° gennaio 1991 al 31 dicembre 1993, consisteva nella creazione di un centro ricreativo, nel ripristino di terreni degradati e nella conversione di edifici antichi in centri amministrativi e di formazione. Nel settembre 1993, il tasso di esecuzione del progetto poteva essere valutato al 9 % e consisteva principalmente in lavori di infrastruttura avviati senza che fosse stato compiuto uno studio preliminare sull`impatto ambientale, come previsto dalla normativa nazionale applicabile in materia. Le prospettive di realizzazione dell`investimento risultavano compromesse, specie per la presenza sul sito di linee elettriche ad alta e media tensione, disagevoli da spostare per mancanza di spazio disponibile. Peraltro, l`intersezione sul terreno vicino di due linee ferroviarie importanti è fonte di problemi considerevoli di traffico e di accessibilità. L`anticipo di 2,3 Mio ECU, versato dalla Commissione nell`aprile 1991, era conservato dal beneficiario su un conto a interesse.

3.11. A Genova, il progetto comprendeva il restauro di due edifici storici, distrutti da vari anni, e la creazione di un parco archeologico. A questi lavori architettonici doveva aggiungersi un elemento più innovatore, che consisteva nella creazione di un osservatorio urbano destinato a sviluppare gli scambi di informazioni, la ricerca e la promozione in materia di problemi urbani. La durata di esecuzione del progetto, inizialmente fissata dal 1° febbraio 1992 al 31 dicembre 1993 è stata prorogata di un anno. Nel dicembre 1993, i lavori di costruzione e di restauro previsti erano ben avanzati, anche se per la maggior parte si trattava soltanto di una prima fase di investimento da completare successivamente. Invece, per l`osservatorio urbano, prospettive non erano chiare.

3.12. Occorre formulare un`osservazione analoga per i progetti di Dublino, Copenaghen e Aalborg. Mentre le parti relative alle infrastrutture e ai lavori architettonici tradizionali progredivano senza troppe difficoltà, in compenso, gli aspetti più innovatori segnavano il passo (azioni culturali, dimostrazione di metodi ecotecnologici, scambi di conoscenze o informazioni).

3.13. L`utilizzazione da parte della Commissione di un ufficio di assistenza tecnica (L`« Ufficio Recite », gestito soprattutto da ECOTEC) per eseguire il lavoro di sorveglianza dei progetti non è del tutto soddisfacente. Non è chiaro ai responsabili della gestione dei progetti quali siano l`autorità e le responsabilità del BAT e taluni preferiscono la comunicazione diretta con la DG XVI per via delle loro difficoltà linguistiche di comunicazione con l`ufficio.

4. IL PROGRAMMA « RECITE » FINANZIATO

DAL FESR

Le reti europee di cooperazione

4.1. L`articolo 10 già citato del regolamento (CEE) n. 4254/88 costituisce anche la base normativa del finanziamento del programma RECITE (Regioni e Città d`Europa), lanciato dal 1991 per contribuire alla costituzione di reti europee di cooperazione tra enti locali o regionali con popolazione superiore a 50 000 abitanti. Ogni rete comprende un certo numero di « partner », tra cui un capogruppo, e ha come obiettivo di favorire lo scambio di conoscenze e di esperienze e in via generale la cooperazione tra regioni e città « partner ».

4.2. Alla fine del 1993, erano in corso 36 reti, per un finanziamento comunitario globale di 47,8 Mio ECU, corrispondente a un tasso di partecipazione che varia in genere dal 50 % al 75 % a seconda delle reti. Talune di queste reti (osservatorio urbano, Environet, quartieri in crisi ...) sono strettamente legate ad aspetti di tutela dell`ambiente urbano.

4.3. Nella sua concezione, il programma RECITE rappresenta un approccio relativamente innovatore per quanto riguarda i problemi di sviluppo, mediante l`incoraggiamento di scambi di informazioni e di esperienze e l`instaurazione di forme concrete di collaborazione tra le città interessate. Il miglioramento delle informazioni e dei contatti, la costituzione di banche comuni di dati, la ricerca di complementarità ed un approccio meno isolato dei problemi potrebbero consentire una gestione più attiva e permettere di agire con maggiore cognizione di causa.

Le difficoltà di sorveglianza

e di valutazione

4.4. Per il suo aspetto un po` sperimentale, una simile concezione implica anche una certa flessibilità nell`attuazione e costanti possibilità di adattamento. Possono cambiare alcuni « partner », talune iniziative potrebbero rivelarsi meno realizzabili e provocare una sensibile modifica delle attività inizialmente previste. È pertanto necessario disporre di una struttura efficace di sorveglianza delle realizzazioni e di valutazione delle azioni, per garantire buoni risultati.

4.5. Ora, l`attività della rete dipende essenzialmente dalla sollecitudine e dalle iniziative del capogruppo. La Commissione non ha la possibilità materiale di accertarsi delle condizioni di funzionamento delle varie reti ed ha affidato, mediante contratto, un compito permanente di sorveglianza e di valutazione ad una società di consulenti, che lavorano tramite corrispondenti nei vari paesi. Per la sorveglianza e la valutazione dei progetti per il periodo tra agosto 1992 e dicembre 1994, è stato concluso un contratto di 840 000 ECU dopo gara pubblica di offerte. Fin dal dicembre 1992, una clausola aggiuntiva conclusa mediante intesa diretta ha aumentato la spesa di 466 000 ECU per far fronte a prestazioni supplementari, relative all`organizzazione di una conferenza e generalmente effettuate da subappaltatori, a cascata. Una procedura simile attenua sensibilmente l`interesse della gara di offerte inizialmente organizzata. In un altro caso, per un contratto con la stessa società relativo ad altre attività, è stata conclusa a posteriori una clausola aggiuntiva di 902 000 ECU, quando le prestazioni ad essa relative erano già state, nel frattempo, ampiamente avviate dal contraente.

4.6. La documentazione delle spese, presentata per giustificare il versamento del contributo comunitario, presenta una grande varietà. Alcuni capigruppo trasmettono la lista di tutte le scritture di entrate e di spese. Altri si limitano ad un quadro generale di ripartizione tra le rubriche principali. Si dovrebbe ricercare in materia una maggiore omogeneità. Le verifiche della Corte (a Lione, Roskilde ...) hanno peraltro evidenziato che le città non capogruppo erano molto poco informate della gestione d`insieme della rete.

4.7. Per il primo anno della rete « Commissione delle città medie », un importo di 403 000 ECU, ovvero il 37 % delle spese, ha riguardato spese di viaggio, compresi gli spostamenti per un seminario organizzato in Guadalupa.

4.8. A Genova, gli impegni presi dai delegati della città per la partecipazione alla rete « osservatorio urbano » non avevano avuto alcun seguito. I servizi del comune non erano informati degli impegni convenuti, il che sottolinea la necessità di una sorveglianza più rigorosa per assicurarsi dell`impatto delle reti sulle politiche delle città interessate.

5. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE,

RICERCA, TRASPORTO, ENERGIA

E NEL SETTORE CULTURALE

5.1. Diversi programmi comunitari in materia di formazione, ricerca, trasporto o energia (Ambiente, STEP : Scienza e tecnologia in materia di protezione dell`ambiente, JOULE : Energie non nucleari e utilizzazione razionale dell`energia, DRIVE : Informatica del trasporto stradale e delle telecomunicazioni, THERMIE : Tecnologie europee per il controllo dell`energia, EURET : Tecnologie nel settore dei trasporti, PERU : Programmazione energetica e urbana ...) comprendono anche azioni direttamente attinenti all`ambiente urbano. Nel suo esame dei fascicoli alla Commissione, la Corte non ha trovato alcuna traccia di un coordinamento tra questi programmi che aiuterebbe a trarre gli insegnamenti per il migliore sviluppo dell`ambiente urbano.

5.2. Per esempio, il programma DRIVE (contributo comunitario di circa 185 Mio ECU per il periodo 1989-1994) ha come scopo principale lo sviluppo dei sistemi elettronici per contribuire ad una migliore gestione stradale e allo stesso tempo ad una riduzione dell`impatto stradale sull`ambiente. I progetti sono volti ad accrescere la sicurezza, a meglio assorbire l`aumento del traffico, a ridurre l`inquinamento atmosferico ed altri fattori nocivi, e ad assicurare una gestione del trasporto più efficace. Oltre alle istituzioni pubbliche e private interessate dalla gestione delle strade o da altri aspetti tecnici, sono soprattutto le grandi società del settore automobilistico ed elettronico a partecipare ai progetti finanziati. Questo programma riguarda principalmente gli effetti del trasporto urbano piuttosto che le cause. Vi dovrebbe essere una maggiore correlazione tra tale programma e le iniziative sviluppate parallelamente da altri servizi della Commissione riguardanti, ad esempio, la riduzione del traffico stradale o le possibilità di mezzi di trasporto alternativi all`automobile.

5.3. Allo stesso modo il programma THERMIE (contributo comunitario di 710 Mio ECU per il periodo 1990-1994) mira alla promozione di tecnologie per il controllo dell`energia. Esso presenta, soprattutto nel settore dell`utilizzazione razionale dell`energia e in quello delle fonti energetiche rinnovabili, un legame diretto con i problemi di tutela dell`ambiente urbano, mediante la ricerca di una riduzione dell`inquinamento atmosferico dovuto specialmente ai mezzi di trasporto o di riscaldamento. Per i 10 progetti esaminati dalla Corte (contributo comunitario di 6,4 Mio ECU ai costi totali ammissibili di 17,5 Mio ECU) attinenti ad azioni in materia di edilizia, trasporti, geotermia, energia della biomassa e dei rifiuti, i contatti tra la direzione generale ordinatrice e le altre direzioni generali interessate, come sono documentati nei fascicoli, restano molto limitati, benché vari progetti riguardino agglomerati beneficiari di interventi nello stesso campo di applicazione a titolo dello strumento LIFE (Bologna) o dei progetti pilota urbani (Copenaghen).

5.4. In materia di formazione, i Programmi operativi del Fondo sociale per la Germania, l`Italia, la Spagna e il Portogallo contengono azioni a favore dell`ambiente urbano, che tuttavia non possono sempre essere chiaramente identificate in base ai fascicoli. In Germania, si tratta di azioni condotte nei Laender di Berlino, Brema e Renania settentrionale-Vestfalia, contributi previsti di rispettivamente 42,4 Mio ECU, 2,5 Mio ECU e 12,7 Mio ECU. Un esame in loco svolto a Berlino ha tuttavia consentito di constatare che talune formazioni non erano rivolte specificatamente all`ambiente e che il numero di persone formate era di gran lunga inferiore alle previsioni. In Italia, le azioni riguardavano principalmente la depurazione delle acque, il trattamento dei rifiuti solidi urbani e la valorizzazione delle risorse culturali e storiche. Per le regioni Molise, Campania, Sicilia e Puglia, le misure beneficiavano di contributi del Fondo che arrivavano rispettivamente a 2,3 Mio ECU, 12,9 Mio ECU, 5,3 Mio ECU e 4,3 Mio ECU, ma la loro esecuzione era segnata da notevoli ritardi e, in certi casi, era stata addirittura abbandonata. In Portogallo, programmi di formazione-occupazione a favore dei disoccupati riguardano il restauro del patrimonio culturale e storico, ma i contributi concessi non hanno potuto essere identificati in base al fascicolo ed un esame in loco dei servizi della Commissione ha portato a mettere in causa la qualità e l`interesse della formazione.

5.5. La voce B3-2000 del bilancio « salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale europeo » prevede uno stanziamento (6,8 Mio ECU di stanziamenti di impegno nel 1993 e 4,5 Mio ECU di stanziamenti di pagamento) destinato a coprire contributi comunitari ad azioni per la conservazione e la salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea, nonché di monumenti e di siti storici. Varie iniziative finanziate a questo titolo, come il restauro di edifici o l`assetto di parchi o giardini, presentano un legame diretto con la tutela dell`ambiente urbano e ricordano, per certi aspetti, taluni progetti finanziati a titolo dello strumento LIFE o del FESR.

6. CONCLUSIONI

6.1. Sono state attuate disparate iniziative volte a conoscere meglio i problemi delle città e a contribuire alla ricerca di soluzioni. Tali iniziative consentono di scambiare esperienze, di sostenere nuovi approcci intrapresi dalle autorità locali in una materia complessa ed innovatrice. L`insieme delle azioni rimane tuttavia segnato da una certa imprecisione quanto agli obiettivi di base, a breve termine ma anche a più lungo termine : che genere di città deve essere privilegiata, quale ambiente locale incoraggiare ? Quali condizioni devono essere rispettate perché l`aiuto comunitario sia utilizzato a ragion veduta ?

6.2. Le azioni finanziate non devono essere essenzialmente una risposta a problemi puntuali, ma avere un valore dimostrativo e prospettive di effetto moltiplicatore. Per questo, esse devono integrarsi in piani di programmazione urbana a più lungo termine, generalizzare il ricorso a nuovi metodi di gestione della vita dei quartieri, costituire un`alternativa efficace a problemi di speculazione immobiliare, di distruzioni del tessuto urbano, o di utilizzazione impropria del suolo pubblico, preoccupazioni che dovrebbero condizionare maggiormente la concessione del contributo comunitario.

6.3. Le varie azioni comunitarie sono anch`esse segnate da importanti compartimentazioni. La loro diversità può costituire un elemento a favore e una fonte di perizie, ma richiede anche una veduta d`insieme, che generalmente manca. L`azione delle varie direzioni generali si realizza in maniera molto autonoma. Una consultazione interservizi viene di solito organizzata nel quadro della procedura di approvazione delle decisioni di contributo, ma essa mira soprattutto soltanto ad evitare che una stessa iniziativa possa essere finanziata a più titoli.

6.4. Questa consultazione è troppo disorganica, è effettuata in tempi troppo brevi e in una fase troppo avanzata della procedura per consentire una riflessione comune e la ricerca di una maggiore coesione e di complementarità. Una certa visione o configurazione d`insieme è talvolta elaborata a livello delle città o degli enti beneficiari, ma non è sempre il caso e, anche a questo livello, la conoscenza di tutti gli aspetti delle azioni comunitarie che agiscono su una stessa zona non è sempre assicurata.

6.5. L`esame dei progetti finanziati evidenzia molte imprecisioni ed una preparazione sommaria per quanto riguarda la definizione delle operazioni da eseguire. Talune domande di contributo comunitario inoltrate costituiscono poco più di un`ipotesi di lavoro, le cui difficoltà di realizzazione si manifestano solo successivamente. Ne risultano ritardi di attuazione e modifiche talvolta considerevoli delle operazioni inizialmente previste e per le quali il contributo comunitario era stato attribuito. Soprattutto, gli adeguamenti necessari comportano spesso una rinuncia agli aspetti più difficili, più innovatori dei progetti, a vantaggio di lavori tradizionali il cui interesse è molto più limitato in termini di elaborazione di un modello di ambiente urbano o di acquisizione di conoscenze in questo settore.

6.6. Il carattere sperimentale di talune iniziative, che richiede possibilità di adattamento da una fase all`altra dei progetti e una flessibilità di approccio, può in parte spiegare le difficoltà. Da questo punto di vista, le iniziative più interessanti sono quelle più difficili, quelle che consentono di esplorare nuovi tipi di intervento ed è normale che incontrino i problemi maggiori di realizzazione. Non è auspicabile che la Commissione, per ridurre i rischi, privilegi operazioni meno innovatrici.

6.7. Se l`aspetto più importante degli sforzi della Commissione nel settore dell`ambiente urbano è il suo carattere innovatore, e se le vere innovazioni devono sempre essere pianificate con una certa flessibilità, è ancora più importante che le azioni siano effettivamente coordinate, sia a livello comunitario che a livello locale, e che la Commissione dedichi sufficienti risorse per garantire una sorveglianza precisa e sistematica di ogni azione.

La presente relazione è stata adottata dalla Corte dei conti a Lussemburgo nella riunione dell`8 dicembre 1994.

Per la Corte dei conti

André J. MIDDELHOEK

Presidente

>SPAZIO PER TABELLA>

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RISPOSTA DELLA COMMISSIONE

alle osservazioni della Corte dei conti sull`ambiente urbano (11. 11. 1994)

0. INTRODUZIONE

0.1-0.3. Nella sua introduzione la Corte dei conti traccia la storia della politica dell`ambiente urbano dalle origini fino al Libro verde della Commissione sull`ambiente urbano e alla risoluzione del Consiglio del 28 gennaio 1991 () che ne sottolinea l`importanza.

Successivamente l`ambiente urbano è stato inserito come uno dei temi fondamentali da sviluppare nell`ambito del 5o Programma d`azione : una nuova strategia per l`ambiente e lo sviluppo sostenibile (). Gli obiettivi da realizzare per la tutela dell`ambiente urbano sono specificati in termini di integrazione dell`ambiente nei settori industriale, dell`energia, dei trasporti e del turismo, con particolare attenzione agli elementi aria, acqua e rumore. Lo scopo è quello di incoraggiare l`impiego ottimale delle risorse e di aiutare i partner responsabili nell`applicazione della legislazione in materia.

2. LE AZIONI GESTITE DAI SERVIZI DELL`AMBIENTE

L`Unità « Ambiente urbano »

2.4. La Commissione prende nota delle osservazioni della Corte dei conti e ha già adottato misure atte a garantire che per ottenere il finanziamento tutti i progetti devono rispettare criteri che assicurino la loro conformità e coerenza con la politica comunitaria per l`ambiente urbano. Prima dell`erogazione del pagamento finale di ciascun progetto viene anche effettuata una sua valutazione retroattiva. La Commissione riesaminerà nondimeno i modi ed i punti in cui questa valutazione retroattiva può essere migliorata.

2.5. Il commento di bilancio sull`articolo B4-304 per il 1993, concernente l`Accademia europea per l`ambiente urbano di Berlino, è stato presentato dal Parlamento europeo.

Il contributo della Commissione all`accademia di Berlino si basa sulle domande presentate dalla stessa accademia. Nelle domande erano descritti i progetti da realizzare. Come richiesto dall`autorità competente in materia di bilancio, nei primi anni il livello dei finanziamenti era rimasto modesto.

I principi che regolano l`erogazione di un contributo finanziario presuppongono che la Commissione non amministri direttamente i progetti in questione. Poiché la direzione operativa compete al beneficiario, la Commissione non può determinare la scelta dei subcontraenti o gli esperti selezionati dal beneficiario.

La Commissione nota anche che il commento al bilancio contempla il coordinamento politico di concerto con paesi terzi europei.

Lo strumento « LIFE »

2.7. Entro i limiti di disponibilità dei fondi in bilancio per i progetti LIFE la Commissione distribuisce le risorse fra i progetti migliori. Nel caso citato dalla Corte dei conti, dopo le consultazioni del comitato LIFE, la Commissione decideva di assegnare al progetto Dublino 403 706 ECU nel 1992. In seguito a un riesame, di concerto anch`esso con il comitato LIFE, si scelse di erogare altri 313 540 ECU a valere sul bilancio 1993 per assicurare il completamento del progetto secondo quanto previsto nella domanda iniziale.

La Commissione è al corrente che l`acconto del 40 % sul progetto Genova è tuttora inutilizzato. Il ritardo di questo progetto è dovuto ai repentini cambiamenti registrati nella situazione politica genovese. La Commissione auspica che il progetto possa andare avanti non appena la situazione si sarà stabilizzata. Nel frattempo la Commissione ha adottato provvedimenti amministrativi per assicurare che la durata del progetto sia prorogata tenendo conto della situazione attuale (cfr. anche la risposta al paragrafo 3.11).

2.8-2.9. Indipendentemente dalle modalità di presentazione di un progetto LIFE, la Commissione garantisce la trasparenza pubblicando ogni anno le attività che devono essere considerate di tipo prioritario.

I progetti rispettano le priorità dei programmi allora in vigore o in corso di adozione ed erano stati approvati dal Comitato per l`ambiente urbano composto dai rappresentanti degli Stati membri. La situazione era transitoria e in quel periodo il regolamento del Consiglio proposto per LIFE [COM(91) 28 finale del 31. 1. 1991] prevedeva in effetti che si potessero varare progetti d`azione e dimostrativi per il restauro e la salvaguardia dei centri urbani. Il riferimento al progetto per l`ambiente urbano era contemplato dai piani allora proposti dalla Commissione di presentare il 5o Programma d`azione in base a quanto indicato nel regolamento proposto per LIFE.

3. I PROGETTI PILOTA URBANI FINANZIATI

DAL FEDER

La selezione delle iniziative

3.4-3.5. È vero che non v`è una procedura formale globale per la selezione dei progetti pilota urbani. Quando ne furono lanciati i primi nel 1990 (Londra e Marsiglia) non si prevedeva che le questioni urbane avrebbero sollevato tanto interesse a livello comunitario.

Sulla base dell`esperienza passata, la Commissione adotterà comunque in futuro un approccio più sistematico in questo ambito.

Data l`assenza di una base giuridica formale si doveva fare ricorso a un bando per la presentazione di proposte per la partecipazione a studi sulla conservazione delle città europee (voce di bilancio B2-6023). Nell`ambito dei progetti pilota urbani di cui all`articolo 10 del regolamento (CEE) n. 4254/88, non è stato pubblicato un tale bando in quanto i progetti in questione sono tenuti a rispettare tutti i requisiti previsti dai regolamenti sulla riforma dei fondi.

Il carattere innovatore dei progetti

3.6-3.7. Il carattere innovatore dei progetti pilota urbani risiede nel tipo delle azioni sostenute e nel modo in cui le diverse azioni sono fra loro collegate e/o nell`approccio seguito per attuarle, che coinvolge gli operatori interessati sia pubblici che privati.

La Corte dei conti osserva che quanto maggiore è il numero degli elementi innovatori contenuti in un progetto, tanto più ardua ne diventa l`attuazione. È un fatto intrinseco alla natura stessa dei progetti pilota, per cui s`impone uno sforzo straordinario per assistere nell`assolvimento dei loro compiti le autorità che amministrano più di un solo progetto innovatore.

L`articolo 10 del regolamento (CEE) n. 4254/88 consente di fornire assistenza a città o loro parti che in base agli obiettivi 1,2 o 5b dei fondi strutturali non ne hanno diritto. Molti dei problemi urbani più gravi si riscontrano in grandi città non ammissibili ai sensi delle norme che regolano questi fondi. I progetti selezionati a Londra Lione e Rotterdam ne sono esempi tipici. È interessante notare, per esempio, che in Francia fra gli undici « Grands Projets Urbains » selezionati dal governo francese per un`assistenza speciale solo due sono ammissibili ai sensi dell`obiettivo 1,2 o 5b.

In altri Stati membri la situazione è simile.

Lo stato di realizzazione dei progetti esaminati

3.8. Madrid

Il progetto Madrid (Fuenlabrada e Parla) è un progetto urbano genuino perché connesso con il declino dell`economia urbana di Madrid e il programma di rivitalizzazione assume importanza nel contesto dello sviluppo economico e ambientale della conurbazione di Madrid.

Il progetto ha subito notevoli ritardi dovuti a problemi incontrati nell`acquisizione dei terreni e nell`ottenimento della licenza di pianificazione. Per il centro la licenza è stata rilasciata appena nel maggio 1994. Di conseguenza finora anche la spesa è modesta : fino al maggio 1994 il progetto aveva speso 94,4 milioni di Pts (circa 597 000 ECU) e impegnato 243,3 milioni di Pts.

3.9. Lione

Inizialmente il progetto ha subito dei ritardi dovuti a ragioni amministrative e alle complesse modalità di attuazione delle azioni, in particolare nella formazione dei necessari consorzi. Si sono fatti comunque notevoli progressi e verosimilmente il progetto potrà essere completato entro il 30 giugno 1995 (termine dei pagamenti). Il « centre de découverte » sarà completato secondo i piani previsti.

Il « centre de découverte » non è la sola azione innovatoria. Elementi di innovazione sono presenti anche nella seconda azione, quella della « maison de l`emploi », che riguarda lo sviluppo di « parcours d`emploi » (che alternano differenti tipi di formazione con un periodo d`impiego presso gli stessi industriali). La terza azione, denominata « structure de l`emploi local », riguarda l`idea innovativa di un periodo di formazione seguito da uno di pratica nell`ambito di un`occupazione reale che prepari gli allievi al lavoro autonomo, cioè all`impianto di proprie imprese con alla guida una persona più esperta. In generale, il progetto cerca di promuovere un`associazione fra impresa privata e autorità competenti per le iniziative nel settore della formazione e dell`occupazione.

Nel giugno 1993 il progetto ha richiesto una proroga di sei mesi per le scadenze degli impegni e dei pagamenti. Una seconda proroga di sei mesi è stata chiesta nel giugno 1994 ma solo per gli impegni. Questa seconda proroga era necessaria per il fatto che gli impegni per due delle cinque azioni non erano stati presi entro il termine previsto del 30 giugno 1994. Per una delle due azioni (« ateliers d`artistes et d`artisans ») gli impegni erano stati presi il 4 luglio 1994. Per l`altra, riguardante lo scambio di esperienza e comunicazione (stanziamento modesto : 345 000 FF), gli impegni saranno presi nell`autunno 1994, ma i partner ne hanno già assicurato il finanziamento.

3.10. Atene

Il progetto ha subito un ritardo iniziale per lungaggini procedurali nella sistemazione dei diritti di proprietà (12 erano gli enti pubblici usufruttuari di quel particolare fondo).

Studio dell`impatto ambientale : uno dei principali obiettivi in materia di impatto ambientale è quello di migliorare la qualità globale dell`ambiente nella parte occidentale di Atene. Nella prima fase del progetto l`ente gestore ha analizzato le condizioni ambientali della zona, i cui parametri ecologici di base sono stati oggetto di discussione nel corso di un incontro di lavoro svoltosi ad Atene nell`aprile 1992. A quanto indicato nel rapporto provvisorio del maggio 1994, è stato commissionato lo studio sull`impatto ambientale dell`intero progetto e le sue conclusioni saranno presentate insieme al rapporto finale.

I cavi dell`energia elettrica occupano parte del territorio, che momentaneamente non è ancora sotto sviluppo e non fa parte del progetto. Il consorzio pubblico ha comunque proposto un piano specifico per la rimozione di questi cavi entro i prossimi due anni.

Le linee ferroviarie non rientrano nel progetto. L`ente ferroviario ha già pronti piani per la rimozione del binario sul lato orientale per cui le due linee non si intersecheranno più. Il direttore del progetto giudica positiva la presenza di questo tipo di traffico che porterà nell`area un numero maggiore di visitatori e aumenterà le possibilità di accesso.

3.11. Genova

Il progetto relativo all`osservatorio urbano ha subito notevoli ritardi a causa dei ripetuti cambiamenti intervenuti nell`amministrazione municipale (tre cambiamenti nell`arco di due anni). La nuova amministrazione ha tuttavia approvato il progetto, che procederà secondo i piani stabiliti. La realizzazione dell`osservatorio è stata commissionata a un`agenzia esterna e i lavori sono già iniziati nell`aprile 1994.

3.12. Dublino, Copenaghen e Aalborg

I progetti Dublino e Aalborg presenteranno i rispettivi rapporti conclusivi entro la fine del 1994 e Copenaghen entro il 1995. Tutti e tre i rapporti daranno prevedibilmente un giusto rilievo agli elementi di carattere innovatore.

3.13. Data l`implicazione di tanti progetti complessi e le limitate risorse umane disponibili presso i servizi della Commissione per questo lavoro sarebbe arduo seguire questi progetti senza il ricorso a un ufficio di assistenza tecnica che è in questo caso l`ufficio Ecotec/Recite.

Poco alla volta le competenze dell`ufficio Recite sono state specificate meglio. Attualmente la situazione è chiara a tutti i gestori di progetto. È stata pubblicata e distribuita una guida di gestione. L`ufficio Recite svolge le funzioni di sorveglianza, valutazione e assistenza tecnica. La Commissione decide in merito a tutti gli obblighi contrattuali.

4. IL PROGRAMMA RECITE FINANZIATO DAL FESR

Le difficoltà di sorveglianza e di valutazione

4.4. L`avvio dell`ufficio Recite, che è struttura di sorveglianza, valutazione e assistenza tecnica, costituisce un primo tentativo per disporre di una struttura efficace di realizzazione delle reti Recite e dei progetti-pilota urbani. Prendendo lo spunto da questa prima esperienza si sta ora pensando di attuare altre strutture sperimentali in grado di seguire e valutare le realizzazioni che saranno avviate fra il 1994 e il 1999.

4.5. Il contratto originario con Ecotec prevedeva già la collaborazione della ditta nella preparazione di una conferenza internazionale sulla cooperazione interregionale, partecipazione che risultò più ampia di quanto originariamente previsto, e nell`emendamento al contratto riferito dalla Corte dei conti fu formalizzato un finanziamento integrativo.

Vennero così a cadere le ragioni per organizzare una richiesta di contributi pubblici per finanziare lo svolgimento della conferenza.

Nell`altro caso citato dalla Corte il controllo finanziario ha negato il visto alla proposta d`impegno, fatta dal servizio ordinatore riguardo alla clausola integrativa al contratto esistente. Tuttavia, nella misura in cui questo rifiuto era attribuibile a problemi interni ai servizi della Commissione non imputabili a responsabilità del contraente, la Commissione ha deciso di non tenere conto del rifiuto del visto.

4.6. Le differenze riferite riflettono la diversità dei sistemi adottati dalle varie autorità locali o regionali interessate. Con il supporto dell`ufficio Recite la Commissione ha perciò elaborato una guida per i gestori dei progetti contenente indicazioni sulla presentazione finanziaria da parte delle reti e dei progetti pilota. Per quanto riguarda l`attività informativa, l`ufficio Recite pubblica una circolare periodica e un bollettino distribuito a tutti i partecipanti alla rete. Queste pubblicazioni informano sui progressi e sui risultati di tutti i progetti pilota e delle reti finanziati in comune ai sensi dell`articolo 10 del regolamento del FESR.

4.7. La rete « Commission des Villes » ha promosso un programma annuale di scambio, fra 40 città disseminate in 11 Stati membri, delle esperienze maturate in quattro settori di interesse comune : integrazione nelle aree urbane; urbanistica; sviluppi tecnologici al servizio delle città e rinnovamento urbano. Data la natura del progetto e il grande numero di partecipanti, è normale che la spesa sia dell`ordine di grandezza descritto nel rapporto.

4.8. La Commissione non si occupa della sorveglianza giorno per giorno di tutti i partecipanti alla rete Recite. Il compito spetta in questo caso al capofila, che è la città-pilota dell`Osservatorio urbano europeo (OUE) a Barcellona, che mantiene i contatti con Genova per chiarire la situazione esatta della sua partecipazione a questa rete.

5. LE ATTIVITÀ DI FORMAZIONE, RICERCA,

TRASPORTI, ENERGIA E NEL SETTORE CULTURALE

5.2. Il rapporto rileva che a partecipare al programma DRIVE sono soprattutto le grandi compagnie automobilistiche ed elettroniche. Dei 495 partecipanti a progetti DRIVE provenienti da grandi e piccole imprese, amministrazioni e istituti di ricerca, solo 116, pari al 23 %, sono costituiti da grandi industrie, per un importo totale di 41 MECU pari al 38 % dello stanziamento del programma.

Va notato che il programma studia non solo gli effetti del trasporto urbano, ma anche le sue cause ed esamina anche le possibilità di una riduzione del traffico stradale e le alternative all`auto privata. Il controllo del traffico urbano, il trasporto pubblico e la gestione della domanda di trasporto fanno infatti parte di progetti urbani proposti dalle stesse autorità cittadine e integrano nella pianificazione globale dei trasporti soluzioni telematiche. La telematica per la gestione del trasporto pubblico e della domanda comprende due delle sette aree del programma per la telematica nei trasporti.

Per quanto concerne il coordinamento all`interno della Commissione, il programma contribuisce positivamente all`elaborazione delle politiche comunitarie in materia di trasporto e ambiente. Un esempio di coordinamento in corso è costituito dalla rete delle città POLIS comprendente 40 città e realizzata con il supporto attivo del Fondo regionale. Le città interessate dalla rete POLIS promuovono le parti del programma THERMIE che hanno avuto successo, contribuendo così alla complementarità fra i due programmi. Questi sforzi di coordinamento saranno ulteriormente intensificati nel 4o programma quadro.

5.3. La Commissione sottolinea che la Direzione generale ordinatrice è perfettamente al corrente delle politiche per l`ambiente elaborate dagli altri servizi competenti della Commissione. Va sottolineato che nell`organizzazione stessa di questa Direzione generale il servizio competente assicura un collegamento costante e garantisce per esempio con regolari contatti l`integrazione della politica ambientale nello sviluppo delle tecnologie energetiche.

Riconosciuto dalla Commissione come uno degli strumenti principali per la realizzazione dell`obiettivo comunitario della stabilizzazione delle emissioni di CO2 nell`anno 2000, il programma THERMIE è stato d`altronde oggetto di una stretta collaborazione fra i servizi interessati per quanto riguarda la pubblicazione dei bandi di gara annuali in base ai quali l`industria europea elabora le proprie proposte di progetti riguardanti l`emissione delle sostanze inquinanti. Nel settore dell`ambiente urbano, in particolare, il programma THERMIE ha lanciato bandi di gara per progetti-pilota nei settori dell`edilizia e dei trasporti. Come si può osservare nella descrizione dei progetti, la componente ambientale è molto importante.

Va detto anche che le Direzioni generali interessate organizzano manifestazioni comuni riguardanti l`energia e l`ambiente fra cui il seminario sui biocarburanti svoltosi a Tours nel giugno 1994, il seminario di lavoro sui trasporti pubblici e autobus a Bruxelles nell`ottobre 1994 e uno stand su « Energia-ambiente » nell`ambito dell esposizione THERMIE a Berlino nel settembre 1994.

Rendendosi conto dell`importanza crescente dell`elemento ambiente, la Commissione prenderà comunque tutte le misure atte a intensificare i contatti e la collaborazione fra le DG interessate ai problemi e alle politiche relative all`ambiente urbano.

5.4. Le questioni sollevate dalla Corte dei conti in questo paragrafo sono già all`esame della Direzione generale interessata.

In particolare, le osservazioni della Corte su Berlino saranno esaminate con le autorità competenti nell`ambito di un sopralluogo sul posto.

5.5. I contributi stanziati dalla Commissione per la sua iniziativa culturale di cui all`articolo B3-2000 del bilancio « Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale europeo » sono caratterizzati dalla loro finalità culturale. Obiettivo di questa azione è difatti quello di valorizzare progetti pilota nel campo della conservazione del patrimonio culturale e di promuovere lo scambio di esperienze in materia di metodi e tecniche appropriate di restauro per determinati tipi di monumenti.

In questa ottica l`azione dei progetti-pilota è organizzata ogni anno intorno ad un tema diverso e la selezione dei progetti premiati avviene in base al giudizio di una giuria di esperti. I temi annuali sono scelti in funzione dei problemi specifici della conservazione del patrimonio immobiliare e sarebbe inopportuno stabilire una distinzione arbitraria fra monumenti situati in zone urbane, in zone urbanizzate e in zone rurali. La maggior parte delle azioni citate nel rapporto privilegiano la ricerca di soluzioni innovatrici. Trattasi di un approccio differente da quello del restauro conservativo del patrimonio, in cui il mantenimento di metodi e know-how tradizionali conserva un`importanza primaria. Così, tenuto conto di quanto precede, l`azione dei progetti-pilota è complementare a quella diversa sviluppata per l`ambiente urbano. Gli obiettivi e le procedure di questa azione, che mirano soprattutto a intensificare la cooperazione fra Stati membri e professionisti, specie in materia di scambi di esperienze e know-how nel settore della conservazione del patrimonio, sono d`altronde molto diversi da quelli che ispirano l`azione precedentemente citata per l`ambiente urbano. La Commissione (DG X) si adopererà peraltro perché in tutti i programmi e le politiche comunitarie, in particolare in quelli elaborati per l`ambiente urbano, sia tenuta presente e incorporata la tutela del patrimonio culturale in conformità all`articolo 128 paragrafo 4 del Trattato dell`Unione.

Va infine ricordato che su richiesta del Consiglio e a seguito dell`entrata in vigore dell`articolo 128 del nuovo Trattato la Commissione presenterà entro la fine dell`anno una comunicazione sul patrimonio culturale intesa a proporre un programma d`azione coerente in materia. In questo quadro l`iniziativa attuale dei progetti-pilota per la conservazione del patrimonio immobiliare sarà oggetto di revisione e adeguata soprattutto per tenere conto delle esigenze peculiari del patrimonio immobiliare.

6. CONCLUSIONI

6.1-6.2. La Commissione concorda con l`affermazione di massima della Corte secondo cui la gestione dell`ambiente urbano è questione innovativa e complessa. Non ne condivide però il punto di vista quando essa afferma che gli obiettivi fondamentali da realizzare a breve o a lungo termine sono imprecisi.

Come parte dell`esercizio di bilancio annuale la Commissione illustra all`autorità di bilancio non solo gli obiettivi da realizzare nel breve periodo, ma anche i modi per farlo. Per le azioni a lungo termine il 5o Programma d`azione della Comunità traccia chiaramente gli obiettivi da conseguire nell`arco di otto anni specificando gli strumenti da impiegare e indicando gli operatori economici e sociali (enti locali e imprese) invitati a cooperare e collaborare alla tutela dell`ambiente. Condizione preliminare è che le attività da sostenere devono essere progetti dimostrativi dall`effetto moltiplicatore o progetti necessari alla formulazione di indirizzi politici.

6.3 e 6.7. La Commissione è sensibile alla richiesta implicita della Corte di un migliore coordinamento fra i progetti apparentemente autonomi. Riconosce la necessità di attribuire maggiore attenzione sul piano comunitario ai problemi delle città e di contribuire all`attuazione di politiche urbane sviluppate a livello nazionale, regionale e locale nel rispetto del principio di sussidiarietà.

La Commissione continuerà ad adoperarsi per assicurare una maggiore coerenza delle azioni intese a risolvere i problemi delle aree urbane.

Per quanto riguarda il coordinamento interno, la Commissione è consapevole che alcune carenze vanno affrontate soprattutto a livello procedurale, dove talvolta causano ritardi eccessivi nelle consultazioni interne. Vuole però rilevare che, data la diversa natura delle azioni intraprese e il fatto che nell`affrontare le realtà complesse delle città moderne siano coinvolte molte differenti discipline scientifiche e sociali, il coordinamento è necessariamente più arduo che in altri campi. I problemi di gestione dei programmi sono dovuti a vari intralci tecnici.

Al momento la Commissione coordina i programmi e i progetti di tutela e miglioramento dell`ambiente urbano attraverso strutture formali, come riunioni di coordinamento a livello di unità e di dipartimento (p.es. per la nomina di corrispondenti incaricati dell`integrazione/ambiente nelle Direzioni generali). Si registrano progressi verso un approccio più coordinato fra i dipartimenti interessati e la Commissione prenderà iniziative per incoraggiare il necessario sviluppo futuro in questo settore.

Il coordinamento in seno alla DG XVII sarà reso più efficiente grazie alla riorganizzazione interna avvenuta il 1° giugno 1994. Il nuovo organigramma prevede un unità A5, al cui interno è stato creato il nuovo reparto « Valutazione dei programmi energetici ». Uno dei compiti di questo nuovo reparto consisterà nel proporre suggerimenti per migliorare il coordinamento fra i diversi programmi della Direzione generale.

6.4 e 6.7. A seguito della pubblicazione del Libro verde sull`ambiente urbano () nel giugno 1990 e del 5o Programma d`azione sull`ambiente e lo sviluppo sostenibile, la Commissione pubblicava nel dicembre 1992 un`analisi delle « Attività comunitarie in materia urbana » aggiornato nel luglio 1994. Parallelamente a questi sviluppi, la Commissione ha pubblicato una comunicazione [COM(93) 645 finale del 14. 2. 1994] sull`energia e sulla coesione socio-economica che insisteva soprattutto sugli aspetti urbani dell`uso dell`energia. Questi sforzi, integrati dal lavoro del Gruppo ambiente urbano sul progetto delle città sostenibili per il periodo dal 1993 al 1995, indicano che la prospettiva comunitaria sull`ambiente urbano viene riveduta e aggiornata con regolarità. Queste revisioni e la loro divulgazione assicurano che la politica comunitaria per l`ambiente urbano e le sue azioni siano coerenti con le molteplici iniziative in atto a livello nazionale e locale. Date le numerose iniziative avviate, che evidenziano ciascuna un aspetto particolare dei problemi connessi con l`ambiente urbano, è naturale che la Corte ritenga utile un ulteriore arricchimento incrociato dell`informazione relativa a questi progetti.

6.5-6.6. La Commissione prende atto delle conclusioni della Corte sui miglioramenti da apportare nella definizione e nella descrizione dei progetti e cercherà di assicurare che in futuro essi siano definiti con maggiore precisione. Nondimeno l`esperienza insegna che quando si trattano progetti innovatori e dimostrativi sono necessarie modifiche considerevoli ai progetti e questo fa parte del processo di apprendimento. La Commissione sottolinea che la flessibilità che essa applica nel controllo dell`avanzamento dei progetti non deve essere addotta come la prova di un imprecisa definizione dei progetti.

() GU n. C 33 dell`8. 2. 1991, pag. 4.

() GU n. L 206 del 22. 7. 1992, pag. 1.

() GU n. L 374 del 31. 12. 1988, pag. 15.

() GU n. C 33 dell`8. 2. 1991.

() GU n. C 138 del 17. 5. 1993.

() COM(90) 218 finale del 27. 6. 1990.