31985Y0603(01)

Relazione speciale della Corte dei Conti sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'olio d'oliva

Gazzetta ufficiale n. C 134 del 03/06/1985 pag. 0001 - 0057


RELAZIONE SPECIALE DELLA CORTE DEI CONTI

sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'olio d'oliva

(Parere, articolo 206 bis, paragrafo 4, del trattato CEE)

(85/C 134/01)

La Corta dei conti ha elaborato la presente relazione in ottemperanza alla richiesta inviatale dal Presidente del Parlamento europeo su proposta della Commissione per il controllo di bilancio.

La relazione è stata adottata dalla Corte nella sua riunione del 25 aprile 1985, in conformità dell'articolo 206 bis, paragrafo 4, del trattato CEE.

In precendenza, il 4 marzo 1985, il progetto di relazione era stato trasmesso alla Commissione, le cui risposte figurano in allegato.

INDICE

CAPITOLO 1

INTRODUZIONE

.

Paragrafi

Origine della presente relazione .

1.1

Ambito del controllo .

1.2 1.6

Contesto generale .

1.7. 1.10

L'organizzazione comune dei mercati .

1.11 1.14

Il regolamento di base .

1.11 1.13

Meccanismo del mercato .

1.14

CAPITOLO 2

SITUAZIONE DEL MERCATO DELL'OLIO D'OLIVA DAL 1978/1979 AL 1981/1982

Introduzione .

2.1 2.2

La produzione comunitaria nel contesto mondiale .

2.3

Analisi della produzione e del consumo comunitari .

2.4 2.11

Produzione .

2.5 2.8

Consumo .

2.9 2.11

Scambi tra Comunità e paesi terzi .

2.12 2.14

Scambi intracomunitari .

2.15

Prezzi .

2.16 2.18

CAPITOLO 3

EVOLUZIONE DEGLI STANZIAMENTI ISCRITTI IN BILANCIO

Evoluzione della spesa .

3.1 3.3

Compilazione del bilancio .

3.4

Spesa per Stato membro .

3.5

Esattezza delle previsioni di bilancio .

3.6

CAPITOLO 4

AIUTO ALLA PRODUZIONE

Cenni storici .

4.1 4.7

Aiuto alla produzione originario .

4.1 4.5

La riforma del 1978 .

4.6 4.7

Descrizione schematica del regime .

4.8 4.13

Requisiti essenziali del controllo del regime .

4.13

Disposizioni sul controllo previste dai regolamenti in vigore .

4.14 4.30

Responsabilità di controllo delle organizzazioni di produttori .

4.17 4.21

Controlli sui produttori non associati .

4.22

Responsabilità delle autorità nazionali in materia di controllo .

4.23 4.28

Ripartizione delle responsabilità di controllo .

4.29 4.30

Funzionamento del regime negli Stati membri .

4.31 4.70

Italia .

4.31 4.52

Risultati del controllo .

4.35 4.52

Grecia .

4.53 4.66

Risultati del controllo .

4.59 4.66

Francia .

4.67 4.70

Gestione della Commissione Risultati del controllo .

4.71 4.72

Conclusioni sull'aiuto dalla produzione .

4.73 4.82

CAPITOLO 5

AIUTO AL CONSUMO

Descrizione del regime .

5.1 5.12

Funzionamento del regime negli Stati membri .

5.1 5.35

Italia .

5.13 5.24

Risultati del controllo .

5.24

Grecia .

5.25 5.33

Risultati del controllo .

5.33

Francia .

5.34 5.35

Risultati del controllo .

5.35

Gestione della Commissione .

5.36 5.43

Risultati del controllo .

5.37 5.43

Conclusioni sull'aiuto al consumo .

5.44 5.50

CAPITOLO 6

L'AMMASSO ALL'INTERVENTO

Quadro generale .

6.1 6.13

Funzionamento del regime negli Stati membri .

6.14 6.48

Italia .

6.14 6.31

Risultati del controllo .

6.23 6.31

Grecia .

6.32 6.48

Risultati del controllo .

6.41 6.48

Gestione della Commissione Risultati del controllo .

6.49 6.54

Conclusioni sull'ammasso all'intervento .

6.55 6.65

CAPITOLO 7

ALTRI ASPETTI DELLA RICHIESTA DEL PARLAMENTO

Introduzione .

7.1

Frodi e irregolarità riscontrate .

7.2 7.5

Proposte di miglioramento .

7.6 7.16

Aiuto alla produzione .

7.6 7.13

Aiuto al consumo .

7.14 7.15

Ammasso all'intervento .

7.16

CAPITOLO 8

VALUTAZIONE GENERALE

Il regime attuale .

8.1 8.17

Aiuto alla produzione .

8.5 8.10

Aiuto al consumo .

8.11 8.13

Ammasso all'intervento .

8.14 8.17

Per un sistema di controllo più affidabile .

8.18 8.21

ALLEGATI

I

Utilizzazione delle olive

II

Meccanismo del mercato dell'olio d'oliva

II (a)

Meccanismo del mercato dell'olio d'oliva Prezzi comuni

III

Attendibilità dei dati statistici

IV

Schedario oleicolo

V

I risultati delle analisi dei campioni prelevati in Italia

RISPOSTE DELLA COMMISSIONE

EWG:C134UMBI00.97

FF: UWIT; SETUP: 01; Hoehe: 769 mm; 156 Zeilen; 3958 Zeichen;

Bediener: HELM Pr.: C;

Kunde: c134 um ita s 1-3

ALLEGATO I UTILIZZAZIONE DELLE OLIVE

>INIZIO DI UN GRAFICO>

>FINE DI UN GRAFICO>

ALLEGATO II MECCANISMO DEL MERCATO DELL'OLIO D'OLIVA

>INIZIO DI UN GRAFICO>

>FINE DI UN GRAFICO>

ALLEGATO II (a) Meccanismo del mercato dell'olio d'oliva: Prezzi comuni 1978/1979 1983/1984

>SPAZIO PER TABELLA>

ALLEGATO III ATTENDIBILITÀ DEI DATI STATISTICI

Introduzione

1. Per una sana gestione del mercato e per poter prendere decisioni razionali è indispensabile disporre di statistiche tempestive e affidabili sul mercato in questione. In alcuni casi le statistiche possono essere utilizzate anche per integrare le misure di controllo, in quanto possono denotare un andamento insolito oppure servire per un controllo di credibilità sui dati contabili. Le varie carenze dei sistemi rilevate nella presente relazione sono tali per cui frodi ed irregolarità sono possibili. Non rientra nell'ambito della presente relazione studiare a fondo questo aspetto e mostrare, con controlli approfonditi e su vasta scala, se tali irregolarità siano realmente commesse e, in caso affermativo, su quale scala; nondimeno, nel presente allegato sono esposte alcune riflessioni sulle statistiche relative alla produzione e al consumo di olio d'oliva, soprattutto sotto il profilo del controllo.

2. Come indicato al capitolo 5, l'aiuto al consumo può essere concesso solo per una parte di tutto l'olio consumato, mentre l'aiuto alla produzione può essere concesso, teoricamente, per ogni chilogrammo di olio prodotto. Pertanto non può esservi alcuna relazione tra i quantitativi ammessi ai due tipi di aiuto. Per questa ragione, è opportuno concentrarsi sulla produzione e considerare le statistiche sul consumo solo per le indicazioni che esse possono fornire sulla produzione effettiva. L'esame si limita all'Italia e alla Grecia.

ITALIA

Statistiche della produzione

3. Uno studio delle statistiche della produzione in Italia è reso difficile dall'esistenza di tre fonti distinte e talora contrastanti di informazioni statistiche. Tali fonti sono:

(a) I dati pubblicati dall'Istituto centrale di statistica (ISTAT), basati sui dati trasmessi dai propri agenti dislocati nelle varie province. Questa è la fonte basilare (cfr. il successivo paragrafo 5).

(b) I dati sulla produzione che figurano nei bilanci di approvvigionamento, elaborati del Ministero dell'Agricoltura e Foreste e trasmessi all'EUROSTAT. In questi bilanci i dati sono corretti in funzione di altri fattori quali importazioni nette, variazioni delle scorte e del consumo, per ottenere il pareggio fra risorse e impieghi.

(c) I dati pubblicati dal Consiglio oleicolo internazionale (1) (COI).

4. Nella tabella 1 vengono confrontate le tre serie statistiche, dal 1974/1975 ad oggi.

Il fatto che in tre anni su otto il Consiglio oleicolo internazionale abbia stimato ogni volta la produzione ad un valore inferiore, per circa 200 000 tonnellate, a quello delle stime ufficiali italiane è, a dir poco, allarmante. La differenza è complessivamente di 770 100 tonnellate per gli otto anni considerati (oppure di 506 000 tonnellate, se si considerano le cifre dell'ISTAT, che sono inferiori). Per spiegare questa divergenza, i funzionari della Commissione hanno affermato che i dati forniti al COI si riferivano a stime iniziali e che questo organismo non è solito pubblicare i dati rettificati, disponibili successivamente. Sono parimenti preoccupanti le differenze tra le stime ISTAT e quelle del Ministero (in media 30 000 tonnellate). Allo scopo di chiarire quanto sopra indicato, nel paragrafo che segue si analizza la fonte principale, cioè le stime ISTAT sulla produzione di olive e di olio d'oliva vergine.

5. La tabella 2 riporta le statistiche ufficiali (ISTAT) sulla produzione di olio d'oliva vergine in Italia, insieme ad altri indicatori della produzione quali la superficie coltivata, la produzione di olive e le rese in olio, per un periodo abbastanza lungo per poter rilevare variazioni di tendenza significative. La lenta riduzione della superficie complessiva coltivata ad olivi sembra essere stata compensata dalla tendenza a passare dagli oliveti misti (1) agli oliveti in cui non esistono altre colture. Se si tiene conto di questo fattore, tutti gli indicatori presentano un alto grado di coerenza interna. L'unica eccezione è rappresentata dal notevole aumento (dell'8,5 % circa) delle rese di olio ottenute da un dato quantitativo di olive, aumento che si è verificato verso la metà degli anni '60, quando l'aiuto alla produzione fu introdotto per la prima volta, e che da allora è rimasto invariato. Le rese più elevate possono essere dovute ad un miglioramento delle tecniche di coltivazione, ad esempio dell'irrigazione, od a metodi di estrazione più perfezionati. Certamente vi è stata una graduale conversione dai torchi tradizionali ai frantoi a centrifuga. Ciò nonostante, non è possibile attribuire unicamente a questi fattori la repentinità dell'aumento che, in termini di olio ammissibile all'aiuto è stato in media di 40 000 tonnellate all'anno, né così spiegarne la sua collocazione nel tempo.

>SPAZIO PER TABELLA>

N. C 134/3. 6. 85Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

N. C 134/51

3. 6. 85

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

La produzione che beneficia dell'aiuto

6. La tabella 3 raffronta le statistiche ufficiali con quelle ricavate dalle domande di aiuto alla produzione e i quantitativi che hanno infine beneficiato dell'aiuto. Poiché l'aiuto è concesso anche per l'olio di sansa d'olive, su una quantità pari all'8 % (1) dell'olio vergine prodotto, il raffronto dovrebbe essere fatto a partire dalla seconda colonna. La definizione dell'anno di produzione a fini statistici e quella dell'anno-campagna di commercializzazione ai fini dell'aiuto differiscono leggermente. A parere della Corte, tale differenza in pratica è poco importante ai fini del raffronto e comunque si perde nel confronto dei totali per l'intero periodo.

7. La tabella mostra che le domande di aiuto (colonna 3) di solito indicano una produzione superiore in media di circa 20 000 tonnellate l'anno alle previsioni del raccolto (colonna 2). Per l'intero periodo, tuttavia, e tenuto conto dei normali margini di errore delle statistiche, la tabella non dà motivo di ritenere che i quantitativi ammessi all'aiuto (colonna 4) siano stati sistematicamente superiori ai totali stimati statisticamente. In effetti, sembra vero il contrario.

>SPAZIO PER TABELLA>

N. C 134/3. 6. 85Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

N. C 134/52

3. 6. 85

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

8. Il confronto di cui sopra può essere valido solo nella misura in cui le due serie di dati sono indipendenti. In Italia le statistiche ufficiali della produzione di olio d'oliva sono derivate da stime del raccolto di olive. Queste stime vengono elaborate sul posto, in periodi successivi nel corso della maturazione e vi provvedono organismi provinciali, in ciascuna delle diverse migliaia di zone di produzione omogenee. Le stime in causa sono integrate da

campioni, prelevati in frantoi selezionati, delle rese in olio ottenute. Il fatto che gli uffici provinciali incaricati di sovrintendere a queste operazioni siano, in alcuni casi, addetti anche alla verifica delle domande di aiuto, inserisce nel confronto una certa distorsione statistica che, purtroppo, non può essere misurata. Una distorsione statistica di tale natura non mette in dubbio l'integrità dei servizi in questione, ma semplicemente rende incerti sul valore dei confronti.

9. Dal «tentativo» di verifica, ossia dalle differenze tra i quantitativi dichiarati e i quantitativi ammessi all'aiuto, illustrate alle colonne 5 e 6, risultano notevoli variazioni nel corso del periodo esaminato.

Statistiche del consumo

10. Un metodo comunemente applicato per ottenere statistiche sui consumi è quello basato sui flussi di beni. Partendo dalla produzione, dopo aver aggiunto le importazioni e detratto le esportazioni (entrambe sono note con soddisfacente precisione) e tenuto contro delle variazioni delle scorte (accertabili con maggiore difficoltà ad eccezione delle scorte di intervento), il consumo è dato da quanto rimane. Questo è il metodo applicato in Italia. Esso è integrato, per quanto concerne il consumo umano, da verifiche di credibilità basate su indagini sui bilanci delle famiglie, che sono condotte ogni anno su un campione di 36 000 famiglie. I bilanci così ottenuti figurano alla tabella 4.

>SPAZIO PER TABELLA>

Fonte: Bilanci di approvvigionamento Eurostat Cronos.

n.d. = non disponibile.

11. Una caratteristica evidente della tabella è l'ampiezza delle variazioni delle scorte in taluni anni. Nel 1967/1968, le scorte sono aumentate di 217 000 tonnellate (1), di cui solo 13 000 tonnellate sono state conferite all'intervento. Questo aumento apparente delle scorte commerciali private, prodottosi poco dopo l'introduzione

dell'aiuto comunitario nonostante la creazione di scorte d'ammasso pubblico e che in media ha rappresentato 140 000 tonnellate in più rispetto al periodo precedente, è tale da sollevare alcuni interrogativi sull'esattezza dei dati relativi alla produzione e al consumo che figurano nei bilanci.

12. In una relazione al Consiglio del 29 settembre 1972 (2) la Commissione ha esposto un'analisi approfondita delle statistiche della produzione e del consumo in Italia per il periodo dal 1966/1967 al 1970/1971. Nelle conclusioni di questo studio si afferma che non è possibile spiegare con gli indicatori economici disponibili il livello del consumo di olio d'oliva ricavabile dalle domande di aiuto alla produzione. Di conseguenza, la Commissione (DG VI) da allora non ha più presentato stime della produzione o del consumo, né al Consiglio, che deve prendere le decisioni in materia di politica dei prezzi, né nelle relazioni annuali sulla «Situazione dei mercati agricoli». Stranamente, la Corte è stata però informata che l'EUROSTAT, il servizio statistico della Commissione, ha accettato senza obiezioni le statistiche italiane; apparentemente, esso non era al corrente delle riserve della

DG VI.

13. In documenti sottoposti di recente al Consiglio, per discutere le conseguenze dell'ampliamento e in particolare della proposta di adottare un rapporto di 2:1 tra il prezzo dell'olio d'oliva e il prezzo degli oli di semi commestibili, la DG VI ha presentato bilanci elaborati in base a proprie stime, che indicano un andamento del consumo sostanzialmente diverso da quello dei bilanci ufficiali, cioè in media circa 11 000 tonnellate in meno l'anno. Tuttavia, anche le stime della Commissione sono sospette, soprattutto perché non tengono affatto conto delle variazioni intervenute nelle scorte private. A fini comparativi, i dati sul consumo della Commissione sono riportati nella colonna 10 della tabella 4, e vanno confrontati con la colonna 6.

14. I controllori della Corte hanno fatto notare all'EUROSTAT una «perdita» di 60 000 tonnellate nel bilancio per il 1980/1981 (colonna 7 della tabella 4). Non essendo in grado di darne alcuna spiegazione, l'EUROSTAT ha scritto alle autorità italiane competenti per tali statistiche. La risposta delle autorità italiane è consistita nell'eliminare la «perdita» rettificando una serie di voci del bilancio per gli anni 1979/1980, 1980/1981 e 1981/1982. Le modifiche più importanti sono consistite nell'aumentare il consumo interno per il 1979/1980 di 41 000 tonnellate e nel ridurre in misura corrispondente le scorte finali. Pertanto, quella che era una perdita apparente di 60 000 tonnellate nel 1980/1981, è stata trasformata in un aumento delle scorte. Per la rettifica delle cifre in causa non è stata data alcuna spiegazione.

GRECIA

15. Come per l'Italia, si possono consultare tre fonti di statistiche sulla produzione, che figurano alla

tabella 5.

>SPAZIO PER TABELLA>

3. 6. 85

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

Benché le tre serie riportino dati differenti, esse indicano tutte un notevole aumento della produzione nel 1980/1981, anno in cui è stato introdotto l'aiuto alla produzione. Interpellate dalla Corte dei conti, le autorità elleniche hanno fornito le seguenti possibili spiegazioni:

(a) il fatto che dal 1960 al 1975 sono stati piantati 26,5 milioni di olivi; e

(b) il fatto che gli olivicoltori, dopo l'adesione alla Comunità, hanno intensificato la produzione.

16. Si confrontano qui di seguito le statistiche della produzione e le domande di aiuto.

(1 000 t)

1980/1981

1981/1982

Stime del Ministero dell'Agricoltura

371

259

Stima, dell'Ufficio statistico ellenico, dell'olio vergine + 8 % per l'olio di sansa di olive

407

n.d. (1)

Dati forniti dalle autorità elleniche alla Corte dei conti

330

230

Dati forniti dalle autorità elleniche alla commissione per il controllo di bilancio del Parlamento europeo

337

242

Quantitativi per cui è stata presentata una domanda di aiuto

338

200

Quantitativi che hanno beneficiato dell'aiuto

337

212

17. In data 11 aprile 1984, la Commissione ha richiamato l'attenzione delle autorità elleniche, fra l'altro, sui pagamenti apparentemente eccessivi per il 1981/1982 ed ha chiesto di bloccare i versamenti in attesa dell'esito di un'indagine sul posto.

Bilanci

18. I bilanci per la Grecia trasmessi all'EUROSTAT (cfr. la tabella 6) indicano per il 1980/1981 un aumento sostanziale, da 170 000 a 283 000 tonnellate, del consumo di olio di oliva destinato all'alimentazione umana. Questo aumento è stato segnalato dalla Corte alle autorità elleniche; secondo queste si trattava di un errore. Poco dopo le stesse autorità hanno notificato all'EUROSTAT una diminuzione di 60 000 tonnellate nel dato relativo al consumo ed un ulteriore aumento equivalente delle scorte. Di conseguenza, l'aumento delle scorte, già elevato (+ 63 000 tonnellate) rispetto agli anni precedenti, è passato a + 123 000 tonnellate, di cui 74 000 possono essere dovute a vendite nette all'ammasso pubblico (e alla liquidazione di scorte anomale di riporto prevista nel trattato di adesione). La correzione, che implica un aumento delle scorte commerciali private nell'ordine di 50 000 tonnellate circa, richiede una spiegazione.

>SPAZIO PER TABELLA>

3. 6. 85

Gazzetta ufficiale delle Comunità europee

Osservazioni

19. Allo stato attuale, non è possibile basare uno studio analitico rigoroso sulle statistiche relative alla produzione ed al consumo di olio di oliva in Italia e in Grecia. L'esistenza di molteplici serie statistiche, che differiscono notevolmente l'una dall'altra, è una caratteristica estremamente insoddisfacente. L'errore, rilevato nel corso del controllo, nei dati sul consumo in Grecia, le modifiche apportate ai dati italiani per eliminare la «perdita» nel 1980/1981 e le variazioni apparentemente incostanti dei dati relativi alle scorte per entrambi i paesi, aggiungono altri elementi di dubbio. Malgrado le predette limitazioni, tuttavia, le statistiche evidenziano una chiara soluzione di continuità prodottasi più o meno quando nei due paesi è iniziata l'applicazione del regime comunitario, circostanza che non può essere interamente spiegata con fattori noti.

20. Nel settore statistico, la divisione «mercati» della Commissione e il suo servizio statistico sembrano seguire una politica incoerente. L'assenza di coordinamento tra i due servizi ha fatto sì che taluni errori non siano stati scoperti e che fenomeni insoliti non siano stati studiati. Una conseguenza più grave è che non vi è stata alcuna spinta verso una riforma dell'apparato statistico ed il braccio legislativo della Comunità è stato così privato di uno strumento importante per la formulazione della propria politica.

(1) Il COI rappresenta la maggior parte dei paesi produttori del mondo, compresa la Comunità.

(1) Dove gli olivi sono frammisti ad altre colture.

(1) In precedenza 9 % e, prima ancora, 10 %.

(1) Da 168 000 a 385 000 tonnellate.

(2) Rif. 2022/72 (AGRI J 98/FIN J 42).

(1) n.d. = non disponibile.

ALLEGATO IV SCHEDARIO OLEICOLO

I progetti

1. Dopo che, agli inizi degli anni '70, le sue proposte erano state respinte, la Commissione progettò la creazione di uno schedario oleicolo in tutti gli Stati membri produttori, destinato a fornire informazioni precise sul potenziale produttivo di olive e di olio d'oliva, e ad assicurare un migliore funzionamento del regime degli aiuti. Nel gennaio 1975 il Consiglio adottò un regolamento di base (1), a norma del quale gli Stati membri produttori (due all'epoca) dovevano istituire un tale schedario, che consentisse di determinare per ciascuna azienda:

(a) entro due anni dall'entrata in vigore del regolamento (cioè prima del 24 gennaio 1977), la superficie oleicola totale, con gli estremi catastali delle parcelle che la compongono e il numero totale degli olivi;

(b) entro sei anni dall'entrata in vigore (cioè prima del 24 gennaio 1981) dati più particolareggiati quali: i nomi dei proprietari dell'azienda, le varietà di olivi e le esatte condizioni di coltivazione.

Il registro doveva essere aggiornato periodicamente. Le spese relative erano da porsi a carico del bilancio comunitario (FEAOG-garanzia), ma, a titolo di compensazione, l'aiuto alla produzione fissato dalla Comunità doveva essere ridotto, in base a percentuali variabili a seconda della campagna di commercializzazione.

2. Trascorse un periodo di quasi cinque anni prima che iniziasse la costituzione dello schedario. Secondo la Commissione questo ritardo è dipeso da studi di fattibilità e da prove sperimentali condotte sotto gli auspici della Comunità. Solo con l'adozione del regolamento (CEE) n. 2276/79 (2) della Commissione sono state definite modalità più concrete. Malgrado l'immensità del compito e gli ardui problemi che esso comportava, risultò che la ripresa aerofotografica costituiva il metodo migliore per ottenere dati di base quali: superficie e ubicazione delle parcelle, nonché numero di olivi in Italia. Per quanto riguarda la Francia e, laddove possibile, per alcune zone in Italia, questi dati sarebbero stati ottenuti mediante computo degli olivi sul terreno e verifiche delle mappe catastali. In entrambi i casi, i dati supplementari sui proprietari e sulle condizioni di coltivazione sarebbero stati rilevati presso gli olivicoltori o mediante visite in loco. Per le operazioni di rilevamento aerofotografico fu definita una serie di metodi (otto in tutto) comprendenti: le operazioni preliminari di zonaggio, l'acquisizione e l'armonizzazione delle mappe catastali, la ripresa aerofotografica e la costruzione delle ortofotografie riportando su queste ultime i limiti catastali. Fra i metodi figuravano anche l'interpretazione delle fotografie per determinare la superficie esatta delle parcelle olivicole e il numero degli olivi, nonché il controllo dei risultati e la loro presentazione sotto forma di tabelle.

3. Con il regolamento (CEE) n. 3453/80 (3) del Consiglio, il regolamento del 1975 è stato esteso alla Grecia e la decorrenza dei termini di due e sei anni è stata fissata al 1g novembre 1982. Non si sa ancora se sarà imposto il rilevamento aerofotografico.

Esecuzione

4. I lavori relativi alla costituzione dello schedario oleicolo si trovano a stadi diversi negli Stati membri. La Francia ha eseguito le operazioni preliminari, ma è ancora troppo presto per prevedere quando lo schedario potrà diventare operativo.

5. Nel giugno 1981, l'Italia ha firmato un contratto con un consorzio composto di quattro aziende specializzate, che sono state incaricate di attuare il progetto. Il lavoro doveva concludersi in sei anni. Per la raccolta dei dati ci si è rivolti anche alle quattro unioni di produttori. La Corte è stata informata che, rispetto alle disposizioni del contratto, si erano compiuti progressi soddisfacenti e che si prevedeva che il progetto sarebbe stato ultimato prima del termine fissato nel contratto. Rispetto allo scadenzario ufficiale, ed anche tenendo conto dei cinque anni dedicati ai lavori preliminari, si registra già un ritardo di oltre tre anni nel completamento della prima fase. In effetti, il contratto non prevede le due fasi menzionate nelle disposizioni comunitarie. Date le circostanze non è possibile prevedere in modo fondato quando lo schedario potrà essere pienamente operativo in Italia.

6. In Grecia non esiste un sistema di registrazione della proprietà fondiaria, né esistono mappe catastali. Di conseguenza, le autorità elleniche considerano lo schedario oleicolo un progetto a lungo termine, che richiederà almeno 10 anni. Qualche tempo fa sono state presentate alla Commissione alcune proposte preliminari per uno studio pilota, ma finora non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Aspetti finanziari

7. Nella tabella 1 sono indicate, in percentuale, le trattenute operate sull'aiuto alla produzione per finanziare la costituzione dello schedario oleicolo.

8. L'istituzione dello schedario oleicolo è stata intrapresa senza procedere ad un'analisi approfondita e realistica dei suoi costi e benefici. Il memorandum esplicativo presentato dalla Commissione insieme al regolamento (CEE) n. 154/75 prevedeva un costo per l'Italia e la Francia insieme non superiore a 12 Mio ECU, e contemplava la possibilità di un importo più elevato. Informazioni più recenti indicano che tale costo sarà molto più alto. All'epoca della stesura della presente relazione la Commissione non era ancora in grado di quantificare con certezza il costo definitivo. La spesa complessiva posta a carico del bilancio comunitario ammontava, alla fine del 1983, a 26,63 Mio ECU; le trattenute alla fine del 1982 1983 erano pari a 27,45 Mio ECU.

>SPAZIO PER TABELLA>

(1) Regolamento (CEE) n. 154/75 del Consiglio, GU L 19 del 24. 1. 1975, pag. 1.

(2) GU L 262 del 18. 10. 1979, pag. 11.

(3) GU L 360 del 31. 12. 1980, pag. 15.

ALLEGATO V I RISULTATI DELLE ANALISI DEI CAMPIONI PRELEVATI IN ITALIA

1. Uno degli otto campioni prelevati presso il centro di Bari, classificato come olio fino, presentava caratteristiche organolettiche tali per cui era possibile classificarlo soltanto come olio lampante. È quindi lecito chiedersi se queste caratteristiche siano sfuggite al controllo all'entrata oppure se siano dovute a condizioni di conservazione insoddisfacenti. Degli altri 7, uno solo, dopo l'analisi, è rimasto nella categoria originaria.

2. I risultati delle analisi svolte su 15 campioni di olio classificato come olio «fino» e prelevati presso il centro di Lecce, e precisamente 13 oli «semifini» di qualità mediocre e 2 oli «lampanti» di qualità scadente, fanno pensare che gli oli immagazzinati in questo centro siano rimasti sistematicamente esclusi dall'operazione di riclassificazione eseguita sei mesi prima.

3. I risultati delle analisi svolte sui 10 campioni prelevati presso il centro di Reggio Calabria erano tali per cui, a prescindere da un problema di portata dell'analisi spettrofotometrica, è lecito nutrire forti dubbi sulle modalità di conservazione dell'olio immagazzinato, in particolare per quanto riguarda la manutenzione e la pulizia degli impianti. Infatti:

(a) per 2 dei 5 campioni di olio «lampante», il coefficiente di estinzione risultava nella fase finale dell'analisi, cioè dopo neutralizzazione e decolorazione, al di fuori dei limiti previsti per l'olio «lampante». In mancanza di un'analisi adeguata all'entrata all'ammasso, non è possibile spiegare questo fenomeno.

(b) 3 degli stessi 5 campioni di olio «lampante» presentavano un tenore di B-sitosterolo di gran lunga inferiore al limite minimo del 93 % fissato dal regolamento. Supponendo che questa caratteristica (determinata in occasione di ogni analisi) rispondesse ai requisiti previsti all'epoca dell'entrata all'ammasso, occorre ricercare le cause del deterioramento nelle condizioni di conservazione, ad esempio:

(i)

contaminazione da residui di olio di sansa o di vecchio olio lampante, accumulatisi sul fondo delle vasche, oppure,

(ii)

contatto con il cemento di pareti danneggiate,

(iii)

in ogni caso deficienze di ordine tecnico.

(c) In tutti i 5 campioni di olio di sansa il tenore in acqua ed impurità era troppo elevato (il solo tenore in acqua superava già il limite del 2 % per l'intero campione, mentre il totale del tenore in acqua e del tenore in impurità del campione variava da 2,9 a 4,0 %). La spiegazione più probabile è che acqua e impurità si siano accumulate sul fondo delle vasche a causa di una pulizia insufficiente, e la loro presenza è estremamente favorevole all'acidificazione, e quindi ad un deterioramento accelerato dell'olio; ne consegue un effetto diretto sul prezzo di vendita.